1 December, 2022
HomePosts Tagged "Giampiero Marongiu"

Ieri, venerdì 6 agosto, don Giulio Demontis s’è congedato dalla comunità ecclesiale di Portoscuso, oggi alle 18.30 verrà accolto dalla sua nuova comunità ecclesiale a Santadi, dove arriva a coprire il vuoto lasciato da Giampiero Marongiu, scomparso improvvisamente nello scorso mese di gennaio.

La comunità parrocchiale Vergine d’Itria di Portoscuso ha rivolto un saluto di congedo a don Giulio Demontis, nel corso della celebrazione eucaristica svoltasi sul piazzale de “Su Pranu”, alla presenza di autorità civili e militari e delle associazioni locali.

«La comunità tutta con gioia e tristezza rende grazie per il ministero sacerdotale svolto in questi 6 anni nella nostra cittadina. Gioia, perché questo ministero è per la Chiesa Universale; tristezza, perché ancora tanto avrebbe avuto da dirci e darci. Nessuno si aspettava un trasferimento così veloce e repentino, ci è stato comunicato il 24/07/2021.

Con affetto e gratitudine, Portoscuso ringrazia il Signore per il dono che ci ha fatto inviandolo fra noi e ringrazia don Giulio per il servizio profuso nel nome di Cristo, per l’attenzione rivolta ai malati, agli anziani e ai più deboli presenti nel nostro territorio.

Per la cura e l’impegno rivolto ai bambini che ha coinvolto in molte attività ludico-ricreative, nelle diverse celebrazioni liturgiche, per le molteplici iniziative prese a favore della Parrocchia, come la visita della Madonna di Fatima, le Reliquie di Santa Rita, di Sant’Antonio da Padova che arriveranno nel mese di ottobre, per l’arrivo della comunità religiosa delle suore appartenenti alla congregazione “Ancelle del Signore”.

Ma, soprattutto, per aver testimoniato Cristo in mezzo a noi.

Grazie di cuore per tutto questo. Possa il Signore, illuminare e benedire sempre più il suo Cammino ed il suo Sacerdozio.»

La Comunità parrocchiale Vergine d’Itria – Portoscuso

Il nuovo parroco della Vergine d’Itria di Portoscuso, è don Antonio Mura  60 anni, originario di Sant’Antioco, dal 1992 al 2004 don Antonio Mura è stato rettore del seminario diocesano di Iglesias, dal 2004 al 2012 parroco della chiesa di San Ponziano a Carbonia, dal 2012 al 2015 parroco della chiesa Santa Chiara d’Assisi di Iglesias e dal 2015 rettore del seminario maggiore di Cagliari.

Sabato 24 luglio scorso il vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda, ha proceduto alle seguenti nomine nel presbiterio diocesano:
Don Gianni Cannas, parroco della Vergine della Neve in Piscinas; don Cannas, 74 anni, aveva rinunciato alla parrocchia di San Carlo Borromeo, in Carloforte, proprio un anno fa.
Don Giulio Demontis, parroco di San Nicolò, di B.V. di Fatima e di Santa Maria di Montefracca in Santadi e di San Giovanni Bosco in Terresoli; don Demontis, 52 anni, da sei anni era il parroco della parrocchia della Vergine d’Itria di Portoscuso e, dopo la rinuncia di don Salvatore Atzori anche di San Giovanni Battista sempre in Portoscuso. In Santadi succede al compianto don Giampiero Marongiu, scomparso improvvisamente nello scorso mese di gennaio.
Don Antonio Mura, 60 anni nel prossimo mese di ottobre, parroco della Vergine d’Itria e di San Giovanni Battista in Portoscuso; don Mura ha appena concluso l’incarico affidatogli nel 2015 dai vescovi sardi quale rettore del seminario maggiore di Cagliari.
Don Marco Olianas, 38 anni e sacerdote dal 2018, sarà il nuovo cancelliere vescovile, nel ruolo subentrerà a don Carlo Cani, ma anche parroco di Santa Barbara in Nebida;
Don Francesco Lai, già indicato come nuovo cancelliere vescovile, incarico a cui ha rinunciato un mese fa, lascia la parrocchia di Nebida, in cui era arrivato nel 2008, e sarà parroco di San Maurizio in Calasetta; don Lai subentra a don Giovanni Cauli che ha guidato la parrocchia per ben 59 anni, essendovi giunto nel lontano 1962.
Il vescovo di Iglesias ha ricordato inoltre a tutte le Parrocchie di attenersi alle disposizioni CEI riguardo alla sospensione di tutte le manifestazioni esterne in occasione delle feste patronali e liturgiche, in particolare delle processioni, fino a che non ci siano nuove disposizioni a riguardo.
Guido Cadoni

[bing_translator]

La diocesi di Iglesias piange un suo sacerdote. Nella notte appena trascorsa, è morto don Giampiero Marongiu, parroco di Santadi e di Terresoli.

Don Marongiu era nato a Mutlangen (Germania) il 2 luglio 1968, fece il seminario minore ad Iglesias ed il maggiore a Cagliari, per gli studi nella Pontificia Facoltà teologica. Venne ordinato sacerdote da sua Ecc.za Mons. Arrigo Miglio, allora vescovo di Iglesias, nella sua parrocchia di origine, Narcao, il 10 agosto 1997.

Viceparroco a Carloforte con il compianto, don Lino Melis, fu successivamente viceparroco nella chiesa di Cristo Re, a Carbonia, e parroco della parrocchia San Narciso, in Serbariu. Venne, successivamente, inviato a Santadi e, da alcuni anni, era incaricato anche della parrocchia di Terresoli.

In tanti, appena appresa la notizia, anche attraverso i social, hanno espresso sentimenti di stima per don Giampiero e di vicinanza ai familiari per il lutto improvviso.

I funerali saranno celebrati giovedì 28 gennaio, alle ore 11.00, nella chiesa parrocchiale di San Nicola, in Narcao.

Guido Cadoni

[bing_translator]

Si è rinnovato, a Santadi, il rito del Matrimonio Mauritano, giunto alla 49ª edizione. Gli sposi sono Andrea Bogani, originario di Firenze, e Cristina Cani, originaria di Santadi. Ad officiare l’antico rito del Matrimonio Mauritano, don Giampiero Marongiu, parroco di Santadi, e don Giuseppe Casti. Presenti in prima fila numerosi sindaci, tra i quali il primo cittadino di Santadi, Elio Sundas.

La giornata di festa è iniziata alle 8.00, al Museo Etnografico “Sa Domu Antiga” di via Mazzini, con il rito della vestizione degli sposi ed è proseguita con il corteo, al quale hanno partecipato 30 gruppi folk, traccas, launeddas, cavalieri, autorità e sposi, che hanno colorato la prima caldissima domenica di agosto, da via Cagliari, lungo tutto il percorso cittadino.

La cerimonia religiosa ha avuto inizio alle 11.00, sul sagrato della chiesa parrocchiale di San Nicolò, con la celebrazione liturgica del Matrimonio, con omelia in lingua sarda cantata dal Coro Kellarious di Selargius, diretto da Daniela Porru. Il rito, come vuole la tradizione, si è concluso concluso con “Sa Gratzia” che vede le madri cospargere il capo dei figli con chicchi di grano, petali di rose, granellini di sale ed alcune monetine, simbolo rispettivamente di abbondanza, felicità, saggezza, ricchezza. Le madri, infine, hanno rotto il piatto che conteneva “Sa Gratzia”, in segno scaramantico.

I festeggiamenti per il 49° Matrimonio Mauritano sono iniziati il 1° agosto, e si concluderanno questa sera. Alle 20.00, in piazza Chiesa, fronte Chiesa, è previsto “Su cumbidu”, invito alla popolazione con la torta nuziale e i dolci tipici; alle 20.30, sul Palco centrale di Piazza Marconi, festa della tradizione con i balli rituali e le danze di corteggiamento della Sardegna, presentata da Ambra Pintore.

[bing_translator]

Santadi ha vissuto domenica mattina, per la 48ª volta, le emozioni dell’antico rito del Matrimonio Mauritano. Don Giampiero Marongiu, parroco di Santadi, e don Giuseppe Casti, hanno unito in matrimonio Alessio Caddeo, 33 anni, di San Giovanni Suergiu, e Michela Manca, 33 anni, di Sant’Anna Arresi. I due giovani hanno deciso di vivere a Santadi. Sono stati ben 28 i gruppi che hanno partecipato al corteo che ha preceduto il rito del Matrimonio, colorando una calda domenica di inizio agosto. Presenti numerosi sindaci, tra i quali il primo cittadino di Santadi, Elio Sundas, e i sindaci dei due comuni degli sposi, Teresa Pintus di Sant’Anna Arresi, ed Elvira Usai di San Giovanni Suergiu.

La Santa Messa è stata celebrata con omelia in lingua sarda e l’accompagnamento del coro S’Arrodia di Sinnai, diretto da Maurizio Boassa, e della voce di Maria Giovanna Cherchi.

La cerimonia de “Sa Coia Maurreddina”, rito cristiano che vede i due giovani scambiarsi le promesse nuziali, tra la gioia e l’emozione dei presenti che si rendono testimoni dell’evento, coinvolge l’intera collettività; il paese partecipa alla festa in modo molto sentito. Il rito rinnova lo spirito d’appartenenza alle tradizioni antiche delle genti sulcitane, rafforza l’identità culturale del popolo sardo.

Gli abiti degli sposi sono confezionati con dedizione e minuzia, con le stoffe più pregiate, dagli anziani del paese. Il vestito della sposa è realizzato con una preziosa seta o broccato di seta “sera a matas”, di diverse tonalità di colore e con disegni floreali. L’abito maschile da cerimonia (sa roba po si coiai) è realizzato con il lino o l’orbace.

Al termine della cerimonia è stato riproposto il “Rito dell’acqua”: gli sposi si sono inginocchiati su un cuscino bianco e le madri a turno, quasi con dignità sacerdotale, hanno fatto il segno della croce con un bicchiere colmo d’acqua, simbolo degli arcani elementi della vita stessa. Poi le madri hanno cosparso il capo dei figli con “Sa Gratzia”: chicchi di grano, petali di rose, granellini di sale e alcune monetine; simbolo rispettivamente di abbondanza, felicità, saggezza, ricchezza. Dopodiché le madri hanno rotto il piatto che conteneva “Sa Gratzia”, in segno scaramantico.

Pubblichiamo l’album completo della cerimonia (in ordine inverso rispetto al suo svolgimento) e il filmato che documenta lo scambio delle fedi.

IMG_3686 IMG_3764 IMG_3760 IMG_3759 IMG_3758 IMG_3757 IMG_3756 IMG_3755 IMG_3754 IMG_3753 IMG_3752 IMG_3751 IMG_3750 IMG_3748 IMG_3744 IMG_3743 IMG_3742 IMG_3741 IMG_3740 IMG_3738 IMG_3736 IMG_3735 IMG_3733 IMG_3732 IMG_3729 IMG_3728 IMG_3725 IMG_3724 IMG_3723 IMG_3722 IMG_3721 IMG_3719 IMG_3718 IMG_3717 IMG_3714 IMG_3711 IMG_3708 IMG_3707 IMG_3706 IMG_3705 IMG_3703 IMG_3702 IMG_3697 IMG_3696 IMG_3695 IMG_3694 IMG_3693 IMG_3690 IMG_3689 IMG_3687 IMG_3686 IMG_3685 IMG_3684 IMG_3683 IMG_3682 IMG_3681 IMG_4149 IMG_4148 IMG_4141 IMG_4136 IMG_4135 IMG_4134 IMG_4133 IMG_4132 IMG_4131 IMG_4130 IMG_4129 IMG_4124 IMG_4123 IMG_4121 IMG_4120 IMG_4118 IMG_4116 IMG_4115 IMG_4114 IMG_4113 IMG_4112 IMG_3680 IMG_4111 IMG_3678 IMG_3677 IMG_3676 IMG_3675 IMG_4110 IMG_4109 IMG_4108 IMG_4107 IMG_4106 IMG_4105 IMG_3674 IMG_4099 IMG_4098 IMG_4097 IMG_3673 IMG_3672 IMG_3671 IMG_3670 IMG_3669 IMG_3668 IMG_3667 IMG_3666 IMG_3665 IMG_3664 IMG_3663 IMG_4091 IMG_3662 IMG_4090 IMG_4089 IMG_4087 IMG_4086 IMG_4085 IMG_3661 IMG_4084 IMG_3660 IMG_4083 IMG_3659 IMG_4082 IMG_4081 IMG_4080 IMG_3658 IMG_4079 IMG_3657 IMG_3656 IMG_3655 IMG_3654 IMG_3653 IMG_3652 IMG_3651 IMG_3650 IMG_3649 IMG_3648 IMG_3647 IMG_3646 IMG_3645 IMG_3643 IMG_3642 IMG_3641 IMG_3640 IMG_3639 IMG_3638 IMG_3635 IMG_3634 IMG_3633 IMG_3632 IMG_3631 IMG_3630 IMG_3629 IMG_3628 IMG_3627 IMG_3626 IMG_3625 IMG_3624 IMG_3623 IMG_3622 IMG_3621 IMG_3620 IMG_3619 IMG_3618 IMG_3617 IMG_3616 IMG_4078 IMG_3615 IMG_4077 IMG_4076 IMG_3614 IMG_4075 IMG_3613 IMG_3612 IMG_3611 IMG_4073 IMG_4072 IMG_3610 IMG_3609 IMG_4071 IMG_3608 IMG_4070 IMG_4069 IMG_3607 IMG_3606 IMG_3605 IMG_4068 IMG_4067 IMG_4066 IMG_3604 IMG_3603 IMG_4065 IMG_3602 IMG_4064 IMG_3601 IMG_3600 IMG_4063 IMG_3599 IMG_3598 IMG_3597 IMG_3596 IMG_4060 IMG_4059 IMG_4058 IMG_4057 IMG_4056 IMG_3589 IMG_4054 IMG_4053 IMG_4052 IMG_4051 IMG_4050 IMG_4049 IMG_4048 IMG_4047 IMG_4046 IMG_4045 IMG_4044 IMG_4043 IMG_3588 IMG_3586 IMG_3582 IMG_3581 IMG_3579 IMG_3578 IMG_4042 IMG_3577 IMG_4041 IMG_3576 IMG_3575 IMG_3574 IMG_3573 IMG_4036 IMG_4035 IMG_4033 IMG_4032 IMG_3572 IMG_3571 IMG_4031 IMG_4030 IMG_3569 IMG_4029 IMG_3568 IMG_3567 IMG_3565 IMG_3563 IMG_3560 IMG_4024 IMG_4023 IMG_4022 IMG_4021 IMG_4020 IMG_4019 IMG_4014 IMG_4013 IMG_4011

 

[bing_translator]

Santadi ha vissuto questa mattina, per la 48ª volta, le emozioni dell’antico rito del Matrimonio Mauritano. Don Giampiero Marongiu, parroco di Santadi, e don Giuseppe Casti, hanno unito in matrimonio Alessio Caddeo, 33 anni, di San Giovanni Suergiu, e Michela Manca, 33 anni, di Sant’Anna Arresi. I due giovani hanno deciso di vivere a Santadi. Sono stati ben 28 i gruppi che hanno partecipato al corteo che ha preceduto il rito del Matrimonio, colorando una calda domenica di inizio agosto. Presenti numerosi sindaci, tra i quali il primo cittadino di Santadi, Elio Sundas, e i sindaci dei due comuni degli sposi, Teresa Pintus di Sant’Anna Arresi, ed Elvira Usai di San Giovanni Suergiu.

La Santa Messa è stata celebrata con omelia in lingua sarda e l’accompagnamento del coro S’Arrodia di Sinnai, diretto da Maurizio Boassa, e la voce di Maria Giovanna Cherchi.

La cerimonia de “Sa Coia Maurreddina”, rito cristiano che vede i due giovani scambiarsi le promesse nuziali, tra la gioia e l’emozione dei presenti che si rendono testimoni dell’evento, coinvolge l’intera collettività; il paese partecipa alla festa in modo molto sentito. Il rito rinnova lo spirito d’appartenenza alle tradizioni antiche delle genti sulcitane, rafforza l’identità culturale del popolo sardo.

Gli abiti degli sposi sono confezionati con dedizione e minuzia, con le stoffe più pregiate, dagli anziani del paese. Il vestito della sposa è realizzato con una preziosa seta o broccato di seta “sera a matas”, di diverse tonalità di colore e con disegni floreali. L’abito maschile da cerimonia (sa roba po si coiai) è realizzato con il lino o l’orbace.

Al termine della cerimonia è stato riproposto il “Rito dell’acqua”: gli sposi si sono inginocchiati su un cuscino bianco e le madri a turno, quasi con dignità sacerdotale, hanno fatto il segno della croce con un bicchiere colmo d’acqua, simbolo degli arcani elementi della vita stessa. Poi le madri hanno cosparso il capo dei figli con “Sa Gratzia”: chicchi di grano, petali di rose, granellini di sale e alcune monetine; simbolo rispettivamente di abbondanza, felicità, saggezza, ricchezza. Dopodiché le madri hanno rotto il piatto che conteneva “Sa Gratzia”, in segno scaramantico.

Pubblichiamo alcune fotografie del Matrimonio Mauritano di Alessio Caddeo e Michela Manca e vi rimandiamo a domani per l’album completo e il filmato dei momenti più significativi, il matrimonio con lo scambio delle fedi nuziali.

IMG_3640 IMG_4050 IMG_4014IMG_4028 IMG_4008 Coro al Matrimonio Mauritano 2016IMG_3990 IMG_3964 IMG_3961 IMG_3955 IMG_3953 IMG_3948 IMG_3944 IMG_3941 IMG_3938 IMG_3935 IMG_3763 IMG_3761 IMG_3740 IMG_3738 IMG_3734IMG_3302 IMG_3311 IMG_3310 IMG_3640

[bing_translator]

Si è rinnovato oggi, a Santadi, l’antico rito del Matrimonio Mauritano, giunto alla 47ª edizione. Don Sandro Zucca, parroco di Capoterra, e don Giampiero Marongiu, parroco di Santadi, hanno unito in matrimonio due giovani di Santadi, Nicoletta Mele e Matteo Porcu.

La cerimonia ha registrato la partecipazione di 12 gruppi folk, 4 gruppi di cavalieri, uno di suonatori di launeddas e del coro “Su Veranu” di Fonni. Gli sposi sono arrivati sul sagrato della chiesa di San Nicolò, in Piazza Marconi, accompagnati da 5 traccas allestite con cura, addobbate con tappeti lavorati a mano, preziosi tessuti ricamati, intrecci di fiori, spighe di grano e rami di mirto, trainate da buoi abbelliti da nastri e coccarde colorate. Numerose le autorità civili e religiose, con in testa il sindaco Elio Sundas.

La cerimonia de “Sa Coia Maurreddina”, rito cristiano che vede i due giovani scambiarsi le promesse nuziali, tra la gioia e l’emozione dei presenti che si rendono testimoni dell’evento, coinvolge l’intera collettività; il paese partecipa alla festa in modo molto sentito. Il rito rinnova lo spirito d’appartenenza alle tradizioni antiche delle genti sulcitane, rafforza l’identità culturale del popolo sardo.

Gli abiti degli sposi sono confezionati con dedizione e minuzia, con le stoffe più pregiate, dagli anziani del paese. Il vestito della sposa è realizzato con una preziosa seta o broccato di seta “sera a matas”, di diverse tonalità di colore e con disegni floreali. L’abito maschile da cerimonia (sa roba po si coiai) è realizzato con il lino o l’orbace

Al termine della cerimonia è stato riproposto il “Rito dell’acqua”: gli sposi si sono inginocchiati su un cuscino bianco e le madri a turno, quasi con dignità sacerdotale, hanno fatto il segno della croce con un bicchiere colmo d’acqua, simbolo degli arcani elementi della vita stessa. Poi le madri hanno cosparso il capo dei figli con “Sa Gratzia”: chicchi di grano, petali di rose, granellini di sale e alcune monetine; simbolo rispettivamente di abbondanza, felicità, saggezza, ricchezza. Dopodiché le madri hanno rotto il piatto che conteneva “Sa Gratzia”, in segno scaramantico.

Al termine, la tradizionale consegna dei doni e la distribuzione del pane sardo benedetto ai parenti e ai presenti.

Matrimonio Mauritano 2015 1 webMatrimonio Mauritano 2015 AMatrimonio Mauritano 2015 BMatrimonio Mauritano 2015 CMatrimonio Mauritano 2015 DMatrimonio Mauritano 2015 EMatrimonio Mauritano 2015 F

 

 

 

[bing_translator]

Si celebra questa mattina, a Santadi, 47ª edizione del Matrimonio Mauritano. La cerimonia prende il via alle 9.30 con il corteo nuziale per le vie del Centro storico, con la partecipazione di traccas, gruppi folk regionali, launeddas e cavalieri in costume tradizionale.

Dopo l’arrivo sul sagrato della Chiesa di San Nicolò, alle 11.00 verrà celebrata la Santa Messa, al termine della quale verrà praticato il rito di “Sa Gratzia”.

La cerimonia de “Sa Coia Maurreddina” coinvolge l’intera collettività; il paese partecipa alla festa in modo molto sentito; il rito, infatti, rinnova lo spirito d’appartenenza alle tradizioni antiche delle genti sulcitane, rafforza l’identità culturale del popolo sardo che si arricchisce di nuova consapevolezza.

Un momento del Matrimonio dello scorso anno.

Un momento del Matrimonio dello scorso anno.

 

FOTO ESCURSIONE 13 FOTO ESCURSIONE 11 FOTO ESCURSIONE 10 FOTO ESCURSIONE 6 FOTO ESCURSIONE 5 (1) FOTO ESCURSIONE 3 (1) FOTO ESCURSIONE 1 (1)

Nell’ambito delle attività programmate per la costruzione del Cammino minerario di Santa Barbara, domenica 4 maggio 2014, si è tenuta l’escursione da Pani Loriga alla Grotta di Is Zuddas in Comune di Santadi alla quale hanno partecipato circa 250 persone nonostante le incerte previsioni metereologiche. 

Con tale escursione l’Associazione Pozzo Sella ha aderito alla 6° Giornata Nazionale dei Cammini organizzata dalla Rete dei Cammini con il patrocinio dal Touring Club d’Italia e del Sottosegretario per l’EXPO 2015.

Il percorso di questa escursione si è immediatamente rilevato di notevole interesse con l’attraversamento della collina vulcanica di Pani Loriga dove sono presenti numerose testimonianze (domus de janas, nuraghe e insediamenti fenicio-punici) dell’opera compiuta dall’uomo a partire dal neolitico recente (circa 3.500 anni a.C.) che la presidente Sara Fadda e l’archeologo Nicola Sanna della Cooperativa SéMATA che gestisce il sito archeologico, hanno saputo illustrare con grande competenza e capacità divulgativa con il plauso generale di tutti i partecipanti.

Ma è stato, soprattutto, il contesto paesaggistico-ambientale di questo territorio a creare la più grande suggestione tra gli escursionisti con l’attraversamento di dolci colline ricoperte da una fitta copertura di macchia mediterranea che si alternano ad estese pianure nelle quali l’esplosione dei colori dei prati tipici di questa stagione primaverile si alternano ai verdi e preziosi vitigni del carignano che sembrano ricamare l’intero paesaggio.

In questo straordinario contesto gli escursionisti sono stati accolti lungo il percorso nella bella tenuta campestre della Cantina di Santadi in località Barrua Basciu dove la Pro Loco di Santadi ha servito ai partecipanti una deliziosa degustazione di prodotti locali offerti dal Caseificio di Santadi, dal Panificio con forno a legna di Stefano Pilloni e dalla stessa Cantina di Santadi che rappresentano le eccellenze enogastronomiche di questo territorio.

Una grande attrazione per gli escursionisti sono stati gli intensi fenomeni carsici che hanno interessato diffusamente le rocce calcaree presenti lungo il percorso che hanno generando, tra le altre, la famosa e imponente Grotta di Is Zuddas ed anche la meno conosciuta Grotta Pirosu nella quale è stato scoperto nel 1968 il più grande tempio votivo ipogeo del mediterraneo di età nuragica che aspetta ancora di essere adeguatamente valorizzato dopo l’incauta interruzione da parte del Consorzio del Parco Geominerario del progetto di valorizzazione avviato nel 2008 con il comune di Santadi.

Alla ricchezza ed alla varietà del patrimonio storico, culturale e ambientale presente in questo percorso si aggiungono, come costante e patrimonio comune di tutto il Cammino minerario di Santa Barbara, le testimonianze del culto per la Santa Patrona dei minatori che veniva praticato anche nella locale miniera di barite di Su Benatzu dove a conclusione dell’escursione, grazie alla cortesia e alla disponibilità di Don Lino Melis, vicario del Vescovo e delegato diocesano per il Cammino minerario di Santa Barbara, e di don Giampiero Marongiu, parroco di Santadi, è stata celebrata la Santa Messa in onore di Santa Barbara.

Al bilancio positivo di questa escursione si è potuti giungere con il fattivo contributo dell’Amministrazione Comunale di Santadi che ha dato il benvenuto agli escursionisti attraverso il vice Sindaco Marco Murgia, del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sarda, della Protezione Civile di Santadi e dell’Associazione Soccorso Iglesias che hanno garantito agli escursionisti con uomini e mezzi assistenza e protezione lungo tutto il percorso fino all’arrivo alla Grotta Is Zuddas e ai quali l’Associazione Pozzo Sella e tutti gli escursionisti rivolgono un doveroso e caloroso ringraziamento.

Un particolare ringraziamento vogliamo rivolgerlo agli Speleo Club di Nuxis e di Santadi per l’importantissimo contributo che hanno fornito nella fase di individuazione del tracciato del Cammino minerario di Santa Barbara.

Anche con questa escursione, aperta alla partecipazione gratuita di tutti i cittadini, gli organizzatori hanno voluto proseguire nell’opera di divulgazione e di promozione rivolta a far conoscere e valorizzare il patrimonio storico, culturale, ambientale e religioso presente nelle diverse tappe del Cammino minerario di Santa Barbara che l’Associazione POZZO SELLA ha proposto con l’obiettivo strategico di costruire nel Sulcis Iglesiente Guspinese una nuova infrastruttura per lo sviluppo del turismo sostenibile nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

Dopo che tale proposta è stata formalmente accolta dalla Regione Sarda con l’inserimento del Cammino minerario di Santa Barbara nel “Registro dei Cammini di  Sardegna e degli Itinerari turistici, religiosi e dello spirito” e i soggetti interessati   (Comuni, Province, ANCI, Diocesi, Consorzio del Parco e Associazione proponente) hanno sottoscritto il PROTOCOLLO D’INTESA per costituire il partenariato che ha dato avvio alla prima fase di costruzione dello stesso cammino, l’impegno per la sua concreta realizzazione deve vedere protagonisti gli operatori privati e tutti i cittadini interessati che saranno i primi beneficiari delle ricadute sociali ed economiche che la costruzione del Cammino potrà generare.

IMG_8868IMG_9042IMG_8884

Festa grande questa sera a Santadi per la celebrazione del 45° Matrimonio Mauritano, organizzata dalla Pro Loco di Santadi con il concorso del Comune di Santadi, della Regione Sardegna, della Provincia di Carbonia Iglesias, dell’STL Sulcis Iglesiente, del Gal Sulcis, di Laore. La tradizionale celebrazione de sa coia maurreddina di Santadi quest’anno, per la prima volta, è stata celebrata nel tardo pomeriggio, con inizio alle 19.30, al termine della sfilata di una trentina di gruppi folcloristici provenienti da tutta la Sardegna, suonatori di launeddas, traccas e cavalieri in costume.

Il cappellano militare della caserma allievi carabinieri Trieste di Iglesias, Giancarlo Caria, e il parroco della chiesa di San Nicolò di Santadi, Giampiero Marongiu, hanno unito in matrimonio secondo l’antico rito, due giovani carabinieri: Nicola Cosa, 29 anni, di Santadi, in servizio in Piemonte; Gaia Zirizzotti, 28 anni, originaria di Frosinone, maresciallo presso la scuola allievi carabinieri di Iglesias. Presenti, tra gli altri, i sindaci di Santadi, Cristiano Erriu, e di Iglesias, Emilio Gariazzo; il sottosegretario della Sanità del Governo Letta, Paolo Fadda; il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Davide Angrisani; il capitano della Compagnia dei carabinieri di Carbonia, Pino Licari,

Al termine della liturgia i genitori degli sposi hanno praticato l’antico rito propiziatorio di “Sa Gratzia” .