30 September, 2022
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Angelica Sanchez.

Cecil Taylor.

Cecil Taylor.

Dopo il triste annuncio dell’annullamento del concerto di Cecil Taylor dovuto a motivi di salute, lo staff dell’Associazione Culturale Punta Giara ha cercato di colmare la perdita del maestro del free jazz individuando nella grandissima pianista Angelica Sanchez un’alternativa che potesse in un certo qual modo rendere omaggio a Cecil Taylor.

La serata in programma per il 29 agosto del festival Ai Confini Tra Sardegna e Jazz si aprirà, infatti, con un solo della pianista che offrirà un riconoscimento personale che può essere interpretato come un augurio di pronta guarigione al quale ci sentiamo di partecipare in maniera sincera.

La Sanchez è una pianista, compositrice ed insegnante di musica che negli ultimi anni ha partecipato a decine di importantissimi progetti con Wadada Leo Smith, Chad Taylor, Paul Motian e tantissimi altri. Lo stile personalissimo è un connubio tra armonie e dissonanze accompagnato da una forza espressiva che colpisce e rapisce l’ascoltatore, facendo di lei una delle più importanti realtà della scena jazz contemporanea.

Sun ra 71Sun Ra ArkestraCecil TaylorPinuccio Sciola 1

Nonostante le incertezze economiche che nelle ultime settimane avevano fatto temere non solo un rinvio ma persino una cancellazione dell’intera rassegna, la XXVIII edizione di “Ai confini tra Sardegna e jazz” si svolgerà regolarmente, con un programma che è ancora più ricco rispetto a quello presentato alla stampa due mesi fa a Cagliari, con la copertura di due serate inizialmente non previste tra il debutto del 22 agosto e la chiusura del 31 agosto. Il nuovo programma definitivo prevede ora dieci giorni consecutivi di concerti.

«Dopo un viaggio interstellare lungo diversi mesi – si legge in una nota stampa diffusa il 7 agosto dall’associazione culturale Punta Giara che organizza il Festival – l’astronave Punta Giara è arrivata in prossimità di Sant’Anna Arresi ed esattamente il 22 agosto, come da previsione, atterrerà sulla Piazza del Nuraghe. Solo un equipaggio incosciente, guidato da un ammiraglio testardamente coraggioso, si sarebbe potuto spingere fino a questo punto senza nessuna garanzia. Il volo è stato lungo, difficile e connotato da noie al motore che ci hanno costretto a sospendere il viaggio per ricalcolare la rotta e, dopo un momento di perplessità, siamo riusciti a trovare nuovamente la propulsione giusta per proseguire questa incredibile avventura. Ma non sarebbe un’avventura se tutto filasse liscio, infatti la rotta spaziale è ancora costellata di incognite e difficoltà che avvolgono in una nube, sia la permanenza sia il ritorno. Come un’imbarcazione di migranti clandestini siamo in balia delle onde che ci tengono col fiato sospeso e la terraferma appare all’orizzonte sempre troppo lontana per chi ha paura di affondare da un momento all’altro. Le avversità ci costringono a fare i conti con ciò che avevamo creduto sicuro ed allo stesso tempo a riconsiderare rapporti e collaborazioni. Durante questa missione abbiamo scoperto tanti che sarebbero stati contenti nel vedere l’astronave esplodere fra le stelle con tutti i suoi ospiti. Ci ricorderemo di loro una volta tornati sani e salvi alla base, come ci ricorderemo di tutti quelli che, in maniera inaspettata, hanno contribuito attraverso un gesto o una parola a far sì che non si interrompesse l’ambizioso progetto di portare una scheggia di universo sull’ormai storico palco del piccolo paese di Sant’Anna Arresi.»

L’associazione Punta Giara qualche settimana fa aveva avviato una raccolta fondi per “salvare il Festival” e riuscire ad onorare gli impegni con gli artisti e con quanti avevano già prenotato abbonamenti, alberghi e viaggi aerei, lanciando un appello a quanti fossero interessati a contribuire alla riuscita dell’edizione più sofferta del Festival, attraverso una donazione, con una sponsorizzazione oppure un prestito che sarebbe stato rifondato quanto prima possibile, arrivando persino a mettere in vendita “i gioielli di famiglia: quattro pianoforti a muro ed un mezzacoda, suonato, tra gli altri, da Hermeto Pascoal”. Superato il pericolo di annullamento del Festival, non i problemi che in larga parte restano sul tappeto, l’associazione Punta Giara ha rilanciato il programma, dedicato interamente al grande pianista, compositore, poeta e filosofo statunitense Sun Ra, protagonista dell’edizione del 1989 e scomparso vent’anni fa, a 79 anni. Apriranno la rassegna, il 22 agosto, gli United Vibrations, gruppo che fonde insieme suoni stellari con l’afrobeat ed il funk, e la musica di Sun Ra sarà “santificata” da tre progetti di Rob Mazurek con Sao Paulo Underground, con il Pulsar Quartet e con l’Exploding Star Orchestra, questo ultimo scritto apposta per l’occasione. Il programma è lungo e costellato di sorprese incredibili, come la presenza dei Talibam!, e ci sarà spazio anche per il Dinamitri Jazz Folklore Septet e la sua musica di chiara derivazione africana che porterà lo spettatore a confrontarsi con l’origine delle cose e con gli elementi che le compongono. Il settetto inoltre potrà vantare la partecipazione del grandissimo poeta e critico afro-americano Amiri Baraka. Inedito ed accattivante il progetto dei Living By Lanterns, composto da Mike Reed, Jason Adasiewicz, Greg Ward, Joshua Abrams ed altri, che proporrà una rilettura di materiale inedito, registrato ma mai utilizzato da Sun Ra. Inoltre Joshua Abrams presenterà in esclusiva europea il suo progetto Natural Information Society. Gli Heliocentrics porteranno il pubblico di Piazza del Nuraghe nella loro galassia costituita da un connubio di generi diversi tutti uniti dalla tua lezione afrofuturistica. Cecil Taylor non ha certo bisogno di nessun tipo di presentazione ma la sua presenza di certo è un grande onore che si ripete per il Festival di Sant’Anna Arresi. I turchi Konstruct, ormai realtà affermata del jazz, offriranno uno spettacolo tutto orientato su un terreno caro a Sun Ra, ovvero l’improvvisazione orchestrale che potrà usufruire per l’occasione del suo sassofonista Marshall Allen. Il suono delle stelle si deposita nelle rocce e nelle pietre che mantengono sopravvivenze astrali. Da queste il maestro Pinuccio Sciola, aiutato dalla composizione di Marcellino Garau e da eccezionali musicisti, trarrà Le Memorie dell’Universo, una prima assoluta dedicata a a Sun Ra. Dalla Germania gli Heliocentric Counterblast porteranno il loro personale omaggio alla musica di Herman Blount anche perché reduci dalla pubblicazione del loro ultimo disco intitolato “A tribute to Sun Ra”. L’onore della chiusura del festival sarà affidato proprio alla Sun Ra Arkestra, condotta dal suo più fidato sacerdote, Marshall Allen. L’associazione culturale Punta Giara in una nota ha ringraziato la Regione Autonoma della Sardegna, gli assessorati della Pubblica istruzione e del turismo, l’ex Provincia di Carbonia Iglesias ed il Comune di Sant’Anna Arresi, ed ha rivolto un grazie di cuore al pubblico del Festival: a chi ha donato, a chi ha acquistato l’abbonamento senza conoscere il programma, a chi ha concesso un prestito, a chi ha dato sponsorizzazioni, a chi, quindi, ha reso possibile la realizzazione del XXVIII Festival “Ai confini tra Sardegna e jazz”.