12 April, 2021
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I rappresentanti sindacali del medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, Paolo Mameli – Fimmg, Anna Rita Ecca – Intesa Sindacale (FISMU), Maria Francesca Pinna – SIMPeF, Paolo Zandara – SISPe e Domenico Salvago – Snami, hanno inviato una dura lettera all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, al Commissario Straordinario ATS Sardegna Massimo Temussi ed al Commissario ASSL Carbonia Gianfranco Casu, con richiesta di spiegazioni sulla mancata somministrazione della prima dose vaccinale per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta nella ASSL Carbonia.

«Il Programma Vaccinazione Anti-COVID-19 Fase 1 della ASSL Carbonia, illustrato con nota del 12.01.2021 del Coordinatore di Progetto Dr. Giuseppe Ottaviani, prevedeva nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 la somministrazione della prima dose vaccinale anche per i medici di medicina generale e i pediatri di libera sceltasi legge nella lettera -. Così non è stato, perché nella tarda mattinata del 15 c.m. ai medici, tramite contatto telefonico da parte di operatori del CUP, veniva comunicato che i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta non avrebbero più ricevuto la somministrazione della prima dose vaccinale e, dunque, non dovevano recarsi nella struttura individuata per le vaccinazioni. Gli operatori non hanno fornito nessuna spiegazione attendibile – il presunto mancato accordo con le sigle sindacali, in un primo tempo indicato come possibile causa è ovviamente risibile, non essendoci mai stata nessuna concertazione in merito -.»
«Contattati i Direttori di Distretto, in qualità di rappresentanti sindacali, si è appurato che nemmeno i responsabili aziendali erano in grado di fornire delucidazioni in merito, in quanto del tutto ignari della svolta che l’ASSL, su indicazione di ATS, aveva dato alle operazioniaggiungono i cinque rappresentanti sindacali dei medici -. A nulla è valso cercare di capire cosa stesse succedendo, perché anche l’ulteriore spiegazione che la Pfizer aveva tagliato le forniture e non c’era copertura certa per le seconde dosi, si è rivelata anch’essa risibile, in quanto nelle giornate di sabato e domenica le altre ASSL hanno continuato a somministrare le prime dosi vaccinali ai medici dell’Area convenzionata, senza nessuna variazione rispetto al calendario programmato. Quindi, se ne deduce, che il taglio della scure si è abbattuto solo sui medici dell’ASSL Carbonia, che hanno visto categorie non altrettanto esposte al COVID-19 ricevere il vaccino secondo programma. Di fatto, il Sulcis Iglesiente e i suoi cittadini, ancora una volta verranno penalizzati perché questo vuol dire che i medici di medicina generale, di continuità assistenziale (perché ovviamente anche per loro slitta la prima fase) e i pediatri di libera scelta non solo non potranno aderire alla seconda fase vaccinale come operatori perché non ancora immuni, ma continueranno a fare tamponi antigenici, a visitare pazienti critici, esposti all’infezione virale. E di tutto questo, però, i cittadini saranno puntualmente informati ,utilizzando tutti i nostri canali di comunicazione.»
«E’ di questi giorni la morte di un medico di medicina generale, il dr. Ettore Gallus, sino a poco tempo fa nostro collega di continuità assistenziale a Santadi – concludono Paolo Mameli, Anna Rita Ecca, Maria Francesca Pinna, Paolo Zandara e Domenico Salvago -. Si è attesa una risposta chiarificatrice nella giornata di oggi che ponesse fine a questa scarsa considerazione del lavoro svolto dai medici convenzionati, ma non è pervenuta neanche per le vie brevi – canale di comunicazione informale utilizzato in questi giorni dalle OO.SS.»

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«Gentile Assessore alla Sanità, Illustri Commissari Straordinari,

apprendiamo che in data 14 gennaio 2021, durante la video conferenza socio sanitaria territoriale del Sulcis, relativamente alla gravissima carenza di CPS Infermieri in ASSL Carbonia, si sarebbero comunicate ai Sindaci di asserite difficoltà nel reperire risorse professionali infermieristiche in quanto “nessun infermiere vorrebbe essere destinato ai PPOO e ai servizi in ASSL Carbonia”.

Riteniamo inverosimile tale scenario. Il bando di selezione di cui alla graduatoria per CPSI per mesi 12 prevede anche la ASSL Carbonia quale sede di destinazione finale, ed una corretta rotazione del personale dovrebbe essere norma e non eccezione e il vincitore di graduatoria non può eludere come sede di assegnazione i PPOO e i Servizi di Carbonia ed Iglesias senza che gli uffici e i funzionari preposti trovino una soluzione per le pari opportunità e le pari dignità tra ASSL/ASL in ATS/ ARES rispetto alla compensazione del personale infermieristico via via non più in servizio.

Abbiamo contezza:

  • che abbiano chiesto di essere trasferiti in mobilità in ASSL Carbonia provenienti da ASSL Olbia gli infermieri B.M. e G.A.. Non concesso il nulla osta.
  • che n. 2 CPSI in selezione abbiano espressamente manifestato di essere assegnati alla ASSL Carbonia. Non si è visto nessuno, mentre dalla graduatoria in scorrimento:

ASSL SASSARI: assegnati n. 35 CPSI; ASSL Olbia: assegnati n. 15 CPSI; ASSL Nuoro: assegnati n. 42 CPSI; ASSL Oristano: assegnati n. 12 CPSI. ASSL Lanusei: assegnati n. 6 CPSI; ASSL Carbonia: assegnati n. ZERO CPSI. Dove è l’errore?

Vi chiediamo di conoscere se corrisponda quindi al vero che nessun CPSI voglia essere assegnato ad ASSL Carbonia, a quanti CPSI abbiano proposto ASSL Carbonia come sede di assegnazione, quanti siano e con quale motivazione i CPSI che abbiano eventualmente declinato, ma soprattutto quali soluzioni i quadri ATS-ARES/ASSL-ASL preposti abbiano individuato per sostituire e compensare i posti lasciati vacanti a vario titolo nella nostra ASSL di riferimento.

E’ interesse dei Cittadini e di ASL Sulcis, dell’Assessorato alla Salute e della Direzione ARES, adeguare tutte le dotazioni organiche carenti e consentire ai Servizi e alle SC e SS anche del Sulcis Iglesiente di poter garantire continuità assistenziale e qualità delle prestazioni.

In attesa di leggervi, Vi ringraziamo per l’attenzione  e confidiamo nella vs. collaborazione.»

 

 

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La segreteria USB Sanità boccia senza appello la gestione dell’emergenza Covid-19 nel Sulcis Iglesiente. Lo ha fatto scrivendo una lettera durissima al presidente della Regione Christian Solinas, all’assessore della Sanità Mario Nieddu ed al Commissario della Assl  di Carbonia, Gianfranco Casu.

Dopo aver ricostruito tutto quanto è accaduto nel corso dell’anno, la segreteria USB Sanità ha posto alcuni interrogativi:

  • Perché non è stato attuato il piano di riorganizzazione sanitaria regionale del 9/7/2020 che individuava come sede del reparto Covid l’Ospedale Santa Barbara di Iglesias?
  • Perché non è stata istituita in tutti questi mesi l’area grigia?
  • Perché le vaccinazioni sono partite da Iglesias e non dal centro più colpito (Carbonia)?
  • Perché non sono state potenziate le dotazioni organiche per l’emergenza straordinaria?

«A causa di questa pessima gestione – ha concluso Gianfranco Angioni, responsabile del coordinamento regionale USB Sanità -, non solo sono stati ridimensionati interi reparti che garantivano le cure ai cittadini del territorio, ma è stato disatteso il piano regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza al Covid-19. In questo drammatico contesto d’emergenza, acuito dalla grave e annosa carenza di personale Infermieristico e Oss, è stato messo a dura prova il lavoro del personale sanitario sempre più stremato da eccessivi carichi di lavoro non di meno sono state messe a rischio le attività assistenziali rivolte agli ammalati.»

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Il dottor Gianfranco Casu è il nuovo commissario della Assl di Carbonia. Ricoprirà l’incarico fino al completamento dell’autonomia delle Asl e della piena attuazione della Riforma sanitaria recentemente approvata dal Consiglio regionale. Gianfranco Casu proviene dall’Agenzia Laore dove ricopriva la carica di commissario straordinario. Subentra al dottor Carlo Murru, già commissario della Assl di Cagliari, in qualità di commissario facente funzioni.

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Sono due le conferme e una novità per quanto riguarda gli allenatori del settore giovanile della Torres in vista della prossima stagione.
A guidare la Juniores sarà mister Daniele Fois, che prende il posto di Gianni Piras. «Torno alla Torres dopo la mia parentesi da calciatore nel ’97 e lo faccio con grande entusiasmoha dichiarato Daniele Fois -. Per ogni sassarese giocare all’Acquedotto era motivo d orgoglio, un’ emozione indescrivibile, e allenare la Juniores per me è una grande responsabilità ed una grande sfida perché questa è la categoria che ti porta nel calcio dei “grandi”. Lo è ancora di più con questa maglia. Sono felice di poter preparare questi ragazzi, lo farò con la massima serietà.»
Gli allievi ed i giovanissimi saranno ancora allenati, rispettivamente, dai mister Gigi Casu e Gianfranco Ravot.
«Stiamo procedendo ai preparativi per l’inizio della nuova stagioneha sottolineato Gigi Casued abbiamo cominciato a valutare bene il programma che abbiamo stilato per raggiungere gli obiettivi che abbiamo intenzione di raggiungere nei prossimi anni. Vogliamo far crescere i nostri ragazzi perché possano arrivare alla prima squadra, questo resta l’obiettivo. Abbiamo intenzione di aprirci al territorio perché sono convinto che la Torres può rappresentare l’emblema di questa città e un punto di riferimento per tanti ragazzi che vogliono realizzare i loro sogni.»
«Il presidente Sechiha aggiunto Gigi Casuha avviato una collaborazione con il Genoa, i cui tecnici avranno modo di monitorare il territorio portando professionalità e possibilmente tracciare la via per tanti talenti spesso inespressi. L’apertura verso il territorio vuole essere un allargamento del nostro orizzonte e vorremmo che tutte le società tutti gli allenatori riflettessero su ciò che è stato il lavoro di tanti anni spesso passati a coltivare il proprio orticello. Il concetto di cooperativa forse è un po’ superato ma mettere insieme le proprie forze è ancora attuale e potremmo farlo collaborando ad uno stesso progetto.»
«Ho iniziato lo scorso anno con un gruppo di ragazzi meravigliosiha rimarcato Gianfranco Ravote dispiace non aver potuto concludere la stagione perché stavamo rincorrendo la zona playoff con un percorso di crescita. Sono felice di poter riprendere il campo e iniziare una nuova stagione con questi colori. Avevo 30 ragazzi da gestire in due campionati ed è stato davvero bello e formativo, per loro ma anche per me e il collaboratore Pietro Salis. Ci siamo tolti qualche bella soddisfazione ma vogliamo continuare.»
«Non è facile questa categoriaha concluso Gianfranco Ravot -, per via dell’età e delle problematiche che comporta ma ho avuto la fortuna di avere sempre dei gruppi di ragazzi serie e volenterosi. Questa maglia li spinge a fare del loro meglio perché la prospettiva è di poter giocare con la prima squadra e in questo percorso di crescita sarà fondamentale il nostro lavoro sul campo e fuori.»
«Li ho scelti personalmente queste le parole del presidente rossoblù, Salvatore Sechie al di là del dato puramente tecnico, per il quale parlano i loro trascorsi e i risultati ottenuti, so di avere a che fare con degli educatori e persone affidabili. I nostri ragazzi devono crescere in questo ambiente, in serenità, e se avranno le doti giuste saranno sempre i primi ad avere la chance di giocare con la maglia che tanto amano.»

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L’Agenzia Laore è pronta modificare il piano assunzionale 2020/2022 con l’inserimento di una riserva del 20% per il personale interno. E’ questa la strada individuata dall’agenzia agricola regionale per risolvere la lunga vertenza degli ex lavoratori Aras. Il Commissario straordinario di Laore, Gianfranco Casu, ha firmato questa mattina il piano triennale del fabbisogno del personale prevedendo 41 posti aggiuntivi riservati alle progressioni interne: 33 dalla categoria C alla D, 7 dalla B alla C e 1 dalla A alla B.

«In questo modo decadrebbe l’oggetto del contendere che ha determinato la presentazione dei ricorsi al Tar di alcuni lavoratori di Laore contro il piano di stabilizzazione dei 252 ex dipendenti Aras all’interno dell’agenzia agricola ha detto l’assessore del personale Valeria Satta, sentita questa mattina dalla Commissione “Attività produttive” su questa soluzione sono d’accordo anche i sindacati. Rimane da definire la posizione di altri ricorrenti che, in ogni caso, non avrebbero i requisiti per partecipare alle selezioni di Laore.»

Il Tribunale amministrativo si pronuncerà nel merito il prossimo 10 giugno: in gioco c’è la stabilizzazione dei dipendenti Aras dentro Laore autorizzata due anni fa dal Consiglio regionale con la legge la n. 47. I giudici, questo è il timore, potrebbero sollevare una questione di legittimità costituzionale che metterebbe a serio rischio le procedure di ingresso degli ex Aras in Laore. «Cercheremo di favorire un accordo tra le partiha aggiunto l’assessore Valeria Sattase non dovessimo riuscirci siamo pronti a una modifica della norma per procedere ad un nuovo bando di concorso, non solo per titoli ma anche per esami. Abbiamo già acquisito i pareri dell’area legale e dell’ufficio legislativo della Regione. Il primo, sconsiglia di procedere alla stabilizzazione degli ex lavoratori Aras prima del pronunciamento del Tar. Il secondo, dà il via libera a un’eventuale modifica della legge per un nuovo concorso pubblico».

Perplessità sull’ipotesi di accordo da parte dei consiglieri d’opposizione: «Un’intesa sulle progressioni di carriera non è sufficiente ha detto Gianfranco Satta, esponente dei Progressisti e vicepresidente della Commissionerimarrebbero in piedi altri due ricorsi. La soluzione migliore è quella della creazione di una società in house per assorbire tutti gli ex dipendenti Aras». Proposta, quest’ultima, respinta dal direttore generale dell’assessorato del personale Silvia Cocco: «I sindacati non vedono di buon occhio questa soluzione. Per creare una società in house occorrerebbe cambiare la legge e, in ogni caso, servirebbe una selezione pubblica per l’assunzione di personale». Eugenio Lai (Leu) e Carla Cuccu (M5S) hanno invitato l’assessore a definire al più presto un accordo con i sindacati: «Prima di decidere quale strada intraprendere hanno detto occorre avere certezze sul ritiro dei ricorsi». Stessa sollecitazione anche da alcuni consiglieri di maggioranza: «Quando si vuole bloccare una procedura si chiede un parere legaleha detto Michele Cossa (Riformatori sardi)il Consiglio, con la stabilizzazione degli ex lavoratori Aras, sapeva benissimo di percorrere una strada sul filo della legittimità costituzionale. Ora è necessario trovare una soluzione per salvare 252 posti di lavoro e, allo stesso tempo, il diritto alla progressione di carriera del personale interno di Laore».

Uno sforzo ulteriore della Regione per arrivare a un’intesa tra le parti è stato infine sollecitato dal consigliere di Forza Italia Emanuele Cera mentre Piero Comandini del Pd ha contestato la scelta della Giunta di ricorrere ad un parere legale: «Di solito la Giunta, per la modifica di una norma, propone un disegno di legge al Consiglio che lo esamina e lo approva. In questo modo si individuano altre strade ma non si legifera con i pareri legali».

«Il percorso scelto dall’assessore Valeria Satta mi sembra il miglioreha detto il presidente della Quinta Commissione Piero Maieli se non si dovesse raggiungere l’accordo tra le parti ci rimane il piano B: il concorso pubblico per titoli ed esami. Siamo comunque fiduciosi, la Commissione ha fatto il suo dovere creando le condizioni per una mediazione politica. Speriamo di mettere finalmente la parola fine a questa lunga vertenza».

Nelle prossime ore, l’assessore Valeria Satta provvederà alla convocazione di tutte le parti in causa. Sull’esito degli incontri riferirà la prossima settimana in Commissione.

In mattinata il  parlamentino delle “Attività produttive” si è occupato anche della possibilità di un intervento pubblico per l’acquisto di pecorino sardo a favore degli indigenti. L’assessore al Bilancio Giuseppe Fasolino, sentito dalla Commissione, ha annunciato lo stanziamento di 5 milioni di euro.

La Commissione ha sentito anche i rappresentanti dei consorzi del “Pecorino sardo” Antonello Argiolas e del “Fiore sardo” Antonio Maria Sedda che hanno accolto con favore la decisione della Regione di procedere all’acquisto di formaggio dalle aziende sarde. «Non si tratterebbe di smaltire le eccedenze ma di una produzione ad hoc destinata agli indigenti ha spiegato Antonello Argiolasse lo si vuole fare per il 2020 occorre però agire subito perché la campagna della raccolta del latte ovicaprino terminerà a fine luglio». Il rappresentante del consorzio del Pecorino sardo ha fornito alla Commissione una proposta dettagliata con la definizione di criteri e tempistica per la fornitura e distribuzione del formaggio agli indigenti.

Critiche le opposizioni: «Non è questo il modo di procedere hanno detto in coro i consiglieri di minoranzanon ci è stato presentato alcun documento né, tantomeno, un disegno o una proposta di legge. Ci sono anche altri settore in crisi, è giusto intervenire ma lo si deve fare su basi solide e certe».

«E’ solo un primo stepha replicato il presidente della Commissione Piero Maieli c’è la volontà di aiutare i poveri e le aziende di trasformazione del  latte che si trovano in  difficoltà. Nei prossimi giorni sentiremo anche i caseifici che non aderiscono al consorzio di tutela del marchio dop. Una volta definito il quadro prenderemo la decisione più giusta.»

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Oltre 53mila pratiche lavorate in sei mesi. Un impegno straordinario che ha permesso di dimezzare l’arretrato in carico ad Argea e di erogare decine di milioni di euro ad agricoltori e pastori. Sono i numeri illustrati alla Quinta Commissione del Consiglio regionale dall’assessore all’agricoltura Gabriella Murgia e dai commissari straordinari di Argea e Laore Patrizia Mattioni e Gianfranco Casu.
Nell’ottobre del 2019, all’inizio della nuova gestione commissariale, il numero delle pratiche ferme negli uffici dell’Agenzia regionale per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura aveva toccato quota 96.529. Al 31 marzo del 2020 rimangono da lavorare 52.805 richieste. «Stiamo rispettando i tempi indicati nella legge approvata dal Consiglio regionale che ha istituito la task force per lo smaltimento delle pratiche del Psr ha detto il commissario di Argea Patrizia Mattioniad aprile c’è stato un rallentamento a causa dell’emergenza Covid-19 ma il lavoro va avanti e contiamo, con la piena operatività della task force nel mese di maggio, di portare a termine il progetto secondo i piani.»
La commissaria Patrizia Mattioni, nel corso dell’audizione ha fornito un altro dato significativo: negli ultimi sei mesi, sono stati messi in pagamento oltre 120 milioni di euro delle diverse misure del Psr (strutturali, superficie e animali, Feamp e Ocm) e degli aiuti regionali per eventi calamitosi.
32 milioni in più rispetto a quelli liquidati nei primi nove mesi del 2019. Allora la cifra delle pratiche chiuse si era fermata a 88 milioni e 843mila euro.
E’ positivo anche il bilancio di Laore che ha in carico le pratiche per le calamità naturali: «Il nostro lavoro è in fase avanzata – ha affermato il commissario Gianfranco Casu – abbiamo istruito 7.916 pratiche su 13.162, dichiarandone ricevibili 4.164. Rimangono ancora da definire 3.755 richieste».
«Argea e Laore stanno svolgendo un buon lavoroha sottolineato l’assessore Gabriella Murgia la Sardegna è la Regione che ha pagato di più. La Giunta ha inoltre deciso di anticipare i pagamenti anche per le pratiche ancora non istruite attraverso il meccanismo della garanzia bancaria. In particolar modo potranno essere anticipati i contributi relativi a 11.470 domande per le misure a capo e a superficie relative agli anni 2016-2017-2018 non ancora erogati da Agea (l’Agenzia nazionale) per un totale di circa 30 milioni di euro, oltre alle 16.658 domande dell’annualità 2019 (con scadenza impegno a maggio 2020) per un totale di circa 68 milioni e 500mila euro.»
Nel corso dell’audizione, diversi consiglieri della minoranza (G.F. Satta, Lai, Piano, e Cuccu) e della maggioranza (Oppi e Saiu) hanno sollecitato una comunicazione più rapida e chiara dei dati per capire meglio il rapporto tra le pratiche lavorate e quelle effettivamente pagate. Un compito in capo all’Unità di Progetto, organismo istituito con legge dal Consiglio regionale che però entrerà a regime nelle prossime settimane.
Contestata dalle opposizioni la scelta della Giunta di ricorrere allo strumento dell’anticipazione bancaria: per Gianfranco Satta (Progressisti) «la Giunta sta consentendo agli agricoltori di indebitarsi» mentre per Eugenio Lai (Leu) «lo strumento rischia di trasformarsi in una mannaia per gli agricoltori». Dubbi avanzati anche da Pierluigi Saiu (Lega): «Non si deve valutare la situazione creditizia delle imprese, così rischiano di restare fuori dai benefici moltissime aziende».

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La commissione Personale del Consiglio regionale, presieduta da Pierluigi Saiu (Lega) ha ascoltato le relazioni dei commissari straordinari di Laore Gianfranco Casu e di Argea Patrizia Mattioni (assente l’assessore Gabriella Murgia impegnata a Roma) sul problema delle pratiche agricole arretrate e degli strumenti per farvi fronte (risorse umane e finanziarie).

Il commissario di Laore Gianfranco Casu, sottolineando l’importanza del risultato da conseguire, ha manifestato la disponibilità dell’Agenzia a prendere in carico una parte dell’arretrato, circa 20.000 pratiche, attivando un “progetto-obiettivo” per l’incentivazione del personale.

Il volume di pratiche più consistente (circa 70.000) è quello in capo ad Argea, riferito in parte al ciclo di programmazione europea compreso fra gli anni 2011 e 2013, e complessivamente legato a bandi di contenuto diverso ognuno dei quali prevede procedure differenti. Per queste ragioni, ha spiegato il commissario straordinario Patrizia Mattioni, una buona soluzione potrebbe essere quella di assicurare al personale che dovrà operare un breve periodo di formazione, un addestramento specifico sui software dei procedimenti ed un intervento infrastrutturale per assicurare la interconnessione dei sistemi informatici.

Successivamente hanno preso la parola i consiglieri regionali Giorgio Oppi (Udc), Franco Mula e Giovanni Satta (Psd’Az), Francesco Agus e Massimo Zedda (Progressisti), Roberto Deriu (Pd) e Stefano Tunis (Misto).

Nella conclusioni il presidente della commissione Pierluigi Saiu ha affermato che, sulla base delle indicazioni ricevute, è necessario approfondire alcuni aspetti della complessa problematica: la definizione del fondo incentivante, la possibilità del ricorso ad un soggetto in grado di fornire ulteriore assistenza tecnica e la selezione di particolari priorità all’interno del volume complessivo dell’arretrato.

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Sono finalmente disponibili i dati ufficiali sui ritardi nei pagamenti in agricoltura. I documenti sono arrivati in mattinata sul tavolo della Quinta commissione del Consiglio regionale convocata dal presidente Piero Maieli. A fornirli il commissario straordinario di Argea Patrizia Mattioni.

Sono 51.407 le pratiche pregresse del Piano di sviluppo rurale nelle varie misure alle quali si aggiungono altre 38.121 pratiche da istruire per la campagna 2019 per le sole misure a “superficie” e “benessere animale”. Una mole di lavoro impressionante alla quale Argea, agenzia delegata all’attività istruttoria, non riesce più a far fronte con il personale attualmente a disposizione.

«Mancano all’appello 128 unità – ha spiegato il commissario Patrizia Mattioni – 64 da destinare al disbrigo delle pratiche sulle misure strutturali e i Gal.»

Attualmente Argea dispone di 430 dipendenti che pur lavorando a pieno ritmo (con circa 45mila pratiche istruite al 31 ottobre 2019) si trovano sui tavoli un arretrato ormai fuori controllo.

Per risolvere questa situazione di emergenza da alcune settimane la Commissione “Attività produttive” ha avviato un tavolo di confronto con gli assessori all’agricoltura e al personale e con i commissari delle agenzie agricole. Tavolo allargato questa mattina anche ai rappresentanti delle associazioni di categoria.

«Questa è l’emergenza delle emergenze – ha detto il presidente della Commissione Piero Maieli – è necessario fare fronte comune per individuare una via d’uscita e dare così riposte al mondo delle campagne.»

Una piccola boccata di ossigeno potrebbe arrivare da Laore. L’agenzia ha offerto la sua disponibilità ad accollarsi le 18.914 pratiche (tra pregresse e attese) relative agli aiuti regionali per calamità naturali, interventi a sostegno del comparto ovicaprino, acquisto di riproduttori bovini, filiera del grano duro, aiuti in conto interessi alle imprese per prestiti ed ammortamenti. Per affrontare questa partita e risolverla entro il 2020, data in cui i soldi per le calamità non saranno più disponibili, servirà una squadra di 22 persone: «Noi siamo a disposizione ha detto il commissario Gianfranco Casu – chiederemo ai nostri dipendenti di aderire su base volontaria al progetto mettendo a disposizione un incentivo economico». Un’altra soluzione tampone potrebbe essere quella dell’apertura delle procedure di mobilità interna con il reclutamento di nuove figure dagli enti regionali e dal sistema-Regione. Su questo punto è arrivata l’apertura del capo di gabinetto dell’assessorato regionale degli Affari generali Alessio Zanzottera: «C’è la nostra disponibilità – ha detto – ma occorre prima verificare la fattibilità giuridica ed economica dell’operazione».

Tramontata, invece, l’ipotesi di esternalizzazione del lavoro ricorrendo a un pool di esperti e professionisti. «E’ vietato dalla normativa europea – ha spiegato l’assessore all’agricoltura Gabriella Murgia – si potrebbe invece pensare a una struttura di supporto per l’attività istruttoria sugli aiuti regionali chiedendo la collaborazione agli ordini professionali. Questo per risolvere l’emergenza. Il problema va però affrontato strutturalmente, è tempo di pensare al reclutamento di nuove figure aprendo le procedure concorsuali.»

«La situazione va affrontata subito e con decisione – ha aggiunto il presidente Piero Maieli – non è pensabile che agricoltori e pastori debbano attendere ancora anni per vedere concluse le loro pratiche. Una soluzione potrebbe essere quella di attivare più “unità di progetto” riferite a singole misure. Verificheremo anche questa possibilità. Tutte le strade devono essere percorse.»

Soddisfatti i rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura e Copagri per l’iniziativa della Commissione: «Finalmente ragioniamo su dati certi – ha detto il presidente di Coldiretti Battista Cualbu – i soldi che arrivano dal Psr sono la liquidità delle nostre imprese. Senza, non si può andare avanti. In mancanza di questi denari i pastori non riusciranno a portare avanti nemmeno la vertenza sul prezzo del latte perché saranno costretti a svendere il loro prodotto».

Apprezzamento per l’approccio scelto anche dal direttore di Copagri Pietro Tandeddu: «Serve chiarezza e trasparenza – ha detto – sarebbe opportuno capire anche perché si sono accumulati tutti questi ritardi e procedere a una valutazione sulla produttività delle strutture di Argea».

Rapidità nella ricerca di una soluzione ha invocato anche il direttore di Confagricoltura Maurizio Onorato: «Il tempo stringe – ha detto – alcune misure sono in scadenza. Per risolvere l’emergenza servirebbe una task force di 250 persone»

Sulle via da seguire per arrivare a una soluzione hanno espresso parere favorevole anche i rappresentanti dell’opposizione. Per Gigi Piano (Pd) la vera sfida è la velocità nelle risposte, “il mondo delle campagne non può più attendere”, mentre Elena Fancello (Misto) ha chiesto una verifica trimestrale sullo stato di avanzamento delle pratiche del Psr.

Emanuele Cera (Forza Italia), infine, ha ricordato la drammatica situazione delle campagne chiedendo risposte rapide e certe.

Al termine della seduta, il tavolo di confronto si è spostato a Villa Devoto dove i rappresentanti delle associazioni di categoria e i commissari Argea, accompagnati dal presidente Piero Maieli, hanno incontrato il presidente della Regione Christian Solinas.

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69mila pratiche arretrate, delle quali 45mila in scadenza a giugno 2020. Una mole di lavoro insostenibile per gli impiegati di Argea. Il ritardo nei pagamenti dei premi previsti dalle misure del Piano di sviluppo rurale rischia di far perdere al mondo delle campagne un’ingente quantità di risorse.

Una vera e propria emergenza da affrontare senza tentennamenti. Per questo il presidente della Commissione “Attività produttive” Piero Maieli ha deciso di convocare un incontro urgente in Consiglio regionale. Presenti gli assessori regionali all’agricoltura e al personale e i commissari straordinari delle agenzie per l’agricoltura Argea e Laore.

Il commissario di Argea Patrizia Mattioni ha definito preoccupante la situazione dell’agenzia: «Le nuove funzioni di organismo pagatore hanno determinato nuovi carichi di lavoro con esiti negativi sull’attività istruttoria. Le pratiche sono ferme perché Argea non ha il personale sufficiente ad espletarle: su una pianta organica di 580 unità i lavoratori in servizio sono 423. L’agenzia ha elaborato un piano per l’integrazione del personale con 50 nuovi ingressi che però è stato vanificato dall’uscita di altri 44 lavoratori in età da pensione. Serve un intervento straordinario per permettere di risolvere una situazione molto complicata. Per evadere le pratiche arretrate c’è bisogno di un centinaio di persone».

La soluzione proposta dalla Giunta è quella prevista da una delibera approvata a settembre: «Diamo la priorità alla mobilità interna del personale delle agenzie agricole – ha detto l’assessore al personale Valeria Satta – in seconda battuta potremmo prevedere un bando rivolto ai lavoratori degli enti o delle altre agenzie regionali ed infine una richiesta rivolta ai dipendenti della Regione. Credo che il nostro obiettivo primario debba essere quello di reclutare le risorse necessarie tra i 1500 lavoratori delle agenzie regionali». D’accordo sulla soluzione interna anche l’assessore all’agricoltura Gabriella Murgia che ha  proposto anche un trasferimento di competenze tra agenzie: «Le pratiche sul Feamp, i fondi europei per la pesca, potrebbero passare da Argea a Laore – ha detto Gabriella Murgia – oggi questo settore è uno dei più impegnativi per Argea, un passaggio di consegne libererebbe importanti risorse umane».

D’accordo sulla soluzione interna anche il presidente della Commissione Piero Maieli che però ha suggerito anche una via alternativa: «Oltre la metà delle pratiche arretrate scadranno a giugno – ha sottolineato Piero Maieli – il rischio di perdere i fondi è concreto con conseguenze gravissime per tutti gli operatori del comparto agropastorale. Sono favorevole alla mobilità interna ma se non dovessimo individuare una soluzione rapida occorre pensare ad altro. Una via alternativa potrebbe essere quella dell’esternalizzazione del servizio coinvolgendo i Caf e i Caa territoriali. Per evadere una pratica servono circa 40 euro, comprensiva delle assicurazioni, con uno stanziamento di 2,8 milioni si chiuderebbe la partita delle 69mila pratiche in ritardo. Una terza possibilità è rappresentata dal coinvolgimento dei nuovi ingressi di Laore (ex dipendenti Aras) ma in questo caso la soluzione non sarebbe rapidissima».

Sulla proposta del presidente Piero Maieli gli assessori Gabriella Murgia e Valerio Satta hanno preso l’impegno per una verifica giuridica sulla fattibilità dell’operazione ribadendo però che la prima opzione rimane quella della soluzione interna.

Sul coinvolgimento dei lavoratori ex Aras nessuna opposizione da parte del Commissario di Laore Gianfranco Casu: «Ci siamo già confrontati con i sindacati su un possibile coinvolgimento di nostre risorse prevedendo anche un piccolo incentivo – ha detto Gianfranco Casu – ciò però sarebbe possibile solo per gli ultimi mesi del 2019».

Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Giorgio Oppi (Udc), Emanuele Cera (Forza Italia), Gigi Piano e Salvatore Corrias (Pd). Da tutti è arrivato l’invito a fare presto per trovare una soluzione rapida. Oppi ha chiesto espressamente ai commissari di avere dati più precisi sui tempi e sulle risorse necessarie per l’espletamento delle pratiche. Stessa richiesta da Gigi Piano e Emanuele Cera che hanno invocato interventi urgenti mentre Salvatore Corrias ha auspicato un maggiore coinvolgimento dei territori per una migliore gestione delle pratiche e degli interventi da effettuare con le misure del Psr.

Invito raccolto dal presidente Piero Maieli che ha chiesto ai commissari di Argea e Laore di lavorare a un piano operativo con una valutazione dettagliata delle risorse necessarie a chiudere la partita nel più breve tempo possibile. «Abbiamo deciso di aggiornare l’incontro alla prima data utile che potrebbe essere il 12 o il 13 novembre – ha detto Piero Maieli – la situazione è critica e non possiamo stare a guardare».