16 May, 2026
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L’Iglesias è tornata al successo dopo tre sconfitte consecutive, 3 a 1 al Bari Sardo. Giampaolo Murru ha presentato una formazione molto rinnovata dopo la sconfitta subita il 1° dicembre scorso a Nuoro, che aveva fatto precipitare l’Iglesias al nono posto in classifica, a ben sette lunghezze dalla zona playoff, l’obiettivo stagionale fissato la scorsa estate. Svincolati Mauricio Bringas, Artur Sagitov ed Andrea Carta, con gli inserimenti del centrocampista Alberto Piras (subito in campo dal 1′) e Samuele Mastropietro, Sasha Giorgetti squalificato e Sebastian Lamacchia ancora infortunato, l’Iglesias aveva l’imperativo d’obbligo di vincere contro il fanalino di coda della classifica, per rilanciare la sua classifica e, soprattutto, riportare serenità nella squadra e in tutto l’ambiente, e la vittoria è arrivata puntuale ma attraverso un percorso tutt’altro che agevole. Il Bari Sardo, infatti, nonostante la classifica avara di punti, ha dimostrato di essere una squadra tutt’altro che arrendevole, e in un pomeriggio reso assai difficile anche dalle condizioni meteo che hanno reso il terreno di gioco molto pesante e complicato la vita ai calciatori con la pioggia caduta a sprazzi e un freddo e fastidiosissimo vento di maestrale, ha tenuto testa all’Iglesias per tutto il primo tempo, chiuso a reti inviolate e con poche emozioni, e s’è arresa solo nella ripresa agli attacchi dell’Iglesias.

Nei primi 45 minuti le due squadre si sono confrontate ad armi pari, l’Iglesias ha cercato di fare la partita ma non è mai riuscita ad impensierire il portiere del Bari Sardo Riccardo Pisu e ha cercato di creare qualche problema dalle parti di Adam Idrissi, senza riuscirvi. Le condizioni del terreno di gioco e la pioggia non hanno certamente facilitato il compito dei calciatori.

   

In avvio di ripresa l’Iglesias ha rotto subito l’equilibrio sull’asse argentino formato da Fabricio Alvarenga e Nicolas Capellino. 47′: calcio d’angolo del primo, che con il passare dei minuti è diventato l’uomo partita, zampata dell’attaccante, impiegato dal 1′ al centro dell’attacco dopo la partenza di Artur Sagitov, e pallone all spalle di Riccardo Pisu.

L’Iglesias ha cercato di stringere i tempi per chiudere la partita con un secondo goal e, dopo un primo tentativo al 54′ con un colpo di testa di Edoardo Piras, su assist di Fabricio Alvarenga, neutralizzato da Riccardo Pisu, il raddoppio è arrivato al 61′: calcio di punizione sulla fascia destra, alla battuta ancora Fabricio Alvarenga, con inserimento puntuale di Santiago Brailly a centro area e pallone spedito di testa con forza sotto la traversa con Riccardo Pisu impossibilitato ad intervenire: 2 a 0.

L’Iglesias, padrona del campo, è andata vicinissima al terzo goal al 65′, quando uno scatenato Fabricio Alvarenga dopo l’ennesima discesa sulla destra ha trovato solo Antony Cancilieri appena l’area di rigore, ma l’attaccante brasiliano anziché calciare di prima ha cercato di aggiustarsi il pallone ed è stato rimontato e fermato da un difensore che ha liberato con successo.

Due minuti dopo il Bari Sardo ha riaperto la partita. Pallone recuperato in mezzo al campo, discesa di Santiago Martin e assist per l’attaccante argentino Matias Vara che ha battuto Adam Idrissi con un bellissimo colpo di testa.

Il Bari Sardo per qualche minuto ha creduto di poter centrare l’insperato riaggancio ma le sue speranze sono tramontate all’83’, quando la direttrice di gara Rosanna Barabino ha concesso all’Iglesias un calcio di rigore per un fallo ai danni di Lorenzo Mechetti, inseritosi sulla destra dell’area di rigore avversaria. Sul dischetto s’è portato Fabricio Alvarenga che ha spiazzato Riccardo Pisu e messo la sua firma, da migliore in campo, sul risultato finale di 3 a 1.

A 5′ dal 90′ il Bari Sardo è rimasto in 10 uomini per l’espulsione di Santiago Martin, maturata per doppia ammonizione.

L’Iglesias riparte in classifica, riportandosi al settimo posto a quota 18 punti, a quattro lunghezze dalla zona playoff, con il Calangianus fermato dalla sospensione della partita con il Carbonia, maturata alla mezz’ora per un infortunio all’arbitro quando la squadra di Diego Mingioni era avanti per 1 a 0. Al di là del risultato, Giampaolo Murru può sorridere anche per la buona prestazione del nuovo arrivato Alberto Piras, un classe 2005 molto promettente, in attesa dell’esordio di Samuele Mastropietro e degli ulteriori arrivi che dovrebbero esserci nei prossimi giorni, a fronte, probabilmente, di qualche altra partenza. Il Bari Sardo resta ultimo in classifica, a quattro punti dai playoff e a cinque dalla salvezza diretta, ma ha dimostrato di essere una squadra viva e di avere tutte le intenzioni di giocarsi le sue chances salvezza fino all’ultima giornata.

    

Iglesias: Idrissi, Pitzalis, Cancilieri (81′ Rizzi), Brailly, Piras Alberto (86′ Grasso), Piras Edoardo, Alvarenga, Illario, Capellino, Crivellaro, Mechetti. A disposizione: Riccio, Mastropietro, Mancini, Crobeddu. Allenatore: Giampaolo Murru.

Bari Sardo: Pisu, Restivo, Adamo, Volo (57′ Dragan), Passalenti (57′ Mihali), Soilihi, Martin, Nunes, Vara, Mabo, Dimitrievic. A disposizione: Aquilon, Loi, Tosi, Murgia. Allenatore: Nicola Ruggeri.

Arbitro: Rosanna Barabino di Sassari,

Marcatori: 47′ Capellino (I), 61′ Brailly (I), 67′ Vara (B), 84′ Alvarenga (I) su calcio di rigore.

Spettatori: 50.

Ammoniti: Capellino (I), Mechetti (I), Illario (I), Passalenti (B), Martin (B), Vara (B), Dimitrijevic (B), Martin (B).

Espulsi: Santiago Martin (B) per doppia ammonizione.

Giampaolo Cirronis

E’ una sfida dal sapore antico che riporta indietro nel tempo di ben 42 anni quella che va in scena questo pomeriggio alle 15.00, tra Carbonia ed Alghero, nella dodicesima giornata del campionato di Eccellenza regionale.

Carbonia ed Alghero nel campionato Interregionale 1981/1982 si resero protagoniste di un testa a testa a lungo equilibrato e carico di emozioni, nella corsa verso la serie C2.

La squadra catalana si impose nel girone d’andata nel confronto diretto disputato al Comunale di Carbonia, 2 a 1, con goal di Oggiano e Mariotti, e goal dell’indimenticabile Marco Congiu per il Carbonia, e grazie a quel successo chiuse il girone d’andata davanti al Carbonia e all’Olbia. La squadra mineraria accusò il colpo e nelle ultime cinque giornate del girone d’andata lasciò punti per strada con tre pareggi, a Sorso e Olbia e in casa con il Guspini, vincendo con Tharros e Thiesi.

Il Carbonia di Checco Fele all’inizio del girone di ritorno cambiò marcia e infilò un filotto di sette vittorie e due pareggi nelle prime nove giornate, prima del confronto diretto al Mariotti di Alghero, vinto con un goal di Pietro Pillosu, al termine di 90 minuti caldissimi, sia dentro sia fuori dal campo.

Centrato il sorpasso, il Carbonia non si fermò più, vincendo altre cinque partite di fila (otto in totale nel finale di campionato) e festeggiando la promozione in serie C2 con una giornata di anticipo, il 2 maggio 1982, al Comunale di Carbonia, con la vittoria sull’Olbia, goal di Adriano Novellini su calcio di rigore. Fu l’inizio di un lungo ciclo per il Carbonia nel calcio professionistico, durato sei stagioni, fino al drammatico spareggio di Terni del 12 giugno 1988, perso 4 a 3 con il Pontedera, che segnò il ritorno amaro nel campionato Interregionale.

Giampaolo Cirronis

Nella foto di copertina la gradinata del Mariotti di Alghero gremita di tifosi del Carbonia il 28 marzo 1982

Il 9 ottobre 1924 nasceva a Serbariu Antonietta Cadeddu, figlia di Giovanni e Giustina Marras. Trascorsa l’infanzia a Barbusi con la sorella Mariuccia, nata l’8 dicembre 1926, Antonietta ha poi vissuto a Carbonia, nei primi anni della fondazione della nuova città, in via Sebastiano Satta 4. Ha lavorato presso l’ospedale della carbonifera come tuttofare dall’aprile del 1940 (libretto di lavoro rilasciato dal ministero delle Corporazioni il 15 aprile 1940) a metà 1943 quando si è licenziata perché il fidanzato, Pietro Malcotti, non voleva che lei lavorasse! Si è sposata il 30 dicembre del 1944 nella chiesa di San Ponziano, a Carbonia, e a metà del 1945 ha raggiunto la Toscana con il marito, a Pognana, borgo del comune di Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, dopo un viaggio travagliato durato ben sei giorni.

La famiglia s’è presto allargata, con l’arrivo di 6 figli che hanno poi portato 8 nipoti e 9 pronipoti.

Antonietta Cadeddu, dopo aver festeggiato il traguardo del secolo di vita il 9 ottobre scorso nella sua casa di Pognana, e ben otto anni di lontananza dalla “sua” Sardegna, ha deciso di continuare i festeggiamenti con la sorella Mariuccia e tutti i parenti a Carbonia.

Questa sera ho incontrato Antonietta Cadeddu e la sorella Mariuccia, nell’abitazione di corso Iglesias, dove ho raccolto una bellissima testimonianza di una neo centenaria che ottant’anni fa lasciò Carbonia per amore e – ha confessato – sente sempre tanta nostalgia della sua terra natìa.

Giampaolo Cirronis

Il Carbonia ha superato 2 a 1 in rimonta il Villasimius con goal partita al 90′ nell’andata della semifinale di Coppa Italia. La qualificazione alla finalissima si deciderà nella partita di ritorno, in programma a Villasimius il prossimo 27 novembre.
La squadra di Diego Mingioni era molto attesa alla prova odierna, per capire quale sarebbe stata la reazione dopo un periodo molto complicato vissuto in campionato, con 1 solo punto in 5 partite, che l’ha vista scivolare indietro in classifica dal 4° al 12° posto. L’avversario, il Villasimius, era stato già battuto in campionato, 1 a 0, alla terza giornata, lo scorso 28 settembre, con un goal di Federico Moreno.
Diego Mingioni, pur avendo tutta la rosa a disposizione, ha schierato inizialmente una formazione con due sorprese, costituite dai giovanissimi Giovanni Carboni (classe 2006) e Mauro Abruzzi (classe 2007). In panchina, con Davide e Francesco Doneddu, Stefano Atzeni, Leonardo Tocco e Lorenzo Perna, Wellinton Caverzan, Federico Moreno, Christian Mancini e Samuele Mastropietro.
Pomeriggio assolato, terreno di gioco in buone condizioni, condizioni generali ottimali per assistere ad un buon spettacolo.
L’avvio di partita equilibrato è stato spezzato all’11’ dal Villasimius su calcio da fermo fischiato dal direttore di gara all’altezza dei 25 metri. Tempi lunghi per la sistemazione della barriera, Mirko Atzeni ha fatto spostare l’ultimo uomo, il capitano Costantino Chidichimo di qualche centimetro per coprire lo spazio alla sua destra ma sulla parabola disegnata da Luca Melis è rimasto sorpreso e non si è praticamente mosso sulla linea di porta, osservando il pallone infilarsi all’incrocio dei pali alla sua destra.
     
Il Carbonia ha subito il colpo psicologico del goal subito e ha faticato a costruire un’incisiva reazione. La manovra è cresciuta dopo metà tempo, ci ha provato un paio di volte su calci da fermo e poco dopo la mezz’ora, al 33′, ha ristabilito la parità con una prodezza di Nicolas Ricci. Iniziativa dell’esterno argentino sulla fascia destra, conversione verso il centro e dai 20 metri diagonale chirurgico con il pallone che è andato a infilarsi imparabile a fil di palo alla destra di Alessandro Arrus, vanamente proteso in tuffo: 1 a 1.
        
Fino al riposo non è accaduto più niente di rilevante.
Al rientro dagli spogliatoi, la partita si è sviluppata sul filo dell’equilibrio, con rare occasioni nelle rispettive aree. I due tecnici hanno iniziato il valzer delle sostituzioni. Diego Mingioni ha inserito Federico Moreno e Christian Mancini al posto di Giovanni Carboni e Nicola Mancini.
I cambi hanno dato la scossa al Carbonia che è andato vicino al goal del sorpasso con un’iniziativa di Mateo Broglia che ha spedito un pallone invitante in piena area di rigore ma non ha trovato all’appuntamento per la deviazione vincente gli attaccanti. Nicola Manunza ha inserito Victor Pucinelli al posto di Santiago Arnaudo. Poco dopo metà ripresa Wellinton Caverzan è subentrato a Lorenzo Sartini, Yanick Beugre ha sostituito Matteo Argiolas. Ancora poche emozioni e nuovi cambi al 35′ con Leonardo Tocco per Mauro Abbruzzi nel Carbonia e Mouhamadou Sakho per Luca Melis nel Villasimius.
La partita sembrava destinata a terminare in parità e a 3′ dal 90′ Diego Mingioni ha effettuato l’ultimo cambio, con Stefano Atzeni per Danilo Cocco.
All’89’, improvvisa, la svolta decisiva. Il direttore di gara ha assegnato un calcio di punizione al Carbonia, sulla battuta nell’area del Villasimius si è creata una mischia, i difensori hanno lamentato una trattenuta, l’azione è proseguita senza intervento arbitrale e sul pallone ha trovato il varco giusto il centrale difensivo del Carbonia Nicolas Garcia che ha spedito il pallone in fondo alla rete: 2 a 1.
 
Sul terreno di gioco si è scatenata la festa tra i calciatori del Carbonia, l’intera panchina è scattata in campo e una volta tornata la calma, è iniziato il recupero di 5′. Il Villasimius ci ha provato fino all’ultimo secondo ma la difesa del Carbonia non ha rischiato niente e la partita si è chiusa sul 2 a 1.
La qualificazione per la finale resta aperta, si deciderà tutto il 27 novembre a Villasimius, dove il Carbonia si presenterà con il vantaggio acquisito oggi. Ricordiamo che dalla scorsa stagione il regolamento è cambiato, i goal realizzati in trasferta valgono come quelli realizzati in casa e il Villasimius per capovolgere a suo favore la doppia sfida è chiamato a vincere con almeno due goal di scarto. Il Carbonia avrà due risultati su tre per approdare alla sua terza finale nelle ultime cinque stagioni, in caso di vittoria del Villasimius non con un goal di scarto la qualificazione verrebbe decisa dai calci di rigore.
Nell’altra semifinale, l’Ossese s’è imposta con lo stesso risultato, 2 a 1, sul Budoni. Goal di Filippo Mascia per il vantaggio dell’Ossese al 4′; pareggio di Nadir Hadad per il Budoni al 41′; nuovo e definitivo vantaggio di Ezequiel Franchi per l’Ossese al 71′.
Carbonia: Mirko Atzeni, Cocco (dall’87’ Stefano Atzeni), Broglia, Chidichimo, Garcia, Ricci, Isaia, Carboni (57′ Moreno), Sartini (72′ Caverzan), Abbruzzi (80′ Tocco), Nicola Mancini (57′ Christian Mancini). A disposizione: Davide Doneddu. Perna, Francesco Doneddu, Mastropietro. Allenatore: Diego Mingioni.
Villasimius: Arrus, Zedda, Marci, Magnin, Vitale, Arnaudo (46′ Pucinelli), Argiolas (73′ Beugre), Melis (80′ Sakho), Camba, Valentini, Floris. A disposizione: Sanna, Gonzales, Loi, Ragucci. Allenatore: Nicola Manunza.
Arbitro: Gabriele Dascola di Cagliari.
Assistenti di linea: Alexandra Baneu di Oristano e Tiberio Deidda di Carbonia.
Marcatori: 11′ Melis (V), 34′ Ricci (C), 90′ Garcia (C).
Spettatori: 250.
Giampaolo Cirronis

L’Iglesias ha superato il Taloro Gavoi con 3 goal negli ultimi 10′, ha centrato così la seconda vittoria casalinga (quinta in totale) e ha confermato il sesto posto in classifica. Il rotondo risultato finale non deve ingannare. Non è stata una vittoria facile. Per 80′ la partita si è sviluppata sul filo dell’equilibrio, con la squadra di Giampaolo Murru più propositiva ma scarsamente incisiva nelle conclusioni per tutto il primo tempo. Il Taloro Gavoi ha ribattuto colpo su colpo e nel secondo tempo, pur rischiando in un paio di occasioni, ad un cero punto ha creduto anche di poter beffare l’Iglesias.

 

Nel finale, prima il goal di Nicolas Capellino, entrato nella ripresa al posto di un Artur Sagitov in non perfette condizioni fisiche, poi quelli di Ezequiel D’Angelo su calcio di punizione diretto e di Gianluigi Illario su calcio di rigore, hanno fissato il risultato finale sul 3 a 0.

La cronaca. Al 9′ punizione da destra, colpo di testa di Anthony Cancilieri e sulla respinta della difesa Sasha Giorgetti ha spedito alto da buona posizione. All’11’ Sasha Giorgetti è intervenuto con una mano per sottrarre il pallone a Gabriel Soro è stato ammonito e sul calcio di punizione dal limite, Mauro Martin Castro ha sfiorato il palo alla destra di Adam Idrissi. Al 27′ l’Iglesias arriva alla conclusione con Artur Sagitov ma il suo diagonale ha sfiorato il palo alla sinistra di Massimo Fadda. Ancora Iglesias al 32′ con Artur Sagitov, decisivo ancora Massimo Fadda. Al 34′ incursione di Salvatore Mura con assist per Antonio Fadda che ha esitato prima della conclusione ed è stato fermato dalla difesa rossoblù dell’Iglesias.

Dopo il riposo l’Iglesias è tornata in campo più determinata e dopo soli 4′ Sasha Giorgetti ha centrato l’incrocio dei pali a portiere battuto.

Al 51′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo ci ha provato Artur Sagitov, nuovo salvataggio in angolo. Dopo due tentativi di Santiago Brailly e Mauricio Bringas, il Taloro Gavoi si è fatto vivo con Antonio Fadda dalle parti di Adam Idrissi che ha salvato con i piedi. Primi cambi, Antonio Fadda ha lasciato il suo posto a Giovanni Secchi in casa Taloro, Nicolas Capellino ha rilevato Artur Sagitov nell’Iglesias.

Nicolas Capellino ci ha provato subito al 63′ di testa su lancio di Lorenzo Mechetti, con il pallone fuori a fil di palo: il Taloro Gavoi ha replicato al 69′ su punizione.

La partita, a quel punto, sembrava destinata a terminare in parità, ma il finale è stato scoppiettante, con tre goal tra l’80’ ed il 90′. All’80’ Nicolas Capellino ha ricevuto il pallone all’altezza dei 20 metri, s’è liberato al tiro e con un destro chirurgico ha superato Massimo Fadda a fil di palo sulla sua destra.

Il goal ha messo le ali all’Iglesias, e proprio il neo entrato Stefano Crivellaro, all’83’, ha affondato da ala pura sulla fascia destra, fermato fallosamente al limite dell’area. Sul pallone s’è portato Ezequiel D’Angelo che ha scavalcato la barriera e spedito il pallone all’incrocio dei pali, imparabile per Massimo Fadda rimasto immobile sulla linea di porta.

Partita ormai decisa ma Iglesias ancora in goal al 90′: incursione sulla sinistra, sulla conclusione destinata in fondo alla rete s’è opposto con le mani Gabriel Soro, provocando inevitabilmente il calcio di rigore e lasciando, espulso, la sua squadra in dieci uomini. Sul dischetto s’è portato capitan Gianluigi Illario che ha spiazzato Massimo Fadda e spedito il pallone dalla parte opposta: 3 a 0.

 

Dopo 6′ di recupero è arrivato il triplice fischio finale e l’Iglesias ha festeggiato la quinta vittoria stagionale (quattro le sconfitte, la squadra di Giampaolo Murru fin qui non ha mai pareggiato) che la porta a quota 15 punti, al sesto posto, a un solo punto dalla coppia gallurese formata da Tempio e Calangianus (oggi impegnate nel derby con vittoria di misura del Calangianus per 1 a 0), appaiate al quarto posto.

Iglesias: Idrissi, Giorgetti, Pitzalis, Bringas (75′ Piras), Alvarenga, Illario (92′ Grasso), Sagitov (58′ Capellino), D’Angelo (84′ Rizzi), Brailly, Cancilieri (63′ Crivellaro), Mechetti. A disposizione: Riccio, Mancini, Crobeddu, Carta. Allenatore: Giampaolo Murru.

Taloro Gavoi: Massimo Fadda, Soro, Piriottu (85′ Luppu), Mura (85′ Vacca), Sau, Castro, Antonio Fadda (58′ Secchi), Pusceddu (85′ Pittalis), Mereu, Delussu, Mele. A disposizione: Picco, Lapia, Budroni, Porcu, Cidu. Allenatore: Antonio Marinu.

Arbitro: Alessandro Cisternini di Seregno.

Assistenti di linea: Andrea Porcu di Oristano e Francesco Meloni di Cagliari.

Marcatori: 80′ Capellino (I), 83′ D’Angelo (I), 90′ Illario (I) su calcio di rigore.

Spettatori: 200.

Ammoniti: Soro (TG), Giorgetti (I), Luppu (TG),

Espulsi: 90′ Soro (TG) per doppia ammonizione.

Giampaolo Cirronis

 

Il Monastir di Marcello Angheleddu ritorna al Comunale “Carlo Zoboli” a distanza di soli 11 giorni dal ritorno dei quarti di finale della Coppa Italia, terminato in parità 1 a 1 con conseguente eliminazione, dopo la sconfitta subita due settimane prima in casa. Dirige Gabriele Caresia di Trento, assistenti di linea Nicola Deriu di Oristano e Annamaria Sabiu di Carbonia.

Il Monastir gioca per difendere il primato, condiviso con il Budoni, davanti al Tempio distanziato di due sole lunghezze. Nonostante il campionato abbia messo in archivio solo 7 delle 30 partite in calendario, le forze in campo hanno iniziato a delinearsi e, non a caso, le prime tre sono le squadre più attese e pronosticate per la promozione in serie D.

Il Carbonia di Diego Mingioni, impostosi sorprendentemente ma con merito nel doppio confronto dei quarti di finale della Coppa Italia che ha prodotto l’accesso alla semifinale, in programma il 13 e 27 novembre prossimi con il Villasimius, anche in campionato ha fin qui prodotto un calcio di eccellente qualità ma con un bilancio in termini di punti, sicuramente inferiore a quanto meritato sul campo, in alcuni casi per “peccati di gioventù” che hanno inciso fortemente sui risultati. Mancano, soprattutto, i punti lasciati in casa nelle tre partite perse con Budoni, Tempio e Nuorese. E il calendario ha avuto il suo peso, perché in sole otto giornate, compresa quella odierna, ha proposto al Carbonia al Comunale “Carlo Zoboli” le squadre che guidano la classifica: Budoni, Tempio e oggi Monastir.

La squadra biancoblù arriva al confronto odierno con la capolista privo di Christian Mancini, protagonista nelle due partite della Coppa Italia, squalificato per una giornata per somma di ammonizioni, ma senza paura del fortissimo avversario. Diego Mingioni ha rifinito la preparazione alla partita ieri mattina, in un clima che trasmetteva fiducia.

Giampaolo Cirronis

 

 

Marco Farci s’è dimesso, l’Atletico Masainas cambia guida tecnica alla vigilia della nona giornata del girone A del campionato di Promozione regionale. Il tecnico della promozione record della scorsa Primavera, raggiunta con 87 punti sui 96 disponibili, frutto di 28 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta maturata all’ultima giornata a Segariu, con 113 goal realizzati e 29 subiti, lascia la squadra al 14° posto in classifica, alla pari con Arborea e Guspini, con 7 punti in 8 partite giocate (1 vittoria, 3 a 0 sull’Arborea, 4 pareggi e 3 sconfitte; 6 goal realizzati, il terzo peggiore attacco del girone insieme a quello del Terralba Francesco Bellu; soli 7 goal subiti, la terza migliore difesa insieme a quella di Cus Cagliari, solo il Lanusei con 3 goal subiti e il Castiadas con 4 hanno fatto meglio).

«Ho deciso di lasciare perché non c’eranoo più le condizioni per andare avantiha detto stamane con tono sereno Marco Farci -. Auguro alla società e alla squadra le migliori fortune ed il raggiungimento dell’obiettivo stagione, la salvezza, e porterò con me un ricordo bellissimo dell’esperienza vissuta in questi anni a Masainas.»

La società ringrazia il tecnico per il lavoro fatto a Masainas e guarda avanti. Il presidente Antonello Etzi ha annunciato che nelle prossime ore verrà presa una decisione sul nuovo tecnico. I papabili sono due (forse tre), ma se anche la decisione maturasse in serata, domani il nuovo tecnico seguirebbe la sua nuova squadra dalla tribuna nella partita casalinga con l’Idolo e in panchina andrà l’allenatore della Juniores Daniele Serra, affiancato da Tiziano Serpi.

La scorsa settimana l’organico ha perso Pierluigi Achenza, 27 anni, capocannoniere del girone B del campionato di Prima Categoria nella passata stagione, con 29 goal, insieme a Marcello Mancosu del Sadali, 1 goal in più di Alessandro Medda, anche lui del Sadali..

Giampaolo Cirronis

Al Monastir, capolista in campionato, non è riuscita la rimonta, a Carbonia non è andata oltre l’1 a 1 e la squadra di Diego Mingioni, impostasi 2 a 1 a Monastir, vola nella semifinale di Coppa Italia, in programma il 13 e il 27 novembre a Villasimius, con la squadra di Nicola Manunza, impostasi 2 a 0 a Nuoro con i goal di Luca Melis e Andrea Marci. Nell’altra semifinale si affronteranno il Budoni che pur perdendo 1 a 0 il Tempio (goal di Hervè Bazile su calcio di rigore) grazie al 4 a 2 maturato in casa, e l’Ossese, vittoriosa 1 a 0 ad Alghero con il goal di Ezequiel Franci Franchi (a Ossi era terminata 0 a 0).
      
Marcello Angheleddu ha presentato un undici iniziale profondamente diverso rispetto a quello di due settimane fa, con sole cinque conferme, Andrea Cocco e Andrea Feola non sono neanche in panchina. Diego Mingioni per la prima volta dall’inizio della stagione ha potuto scegliere l’undici iniziale nell’intera rosa a sua disposizione e ha tenuto inizialmente in panchina Federico Moreno e Lorenzo Sartini, inserendo in attacco Nicolas Ricci e Samuele Mastropietro.
L’avvio della partita è stato equilibrato, il Carbonia è apparso molto concentrato e il Monastir fino alla metà del tempo non è riuscita ad impensierire la difesa biancoblù, guidata benissimo dalla coppia formata da capitan Costantino Chidichimo e Nicolas Garcia.
Con il passare dei minuti il Monastir ha guadagnato campo e il Carbonia ha fatto più fatica a ripartire. Alla mezz’ora l’episodio che ha sbloccato il risultato. Andrea Sanna si è inserito bene in area, Mirko Atzeni gli è uscito incontro per cercare di fermarlo ma non è riuscito a frenare il suo slancio, finendo per commettere fallo. Il direttore di gara non ha avuto dubbio e ha fischiato il calcio di rigore. Sul dischetto s’è portato Leonardo Manca che ha calciato forte a angolato alla sinistra di Mirko Atzeni che ha intuito la direzione ma non è riuscito ad arrivare sul pallone: 0 a 1.
Il goal ha caricato il Monastir che al 35′ è andato vicinissimo al raddoppio con Nicolas Madero, che inseritosi dalle retrovie, è andato a colpire di testa con perfetto tempismo su un lancio da calcio piazzato da destra, spedendo il pallone vicino all’incrocio dei pali. Nelle battute finali del primo tempo il Carbonia s’è guadagnato un calcio di punizione dai 25 metri, sul punto della battuta s’è portato Christian Mancini, il tiro forte è stato respinto da Filippo Stevanato fuori area, sul pallone s’è avventato Mateo Broglia che con un calcio al volo di collo pieno ha spedito il pallone a fil di palo alle spalle del portiere: 1 a 1 al 45′.
Al rientro in campo dopo l’intervallo, Diego Mingioni ha presentato Stefano Atzeni al posto del capitano Costantino Chidichimo, ancora in non perfetto stato di salute perché reduce da un attacco febbrile: Marcello Angheleddu ha inserito Fabrizio Frau al posto di Gianluca Riep.
Il Monastir ha premuto subito sull’acceleratore alla ricerca del nuovo vantaggio per riportare il doppio confronto in parità e aprirebbe le porte ai calci di rigore per decidere il passaggio del turno per la semifinale e al 49′ Andrea Sanna ha colto un palo con una conclusione leggermente deviata da Mirko Atzeni.
Il Carbonia, fiutato il pericolo, ha risposto con Nicolas Ricci, la cui conclusione non ha centrato la porta di Filippo Stevanato. Andrea Sanna (nonostante i suoi 41 anni, il capocannoniere dell’Eccellenza 2022/2023 è sempre un attaccante temibile per tutte le difese) va ancora vicino al goal, trovando sulla sua strada un’efficace deviazione di Mirko Atzeni.
I due tecnici hanno fatto altri cambi. Nel Carbonia al 58′ Federico Moreno è subentrato a Samuele Mastropietro. Nel Monastir al 63′  Stefano Sarritzu ha rilevato Simone Pinna.
Altri cambi nel Carbonia, al 70′ Mauro Abbruzzi per Nicola Mancini; al 75′ Lorenzo Sartini per Nicolas Ricci e Francesco Doneddu per Wellinton Caverzan.
Il Monastir ha recato di schiacciare il Carbonia alla ricerca del goal, con tanti lanci in area, ma il Carbonia ha retto bene l’urto. Il Monastir ha trovato sulla sua strada prima Mirko Atzeni, poi Danilo Cocco, con un intervento decisivo su una battuta a botta sicura da pochi metri. E nel terzo dei sei minuti di recupero il Carbonia è andato vicinissimo al goal della vittoria con un contropiede micidiale, non capitalizzato da Federico Moreno e Lorenzo Isaia per i decisivi interventi di Filippo Stevanato.
Al triplice fischio finale il Carbonia ha festeggiato la qualificazione alla semifinale, al Monastir non è bastata una buona prova con diverse occasioni da goal create, per ribaltare la sconfitta e l’insufficiente prestazione della partita di andata, e da oggi si concentrerà sul campionato che lo vede in testa in compagnia del Budoni. E fra dieci giorni Carbonia e Monastir si ritroveranno di fronte, ancora al Comunale “Carlo Zoboli”, per l’ottava giornata del girone d’andata del campionato.
Carbonia: Mirko Atzeni, Cocco, Broglia, Chidichimo (46′ Stefano Atzeni), Garcia, Nicola Mancini (70′ Abbruzzi), Isaia, Caverzan (75′ Francesco Doneddu), Ricci (75′ Sartini), Mastropietro (58′ Moreno). A disposizione Davide Doneddu, Perna, Tocco, Lambroni. Allenatore: Diego Mingioni.
Monastir: Stevanato, Pinna (63′ Sarritzu), Porru, Madero, Ganzerli, Nicola Manca, Piras, Riep (46′ Frau), Naguel, Leonardo Manca, Sanna. A disposizione: Daga, Corda, Massoni, Carboni, Nurchi, Murru. Allenatore: Marcello Angheleddu.
Arbitro: Luca Sanna di Sassari.
Assistenti di linea: Alexandra Baneu di Oristano ed Alessandro Anedda di Cagliari.
Marcatori: al 30′ Leonardo Manca (M) su calcio di rigore, 45′ Broglia (C).
Spettatori: 250.
Giampaolo Cirronis
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Il Carbonia ha iniziato con un prezioso pareggio esterno, a Ghilarza, uno degli snodi della stagione che lo vedranno giocare in casa 3 volte in 10 giorni tra Coppa Italia e campionato. La squadra di Diego Mingioni ha affrontato il Ghilarza privo del suo capitano, Costantino Chidichimo, squalificato, ed è andato sotto nel punteggio dopo soli 4′ ma ha saputo reagire e nel secondo tempo ha raccolto i frutti di quanto costruito, pareggiando con un goal del neo entrato Samuele Mastropietro. Nel finale, il Carbonia ha cercato anche la vittoria, andando più volte vicino al goal del sorpasso.

In classifica il Carbonia occupa l’ottava posizione con 8 punti, un bilancio positivo ma inferiore a quello che avrebbe meritato per quanto ha prodotto in campo (sicuramente almeno un pareggio nelle due partite perse in casa con il Budoni e il Tempio).

Non c’è tempo per pensar a quel che è stato, che arriva un trittico di partite che potrebbe dare una svolta alla stagione, tutte in programma in casa, al Comunale “Carlo Zoboli”, da mercoledì 23 ottobre a domenica 3 novembre. Tra due giorni arriva il Monastir, neocapolista in campionato, per il ritorno dei quarti di finale della Coppa Italia. Il Carbonia partirà con il vantaggio acquisito meritatamente mercoledì 9 ottobre a Monastir, con la vittoria per 2 a 1 (punteggio che sarebbe potuto essere più largo per la cifra di gioco espressa e le numerose occasioni da goal costruite e non capitalizzate). Il Carbonia avrà dalla sua due risultati su tre ma il passaggio del turno per le semifinali è ancora tutto da costruire, perché il Monastir di Marcello Angheleddu è un’autentica corazzata e in campionato, dopo lo 0 a 0 interno con il Budoni, ha infilato tre vittorie consecutive, a Tempio Pausania, in casa con il Villasimius e ieri a Nuoro.

Domenica prossima il Carbonia ospiterà proprio la Nuorese, con la quale condivide l’ottavo posto in classifica in campionato, e sette giorni dopo giocherà ancora in casa, con la capolista Monastir. Come sottolineato all’inizio, in dieci giorni il Carbonia di Diego Mingioni affronterà uno degli snodi della stagione, una sorta di esame di maturità dopo il brillante avvio di stagione.

Giampaolo Cirronis

 

Quattro giorni dopo la grande impresa compiuta sul campo del Monastir, nella partita di andata dei quarti di finale della Coppa Italia, il Carbonia di Diego Mingioni ritorna al Comunale “Carlo Zoboli” per affrontare il Tempio di Mauro Giorico, vicecapolista reduce dal ko interno subito proprio nel big match con il Monastir, per la quinta giornata del campionato di Eccellenza regionale. Dirigerà Gabriele Sari di Alghero, assistenti di linea Francesco Meloni di Cagliari e Tiberio Deidda di Carbonia.

Il Carbonia in questo avvio di stagione è la rivelazione del campionato. Chi si aspettava una partenza simile, sia in Coppa Italia sia in campionato, da una squadra tanto giovane qual è quella guidata da Diego Mingioni?

L’avversario odierno è indubbiamente molto forte, ma sia contro il Budoni sia contro il Villasimius in campionato, con l’Iglesias e il Monastir in Coppa Italia, Lorenzo Isaia e compagni hanno dimostrato di non avere alcun timore reverenziale e di riuscire a giocare a testa alta con tutti gli avversari. Altrettanto cercheranno di fare oggi.

L’Iglesias, archiviata la vicenda legata al ricorso dell’Ossese, rigettato dal giudice sportivo, cerca il riscatto sul campo del Calangianus, dopo la sconfitta interna subita ad opera dell’Alghero. Dirigerà Mario Corrias di Nuoro, assistenti di linea Samuel Fronteddu di Nuoro e Matteo Degortes di Olbia. Giampaolo Murru non ha problemi di formazione. Mauricio Bringas è all’esordio stagionale, avendo finito di scontare quattro giornate di squalifica che s’è portato in eredità dalla passata stagione; Lorenzo Mechetti ha scontato due giornate dopo l’espulsione ricevuta con il Monastir, Fabricio Alvarenga una dopo l’espulsione ricevuta a Ossi.

Il Calangianus è avversario competitivo, reduce dal ko di Gavoi ma con 6 punti in classifica, alla pari di Iglesias, Ossese e Taloro Gavoi, messi insieme con le vittorie su Li Punti e Ferrini. L’Iglesias sia con il Monastir sia con l’Ossese, ha dimostrato di poter giocare alla pari con tutti gli avversari e ora, con l’organico completato dal presidente Giorgio Ciccu con gli ultimi inserimenti in organico, può legittimamente puntare ad un ruolo da protagonista.

Le altre partite in programma oggi per la quinta giornata del girone d’andata: Alghero-Ferrini, Ghilarza-Bari Sardo, Li Punti-Nuorese, Monastir-Villasimius, Ossese-Taloro Gavoi, San Teodoro Porto Rotondo-Budoni.

Giampaolo Cirronis