Intervista ad uno dei quattro lavoratori in presidio da una settimana sul silo dell’Eurallumina a Portovesme


«Chiediamo garanzie circa un intervento finanziario del Governo nella fase transitoria, in attesa dello scongelamento dei beni Rusal, con lo stanziamento delle risorse necessarie affinché Eurallumina possa proseguire la propria attività e sia scongiurato qualsiasi rischio di messa in liquidazione della società.»
È questa la linea d’azione condivisa emersa al termine dell’incontro tra l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani e i lavoratori della Eurallumina in assemblea permanente, avvenuto in serata nello stabilimento di Portoscuso.
«Ribadisco la mia vicinanza e condivisione sui punti della vertenza posti dai lavoratori – ha sottolineato l’assessore regionale dell’Industria -. Come noto, la Regione Sardegna sta lavorando da tempo per trovare una soluzione ai problemi che impediscono la riapertura dello stabilimento. Un passo significativo è stato fatto con le trattative portate avanti per giungere all’approvazione del Dpcm energia, che rappresenta una risposta al problema dell’approvvigionamento energetico di Eurallumina e dell’area industriale di Portovesme. Resta ora, dunque, da risolvere il nodo dello scongelamento dei beni Rusal, che sta creando in maniera sempre più pesante problemi che potrebbero portare alla chiusura definitiva dell’intrapresa. Confidiamo un sostegno in questo senso da parte del Mimit.»
Sostegno unanime e piena disponibilità a essere in prima linea con i lavoratori e le lavoratrici in tutti i passaggi della vertenza. E’ questo ciò che è emerso oggi pomeriggio a Uta nell’incontro organizzato dall’amministrazione comunale per discutere la crisi della Bekaert, il colosso olandese produttore di cordicelle per pneumatici che a settembre ha annunciato la volontà di vendere la sua fabbrica di Macchiareddu, mettendo a rischio 300 lavoratori tra dipendenti e indotto.
All’appuntamento protagonisti assoluti sono stati i lavoratori con le loro rappresentanze sindacali, che hanno ripercorso la storia della Bakaert (quella di Macchiareddu è l’unica sede rimasta in Italia) dal suo insediamento più di cinquant’anni fa, nella zona industriale di Cagliari, a oggi, con la decisione di vendere a causa della crisi del settore automotive e della concorrenza cinese, ma hanno ribadito anche ansie e preoccupazioni per il futuro loro e delle loro famiglie.
Pieno appoggio da parte degli amministratori e rappresentanti istituzionali intervenuti: sindaci della Città Metropolitana di Cagliari e non solo, i consiglieri regionali Giuseppe Frau, Luca Mandis e Walter Piscedda, la senatrice Sabrina Licheri, il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, e l’assessore regionale all’industria Emanuele Cani. Presente anche la presidente del Cacip, il Consorzio industriale provinciale di Cagliari, Barbara Puddu.
«Quello posto oggi un ulteriore tassello che dimostra quanto tutta la Sardegna sia unita nel sostenere questa battaglia e quanto le istituzioni siano al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici – afferma il sindaco di Uta, Giacomo Porcu -. Se la politica non si interessa dei lavoratori non può chiamarsi tale.»

Prende avvio nel Sulcis Iglesiente il progetto promosso dall’assessorato regionale dell’Industria denominato “Greenline, le Greenways come nuova possibilità di sviluppo del Sulcis Iglesiente”, che prevede la riqualificazione della ferrovia dismessa, ex FMS, che va da Siliqua sino a Tratalias passando per i comuni di Narcao, Nuxis, Villaperuccio, Santadi, Piscinas, Giba, San Giovanni Suergiu, per la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale ad elevato valore naturalistico, storico-culturale e turistico.
«Oggi, con l’invio della Convenzione dagli uffici dell’assessorato dell’Industria alla Provincia del Sulcis Iglesiente, soggetto attuatore dell’intervento, potranno prendere concretamente avvio le fasi attuative di un progetto nel quale abbiamo creduto fin da subito, che punta a dare un importante impulso alla creazione di un nuovo modello di sviluppo territoriale sostenibile», spiega l’assessore dell’Industria Emanuele Cani.
«Il passato modello produttivo – sottolinea Emanuele Cani – non deve impedirci di ricercare nuove vie di sviluppo, che, partendo dal ricco patrimonio minerario e industriale del Sulcis, fonda proprio su questi elementi il nuovo e rinnovato approccio territoriale.»
Il progetto prevede la riqualificazione a uso ciclabile e pedonale di un tratto ferroviario dismesso di circa 52 km che valorizzi, tra le altre cose, il patrimonio industriale dismesso, tra cui il sistema delle ferrovie, collegandolo con i vari elementi naturalistici e culturali, e che consenta inoltre lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali.
Il progetto, a cui sono stati destinati 13 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, ricomprende anche le piste ciclabili già a suo tempo pianificate all’interno del Piano Sulcis e che ancora non avevano trovato attuazione.
Di particolare rilevanza il fatto che il percorso ciclo-pedonale si integrerà per diversi tratti con il cammino di Santa Barbara, che attraversa luoghi di culto, siti minerari dismessi, strade antiche, mulattiere ed ex ferrovie minerarie.
«Desidero rivolgere un particolare ringraziamento ai sindaci dei comuni interessati e al Comitato Ciclovie Meridionali Sarde presieduto da Nicolino Diana, a cui aderiscono 14 società ciclistiche e circa 500 appassionati, che hanno nei diversi incontri animato e tenuto alta l’attenzione sul valore di questo progetto», conclude Emanuele Cani.
La sala del Comando di Polizia locale, in via Iglesias 3, a Sant’Antioco, ha ospitato ieri sera il convegno su ambiente, bonifiche e sviluppo locale “Rilancio Sulcis Iglesiente – Obiettivo 2030”, organizzato dal Circolo del Partito Democratico e dal Partito Progressista di Sant’Antioco, primo appuntamento di un ciclo di incontri pensati per avviare un confronto costruttivo sul futuro del territorio.
Il dibattito, coordinato dal giornalista Stefano Garau, con il supporto di Mariano Gala, segretario del Circolo del Partito Democratico di Sant’Antioco, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, esperti del settore ambientale e protagonisti del mondo economico e sociale locale ed è stato incentrato sui ritardi delle bonifiche del territorio che si trascinando da oltre tre decenni, sulle azioni da compiere per riprendere e completare la loro realizzazione, base imprescindibile per la programmazione di investimenti produttivi nelle aree interessate, con i conseguenti riflessi occupazionali.
Sono intervenuti Francesca Ghirra, deputata, componente della X Commissione Attività Produttive; Emanuele Cani, assessore regionale dell’Industria; Rosanna Laconi, assessora regionale all’Ambiente; Salvatore Mattana, amministratore unico di IGEA; Rolando Marroccu, rappresentante del Comitato Tecnico per la Transizione Sostenibile; Graziano Bullegas, presidente regionale di Italia Nostra; Emanuele Madeddu, segretario generale della FILCTEM CGIL Sardegna Sud Occidentale; Fausto Durante, segretario generale della CGIL Sardegna. Hanno partecipato gli onorevoli Antonello Cabras (in videoconferenza) e Luciano Uras.
Nel corso dei lavori, abbiamo intervistato Rosanna Laconi, assessora regionale della Difesa dell’Ambiente.
Il Circolo del Partito Democratico e il Partito Progressista di Sant’Antioco hanno organizzato il convegno pubblico “Rilancio Sulcis Iglesiente – Obiettivo 2030”, dedicato ai temi dell’ambiente, delle bonifiche e dello sviluppo locale.
L’incontro si terrà venerdì 17 ottobre 2025, alle ore 17.30, presso la sala del Comando di Polizia locale, in via Iglesias 3 a Sant’Antioco.
L’iniziativa rappresenta il primo appuntamento di un ciclo di incontri pensati per avviare un confronto costruttivo sul futuro del territorio.
Obiettivo del convegno è promuovere il dialogo e la condivisione di idee per delineare strategie concrete di rilancio del Sulcis Iglesiente, grazie a proposte sostenibili e innovative di sviluppo territoriale.
Il dibattito sarà aperto al pubblico e vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, esperti del settore ambientale e protagonisti del mondo economico e sociale locale.
Interverranno:
• Francesca Ghirra – Deputata, X Commissione Attività Produttive
• Emanuele Cani – Assessore Regionale all’Industria
• Rosanna Laconi – Assessora Regionale all’Ambiente
• Salvatore Mattana – Amministratore Unico IGEA
• Fausto Durante – Segretario Generale CGIL Sardegna
• Rolando Marroccu – Comitato Tecnico per la Transizione Sostenibile
• Graziano Bullegas – Presidente Regionale Italia Nostra
• Emanuele Madeddu – Segretario Generale FILCTEM CGIL Sardegna Sud Occidentale
Parteciperanno:
• Mauro Esu – Segretario PD Sulcis Iglesiente
• gli onorevoli Antonello Cabras e Luciano Uras
• Amministratori e consiglieri regionali del territorio.
Con l’insediamento del Presidente Mauro Usai e dei dieci consiglieri eletti il 29 settembre scorso, è iniziato questo pomeriggio nella sala consiliare del comune di Iglesias il nuovo corso della Provincia del Sulcis Iglesiente che pone fine al commissariamento iniziato dopo il referendum abrogativo del 6 maggio 2012 e durato oltre tredici anni.
Alla prima seduta sono stati invitati tutti i sindaci dei Comuni della Provincia (5 dei 6 candidati sono stati eletti consiglieri), consiglieri e assessori regionali del territorio (presenti l’assessore dell’Industria Emanuele Cani e il consigliere Luca Pizzuto) le massime autorità militari e religiose (il vescovo, monsignor Mario Farci, impossibilitato a partecipare, ha delegato don Giorgio Fois). Grande partecipazione anche di altri amministratori comunali e cittadini.
I lavori sono stati aperti con l’appello del segretario generale del comune di Iglesias, il dottor Marco Marcello, affiancato dal direttore generale della provincia del Sulcis Iglesiente, la dottoressa Speranza Schirru, e la convalida degli eletti.
Il passaggio successivo è stato il giuramento del presidente Mauro Usai che ha poi ha tenuto il discorso inaugurale sulla nuova realtà della Provincia, il ruolo che sarà chiamata a svolgere per il rilancio del territorio in una fase particolarmente difficile della sua storia, rimandando l’approfondimento dei temi alla presentazione delle dichiarazioni programmatiche, che avverrà nella prossima seduta.
Concluso l’intervento di Mauro Usai, è stato dato spazio agli interventi dei consiglieri e degli ospiti. Sono intervenuti la consigliera provinciale Maria Beatrice Collu, il consigliere provinciale (il più votato) Gianluigi Loru, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, don Giorgio Fois, il consigliere regionale Luca Pizzuto, il sindaco di Giba e presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis Andrea Pisanu, il sindaco di Santadi Massimo Impera.
Al termine, il presidente Mauro Usai ha riunito i consiglieri e i sindaci, per portarli a conoscenza dell’esito di un incontro avuto ieri in Regione, all’assessorato della Pubblica Istruzione, sul dimensionamento scolastico.
Allegate le interviste al presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, e al consigliere Pietro Morittu, sindaco di Carbonia, co-capoluogo con Iglesias.
Giampaolo Cirronis
«Delude apprendere ufficialmente dal ministro Adolfo Urso che non si potrà più produrre zinco nel polo industriale di Portovesme. Dopo i proclami del 27 dicembre scorso, significa che questi nove mesi di attività non hanno portato ad alcun risultato ma abbiamo solo perso tempo. A ciò si aggiunge l’elemento sconcertante secondo cui non ci sarebbe alcuna possibilità di incidere sui costi dell’energia, e questo significa che è a rischio la ripresa dell’intero comparto produttivo di Portovesme.»
Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani al termine del tavolo di aggiornamento sulla vertenza relativa alla Portovesme Srl, tenuto oggi al Mimit.
«L’incontro è stato anche l’occasione per ribadire che sulle altre vertenze Sulcis non emerge ad oggi alcun elemento di novità, fatta eccezione per l’approvazione del Dpcm energia, sul quale la Regione Sardegna ha apportato un contributo determinante – sottolinea l’assessore Emanuele Cani -. Ricordiamo invece al ministro che la Regione, da parte propria, in questi mesi ha impegnato cospicue risorse da destinare all’infrastrutturazione del Consorzio industriale di Portoveseme e contestualmente ha riattivato il tavolo propedeutico a risolvere l’annoso problema del dragaggio del porto, che costituisce un elemento sostanziale ai fini della ripresa produttiva del polo industriale.»
«Convocherò nei prossimi giorni un tavolo con le organizzazioni sindacali per fare il punto su una situazione che appare piuttosto complessa e preoccupante – annuncia Emanuele Cani -. Nel contempo confermiamo la nostra leale collaborazione con il Governo nel far fronte a tutte le problematiche ancora aperte e accogliamo con favore la proposta di un nuovo incontro per ulteriori approfondimenti, in particolare sulla questione delle materie prime critiche.»
«Un incontro mortificante per i lavoratori della Portovesme che attendevano segnali positivi». Questo il commento dell’assessora del Lavoro Desirè Manca, intervenuta per chiedere garanzie in merito al mantenimento degli attuali livelli occupazionali.
«Alla specifica domanda in merito alle azioni che il Governo intende portare avanti per la conservazione dei circa 900 posti di lavoro, il ministro Urso non ha saputo rispondere. Sono profondamente rammaricata alla luce del fatto che, dopo dieci mesi di interlocuzioni, la Regione Sardegna e i lavoratori si aspettavano che le prospettive paventate dal ministro Urso si concretizzassero. Oggi invece apprendiamo che la strada della produzione di zinco e piombo non è più percorribile. Un clamoroso dietrofront al termine di un incontro totalmente deludente.»
«Prendo atto con grande preoccupazione che non si è addivenuti a una soluzione rispetto alla chiusura della linea zinco – commenta l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi – ancor più in una fase nella quale la questione delle materie prime ha assunto, a livello comunitario e internazionale, un’importanza cruciale.»
«La posizione della Regione Sardegna sulla vertenza Sider Alloys è in linea con quella del Governo. La Regione pone sempre come punto fermo che la ripresa della produzione di alluminio sia importante non solo per la Sardegna e per il Sulcis Iglesiente, ma per tutto il Paese. Il rilancio dello stabilimento di Portovesme è necessario per soddisfare le esigenze di centinaia di altre imprese che operano nel settore dell’alluminio.»
Lo ha ribadito l’assessore dell’Industria Emanuele Cani nel suo intervento durante il tavolo sulla questione Sider Alloys convocato oggi dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.
«Tuttavia il tempo stringe – ha sottolineato Emanuele Cani – e la nostra preoccupazione circa le oggettive difficoltà che l’attuale proprietà sta affrontando nel portare avanti l’intrapresa industriale aumenta. La Regione non si è mai spinta ad esprimere giudizi eccessivamente stringenti sull’operato di alcuno, ma è arrivato il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità, perché di fatto, purtroppo, sono passati anni e questo impianto non è ancora ripartito.»
L’assessore ha sostenuto il doppio binario ipotizzato dal Governo: «Dal nostro punto di vista oggi ci sono tutte le condizioni politiche e geopolitiche affinché questo stabilimento possa ripartire, ora o mai più, e pertanto dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché questo avvenga, o attraverso la messa a disposizione di risorse importanti da parte del sistema bancario, o valutando l’ingresso di eventuali altri soggetti industriali internazionali, che a detta del ministro Urso avrebbero manifestato il proprio interesse. Ci dobbiamo però porre un obiettivo preciso, perché siamo fuori tempo massimo e rischiamo di perdere questo treno definitivamente».