12 April, 2021
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Si è insediato ieri, 8 gennaio, in videoconferenza, il Comitato Tecnico-Scientifico della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.

La sua composizione:

– Prof.ssa Ginevra Balletto
Docente nel Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università di Cagliari ed esperta di ippovie;

– Prof. Simone Bozzato
Docente di Scienze del Turismo all’UNIROMA2 e consulente della CEI per la Pastorale del turismo e dei cammini religiosi;

– Prof. Italo Meloni
Docente nel Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università di Cagliari, Direttore del CIREM e progettista della Ciclovia della Sardegna;

– Mons.. Arrigo Miglio
Già vescovo di Iglesias, Arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi di Cagliari e già componente della Cabina di Regia per i Cammini religiosi della Regione Sarda;

– Prof. Raffaele Paci
Docente nel Dipartimento di Scienze economiche ed Aziendali dell’Università di Cagliari, esperto di Fondi europei e Pianificazione territoriale, già assessore della Programmazione della Regione Sardegna;

– Dott. Paolo Piacentini
Esperto dei cammini europei, scrittore di turismo lento e consulente per i Cammini d’Italia del MiBACT;

– Dott. Sergio Valzania
Già vice direttore di RADIO RAI, scrittore e divulgatore dei cammini europei.

Già nella prima seduta di insediamento, tenutasi in remoto a causa delle restrizioni per contrastare il Covid-19, è stato possibile ottenere i primi preziosi pareri e orientamenti in riferimento all’attività della Fondazione CMSB e alle prospettive future del Cammino Minerario di Santa Barbara.

Il Presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Giampiero Pinna, nell’esprimere sentiti ringraziamenti a nome di tutti i Soci e Amministratori della Fondazione per la disponibilità dimostrata da tutti gli autorevoli componenti del Comitato, ha dichiarato di sentirsi onorato di poter contare sul loro qualificato contributo.

«La grande esperienza e l’autorevole competenza professionale, generalmente riconosciuta a tutti i componenti del Comitato Tecnico-Scientifico, sarà la migliore garanzia per lo sviluppo e l’affermazione del Cammino Minerario di Santa Barbara a livello regionale, nazionale e internazionale.»

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La dott.ssa Giovanna Lenzu si è aggiudicata il primo premio della sezione Laurea magistrale con la tesi dal titolo “Turismo lento e dei cammini: un’occasione di sviluppo locale sostenibile. Il caso del Cammino Minerario di Santa Barbara” discussa all’Università di Cagliari con relatore il prof. Marco Zurru.

Alla dott.ssa Sara Mariane Cadoni, laureatasi anche lei all’Università di Cagliari, è stato invece attribuito il primo premio della sezione Laurea triennale con la tesi di laurea dal titolo “Problemi ed opportunità di un’area mineraria dismessa: il caso del distretto Arburese” con relatore il prof. Stefano Naitza.

Oltre al premio di 2.000,00 euro assegnato con giudizio unanime della Commissione ad ognuno dei due vincitori, a tutti i partecipanti al concorso, laureatisi nelle università di Cagliari, Torino e Milano, è stato consegnato in omaggio un piccolo cippo in trachite con il logo in argento del Cammino Minerario di Santa Barbara (una torre stilizzata) creata e offerta dall’orafo iglesiente Franco Zedda.

Ai componenti della Commissione incaricata di esaminare le tesi in concorso e di assegnare i premi (prof. Italo Meloni e prof.ssa Ginevra Balletto, docenti dell’Università di Cagliari, sig.ra Ilenia Mura e dott. Simone Lupo Bagnacani, giornalisti di Videolina e RAI TRE), la Fondazione CMSB ha offerto in omaggio un bassorilievo artigianale in argento del prospetto esterno del Pozzo Sella della miniera di Monteponi.

Nell’occasione, sono state consegnate le pergamene alle classi degli Istituti superiori che hanno concluso con la Fondazione CMSB i progetti PON “Gente di Miniera: sulle tracce della nostra storia” e di Alternanza Scuola Lavoro “Percorrendo il Cammino Minerario di Santa Barbara”.

La cerimonia di premiazione dei giovani studenti e laureati si è conclusa con un bel concerto del Coro di Iglesias che ha aggiunto fascino ed armonia alla straordinaria cornice del pozzo Sella della miniera di Monteponi, recentemente rigenerato dall’Associazione Pozzo Sella, nel quale si è tenuta la cerimonia.

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Il progetto del nuovo stadio di Cagliari

Foto www.cagliaricalcio.com .

Il Cagliari Calcio ha individuato nel consorzio Sportium il candidato per la progettazione definitiva ed esecutiva della nuova Casa dei tifosi rossoblù. Gli altri due progetti sono stati presentati da Tractebel-Engie con Gau Arena e J+S con One Works. Prima della assegnazione formale dell’incarico, inizia adesso una necessaria fase di approfondimento con il gruppo prescelto volta alla definizione di tutti gli aspetti contrattuali ed operativi.

Sportium raggruppa i soci Progetto CMR, iDeas, B&L Real Estate e Manica Architecture, dello statunitense David Manica, archistar che ha messo la sua firma sui progetti di stadi e arene in tutto il mondo.

Sin dalle prime fasi del processo decisionale il club ha voluto coinvolgere nella scelta istituzioni, tifosi e media. I tre progetti, selezionati su 25 proposte, sono stati illustrati in una conferenza – trasmessa in diretta sui social media rossoblù – e quindi esposti alla Sardegna Arena. La mostra, aperta a tutti dal 1° al 9 marzo, ha fatto registrare un autentico successo di pubblico e partecipazione: oltre 5.000 le persone coinvolte tra chi ha scelto di visitare l’esposizione e di indicare – anche da casa – il modello di stadio preferito, compilando un apposito questionario online. Attraverso una serie di quesiti quantitativi e qualitativi è stato così possibile raccogliere i pareri dei tifosi sulle tre idee di stadio.

Il concept di Sportium non solo ha ottenuto i maggiori consensi del pubblico, ma è quello che meglio degli altri ha superato l’analisi rispetto a decine di parametri tecnici e di valutazione di impatto ambientale.

È stato così compiuto un ulteriore step verso la creazione della nuova Casa rossoblù: il concept di Sportium rappresenta un punto di partenza per la realizzazione del progetto definitivo che sarà completato entro la fine del 2018.

Collaboreranno allo sviluppo e al compimento dell’opera gli ingegneri Ginevra Balletto, Alessandro Gosti e Mario Marongiu e l’Università di Cagliari.

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Incontri letterari e di approfondimento, musica, arte e cucina nel cuore della Sardegna, tra le colline del Barigadu. A Neoneli (OR), dal 28 settembre al 1° ottobre, ritorna Licanìas, il festival culturale ed enogastronomico, quest’anno alla sua ottava edizione, promosso dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’agenzia Altrove.

Tanti gli ospiti – scrittori, musicisti, chef, studiosi e critici del cibo e del vino – in arrivo nel piccolo paese in provincia di Oristano, Borgo Autentico d’Italia e Città del Vino, caratterizzato dalle sue tipiche case in trachite: tra i nomi di spicco, il poeta e performer Guido Catalano, la cantante Ginevra Di Marco, Nada, la demografa Giulia Rivellini, il giornalista enogastronomico Daniele Cernilli, lo scrittore Giuseppe Culicchia. E tanti gli appuntamenti in programma, compresa l’immancabile gara di cucina con la presenza di otto chef, impegnati nella preparazione di ricette originali a base di fregula, la caratteristica pasta sarda di semola di grano duro.

«Neoneli, come tanti altri paesi della Sardegna, vive il problema dello spopolamento. Ma non è soltanto per contrastare questo fenomeno che portiamo avanti Licanìas – spiega il sindaco Salvatore Cau -. In una comunità la cultura serve a prescindere, e un’iniziativa come questa si fa perché è importante per la crescita della collettività.»

Festival inclusivo, Licanìas mira a radicarsi nel territorio: rientra in questa prospettiva una serie di laboratori didattici e altri momenti dedicati ai bambini e agli adolescenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di Neoneli ma anche dei vicini centri di Ula Tirso, Nughedu Santa Vittoria e Ardauli. E si punta anche ad attrarre pubblico e spettatori dal resto della Sardegna e altrove. Un obiettivo evocato dall’illustrazione che campeggia sulle locandine di questa edizione: il disegno ritrae, infatti, una ragazza in arrivo da lontano, bicicletta, zaino in spalla e un libro in mano, che si affaccia su uno scorcio di colline verdi sotto la scritta “Neoneli. Culture e sapori dei paesaggi rurali”. Un’apertura verso l’esterno già provata anche attraverso le anteprime dei mesi scorsi che hanno proposto una serie di incontri culturali con ospiti e temi differenti in vari centri dell’isola (Mamoiada, Fordongianus, Cagliari, Arzachena, Tramatza) e il recente “gemellaggio” artistico con il borgo toscano di San Casciano Val di Pesa all’insegna delle tradizioni, dell’artigianato e dell’identità locale.

 

 

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Oggi, venerdì 2 dicembre, alle 17.00, al Ghetto di via Corte d’Appello, a Cagliari, Giulia Desogus presenta “I Centri Minori della Sardegna e la Città Metropolitana di Cagliari – Appunti per discutere”. Il volume, edito dalla Cuec, rientra nella rassegna “L’Isola del Libro”, in corso dal primo al quattro dicembre. Alla presentazione, oltre all’autrice, partecipa Pasquale Mistretta, professore emerito di Urbanistica. La moderazione è affidata a Paola Pilia.

“I Centri Minori della Sardegna e la Città Metropolitana di Cagliari” fa il punto sul momento applicativo della Legge regionale n 2 del 4 febbraio 2016 sul riordino delle Autonomie locali della Sardegna. I due contesti apparentemente distanti anche geograficamente rappresentano, insieme, il fattore chiave dello sviluppo regionale. In particolare, l’architetto Desogus auspica le collaborazione tra la Città metropolitana e il centro dell’Isola per ridurre gli effetti attrattivi e invertire il processo di spopolamento dei paesi di dimensioni ridotte.

Laureatasi in Architettura al Politecnico di Torino nel 2013/14, Giulia Desogus è borsista al dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura (Dicaar) dell’Università di Cagliari. Attualmente collabora con i professori Pasquale Mistretta e Ginevra Balletto. Al centro degli studi una ricerca sul metabolismo urbano e sugli aspetti che riguardano due importanti snodi del sistema insediativo: le aree periferiche delle città e i waterfront. Il percorso formativo e le esperienze della specialista cagliaritana, classe ’89, mettono a fuoco una storia di forte determinazione, intuito, professionalità e cura dei dettagli. L’architetto Desogus ha, tra l’altro, svolto un periodo di studio in Giappone sul tema “Metabolismo e la baia di Tokyo: città progetti e interpretazioni” con la guida del professor Filippo De Pieri. Il lavoro è stato svolto con la collaborazione del professor  (Hosei University) e dell’architetto Junya Ishigami. In seguito, a Mumbai nello slum di Dharavi, ha preso lavorato per gli Studi Sameep Padora&Associates e Urbz. Sempre in India ha poi studiato al Sinhgad college of architecture di Pune e ha preso parte a una Summer School sul bamboo ad Auroville. Fa parte del collettivo di professionisti “La Città Nuda”. Il team analizza vari aspetti legati ad architettura e territorio, società, cultura. In particolare, vengono analizzati e approfonditi i rapporti che queste tematiche sviluppano con l’uomo.

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