31 January, 2023
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A causa dell’emergenza Coronavirus, la commemorazione dei Caduti di tutte le Guerre – così come quella di oggi in ricordo dei defunti – avverrà in forma diversa rispetto alla tradizione consolidatasi nel corso degli anni e non potrà ovviamente contare sulla consueta massiccia partecipazione delle autorità civili, associazioni e scuole.

In ottemperanza alle prescrizioni dei recenti DPCM in tema di prevenzione e contrasto dell’epidemia da Covid-19, non sarà possibile svolgere alcuna cerimonia ufficiale.

Sarà, pertanto, una celebrazione quasi simbolica in cui il sindaco Paola Massidda, in rappresentanza di tutta la cittadinanza, delle autorità e associazioni locali, deporrà una corona d’alloro in ricordo dei Caduti di tutte le Guerre.

Questo il programma dettagliato: mercoledì 4 novembre, alle ore 10.00, il sindaco deporrà una corona d’alloro in Piazza Rinascita – in prossimità del monumento dei Caduti di tutte le Guerre – accompagnata dalla benedizione religiosa a cura di don Cristian Lilliu, parroco della Chiesa di San Ponziano.

A seguire, verrà collocata una corona d’alloro presso la lapide sita all’esterno della chiesa di Serbariu, con benedizione a cura di don Luigi Sulas, parroco della Chiesa di San Narciso.

Successivamente, ai piedi del monumento ai Caduti di Piazza Chiesa, a Bacu Abis, il sindaco Paola Massidda deporrà una corona d’alloro che riceverà la benedizione di don Giuseppe Tilocca, parroco della Chiesa di Santa Barbara.

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La comunità di Bacu Abis è in festa per i 100 anni di Elvira Gaviano, vedova Macrì, alla presenza del Sindaco, del vice sindaco e della presidente del Consiglio comunale.

Il sindaco Paola Massidda, il vicesindaco Gian Luca Lai ed il presidente del Consiglio comunale Daniela Marras si sono recati a Bacu Abis per l’importante ricorrenza, portando anche gli auguri di un felice compleanno a nonna Elvira, anche a nome dell’intera cittadinanza.

Elvira Gaviano, originaria di Gairo, si è trasferita a Bacu Abis nel 1962, luogo in cui vive tutt’ora, circondata dall’amore dei suoi quattro figli, sette nipoti e cinque pronipoti.

Dopo la Santa Messa, officiata da don Giuseppe Tilocca, per festeggiare la centenaria è stato organizzato un rinfresco. Un evento partecipato che ha visto l’intera comunità di Bacu Abis in festa, per celebrare il 100° compleanno di nonna Elvira.

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Questo pomeriggio il sindaco di Carbonia Paola Massidda, gli assessori Loredana La Barbera, Sabrina Sabiu e Antonio Guerrieri, si sono recati a Bacu Abis per un’occasione davvero importante, il compleanno della signora Ines Mocci, che oggi, 21 gennaio 2020, ha compiuto la bellezza di 100 anni.

«Auguro, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, buon compleanno a nonna Ines, che ha trascorso un secolo di vita con forza, energia e determinazione. La sua dedizione per il lavoro, l’amore per la famiglia e per la comunità in cui ha sempre vissuto, Bacu Abis, sono un esempio per tutti noi», ha commentato il sindaco Paola Massidda, che ha omaggiato la centenaria con una pergamena.

Ines Mocci ha lavorato come cernitrice nella miniera di Terras Collu. Si è sposata nel 1943 e ha avuto 8 figli, 14 nipoti e 7 pronipoti. Un elisir di lunga giovinezza che accomuna nonna Ines ad altri abitanti della nostra città, che vanta ben 15 cittadini ultracentenari.

Nella foto la festeggiata Ines Mocci, il parroco della Chiesa di Santa Barbara don Giuseppe Tilocca, gli assessori Sabrina Sabiu e Loredana La Barbera.

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Dal 30 novembre al 4 dicembre a Bacu Abis, si svolgerà la terza edizione della “Festa del Minatore”. L’evento prevede un ricco programma di iniziative organizzate dal coordinamento delle associazioni di volontariato “Bacu Abis”, in collaborazione con la parrocchia “Santa Barbara”, “La Cernita Teatro”, con il patrocinio del comune di Carbonia.

«Si tratta di una festa molto sentita dai cittadini di Bacu Abis, che potranno commemorare i minatori deceduti sul lavoro con numerosi eventi a loro dedicati. Il modo migliorare per onorare la loro memoria e ripercorrere le origini dei nostri padri e dei nostri nonni», spiega il sindaco, Paola Massidda.

La “Festa del Minatore” prenderà il via domani, sabato 30 Novembre, alle ore 17.30 al Cineteatro di Bacu Abis, dove la direttrice della compagnia “La Cernita Teatro” Monica Porcedda sarà protagonista di un monologo che aprirà la serata in favore della ricerca scientifica per la lotta contro il cancro, denominata “Accendiamo le Stelle”.

Domenica 1° dicembre, a partire dalle ore 8.15, è prevista la “Camminata lungo i vecchi percorsi minerari”, con visita dei 5 pozzi minerari di Bacu Abis, partenza da Pozzo Castoldi e arrivo presso la Chiesa di Santa Barbara, dove alle ore 10.30 i cittadini potranno assistere alla Santa Messa celebrata da don Giuseppe Tilocca. Un importante appuntamento si svolgerà nel pomeriggio di sabato, alle ore 16.00, allorché al Cineteatro di Bacu Abis andrà in scena lo spettacolo ispirato dal libro di Roberto Camedda, dal titolo “All’ombra della sirena. Volume 2. Racconti di vita mineraria narrati dai figli dei protagonisti”, in collaborazione con l’associazione culturale “Su Zurfuru Mine” di Fluminimaggiore, il coordinamento delle associazioni di volontariato di Bacu Abis, “La Cernita Teatro”, con il patrocinio del comune di Carbonia e la regia di Monica Porcedda.

Domenica 1° dicembre i festeggiamenti proseguiranno sempre al Cineteatro, alle ore 18.30, con un tributo al cantautore Fabrizio De André, di cui la comunità di Bacu Abis potrà riecheggiare le canzoni nel concerto ad opera dei “Zirichiltaggia”.

Lunedì 2 dicembre, alle ore 17.00, al Cineteatro è in programma la proiezione del film “Bacu Abis ieri e oggi”, curata da Sandro Orrù.

Martedì 3 dicembre, alle ore 16.00, nella sede del Coordinamento Associazioni di Bacu Abis, sono previsti giochi per bambini, palloncini, truccabimbi, giochi, balli e divertimento con “Mister Balloon”.

Il gran finale della “Festa del Minatore” si svolgerà mercoledì 4 dicembre, in occasione della celebrazione di Santa Barbara, la protettrice dei minatori. Alle ore 15.30 si terrà il raduno della comunità di Bacu Abis a Pozzo Castoldi e la commemorazione dei caduti nelle miniere, che verranno omaggiati con la deposizione di una corona d’alloro, alla presenza delle autorità civili, politiche e religiose.

A seguire si svolgerà la Santa Messa celebrata don Giuseppe Tilocca e, alle ore 17.45, al Cineteatro verranno celebrati gli 80 anni di presenza a Bacu Abis delle Suore Orsoline di Somasca. Alle ore 19.00, nella sede di via Gavorrano, il coordinamento delle associazioni di Bacu Abis offrirà un rinfresco a tutti i partecipanti.

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Si è insediato ufficialmente il nuovo parroco, don Giuseppe Tilocca, recentemente nominato dal vescovo della diocesi di Iglesias, Sua Eccellenza monsignor Giovanni Paolo Zedda. Don Giuseppe Tilocca, 52 anni, attualmente è docente associato di Filosofia Morale presso la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna.

Il sindaco Paola Massidda – presente alla messa insieme al suo vice Gian Luca Lai – ha dato il benvenuto a don Giuseppe, augurandogli buon lavoro nel suo nuovo ministero parrocchiale.

«Don Giuseppe Tilocca – ha detto il primo cittadino – è una persona dotata di grande cultura e moralità, che sono certa saprà incarnare al meglio il ruolo di guida spirituale e di punto di riferimento per tutta la comunità di fedeli di Bacu Abis. Con lui intavoleremo un rapporto di proficua collaborazione che auspichiamo possa dare benefici a tutta la società civile.»

Il nuovo parroco raccoglie il testimone lasciatogli dal compianto Don Giampiero Garau – scomparso nello scorso mese di aprile – il cui ricordo è ancora vivo in tutta la comunità di Bacu Abis.

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«Ci sono distanze da colmare fra quanto la Caritas riesce a elaborare e l’impegno nelle parrocchie per fronteggiare le emergenze riconducibili alla povertà. Diverse parrocchie, infatti, non sempre sono attente a tanta drammaticità. Spesso facciamo tante liturgie, ma queste senza la Carità non si completano.»

Così, don Gaetano Gallia, direttore della Caritas Turritana ha introdotto il secondo incontro di avvicinamento alla XXIX Marcia della Pace, che si snoderà a Carbonia il prossimo 30 dicembre.

Questa iniziativa, in preparazione alla Marcia, che si è svolta ieri a Sassari nella sala arcivescovile intitolata a mons. Isgrò, aveva per tema “Contrastare la povertà per costruire la Pace” e segue il convegno su “Dignità e lavoro per costruire la Pace” svoltosi a Cagliari lo scorso 25 novembre, e precede l’ultimo, in programma a Iglesias il prossimo 15 dicembre quando l’argomento sarà “Custodire il creato per conquistare la Pace”.

La prima relazione dell’incontro di Sassari è stata affidata a Raffaele Callia, responsabile dell’Ufficio Studi e Ricerca della Caritas regionale che ha presentato il “Report sulla povertà 2014-2015”, già reso pubblico alla stampa le settimane scorse.

Callia, ha fatto un collegamento diretto fra il dramma della povertà e la costruzione della pace sostenendo che se c’è povertà ed esclusione sociale per tanti cittadini, questa è dovuta all’assenza di giustizia, per cui contrastare la povertà significa essenzialmente superare tutte le situazioni di ingiustizia ed inequità.

«La povertà non è solo di tipo economico – ha evidenziato – ma a questa situazione di precarietà concorrono altri fattori quali, ad esempio, la bassa scolarizzazione e i rapporti interpersonali; per questo occorre rafforzare i programmi di antidispersione scolastica, sensibilizzare maggiormente i giovani sull’imminente possibile condizione di precarietà e investire risorse per programmi a lungo termine e non solo per l’emergenza contingente.»

Dietro ogni persona che si rivolge ai centri d’ascolto delle Caritas, c’è un bisogno reale da riconoscere e superare che produce la necessità imminente della richiesta d’aiuto.

Alberto Merler, docente di Sociologia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari, ha, invece, presentato una riflessione sociologica sulla povertà oggi.

«I dati freddi del Report – ha detto – acquistano spessore e calore grazie al commento appassionato e competente fatto da Raffaele Callia. Questi dati – ha proseguito il docente – fanno emergere l’assenza di politiche a sostegno delle famiglie e la cosa più drammatica è che la povertà emerge di più nelle zone urbane rispetto ai paesi piccoli dove il vicinato e la solidarietà fra le persone è ancora presente e attiva. Ciò succede perché la povertà non è sempre uguale, ma cambia in base ai contesti in cui si sviluppa.»

Anche il prof. Merler ha ripreso il tema della mancanza di giustizia che provoca l’esclusione sociale di tanti cittadini e questa grave condizione non fa altro che minare la pace perché crea ampie sacche di risentimento e di aumento della vulnerabilità nelle nostre città.

Ora, il prossimo e ultimo appuntamento prima della Marcia del 30 dicembre a Carbonia, si terrà a Iglesias presso il Centro Culturale di via Cattaneo, martedì 15 dicembre con inizio alle ore 10,15, e il tema Custodire il creato per conquistare la Pace” è riconducibile all’emergenza ambientale e alla devastazione del territorio.

Con il vescovo mon. Giovanni Paolo Zedda e il sindaco di Iglesias, Emilio Gaziazzo, interverranno:

– Fabrizio Cavalletti, Responsabile dell’Ufficio Africa Caritas Italiana che parlerà di: Cibo di guerra”. Ambiente, risorse naturali e conflitti dimenticati.

– Don Giuseppe Tilocca, Vicario episcopale per la pastorale della Diocesi di Iglesias che svilupperà il tema: La cura del nostro territorio, alla luce delle indicazioni offerte dalla Enciclica “Laudato sì”.

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Caritas

Un cammino in tre passi per riflettere su come la pace si costruisca, a partire dal territorio, attraverso il rispetto per il creato e la giustizia nella distribuzione delle risorse ambientali: è questo il terzo “Itinerario di pace” promosso dalla Caritas diocesana di Iglesias.

Inizierà da domenica 29 novembre, alle 16.30, nella parrocchia San Giovanni Battista, a Portoscuso, e aiuterà la comunità diocesana a prepararsi per la 29ª Marcia regionale della pace, che quest’anno partirà (alle 15.00) a Carbonia dalla Grande miniera di Serbariu per concludersi in piazza Roma.

Nell’Itinerario Gruppo diocesano di educazione alla mondialità e alla pace e Area Giovani propongono un invito alla meditazione, dedicato specialmente ai giovani ma aperto a tutta la comunità che vuole raccogliere il messaggio lanciato da papa Francesco “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”.

Il primo passo del percorso porterà nelle quattro foranie della Diocesi (Sant’Antioco, Sulcis, Carbonia e Iglesias) gli spunti dell’enciclica Laudato si’.

Gli incontri si svolgeranno dalle 16.30 alle 18.30. Il primo appuntamento è nella parrocchia San Giovanni Battista a Portoscuso il 29 novembre. Il 6 dicembre l’Itinerario si sposterà a Tratalias (parrocchia della Vergine di Monserrato); il 12 dicembre alla Beata Vergine Addolorata di Carbonia e il 19 dicembre si concluderà a Santa Chiara a Iglesias.

Nella città sede vescovile si svolgerà anche il secondo passo, favorendo la conoscenza dal vivo di una delle opere-segno della Caritas diocesana: il 28 dicembre, nella “Casa di accoglienza Santo Stefano”, i giovani trascorreranno una giornata di volontariato, potendo approfondire – ancora una volta – i temi proposti dall’enciclica papale.

Il terzo passo coinciderà con la XXIX Marcia regionale della pace, in programma il 30 dicembre a Carbonia. L’evento sarà preceduto, ad Iglesias, anche da un convegno al Centro culturale (in via Cattaneo) il 15 dicembre, a partire dalle ore 10.15. Nella ricorrenza della “Giornata nazionale dell’obiezione di coscienza” la tavola rotonda sarà occasione per presentare il quinto Rapporto sui conflitti dimenticati, dal titolo “Cibo di guerra”, curato da Caritas Italiana.

Al seminario del 15 prenderanno parte Fabrizio Cavalletti (responsabile dell’Ufficio Africa di Caritas Italiana) e don Giuseppe Tilocca, vicario episcopale per la pastorale della Diocesi di Iglesias.

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Don Luigi Sulas, nato 49 anni a Carbonia, parroco della chiesa di San Narciso, a Serbariu, è il nuovo cappellano dell’Ospedale Sirai di Carbonia. Subentra a don Giulio Demontis, 46 anni, nominato alcune settimane fa nuovo parroco della chiesa della Vergine d’Itria, a Portoscuso, al posto di don Antonio Carta, 55 anni, nominato parroco della chiesa della Beata Vergine Addolorata, a Carbonia, in sostituzione a sua volta di don Gianni Cannas, 68 anni, nominato parroco della chiesa di San Carlo Borromeo, a Carloforte. Quest’ultimo, nell’Isola di San Pietro, ha preso il posto lasciato vacante da don Francesco Pau, 45 anni, nuovo parroco della Cattedrale di Santa Chiara, a Iglesias, al posto di don Antonio Mura, da un paio di mesi rettore del seminario regionale. Oltre alla nomina a cappellano dell’Ospedale Sirai, don Luigi Sulas ha ricevuto anche quella di parroco della chiesa San Camillo di Sirai che dividerà con quella della parrocchia San Narciso di Serbariu.

Il panorama delle nuove nomine nelle parrocchie della diocesi di Iglesias, si va via via completando. Don Giampaolo Cincotti, nato 46 anni fa a Carbonia, parroco della chiesa di Gesù Divino Operaio, a Carbonia, ha ricevuto anche la nomina ad amministratore parrocchiale della chiesa della Vergine delle Grazie di Barbusi, lasciata da don Giulio Demontis unitamente a quelle di parroco della chiesa di San Camillo e di cappellano dell’Ospedale Sirai.

Ad oggi resta da coprire solo un posto vacante, quello di parroco della chiesa di San Giovanni Battista, a Masainas, lasciato da don Bachisio Carta, 60 anni, nominato recentemente parroco della chiesa della Vergine delle Grazie di Palmas.

Ricordiamo le altre nomine recenti: Ignazio Porcu, 62 anni, è il nuovo parroco delle due chiese di Teulada, quella della Beata Vergine del Carmelo (lasciata da don Melchiorino Dore per aver raggiunto i limiti di età, 83 anni) e quella della chiesa di San Giovanni Battista.

Alla chiesa della Vergine della Neve, a Villamassargia, lasciata da don Ignazio Porcu, è stato nominato don Antonio Manunza, 48 anni, che ha lasciato a sua volta, le parrocchie di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine di Villarios e Vergine delle Grazie di Palmas. A Villarios è arrivato don Gabriele Culurgioni, amministratore parrocchiale.

Don Antonio Rubiu, 66 anni, già parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano, a Iglesias, è stato nominato anche nella chiesa della parrocchia di San Benedetto Abate, sempre a Iglesias; don Franco Pometti, 74 anni, già parroco della chiesa di San Paolo Apostolo, a Iglesias, guida ora anche la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, sempre a Iglesias e, in entrambe le parrocchie, ha come vice parroco don Maurizio Mirai.

Don Giuseppe Tilocca, 48 anni, infine, è stato nominato Vicario Episcopale per la Pastorale.

Don Luigi Sulas.

Don Luigi Sulas.

Don Giampaolo Cincotti.

Don Giampaolo Cincotti.

Don Luigi Sulas.

Don Luigi Sulas.

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Giulio Demontis 66 copia

Don Giulio Demontis, 46 anni, originario di Giba, ordinato sacerdote il 26 aprile 2003, è il nuovo parroco della chiesa della Vergine d’Itria di Portoscuso. E’ stato chiamato a ricoprire il vuoto lasciato da don Antonio Carta, 55 anni, nominato parroco della chiesa della Beata Vergine Addolorata, a Carbonia. Giulio Demontis lascia la chiesa della Vergine delle Grazie di Barbusi e la Cappella dell’ospedale Sirai di Carbonia.

La nomina di Giulio Demontis a parroco della chiesa della Vergine d’Itria di Portoscuso arriva dopo una serie di nomine iniziata con quella di don Antonio Mura, 53 anni, parroco della Cattedrale di Iglesias, a rettore del seminario regionale, decisa due mesi fa dalla Conferenza Episcopale Sarda, sostituito da don Francesco Pau, 45 anni, parroco della chiesa di San Carlo Borromeo, a Carloforte. Nell’Isola, al posto di Francesco Pau, è arrivato don Gianni Cannas, 68 anni, parroco della chiesa della Beata Vergine Addolorata, a Carbonia, dove è stato nominato don Antonio Carta, 55 anni, parroco della chiesa della Vergine d’Itria, a Portoscuso, ora sostituito da don Giulio Demontis.

Ignazio Porcu, 62 anni, parroco della Vergine della Neve, a Villamassargia, è stato nominato a Teulada, al posto di don Melchiorino Dore che, a 83 anni, è andato in pensione, ed ha assunto sia la guida della chiesa della Beata Vergine del Carmelo (lasciata da don Dore) sia quella della chiesa di San Giovanni Battista.

Alla guida della parrocchia della Vergine della Neve, a Villamassargia, è stato nominato don Antonio Manunza, 48 anni, che ha lasciato le parrocchie di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine di Villarios e Vergine delle Grazie di Palmas. A Villarios è arrivato don Gabriele Culurgioni, amministratore parrocchiale; a Palmas il nuovo parroco è don Bachisio Carta, 60 anni, che ha lasciato la parrocchia di San Giovanni Battista di Masainas, dove non è stato ancora nominato il successore.

Don Antonio Rubiu, 66 anni, già parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano, a Iglesias, è stato nominato anche nella chiesa della parrocchia di San Benedetto Abate, sempre a Iglesias; don Franco Pometti, 74 anni, già parroco della chiesa di San Paolo Apostolo, a Iglesias, guida ora anche la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, sempre a Iglesias e, in entrambe le parrocchie, ha come vice parroco don Maurizio Mirai.

Don Giuseppe Tilocca, 48 anni, infine, è stato nominato Vicario Episcopale per la Pastorale.

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Cattedrale Iglesias 29 copia

E’ tempo di nomine di nuovi parroci nelle chiese della diocesi di Iglesias. La nomina di don Antonio Mura, 53 anni, parroco della Cattedrale di Iglesias, a rettore del seminario regionale, decisa due mesi fa dalla Conferenza Episcopale Sarda, ha dato il via ad una serie di nomine da parte del vescovo, mons. Giovanni Paolo Zedda, non ancora conclusa, nelle parrocchie della diocesi, iniziata proprio con l’investitura di don Francesco Pau, 45 anni, parroco della chiesa di San Carlo Borromeo, a Carloforte, come suo successore.

Gianni Cannas, 68 anni, parroco della chiesa della Beata Vergine Addolorata, a Carbonia, è il nuovo parroco della chiesa di San Carlo Borromeo, a Carloforte, in sostituzione di Francesco Pau. Al suo posto, a Rosmarino, arriva don Antonio Carta, 55 anni, parroco della chiesa della Vergine d’Itria, a Portoscuso, il cui sostituto non è stato ancora nominato.

Ignazio Porcu, 62 anni, parroco della Vergine della Neve, a Villamassargia, va a Teulada, al posto di don Melchiorino Dore che, a 83 anni, va in pensione, ed assume sia la guida della chiesa della Beata Vergine del Carmelo (lasciata da don Dore) sia quella della chiesa di San Giovanni Battista.

Alla guida della parrocchia della Vergine della Neve, a Villamassargia, arriva don Antonio Manunza, 48 anni, che lascia le parrocchie di San Giuseppe Sposo della Beata Vergine di Villarios e Vergine delle Grazie di Palmas. A Villarios arriva don Gabriele Culurgioni, amministratore parrocchiale; a Palmas arriva don Bachisio Carta, 60 anni, che lascia la parrocchia di San Giovanni Battista di Masainas, dove non è stato ancora nominato il successore.

Don Antonio Rubiu, 66 anni, già parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano, a Iglesias, guiderà anche la chiesa della parrocchia di San Benedetto Abate, sempre a Iglesias; don Franco Pometti, 74 anni, già parroco della chiesa di San Paolo Apostolo, a Iglesias, guiderà anche la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, sempre a Iglesias e, in entrambe le parrocchie, avrà come vice parroco don Maurizio Mirai.

Don Giuseppe Tilocca, 48 anni, infine, è stato nominato Vicario Episcopale per la Pastorale.