25 June, 2022
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In una logica di stretta sinergia tra settori operativi della Pubblica Amministrazione nasce l’accordo siglato nei giorni scorsi tra Forestas, l’Agenzia regionale per l’attuazione dei programmi in campo forestale-ambientale ed estrazione mineraria oggi impegnata nella chiusura del sito minerario e nella elaborazione di un piano di riconversione delle aree e delle maestranze.

L’accordo siglato dagli amministratori unici delle due società, Giovanni Caria e Francesco Lippi, riguarda due linee d’intervento: la prima interessa l’attività di ripristino ambientale prevista nel piano di chiusura, con l’inserimento delle prime 10.000 piantine per l’intervento a verde nell’area di Nuraxi Figus.

La seconda invece guarda al riutilizzo in chiave ambientale e sperimentale del prodotto attualmente abbancato nel deposito fini, interessato da un progetto nato e brevettato in Carbosulcis, che prevede la trasformazione, con un processo di lisciviazione, in ammendante per il settore vivaistico che, grazie alla possibile miscela con il compost proveniente dai piazzali di Tecnocasic, si sta sperimentando come fertilizzante ricco di proprietà.

«Carbosulcis – afferma Francesco Lippiè impegnata sul fronte del ripristino ambientale delle proprie aree, così come richiesto dal Piano di chiusura dell’attività mineraria. L’accordo raggiunto con Forestas non solo è strategico per il raggiungimento di questo obiettivo, ma con la sperimentazione del nostro ammendante in campo vivaistico si pone al centro di una nuova sfida per la riconversione industriale della società. Poter sperimentare i benefici di questo prodotto, la cui proprietà intellettuale e brevettuale è interamente Carbosulcis, attraverso Forestas è in assoluto un vantaggio che va valorizzato al massimo.

«Lo scopo dell’accordodice Giovanni Cariaè certamente quello di creare una maggiore sinergia tra la nostra Agenzia e le società di proprietà regionale, per facilitare percorsi di ripristino ambientale, ma anche per concorrere al raggiungimento di obiettivi strategici quale quello del perseguire le nuove tendenze sul paradigma dell’economia circolare.»

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«Un grande progetto in linea con le direttive comunitarie sulla transizione energetica, in grado di affrontare gli effetti sociali, economici ed ambientali della transizione verso un’economia climaticamente neutra. Questa è il risultato al quale stiamo puntando per la riconversione del sito industriale di Carbosulcis.»
Sono le parole dell’assessora regionale dell’Industria Anita Pili, in seguito all’incontro avuto nei giorni scorsi con la governance aziendale, e si riferiscono alla soluzione che la Giunta regionale sta verificando per puntare al «dopo Piano di chiusura della miniera, concordato con la Commissione europea nel 2014, che su proposta di Carbosulcis ha visto la Giunta Regionale deliberare nei mesi scorsi il mandato esplorativo per la possibile creazione del primo Hub energetico di proprietà regionale».
«Un area complessiva di oltre 200 ettari in superficie più le decine di chilometri di gallerie in sottosuolo capace di poter ospitare il più grande laboratorio italiano sul paradigma di economia circolare – sostiene l’Amministratore Unico di Carbosulcis, Francesco Lippi -: dal modello criogenico del progetto ARIA passando per la produzione di alga spirulina e ammendanti derivanti dal recupero degli scarti di lavorazione del carbone e compost proveniente dalla lavorazione dei rifiuti urbani di Tecnocasic, fino alla realizzazione di un modello di Hub energetico con la produzione in superficie da fonti rinnovabili di 35 MWp (fotovoltaico e eolico), un potenziale stoccaggio in sottosuolo di almeno altrettanta potenza e la gestione intelligente per smart greed, guardando alle potenzialità aggiuntive sulla produzione di idrogeno verde.»
Sulla base delle indicazioni ricevute dalla Giunta regionale la Carbosulcis sta concludendo la fase di scrittura del Business Plan e effettuando le ultime valutazioni sulle normative nazionali, per valutare in ultimo la possibilità di sostenere attività ed investimenti modulari e progressivi a lungo termine, che prevedano il reimpiego del patrimonio immobiliare e umano della Società.
«Ai primi di marzo presenteremo ai sindacati le risultanze del lavoro effettuato in maniera da poter avere una condivisione sulle effettive potenzialità del progettoafferma l’assessore dell’Industria Anita Pili -, progetto che pensiamo possa trovare a pieno titolo una sua giusta collocazione all’interno delle misure finanziate dalla commissione europea quali il JTF e il Piano Nazionale di ripresa e resilienza.»

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Mattinata di audizioni, ieri, in commissione “Attività Produttive” sulla situazione delle società Igea e Carbosulcis e sulla proposta di legge di riordino delle professioni turistiche con particolare riferimento alle guide ambientali ed escursionistiche.

Igea e Carbosulcis:

La situazione delle due società regionali, una in house (Igea) e l’altra partecipata (Carbosulcis) è stata illustrata alla Commissione dai due commissari Michele Caria e Francesco Lippi.

«Il piano di chiusura dell’ex miniera di Nuraxi Figus, avviato nel 2014, va avanti – ha spiegato Francesco Lippi – stiamo rispettando le prescrizioni e le tempistiche indicate dalla Commissione europea. Nel 2018 c’è stato lo stop definitivo all’attività estrattiva e proseguiamo negli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito che si concluderanno nel 2026». Il commissario della Carbosulcis ha indicato alcune criticità riscontrate nell’attuazione del piano di dismissione: la gestione del personale e la chiusura della discarica delle ceneri provenienti dall’ex centrale Enel di Portovesme: «Sugli esuberi e gli incentivi all’esodo del personale il piano ha subito un rallentamento a causa di alcuni interventi legislativi – ha affermato Francesco Lippi – dai 450 dipendenti del 2014 siamo passati ai 130 attuali, 70 in più rispetto alle previsioni iniziali. Tra gli attuali dipendenti, il numero più consistente è rappresentato dagli impiegati. Per questo abbiamo attivato una procedura di mobilità  che ci consentirà di poter utilizzare 12 persone (10 provenienti da Igea e due dalla miniera di Olmedo) per portare a termine alcuni interventi di ripristino ambientale». Francesco Lippi ha poi parlato dello stato finanziario della società: «Il piano di chiusura aveva una dotazione di 100 milioni di euro per il periodo 2014-2027 – ha detto Francesco Lippi – gran parte delle risorse sono state incamerate, quando la miniera era attiva, sotto forma di aiuti di Stato. Oggi abbiamo in cassa circa 30 milioni di euro che non saranno sufficienti a raggiungere il traguardo del 2027. Il costo attuale è di circa 18 milioni all’anno. Ciò significa che dal 2023 occorrerà pianificare un nuovo percorso per arrivare alla definitiva chiusura della miniera».

Il commissario della Carbosulcis ha poi parlato dei progetti di riconversione, di ricerca scientifica e di promozione di nuova imprenditorialità che stanno interessando il sito: «La buona notizia di questi giorni arriva da Bruxelles – ha rimarcato Francesco Lippi – Nuraxi Figus, insieme a Taranto, sembra essere uno dei siti prescelti per i progetti di riconversione energetica nell’ambito del Green New Deal approvato dal Parlamento europeo e voluto dalla presidente Ursula von Der Leyen. Una partita da 350 milioni che rappresenta un’opportunità straordinaria per la Sardegna». Un’altra grande opportunità  per il rilancio del sito minerario è offerta dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica: «Nel 2018 è partito il progetto ARIA, voluto dall’Istituto nazionale di fisica nucleare. La miniera di Seruci ospita la più grande torre di distillazione criogenica del mondo per la produzione di isotopi in purezza da impiegare nella ricerca della materia oscura. In futuro potrebbero esserci sviluppi commerciali con l’utilizzo degli isotopi in campo medico, farmaceutico, ambientale ed agricolo. Ci sono già importanti manifestazioni di interesse da parte di gruppi internazionali che la Regione sta valutando».

Non si parla più di chiusura, invece, per Igea che dopo le grave crisi di qualche anno fa, culminata nell’apertura di una procedura di liquidazione, è stata ricapitalizzata e ha ripreso la sua attività. «Siamo usciti dalla procedura di liquidazione nel 2017 – ha detto il commissario Michele Caria – da tre anni abbiamo ripreso con le bonifiche ambientali e assunto nuovi incarichi anche nel campo della messa in sicurezza le  miniere dismesse. Stiamo inoltre procedendo a un censimento dei siti che una volta concluso sarà trasmesso alla Regione per la predisposizione di un piano complessivo di interventi che avrà bisogno di molte risorse da reperire attraverso i fondi europei. E’ la prima volta nella storia che si predispone un piano di questa portata».

Caria ha poi annunciato il censimento del patrimonio immobiliare di Igea: «Abbiamo ereditato da Emsa un consistente numero di immobili – ha spiegato il commissario – sono oltre 4.500 le posizioni catastali censite. Vogliamo avere un  quadro complessivo del patrimonio disponibile per provvedere alla dismissione dei beni privilegiando la cessione, come previsto dalla legge 33, ai comuni che ne faranno richiesta per pubblica utilità. Igea non ha la forza di gestire un patrimonio di questa consistenza».

Anche Igea, come Carbosulcis, sta intanto pensando a possibili utilizzi alternativi dei siti minerari: «A Lula, nella miniera di Sos Enatos, va avanti un grande progetto di ricerca sulle onde gravitazionali promosso dall’Università di Sassari – ha sottolineato Michele Caria – un altro possibile utilizzo è quello dello stoccaggio di prodotti alimentari (vino e formaggio) per il quale ci sono già delle richieste presentate da alcuni gruppi imprenditoriali. Per finire con i progetti di recupero e riciclaggio dei rifiuti rimossi con le bonifiche».

Piena disponibilità a lavorare a progetti innovativi di sviluppo è arrivata dall’assessore dell’Industria Anita Pili: «E’ importante coinvolgere il Consiglio sul ruolo che le società partecipate potranno avere in questo percorso – ha detto Anita Pili – come assessorato stiamo pensando ad aprire alcuni tavoli tecnici per valutare le proposte. L’avvio della collaborazione per la mobilità del personale tra Igea e Carbosulcis è un importante passo in avanti che consentirà di valorizzare le risorse umane e realizzare una cultura d’impresa condivisa».

Proposta di legge su guide ambientali:

In Commissione va avanti l’esame della proposta di legge presentata dal centrosinistra, primo firmatario il consigliere del Pd Salvatore Corrias, per il riordino delle professioni ambientali. Obiettivo: consentire alle guide ambientali che operano in Sardegna di specializzarsi per poter accompagnare i turisti su percorsi escursionistici attrezzati.

Il parlamentino presieduto da Piero Maieli ha sentito il direttore generale dell’assessorato del Turismo Angela Maria Porcu che ha rilevato alcuni possibili profili di illegittimità costituzionale. «E’ una materia sottoposta alla competenza legislativa concorrente Stato-Regioni che riserva allo Stato la definizione dei principi fondamentali – ha detto Anna Maria Porcu – la proposta di legge interviene su professioni specialistiche che prevedono l’uso di materiali e attrezzature riservati in modo esclusivo alle guide alpine. In passato ci sono stati diversi tentativi di introdurre figure simili che sono stati però vanificati dall’intervento della Corte Costituzionale. Per questo la Giunta sta pensando di avviare dei corsi, in collaborazione con il Conaga (Collegio nazionale delle guide alpine) che permettano alle guide ambientali della Sardegna di conseguire il titolo di Guida alpina o Accompagnatore di media montagna, qualifiche disciplinate dalla legge nazionale n.2 del 1989. In questo modo anche le nostre guide potrebbero accompagnare gli escursionisti nei percorsi ferrati, con corda o in pareti rocciose».

Di diverso avviso il primo firmatario della proposta di legge: «Siamo consapevoli delle criticità presenti nella proposta ma riteniamo che possano essere superate – ha detto Salvatore Corrias – questa iniziativa non mira a creare nuove professioni ma a dare una specializzazione alle guide che già lavorano nei nostri territori. Vogliamo mettere i nostri ragazzi nelle condizioni di operare al meglio. I tratti da percorrere in “ferrata” o con l’ausilio di una corda sono brevi, non è necessaria la presenza di una guida alpina, basta una formazione adeguata che consenta alle guide ambientali di offrire i loro servizi in massima sicurezza».

Posizione condivisa dai rappresentanti delle guide sarde: «Il turismo ambientale non è lo stesso di 20 anni fa – ha detto Alessandro Abis, vice presidente dell’AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche)occorre cambiarlo ed innovarlo. La proposta di legge non è finalizzata alla creazione di nuove figure professionali, si tratta solo della possibilità di dare una ulteriore qualifica alle guide esistenti. La legge nazionale del 1989 non è sacra come hanno dimostrato diverse sentenze del Tar. E’ una norma obsoleta, la proposta di legge va nella giusta direzione. L’esclusiva alle guide alpine dovrebbe essere riservata solo per i percorsi alpini, in questo caso si parla di percorsi escursionistici attrezzati».

«Non vogliamo alzare muri contro le guide alpine – ha aggiunto Gianluigi Paffi di Guide Confesercenti – noi siamo per la massima collaborazione. Ciò che occorre evitare è l’abuso della professione».

«Le guide sarde devono essere messe nelle condizioni di svolgere al meglio il loro lavoro – ha detto Luciano Murgia, rappresentante delle Guide del Supramonte – il turismo ambientale è completamente cambiato nell’ultimo decennio, i professionisti sardi devono essere messi nelle condizioni di svolgere attività che oggi sono precluse. Vogliamo lavorare a casa nostra, il futuro dei piccoli paesi dipende anche da questo.»

Massima disponibilità ad appoggiare le richieste degli operatori è arrivata da tutte le forze politiche rappresentate in Commissione. «Ci confronteremo con la Giunta e con gli uffici per trovare una soluzione percorribile – ha detto il presidente Maieli – le richieste degli operatori sono legittime, nostro obiettivo è dare la possibilità alle guide sarde di lavorare nel nostro territorio e di offrire ai turisti servizi sempre più efficienti e sicuri».

 

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«Il sito produttivo della Carbosulcis può essere riconvertito e rappresentare un polo tecnologico d’eccellenza per il territorio, in grado di garantire occupazione di qualità.»

Con questo messaggio si è concluso stamane l’incontro fra il consigliere regionale Fabio Usai e l’amministratore unico della miniera Francesco Lippi, alla presenza dei rappresentanti della RSU Gian Matteo Sabiu e Silvia Marongiu.

Nella discussione Francesco Lippi ha illustrato le potenzialità del sito industriale e l’importanza dei potenziali progetti di riconversione produttiva che, sostenuti e finanziati concretamente, come quello ARIA già avviato con successo in collaborazione con l’INFN, potrebbero realmente rappresentare una straordinaria prospettiva di sviluppo per il personale occupato nella ex miniera e in generale nel territorio. E grazie ai quali si potrebbe passare da una condizione di chiusura pianificata del sito a un suo rilancio totale. Secondo quanto dichiarato dall’Amministratore, per raggiungere questo risultato sarà necessario il pieno appoggio di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella vertenza.
«Il vero obiettivo – ha ribadito Francesco Lippi -, dovrà essere quello di rendere la Carbosulcis una realtà strategica per la Sardegna per quanto riguarda lo sviluppo di tecnologie green e, in particolare, quelle a sostegno di innovativi progetti come quello, già in corso di ideazione in Carbosulcis, per la produzione e l’accumulo nelle gallerie di energia da riutilizzare, in caso di bisogno, in ambito regionale anche a sostegno di altre realtà produttive. Allo stesso modo di un altro potenziale progetto per la realizzazione di fertilizzanti di elevata qualità da inglobare in altre tipologie di prodotti realizzati in Sardegna e da utilizzare secondo un’ottica di economia circolare.»

Idee e progetti, ma soprattutto un approccio costruttivo e propositivo, che hanno trovato il favore e il totale sostegno del consigliere regionale Fabio Usai, il quale, dopo aver ascoltato con attenzione l’illustrazione dei percorsi per il possibile rilancio del sito, ha assicurato pieno appoggio all’amministratore unico, nonché all’azione portata avanti quotidianamente dalla rappresentanza sindacale unitaria e dalle maestranze che, nonostante il percorso di chiusura pianificata, hanno scelto di non arrendersi e di credere ancora in un rilancio produttivo.

A tal proposito, Fabio Usai si è impegnato a proseguire nelle interlocuzioni già avviate e in corso con la commissione consiliare dell’Industria e gli assessorati di pertinenza, per assegnare ai progetti di riconversione del sito minerario la giusta attenzione e, in prospettiva, l’adeguato sostegno politico e finanziario.

Per il consigliere regionale sardista, il rilancio della Carbosulcis potrebbe rappresentare realmente una delle basi sulle quali rilanciare l’intero Sulcis Iglesiente e dimostrare, una volta per tutte, dopo anni di chiusure in serie di realtà produttive, che puntando su idee concrete e sostenibili anche in questo territorio si potrà creare vero sviluppo e di conseguenza occupazione di qualità.

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L’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, ha annunciato oggi la prosecuzione del percorso per la definizione del progetto di riconversione industriale della Carbosulcis (partecipata al 100 per cento dalla Regione), attualmente nella fase di chiusura concordata con la Commissione europea.

«La Carbosulcis può qualificare la sua azione da protagonista nella gestione delle attività legate ai processi di ‘economia circolare’, un sistema economico pianificato per riutilizzare materiali e risorse in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi, in linea con le politiche di ‘green new deal’ che interesseranno prossimamente la Sardegna e che la Regione intende portare avanti.»

«Stiamo dando un impulso concreto alla nostra idea di sviluppo e pianificazione intelligente delle risorse. Nei giorni scorsi abbiamo avuto un primo incontro tecnico nel quale l’azienda, i sindacati ed i funzionari dell’Assessorato hanno iniziato a discutere e valutare il progetto presentato dall’amministratore della società – ha aggiunto l’assessore regionale dell’Industria -. Un’ipotesi che sembra essere pienamente compatibile e può affiancare e supportare il progetto Aria, che prevede la realizzazione a Nuraxi Figus di un hub energetico di proprietà regionale, unico in Italia per la produzione da fonti rinnovabili e lo stoccaggio in sottosuolo, un sistema per la valorizzazione di fertilizzanti dagli scarti di lavorazione del carbone e compost prodotto da Tecnocasic, e una coltivazione di spirulina a fini farmaceutici e alimentari.»

«Il passo successivo, a seguito dell’esame delle proposte, sarà il confronto con le forze politiche di maggioranza, e infine, con la Giunta regionale, attraverso il quale valuteremo la bontà del progetto finale, dando eventualmente mandato alla governance della società per la scrittura di un piano industriale da proporre alle rappresentanze sociali», ha sottolineato Anita Pili.

Nel prossimo incontro – programmato per il prossimo 20 febbraio – l’amministratore di Carbosulcis, Francesco Lippi, presenterà i dati relativi alle possibili ricadute occupazionali, alle professionalità richieste e a una ipotesi di piano economico che renda sostenibile il progetto.

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Carbosulcis e Tecnocasic hanno firmato l’intesa sinergica per l’attivazione di un programma di attività sull’economia circolare del rifiuto e degli scarti di lavorazione da carbone. Il primo banco di prova dell’accordo saranno le attività della discarica di Nuraxi Figus. La bonifica e la chiusura del sto avverrà ricorrendo all’utilizzo di un ammendante composto prodotto dai rifiuti “umidi” trattati dal Tecnocasic consentendo, da un lato, un’attività di rinaturalizzazione delle aree dismesse dell’ex miniera di carbone e, dall’altro, un importante risparmio di risorse pubbliche.

«Ma le attività in intesa tra le due società non si fermano qui – dice l’Amministratore di Carbosulcis Francesco Lippi -, anzi andranno ben oltre. Con l’aiuto dei tecnici, abbiamo potuto verificare le grandi opportunità di collaborazione ed abbiamo chiesto a Tecnocasic di diventare partner nel progetto di liscivazione del carbone Sulcis che abbiamo in corso con l’Università di Cagliari, finanziato dal centro regionale di programmazione.»

«Un’opportunità che abbiano colto con grande favore – replica l’Amministratore Tecnocasic Sandro Anedda -, che permetterà di sperimentare un prodotto unico che potrebbe avere grandi potenzialità di mercato che potrà nascere dalla miscela del nostro ammendante composto ed il fertilizzante frutto della liscivazione del carbone. Un ulteriore passo in avanti che si vuol fare, attraverso la ricerca, per l’effettivo completamento dei ciclo dei rifiuti.»

Dal percorso di chiusura della discarica si è potuto risalire alla puntuale conoscenza della composizione dei prodotti, uno ricco di sostanze azotate (compost) e l’altro ricco di sostanze umide (fertilizzante), tali da realizzare un connubio perfetto nella produzione di un prodotto con caratteristiche assimilabile a quelle di un terreno vegetale, oggi difficilmente reperibile sul mercato a costi contenuti.

L’iniziativa è tenuta a battesimo dai due assessori regionali competenti Anita Pili (Industria) e Gianni Lampis (Ambiente) che vedono in questa sperimentazione un giusto percorso di sinergia all’interno dell’istituzione regionale avente come obiettivo quello di mettere in moto processi di economia circolare nel campo dei rifiuti organici e dei rifiuti minerari derivanti dal processo di estrazione dal carbone.

«L’intesa raggiunta da Carbosulcis e Tecnocasic – dice Anita Pili – rappresenta un ottimo esempio del recupero di materia e di efficientamento energetico. Rilanciare l’industria sarda, significa innovare sensibilmente il modo di fare industria, accelerando i cicli produttivi a basse emissioni di carbonio. Abbiamo siti industriali di straordinaria importanza in cui è fondamentale garantire l’innovazione tecnologica e la protezione ambientale.»

«L’azione regionale in materia della gestione dei rifiuti è caratterizzata ai principi dell’economia circolare – afferma Gianni Lampis – e l’accordo si sposa perfettamente con essi, premettendo di utilizzare nella realizzazione di un’opera pubblica, un prodotto derivante dal recupero di rifiuti in luogo di terre da scavo. Questa è una delle azioni – conclude Gianni Lampis – che intendo promuovere per consentire l’impiego del compost prodotto in Sardegna nei lavori pubblici realizzati o finanziati da questa Amministrazione.»

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E’ stato prolungato fino al 31 dicembre 2019 l’accordo tra la Carbosulcis e l’Enel di Portovesme per il ritiro e lo stoccaggio delle ceneri derivanti la produzione della centrale elettrica.

Ne dà notizia l’amministratore unico della Carbosulcis, Francesco Lippi.

«Nelle more dell’aggiudicazione della nuova gara, la società, a seguito di una trattativa che ha portato alla proroga conrrattuale, si è resa disponibile per il ritiro e lo stoccaggio del rifiuto derivante dal funzionamento della centrale Enel “Grazia Deledda”. Il rifiuto, classificato speciale non pericoloso, sarà depositato nelle aree di stoccaggio per poi, una volta vagliato, pompato nella discarica autorizzata in sottosuolo ad una profondità di circa 500 metri. L’operazione – aggiunge Francesco Lippi – ha una valenza sia di tipo ambientale che di sicurezza per la chiusura di alcune aree nel sottosuolo della miniera. Allo stesso tempo, in attesa di conoscere l’esito della gara triennale per il nuovo affido del servizio da parte di Enel, questa operazione contrattuale porterà ricavi tali da consentire alla Carbosulcis di avvicinarsi per la prima volta ad un pareggio di bilancio.»

 

 

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Sono state presentate le prime manifestazioni di interesse per le produzioni del progetto ARIA, inaugurato il 21 settembre 2018, nella miniera della Carbosulcis.

«Partito quattro anni fa – spiega il neo amministratore unico di Carbosulcis Francesco Lippi – il progetto oggi punta dritto ad offrire nuove opportunità per lo sviluppo economico del Sulcis Iglesiente, grazie alle due iniziative in fase di realizzazione presso le aree minerarie di proprietà di Carbosulcis, su precise direttive impartite dall’assessorato regionale dell’Industria.»

«Il progetto ARIA – sottolinea il responsabile del progetto scientifico professor Cristian Galbiati – sta realizzando la più ambiziosa macchina al mondo per la separazione isotopica: una colonna di distillazione criogenica di 350 metri d’altezza sita all’interno di un pozzo minerario, originalmente concepita per la scoperta della materia oscura tramite l’esperimento DarkSide, ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.»

La tecnologia ha suscitato l’interesse di gruppi industriali internazionali, per la produzione di isotopi stabili arricchiti (13C, 15N, 18O) per la diagnostica medica e lo sviluppo di medicinali innovativi.

«Nelle scorse settimane – aggiunge Francesco Lippi – abbiamo ricevuto alcune manifestazioni d’interesse che sono all’attenzione del socio Regione Autonoma della Sardegna relative ad un possibile spin-off sulle aree in via di dismissione mineraria in località Nuraxi Figus e Seruci. Nei prossimi giorni è fissato il primo incontro tecnico con la struttura dell’assessore dell’Industria Anita Pili per le prime valutazioni.»

«Il progetto ARIA è un perfetto esempio di collaborazione fra Ricerca, Università, Istituzioni ed Aziende – spiega Antonio Masoni, referente in Sardegna dell’INFN, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – che mostra ancora una volta che la ricerca fondamentale e l’eccellenza scientifica possono essere motori di innovazione e sviluppo, in grado di valorizzare il tessuto sociale ed economico del territorio. Questo è il grande ruolo che l’INFN sta portando avanti e che portano il nostro Ente Nazionale ad essere riconosciuto tra i più innovativi a livello mondiale.»

«Quello della diagnostica medica e dello sviluppo di medicinali innovativi – afferma il prorettore all’Innovazione UniCA, Maria Chiara di Guardo -, è un mercato mondiale in piena espansione ed evoluzione. Il Sulcis Iglesiente diventa particolarmente attraente a livello internazionale grazie alle caratteristiche uniche del progetto ARIA ed all’abbinamento con il progetto Spirulina, di proprietà dell’Università di Cagliari e Carbosulcis. La coltivazione di Spirulina ed altre alghe azzurre in fotobioreattori sterili – prosegue Maria Chiara di Guardo – permetterà, infatti, l’avvio della produzione di pregiatissime molecole organiche (proteine, vitamine, composti complessi, etc.) caricate begli isotopi stabili arricchiti.»

Il 16 novembre, a Cagliari, presso i locali dell’Aula Magna, in via Università, è in programma un grande evento alla presenza del presidente della Regione, Christian Solinas, e degli assessori dell’Industria, Anita Pili, e della Programmazione, Giuseppe Fasolino. Sarà un’occasione d’incontro tra Istituzioni, Scienziati, Premi Nobel e Case farmaceutiche, per discutere sulle nuove frontiere della diagnostica medica.

Le fotografie sono state scattate il giorno dell’inaugurazione, il 21 settembre 2018.

                                              

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E’ in programma questa sera, con inizio alle 17.00, nella Sala Augusto Gaviano ex Mensa della miniera della Carbosulcis, a Nuraxi Figus, un incontro per ricordare la figura di Sergio Usai, dirigente sindacale e uomo privato, scomparso tragicamente all’età di 53 anni il 7 maggio 2006 con l’amico Carlo Cancedda, in un incidente stradale verificatosi sulla strada provinciale Pedemontana nel tratto che collega Villamassargia a Siliqua, durante una pedalata domenicale.

Dopo la presentazione del segretario confederale della CGIL Sud Occidentale Antonello Congiu che poi coordinerà i lavori, sono previsti la proiezione di un filmato con immagini e gli interventi di Francesco Lippi, amministratore unico Carbosulcis; Nicola Maccioni, presidente del CRAL Carbosulcis; Mario Zara, presidente dell’associazione Amici della Miniera Vincenzo Panio,e presidente dell’associazione Storia e Radici della Città di Carbonia (della quale Sergio Usai è stato uno dei fondatori); Emanuele Madeddu, segretario FILCTEM CGIL Sud Sardegna; Piero Agus, dirigente sindacale CISL; Bruno Saba, ex segretario generale CISL Sulcis Iglesiente; Mario Crò, ex segretario generale UIL Sulcis Iglesiente; Giuliano Murgia, dirigente sindacale ed ex assessore regionale dell’Industria, Antonio Secchi, già direttore ASAP Sardegna; Sergio Cofferati, segretario generale della CGIL 1994/2002.

L’incontro prevede, infine, un dibattito aperto al pubblico e l’intervento della famiglia.

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L’assessore regionale dell’Industria Anita Pili ha visitato oggi la Carbosulcis, accompagnata dal consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione Fabio Usai e dal nuovo Amministratore della società Francesco Lippi.
«Il sito di Nuraxi Figus – hanno spiegato l’assessore Anita Pili e l’on. Fabio Usai -, ha tutte le carte in regola per diventare un polo tecnologico d’avanguardia e l’esempio virtuoso di come un sito produttivo nato nel tempo per specifiche ragioni possa essere riconvertito con successo garantendo nuove ed importanti opportunità di sviluppo economico-occupazionali. Dal progetto ARIA, portato avanti con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per la produzione, tramite una torre per la distillazione criogenica, di isotopi stabili arricchiti ad altissima purezza da utilizzare poi nelle sperimentazioni nel laboratorio del INFN nel “Gran Sasso”, fino a quello per la lisciviazione del carbone per produrre fertilizzanti e disinquinanti ecologici e al più noto “Spirulina” per la coltivazione dell’alga azzurra “Arthrospira Platensis” comunemente conosciuta come Spirulina e ormai ampiamente utilizzata nel pianeta a livello alimentare e medico per i suoi grandi benefici a favore del sistema nervoso e immunitario, hanno ricordato i due esponenti della maggioranza regionale, sono numerose ormai le prospettive concrete per la riconversione reale del sito.»

In particolare il progetto ARIA va avanti da tempo con il pieno coinvolgimento di diversi tecnici della miniera che offre le sue infrastrutture. Secondo il consigliere regionale Fabio Usai, «il vero punto di forza della Carbosulcis, oltre all’evidente caratterizzazione strutturale, infrastrutturale, geografica, climatica e geologica che si presta concretamente a progetti di questo tipo è la grande qualità del suo capitale umano che ha già dimostrato di essere all’altezza delle sfide proposte confrontandosi con i migliori tecnici e studiosi provenienti da altre parti del Paese».

Il concetto è stato ribadito a più riprese dall’assessore Anita Pili che ha spiegato come «la ricchezza del sito minerario in dismissione, ossia la vera forza del territorio e dunque della Sardegna, è rappresentata proprio dagli uomini e dalle donne, ingegneri, tecnici e operai della miniera, che hanno acquisito esperienza e professionalità elevate e che per questo non vanno disperse ma anzi devono essere valorizzate facendo tutto il necessario affinché progetti come quelli in corso o ancora da avviare, siano portati a compimento».

«Il Sulcis Iglesiente ha finalmente una grande opportunità storica che è quella, grazie anche ai progetti in cantiere nel sito di Nuraxi Figus, di diversificare la propria economia e di puntare massicciamente sull’innovazione tecnologica, vera frontiera dello sviluppo futuro (in realtà ormai presente), in linea con quanto già affermato anche dal Presidente Solinas che recentemente ha parlato dell’isola immaginandola un domani come la “Sardinia Valley” della tecnologia e quindi capace, al pari di quella famosa sita in California negli USA, di attrarre importanti investimenti e di essere a sua volta strategico volano di sviluppo, crescita, occupazione, know how, ricerca e quindi ricchezza per un’intera nazione. Per questo motivo – hanno concluso l’assessore Anita Pili ed il consigliere Fabio Usai – è necessario scommettere sulla Carbosulcis andando oltre il piano di dismissione a suo tempo varato e in via di applicazione.»