17 June, 2021
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Il tema dell’insularità e degli svantaggi che frenano lo sviluppo economico e sociale della Sardegna non abbandona l’azione politica dei Riformatori sardi. Il gruppo consiliare ha presentato questa mattina una nuova iniziativa finalizzata al superamento del gap infrastrutturale con le regioni più ricche della penisola. L’attenzione, questa volta, si concentra sul digital divide, il divario digitale che in Sardegna è più sentito che altrove e rappresenta un punto fondamentale della battaglia sull’insularità.

«Non è solo una questione tecnica – ha spiegato il consigliere regionale Michele Cossa – la Sardegna è nel gradino più basso della scala nazionale dell’infrastrutturazione digitale, condizione indispensabile per lo sviluppo economico e sociale dei territori. Per questo abbiamo presentato una mozione urgente in Consiglio che chiede un intervento della Giunta per consentire alla Sardegna di allinearsi alle regioni più avanzate d’Europa. Negli anni scorsi sono stati spesi 140 milioni di euro per la posa e il collaudo della fibra ottica. Ora si tratta di attivarla e di renderla fruibile soprattutto nelle aree più marginali dell’Isola. In Sardegna ben 310 comuni su 377 sono inseriti in ultima fascia tra le zone individuate dal Mise come più appetibili per i mercati.»

Concetto condiviso dal coordinatore dei Riformatori di Cagliari Giacomo Fantola: «Una buona infrastrutturazione digitale è un ottimo strumento per combattere il fenomeno dello spopolamento delle zone interne il digital divide è strettamente connesso ai diritti civili e di cittadinanza».

La mozione depositata in Consiglio regionale segue una proposta di legge per il rilancio delle zone interne presentata nei giorni scorsi dal Gruppo dei Riformatori sardi: «E’ un documento strettamente collegato a quella iniziativa e al tema dell’insularità – ha detto il coordinatore regionale Aldo Salaris – questa  battaglia fondamentale per la Sardegna deve partire dalle amministrazioni locali. Se si vince, saranno soprattutto i piccoli centri a trarne beneficio con un taglio ai costi dei trasporti e dell’energia. Per questo, nelle prossime settimane, partirà una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti i piccoli centri dell’Isola».

Una sollecitazione alla Giunta regionale per ottenere da Telecom “l’illuminazione” della fibra ottica è arrivata anche dal vicesindaco di Armungia, Antonio Quarto: «Nel mio comune e in tutti i paesi del Gerrei è stata posata la fibra ma ancora non è stata attivata. Questa infrastruttura è importantissima per il futuro dei nostri paesi. Serve un’azione decisa della Giunta nei confronti di Telecom che, come tutte le aziende, rivolge le sue attenzioni verso le aree più popolate».

«La banda larga consentirebbe inoltre di vigilare sul territorio e di rafforzare la sicurezza – ha aggiunto il vicepresidente del Consiglio regionale Giovanni Antonio Satta – gli attentati agli amministratori locali hanno subito un’escalation preoccupante negli ultimi mesi. Il sistema di sorveglianza con la fibra ottica avrebbe un impatto molto positivo. Stessa cosa per la prevenzione degli incendi nelle zone agricole.».

Sulle ricadute economiche e sociali del divario digitale si sono, infine, concentrati gli interventi del coordinatore del Comitato per l’Insularità Matteo Rocca e dell’imprenditrice Marina Adamo.

«La mozione rafforza la nostra proposta di legge contro lo spopolamento – ha detto Matteo Rocca – “il digital divide” accentua le diseguaglianze sociali e frena lo sviluppo delle aree più deboli. Se vogliamo una Sardegna più attrattiva per i mercati occorre superare il gap infrastrutturale.»

«La Sardegna punta a diventare una regione smart ma per far questo servono passi concreti – ha affermato Marina Adamo – occorre impostare un nuovo paradigma di sviluppo legato all’innovazione tecnologica e mettere le imprese nelle condizioni di offrire servizi digitali ai cittadini. Solo così si può favorire la crescita e creare occupazione.»

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I Riformatori sardi lanciano un appello alle forze della coalizione di centro destra che si è presentata alle Regionali del 24 febbraio, vincendole con largo margine, in vista delle Amministrative di Cagliari del 16 giugno.

«La scadenza per le candidature si sta avvicinando senza che ci sia la minima proposta di un tavolo condiviso – commenta Giacomo Fantola, referente per le Comunali di Cagliari -. Nel frattempo abbiamo studiato un programma di Governo della Città per i prossimi 10 anni articolato su 10 linee di†sviluppo fondamentali.»

«Siamo stati i primi a proporre un tavolo di confronto basato sui programmi dei singoli alleati – commenta Matteo Rocca, portavoce per Cagliari – e su questa linea intendiamo proseguire. Non possiamo, infatti, assistere alle primarie del centrosinistra, senza avere le idee chiare sulla nostra coalizione, considerando anche il fatto che anche noi abbiamo già indicato il nome di Giorgio Angius come persona in grado di interpretare al meglio il ruolo di Sindaco. Per questo motivo, i Riformatori sardi invitano gli alleati giovedì 25 aprile alle ore 10.00 all’Hotel Regina Margherita, per avviare la discussione sui temi fondamentali per il rilancio di Cagliari.»

Nell’occasione i Riformatori sardi illustreranno agli alleati le 10 proposte programmatiche per la città di Cagliari.

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I Riformatori invitano tutti i partiti e movimenti civici che si riconoscono nella coalizione del centrodestra sardo per definire i punti programmatici chiave dell’azione di governo dei prossimi 10 anni della città di Cagliari.

«Basta perdere tempo, dobbiamo svegliare Cagliari da questi 8 anni di torpore.»

È questo il punto di partenza della proposta di confronto che Giacomo Fantola, referente dei Riformatori sardi per le Comunali di Cagliari, lancia agli alleati.

«È indispensabile anche definire il criterio di scelta del candidato sindaco unitario. Scelta che deve necessariamente avvenire in Sardegna senza alcuna imposizione d’oltremare. Non abbiamo la pretesa di imporre alcun nome. Per noi il metodo più adatto è quello delle primarie, ma se non fosse ampiamente condiviso siamo pronti a confrontarci per identificare il nome che rappresenti al meglio Cagliari.»

«Stiamo già lavorando ad una bozza di programma snello e di facile applicazione che parta dalla necessità di far ripartire l’economia cittadina, creando le condizioni perché ci sia lavoro e quindi creando opportunità per le imprese», sottolinea Pietrino Fois, coordinatore Regionale dei Riformatori sardi.

«Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso l’uso corretto di tutte le risorse che la Città possiede, partendo dalla valorizzazione del costruito e recuperando la proprietà delle aree demaniali, importante patrimonio da un punto di vista della gestione del territorio», aggiunge Noemi Migliavacca del Coordinamento Cittadino.

Sarà quindi necessario dotarsi finalmente di uno Strumento Urbanistico in grado di comprendere le reali esigenze del mercato adeguando l’attuale alle norme del Piano Paesaggistico Regionale. Opportunità che verranno date anche a chi deciderà di investire in settori trascurati negli ultimi anni come la Cultura, il Commercio, il Sociale, l’ Imprenditoria Femminile e lo Sport.

Aspetto fondamentale sarà la messa a punto della Città Metropolitana, è evidente, proseguono i Riformatori sardi, che senza un’accurata gestione metropolitana continueremo ad assistere al collasso della città di Cagliari in termini demografici e economici a discapito di una disordinata espansione dei centri limitrofi. Cagliari deve essere una Città Accessibile a tutti, in grado di migliorare il suo potenziale attrattivo anche dal punto di vista turistico, interpretando realmente il ruolo di Destinazione Turistica «Giorgio Angius continua ad essere per noi la personalità migliore per guidare la nostra città – conclude Matteo Rocca, portavoce per Cagliari – ma è necessario che la scelta venga fatta in un tavolo nel quale ci si possa confrontare sui temi essenziali per il rilancio di Cagliari e solo dopo convergere sul nome, ovvero l’esatto contrario di quello che invece è accaduto in queste settimane».

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I Riformatori sardi vanno ancora all’attacco contro le ipotesi di rilancio delle Province.

«I sardi hanno espresso la volontà di eliminare le province dalla Sardegna. Non di ridurle, non di modificarle. Eliminarle. Non c’è altra parola se non “ridicolo” per descrivere il comportamento dell’attuale giunta regionale che non sta facendo altro che fregarsene di quanto ha deciso legittimamente il popolo sardo – dice Giacomo Fantola -. La caduta vertiginosa dell’apprezzamento dell’operato della giunta, testimoniata dalle graduatorie del sole 24 ore, rende palese il sentimento che i sardi hanno sviluppato in questo periodo. La Giunta regionale continua a prendere in giro i sardi: dai commissariamenti dei consigli, alle proroghe, fino allo studio dei nuovi confini per delle nuove, ennesime province. Da sardo chiedo ai miei governanti di smetterla. Non chiedo dimissioni – conclude Giacomo Fantola -, non chiedo teste di assessori incompetenti, chiedo solo che venga dato seguito alle indicazioni dei sardi che quattro anni fa hanno chiesto l’eliminazione definitiva delle province.»