16 May, 2022
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Venerdì 25 settembre, presso la circoscrizione di Bacu Abis, si è svolta la commemorazione “In ricordo del Dottor Enrico Pasqui”, storico medico della città, giunto tra i primi per svolgere la sua professione presso l’ospedale Sirai (inaugurato nel 1956), scomparso il 16 maggio di quest’anno, all’età di 91 anni.

Nato il 28 luglio del 1928 da padre toscano e madre cagliaritana, Enrico Pasqui si laureò a soli 25 anni, diventando presto un eccellente medico, tra i fondatori del sistema sanitario pubblico territoriale del dopoguerra. Apparteneva ad una famiglia agiata ma, nonostante questo, visse con umiltà, nel rispetto di tutte le lotte portate avanti dai minatori.

La serata è stata organizzata dall’associazione culturale “Bacu Abis e Sulcis Iglesiente” col patrocinio del comune di Carbonia e i relatori che si sono susseguiti sono stati introdotti e coordinati dal presidente dell’associazione, Gianfranco Fantinel, che ha portato i saluti della Sindaca Paola Massidda e dell’assessora della Cultura del comune di Carbonia, Sabrina Sabiu, impossibilitate a presenziare.

Tra le personalità il primo a prendere la parola Antonangelo Casula, ex sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze ed ex sindaco di Carbonia; a seguire la lettura da parte del presidente di due scritti inviati da Irma Cancedda, presidente dell’Avis Provinciale e del primario dell’ematologia del Sirai  Angelo Zuccarelli che non hanno potuto essere presenti.

A seguire l’intervento dell’ingegnere presidente dei Lions Mario Porcu, del dottor Cesare Saragat ex primario del reparto di medicina del Sirai, del dottor Giorgio Mirarchi primario del reparto di Nefrologia del Sirai, del dottor Pietro Chessa, ex primario del reparto di Chirurgia dell’ospedale Sirai ed ex direttore generale della Asl 7 e dell’ex manager della Usl 17 di Carbonia Tullio Pistis.

Tutte le testimonianze hanno raccontato di un medico professionalmente molto preparato, che contribuì sin dal suo arrivo al nosocomio, a curare terribili malattie con le sue brillanti intuizioni, dovute ad uno studio molto attento e preciso.

Enrico Pasqui è stato un grande maestro, rispettoso e riservato nel comunicare ai suoi collaboratori, ai quali ha insegnato tanto, un errore medico, facendolo sempre personalmente, in privato, senza mai mettere in difficoltà chi lo commetteva. Paziente e mai alterato, disponibile e cortese in ogni occasione, amato e rispettato da tutti.

L’impegno sociale di Enrico Pasqui andava anche oltre, occupato in associazioni a scopo filantropico e sempre supportato dalla sua famiglia.

Dopo le personalità ha preso la parola la signora Gabriella, vedova del dottor Enrico Pasqui che, commossa, ha ringraziato per le belle parole rivolte alla memoria di suo marito e ha raccontato alcuni aneddoti sul suo amato sposo, da giovane promettente calciatore che scelse la strada della medicina anziché inseguire la carriera sportiva che avrebbe potuto essere economicamente più conveniente, sposo che conobbe quando ancora era un bambino di 10 anni, già attento e studioso, ragazzino che crescendo, divenne poi marito e padre esemplare. Erano presenti anche la figlia e la nipote, orgogliose di tanto dir bene per questo pilastro importante della loro vita.

Al caro e indimenticabile dottor Enrico Pasqui vanno tanti ringraziamenti che potrebbero concretizzarsi con la riuscita di un’iniziativa, nata sin dai primi giorni della sua scomparsa, la raccolta delle firme promossa da Giorgio Melis su Change.org, la piattaforma di petizione online per cambiare nome all’ospedale Sirai e dedicarlo alla sua memoria.

La serata si è svolta nel totale rispetto delle norme anti-Covid che salvaguardano la salute e contribuiscono a non diffondere il virus che tanti problemi sta creando alla società.

Nadia Pische

 

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«Dalla data della chiusura abbiamo portato avanti una battaglia per la riapertura dell’ufficio postale di Bacu Abis. Abbiamo lavorato su più fronti convinti che la nostra posizione fosse giusta. Ieri è arrivata la notizia tanto attesa. Nel documento in nostro possesso c’è scritto che martedì 14 aprile 2020 ci sarà la riapertura anche dell’ufficio postale di Bacu Abis per tre giorni alla settimana.»

Ad annunciare la prossima riapertura dell’ufficio postale di Bacu Abis è il presidente del Comitato di quartiere, Gianfranco Fantinel.

«La notizia non può che rallegrare la comunità di Bacu Abisaggiunge Gianfranco Fantinel –. Ora attendiamo i fatti e continueremo a lavorare, coinvolgendo tutti per ottenere l’installazione del postamat, strumento ormai indispensabile per i cittadini»

 

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Il 14 dicembre scorso si è riunita la conferenza dei presidenti dei Comitati di quartiere del comune di Carbonia, per un esame dei primi sei mesi di attività, per condividere l’esperienza maturata sino ad oggi col fine di potenziare quelle sinergie preziose presenti sin dall’istituzione dei Comitati, senza le quali l’attività individuale degli stessi risulterebbe miope e non adeguatamente contestualizzata all’interno dell’unicum cittadino.

Erano presenti: Lorenzo Congia (Barbusi), Renzo Muntoni (Serbariu), Pier Carlo Musu (Cortoghiana), Sara Pau (Is Gannaus) e Luciano Pisanu (Carbonia Nord); assente, per motivi di salute, Gianfranco Fantinel (Bacu Abis).

«Dal confronto tra i presenti sono emerse criticità ricorrenti nei rispettivi quartieri di appartenenza e adeguatamente segnalate con le istanze presentate all’Amministrazione Comunale attraverso canali formali e informali e alle quali si rimanda per completezza di informazione – si legge in una nota -. Nostro malgrado, il dibattito ha fatto emergere un ulteriore elemento in comune che si identifica nella scarsa o assente collaborazione da parte dell’Amministrazione comunale e il mancato rispetto in più occasioni del Regolamento che disciplina i Comitati di Quartiere, senza il quale questi ultimi diventerebbero degli organismi vuoti e impotenti, senza riconoscimento istituzionale e quindi senza ragione di esistere.»

In particolare – secondo i presidenti dei Comitati di quartiere -, i seguenti articoli del Regolamento sono stati disattesi:

  • Art. 5.2

L’amministrazione comunale si impegna, ricevute le richieste da parte del comitato, a fornire risposte scritte, chiare e tempestive entro e non oltre sessanta (60) giorni dalla presentazione dell’istanza ai comitati stessi su ogni specifica questione.

«Risulta invece che le istanze presentate in forma scritta al protocollo comunale non hanno ricevuto risposta scritta entro e non oltre 60 giorni dalla presentazione.»

  • Art. 22

22.6 – L’elezione è ritenuta valida se partecipa alle elezioni almeno il 5% degli aventi diritto e se viene eletto un numero di candidati pari al numero dei componenti il Direttivo.

22.7 – In caso di mancato raggiungimento di tale numero minimo, si provvede a rinnovare la procedura elettorale, entro novanta giorni.

«Ad oggi, quindi dopo circa sei mesi, invece risultano ancora non rinnovate le elezioni per i Comitati di Carbonia Sud e Carbonia Centro, che avevano registrato il mancato raggiungimento del quorum necessario lo scorso giugno.»

Il mancato rispetto dell’articolo 22, comma 7 – secondo i presidenti dei Comitati di quartiere – ha impedito come conseguenza il rispetto del successivo articolo 25.4, per il quale si attende l’elezione dei due comitati mancanti: La Conferenza elegge, a maggioranza, nel proprio ambito il Coordinatore.

«Con l’istituzione dei Comitati di Quartiere si dà atto all’Amministrazione in carica di aver fornito ai cittadini un efficace strumento di cittadinanza attiva, che ha visto il concreto impegno di capitale umano e sociale. Nonostante questo meritevole proposito, si registra che allo stato attuale questo strumento sia privo del pieno riconoscimento istituzionale e dell’adeguata considerazione che gli permetterebbe di svolgere al meglio e in maniera incisiva il proprio ruolo di strumento di democrazia partecipativa.»

Al fine di proporre soluzioni alle criticità evidenziate, i presidenti dei Comitati di quartiere hanno avanzato le seguenti richieste per permettere il corretto svolgimento delle attività dei Comitati, e per regolare i loro rapporti con l’Amministrazione comunale:

1. Calendarizzazione annuale ad inizio anno solare delle riunioni periodiche tra i presidenti e il Sindaco o suoi delegati.

2. Colloqui a cadenza mensile (anche telefonici) tra il Sindaco e ciascun presidente per fare il punto sulla situazione di ogni singolo quartiere.

3. Calendarizzazione delle elezioni dei due Comitati mancanti, alla cui pubblicizzazione ci impegniamo a contribuire, consci dell’importanza di questo strumento per la città intera e necessari sia per stabilire un’equa rappresentanza di tutti i cittadini attraverso i Comitati, sia per completare la Conferenza dei Presidenti quale luogo di prezioso confronto e di reciproca informazione sui problemi e soluzioni comuni.

4. Elezione provvisoria del Coordinatore della Conferenza dei Presidenti, in attesa dell’elezione dei Comitati mancanti.

5. Rispetto dei termini di presentazione delle risposte scritte alle nostre istanze, come da Regolamento.

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Venerdì 6 dicembre, dalle 16.30, il teatro comunale di Bacu Abis, in piazza Santa Barbara, ospiterà la presentazione della ristampa anastatica del libro “Bacu Abis”, pubblicato dalla Società Bacu Abis nel 1926. Coordinerà i lavori, Antonangelo Casula, già sindaco di Carbonia e sottosegretario dell’Economia.

Interverranno: Mario Zara, associazione Amini della Miniera; Mauro Villani, responsabile del Museo del Carbone CICC; Gianfranco Fantinel, presidente dell’associazione culturale “Bacu Abis”; Sandro Mereu, rappresentante delle associazioni di volontariato di Bacu Abis; Salvatore Caria, presidente del Circolo pensionati di Bacu Abis; Enea Casti, presidente dell’associazione “Storia e radici della Città di Carbonia”; Hansel Cabiddu, sindaco di Gonnesa; Paola Massidda, sindaco di Carbonia; Mari Giovanna Musa, archivista della Sezione di Storia locale di Carbonia; Raffaele Cotza, professore di Arte mineraria; e, infine, Paola Atzeni, docente di Scienze antropologiche.

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E’ morto, all’età di 102 anni, Luigi Zara, testimone della storia della città di Carbonia. Nato a Iglesias il 13 gennaio 1917, Luigi Zara aveva iniziato a lavorare ancora giovanissimo, a soli 15 anni, nella miniera di Bacu Abis. La sua esperienza in miniera proseguì a Carbonia, interrotta dalla 2ª Guerra Mondiale che lo ha visto protagonista. Rimase vedovo 9 anni fa, quando morì la moglie Mafalda, con la quale ha avuto due figlie.

Il 13 gennaio 2017, per il suo 100° compleanno, venne festeggiato nel Ristorante La Miniera, dove ricevette diversi doni e riconoscimenti da Mario Zara dell’associazione “Amici della Miniera”, Dante Ennas della sezione Anmil, Gianfranco Fantinel dell’associazione “La Memoria storica” e da alcuni amici. Gradì molto tutti i doni, tra i quali la lampada del minatore, una targa, la maglia del Cagliari con il numero 100 con le firme dell’allenatore e dei giocatori del Cagliari e i loro saluti, e la patente rinnovata, consegnatagli da Sandro Masciarelli.

Il servizio fotografico allegato venne realizzato il giorno dei festeggiamenti per il 100° compleanno, da Andrea Rombi.

                              

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Hanno preso il via ufficialmente le attività dei Comitati di quartiere. In seguito alle elezioni del 23 giugno scorso, questa mattina il sindaco, Paola Massidda, ed il presidente del Consiglio comunale, Daniela Marras, hanno incontrato i presidenti dei 6 Comitati recentemente costituitisi (Carbonia Nord, Serbariu, Is Gannaus, Cortoghiana, Bacu Abis, Barbusi) per definire gli aspetti organizzativi e logistici necessari al fine di dar corpo a questo nuovo strumento di partecipazione e per augurare buon lavoro a tutti i componenti dei direttivi.

«La riunione è stata proficua e ci ha consentito di iniziare a dialogare e collaborare con i direttivi dei Comitati di quartieri, valutando quali sedi assegnare a ciascuno di loro per poter assolvere nel modo migliore il ruolo di organo di partecipazione alla vita cittadina. Un ruolo che non dovrà essere quello di mero strumento di segnalazione di problemi e criticità, bensì di fattore propositivo e costruttivo», ha detto il sindaco Paola Massidda.

All’incontro hanno partecipato Renzo Muntoni (presidente del Comitato di Serbariu), Ireneo Mocci (vicepresidente del Comitato Cortoghiana), Gianfranco Fantinel (presidente del Comitato di Bacu Abis), Lorenzo Congia (presidente del Comitato di Barbusi), Luciano Pisanu (presidente del Comitato di Carbonia Nord), Sara Pau (presidente del Comitato di Is Gannaus).

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Sabato 3 novembre, alle ore 16.00, nella sede dell’ex circoscrizione di Bacu Abis si terrà un importante appuntamento con la storia. L’Associazione Culturale Bacu Abis e Sulcis Iglesiente ha organizzato, con il patrocinio del comune di Carbonia, un incontro che prende spunto dalla presentazione del libro di Giorgio Madeddu, dal titolo: “La damnatio ad metalla. Storie di prigionieri dell’Impero Austro-Ungarico nella Sardegna della Prima Guerra Mondiale”.

L’iniziativa si inserisce nel solco delle manifestazioni previste in occasione del centenario della conclusione – 1918 – della Grande Guerra e si colloca inoltre nell’ambito dei festeggiamenti per l’80° compleanno della città di Carbonia e per i 164 anni di Bacu Abis.

Nel corso del dibattito, moderato dal presidente dell’associazione culturale Bacu Abis e Sulcis Iglesiente Gianfranco Fantinel, si farà luce sulla vicenda dei prigionieri di guerra dell’Impero Austro-Ungarico che furono impiegati a lavorare nelle miniere sarde, segnatamente nell’estrazione del carbone nei cantieri delle miniere di Bacu Abis e di Terras Collu.

Alla presentazione-convegno interverranno: Antonangelo Casula, già sindaco di Carbonia; Antonio De Rubeis, presidente del Comitato Iglesiente Centenario Grande Guerra; Giorgio Madeddu, autore del libro; Aldo Accardo, presidente del Comitato Regionale Sardo Grande Guerra.

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Sabato 3 novembre 2018, alle ore 16.00, presso i locali dell’ex circoscrizione di Bacu Abis, si terrà la presentazione del libro di Giorgio Madeddu LA DAMNATIO AD METALLA – Storie di prigionieri dell’Impero austro-ungarico nella Sardegna della prima guerra mondiale.

Il libro tratta, tra le altre, la vicenda dei prigionieri di guerra impiegati nelle miniere sarde e nello specifico nelle miniere di carbone di Bacu Abis e Terras Collu.

L’iniziativa è promossa dall’associazione culturale Bacu Abis e Sulcis Iglesiente, presieduta da Gianfranco Fantinel.

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In occasione del 79° compleanno della città di Carbonia, lunedì 18 dicembre 2017, alle 21.00, presso il Teatro Centrale di Carbonia è in programma la prima assoluta del film documentario “Le spose del Grand Hornu” di Carmina Conte e Paolo Carboni.

“Le spose del Grand Hornu” è ambientato tra il bacino carbonifero del Sulcis Iglesiente e quello del Borinage e della Vallonia in Belgio, nell’area del Grand-Hornu. 

Menzione Speciale al Concorso Nazionale “Storie di emigrati sardi”, indetto dalla FASI, in collaborazione con la Regione Sarda e la Società Umanitaria-Cineteca Sarda, il film è stato realizzato grazie al contributo del Consorzio del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, con la consulenza della prof.ssa Giovanna Corda (vicesindaco di Boussu-Hornu, originaria di Carbonia e già europarlamentare), dello studioso Luciano Ottelli.

Saranno presenti gli autori: la giornalista Carmìna Conte e il regista Paolo Carboni.

Interverranno: la Prof.ssa Giovanna Corda, la presidente nazionale FASI Serafina Mascia, il Commissario del Parco Geominerario Tarcisio Agus, il sindaco di Carbonia Paola Massidda, l’assessore della Cultura del comune di Carbonia Sabrina Sabiu, Gianluigi Pillola già commissario del Parco Geominerario, l’assessore regionale del Lavoro Virginia Mura, lo studioso Luciano Ottelli, il direttore del C.S.C di Cagliari della Società Umanitaria Antonello Zanda, il Ppresidente dell’Associazione Culturale Bacu Abis e Sulcis Iglesiente Gianfranco Fantinel.

La serata è organizzata da Parco Geominerario, Comune di Carbonia e Società Umanitaria – Fabbrica del Cinema.

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Carbonia ha festeggiato oggi il suo nuovo centenario: Luigi Zara. Nato a Iglesias il 13 gennaio 1917, ha iniziato a lavorare ancora giovanissimo, a soli 15 anni, nel 1932, nella miniera di Bacu Abis. La sua esperienza in miniera è proseguita a Carbonia, interrotta dalla 2ª Guerra Mondiale che lo ha visto protagonista. Negli anni si è mantenuto in forma correndo nella pineta di Rosmarino e, ancora oggi, dedica almeno mezz’ora all’inseparabile cyclette. Rimasto vedovo 7 anni fa, dalla morte della moglie Mafalda, con la quale ha avuto due figlie, vive da solo in in via Tirso con il cane Toby, assistito per alcune ore da una ragazza che gli prepara i pasti e gli pulisce la casa.

Questa mattina, per il suo 100° compleanno, è stato festeggiato nel Ristorante La Miniera, dove ha ricevuto diversi doni e riconoscimenti da Mario Zara dell’associazione “Amici della Miniera”, Dante Ennas della sezione Anmil, Gianfranco Fantinel dell’associazione “La Memoria storica” e da alcuni amici. Ha gradito molto tutti i doni, tra i quali la lampada del minatore, una targa, la maglia del Cagliari con il numero 100 con le firme dell’allenatore e dei giocatori del Cagliari e i loro saluti, e la patente rinnovata, consegnatagli da Sandro Masciarelli.

Il servizio fotografico è stato realizzato da Andrea Rombi.