9 December, 2021
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Alessio Gaggioli è nato a Carbonia il 30 gennaio 1976. Ha indossato i primi pattini in tenerissima età, mostrando subito grandi qualità e conquistando le prime vittorie nelle gare regionali, con la società Euralsulcis guidata dal presidente Sandro Usai e dal tecnico Mariano Fenu. A distanza di alcuni anni dai trionfi di Luana Pilia, ha portato nuovamente alto il nome della città di Carbonia e i “4 Mori” della Sardegna in tutto il mondo.

Il suo palmares riporta complessivamente ben 41 titoli italiani, 23 titoli europei e due record del mondo sulla distanza dei 500 metri (uno presente nel Guinness dei primati, edizione 2003, come massima velocità media raggiunta sui pattini), 8 medaglie d’argento e 6 medaglie di bronzo ai campionati del mondo.

Tra i risultati di maggiore prestigio raggiunti da Alessio Gaggioli nei campionati europei, ricordiamo le tre medaglie d’oro su pista a Barañain, in Spagna, nel 1994, sulle distanze dei 500 metri sprint, 1.500 in linea e 10.000 all’americana; le due medaglie d’oro su pista a Saint Brieuc, in Francia, nel 1996, sulle distanze dei 300 metri a cronometro e dei 500 sprint; la medaglia d’oro su pista a Roseto degli Abruzzi, nel 1997, sulla distanza dei 300 metri a cronometro; e, infine, la medaglia d’oro su pista a Latina, nel 2000, sulla distanza dei 300 metri a cronometro.

Alessio Gaggioli ha ricevuto dal CONI la medaglia d’oro al valore atletico, il primo grado delle medaglie al valore atletico.

Oggi Alessio Gaggioli lavora e risiede a Londra.

Brano tratto dal libro “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia – Io c’ero!”, di Elvio Verniani, Giampaolo Cirronis Editore.

Nella foto di copertina, Alessio Gaggioli giovanissimo, al centro, con il tecnico Mariano Fenu e le compagne di società Monica Uccheddu e Manuela Fulgheri.

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Luana Pilia è nata a Carbonia il 6 dicembre 1968. Si è avvicinata al pattinaggio a rotelle fin da giovanissima, con la maglia della società Pattinaggio a rotelle Carbonia guidata dal presidente Angelo Labate, nella quale il padre Luigi si occupava della preparazione tecnica. Luana Pilia è arrivata alla piena maturità tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90, quando in 4 stagioni ha centrato i massimi traguardi sia a livello europeo sia mondiale.

La prima medaglia d’oro tricolore a Santa Maria Nuova (Ancona) il 6 luglio 1986; la prima continentale, nel 1988, a Gujan Mestras (Francia), nei 500 metri su strada. Nel 1989 la definitiva consacrazione: 3 medaglie d’oro ai campionati del mondo di Hastings (Nuova Zelanda), nei 500 in linea, 1.500 in linea e 5.000 metri all’americana; 6 medaglie d’oro ai campionati europei a Madalena Pico Azores (Portogallo), 3 su pista (300 a cronometro, 1.000 in linea e 5.000 all’americana) e 3 su strada (300 a cronometro, 500 sprint e 5.000 in linea); 1 medaglia d’oro ai World Games di Karlsruhe (Germania).

Altra pioggia di medaglie d’oro nel 1990: 2 ai campionati del mondo su strada a Bello (Colombia), nei 500 in linea e nei 5.000 all’americana; e 7 ai campionati europei ad Inzell (Germania): 4 su pista (500 sprint, 1.000 in linea, 3.000 in linea e 5.000 ad eliminazione; e 3 su strada: 1.000 in linea, 5.000 in linea e 5.000 all’americana). L’ultima medaglia d’oriridata nel 1991, a Ostenda, in Belgio, nei 3.000 in linea.

Luana Pilia ha ricevuto dal CONI 5 medaglie d’oro al valore atletico, il primo grado delle medaglie al valore atletico. Oggi Luana Pilia lavora e risiede con la famiglia a Milano.

Brano tratto dal libro “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia – Io c’ero”, di Elvio Verniani, Giampaolo Cirronis Editore.

Nella fotografia di copertina, Luana Pilia sul podio di uno dei trionfi iridati; nelle altre due fotografie, in una con il grande maestro Pinuccio Dettori e l’allora assessore dello Sport del comune di Carbonia Sandro Fois; nell’altra con il suo preparatore atletico Tore Casu, scomparso prematuramente diversi anni fa.

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Pinuccio Dettori è stato un grande uomo di sport. Primatista italiano nel salto in alto dal 1941 al 1957 con metri 1,85, due volte nazionale, campione italiano 2ª e 3ª serie nel ’40, secondo agli assoluti nel ’41 e ’46, secondo agli Studenteschi del ’39 e vittorioso in gare nazionali a Roma, Torino, Napoli, Parma e Milano, si qualificò per le Olimpiadi a Firenze nel 1940, con la misura di 1,85, ma non poté rappresentare l’Italia nella rassegna iridata per lo scoppio della guerra.

Divenne allenatore federale di atletica e, sotto la sua guida, crebbero atleti di assoluto valore quali Franco Sar, Antonio Ambu, Giacomo Multineddu ed Angelo Defraia.

A Carbonia conobbe e sposò Angela Beccheroni, con la quale ebbe due figli: Manlio, scomparso a soli 25 anni in un tragico incidente automobilistico; e Lilia, docente liceale.

Maestro elementare, ha dedicato la sua vita alla formazione dei giovani, nella scuola e nello sport. A lui si deve la realizzazione del campo sportivo di Corso Albania, al quale poi Aldo Carboni diede i crismi dell’ufficialità.

Pinuccio Dettori nel 1996 partecipò all’inaugurazione del complesso sportivo di via Balilla che, dopo la sua scomparsa, gli è stato intitolato.

Pinuccio Dettori era nato a Sassari il 21.03.1920, è morto a Carbonia il 13.02.2004.

Brano tratto dal libro “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia – Io c’ero”, di Elvio Verniani, Giampaolo Cirronis Editore

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Alessio Rondelli è nato a Carbonia il 19 ottobre 1975. Si è dedicato fin da giovanissimo ad una disciplina sportiva bella quanto impegnativa qual è il full contact, raggiungendo presto i vertici nazionali e poi quelli europei e mondiali.

Di seguito i risultati raggiunti.

1995: campione italiano dilettanti 3ª serie full contact Wako categoria 81 kg.

1996: campione italiano dilettanti 2ª serie full contact Wako categoria 81 kg.

1997/1999/2000/2001: campione italiano dilettanti 1ª serie full contact Wako categoria 81 kg.

Caorle 1999/Jugoslavia 2001: medaglia di bronzo ai campionati del mondo full contact Wako categoria 81 kg con la maglia azzurra.

Mosca 2000: medaglia di bronzo ai campionati europei full contact Wako categoria 81 kg con la maglia azzurra.

2001: vincitore del torneo internazionale di Casablanca (full contact Pro Italia-Marocco).

2001: campione italiano professionisti Wako – Pro full contact categoria 81,400 kg.

Dal 2004 al 2007 – 2 volte nel 2007: campione del mondo professionisti Wako – Pro full contact categoria 78,100 kg.

2003 e 2004: campione italiano universitario di boxe categoria 81 kg.

2008: campione internazionale WBF di boxe professionisti categoria mediomassimi.

2009: campione intercontinentale WBF di boxe professionisti categoria mediomassimi.

 

Brano tratto dal libro “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia – Io c’ero”, di Elvio Verniani, Giampaolo Cirronis Editore

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Roberto Masili è nato a Genova il 13 dicembre del 1969. Ha iniziato la pratica del ju-jitsu all’età di 5 anni, sotto gli insegnamenti del maestro Giuliano Masili (suo padre), dando subito dimostrazione di attitudine e passione verso la disciplina sportiva.

Nel 1981 si è aggiudicato, al palazzetto dello sport di Genova, il primo campionato italiano di ju-jitsu. Negli anni successivi, fino al 1989, ha vinto 2 campionati sardi e, per due volte, nel 1986 e 1987, è stato finalista ai campionati italiani, nei quali ha conquistato altrettante medaglie d’argento.

Nel 1983 Roberto Masili si è laureato per la prima volta campione italiano di judo, sotto la guida del maestro Settimio Pelliccioni (ex campione europeo di judo, nel 1975).

Nel 1986 ha deciso di dedicarsi a tempo pieno al karate sportivo (disciplina che pratica insieme a judo e ju-jitsu dal 1982), riuscendo a raggiungere i traguardi più importanti della sua carriera. Dal 1986 al 1993, si è aggiudicato per 6 volte il titolo di campione sardo (specialità kumité) e dal 1986 al 1993, è stato per 4 volte campione italiano.

Nel 1991, all’età di 21 anni, si è laureato per la prima volta campione europeo, al palazzetto dello sport di Cagliari, battendo l’atleta olandese Andreas Miller e si è ripetuto nel 2000.

Nel 2001, in Romania, e nel 2006 in Olanda, ha conquistato il titolo mondiale I.K.F. Roberto Masili è stato titolare della Nazionale di karate dal 1990 al 1999, titolare del GS nazionale Vigili del fuoco dal 1994 al 1999 ed è stato premiato dal Comitato Atleti Azzurri d’Italia.

Brano tratto dal libro “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia – Io c’ero”, di Elvio Verniani, Giampaolo Cirronis Editore

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E’ morto alle 5.00 di questa mattina, Giulio Ravot, una delle colonne della mitica Carbosarda. Originario di Iglesias, dove era nato il 23 marzo 1936, era fin da giovane diventato cittadino di Carbonia, la sua città d’adozione che non ha più lasciato. Iniziò a giocare al calcio nella Pol. Julia e tutta la sua attività, prima del passaggio alla Carbosarda, arrivato nella stagione 1957/1958, si svolse in quella società che operava nel settore giovanile, con la quale mise in luce le sue doti di difensore, sul terreno di gioco del glorioso campo “Santa Barbara”.

Arrivato alla Carbosarda, dopo un breve periodo di ambientamento, il tecnico Stefano Perati lo fece esordire nella partita con il Vigevano e bagnò l’esordio con una buona prestazione. Grande combattente, in possesso di una straordinaria forza di volontà, era difficile da superare per qualsiasi attaccante.

Dopo la stagione dell’esordio, giocò nella Carbosarda anche in quella successiva, con Bruno Molinari allenatore, ma presto iniziò il declino della favola della Carbosarda, inevitabile conseguenza della crisi dell’attività estrattiva nelle miniere di carbone.

Nell’estate del 1959, con la Carbosarda in piena crisi (ancora in serie C ma alla fine retrocessa in serie D con un bilancio di soli 13 punti, frutto di 4 vittorie, 5 pareggi e ben 25 sconfitte), accettò il trasferimento all’Akragas di Agrigento, squadra di serie C. L’esperienza da emigrante del calcio durò una sola stagione, e nell’estate del 1960 Giulio Ravot ritornò nella “sua” Carbonia, per vestire la maglia biancoblù nel campionato di serie D. Giocò Nel Carbonia fino alla stagione 1965/1966, quando dopo un grave infortunio, decise di concludere la carriera di calciatore, con un bilancio di 8 campionati con la maglia biancoblù, nel corso dei quali ha collezionato 181 presenze e 4 goal.

Iniziò subito la carriera di allenatore e guidò le Giovanili del Carbonia a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Arrivò a guidare anche la prima squadra, in serie D (1968/1969) e in Promozione regionale (1971/1972). Successivamente, allenò Decimoputzu, Portoscuso, Sant’Antioco, Villacidro e Narcao, ed ebbe un’esperienza da direttore sportivo con il Carbonia.

E’ stato tra i soci fondatori (con Toto Cesaracciu, Gianni Pusceddu, Peppino Zucca e Paolo Santoru) e primo presidente, nel 1985, dell’associazione Ex Biancoblù, nella sede della vecchia miniera di Serbariu.

Alla moglie Ida e alle quattro figlie Laura, Francesca, Gabriella e Federica, sentite condoglianze, personali e di tutto il mondo calcistico biancoblù e dell’intero Sulcis Iglesiente.

Giampaolo Cirronis

Le foto allegate sono tratte dai libri “Carbonia, Carbosarda – Passione per la squadra biancoblù”, di Franco Reina, e “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia – Io c’ero”, di Elvio Verniani.

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Le vecchie glorie del Carbonia hanno vinto il Memorial “Toto Cesaracciu”, superando le vecchie glorie del Guspini con il punteggio di 3 a 2. E’ passato per primo in vantaggio il Guspini, raggiunto e superato con tre goal dal Carbonia, prima del goal del definitivo 3 a 2. Per il Carbonia hanno segnato Salvatore Castronovo, Floriano Congiu ed Alessandeo Leone; per il Guspini Franco ed Annibale Ibba.

Carbonia e Guspini sono due delle squadre allenate in carriera da Toto Cesaracciu (con il Carbonia ha conquistato la promozione in serie D nella stagione 1977/78) che nel Carbonia ha anche giocato (111 presenze e 3 goal). Erano presenti anche alcuni giocatori del Quartu (Andrea Pinna, Mario Mureddu, Antonello Gariazzo), altra formazione allenata da Toto Cesaracciu.

La giornata-ricordo di Toto Cesaracciu è proseguita al Ristorante Tanit, a pranzo, al termine del quale sono state consegnate alcune targhe alle due squadre, alla famiglia di Toto Cesaracciu (presenti la moglie e due dei tre figli), a Luciano Serena (calciatore della mitica Carbosarda). Elvio Verniani, presidente del Carbonia promosso in C2 nella stagione 1981/82, ha donato quattro copie del libro “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia…Io c’ero” a due giocatori del Quartu dei primi anni ’80, Mario Mureddu ed Antonello Gariazzo (che Elvio Verniani, se avesse potuto, avrebbe voluto nel “suo Carbonia”), all’ex Franco Giordano e all’ex presidente del Guspini Agus.

                                      

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La squadra delle vecchie glorie dell’Iglesias ha vinto il 1° Memorial di Calcio intitolato all’ex calciatore del Carbonia Claudio Sulas, scomparso 13 mesi fa all’età di 61 anni. La squadra rossoblu s’è imposta sulle vecchie glorie della squadra del Carbonia ai calci di rigore (i due tempi di 15 minuti ciascuno erano terminati sul 2 a 2) e sulle vecchie glorie della squadra di San Giovanni Suergiu per 3 a 1. Nella terza partita, le vecchie glorie del Carbonia hanno superato quelle di San Giovanni Suergiu per 2 a 0. Le partite sono state dirette dalla terna formata da Maurizio Tocco, Paolo Pinna e Peppino Fiorito che si sono alternati nelle tre partite. Il Memorial è stato organizzato dalla famiglia, dagli amici di Claudio e dalla società Fermassenti, con il patrocinio del comune di San Giovanni Suergiu.

Prima della prima mini partita, sono stati consegnati diversi ricordi degli ex compagni di squadra e amici che hanno organizzato il Memorial, del sindaco di San Giovanni Suergiu Elvira Usai, del presidente del Carbonia Calcio di quando giocava Elvio Verniani (Claudio Sulas fu grande protagonista del Carbonia promosso in serie D nella stagione 1977/78), del presidente della Fermassenti Antonio Massenti, alla moglie Donatella e alla figlia Giulia. Subito dopo è stato osservato un minuto di silenzio.

La carriera calcistica di Claudio Sulas ha avuto il suo periodo più brillante con la maglia del Carbonia, con la quale, proveniente dal settore giovanile, fece il suo esordio nel campionato di Promozione regionale nella stagione 1973/74, a soli 17 anni, sotto la guida di Toto Cesaracciu. Nonostante la giovanissima età, collezionò 9 presenze nel ruolo di ala destra, realizzando un goal nella vittoriosa partita interna con l’Oristanese, 4 a 0, il 13 gennaio 1974. La stagione successiva fu per lui meno fortunata, giocò una sola partita e venne ceduto in prestito al San Giovanni Suergiu, la squadra del suo paese.

Rientrò a Carbonia nell’estate del 1977, diventando titolare inamovibile fino al pareggio interno per 2 a 2 con il Villacidro disputato il 12 marzo 1978 per la 7ª giornata del girone di ritorno, perché venne poi bloccato da un grave infortunio ad un ginocchio fino al termine della stagione, nella squadra che con l’indimenticabile Toto Cesaracciu in panchina, conquistò la promozione in serie D, nello spareggio del Quadrivio di Nuoro con il Porto Torres, deciso dal lancio della monetina dopo che sia i tempi regolamentari sia quelli supplementari, si conclusero sul risultato di parità, 1 a 1 (reti di Floriano Congiu per il Carbonia e dello stopper Pantera per il Porto Torres). Chiuse quella stagione con 21 presenze e 2 reti, realizzate in due vittoriose trasferte, a Quartucciu, il primo goal del 3 a 1 finale sulla Ferrini, e a Cagliari con la Torpedo, 1 a 0.

Lasciato il Carbonia, continuò a giocare per alcune stagioni nelle categorie minori ma abbandonò definitivamente il calcio ancora in giovane età e si dedicò presto al lavoro di agente di commercio, che ha portato avanti fino a che le condizioni di salute glielo hanno consentito.

Nonostante la carriera relativamente breve, ha conservato tantissimi amici nel mondo del calcio e non solo, che ne hanno pianto la prematura scomparsa e ieri lo hanno ricordato con il 1° Memorial a lui intitolato.

 

 

                                                 

 

                       

   

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Un viaggio tra le pagine più belle della storia del calcio biancoblu, dal 1939 al 1983, è quello che propone il libro “Dalla Carbosarda alla Pol. Carbonia … Io c’ero”, di Elvio Verniani, Giampaolo Cirronis Editore, presentato nella tarda mattinata nei locali del Ristorante “Mari e Monti”, in via Roma 50, a Carbonia.

In 176 pagine formato A4, circa 300 fotografie ricostruiscono le esperienze vissute dall’autore in oltre 50 anni, prima da bambino-tifoso e calciatore del settore giovanile, poi da fotografo, dirigente e per sette anni presidente (dal 1976 al 1983), nel periodo che vide la squadra promossa prima dalla Promozione alla serie D, poi dall’Interregionale alla serie C2.

Alla presentazione hanno partecipato una trentina di ex calciatori biancoblu degli anni 60-‘70-’80, tra loro Adriano Novellini, capocannoniere della squadra che nella stagione 1981/82 conquistò la promozione in C2 con 25 goal in 29 partite (oltre ai 4 realizzati in Coppa Italia), che abbiamo intervistato.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10215254438422185/

Durante la presentazione, curata da Luciano La Mantia, oltre all’autore Elvio Verniani, sono intervenuti don Amilcare Gambella, parroco della chiesa di San Ponziano, autore della prefazione al libro; Adriano Novellini; Giampaolo Cirronis, editore del libro e giornalista che ha seguito, raccontato e descritto i campionati del Carbonia negli ultimi 40 anni; e Franco Reina, autore del libro “Carbonia, Carbosarda – Passione per la squadra biancoblu”, editato dallo stesso Giampaolo Cirronis.

Al termine della presentazione, una decina di ex calciatori biancoblu hanno partecipato al pranzo con l’autore, l’editore, alcuni ex dirigenti e tifosi.

Il libro domani mattina, intorno alle 11.00, verrà presentato all’Enocaffè, in via Costituente 1, a Carbonia.

                 

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https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10215186169315500/

La squadra delle Vecchie Glorie del Sant’Antioco, ha vinto questa mattina, allo stadio Monteponi di Iglesias, il 1° Memorial Angelino Salis, organizzato dall’associazione Vecchie Glorie dell’Iglesias, con il patrocinio del comune di Iglesias e la collaborazione dell’associazione di volontariato Sodalitas di Iglesias.

Il torneo triangolare, tra tre delle squadre allenate nel corso di una lunga carriera da Angelino Salis, è stato disputato con la formula di tre partite di due tempi di 15 minuti ciascuno. La prima tra Vecchie Glorie del Sant’Antioco e Vecchie Glorie del Carbonia, è terminata senza goal e ai calci di rigore, dopo numerosi errori da entrambe le parti, s’è imposta la squadra antiochense. La seconda partita, tra le Vecchie Glorie del Carbonia e le Vecchie Glorie dell’Iglesias, ha visto imporsi la squadra rossoblu, con il punteggio di 1 a 0. La terza partita, infine, tra le Vecchie Glorie del Sant’Antioco e le Vecchie Glorie dell’Iglesias, ha visto prevalere la squadra lagunare, trascinata da Michele Milleddu, uno dei calciatori ancora in attività (a 42 anni), in 2ª categoria, con il punteggio di 2 a 1, in rimonta. Le Vecchie Glorie del Sant’Antioco si sono così aggiudicate la prima edizione del Memorial Angelino Salis ed hanno ricevuto la coppa dall’ex rossoblu Nino Falchi, mentre le premiazioni della seconda e della terza classificata sono state effettuate rispettivamente dall’ex presidente del Carbonia Elvio Verniani e dall’ex calciatore del Carbonia e dell’Iglesias Pietrino Serci, oggi in campo con la maglia dell’Iglesias.

Alle premiazioni è intervenuto Carlo Salis, nipote dell’indimenticabile Angelino Salis, al quale Andrea Marras ha consegnato una targa ricordo.

La mattinata si è conclusa con un pranzo in un ristorante nei pressi dello stadio Monteponi.