29 January, 2023
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Ormai non ci sono parole per definire l’ennesimo provvedimento della Dirigenza della ASL Sulcis che sta determinando la morte certa dell’operatività del PO del CTO di Iglesias.
Avevamo preannunciato qualche settimana fa che nel pieno dei mesi estivi ci sarebbe stato un ulteriore
aggravamento della tragica situazione sanitaria del territorio. Siamo stati dei facili profeti perché da qualche mese abbiamo constatato che la ASL Sulcis non è capace di trovare soluzioni organizzative per arginare lo sfascio dei servizi sanitari ma si limita a emettere solamente comunicazioni burocratiche di chiusure di reparti.
Le responsabilità di tutto ciò sono ben chiare e riguardano l’Assessore Regionale alla Sanità e la Dirigenza della ASL Sulcis come dimostrano i fatti, ultimo in ordine di tempo, la mancata assegnazione delle risorse al Sulcis Iglesiente per la riduzione dei tempi delle visite. E’ semplicemente vergognoso che neanche quando ci sono a disposizione i finanziamenti si è attenti, capaci e pronti a richiederli.
Ci domandiamo, che mandato hanno avuto i dirigenti della ASL Sulcis che sono stati nominati dall’Assessore Regionale della Sanità? Forse era quello di migliorare l’assistenza sanitaria del Sulcis Iglesiente oppure di indebolirla fino alla autodistruzione. In ogni caso se quei Dirigenti non hanno dimostrato capacità gestionali lei, Assessore Nieddu, ha il dovere di rimuoverli al più presto. Gli incontri, le visite e i sopralluoghi non servono a niente se non si cambia il paradigma.
Caro Assessore non cerchi ora di scaricare le sue responsabilità sul Governo con la richiesta di dichiarazione di emergenza sanitaria perché lo sa benissimo che in Sardegna c’è un grave problema di riequilibrio territoriale dove la ASL Sulcis è la più sofferente ed è la più penalizzata della Regione. Lei ha la responsabilità e i poteri per adottare immediati provvedimenti a prescindere dal riconoscimento di emergenza sanitaria.
Emergenza sanitaria significa interventi urgenti e non a babbo morto e lei avrebbe già dovuto fare qualcosa come per esempio destinare maggiori investimenti alla ASL Sulcis.
Non si può aspettare che il personale sanitario vada in pensione senza prevedere un piano di sostituzione
altrimenti entro l’anno prossimo la chiusura di gran parte dei reparti dei Presidi Ospedalieri del CTO e del Sirai sarà inevitabile.
La Consulta Anziani di Iglesias condivide la protesta che le Organizzazioni Sindacali CGIL-CISL-UIL hanno messo in campo, sostenuta dal sindaco Mauro Usai, aderisce al sit in di fronte al PS del CTO e invita tutti gli anziani, le loro famiglie e tutti cittadini a partecipare numerosi domani 28 luglio alla manifestazione che si terrà a Carbonia presso la Direzione della ASL.
Però per vincere questa battaglia è necessario che tutti i Sindaci del territorio, siano in prima linea e sempre presenti nelle manifestazioni a partire da quella di domani per creare un fronte comune con le OO.SS, le Associazioni e i cittadini.
E’ inoltre indispensabile e urgente definire unitariamente una programma articolato di mobilitazione e di iniziative di protesta con il coinvolgimento anche del mondo artistico e culturale per mantenere sempre viva la lotta nel territorio fino a quando non saranno risolte le criticità della sanità del Sulcis Iglesiente.
L’appuntamento è per domani 28 luglio, alle 9.00, davanti all’ingresso del Pronto Soccorso del CTO

Antonio Achenza
Presidente della Consulta Anziani di Iglesias

I Pronto Soccorso non possono chiudere mai in nessuna circostanza e in qualunque periodo, devono stare aperti h24 per 7 giorni. I servizi di emergenza urgenza devono assicurare sempre le cure e gli interventi ai cittadini. Non ci sono deroghe o eccezioni e i responsabili, dai Dirigenti della ASL del Sulcis all’assessore regionale della Sanità, devono trovare le soluzioni organizzative e gestionali più idonee per garantire il servizio. Invece, il Pronto Soccorso del CTO è ancora chiuso da giorni ed il Pronto Soccorso del Sirai di Carbonia è in tilt. La situazione diventa sempre più drammatica e disastrosa. Le forti proteste ed i sit-in che da giorni si susseguono ad Iglesias e la mobilitazione generale della popolazione che c’è stata a Villa Devoto, non hanno smosso la “mole politica” del presidente della Regione Solinas e come spesso accade non si assume le sue responsabilità  e lascia che la Sardegna vada alla deriva. Abbiamo sentito la voce polemica del consigliere regionale della Lega che in questa situazione è stata inopportuna, inappropriata e fuori luogo, basata esclusivamente su attacchi al Sindaco che sta difendendo con determinazione i diritti dei cittadini di Iglesias e del territorio assieme alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, ai sindaci e alla popolazione.

Se chi ci governa non è capace di assicurare il diritto primario alla salute è il fallimento di questa classe politica sulla sanità del Sulcis Iglesiente. A pagarne le maggiori conseguenze sono sempre gli anziani e le persone fragili che rischiano la vita. Per i malati che restano in attesa per ore interminabili nelle ambulanze prima di entrare nel P.S. del Sirai questo rischio è reale. Ci domandiamo se si deve aspettare il morto per intervenire. Siamo stanchi e totalmente insoddisfatti delle inconcludenti visite e sopralluoghi dell’assessore Mario Nieddu nei nostri ospedali. Non accettiamo che tutti i disservizi e le criticità dell’assistenza sanitaria del territorio siano scaricate sui cittadini.

Perché dopo l’emergenza Covid non si sono affrontati i problemi in tempo per organizzare e risolvere le criticità, come i tempi di attesa per interventi chirurgici e visite specialistiche, le attese al Pronto Soccorso, la carenza di personale e la riorganizzazione della medicina territoriale.

Il Pronto Soccorso del CTO è solamente il primo capitolo ma il più urgente della emergenza sanitaria del Sulcis Iglesiente.

A questo punto non ci sono dubbi lo stato di agitazione deve continuare fino a quando non verrà riattivato il servizio del Pronto Soccorso del CTO. Serve, pertanto, una forte unità di intenti dei Sindaci, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni per vincere questa sacrosanta battaglia.

Antonio Achenza

Presidente ConsultAnzianIglesias 

«Quante tante altre volte deve suonare la campana per la sanità del nostro territorio. E’ un suono incessante di morte che ogni giorno riecheggia sulla stampa locale con articoli che riportano chiusure di reparti ed interruzione di servizi. Un simile disastro così frequente non è mai successo ormai si tratta di una sindrome emergenziale.»

Lo scrive, in una nota, Antonio Achenza, presidente della ConsultAnzianIglesias.

«Anche i piccoli problemi, come per esempio l’attivazione del POS al CUP del CTO, da noi ultimamente denunciato, sono inspiegabilmente irrisolvibili – aggiunge Antonio Achenza -. Per la collettività sono pugni allo stomaco, situazioni di ansia, di rabbia, di sconforto e di sofferenza. Qualche volta ci assale il pensiero che ci vorrebbe una lotta di popolo dura e duratura come le storiche occupazioni dei minatori. I responsabili dello sfacelo della sanità pubblica a partire dall’assessore regionale della Sanità non riescono a trovare soluzioni concrete e definitive. Il quadro del servizio sanitario del Sulcis Iglesiente è sconcertante. Sono lunghissimi i tempi di attesa per moltissime tipologie di prestazioni, sia di tipo diagnostico, sia per quanto riguarda diverse prestazioni specialistiche. La principale causa del quadro sopra descritto è la cronica carenza di personale nei reparti e nei servizi ospedalieri e distrettuali della Asl (vedi reparto di chirurgia e pronto soccorso).»
«Ogni anno si riducono le unità lavorative a tempo indeterminato dei vari profili professionali che determinano le criticità strutturalirimarca Antonio Achenza -. Timidi interventi abborracciati di tamponamento non modificano la perenne emergenza. Tra l’altro, la carenza di personale può determinare il rischio di possibile errore sanitario dovuto a una mole di lavoro eccessiva e stressante. E’ un quadro complessivo intollerabile che non possiamo passivamente accettare. Serve ancora una volta, prima che si ripresenti il blocco totale degli interventi durante il periodo di ferie come successo negli anni passati, una immediata risposta e una forte mobilitazione unitaria delle Istituzioni, delle
Organizzazioni Sindacali, delle Associazioni e della popolazione del territorioconclude il presidente della ConsultAnzianIglesias -. per scuotere questa pericolosa apatia gestionale e politica incapace di declinare valide soluzioni per la sanità del Sulcis Iglesiente.»

«In tutti gli ambulatori, nei laboratori e nelle strutture sanitarie private e ora anche dal fruttivendolo si accettano le carte elettroniche di pagamento. Il cittadino che si presenta al CUP del CTO deve invece premunirsi di parecchi contanti perché non sa quanto è l’importo esatto da pagare per la prestazione.»

Lo scrive, in una nota, Antonio Achenza, presidente della ConsultAnzianIglesias.

«Non si capisce per quale motivo il CUP del CTO continui ancora, dopo tanti anni, a non avere il sistema elettronico di pagamento per carte di credito e bancomat aggiunge Antonio Achenza -. Il pagamento attraverso le carte elettroniche è diventato ormai una modalità molto diffusa nella vita quotidiana dei cittadini anche per la sua comodità e sicurezza. La recente normativa, infatti, ha introdotto l’obbligo, da giugno 2022, a qualsiasi attività commerciale, ai lavoratori autonomi, artigiani, liberi professionisti, compresi medici, psicologi, terapisti, avvocati e quant’altro, di avere un terminale per la ricezione di pagamenti elettronici e per l’esercente che rifiuta è stata prevista anche una sanzione. Pure l’Organizzazione mondiale della Sanità ha raccomandato di ridurre il più possibile l’uso del contante poiché il denaro rappresenta un potenziale veicolo di trasmissione del virus.»

«A fronte di tutto ciòconclude Antonio Achenzasollecitiamo la Dirigenza della ASL del Sulcis affinché provveda ad attivare il servizio di pagamento col POS presso il CTO di Iglesias per consentire agli utenti di effettuare i pagamenti anche con carte di credito o bancomat. E’ gradita una risposta preferibilmente via mail.»

A Iglesias nasce un corso di formazione digitale per gli anziani, organizzato dall’Amministrazione comunale e dalla Consulta Anziani.

«Nei giorni scorsi avevamo denunciato sui giornali le difficoltà ed i disagi che incontrano molti anziani per accedere ai servizi online delle Poste Italiane perché non conoscono tutte le potenzialità che oggi offrono gli strumenti digitali e si limitano solamente all’uso del cellulare per le telefonate con i familiari e amicispiega Antonio Achenza, presidente della ConsultAnzianIglesias -. Avevamo proposto a Poste Italiane di organizzare una formazione rivolta agli anziani per insegnare l’uso corretto del cellulare ed acquisire le competenze necessarie per utilizzare i servizi online ma, è rimasta lettera morta. Come sempre, alla Dirigenza di Poste, non interessa prestare attenzione e risolvere le difficoltà che incontrano i loro maggiori ed affezionati clienti. Al giorno d’oggi, in questa nuova società digitale, chi non sa utilizzare le nuove tecnologie subisce una forte frustrazione e confusione. Si tratta, soprattutto, della fascia sociale degli anziani che corre il rischio di restare emarginata ed esclusa dalla vita quotidiana che invece verrebbe semplificata e agevolata dagli strumenti digitali.»
«Questa situazione non è passata inosservata all’Amministrazione comunale che ha condiviso da subito il bisogno e la necessità manifestata dalla Consulta Anziani e ha preso seriamente in considerazione la richiesta di formazione digitale per gli anzianiaggiunge Antonio Achenza -. Ringraziamo, pertanto, il sindaco Mauro Usai e gli assessori Francesco Melis ed Angela Scarpa che hanno recepito tempestivamente e dimostrato grande sensibilità per organizzare, in collaborazione con la Consulta Anziani, un ciclo di corsi di formazione per insegnare agli anziani l’utilizzo degli strumenti digitali e le applicazioni maggiormente diffuse che servono per acquisire la capacità ad essere indipendenti e poter fare tante cose in maniera più rapida e efficiente.»
La formazione sarà incentrata, soprattutto, su come ottenere e utilizzare lo SPID – ID digitale e come accedere con le APP ai servizi della Pubblica Amministrazione, Comuni, ASL, INPS, Agenzia delle Entrate, Poste, Abbanoa, Banche, Assicurazioni, all’utilizzo della posta elettronica e alla risoluzione dei problemi tecnici più comuni.
I corsi avranno inizio a partire dal mese di aprile 2022 e le lezioni proseguiranno in base al programma e alle iscrizioni. Il docente del corso sarà lo stesso assessore Francesco Melis esperto di informatica coadiuvato dal servizio informatico del Comune.
Le modalità di iscrizione per la partecipazione al corso saranno comunicate successivamente.

 

Come ogni anno, in questi giorni invernali, quando arriva il freddo, la pioggia impetuosa ed il forte vento si ripete la situazione di grande difficoltà e di disagio per i cittadini e, soprattutto, per le fasce socialmente più deboli, anziani, invalidi e disabili che devono stare in fila e in piedi per ore fuori dagli uffici postali per ritirare la pensione. Per certi versi con il nuovo servizio di prenotazione online delle Poste, che serve per evitare le lunghe attese e le code, la situazione, paradossalmente, diventa ancora più critica per molti anziani. Ci sono parecchi anziani che nonostante abbiano il cellulare non sanno usare l’applicazione delle Poste per la prenotazione online. Restano, infatti, in coda per ore e sono scavalcati da chi invece ha prenotato online e la fila aumenta. Per superare queste difficoltà si potrebbe invece, visto che ora per accedere agli uffici postali serve il green pass, aumentare il numero delle persone nelle sale d’attesa e dare la precedenza agli anziani e agli invalidi.   

Invece nulla è cambiato rispetto a prima nonostante Poste Italiane ribadisce che con le nuove soluzioni introdotte, l’accesso agli uffici postali sarà semplice e veloce.  Si continua al contrario a limitare inspiegabilmente gli accessi come succede in diversi uffici postali che entrano solo due persone per volta.

E’ chiaro che la migliore soluzione resta sempre l’aumento del personale addetto agli sportelli in modo particolare negli uffici dove c’è un solo operatore. Basterebbe però adottare questi pochi ma efficaci provvedimenti per risolvere una serie di incombenze che gravano pesantemente sui cittadini che hanno maggiori difficoltà. Sarebbe non solo un segno di civiltà e di rispetto per le categorie più deboli ma anche un diritto esigibile così come previsto dalla normativa e disciplinato dall’art. 2 comma 1, del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 30 gennaio 1996, inerente la “Carta della qualità del servizio pubblico postale” che stabilisce: «L’Ente Poste Italiane (EPI) promuove a favore dei portatori di handicap, degli anziani e dei clienti in condizioni particolari, facilità di accesso e rapporto diretto agli sportelli».

I dirigenti dei vari uffici postali dovrebbero, pertanto, organizzare una gestione del servizio che sia più efficiente e nello stesso tempo più umano per conciliare le esigenze di tutti i clienti nel rispetto delle regole e dei diritti. Sarebbe, infatti, importante affiggere un cartello in ogni ufficio postale che informa i clienti sui diritti degli anziani e dei disabili e che esorta alla sensibilizzazione e al rispetto del vivere civile.

La Consulta degli Anziani, con spirito di collaborazione, è comunque disponibile a organizzare, con il supporto delle Poste, una formazione rivolta agli anziani per insegnare l’uso corretto del cellulare e facilitare l’accesso ai vari servizi con l’APP di Poste Italiane, compresa la prenotazione online.

Antonio Achenza

Presidente ConsultAnzianIglesias

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«Apprendiamo con soddisfazione la decisione assunta dal dirigente delle Poste dott. Giuseppe Lasco e comunicata al Sindaco Mauro Usai in merito alla riapertura dell’Ufficio Postale di Monteponi a partire dal 18 gennaio p.v. La richiesta l’avevamo avanzata come Consulta Anziani il 22 ottobre 2020 con una lettera inviata al Sindaco e al dirigente dell’Ufficio Postale di Iglesias. E’ molto importante la riapertura dell’Ufficio Postale di Monteponi perché riduce la concentrazione e i tempi di attesa degli utenti negli altri uffici postali di Iglesias e agevola gli abitanti delle frazioni. Meglio tardi che mai.»

Lo scrive, in una nota, Antonio Achenza, presidente della ConsultAnzianIglesias.

«Si poteva provvedere prima, si sarebbero evitati i gravi disagi che in questo periodo invernale hanno subito migliaia di cittadiniaggiunge Antonio Achenza -. Tuttavia, al dirigente delle Poste è sfuggito che con la riapertura dell’ufficio di Monteponi non sono finite del tutto le difficoltà dei cittadini. Resta ancora irrisolto il problema del riparo per le persone che ogni giorno stanno pazientemente in attesa e all’aperto davanti agli uffici postali, in balia delle intemperie, sotto la pioggia incessante, il forte vento ed il freddo gelido. Sollecitiamo il dott. Giuseppe Lasco a organizzare un servizio più adeguato per alleviare i disagi che patiscono gli utenti e in modo particolare gli anziani. Così come avevamo richiesto a suo tempo si tratta di posizionare davanti agli uffici postali alcuni gazebo per dare riparo alle persone che fanno la fila conclude il presidente della ConsultAnzianIglesias -. Aspettiamo con interesse che a breve la Direzione delle Poste risolva il problema.»

 

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«Le disposizioni anti Covid e l’inizio dell’autunno, stanno creando gravi disagi alle persone che sono costrette a fare lunghe file all’esterno degli Uffici Postali, senza riparo, esposte alla pioggia, al vento e al freddo gelido. Quotidianamente molti cittadini restano in piedi in file d’attesa per lungo tempo, mediamente si va oltre la mezz’ora e nei giorni di pagamento delle pensioni il tempo è interminabile. Le maggiori difficoltà le subiscono gli anziani e le persone più fragili che non sono nelle condizioni fisiche di sopportare l’attesa in balia delle intemperie. Si tratta di una situazione inaccettabile che sarà ancora più critica nei piovosi lunghi mesi invernali.»

Lo scrive, in una nota, Antonio Achenza, presidente della Consulta Anziani di Iglesias.

«E’ necessario che la Dirigenza delle Poste, con la massima urgenza, ponga in essere misure logistiche e organizzative che riducano questo grave disagio alla popolazione e questo disservizio agli utentiaggiunge Antonio Achenza -. In particolare si segnalano i seguenti adeguamenti:
1. la sistemazione, all’esterno dell’Ufficio Postale di Corso Colombo, di alcuni gazebo con delle sedie per dare riparo alle persone che fanno la fila e per non costringere gli anziani, i disabili e le donne in gravidanza a stare in piedi,
2. il posizionamento di un eliminacode all’esterno dell’Ufficio Postale di Corso Colombo per evitare l’incombenza del fai da te agli utenti,
3. l’aumento del personale addetto agli sportelli dell’Ufficio Postale di Corso Colombo per velocizzare il servizio e ridurre i tempi di attesa,
4. l’apertura dell’Ufficio Postale di Monteponi per non concentrare tutta l’utenza nell’Ufficio di Corso Colombo.»

«Rivolgiamo, infine, un appello al Sindaco di farsi carico delle difficoltà e dei seri disagi che ricadono sui cittadini di Iglesias e di sollecitare i dirigenti delle Poste a intervenire urgentemente per dare una soluzione al problemaconclude Antonio Achenza -. Restiamo in attesa, con l’auspicio che vengano accolte le nostre segnalazioni e si adottino i necessari provvedimenti.»

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«Finalmente, l’assessorato regionale della Sanità ha autorizzato l’accreditamento, al laboratorio di analisi della ASSL di Carbonia, per processare i tamponi del Covid-19. Ci son voluti ben 5 mesi di continue denunce della Consulta Anziani, una donazione della Fondazione del Banco di Sardegna ed una presa di posizione del sindaco di Iglesias, per far modificare un provvedimento totalmente sbagliato sotto il profilo scientifico ed organizzativo.»

Lo scrive, in una nota, Antonio Achenza, presidente della ConsultAnzianIglesias.

«Abbiamo forti dubbi che senza la nostra protesta, che ha avuto un sostegno importante nei mass media, nei social, nel personale sanitario, nella pubblica opinione, nelle istituzioni, molto probabilmente la situazione non si sarebbe sbloccata aggiunge la ConsultAnzianIglesias -. C’era indubbiamente una forte volontà e interesse a penalizzare la sanità del Sulcis Iglesiente e ad avvantaggiare altri territori. Tuttavia la nostra tenacia e determinazione ha avuto ragione. Ciò nonostante, qualcuno non riconosce il ruolo avuto dalla Consulta Anziani, vuole prendersi tutti i meriti e, paradossalmente, ha la pretesa di assegnare medaglie a chi ha sbagliato. Suggeriamo a costui, di rileggersi il vangelo secondo Matteo e quello che disse Gesù ai farisei “Date a Cesare quello che è di Cesare”. Prima di suonare le fanfare è meglio accordare gli strumenti altrimenti il suono sarà sempre stonato.»
«Detto ciò, esprimiamo comunque grande soddisfazione per il risultato raggiunto, soprattutto per gli operatori sanitari e per i cittadini del nostro territorio che possono contare su una maggiore rapidità dei test per rilevare il Covid-19 sottolinea Antonio Achenza -. Ci aspettiamo pertanto che l’accreditamento comporti, per il laboratorio di analisi della ASSL di Carbonia, la possibilità di avere la dotazione dell’attrezzatura, dei macchinari e del personale necessario, per fronteggiare la situazione emergenziale dovuta all’aumento preoccupante dei contagi Covid-19 nel nostro territorio. Il laboratorio deve poter processare in tempi rapidi tutti i tamponi del territorio per porre fine ai trasferimenti nei laboratori di Cagliari. Contemporaneamente è assolutamente necessario che anche al pronto soccorso del P.O. CTO di Iglesias si possa effettuare il test rapido Antigene così come all’ospedale Sirai di Carbonia.»
«Se sono questi gli intenti dell’assessorato regionale della Sanità, noi saremo i primi a riconoscere che si vuole dare una svolta di efficienza e di qualità ai servizi sanitari del Sulcis Iglesiente – conclude il presidente della Consulta Anziani -. In caso contrario, se invece sarà un’anatra zoppa, saremmo pronti e puntuali a far sentire la nostra  voce per affermare il diritto alla salute e alle migliore cure degli abitanti del nostro territorio e in modo particolare degli anziani.»

 

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«Apprendiamo, con interesse, che il sindaco di Iglesias, Mauro Usai, preoccupato dell’aumento dei contagi da Covid-19 ha avanzato critiche sui ritardi degli esiti sui tamponi che non vengono processati nella ASSL di Carbonia e sul reparto di terapia intensiva del P.O. Santa Barbara. A tal proposito, come Consulta Anziani, intendiamo precisare che; in data 4 giugno 2020 avevamo inviato una lettera all’assessore della Sanità, alla Commissione Sanità del Consiglio Regionale, al Direttore della ASL di Carbonia, ai Sindaci di Iglesias e diCarbonia, alle OO.SS. CGIL-CISL-UIL, denunciando la scandalosa decisione dell’assessorato della Sanità di escludere il laboratorio di analisi della ASL di Carbonia dall’elenco dei laboratori designati per il Covid-19.»

Lo scrive, in una nota stampa, Antonio Achenza, presidente della ConsultAnzianIglesias.

«In quella lettera sostenevamo che il provvedimento non aveva una ragione operativa ed organizzativa valida e coerente con l’emergenza Covid-19, ma rappresentava solamente una volontà chiara e lampante di escludere e indebolire la ASSL di Carbonia e di relegarla all’ultimo posto in Sardegnaaggiunge Antonio Achenza -. Oggi, a ragion veduta, possiamo dire che non ci eravamo sbagliati e che la situazione è tuttora in una fase critica.
E’ assurdo che, nonostante la Fondazione di Sardegna abbia donato da quattro mesi i macchinari per il riscontro del Covid-19 alla ASSL di Carbonia, ancora oggi il laboratorio di analisi non possa processare i tamponi. E’ una menzogna, che qualcuno racconta, che ci vogliono mesi per i test e per l’accreditamento Covid-19 del laboratorio di analisi di Carbonia. Non siamo disponibili ad accettare che questa farsa vada ancora avanti. Questa sceneggiata napoletana deve cessare e gli attori responsabili di questo disastro servono solo per governare le galline di un pollaio, non hanno la capacità e l’interesse a gestire una sanità efficiente.»
«Non ci piacciono quei fantomatici dirigenti che non hanno a cuore le sorti della salute dei cittadini del Sulcis Iglesiente e che curano solo interessi personalisottolinea Antonio Achenza -. Con l’aggravarsi dei contagi nel nostro territorio, con l’apertura delle scuole e con l’imminente aggravamento della salute degli anziani nel periodo invernale, è assolutamente indispensabile fare affidamento su un servizio sanitario ben organizzato che garantisca cure appropriate e immediate. Ci piacerebbe sentire dall’assessore della Sanità e dai vertici dell’ATS che, vista la preoccupante situazione di contagio del territorio, in tempi brevi verrà avviato un progetto per una campagna massiva di tamponi da processare in tempi record nel laboratorio di analisi della ASSL di Carbonia, partendo dalle persone più fragili e più esposte al rischio, anziani, disabili, studenti, operatori della scuola, personale sanitario, con la modalità drive-in, così come consigliato da esperti virologi e realizzato in ospedali della penisola. A tal proposito, sarebbe di estrema importanza, per l’evidente correlazione, che il reparto di terapia intensiva del P.O. Santa Barbara, annunciato da tempo e ancora avvolto nell’incertezza sia pronto quanto prima. Rammentiamo che, per ogni posto letto di terapia intensiva, servono attrezzature moderne e adeguate ma, soprattutto, deve esserci personale sufficiente e competente e la garanzia della copertura della spesa per la complessità delle cure. Di tutto ciò ancora non vediamo traccia.»
«Speriamo che, come per altri servizi, non sia un’eterna incompiuta o solamente una targa appesa su una porta di una stanza vuota preparata a lucido per l’occasione dell’inaugurazioneconclude il presidente della ConsultAnzianIglesias -. Come sempre, sulla salute, la Consulta Anziani non abbasserà la guardia e sarà attenta e vigile che alle parole seguano provvedimenti concreti e tangibili.»