28 July, 2021
HomePosts Tagged "Antonello Pirotto"

[bing_translator]

Antonello Pirotto, per anni leader della RSU Eurallumina, ha presentato una nuova querela al Commissariato di Carbonia, nei confronti dell’autore «di insulti diffamatori e dai contenuti minacciosi pubblicati su Facebook, che sfociarono con una querela ratificata in data 9/11/2019, cui  faceva seguito un’ulteriore segnalazione e deposito di nuovi allegati contenenti affermazioni dello stesso tenore dei precedenti».

«Più volte, in questi lunghi anni, a seguito della mia attività e avendo avuto una visibilità esponenziale sui mediadice Antonello Pirotto -, sono stato oggetto di vili ed infami attacchi attraverso il subdolo mezzo dei social, da parte di chi evidentemente è contrario alle istanze che portavo avanti. La maggior parte delle volte ho soprasseduto nel perseguire i responsabili, a parte alcuni casi, quando il limite della sopportazione era stato ampiamente superato, arrivando sino al tavolo di un giudice ed ottenendo ampia soddisfazione. Questo è uno di quei casi, dove l’accanimento è evidente, creando ripercussioni concrete alla mia dignità, nel tentativo di ledere o indebolire la mia attività sindacale e di costante azione nella vertenza Eurallumina e dell’intero comparto industriale di Portovesme.»

«Ribadisco che tali atti hanno conseguenze negative sui miei familiari, mia moglie e i miei figli, e tra i tanti amici che mi stimano e hanno apprezzato la mia opera che sin qui ha portato indubbi vantaggi a tanti lavoratori e alle loro famiglie, che se ancora hanno una possibilità di portare a casa un reddito ed avere una speranza di piena ripresa lavorativa, lo devono all’incessante azione di lotta portate avanti da me e dai miei colleghiconclude Antonello Pirotto -. Una situazione per me penalizzante e credo ingiustificata, che deve avere una conclusione. Non sono disponibile a tollerare oltre, è per questo che sono determinato ad avere soddisfazione attraverso le corrette vie legali, perché oltre alle reiterate querele mi sono affidato, a mia tutela, alle prestazioni professionali di un legale, conferendogli l’incarico di seguire l’iter previsto in questi casi.»

[bing_translator]

Quante similitudini tra Arsia e Carbonia, città dalle origini e dai destini incrociati.
Costruita in un anno e mezzo dal regime fascista, dal progetto dello studio triestino di Gustavo Pulitzer Finali, grande architetto che si occupò, insieme a Cesare Valle e Ignazio Guidi, anche della realizzazione di Carbonia. Nel gruppo di lavoro figura la firma dell’architetto sloveno Zorko Lah, che realizzò i progetti di una tipologia di “palazzine” di Carbonia, le LACCHI N e R, visibili nella parte bassa di via della Vittoria  tra via Mazzini e Via Domenico Millelire), il suo cognome a seguito delle assurde regole imposte dal fascismo, fu italianizzato appunto da Lah a Lacchi.
Arsia fu inaugurata con la tipica enfasi propagandistica fascista il 4 novembre 1937, a rappresentare il regno ed il regime il Duca di Spoleto, la prima città-azienda, 12 mesi dopo seguì, il 18 dicembre 1938, la più grande e popolosa Carbonia.
L’architettura della cittadina in puro stile razionalista, sorta dopo le bonifiche che comportarono il prosciugamento di un lago, fu dotata dei servizi principali, scuole, ospedale, campo sportivo, ufficio postale, cinema, una piscina e di un albergo, statue del famoso scultore Marcello Mascherini. La Chiesa, dedicata a Santa Barbara, patrona dei minatori, ha una forma particolare, ricorda un carrello rovesciato per il trasporto del carbone, ed il campanile quello di una lampada usata in galleria, fu opera così come il palazzo municipale, dello stesso Pulitzer Finali.
Già nel 1936, poteva contare su 6.978 abitanti, sotto l’amministrazione di Albona e Barbara D’Istria, divenne comune autonomo nel 1937, con una popolazione arrivata a circa 10mila unità.
Questo alla luce del sole, mentre sotto terra, l’estrazione del carbone era ai suoi picchi massimi, erano già operative 160 km di gallerie, sino ai 350 metri di profondità, ma si dice che arrivassero anche a quota meno 500.
Minerale strategico e di ottima qualità, veniva addirittura paragonato, per le sue proprietà, a quello estratto nel Galles.
Viscere della terra pericolose e teatro, da subito, di numerosi incidenti mortali (nel 1937 furono 17 i morti, nel 1939 si registrarono 7 vittime), preludio a quello che sarebbe avvenuto, qualche anno dopo la sua inaugurazione.
Troppo importante quella produzione, per il regime autarchico, scelta obbligata a causa dell’embargo imposto all’Italia dopo l’invasione di Mussolini all’Etiopia.
Era il 28 febbraio del 1940, alle ore 4,35 del mattino, poco prima dell’avvicendamento dei turni di lavoro, un violentissimo scoppio nei livelli, 15, 16, 17 e 18, a morire furono in 185. Giovani prevalentemente istriani locali, età media trent’anni, il più giovane di soli 17, ma anche veneti, friulani, lombardi, emiliani, toscani, siciliani, marchigiani. Stando alle ricerche furono 53 quelli sardi o, comunque, provenienti dalla Sardegna. Il numero degli intossicati fu di 150, di coloro che perirono successivamente per le gravi ferite riportate è imprecisato.
Una morte orribile, asfissiati dal gas o seppelliti dalle frane, “un inferno di fuoco e polvere”, ci vollero molti giorni per recuperare le salme.
Una spasmodica lotta dei colleghi per riportare in superficie le spoglie di quei minatori e restituirle alle famiglie, tra loro si distinse un minatore e sindacalista triestino, Arrigo Grassi, che subito dopo il disastro, si calò ripetute volte nelle gallerie, salvando una decina di colleghi, prima di trovare la morte anche lui, sopraffatto dai micidiali gas. Un vero eroe e, per questo, ad imperitura memoria ricordato come tale.
Il regime tenne celata la notizia, una vera censura, qualche breve cronaca sulla stampa riportava dati che tendevano a minimizzare, 60 morti, qualche decina di feriti.
Non fu cosi, perché quella fu la più grande tragedia dell’industria estrattiva italiana, addirittura tra le più catastrofiche a livello mondiale, ma a differenza di Marcinelle, quelle vittime non hanno mai avuto il giusto tributo e gli onori che meriterebbero. Viene definita “la tragedia dimenticata“, le vicende di confine, susseguite alla conclusione della seconda guerra mondiale, resero quei morti “figli di nessuno”.
I freddi verbali redatti dai Regi Carabinieri liquidarono la tragedia «come omissione delle misure di sicurezza». Quali norme di sicurezza potevano essere osservate, quando la Germania era già in guerra, causa il blocco navale alleato, non riforniva più l’Italia dell’insostituibile carbone e la produzione ad Arsia aumentò repentinamente da 300mila tonnellate ad un milione di tonnellate annue, impegnando 7.000 addetti.
L’astensione dal lavoro durò tre settimane, una fortissima reazione, visti i tempi e le limitate libertà che venivano imposte.
Non pagò realmente nessuno per quella sciagura, in sordina pochi giorni dopo, i vertici dell’Ente Nazionale Carboni, vennero azzerati, ma tutto si concluse con quell’unico atto burocratico.
Ogni anno, in quella data funesta, si rende onore a quei caduti, l’amministrazione locale, e tante associazioni si stringono nel ricordo di quel tragico evento, da qualche anno anche il governo italiano partecipa ufficialmente alla commemorazione.
Arsia, dal 1943 al 1945 fu occupata dai nazisti, a cui si sostituirono i partigiani jugoslavi, che destinarono ai lavori minerari prigionieri di guerra e condannati ai lavori forzati.
Nel 1943 in una foiba, nei pressi di Albona denominata dei “colombi” subito dopo l’armistizio dell’otto settembre, furono gettati in una voragine carsica 72 italiani, dei quali una ventina dipendenti dell’Azienda Carboni Italiani (in totale quelli accertati nelle riesumazioni dalle varie foibe, come dipendenti A.CA.I. furono una sessantina), alcuni di loro provenienti da Carbonia, tra i quali Alberto Picchiani, giovane direttore dell’A.CA.I. che gestiva 9mila operai, giustiziato dai partigiani di Tito il 5 ottobre 1943.
Nel dopoguerra in quel clima di costante pericolo ci fu il mesto e duro esodo delle famiglie italiane.
Arsia fu annessa ufficialmente alla Repubblica Socialista Jugoslava nel 1961.
L’attività estrattiva andò via via diminuendo, sino a cessare definitivamente nel 1992.
Arsia (in croato Raza) oggi è un comune croato, situato nella parte sud orientale dell’Istria, dista 4,5 km dal centro più importante Albona e 121 km da Trieste. Conta circa 3mila abitanti, per oltre il 90 per cento di madrelingua croata, un 5 per cento bosniaca quella italiana risulta ormai marginale.
Purtroppo, causa le stringenti misure di prevenzione per il cosiddetto “coronavirus”, le cerimonie sono state annullate e saranno celebrate a data da destinarsi.
Alle cerimonie per la commemorazione dell’ottantesimo anniversario della tragedia, avrebbe dovuto presenziare a titolo personale, anche una rappresentanza proveniente da Carbonia.
Un invito pervenuto dall’amministrazione di Arsia, al ricercatore storico ed appassionato di storia locale, originario di Carbonia, Mauro Pistis, che più volte ha visitato la cittadina, e ha approfondito e scritto più volte sull’argomento  Con i suoi studi ha contribuito a togliere un velo di oblio sul dramma accaduto 80 anni addietro, approfondendo i vari aspetti storici, architettonici e sociali che legano Arsia e Carbonia.
Antonello Pirotto

[bing_translator]

Enrico Pulisci e Gian Marco Mocci, due componenti della RSU Eurallumina protagonista della lunga vertenza per il rilancio produttivo dello stabilimento di Portovesme, hanno commentato in una nota diffusa questa sera, la decisione di Antonello Pirotto di lasciare la RSU, annunciata questa mattina nel corso dell’assemblea generale.

Di seguito, il testo integrale.

«La decisione del collega Antonello Pirotto di dimettersi dalla RSU Eurallumina, dopo 11 anni di lotta unitaria, serrata e ininterrotta, non può che recarci grande dispiacere. Dispiacere alimentato dall’ottimo rapporto che, con Antonello, in questi anni di lotta, fianco a fianco, si è creato, in un crescendo di esperienze comuni, di confronto e discussione, di situazioni particolari vissute e al limite della “normalità” e per questo difficili anche da raccontare e spiegare; situazioni, dove la tensione continua, che da anni ci scorre nelle vene, ci ha logorato, ma ci ha tenuto sempre attivi, con picchi devastanti che più volte ci hanno messo in ginocchio, ai quali abbiamo sempre prontamente reagito, facendoci forza l’un l’altro, rialzandoci più determinati di prima.

Periodi che ci hanno visto passare dal trascorrere insieme notti di segregazione, al dormire su freddi e non certo comodi tavoli in sedi istituzionali occupate, ad essere accolti (dopo estenuanti presidi giornalieri davanti alle sedi delle massime istituzioni nazionali) a portare i problemi dei lavoratori all’attenzione dei vertici dello Stato italiano nelle stanze di Palazzo Chigi, il cui arredamento d’epoca ha avuto l’onore di sostenere le terga dei lavoratori Eurallumina, in tenuta da lavoro, con tuta ed elmetto (cosa mai successa prima), stesso ambiente nel quale normalmente vengono accolti i capi di Stato in visita ufficiale. Insieme, abbiamo attraversato periodi nei quali gli unici che continuavano a credere in quello che stavamo facendo eravamo noi stessi, soli. In mezzo a tutto questo, tanti altri avvenimenti, a volte dolorosi, a volte con la capacità di strapparci un sorriso, importanti o meno, ma che ci hanno visto affrontarli sempre nell’unione di intenti che, dai primi giorni di questa avventura, abbiamo messo come punto fermo di quel movimento che ci ha portato sino ad ottenere l’enorme risultato per la vertenza con la delibera V.I.A. del 5 dicembre 2019.

Una unitarietà nella lotta che è stata cercata, voluta ed ottenuta, proprio grazie ad Antonello ed alla sua visione di un movimento operaio che non può e non deve prescindere da un’unità di intenti e di azione per arrivare all’obiettivo principale, che è e deve essere sempre, quello di rivendicare i diritti dei lavoratori, cosa che noi abbiamo sempre condiviso e con lui messo in pratica. Determinante è stato poter attingere dalla trascorsa esperienza di Antonello, che da subito, per chi tra noi ha avuto l’umiltà di voler apprendere, è stata sempre messa a disposizione: sia quella sindacale che quella decennale del mondo dell’informazione, argomento oggi sottovalutato dai più. Questa storia che va a concludersi, è fatta anche da persone con caratteri diversi (ognuno ha il suo), che hanno creato affinità, in altri casi antipatie, simpatie o grandi amicizie, situazioni affrontate dal 99% dei coinvolti con grande onestà intellettuale, guardando oltre le differenze caratteriali, riconoscendo il chiaro intento di perseguire sempre l’obiettivo principale mirato ad ottenere il bene di tutti, intento sostenuto poi dai diversi risultati ottenuti per tutti e che ci hanno portato sino ad oggi ad essere ancora in piedi, con uno stipendio ed un’Azienda che vuole investire nel nostro territorio…per l’1% che avanza, la scusa delle differenze caratteriali nasconde l’affinità a rimestare nel torbido, ma non è cosa che ci appartiene.

Di Antonello ci mancherà la predisposizione per l’organizzazione precisa e puntigliosa, alla quale, in realtà, ci siamo tutti dovuti abituare e con la quale ci ha dimostrato quanti risultati con rigore e determinazione, anche all’apparenza irraggiungibili, possono essere traguardati. Puntigliosità e precisione anche nei dettagli, come l’importanza di apparire in occasioni pubbliche o di semplice mobilitazione, perché grazie ad Antonello, abbiamo imparato che esiste una deontologia anche per chi protesta e per chi rappresenta persone in difficoltà, concetto per alcuni difficile da digerire e per noi antipatico ed impopolare da ribadire, ma che ci ha permesso oggi, come rappresentanti sindacali e, soprattutto ,come movimento dei lavoratori Eurallumina, di essere stimati e riconosciuti come persone serie e affidabili in tutta Italia, le “Tute Verdi Sulcitane”.

Per noi  questo è stato un periodo di grande crescita personale.

Il nostro dispiacere per questa decisione si stempera però quando ripensiamo all’intensità dall’impatto devastante che 11 anni di lotta hanno avuto su di noi e le nostre famiglie ed in modo particolare su Antonello e la sua famiglia. L’essere il portavoce ed il capo fila di un movimento così importante e con un impatto sociale ed economico di questi livelli, aver ottenuto una visibilità mediatica messa sempre a disposizione del movimento dei lavoratori Eurallumina e dell’intero territorio (non c’è stata occasione dove tutte le realtà del territorio non siano state coinvolte nelle diverse opportunità mediatiche nazionali e regionali nelle quali Antonello ci ha rappresentato) fa sì che si sia esposti in modo personale. L’impegno profuso per anni, dalla mattina alla sera ed alla notte, facendo un lavoro che solo una persona poteva fare e che per non inficiarne l’esito non poteva essere suddiviso, proverebbe chiunque e ne giustifica la stanchezza. Se questi anni sono stati pesanti per noi, per Antonello lo sono stati molto di più…e quel “molto di più” potrà tranquillamente essere considerato un eufemismo.

Quindi, cercando di non fare ragionamenti egoistici, ci dispiace infinitamente, ma comprendiamo e rispettiamo la posizione e la decisione di Antonello, che ringraziamo per tutto quello che ha fatto, elenco che non potrà certo essere contenuto in un comunicato come questo.

Augurandogli di riprendere, con tanta tranquillità, il corso normale della sua vita, speriamo che possa continuare a dare il proprio contributo nel mondo sindacale, attraverso la sua organizzazione di riferimento, che crediamo vorrà valorizzare la sua figura, anche perché visto il futuro incerto ed oscuro che attende i lavoratori italiani ed i loro diritti, c’è la necessità di uomini come lui che, sopratutto, abbiano idee come le sue.

E’ finita un’epoca, un periodo storico che resterà negli annali del movimento operaio italiano oltre che del territorio e della Sardegna. Siamo orgogliosi di averne fatto parte. Adesso si apre una nuova fase, per noi e per coloro che vorranno esserci, continueremo a combattere forti delle esperienze di questi anni e lo faremo per il rispetto che abbiamo per chi in questi anni ci ha creduto e con noi ha sofferto e lottato.

Caro Antonello, sai già che siamo stati onorati di vivere con te questo periodo particolare della nostra vita lavorativa e sindacale che ci ha dato grandi insegnamenti. Durante questo periodo abbiamo consumato insieme suole nelle strade, abbiamo sudato in estati torride e ci siamo ammalati in inverni freddi ed umidi, abbiamo discusso animatamente e ci siamo abbracciati, abbiamo consumato elmetti battendoli a terra ed abbiamo dormito nei posti più improbabili, per il bene di tutti, insomma, abbiamo mangiato lo stesso pane, che non è inteso solo come cibo, ma è l’aver condiviso gioie e dolori, rabbia, sconforto e soddisfazioni, cosa che ci rende orgogliosi di poterti chiamare COMPAGNO.

Enrico Pulisci

Gian Marco Mocci

Delegati RSU Eurallumina

Componente Filctem CGIL  

[bing_translator]

Raggiunto il traguardo della VIA al progetto di rilancio produttivo dello stabilimento Eurallumina di Portovesme, Antonello Pirotto fa un passo indietro. Resterà al fianco dei compagni, con i quali nel corso di oltre dieci lunghi anni ha condiviso una lunga e durissima battaglia, ma non più da uomo simbolo della stessa. Ha deciso di fare un passo indietro, per dedicare più tempo alla famiglia e lascia la guida della RSU in buone e sicure mani, quelle mani che lo hanno sempre affiancato, giorno dopo giorno, a Portovesme, a Cagliari, a Roma, ovunque.

Di seguito, il comunicato integrale con il quale ha annunciato le sue dimissioni all’assemblea dei lavoratori svoltasi nella sala riunioni dello stabilimento di Portovesme.

Dopo quasi 11 anni di impegno totale dedicato alla risoluzione della vertenza Eurallumina, giunti al raggiungimento delle autorizzazioni VIA per la ripresa produttiva dello stabilimento di Portovesme, un obiettivo storico e di portata straordinaria, costato 5 anni di lotta e sacrifici, cocenti delusioni, contrastate da una irriducibile determinazione di una RSU e di quei lavoratori che hanno costituito lo zoccolo duro di una battaglia che resterà negli annali tra le pagine migliori delle lotte sindacali e del lavoro  loro protagoniste ed uniche riconoscibili e rispettate ovunque TUTE VERDI SULCITANE.

Risultati che sono sotto gli occhi di tutti, dall’aver difeso e mantenuto aperto e perfettamente funzionante l’ impianto, aumentando sempre, di anno in anno, le presenze operative dei lavoratori, aver garantito la tutela del reddito puntuale e dignitosa, e la fuoriuscita a piena retribuzione di tutti coloro che sono arrivati al pensionamento.

Le autorizzazioni sui temi ambientali e sanitari sono a garanzia di tutti e – secondo quanto ribadito dalla proprietà della Rusal, insieme ai successivi passaggi autorizzativi in ambito locale -, costituiscono l’elemento fondamentale per la realizzazione degli investimenti, dello sviluppo del piano industriale, con l’annesso programma del mantenimento dei livelli occupazioni e del loro incremento, attraverso un progressivo calendario di nuove assunzioni. Un’azienda che sin qui ha mantenuto gli impegni sottoscritti con i lavoratori, ciò dovrebbe essere una garanzia per essere a maggior ragione oggi ancora più conseguenti e su cui sarà doveroso impegnarsi perché  tutto si possa concretizzare.

Ritengo di aver completato il mio compito e ho deciso di rassegnare le mie dimissioni di componente della RSU, comunicandolo in data 17 dicembre 2019 nel corso dell’ultima assemblea generale e successivamente ad azienda ed organizzazione sindacale di riferimento.

Tale decisione che sarebbe avvenuta molto prima se gli eventi lo avessero permesso, è dettata da motivazioni  esclusivamente di carattere personale. Occorre conoscere i propri limiti, a livello di logorio psico fisico e di coinvolgimento delle persone che hanno sofferto con te in tutti questi anni, che ne sono state direttamente coinvolte. Limiti che ritengo abbondantemente superati. Oltre a questo, essendo arrivato all’inizio del  tramonto della mia attività lavorativa, che non mi vedrà negli anni del ritorno alla piena attività dello stabilimento, presente ancora per troppo tempo, credo che sia compito di chi avrà davanti un lungo periodo di attività, decidere come concorrere ad un nuovo ciclo di rapporti sindacali con l’azienda  di protagonismo nel movimento sindacale del territorio, regionale e nazionale.

La rinascita completa comporterà ancora il superamento di nuovi previsti ed imprevedibili ostacoli, riconfrontarsi nel mercato globale delle produzioni dalla raffinazione della bauxite, del rigoroso rispetto ambientale, della sicurezza, della professionalità nei vari ruoli operativi, i rapporti interni di vivibilità e solidarietà tra le lavoratrici ed i lavoratori, all’insegna della giustizia sociale e del rispetto reciproco.

All’interno della Rappresentanza Sindacale Unitaria, per lungo tempo un esempio di vera  unità, con tutte le normali difficoltà che questo ha comportato all’interno ed all’esterno del gruppo di lavoro, vi sono alcuni elementi di provata serietà e capacità, dovuti agli oltre 10 anni di lavoro, un’esperienza eccezionale che in pochi possono vantare, essendosi confrontati insieme a me, sui tavoli e con le figure più rappresentative delle istituzioni nazionali e regionali che si sono alternate in questi due lustri. Se avranno ancora stimoli e passione, sono una garanzia perché un patrimonio di lavoratori sotto un’unica bandiera, quella del lavoro, con il solo obiettivo della risoluzione della vertenza non vada sprecato, ritornando a vecchie stantie e logore dinamiche divisive del passato, parlando ai lavoratori e all’opinione pubblica, sempre dopo democratiche decisioni prese a maggioranza, con un univoca voce.

Il mio futuro: resterò nei quadri dirigenziali del sindacato e, se mi sarà richiesto, non mancherà il supporto, la vicinanza e, nei limiti delle risorse psico fisiche, dovendo rendersi necessario, auspicando che non lo sia, marciare in prima linea nella lotta per il riconoscimento di quelle che dovessero essere le giuste rivendicazioni, in quel caso la giacca verde della tuta ed il casco, saranno sempre pronti per essere indossati.

Come, se mi sarà richiesto, come è stato anche nel passato, anche non ricoprendo incarichi ufficiali, rispondere ed intervenire per dire come la penso, sui temi che mi verranno proposti.

Antonello Pirotto

[bing_translator]

Oltre dieci anni di lotte, oltre cinque anni di iter amministrativo per l’ottenimento della VIA, la Valutazione di impatto ambientale, passaggio fondamentale per il decollo del progetto di rilancio produttivo dello stabilimento Eurallumina di Portovesme. Tutte le lunghe e tormentate vicende che hanno portato all’approvazione della VIA da parte della Giunta regionale guidata dal presidente Christian Solinas, sono state ricostruite questo pomeriggio nella sala Fabio Masala della Fabbrica del Cinema, a Carbonia, in un incontro organizzato dalla RSU. Tra gli ospiti invitati, complessivamente circa 140 persone, quattro assessori regionali (Gianni Lampis dell’Ambiente, Alessandra Zedda del Lavoro, Anita Pili dell’Industria e Mario Nieddu della Sanità); tre capi di gabinetto (Andreina Farris dell’Ambiente, Marcello Tidore della Sanità, Alberto Urpi dell’Industria); l’ex presidente della provincia di Carbonia Iglesias ed ex commissario straordinario del Piano Sulcis Tore Cherchi; l’amministratore unico della provincia del Sud Sardegna Giorgio Sanna: il professor Paolo Amat di Sanfilippo; il professor Pasquale Mistretta; l’ex assessore regionale degli Enti locali Cristiano Erriu; l’ex parlamentare Francesco Sanna; l’ex consigliere regionale Luca Pizzuto.

Dopo il saluto di Paolo Serra, direttore del Centro Servizi culturali della Società Umanitaria, Antonello Pirotto ha ricostruito le fasi decisive della lunga vertenza, maturate negli ultimi mesi, ricostruite in due filmati proiettati nel mega schermo della sala Fabio Masala. Tra i presenti, ci sono stati momenti di commozione, nel rivedere le immagini che hanno seguito il via libera…alla VIA, prima in assessorato dell’Ambiente, poi in Giunta regionale, e l’intervista al presidente Christian Solinas.

Sono seguiti i ringraziamenti alla Giunta regionale, rappresentata da quattro assessori, invitati ad intervenire uno dopo l’altro.

«La Regione ha dimostrato concretamente il suo impegno per il riavvio produttivo dell’azienda pensando alla salvaguardia dell’occupazione, alla tutela del territorio e della salute per i cittadini e al rilancio del polo dell’alluminio.» Hanno ribadito Alessandra Zedda, Anita Pili, Mario Nieddu e Gianni Lampis.

«Il primo passo di questo percorso virtuoso verrà fatto domani a Roma dove formalizzeremo l’inizio della procedura per l’immediata reintegrazione di tutti i lavoratori di Eurallumina, attraverso gli strumenti contenuti nel programma ‘TVB’ (tirocini, voucher, bonus)», ha spiegato l’assessore Alessandra Zedda.

«È stata una vertenza difficile che perdurava da tanti anni, a scapito non solo dei lavoratori e delle loro famiglie, ma di tutto l’indotto economico e sociale del territorio. Grazie all’impegno preso dal presidente Solinas e da tutta la Giunta, si apre adesso una nuova fase industriale che punta al rilancio produttivo dello stabilimento di Portovesme e getta le basi per un nuovo polo di enorme importanza, capace di attrarre investimenti e di ridare lavoro a centinaia di persone», ha concluso la vicepresidente Alessandra Zedda.

«La positiva conclusione dell’istruttoria sanitaria e ambientale per lo stabilimento Eurallumina da parte della Regione è stata decisiva per la salvaguardia dei posti di lavoro e per il via libera ad investimenti per 200 milioni di euro», ha invece sottolineato l’assessore Gianni Lampis.

L’assessore Anita Pili ha evidenziato come «sia necessario pensare a modelli alternativi di sviluppo e a basso impatto ambientale, in un’ottica di potenziamento delle ‘energie green’. Stiamo facendo la nostra parte e vogliamo che l’Isola diventi un esempio virtuoso».

Un accenno alla «compatibilità delle iniziative produttive con il diritto alla salute e la tutela dei cittadini» è stato fatto dall’assessore Mario Nieddu che ha puntualizzato l’esigenza di «dare risposte e tempi certi alle aziende che vogliono rilanciare gli investimenti, ma anche rendere attuali le procedure di controllo e vigilanza sull’ambiente e sulla salute».

Sono intervenuti inoltre il capo di gabinetto dell’assessorato regionale della Sanità, Marcello Tidore; il capo di gabinetto dell’assessorato regionale dell’Ambiente, Andreina Farris; l’ex presidente della provincia di Carbonia Iglesias, Tore Cherchi; il presidente del Movimento Pastori Sardi, Felice Floris.

L’incontro si è concluso in un clima festoso, con l’impegno a vigilare sul proseguo dell’iter, perché se è vero che il passo fondamentale della vertenza era costituito dalla VIA, ed è stato superato, è altrettanto vero che altri passi devono essere ancora fatti per arrivare all’avvio dei lavori per la realizzazione del progetto da parte della Rusal che è sempre stata fortemente motivata per far ripartire la produzione, investendo ben 20 milioni l’anno, in tutti questi anni, caratterizzati da tanti alti e bassi.

Giampaolo Cirronis

              

                                                                     

               

 

[bing_translator]

E’ proseguita anche oggi, nonostante le avverse condizioni meteo, la mobilitazione dei lavoratori Eurallumina davanti all’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, in via Roma, a Cagliari, a sostegno del lungo iter autorizzativo per il progetto di riavvio dello stabilimento di Portovesme. Ricordiamo che, dopo il parere favorevole espresso la scorsa settimana sull’impatto sanitario dall’assessorato della Sanità, è attesa ora la conclusione dell’istruttoria, per il successivo avvio degli atti alla Giunta regionale per la delibera definitiva sulla valutazione di impatto ambientale. La mobilitazione – ha confermato stamane Antonello Pirotto, rappresentante della RSU Eurallumina – proseguirà ad oltranza fino al raggiungimento dell’obiettivo finale.

[bing_translator]

La sala conferenze del Centro Ricerche Sotacarbo, nella Grande Miniera di Serbariu, ha ospitato stamane un seminario di approfondimento sullo stato di avanzamento del Piano Sulcis, per delegati e dirigenti delle federazioni territoriali del Sulcis Iglesiente, organizzato dalla CISL Sulcis Iglesiente.

I lavori, dopo la proiezione di un filmato sulla nascita di Carbonia e di quella del polo industriale di Portovesme, seguita alla chiusura delle miniere, sono stati aperti dalla relazione introduttiva del commissario UST Sulcis Iglesiente, Piero Ragazzini. Tore Cherchi, ex coordinatore del Piano Sulcis, ha svolto un’ampia relazione sullo stato di avanzamento dell’importante strumento che con uno stanziamento di oltre un miliardo e 200 milioni di euro, 805 milioni dei quali di fondi pubblici, prevede una lunga serie di interventi in vari settori: dai programmi destinati  alla salvaguardia dell’area industriale metallurgica ed alla diversificazione e all’innovazione del modello di sviluppo – quelli con maggiore impatto in termini di occupazione -, alla fiscalità di vantaggio per le micro e piccole imprese; dai bandi per incentivi alle imprese agli interventi nella filiera dell’agroalimentare, dal rilancio del Parco Geominerario al progetto ARIA; dalle bonifiche delle ex aree minerarie, dell’ex Sardamag e dell’area industriale di Portovesme, alle infrastrutture di porti, approdi e viabilità, tra i quali l’intervento più rilevante è quello previsto a Sant’Antioco, al centro da alcuni anni di un acceso dibattito; e, infine, l’interconnessione dei bacini del Sulcis Iglesiente.

Tore Cherchi ha sottolineato i ritardi accumulati ma, al tempo stesso, la rilevanza degli interventi in itinere e di quelli ancora in cantiere che vanno seguiti con grande attenzione. Il coordinatore del Piano Sulcis è il presidente della Regione Christian Solinas che, contrariamente a quanto fece il suo predecessore Francesco Pigliaru con Tore Cherchi, non ha ancora affidato la delega ad un esterno.

Nel corso di un breve dibattito, sono intervenuti, tra gli altri, l’ex segretario regionale della FSM Cisl, Rino Barca, ed Antonello Pirotto, leader della RSU Eurallumina, che ha rimarcato la necessità di una forte mobilitazione a difesa della realtà industriale, indispensabile per dare un futuro al territorio. L’attenzione principale è stata dedicata alle ormai note vicende legate al processo di decarbonizzazione che prevede il phase-out entro il 2025, termine ritenuto non attuabile in Sardegna, unica regione in Italia priva del metano, per la quale il Governo non intende concedere né deroghe per il phase-out né il via libera alla realizzazione della dorsale del gas, sostenendo in alternativa la realizzazione di un cavidotto per l’approvvigionamento dalla Sicilia e di piccoli depositi di accumulo costieri.

E’ poi intervenuto Gavino Carta, segretario generale USR Sardegna, che ha rimarcato la necessità di una forte mobilitazione a difesa di ciò che resta dell’industria in Sardegna e in particolare nel Sulcis Iglesiente, con una forte sensibilizzazione, e sollecitazione alla Giunta regionale, perché faccia pressione sul Governo affinché modifichi la sua rigida posizione su phase-out e dorsale del gas, per evitare il tracollo del polo industriale e quindi dell’intero territorio.

I lavori sono stati conclusi dall’intervento di Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della CISL, che ha svolto un’ampia relazione, partendo dal Piano Sulcis, spaziando poi per le emergenze nel polo industriale, con particolare riferimento alla vertenza energetica, e ai rapporti con il nuovo Governo, sui temi della politica energetica ed industriale.

I lavori sono stati preceduti da una visita guidata al Museo del Carbone.

Alleghiamo alcune fotografie e, a breve, stralci degli interventi di Gavino Carta e Luigi Sbarra.

                                 

Il Tribunale dell’Unione europea ha respinto i ricorsi di Italia,
Irlanda e Francia, confermando una decisione della Commissione
europea sugli aiuti di stato, che prevede il rimborso di aiuti
illegali erogati alle imprese Alcan, Aughinish ed Eurallumina.
Le autorita’ dei tre Paesi hanno percio’ l’obbligo di sospendere
l’erogazione degli aiuti compatibili a favore dei beneficiari
fino a quando questi non avranno rimborsato gli aiuti
considerati incompatibili. La devisione dell’Unionr europea, com’era inevitabile, ha creato nuove preoccupazioni tra i lavoratori Eurallumina. “Abbiamo chiesto alla società quale fosse la situazione e ci è stato ribadito che l’ammontare dovuto è già stato recuperato e pagato – ha spiegato all’Ansa Antonello Pirotto, leader della Rsu Eurallumina -,i piuttosto attendiamo di conoscere l’esito del processo autorizzativo per il progetto di riavvio dello stabilimento. Un percorso lungo che sta mettendo alla prova la resistenza dei lavoratori che sono pronti a riprendere la mobilitazione se non arriveranno risposte a breve. Chiediamo – ha concluso Antonello Pirotto – che il progetto vada avanti e che venga data certezza di reddito ai lavoratori.”

[bing_translator]

Nel corso dell’assemblea generale straordinaria tenutasi oggi nello stabilimento Eurallumina di Portovesme, la Rsu ha relazionato sugli sviluppi delle problematiche che continuano a frapporsi al piano di rilancio dello stabilimento. Due gli aspetti che stanno facendo salire ulteriormente la tensione tra i lavoratori, il primo relativo all’iter autorizzativo per Via ed Aia, lasciato in sospeso dalla Giunta Pigliaru nell’ultimo scorcio di legislatura, ma che anche la nuova Giunta, non ha ancora portato a termine.

«Al lato pratico – si legge in una nota della Rsu – è tutto fermo al 22 febbraio 2019, data in cui la Giunta Pigliaru non concluse la delibera emanata con un definitivo parere positivo. Le varie interlocuzioni avute con esponenti della nuovo corso amministrativo regionale ad oggi 18 giugno, sono state ritenute dall’assemblea assolutamente insufficienti. Si sconta un deficit di chiarezza che confermi l’indirizzo politico di portare a compimento il percorso per il riavvio del primo anello della filiera dell’alluminio (raffinazione di bauxite per produrre allumina) e per le sinergie con i produttori di energia e di alluminio primario. Il solo riavvio di Eurallumina Rusal come occupazione tra diretti e indiretti, genera con il moltiplicatore economico statistico, 1.416 posti di lavoro. Per questo motivo l’assemblea ha recepito la proposta di una nuova iniziativa di mobilitazione, che vedrà le tute verdi sulcitane effettuare un sit-in, presso il titolare del procedimento, ovvero l’assessorato regionale dell’Ambiente, a Cagliari, venerdì 21 giugno a partire dalle ore 9.00.»

«L’obiettivo – ha detto Antonello Pirotto -, è avere urgenti chiarimenti dall’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis, in coordinamento con gli assessori che hanno competenze, come quello della Sanità Mario Nieddu e quello dell’Industria, Anita Pili, che si è proposta di organizzare un tavolo di coordinamento, e dalla Presidenza della Giunta, nel merito della conclusione di un interminabile iter procedurale, che dal momento in cui era stata stralciata la realizzazione di un nuovo impianto di cogenerazione e l’esclusione dell’innalzamento del sito di stoccaggio, non avrebbe più dovuto avere aspetti ostativi a precluderne la realizzazione. Ad essere messi a rischio insieme all’occupazione sono oltre 200 milioni di investimenti – ha aggiunto Antonello Pirotto -. La Rusal ha già dichiarato in tutte le sedi, al Mise, alla Regione, in Confindustria, a tutti i livelli sindacali, che nei piani strategici della multinazionale, deve essere avviata la produzione entro il 2021, e i tempi tecnici per arrivarci viste le opere da realizzare, sono già quasi al limite, pena l’abbandono del progetto e degli investimenti. Se non ci fossero sviluppi positivi a breve, sarà obbligatorio, non essendoci strumenti utilizzabili per il sostegno al reddito aprire
le procedure per il licenziamento collettivo di tutti i lavoratori, che passeranno allo status di disoccupati, vanificando 10 anni di lotte per evitare questo tragico scenario. A questa problematica si somma quella generale per l’energia, con il phase-out stabilito al 2025 per la chiusura delle centrali a carbone. Una mancata proroga almeno sino al 2030 per la Sardegna e la contestuale realizzazione di una rete per il metano/gas (la Sardegna è l’unica regione in Italia ad esserne priva), cancellerebbe ogni possibilità di ripresa delle aziende ancora ferme  e nei prossimi 2/3 anni la definitiva chiusura di quelle ancora in produzione. Si attende la convocazione del tavolo ministeriale al Mise specifico per la Sardegna. Il 7 giugno c’è stato quello che ha interessato il nord Italia, domani 19 ci sarà quello per il Centro, non ci sono ancora date in calendario per il Sud/ Sicilia, l’ultimo sarà quello per la Sardegna. Per quell’occasione – ha sottolineato ancora Antonello Pirotto – si dovrebbero svolgere quelle iniziative unitarie tra istituzioni regionali e locali, con diversi sindaci impegnati a far crescere nelle comunità la consapevolezza della gravità della situazione, e delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria a livello unitario, per contrastare con determinazione questo che sarebbe il colpo finale se attuato per l’industria, l’occupazione e per l’economia dell’isola. I lavoratori Eurallumina – ha concluso Antonello Pirotto – sono pronti a dare come sempre fatto il loro contributo al servizio della causa comune, sia nelle iniziative che saranno organizzate a Cagliari, sia a Roma.»

[bing_translator]

Si è svolto questa mattina, davanti all’ingresso della Centrale Enel Grazia Deledda, a Portovesme, un sit-in di lavoratori organizzato dalle organizzazioni sindacali degli elettrici, al quale ha partecipato anche la RSU Eurallumina, per dire non all’annunciata dismissione delle centrali alimentate a carbone entro il 2025 che costituisce un serio pericolo per la sopravvivenza del comparto industriale e per i progetti di ripresa produttiva degli stabilimenti Eurallumina e Sider Alloys. L’iniziativa odierna rappresenta l’inizio di una mobilitazione che ha come prossimo obiettivo il coinvolgimento diretto della Giunta regionale, alla quale viene chiesto di fare pressione sul Governo affinché sposti avanti la scadenza temporale della dismissione, fino a quando la stessa centrale non sarà stata riconvertita dall’alimentazione a carbone a quella a metano.

Durante il sit-in, abbiamo intervistato il segretario regionale della Filctem CGIL, Francesco Garau, ed il leader della RSU Eurallumina, Antonello Pirotto.