19 September, 2026
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«Vogliamo condividere con voi l’ennesimo grande risultato che siamo riusciti a portare a casa grazie al lavoro di squadra tra Amministrazione, dipendenti comunali, Regione Sardegna, Gruppo Speleo Club Nuxis, Università di Cagliari, Cammino Minerario di Santa Barbara, Parco Geominerario della Sardegna, Unione dei comuni e Provincia Sulcis Iglesiente. La Regione Sardegna ha finanziato, attraverso un emendamento, il nostro progetto per la realizzazione degli interventi di bonifica, messa in sicurezza e recupero ambientale del sito delle Grotte di Acquacadda – Sa Marchesa, per un valore complessivo di € 4.286.781,01. Un risultato straordinario che ci riempie di orgoglio e che rappresenta un passo importantissimo per il futuro della nostra comunità e di tutto il territorio.»

Lo ha detto Romeo Ghilleri, sindaco di Nuxis.

«Dietro questo finanziamento ci sono mesi di lavoro, progettazione, incontri, interlocuzioni, impegno e soprattutto tanta determinazione – ha aggiunto Romeo Ghilleri -. Nulla arriva per caso: ogni risultato è il frutto di un percorso costruito giorno dopo giorno, con l’obiettivo di valorizzare sempre di più il nostro territorio. Il nostro obiettivo è chiaro: far crescere la nostra comunità dal punto di vista turistico, culturale e ambientale, trasformando le nostre straordinarie risorse in nuove opportunità per il territorio, per le attività locali e per le future generazioni. Le Grotte di Acquacadda  Sa Marchesa rappresentano un patrimonio di grande valore e questo importante finanziamento ci permetterà di lavorare concretamente alla loro valorizzazione, rendendole sempre più sicure, accessibili e protagoniste di un percorso di sviluppo e promozione del nostro territorio.»

«Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo importante traguardo: a tutta la Regione Sardegna e in particolare assessore della Programmazione Regionale Sardegna Giuseppe Meloni e tutto il suo Staff e il consigliere regionale Alessandro Pilurzu che hanno creduto con grande passione nel nostro progettoha sottolineato il sindaco di Nuxis -. Un grazie ai dipendenti comunali, a tutto il Gruppo Speleo Club, al professore Riccardo Cicilloni dell’Università di Cagliari e ai suoi collaboratori e tutti coloro che, con il proprio lavoro e la propria disponibilità, hanno creduto in questo progetto.»

«È un altro importantissimo risultato, frutto del lavoro, dell’impegno e della costanza che abbiamo messo in questi anni. E questo è solo un altro tassello di un percorso più grande che vogliamo continuare a costruire insieme. Perché crediamo fermamente che investire nel nostro territorio significhi investire nel futuro delle nostre comunità. Siamo orgogliosi di ciò che stiamo riuscendo a costruire tutti insieme e continueremo a lavorare, con un unico obiettivo: far crescere e valorizzare sempre di più il nostri territori ha concluso Romeo Ghilleri -. Andiamo avanti, tutti insieme!»

Dopo quattordici anni di iter amministrativo, progettuale e autorizzativo, la bonifica della Valle del Rio San Giorgio entra finalmente nella fase realizzativa. Il comune di Iglesias ha pubblicato il 4 agosto la gara per l’affidamento dei lavori del primo lotto funzionale, dando seguito alla validazione del progetto esecutivo avvenuta lo scorso 24 luglio.

È il passaggio che segna l’avvio concreto del primo grande intervento organico di bonifica mineraria della Valle del Rio San Giorgio, per dimensione finanziaria, estensione delle aree interessate e quantità di residui che saranno messi in sicurezza.

La Valle ricade nel Sito di interesse nazionale del Sulcis Iglesiente Guspinese ed è classificata dal Piano regionale delle bonifiche tra le aree a maggiore priorità ambientale. Decenni di attività estrattiva hanno lasciato scavi, discariche minerarie, bacini di sterili e grandi quantità di residui mineralurgici esposti all’azione degli agenti atmosferici e delle acque di ruscellamento. Un’eredità che appartiene alla storia mineraria e industriale del territorio ma che, sul piano ambientale, continua a produrre effetti che richiedono un intervento strutturale.

«Per dimensione e carattere organico siamo davanti a un passaggio senza precedenti per la Valle del Rio San Giorgiodichiara l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi -. Non interveniamo su una singola criticità, ma affrontiamo finalmente in modo strutturale le conseguenze ambientali accumulate in decenni di attività mineraria. Mettere in sicurezza oltre un milione di metri cubi di residui significa proteggere il suolo e le acque, ridurre una pressione ambientale storica e avviare il recupero di un territorio che deve poter guardare al proprio futuro senza continuare a sopportare le ferite del passato.»

La dimensione finanziaria restituisce la portata dell’operazione. La realizzazione del sito di raccolta ha un costo complessivo di 99,239 milioni di euro: 80,171 milioni di euro provengono dal Programma nazionale Just Transition Fund Italia 2021-2027 – Piano territoriale Sulcis Iglesiente, Azione 1.4 “Bonifica di siti da destinare a nuove attività economiche”, attraverso la convenzione tra il Centro Regionale di Programmazione e il comune di Iglesias; altri 19,068 milioni di euro sono assicurati dal bilancio regionale attraverso l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente. A queste risorse si aggiungono 7,844 milioni di euro destinati all’impianto centralizzato di trattamento e alle attività accessorie. Complessivamente, il quadro degli investimenti mobilitati supera quindi i 107 milioni di euro.

«La qualità della programmazione si misura nelle scelte che riusciamo a realizzare attraverso le risorse disponibilisottolinea l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni -. La Valle del Rio San Giorgio è un intervento di grande rilievo, che consente di affrontare in modo organico le conseguenze ambientali lasciate da decenni di attività mineraria in un’area centrale nella storia economica e sociale dell’Iglesiente. Far convergere risorse europee e regionali su un progetto strategico permette oggi di dare risposta a una questione aperta da molti anni e di creare, attraverso il risanamento e il recupero di queste aree, nuove condizioni di sviluppo per il Sulcis Iglesiente e le sue comunità.»

Il cuore dell’intervento è la realizzazione, in località Casa Massidda, nel territorio comunale di Iglesias, di un sito destinato alla messa in sicurezza permanente di oltre un milione di metri cubi di residui minerari provenienti dalle aree prioritarie della Valle. Saranno interessati in particolare i distretti di Campo Pisano, Monte Agruxiau, Seddas Moddizzis e il Rio San Giorgio. Il progetto comprende inoltre la rimozione dei residui mineralurgici fini dispersi lungo l’alveo e la realizzazione di un impianto centralizzato per il trattamento del percolato del sito di raccolta e dei permeati provenienti dai bacini sterili che recapitano nel Rio San Giorgio.

Il primo lotto funzionale riguarda la riqualificazione ambientale delle aree minerarie di Campo Pisano, Monte Agruxiau e Seddas Moddizzis, attraverso la rimozione dei depositi minerari e mineralurgici e la realizzazione dei primi tre livelli del sito di raccolta in località Casa Massidda. L’importo dei lavori posto a base di gara è di 41,430 milioni di euro, oltre a 1,942 milioni di euro per gli oneri di sicurezza; il valore massimo stimato dell’appalto, comprensivo delle opzioni previste, raggiunge 57,640 milioni di euro. Le offerte potranno essere presentate attraverso la piattaforma SardegnaCAT entro il 13 settembre.

Parallelamente è in corso la progettazione esecutiva del secondo lotto, preceduta dalla caratterizzazione integrativa del Rio San Giorgio, con l’obiettivo di garantire continuità tra le due fasi e completare l’intervento sull’intera area interessata.

La pubblicazione della gara rappresenta l’approdo di un percorso particolarmente complesso. Nel 2012 la Giunta regionale espresse il giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto e, nello stesso anno, venne approvato il progetto di bonifica. Nel 2015 il Comune di Iglesias fu individuato quale soggetto attuatore; nel 2016 Regione, Comune e IGEA sottoscrissero l’Accordo di programma per disciplinare competenze e modalità di attuazione. Sono seguiti l’aggiornamento delle soluzioni progettuali approvato dal Ministero nel 2020, la trasmissione del progetto esecutivo nel 2022, la conclusione nel 2023 dell’ulteriore fase di verifica ambientale e, infine, la validazione del progetto esecutivo nel luglio 2026.

Un percorso lungo, dunque, che oggi assume per Iglesias un significato che va ben oltre la pur fondamentale messa in sicurezza ambientale.

La bonifica della Valle del Rio San Giorgio assume così un valore che tiene insieme memoria, ambiente e futuro. L’attività mineraria ha contribuito in maniera decisiva a costruire la storia economica, sociale e persino identitaria dell’Iglesiente; intervenire oggi sulle conseguenze ambientali che quella stagione ha lasciato significa non cancellarne la storia, ma affrontarne finalmente l’eredità più difficile.

Il risanamento diventa, in questa prospettiva, anche una condizione per lo sviluppo: ridurre il rischio ambientale, recuperare porzioni di territorio e restituire nuove possibilità di utilizzo alle aree interessate significa creare le basi perché tutela dell’ambiente, ricerca, innovazione e nuove attività economiche possano concorrere alla costruzione di una nuova stagione per Iglesias e per il Sulcis Iglesiente.

«Abbiamo pubblicato due nuovi bandi del Just Transition Fund destinati al Sulcis Iglesiente, per un valore complessivo di 35 milioni di euro. Stiamo intervenendo su due aspetti che considero fondamentali per il futuro di questo territorio.
Il primo riguarda la casa. Mettiamo a disposizione dei Comuni 25 milioni di euro per aumentare gli alloggi sociali e sostenibili, recuperando immobili pubblici e riqualificando il patrimonio di edilizia residenziale esistente. In questo modo sosteniamo persone e famiglie che oggi hanno maggiori difficoltà ad accedere a un’abitazione e aiutiamo i Comuni a offrire un servizio inclusivo e accessibile per rispondere ai nuovi bisogni sociali.
Inoltre investiamo 10 milioni di euro per supportare le imprese che scelgono di innovare, sviluppare nuovi prodotti e servizi e collaborare con il mondo della ricerca. Vogliamo incentivare la crescita di un sistema produttivo più competitivo e favorire nuove opportunità di sviluppo per il Sulcis Iglesiente.
Credo che il Sulcis Iglesiente abbia ora le risorse adeguate per avviare una nuova fase della sua storia. E attraverso questi bandi vogliamo che questo momento di cambiamento diventi il punto di partenza per un rilancio stabile e duraturo del territorio.»
Lo ha scritto, nel suo profilo Facebook, l’assessore regionale della Programmazione e Bilancio, nonché vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni.

È stato inaugurato al Centro Ricerche Sotacarbo il primo progetto in Italia finanziato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri col bando degli Ecosistemi dell’Innovazione al Sud.
Recover, in Italiano “Recupero”, è il nome del progetto che ha reso possibile la restaurazione dell’ex ufficio tecnico della Grande Miniera di Serbariu, convertendo un edificio dismesso in uno stabile moderno che oggi ospita laboratori avanzati, di livello mondiale, per lo sviluppo di tecnologie innovative nell’ambito dell’idrogeno verde e dei combustibili rinnovabili. Presentato da Sotacarbo, il progetto ha rappresentato una delle iniziative più significative nel quadro del bando per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno, posizionandosi come terzo classificato tra oltre 350 proposte progettuali.
Il progetto ha previsto la realizzazione di cinque laboratori principali: il laboratorio “idrogeno ed e-fuels”, il laboratorio “Bio-H2”, il laboratorio di “accumulo termico”, il laboratorio “materiali” e il laboratorio di “chimica generale”. A queste infrastrutture si aggiunge un sistema integrato costituito da elettrolizzatore PEM, impianto fotovoltaico, sistema di stoccaggio di idrogeno e cella a combustibile PEM per la riconversione in energia elettrica.
La cerimonia di inaugurazione del progetto Recover ha visto la presenza dei rappresentanti del Dipartimento per le Politiche di Coesione, dell’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani, del Capo Gabinetto dell’Assessorato regionale alla Programmazione e Bilancio Gian Luigi Sotgia e del sindaco di Carbonia Pietro Morittu. Il Prorettore Fabrizio Pilo ha portato il contributo dell’Università degli Studi di Cagliari, mentre il consigliere d’amministrazione Michele Ennas ha rappresentato l’ENEA, storico socio della Sotacarbo.
Nell’auditorium del Centro Ricerche Sotacarbo, la visione di un video sommario del progetto Recover, oltre a un breve riferimento all’avanzamento dei progetti SulkHy e Refuel, ha dato il via alla giornata inaugurale.

La presentazione del progetto Recover, i suoi risultati e le best practice associate sono stati gli argomenti trattati nella parte introduttiva della cerimonia, aperta dal discorso dell’Amministratore Unico della Sotacarbo Mario Porcu: »Oggi inauguriamo non solo nuovi laboratori, ma una nuova fase della storia di Sotacarbo. RECOVER non è stato solo un progetto importante: è stata una vera impresa. Molti, con realismo, ci avevano suggerito di rinunciare, per evitare un probabile fallimento. Abbiamo fatto una scelta diversa. Abbiamo deciso di provarci, mettendo in campo competenze, determinazione e un grande lavoro di squadra. Non solo abbiamo rispettato le scadenze, ma siamo stati tra i primi in Italia a farlo. I laboratori che inauguriamo oggi si inseriscono in una visione più ampia: quella del progetto della Hydrogen Valley del Sulcis Iglesiente finalizzato ad alimentare con H 2 verde i pullman dell’ARST con l’obiettivo di sviluppare la catena del valore dell’idrogeno verde. Una visione che, con la realizzazione del progetto Refuel finanziato dal Just Transition Fund per la produzione di combustibili sostenibili, trasformerà Sotacarbo in un Hub tecnologico di ricerca integrato, con pochi uguali a livello europeo. Qui si incontrano ricerca sulla scala laboratorio, scala pilota, sperimentazione dimostrativa e applicazione industriale. Qui costruiamo soluzioni concrete, con un impatto reale sul territorio e sul sistema energetico ed economico. Abbiamo immaginato un futuro diverso per Sotacarbo e per il nostro territorio, e i risultati ci confermano che siamo stati all’altezza di quell’ambizione, non solo vincendo bandi altamente competitivi, ma soprattutto dimostrando di saper trasformare quei finanziamenti in infrastrutture, in competenze e in nuove opportunità. Ora possiamo e dobbiamo dimostrare con risultati concreti che l’attività Sotacarbo è un valore aggiunto determinante per lo sviluppo della Sardegna e del Paese».
Uno dei partner del progetto è stato anche il comune di Carbonia: «Con l’inaugurazione dei laboratori presso la Grande Miniera di Serbariu, Carbonia compie un passaggio simbolico e concreto. Recover rappresenta molto più dell’intervento edilizio infrastrutturale. Il valore del progetto è la capacità di unire memoria e futuro. Non cancella l’identità della città di Carbonia, la trasforma. La miniera non è solo un patrimonio da conservare, è una struttura viva, in grado di creare competenze e opportunità. Per Carbonia, il progetto Recover rafforza il ruolo del territorio nella transizione energetica: questo significa formare ruoli altamente specializzati, contrastare lo spopolamento, e sviluppo di ricerca, innovazione e qualità del lavoro.
È l’esempio che innovazione e coesione territoriale possono procedere insieme. Dalla città del carbone a quella delle tecnologie pulite. Da miniera del passato a energia del futuro. Costruire energia, conoscenza e nuove opportunità per il nostro territorio», ha spiegato il sindaco Pietro Morittu.

In rappresentanza dell’assessore regionale della Programmazione e Bilancio Giuseppe Meloni, è intervenuto il Capo Gabinetto dell’assessorato Gian Luigi Sotgia: «Il Sulcis viene annoverato tra le regioni più povere d’Italia, ma ciò non significa che si parta da una situazione di assenza di possibilità di sviluppo e di crescita. L’Amministrazione si impegna a dare a questo territorio quelle stesse opportunità di sviluppo e di crescita che hanno le altre parti dell’isola. Non ci possono essere territori di serie A e di serie B. La Regione mette a disposizione strumenti per concretizzare questo sviluppo nelle nostre comunità. La transizione energetica è un settore fondamentale, che necessita strumenti di innovazione e ricerca. Da questo punto di vista, ribadiamo, abbiamo un’ambizione: quella di fare della Sardegna un luogo in cui ricerca e innovazione possano essere di casa, e che non si limitino a Sotacarbo. Questo esempio vogliamo trasmetterlo a tutta l’Isola, in tutti i settori».

L’intervento della funzionaria del Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri Antonia Sanna ha voluto illustrare il valore strategico dell’opera nel quadro delle politiche nazionali di coesione e rigenerazione territoriale: “Il progetto Recover ha sposato completamente l’intento del bando degli Ecosistemi per l’innovazione al Sud: promuovere lo sviluppo di capitale umano specializzato, promuovere ricerca e risorse innovative. Questi sono interventi complessi che richiedono un’ampia collaborazione e sinergia tra Università, centri di ricerca, organizzazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore, allo stesso tempo cercando di valorizzare il ruolo di tutti gli attori coinvolti. Recover si integra perfettamente nelle politiche che il Comune di Carbonia aveva già avviato, oltre agli altri progetti mirati a creare un distretto energetico innovativo. Non bisogna sottovalutare l’ambizione di creare un modello replicabile. Il progetto si è distinto in fase selettiva della proposta su altre 270 proposte, collocandosi terzo nella graduatoria nazionale, unico finanziato in Sardegna sulla misura degli Ecosistemi per l’Innovazione al Sud. Recover non solo ha riqualificato l’edificio, ma ha acquisito strumentazioni scientifiche. Il tutto caratterizzato da elevati standard di efficienza energetica e rispettando la tutela per i beni storici culturali della miniera. Il progetto contribuisce all’innovazione ambientale, energetica, paesaggistica e all’impatto sociale, guardando alle nuove generazioni, alla riconversione di professionalità esistenti e alla creazione di nuove professionalità. Recover è il primo di tutta la misura che inaugura la sua realizzazione: il progetto si è concluso prima ancora che fosse effettuato il sopralluogo in cantiere. In rappresentanza del Dipartimento delle politiche di coesione, vi dico grazie per averci restituito, di fronte al mero finanziamento economico, una realtà concreta e di respiro internazionale».

Ha partecipato, con un breve intervento, anche Marcello Capra, senior energy advisor del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: «Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in questi anni ha seguito attentamente il percorso di crescita della società, che è avvenuto tramite vari strumenti, come Ricerca di Sistema, alimentato a componente tariffaria. Sotacarbo è un partner attivo e molto efficace, grazie anche collaborazione con ENEA, che è azionista insieme alla Regione Sardegna. Attualmente Sotacarbo sta completando una hydrogen valley: una misura che il Ministero aveva lanciato nell’ambito del PNRR, dopo il Covid. Sotacarbo ha sempre amato cimentarsi con iniziative complesse, cogliendo anche tutte le opportunità innovative provenienti dall’ambito nazionale comunitario. L’evento di oggi, che riguarda l’idrogeno, che è uno dei temi d’attualità, è un elemento di grande capacità. Sulle hydrogen valley abbiamo avuto parecchie rinunce, perché sono progetti complessi. Sotacarbo ha sempre avuto questa capacità di cogliere opportunità, svilupparsi e valorizzare le risorse pubbliche che ha acquisito, riuscendo a capitalizzarle, realizzare impianti e sviluppare competenze».

Michele Ennas, consigliere d’Amministrazione ENEA, ha sottolineato: «Sotacarbo presenta un punto di riferimento per lo sviluppo di tecnologie avanzate nel settore energetico. Nel corso degli anni la società ha saputo reinterpretare la sua missione, passando dall’utilizzo del carbone alla transizione energetica. La presenza di ENEA, oggi, non è solo istituzionale ma profondamente radicata in una relazione storica e strategica. ENEA è azionista Sotacarbo sin dalla sua fondazione: un legame che ha prodotto una collaborazione continua e proficua. Sotacarbo ha un ruolo di grande rilievo all’interno del progetto nazionale dell’idrogeno e, in generale, della ricerca. Con l’inaugurazione di questi laboratori si compie un ulteriore passo avanti per il settore energetico. Queste sono le tecnologie che rivestono un ruolo cruciale nel percorso di decarbonizzazione».

«Recover si incardina perfettamente nella visione strategica in materia di politiche energetiche e industriali. Una società pubblica dovrebbe essere come Sotacarbo, ossia a disposizione del sistema attraverso attività di ricerca e lo sviluppo di progetti, per permettere la sperimentazione sul campo di benefici e criticità dell’applicazione della ricerca. Una società pubblica deve essere a disposizione della ricerca, delle Università, dei professionisti e soprattutto a disposizione del sistema produttivo. Il tema idrogeno è complesso. L’idrogeno è uno strumento che ci permette di valutare il grande tema dei trasporti e la sfida dell’elettrificazione. Come ci dimostra Recover, l’idrogeno può venirci in contro. L’altro tema importante riguarda i costi di produzione dell’idrogeno: questo progetto ci metterà nella condizione di valutare aspetti, criticità e meccanismiha commentato l’assessore dell’Industria della Regione Sardegna Emanuele Cani -. Questo sistema è importante per tutto il mondo imprenditoriale, che deve avere a disposizione progetti industriali solidi, vantaggiosi e sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico. Il progetto, e in generale Sotacarbo, rappresenta le best practice per l’amministrazione di fondi pubblici, mostrando la capacità di drenare i soldi, ossia spendere soldi, dove ci sono soldi.»

La seconda sessione della giornata, a carattere tecnico, è iniziata con il discorso del Prorettore dell’Università di Cagliari Fabrizio Pilo: «L’Università degli Studi di Cagliari è partner di questo progetto, perché abbiamo colto l’importanza di Recover e della collaborazione con Sotacarbo. Abbiamo una facility a pochi km dall’Università che ci consente di fare ricerche congiunte, per lavorare insieme verso l’innovazione. È questo il concetto importante: fare rete tra istituzioni. Recover è un esempio magnifico di questo e sono contento di far parte di questa rete. Innovazione e sostenibilità devono essere driver di crescita. La transizione energetica non è facile, presenta sfide difficoltose, proprio perché è una rivoluzione. Ma se stiamo fermi perdiamo treni importanti».

A completare la parte introduttiva della cerimonia, moderata dal giornalista Mario Frongia, il direttore tecnico della Sotacarbo Alberto Pettinau: «La nuova infrastruttura di ricerca, che integra quella già esistente, consentirà di sviluppare tecnologie per rendere competitivi l’idrogeno verde e i combustibili sostenibili».

La cerimonia è proseguita con l’inaugurazione ufficiale dei nuovi laboratori all’interno dello stabile restaurato, dando formalmente il via alle attività di ricerca previste dal progetto. Gli ospiti hanno potuto partecipare alla visita guidata dell’edificio, accompagnati dalle spiegazioni dei ricercatori Sotacarbo che hanno illustrato la strumentazione scientifica all’interno dei laboratori.

Il progetto RECOVER valorizza e rafforza l’identità della città di Carbonia e della Grande Miniera di Serbariu, da sempre avamposti di innovazione e progresso, inserendo il territorio all’interno di una rete internazionale di ricerca e sviluppo che si impegna a catalizzare la transizione energetica.
Dall’estrazione del carbone allo studio di tecnologie innovative per la produzione di energia pulita, Sotacarbo si ripropone come esempio concreto di come un sito simbolo della storia industriale del Sulcis possa trasformarsi in infrastruttura abilitante per innovazione, ricerca applicata e sostenibilità ambientale.

Domani 15 e sabato 16 maggio, Pozzo Sella, nella Miniera di Monteponi a Iglesias, ospiterà la seconda edizione degli Stati Generali del Cammino Minerario di Santa Barbara, appuntamento dedicato al confronto tra istituzioni, operatori, imprese, esperti e protagonisti del turismo lento e sostenibile.

Due giornate di incontri, tavole rotonde e approfondimenti per riflettere sulle prospettive di crescita del Cammino Minerario di Santa Barbara, oggi sempre più riconosciuto come modello di valorizzazione territoriale capace di generare sviluppo economico, coesione sociale e nuove opportunità per le comunità locali.

Al centro dell’edizione 2026 ci saranno i temi degli investimenti, dell’accoglienza, della costruzione di una rete territoriale di operatori e della crescita del turismo esperienziale lungo il Cammino. Un focus particolare sarà dedicato alle opportunità di sviluppo per imprese, strutture ricettive, servizi e attività locali legate ai percorsi del turismo lento.

La manifestazione si aprirà con una sessione dedicata agli investimenti e ai progetti realizzati per il territorio, con gli interventi del presidente della Fondazione CMSB Mauro Usai, dell’assessore regionale della Programmazione Giuseppe Meloni e dei rappresentanti tecnici e amministrativi della Fondazione.

Ampio spazio sarà riservato anche al racconto dei cammini come strumento di rigenerazione culturale e sociale, attraverso il confronto con esperti del settore, divulgatori, amministratori e protagonisti del turismo lento nazionale ed europeo.

Tra gli ospiti attesi figurano il divulgatore e conduttore Rai Federico Quaranta, il conduttore e autore di programmi tv Roberto Giacobbo, il giornalista e narratore del territorio Andrea Amadei, il creator internazionale del turismo lento Tom Search insieme a tanti altri professionisti del turismo, studiosi e rappresentanti delle reti dei cammini italiani ed europei.

Le tavole rotonde affronteranno temi centrali per il futuro del settore: accoglienza e comunità, inclusione e accessibilità, turismo lento e rigenerazione culturale, narrazione dei territori, promozione digitale e sviluppo delle reti europee dei cammini minerari.

La seconda edizione degli Stati Generali conferma così il ruolo del Cammino Minerario di Santa Barbara come laboratorio di innovazione territoriale e turismo sostenibile, capace di mettere in relazione patrimonio ambientale, memoria mineraria, identità culturale e nuove economie locali.

L’evento si svolgerà nella suggestiva cornice di Pozzo Sella, simbolo della storia mineraria del Sulcis Iglesiente e luogo emblematico della trasformazione del patrimonio industriale in spazio di cultura, incontro e sviluppo.

«Oggi il Cammino rappresenta molto più di un itinerario escursionistico: è una vera infrastruttura culturale e sociale capace di mettere in rete territori, comunità, amministrazioni, associazioni e operatori economici. Attorno al Cammino si sta consolidando un sistema che crea opportunità, valorizza identità e patrimoni locali e genera nuove prospettive di sviluppo sostenibile per tutto il territorio. Gli Stati Generali ruotano proprio intorno a questo obiettivo: costruire confronto, condividere esperienze e rafforzare una visione comune per il futuro del turismo lento in Sardegna»,dichiara il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai.

«Questa seconda edizione rappresenta anche un momento importante di ascolto e programmazione. Vogliamo consolidare la rete degli operatori che ogni giorno contribuiscono alla crescita del Cammino – strutture ricettive, guide, imprese, associazioni, produttori locali e amministrazioni – perché il valore di questo progetto risiede soprattutto nella capacità di generare partecipazione e comunità. Investire sul Cammino significa investire sulla qualità dell’accoglienza, sull’occupazione, sulla permanenza dei giovani nei territori e sulla valorizzazione di un patrimonio unico dal punto di vista ambientale, storico e culturale.»

«Il Cammino Minerario di Santa Barbara è oggi riconosciuto come una delle esperienze più significative del turismo lento in Italia e in Europa. Il nostro obiettivo – conclude il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai – è continuare a crescere attraverso una strategia che unisca sostenibilità, innovazione, accessibilità e promozione internazionale, mantenendo sempre al centro l’identità autentica dei luoghi e delle comunità che li abitano.»

Entra nella fase attuativa l’Investimento Territoriale Integrato (ITI) del Cammino Minerario di Santa Barbara, progetto strategico finanziato con le risorse del PR Sardegna FESR 2021-2027 e con fondi regionali, con una dotazione complessiva di 13.137.711 euro, di cui 8.637.711 euro a valere sul FESR.

La presentazione ufficiale si è svolta questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla presenza del vicepresidente della Giunta e l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni, e del presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e sindaco di Iglesias, Mauro Usai.

«Con questo passaggio, l’ITI del Cammino Minerario di Santa Barbara entra nella fase della realizzazione ha dichiarato l’assessore Giuseppe Meloni -. Finanziamo una strategia integrata che si basa su identità, patrimonio culturale, ambiente, mobilità dolce, accoglienza e nuove opportunità per le comunità locali.»
Il presidente della Fondazione, Mauro Usai ha evidenziato come «l’ITI rappresenta un riconoscimento importante da parte della Regione Sardegna ovvero l’idea che, uno sviluppo realmente sostenibile non solo sia possibile, ma già in atto».

Per dimensione finanziaria, ampiezza territoriale e numero di Comuni coinvolti, il progetto è tra gli interventi più significativi di sviluppo territoriale integrato dedicati ai territori minerari della Sardegna. La stipula delle convenzioni e il trasferimento delle prime risorse consentono ora di avviare la fase operativa, con l’obiettivo di rigenerare il patrimonio storico, ambientale e culturale delle aree minerarie dismesse e creare nuove opportunità per i territori interessati. L’ITI permette di trasformare la strategia del Cammino Minerario di Santa Barbara in azioni mirate, a partire dalla riqualificazione strutturale dell’antica viabilità storica e dei beni in disuso nella disponibilità delle amministrazioni locali. L’esperienza del Cammino ha già mostrato una significativa capacità di attrazione e può contribuire al miglioramento dell’economia locale e al rilancio dei territori attraversati.

«I territori segnati dalla storia mineraria della Sardegna – ha sottolineato Giuseppe Melonicustodiscono una memoria profonda, ma anche potenzialità importanti per il futuro. Il nostro compito, come Regione, è accompagnare questa trasformazione: recuperare ciò che rischiava di restare in disuso e farlo diventare un insieme di infrastrutture capaci di produrre sviluppo, coesione e lavoro. Programmare significa investire dove esistono energie locali, patrimoni da valorizzare e potenzialità ancora non pienamente espresse. Il Cammino Minerario di Santa Barbaraha aggiunto l’assessore della Programmazione risponde pienamente a questa visione e indica una strada possibile per costruire crescita sostenibile e turismo diffuso a partire dai patrimoni locali. Come Regione continueremo a seguire questo percorso con attenzione, perché le risorse programmate devono tradursi in opere, servizi e risultati misurabili per i territori e per le persone che li abitano.»

Nato nel Sud-Ovest della Sardegna, il Cammino Minerario di Santa Barbara ha oggi una dimensione regionale grazie all’estensione del progetto a nuovi itinerari territoriali: il CMSB Nord Ovest nella Nurra, il CMSB Centro Sud nell’Ogliastra, Barbagia di Seulo e Sarcidano e il CMSB Sud Est nel Sarrabus Gerrei, coinvolgendo 51 Comuni e oltre 295 mila abitanti. Negli ultimi anni, il cammino ha già ottenuto risultati significativi: tra il 2022 e il 2025 le presenze sono cresciute di oltre il 464%, confermando la capacità di attrarre flussi turistici anche nei periodi di bassa stagione e contribuendo alla destagionalizzazione dell’offerta turistica regionale.

«Nei primi mesi del 2026 abbiamo registrato una crescita del 30% delle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – ha sottolineato il presidente della Fondazione, Mauro Usaicon camminatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa, anche in mesi tradizionalmente considerati di bassa stagione, quando la Sardegna è storicamente meno presente nei flussi turistici. Questo risultato racconta una trasformazione profonda: il patrimonio minerario, a lungo associato a crisi, abbandono e partenze, oggi si sta rivelando una risorsa viva, capace di generare lavoro stabile e di restituire identità e orgoglio alle comunità locali. Con oltre 13 milioni di euro di investimenti, tre nuovi itinerari che attraversano l’Isola da Nord a Sud e 51 Comuni coinvolti, stiamo dimostrando che l’esperienza costruita nel Sulcis Iglesiente, nell’Arburese e nel Guspinese non è un progetto circoscritto, ma un modello di sviluppo che può parlare a tutta la Sardegna.»

Infrastrutture, accoglienza e accessibilità sono i tre assi principali della strategia dell’investimento. Le azioni previste riguardano il miglioramento e la messa in sicurezza di sentieri, ciclovie e ippovie, insieme al recupero delle ferrovie minerarie dismesse come infrastrutture di mobilità dolce. Sul fronte dell’accoglienza, il progetto prevede il riuso di immobili pubblici per la realizzazione delle posadas, strutture dedicate all’ospitalità di pellegrini ed escursionisti, oltre ad azioni di efficientamento energetico e alla creazione di comunità energetiche a beneficio dei borghi attraversati dal Cammino. Un’attenzione particolare è riservata alla segnaletica, alla sicurezza e all’accessibilità universale, secondo i principi del Design for All.

Domani, martedì 12 maggio, alle 12.00, nella Sala Senior (5° piano) del Centro Regionale di Programmazione, in via Cesare Battisti a Cagliari, l’assessore del Bilancio e Programmazione, Giuseppe Meloni e il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai terranno una conferenza stampa di presentazione dell’Investimento Territoriale Integrato – Cammino Minerario di Santa Barbara, finanziato con fondi del PR Sardegna FESR 2021-2027 e con fondi regionali, giunto alla fase attuativa con la stipula della convenzione che consolida il quadro degli impegni finanziari assunti dalla Regione Sardegna nei confronti della Fondazione CMS e il trasferimento di 13 milioni di euro.

L’ITI Cammino Minerario di Santa Barbara avrà inoltre, uno spazio dedicato all’interno della II edizione de “Gli Stati Generali del Cammino di Santa Barbara 2026”, in programma il 15 e 16 maggio a Iglesias, evento annuale, organizzato dalla Fondazione CMSB, che riunisce istituzioni, operatori turistici, imprese locali e stakeholder per fare il punto sullo sviluppo del percorso, sui risultati raggiunti e sulle linee strategiche future.

 

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni, una delibera che destina nuove risorse per le imprese del Sulcis-Iglesiente per finanziare le ulteriori domande, rispetto a quelle già istruite, presentate a valere sul bando territoriale del 2024, all’interno del Piano Sulcis.

La decisione deriva dal fatto che, registrata la grande partecipazione, servirebbe una dotazione finanziaria ben superiore rispetto a quella iniziale: 105 domande presentate e 14,7 milioni di euro di agevolazioni richieste, a fronte di un bando da 6 milioni di euro. Dopo la prima fase istruttoria, risultano ancora 60 istanze istruibili, per un fabbisogno potenziale di circa 8,7 milioni di euro.

«Con questa delibera abbiamo scelto di non lasciare inutilizzate risorse che possono tradursi in investimenti, lavoro e nuove opportunità per il Sulcis Iglesiente», dichiara l’assessore Giuseppe Meloni. Il provvedimento riguarda, in particolare, il bando pubblicato il 4 dicembre 2024 rivolto alle micro, piccole e medie imprese del Sulcis-Iglesiente nei settori della ricettività, della ristorazione, dei servizi per il turismo, della cultura, dell’ambiente e dell’enoturismo. L’obiettivo è sostenere investimenti materiali e immateriali capaci di rafforzare la competitività delle imprese e accompagnare percorsi di sviluppo sostenibile nel territorio.

«I numeri del bando spiega Giuseppe Melonici dicono che nel territorio c’è un’evidente aspirazione a rinnovarsi e investire. Per questo abbiamo deciso di integrare i fondi per l’intervento già attivato e di dare copertura a ulteriori domande presentate dalle imprese, che potranno così essere istruite. Vogliamo sostenere chi investe, chi innova, chi sceglie di fare impresa in un territorio che ha bisogno di sviluppo economico e sociale e di strumenti di sostegno per realizzarlo. Con questa nuova programmazione delle risorse stiamo creando occasioni di crescita per le imprese e nuove prospettive per il Sulcis Iglesiente.»

Con la delibera approvata dalla Giunta, le risorse ancora disponibili sull’area “incentivi” del Piano Sulcis – previste da diverse delibere regionali del 2015 e 2021, in attuazione delle delibere del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, poi rinominato CIPESS Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) e di successive integrazioni – saranno utilizzate per finanziare un maggior numero di imprese che hanno partecipato al bando del 2024.

Il provvedimento prevede, inoltre, che le risorse che resteranno ancora disponibili siano destinate a nuovi avvisi pubblici per il sostegno all’attività d’impresa, così da garantire il completo utilizzo della dotazione assegnata all’area “incentivi” del Piano Sulcis. Le ulteriori misure potranno riguardare i comparti industriale, turistico e agroindustriale, secondo le necessità rilevate e condivise con gli amministratori dei Comuni del Sulcis Iglesiente e con il partenariato socio-economico territoriale, in raccordo con l’assessorato dell’Industria che è la struttura di coordinamento del Piano Sulcis.

Per l’attuazione delle ulteriori misure è stato confermato il Centro Regionale di Programmazione come soggetto responsabile. Con questo atto la Regione sostiene il sistema imprenditoriale del Sulcis-Iglesiente e supporta il territorio con strumenti decisivi per lo sviluppo e l’occupazione.

Dopo Sassari a febbraio, oggi Carbonia. Secondo dei sette progetti dell’ITI, l’Investimento territoriale integrato, finanziati dalla Regione tramite la Priorità 6 del FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) 2021-2027, dedicata allo sviluppo sostenibile e integrato urbano e territoriale.
Per Carbonia un investimento da 12 milioni e 290 mila euro per ridisegnare il centro urbano e rafforzare la vitalità economica e sociale della città. Con l’approvazione della strategia territoriale del comune di Carbonia, la Regione Sardegna compie un passo importante per avviare un progetto di rigenerazione urbana integrata che si concentra sulla qualità dello spazio pubblico e dei servizi, che supporta le imprese e che prevede la partecipazione dal basso.
Due giorni fa la Giunta regionale, su proposta del vicepresidente e assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio Giuseppe Meloni, ha infatti approvato le operazioni da attuare.
La strategia, denominata “Rivitalizzazione Urbana di Carbonia: Strategia per uno sviluppo sostenibile e inclusivo”, è stata definita dal comune di Carbonia in un percorso di co-progettazione con l’Autorità di Gestione del PR Sardegna FESR 2021-2027 ed è stata adottata dalla Giunta comunale il 4 marzo 2026.

Rigenerazione urbana e qualità degli spazi pubblici

Uno degli interventi principali riguarda la riqualificazione del sistema delle piazze del centro città, che comprende piazza Ciusa, piazza Matteotti e piazza San Ponziano. L’intervento interesserà complessivamente circa 13.500 metri quadrati di spazio urbano, con l’obiettivo di migliorare la qualità e la fruibilità degli spazi pubblici e rafforzare la funzione sociale, culturale ed economica del centro cittadino. Il progetto prevede la creazione di ampie aree pedonali, l’incremento del verde urbano, l’introduzione di nuovi arredi e servizi innovativi e il potenziamento delle infrastrutture digitali, favorendo una fruizione più sostenibile e inclusiva degli spazi urbani. La riqualificazione delle piazze si inserisce in un più ampio processo di valorizzazione del centro cittadino ed è strettamente connessa alla rifunzionalizzazione del Mercato civico, destinato a diventare uno dei principali poli di riferimento per la vita economica e sociale della città.

Sostegno alle imprese e sviluppo economico

Accanto agli interventi di trasformazione urbana, la strategia prevede misure dedicate al sostegno alle micro, piccole e medie imprese, con incentivi destinati alla nascita di nuove attività e al rafforzamento di quelle esistenti. L’obiettivo è favorire la rivitalizzazione economica del centro cittadino e incentivare l’insediamento di attività nei settori della ristorazione, della cultura, dell’artigianato, del turismo e dei servizi alla comunità, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema imprenditoriale dinamico e innovativo. Le misure previste puntano inoltre a sostenere l’occupazione e l’autoimprenditorialità, con particolare attenzione ai giovani e ai percorsi di sviluppo locale.

Partecipazione e co-progettazione territoriale

La strategia ITI prevede anche azioni dedicate al rafforzamento della capacità amministrativa e alla partecipazione territoriale, attraverso processi di coinvolgimento degli attori locali e degli stakeholder del territorio. Sono previsti momenti di ascolto e laboratori di co-progettazione con cittadini, operatori economici e associazioni, con l’obiettivo di costruire un modello di sviluppo urbano condiviso e sostenibile e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. Il quadro regionale.

“Rivitalizzazione Urbana di Carbonia: Strategia per uno sviluppo sostenibile e inclusivo” è stato presentato questa mattina nella sala polivalente del comune di Carbonia.
«Con questa delibera destiniamo oltre 12 milioni di euro al comune di Carbonia e sosteniamo una strategia che unisce rigenerazione urbana e sviluppo economico-sociale – ha detto il vicepresidente e assessore regionale della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Meloni -. È un risultato importante, costruito insieme al Comune, che ci consente di investire in luoghi simbolici, ma anche di supportare la crescita delle attività economiche e di promuovere un modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile. Attraverso le risorse europee riusciamo a creare nuove opportunità per i territori e a migliorare la qualità della vita delle persone.»

«A questo investimento affianchiamo una visione chiara sul futuro della cittàha detto il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu -. Negli anni il centro ha perso parte della sua forza attrattiva, sia dal punto di vista economico che sociale, e oggi scegliamo di intervenire in modo strutturato per invertire questa tendenza. È un progetto di riqualificazione urbana basato su un approccio integrato, che mette insieme spazi pubblici, attività economiche e comunità, con l’obiettivo di riportare il centro a essere un luogo vivo e vissuto, capace di creare nuove opportunità per la città.»

«Interveniamo sugli spazi pubblici per migliorarne l’uso concretoha aggiunto l’assessore dei Lavori pubblici del comune di Carbonia, Manolo Mureddu -. Piazze più accessibili, più possibilità per le persone e per le attività, una migliore organizzazione complessiva. Lavoriamo perché il centro sia più semplice da vivere ogni giorno, sia per chi ci abita sia per chi lo frequenta. L’obiettivo è rendere questi luoghi più funzionali, più utilizzabili e più adatti ad accogliere attività, servizi e momenti di vita urbana.»

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore del Bilancio e della Programmazione Giuseppe Meloni, ha deliberato l’integrazione per l’attuazione degli interventi di sviluppo urbano sostenibile del Piano Regionale Sardegna FESR 2021-2027 (Priorità 6 ”Sviluppo sostenibile e integrato urbano e territoriale”), assegnando le risorse ancora disponibili pari a 30.597.910 euro, destinando 7.000.000 di euro ai comuni di Cagliari e Sassari; 5.000.000 di euro al comune di Olbia; 3.500.000 di euro ai comuni di Nuoro e Oristano; 2.290.000 di euro ai comuni di Carbonia e Iglesias.

 «Con questa delibera rafforziamo il percorso di programmazione per l’Agenda Urbana regionale già avviato nell’ambito del Piano Regionale Sardegna FESR 2021-2027, dedicata allo sviluppo urbano integrato e sostenibile, e mettiamo a disposizione risorse aggiuntive perché i Comuni coinvolti possano tradurre le proprie Strategie Territoriali in interventi utili. Queste le azioni previste: perseguire la rigenerazione e la riqualificazione degli spazi urbani, il miglioramento e la modernizzazione dei servizi, l’introduzione di innovazioni sociali per rafforzare la coesione delle comunità, la promozione della crescita economica e il consolidamento delle filiere produttive locali», ha detto l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio Giuseppe Meloni -. L’obiettivo è semplice: usare efficacemente le risorse pubbliche, con criteri chiari e scelte misurabili, per migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso il rinnovamento e la valorizzazione delle aree urbane. Per questo, accanto agli investimenti, abbiamo previsto anche un percorso di rafforzamento della capacità amministrativa: perché la qualità di un intervento dipende anche dalla capacità di progettarlo e realizzarlo nei tempi giusti, senza ritardi e senza sprechi.»

La Giunta regionale ha approvato oggi la delibera con cui viene dato mandato all’Autorità di Gestione del Programma Regionale Sardegna FESR 2021-2027 (il Fondo europeo di sviluppo regionale) di assegnare le risorse ancora disponibili per le aree urbane sulla Priorità 6 “Sviluppo sostenibile e integrato urbano e territoriale”, pari a 30.597.910 euro, destinando ulteriori 30.580.000 euro ai sette Comuni individuati nel Programma – Cagliari, Sassari, Olbia, Nuoro, Oristano, Carbonia e Iglesias – e i restanti 17.910 euro per incrementare le risorse dedicate al miglioramento della capacità amministrativa nella fase di attuazione degli interventi. Queste risorse consentono di incrementare i 10 milioni di euro già assegnati a ciascun Comune impegnato con l’Amministrazione regionale nel percorso di co-progettazione delle Strategie Territoriali e nella successiva attuazione degli Investimenti Territoriali Integrati (IT) promossi in ambito urbano.