7 May, 2021
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Campagne di informazione, ricerca, sensibilizzazione e azioni concrete per liberare il mare dalla plastica. Il messaggio, lanciato da Greenpeace Italia per il “Mayday Sos plastica tour”, recepito dalla Regione Sardegna e inserito nel “Festival dello Sviluppo Sostenibile”, ha trovato nell’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo un partner valido e convinto. Il pianeta senza plastica non è solo un appello che viene divulgato attraverso specifiche campagne anti inquinamento dei mari, ma è un’esigenza, una necessità impellente che il mondo non può più ignorare. In Gallura, con l’Amp di Tavolara a fungere da cassa di risonanza, il progetto “plastica zero” ha riscosso un ampio consenso sia da parte del pubblico che del privato.

Se ne è parlato venerdì sera, nella sede dell’Amp, durante la presentazione del programma di monitoraggio delle acque, che unisce Greenpeace Italia, The Blue Dream Project, Cnr-Ias e Università Politecnica delle Marche nell’obiettivo comune di stabilire l’incidenza delle microplastiche sull’ecosistema marino. La situazione è preoccupante. “Abbiamo deciso di raccogliere il grido d’allarme che arriva dal pianeta – ha spiegato Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia -. Ogni minuto nel mondo un camion di plastica viene riversato in mare, riciclare non basta più, è necessario diminuire la produzione”. Immagini drammatiche che hanno trovato conferma nelle parole di Stefania Gorbi, ricercatrice dell’Università Politecnica delle Marche: «Lo studio delle microplastiche consente di vedere ciò che ad occhio nudo non si scorge. I dati che abbiamo raccolto certificano che una percentuale elevatissima di pesci, tra il 70 e il 90 per cento di quelli analizzati, ingeriscono la plastica. Il danno ambientale è evidente». A quantificarlo sono gli studi del Cnr-Ias: «I campionamenti dell’acqua, dei sedimenti marini e dei microrganismi – ha spiegato la ricercatrice Francesca Garaventa – dimostrano la preoccupante evoluzione delle microplastiche e delle nanoplastiche nell’ambiente e nello specifico nelle foci dei fiumi e nelle Aree protette».

L’allarme è reale e l’Amp di Tavolara ha deciso di schierarsi in prima linea per affrontare il problema con programmi di educazione ambientale e di sensibilizzazione rivolti alla popolazione. Hanno trovato il convinto sostegno dell’opinione pubblica, come sottolineato da Augusto Navone ed Alessandro Casella – rispettivamente direttore dell’Amp e presidente del Consorzio di Gestione dell’Amp di Tavolara – le ordinanze emesse dai sindaci galluresi che hanno imposto i divieti di fumo e di utilizzo di plastiche monouso nelle spiagge. E’ il caso dei primi cittadini di Olbia, Settimo Nizzi; di San Teodoro, Domenico Mannironi e di Francesco Lai, sindaco di Loiri Porto San Paolo. Tutti hanno firmato dei provvedimenti che, nelle differenti misure e ambiti di applicazione, guardano con decisione alla lotta all’inquinamento e alla protezione dell’ambiente. I primi cittadini lo hanno sottolineato durante i loro interventi all’interno della serata di venerdì. «A breve i sindaci saranno chiamati a comporre la cabina di regia della strategia di Sviluppo Sostenibile – ha poi chiarito Emanuela Manca, del Servizio Sasi dell’assessorato regionale all’Ambiente -. La Regione sta definendo nei particolari un modello che vedrà il coinvolgimento anche della popolazione».

Il programma dell’evento è proseguito sabato mattina con l’iniziativa “Verso un’isola senza plastica” con la pulizia della spiaggia Spalmatore di Terra a Tavolara da parte degli studenti delle scuole e la liberazione di una tartaruga Caretta caretta. Questa specie, ha rivelato Andrea De Lucia dello Iamc-Cnr di Oristano, è considerata un indicatore di salute dei nostri mari: «Ultimamente le casistiche ci dicono che la plastica – ha rivelato Andrea De Lucia – è il primo problema che affligge questi animali. Il 100 per cento degli esemplari recuperati ingeriscono microplastiche».

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Esiste una tecnica contabile che rende il capitale naturale economicamente misurabile. Un valore monetario tangibile, reale. Secondo questi complessi calcoli l’Amp di Tavolara potrebbe valere un miliardo di euro. Ma il vero capitale naturale, quello intangibile, legato a un patrimonio unico di bellezze e alla loro salvaguardia, diventa non quantificabile. È possibile stabilire il valore economico della Gioconda o quantificare l’eventuale prezzo di una Pompei? La risposta è no. «La filosofia dell’Amp di Tavolara è che il capitale naturale nella sua unicità non ha prezzo», sottolinea Augusto Navone, direttore dell’Area Marina protetta. Nasce proprio applicando questo ragionamento al bene ambientale la missione dell’Area marina protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, quella della salvaguardia di beni tanto più preziosi quanto legati a un criterio di quantificazione economica, che solo teoricamente è in grado di tracciarne il valore. Perché quello intrinseco, in realtà, non può corrispondere a un’unità di misura monetaria.

Sarà questo argomento affascinante e, in parte, complesso, il protagonista del convegno “Lo sviluppo territoriale sostenibile-Il capitale naturale e la gestione delle risorse ambientali. La contabilità ambientale dell’AMP di Tavolara Punta Coda Cavallo”, che si svolgerà venerdì 12 aprile, dalle 9,30, nell’aeroporto “Costa Smeralda”, aula magna “Robert F. Engle” del polo universitario di Olbia. L’apertura del convegno sarà dedicata proprio alla gestione di questo capitale naturale e delle straordinarie risorse ambientali dell’Amp di Tavolara. Tra i relatori Paolo Guidetti, professore ordinario all’Università di Nizza, che esporrà la sua relazione sul valore socio-ecologico della fauna ittica costiera e le potenzialità delle Aree marine protette. Tra gli interventi previsti anche quello di Riccardo Cattaneo Vietti, ordinario di Ecologia all’università di Genova; Paolo Vassallo, docente dell’università di Genova e Giovanna Spano dell’Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo.

La seconda parte del convegno sarà dedicata specificamente alle relazioni tecniche sul valore economico e strategico della conservazione. Nel parterre dei relatori nomi che contano come quello di Maria Carmela Giarratano, direttore generale per la Protezione della natura e del mare del ministero dell’Ambiente. Insieme a lei, per trattare la parte con le relazioni tecniche sul valore economico e strategico della conservazione, ci saranno il docente di Economia dell’ateneo sassarese, Antonio Usai, con Federico Niccolini, professore di Organizzazione aziendale all’Università di Macerata. Interverrà anche Francesca Visintin, ricercatrice della società Eframe.  Il progetto di contabilità ambientale nasce proprio per dare valenza economica al capitale naturale (si pensi ai fondali di Tavolara e le biomasse che li popolano) e ai servizi ecosistemici, come i beni delle spiagge e in generale dei litorali costieri. Per fare un esempio, questo valore legato al turismo balneare nei tre Comuni consorziati (Olbia, Porto San Paolo e San Teodoro) equivarrebbe a circa 300 milioni di euro. I servizi ecosistemici comprenderebbero anche il turismo subacqueo e quello diportistico.

Alla tavola rotonda finale dedicata al tema dei beni ambientali e della crescita dei territori, moderata da Francesco Morandi, docente di Economia del turismo dell’università di Sassari, parteciperà anche il neo assessore regionale dell’Ambiente, Gianni Lampis.

Il Programma

Workshop

Lo sviluppo territoriale sostenibile
Il capitale naturale e la gestione delle risorse ambientali
La contabilità ambientale dell’AMP di Tavolara Punta Coda Cavallo

12 aprile 2019
ore 9.30
Polo Universitario di Olbia
Aula Magna “Robert F. Engle”

9.15 Registrazione partecipanti

9.30 Indirizzi di saluto (ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, AMP Tavolara PCC, comune di Olbia, Geasar)

9.45 I parte – le relazioni tecniche: la contabilità ambientale e i beni naturali. Le best practices

Moderatore: Antonio Usai

9.45 Augusto Navone, La contabilità ambientale il progetto del MATTM

10.00 Giovanna Spano, L’AMP di Tavolara e il valore dei beni naturali

10.15 Paolo Guidetti, Il valore socio-ecologico della fauna ittica costiera e le potenzialità delle AMP

10.30 Riccardo Cattaneo Vietti, La ricchezza e la complessità del coralligeno di Tavolara

10.45 Paolo Vassallo, Il Capitale naturale dell’AMP TPCC

11.00 Coffee break

11.15 II parte – le relazioni tecniche: il valore economico e strategico della conservazione

Moderatore: Augusto Navone

11.15 Federico Niccolini, Dimensioni socio economiche delle AMP e sviluppo sostenibile costiero

11.30 Sergio Bucci, Monitoraggio attività produttive e relativi volumi economici

11.45 Antonio Usai, La qualità della vita e i beni ambientali: i BES e la performance dei territori

12.00 Francesca Visintin, La contabilità economica – ambientale dell’Amp TPCC.

12.15 Maria Carmela Giarratano, Direttore Generale PNM ministero dell’Ambiente (MATTM)

12.30 III parte – Tavola rotonda: beni ambientali e crescita dei territori

Moderatore: Francesco Morandi

Partecipano: Sindaci Olbia, Loiri-Porto San Paolo, San Teodoro, La Maddalena, Santa Teresa, imprenditori e associazioni di categoria, presidente AMP TPCC e presidente Parco La Maddalena.

13.00 Conclusioni

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Tre eventi all’insegna del rispetto per l’ambiente. L’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo presenta “Verso un Natale sostenibile”, un progetto di comunicazione ed educazione ambientale rivolto ai cittadini, che si svolgerà nella settimana che precede le feste natalizie.

Lunedì 17 dicembre e mercoledì 19, dalle ore 17.00 alle 19.00, nella sede dell’Amp di Tavolara si svolgeranno due laboratori dedicati ai bambini dai 5 agli 11 anni: due operatrici dell’ente insegneranno ai giovanissimi fruitori del territorio, il rispetto verso l’ambiente tramite l’utilizzo di materiale di riciclo con cui creare delle composizioni natalizie. La partecipazione ai laboratori è gratuita, ma è necessario prenotare telefonando al numero 338/2705788.

Per venerdì 21 dicembre sono previsti due appuntamenti. Alle 19.00, sempre nella sede dell’Amp, sarà presentato il video “Isos – isole sostenibili”, realizzato dalla Diero Film: si tratta di un documentario che racconta tutte le attività e le iniziative svolte, dal 2016 a oggi, per centrare l’obiettivo “Tavolara impatto zero” entro il 2020. Da alcuni anni, l’Area marina sta lavorando per ottenere la certificazione di “Isola a impatto zero” per Tavolara. Si tratta di un riconoscimento legato alla corretta gestione delle risorse idriche, dei rifiuti, all’utilizzo delle energie rinnovabili e alla tutela della biodiversità. In questo senso, Tavolara rappresenta un modello già riconosciuto a livello internazionale per la presenza di una centrale fotovoltaica, per la gestione differenziata dei rifiuti con l’ecocentro di Cala Finanza, per gli interventi di tutela della biodiversità e per la gestione delle risorse idriche. Il progetto Isos, raccontato nel video che sarà proiettato venerdì, nasce con l’intento di attivare, tra le piccole isole francesi ed italiane situate nell’area tirrenica del Mediterraneo, delle azioni finalizzate alla valorizzazione del ricchissimo patrimonio culturale, naturale e paesaggistico. Isos ha inoltre determinato la creazione dell’associazione Smilo, che si propone di istituire un marchio certificato di isola sostenibile. Il percorso di collaborazione tra l’Area marina e Smilo è iniziato quest’anno e, nei prossimi mesi, l’associazione consegnerà il marchio per Tavolara. Al termine della proiezione del video ci sarà un breve dibattito a cui parteciperanno, tra gli altri, il direttore dell’ente, Augusto Navone, ed il presidente Alessandro Casella. A seguire, si svolgerà il terzo e ultimo evento del progetto “Verso un Natale sostenibile” con il concerto “Elmusura, musiche del Mediterraneo sardo” firmato da Sandro Fresi et Iskeliu. L’esibizione durerà un’ora. Sia la proiezione del video, sia il concerto sono aperti al pubblico gratuitamente.

I tre appuntamenti di “Verso un Natale sostenibile” nascono in seguito alla positiva esperienza di Tavolara Lab, un progetto che ha interessato l’Amp per diversi mesi del 2018. Le quattro attività realizzate all’interno di Tavolara Lab sono state concepite con l’intento di consegnare una serie di competenze scientifiche al maggior numero possibile di fruitori della riserva marina. In totale, sono state coinvolte circa 1.500 persone: un numero che comprende i turisti, i residenti galluresi e gli studenti delle scuole superiori di Olbia.

«Tutto ciò che è stato svolto all’interno di Tavolara Lab rappresenta uno strumento didattico creato per promuovere lo sviluppo sostenibile e, in particolare, per sensibilizzare turisti e residenti al raggiungimento dell’obiettivo Tavolara impatto zero», spiega il direttore generale, Augusto Navone. Tavolara Lab 2018 è stato finanziato dal ministero dell’Ambiente e proprio in questi giorni l’Amp ha ricevuto conferma ufficiale del fatto che il finanziamento sarà rinnovato anche per il 2019. Un’altra importante novità riguarda l’inserimento dell’ente ambientale nel progetto – sviluppato e finanziato dalla Fondazione Alberto di Monaco – per il contenimento dei rifiuti prodotti dalle barche. L’iniziativa si svilupperà nel 2019.

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L’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo sta proseguendo nelle attività di formazione rivolte ai fruitori della riserva naturale: il progetto Tavolara Lab, che è partito questa estate e che è tuttora in corso, ha consentito finora di coinvolgere oltre mille persone – un numero che comprende residenti, turisti e studenti – in una serie di azioni volte a dare competenze scientifiche al maggior numero possibile di persone. Tavolara Lab è una iniziativa suddivisa in quattro attività, tutte pensate con l’obiettivo di rendere partecipe il cittadino alla salvaguardia dell’ambiente marino e costiero. Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Ambiente, comprende quattro attività:

  • Riconosci la cernia
  • La foresta sottomarina
  • Liberiamo le dune
  • Spiaggia pulita

Le prime due azioni sono state effettuate nei mesi estivi, mentre “Liberiamo le dune” e “Spiaggia pulita” sono attualmente in corso. Circa 300 studenti delle scuole superiori sono stati coinvolti nell’attività “Liberiamo le dune” che prevede l’eradicazione del Carpobrotus Edulis, meglio conosciuto come Fico degli Ottentotti. Si tratta di una pianta molto invasiva e non originaria del Mediterraneo: proveniente dal Sudafrica, ha trovato terreno fertile in molte spiagge della Sardegna. Il Fico degli Ottentotti, infatti, con il passare del tempo, ha invaso le dune degli arenili, togliendo spazio vitale a diverse piante endemiche e protette. L’Amp ha pianificato un intervento per l’eradicazione del Carpobrotus, al momento gli studenti coinvolti stanno completando l’eradicazione della pianta sudafricana dalle dune di Porto Taverna. Mentre nella spiaggia di La Cinta, a San Teodoro, le scolaresche che hanno collaborato all’azione denominata “Spiaggia pulita”, hanno ripulito quasi completamente la battigia dalle dannosissime e temutissime microplastiche, dalle cicche di sigarette e da altri materiali inquinanti. “Liberiamo le dune” e “Spiaggia pulita” termineranno a dicembre, concludendo il Tavolara Lab 2018. Il progetto sarà finanziato dal ministero dell’Ambiente anche nel 2019.

Il direttore dell’Amp, Augusto Navone, commenta: «Tavolara Lab ha avuto un ottimo successo sia per il numero di persone coinvolte sia per il valore formativo che è stato espresso: il progetto ha centrato l’obiettivo prefissato, ossia quello di consegnare competenze scientifiche ai cittadini». L’Area marina è fortemente impegnata nella formazione, sia a livello universitario tramite il corso di ricercatore scientifico subacqueo, sia con attività destinate a semplici turisti e residenti, effettuate direttamente nelle spiagge. Ed è sempre più consolidata la collaborazione con le scuole del territorio, per fare in modo che i più giovani crescano con un bagaglio culturale improntato al rispetto verso l’ambiente.

«Il prossimo anno, sempre grazie al progetto Tavolara Lab, faremo un ulteriore passo verso la cooperazione tra pubblico e privato coinvolgendo gli operatori economici che si occupano dell’erogazione dei servizi di piccola ristorazione in spiaggia – annuncia Augusto Navone – l’area marina sarà presente con dei presidi temporanei nei vari chioschi dei principali arenili che fanno parte della riserva. Gli operatori dell’Amp saranno quindi in prima linea nel dare informazioni e spiegazioni ai bagnanti sulle norme che regolano le attività consentite nella riserva gallurese. “Riteniamo che sia molto utile e interessante confrontarci e interagire con i cittadini – conclude Augusto Navone – questa iniziativa servirà per far conoscere il nostro ente e soprattutto potremo fornire, in tempi immediati, tutte le informazioni che devono essere date ai turisti.»

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Un depuratore ed un sistema di reti di collegamento per raccogliere i reflui di Tavolara e ottimizzarne la gestione a favore di un riutilizzo per fini irrigui e domestici. Il futuro dell’isola, candidata al riconoscimento di sostenibilità assoluta, con la certificazione “Tavolara a impatto zero”, passa attraverso una convergenza di interventi pubblico privati per la realizzazione di un sistema di depurazione compatibile con la sostenibilità del sito. La rivoluzione idrica prende forma alla “Casa delle farfalle di mare”, sede dell’Area marina protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo a Porto San Paolo e quartier generale della settimana dedicata ai temi della sostenibilità negli ambienti insulari, alla quale partecipano i protagonisti di Isos – isole sostenibili. Il progetto vede come capofila il dipartimento francese Département du Var e coinvolge la Regione, l’Amp di Tavolara, il Parco nazionale arcipelago toscano, la provincia di La Spezia e i partner francesi Espace littoral et des rivages lacustres, L’Office de l’environnement de la Corse, Parc national de Port-Cros, Ville de Cannes. La corretta gestione della risorsa idrica è uno dei fondamenti della sostenibilità, elemento imprescindibile per la salvaguardia dell’ambiente. Un principio sempre valido, declinabile a livello mondiale, ma che assume rilevanza nodale se applicato alle aree di elevato interesse naturalistico. E’ il caso delle isole sostenibili, protagoniste del progetto di cooperazione francesce e italiano. L’obiettivo comune è superare le criticità di gestione dell’acqua che si verificano nelle isole minori, abitate o disabitate, comunque sempre forti attrattori in chiave turistica. Il giusto utilizzo dell’acqua diventa prioritario per l’ottenimento della certificazione di “Isola a impatto zero” per Tavolara. Un marchio che l’Amp punta a raggiungere attraverso la candidatura della riserva supportata dai partner del progetto Isos e certificata dall’associazione Smilo, nata per l’istituzione del sigillo di sostenibilità. L’ente gestore ha già ideato un piano di azione per l’isola e ha tracciato un percorso agevolato per la sua realizzazione nell’ambito di un progetto comunitario.

«Tavolara è un’isola abitata da 25 persone d’estate e due d’inverno, ma in media viene visitata quotidianamente da 800 turisti – spiega Augusto Navone, direttore dell’Amp -. Le abitazioni e le strutture produttive esistenti si approvvigionano attraverso alcune cisterne alimentate da quattro pozzi. Una quantità così esigua di popolazione non ha mai stimolato interventi da parte degli enti pubblici. Pertanto, la filiera di gestione dell’acqua è rimasta privata. Grazie al progetto Smilo – continua Navone – effettueremo una ricognizione per avere dati certi sulla capacità di portata dei pozzi e sul sistema di smaltimento dei reflui. L’obiettivo è quello di realizzare un nuovo depuratore per consentire la gestione e il riutilizzo dei rifiuti idrici: per attuarlo è indispensabile che la gestione venga affidata ai proprietari di Tavolara.»

Quando si parla di acqua si parla di problemi che derivano dalla situazione geografica ed economica, dalla densità demografica e dal clima. «L’acqua è la vita, ovunque – precisa Albert Boulanger, consultente della Conservatoire du Littoral per il progetto Smilo -. Le acque piovane, sotterranee, infiltrate dalle quali andiamo a prelevare ciò che serve per le esigenze della popolazione sono limitate e devono essere risparmiate».

L’importanza di istituire dei laboratori tematici, come strumento di ingresso per l’Europa e per evidenziare i bisogni delle isole minori, emerge con forza anche oggi, giornata conclusiva della “settimana zero impatto” alla quale hanno presenziato i sindaci di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai e di Porto Torres, Sean Christian Wheeler. Il riconoscimento di Tavolara come “Isola a impatto zero” appare un obiettivo sempre più vicino. L’isola rappresenta un modello già riconosciuto a livello internazionale per la corretta gestione dei rifiuti, per l’utilizzo delle energie rinnovabili, la tutela della biodiversità e la gestione delle risorse idriche.

Sempre oggi, un gruppo di alunni del liceo classico Gramsci di Olbia, ha incontrato il giovane equipaggio della goletta Patriar’ch che, nell’ambito del progetto Pim, promuove la protezione degli spazi insulari. Successivamente, i ragazzi del Patriar’ch hanno visitato e pulito la spiaggia di Porto Taverna.

Domani è in programma un’escursione sull’isola di Molara con tutti i protagonisti delle iniziative della settimana dedicata alla sostenibilità.

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Un sistema di approvvigionamento energetico totalmente integrato con un ambiente naturale tra i più belli al mondo. “Tavolara 2020, Isola a impatto zero” è già un modello da studiare, che viaggia lungo un strada di equilibrio possibile tra l’energia derivante dal fotovoltaico e il progetto futuro di micro eolico. Nella giornata di oggi l’ente gestore dell’Area Marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo ha presentato ai partner del progetto ISos-Isole sostenibili uno dei fiori all’occhiello della sostenibilità, con un investimento sulle energie rinnovabili attraverso la realizzazione di una centrale fotovoltaica in grado di coprire parte del fabbisogno della comunità presente sull’isola. A questa si accompagna il progetto per un impianto micro eolico, con una capacità di produzione più costante rispetto al fotovoltaico, che consentirà di accumulare energia anche nelle ore notturne. Una delle pietre più preziose nella collana di eccellenze che l’Amp può vantare e mettere in mostra davanti ai responsabili dell’associazione Smilo che, all’interno del progetto internazionale Isos – Isole Sostenibili, si propone di creare un marchio riconosciuto a livello internazionale denominato “Isola a impatto zero”. Tavolara è il sito pilota dove vengono testate le procedure di certificazione. I punti di forza e le criticità dell’isola sono stati individuati secondo quattro categorie: la gestione della risorsa idrica, la produzione e il consumo di energia, lo smaltimento dei rifiuti e la tutela della biodiversità. «Tavolara è stata scelta come uno degli esempi migliori tra le piccole isole, capace di avere un approccio innovativo per l’impatto zero. Il compito di Smilo è valutare queste caratteristiche – spiega Fabrice Bernard, delegato internazionale della Conservatoire du littoral francese, partner privilegiato dell’Area Marina protetta di Tavolara -. Augusto Navone ha creato un ottimo network a livello ambientale, molto dinamico. Credo Tavolara abbia ottime possibilità di ottenere il marchio internazionale, è un’isola che è gestita secondo target molto alti».

Aspetti energetici che si conciliano con il concetto di tutela della biodiversità, in una declinazione ideale di Isola a impatto zero. «Il parternariato del progetto Isos ci permette di individuare un percorso di medio e lungo periodo che dimostra la visione dell’ente gestore dell’Amp nell’ottica della candidatura di Tavolara come Isola a impatto zero 2020 – spiega Augusto Navone, direttore del Consorzio di gestione dell’Area Marina protetta di Tavolara -Punta Coda Cavallo -. Qui presentiamo un programma energetico concreto, con l’ottimizzazione della centrale fotovoltaica esistente integrandola con un impianto eolico. Dalla sua istituzione nel 2004, l’ente gestore dell’Amp ha mostrato coerenza nel portare avanti i suoi progetti a impatto zero». I moduli fotovoltaici sono collegati attraverso sette pannelli, che nel 2016 hanno prodotto 112mila kw/h, risparmiando per garantire energia all’isola l’uso di 20 mila litri di gasolio. Il principio di tutela dell’ambiente attraverso l’uso delle energie rinnovabili che è stigma ideale nel concetto di sostenibilità ed impatto zero. Nel solo ultimo mese di maggio si è calcolato che si sia evitato di riversare nell’ambiente 3,5 tonnellate di anidride carbonica.

Domani, giovedì 24 maggio, secondo appuntamento con i laboratori di Isos. A partire dalle 9,30 e per tutto il giorno, nella sede dell’Amp di Tavolara, la “Casa delle farfalle di mare” a Porto San Paolo, i partner del progetto si confronteranno sulla politica di gestione della risorsa idrica. Contestualmente a Olbia, alle 9.00, un gruppo di alunni del liceo classico “Gramsci” incontrerà i membri della goletta Patriar’ch per avviare un gemellaggio all’insegna della protezione dell’ambiente. Venerdì 25 maggio, giornata conclusiva dell’evento, si svolgerà una escursione sull’isola di Molara, con tutti i protagonisti delle iniziative della settimana dedicata alla sostenibilità.

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Ridurre la percentuale di produzione energetica non rinnovabile, migliorare la gestione della risorsa idrica, facilitare il processo di smaltimento dei rifiuti, continuare a favorire la biodiversità: sono le quattro azioni da attuare per raggiungere l’obiettivo “Tavolara impatto zero”. L’ente gestore dell’Area marina protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo oggi ha incontrato i responsabili dell’associazione Smilo, che all’interno del progetto internazionale Isos – Isole Sostenibili, si propone di creare un marchio riconosciuto a livello internazionale denominato “Isola a impatto zero”. Tavolara è il sito pilota dove saranno testate le procedure di certificazione. Durante la riunione che si è svolta oggi alla “Casa delle farfalle di mare”, a Porto San Paolo, sono stati individuati i punti di forze e le criticità dell’isola, divisi secondo quattro categorie: la gestione della risorsa idrica, la produzione e il consumo di energia, lo smaltimento dei rifiuti e la tutela della biodiversità. «Il tavolo tecnico di oggi con l’associazione Smilo ed i loro consulenti esterni – ha spiegato il direttore del Consorzio di gestione dell’Area marina protetta, Augusto Navone – è stato necessario per individuare i punti deboli di Tavolara e per stabilire le attività prioritarie che saranno fatte per raggiungere l’impatto zero nel più breve tempo possibile».

Allo stato attuale, la gestione della risorsa idrica presenta alcuni punti di forza: la presenza di acqua nell’isola, il funzionamento di un sistema di depurazione e la raccolta di acqua piovana. Sono state individuate anche le criticità: al momento non si conosce la quantità esatta della risorsa idrica che viene consumata quotidianamente a Tavolara e, in determinati momenti, nell’acqua si avverte una eccessiva salinità. L’Area marina, nella riunione di oggi, si è impegnata a istituire prossimamente un controllo di qualità dell’acqua destinata all’uso domestico e ad attuare una ricognizione della risorsa idrica presente nei pozzi.

Per quanto riguarda la produzione e il consumo di energia, l’isola è stata oggetto di un intervento di miglioramento notevole negli ultimi tre anni. Fino ad allora, infatti, l’unico modo per ottenere energia era utilizzare dei generatori a gasolio. Per ridurre l’impatto energetico, l’Amp ha installato un impianto fotovoltaico che produce il 75 per cento del totale del fabbisogno energetico. La parte restante viene prodotta attraverso i generatori. «Implementeremo la produzione di energia rinnovabile attraverso l’attivazione di due microimpianti eolici. In questo modo ridurremo ulteriormente l’uso dei generatori a gasolio» ha spiegato Augusto Navone. Aumentare la produzione energetica è necessario anche perché nei giorni di massima pressione antropica, la rete talvolta non riesce a soddisfare il fabbisogno richiesto.

A Tavolara si fa la differenziata e, in merito alla produzione e allo smaltimento dei rifiuti, in questi anni è stato fatto un lavoro di sensibilizzazione rivolta a tutti i fruitori dell’Area marina. Tuttavia il sistema di smaltimento è farraginoso: ogni giorno gli abitanti dell’isola portano i rifiuti a Cala Finanza e li consegnano agli operatori della Multiservice, la società che gestisce i rifiuti nel territorio del comune di Loiri Porto San Paolo. La consegna deve essere fatta in orari prestabiliti. Per migliorare la procedura, l’ente gestore dell’Amp intende costruire una isola ecologica a Cala Finanza, in modo che i rifiuti provenienti da Tavolara possano essere conferiti in qualsiasi orario.

I punti critici sono tanti e tutti di natura giuridico-amministrativa: «La legge italiana che norma le aree marine protette è obsoleta e non definisce al meglio alcuni importanti aspetti che riguardano la costituzione e la gestione delle riserve – ha detto Augusto Navone – inoltre ci troviamo di fronte a dei problemi causati dalla mancanza di coordinamento tra le regolamentazioni nazionali e quelle internazionali». I punti di forza: la presenza di specie rare ed endemiche; i programmi di educazione e sensibilizzazione per il rispetto dell’ambiente; le numerose azioni a favore della protezione delle specie.

La giornata odierna è quindi servita per mettere a punto il piano d’azione che servirà per realizzare il progetto “Tavolara impatto zero”. Domani, giovedì e venerdì, l’Area marina sarà coinvolta in altre iniziative, sempre legate alla sostenibilità ambientale su Tavolara. Il programma prevede, per domani, il primo laboratorio “zero impatto” del progetto Isos Isole Sostenibili. A Tavolara, con inizio alle 9.30, l’ente gestore dell’area illustrerà ai partner dell’iniziativa tutte le strategie messe in atto in questi anni per ottenere la massima sostenibilità ambientale. Sempre a Tavolara, per tutto il giorno, l’equipaggio del Patriar’ch raccoglierà i rifiuti nelle spiagge Tramontana e Spalmatore.

Giovedì 24 maggio, secondo appuntamento con i laboratori di Isos. A partire dalle 9.30 e per tutto il giorno, nella sede dell’Amp di Tavolara, la “Casa delle farfalle di mare” a Porto San Paolo, i partner del progetto si confronteranno sulla politica di gestione della risorsa idrica. Contestualmente a Olbia, alle 9.00, un gruppo di alunni del liceo classico Gramsci incontrerà i membri del Patriar’ch per avviare un gemellaggio all’insegna della protezione dell’ambiente.

Venerdì 25 maggio, giornata conclusiva dell’evento, si svolgerà una escursione sull’isola di Molara con tutti i protagonisti delle iniziative della settimana dedicata alla sostenibilità.

Oggi, alle 14.00, il presidente Francesco Pigliaru, il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, gli assessori coinvolti, taglieranno il nastro del padiglione Sardegna ad Expo e inaugureranno la settimana isolana all’esposizione milanese. Un fitto programma di eventi accompagnerà i visitatori alla scoperta di eccellenze ambientali e culturali, modelli di innovazione, tesori archeologici.
«Un modello di sviluppo sostenibile per tutte le regioni italiane da esportare nel mondo come immagine dell’‘Isola senza fine’». Con queste parole, l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Francesco Morandi, ha concluso il primo appuntamento in Expo sulla qualità della vita in Sardegna, tematismo del quale la Regione è capofila e che sarà al centro dell’Esposizione universale per tutta la settimana.

«Non dobbiamo temere di accettare la sfida di un possibile cambiamento – ha spiegato l’esponente della Giunta Pigliaru – proseguendo nel ragionamento già avviato con altre regioni sul modello da noi proposto basato sulla combinazione di fattori quali identità e tradizione, qualità delle produzioni e sostenibilità ambientale, benessere e coesione sociale e capacità di valorizzare i beni naturalistici e culturali nel loro pieno rispetto.»
‘Una nuova visione per lo sviluppo sostenibile’, realizzato nell’ambito del progetto della Presidenza del Consiglio ‘Expo e Territori’, ha messo in vetrina innovazione sostenibile, eccellenze naturali, qualità dei prodotti e del cibo, longevità: un mix che rende l’isola attualmente un modello da seguire. All’Auditorium di Palazzo Italia si sono confrontati studiosi ed esperti dei vari settori coinvolti. Gli interventi sono stati coordinati dalla giornalista di Al Jazeera Barbara Serra e intervallati da trailer dei cortometraggi realizzati nell’ambito del progetto Heroes 20.20.20, il progetto nato dalla collaborazione tra Film Commission, assessorato dell’Industria e Sardegna Ricerche.
Ad aprire l’appuntamento il divertente spot ‘Centenari’ del regista oristanese Paolo Zucca, di grande impatto visivo, incentrato sull’elisir di lunga vita dei sardi, e il canto a tenore del gruppo folk di Nuoro. È seguito il blocco di interventi su ‘tendenze e valore per lo sviluppo’ con il sociologo Aldo Bonomi, coordinatore dei progetti regioni per Expo, che ha messo in luce come «la Sardegna abbia interpretato ottimamente i temi centrali dell’Esposizione universale (‘Nutrire il pianeta. Energia per la vita’), dando un grande contributo con la proposta di un modello di sviluppo sostenibile che associa gli aspetti locali a quelli globali». Nella stessa sezione Filomena Maggino, statistico sociale dell’Università di Firenze, ha parlato dei valori che contribuiscono al ‘benessere economico sociale (BES), molti dei quali caratteristiche intrinseche dell’isola.
Si è parlato quindi di longevità con Luca Deiana e Gianni Pes, docenti dell’Università di Sassari, e con Roberto Pili, presidente della ‘Comunità mondiale della Longevità’. Deiana ha mostrato interessanti appunti audiovisivi sui centenari e ha spiegato il suo progetto scientifico che analizza l’incidenza di alcuni prodotti tipici sardi (formaggio e vino) sull’alta percentuale di ultraottantenni sardi. Pes si è soffermato sull’interesse del mondo scientifico e giornalistico internazionale per la ‘blue zone’ isolana (Ogliastra) e sui vari fattori che contribuiscono alla longevità (alimentazione, attività fisica legate al mondo agropastorale e benessere sociale). Infine, ha parlato di «invecchiamento di successo tipico della Sardegna, studiato ovunque, determinato dalla qualità della vita e su cui investire per migliorare aspettative e prospettive di vita nel mondo». Il terzo blocco è stato incentrato sul ‘food’ ed è stato affidato al pluripremiato chef sardo Roberto Petza e allo svedese Lotta Jorgensen, coeditor di Fool Magazine.
E’ stata la volta di ‘qualità della vita, natura e ambiente’: sono intervenuti Augusto Navone, direttore dell’Area Marina Protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, capofila del progetto ‘Eccellenza naturale’, attivato dall’assessorato e che coordina il lavoro di tutte le nove aree protette della Sardegna. Navone ha molto apprezzato «la nuova visione della Regione proiettata verso il futuro, che fa marketing territoriale in maniera adeguata mettendo al centro sostenibilità ambientale e sociale». Dopo di lui, Donatella Bianchi, presidente WWF Italia e giornalista, ‘sarda acquisita’ come si è definita: «L’isola è un punto di riferimento da cui partire per comprendere quanto l’ambiente incida sul benessere». Quinto blocco incentrato sull’innovazione’: sono intervenuti gli imprenditori eco-sostenibili Daniela Ducato e Luca Ruiu, testimonial dell’‘Isola senza fine’ a Expo, il presidente del Crs4, Luigi Filippini, e l’amministratore unico di Porto Conte Ricerche, Sergio Uzzau.
Le conclusioni e la condivisione del modello con altre regioni, in particolare con il Lazio, affidati all’assessore Francesco Morandi e a Carla Collicelli, vicedirettore del Censis.

 

L’attività nel campo della formazione continua dei giornalisti riparte domani, 6 settembre, a Olbia. Il corso è gratuito ed assegnerà 3 crediti ai partecipanti. Ha per titolo: “Informazione, sport, educazione ambientale: gli sportivi e la tragica esperienza dell’alluvione”. Si terrà al #Geovillage dalle 9.30 alle 11.30.

Dopo il saluto del presidente dell’Ussi, Mario Frongia, che ha proposto e organizzato il corso assieme all’Ordine, il programma prevede gli interventi di Filippo Peretti (presidente dell’#Ordine dei giornalisti della Sardegna) sulla Carta deontologica del giornalismo sportivo, e di Augusto Navone (direttore dell’#Area marina protetta Tavolara) sulle iniziative per la protezione dell’ambiente. Interverrà anche Luca Pancalli, presidente del #Comitato italiano paraolimpico. Pancalli è stato commissario della #Federcalcio dopo #Calciopoli ed è presidente del settore giovanile tecnico e scolastico della #Federcalcio.

In questa occasione è possibile la partecipazione con l’assegnazione dei crediti anche ai giornalisti che non si sono iscritti attraverso la piattaforma #Sigef.