26 September, 2026
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Dal 2 al 6 ottobre 2026 Masainas rinnova l’appuntamento con la Festa della Madonna della Salute, una delle celebrazioni religiose e popolari più sentite del territorio, capace di riunire ogni anno la comunità locale, fedeli, pellegrini e visitatori provenienti da diversi centri del Sulcis e della Sardegna.
Cinque giornate nelle quali la dimensione religiosa della Festa si intreccerà con tradizioni popolari, musica, spettacolo, gastronomia e iniziative culturali, trasformando Masainas in un luogo di incontro e partecipazione.
Il cuore della manifestazione rimane la devozione alla Madonna della Salute, un culto profondamente radicato nella storia della comunità masainese. Le prime testimonianze documentarie risalgono, infatti, all’Ottocento e raccontano un legame che, nel corso delle generazioni, ha mantenuto una forte connessione con il mondo agricolo e pastorale.
L’invocazione alla Madonna per la salute e il benessere non riguarda tradizionalmente soltanto le persone, ma anche gli animali, i raccolti e il territorio. Una relazione con il ciclo della terra che trova un significato particolare proprio nel periodo in cui si svolge la Festa, all’inizio dell’autunno e al termine delle attività legate alla vendemmia.
Le solenni processioni nel cuore della Festa
I momenti religiosi più partecipati saranno quelli di domenica 4 e lunedì 5 ottobre, quando il Simulacro della Madonna della Salute sarà portato solennemente lungo le vie di Masainas.
Domenica, dopo la Santa Messa, la processione sarà accompagnata dai gruppi folk e dalla banda musicale; lunedì saranno invece protagonisti, insieme ai fedeli e ai gruppi folk, i tradizionali suonatori di launeddas.
Al termine della processione di lunedì si terrà inoltre l’atteso spettacolo pirotecnico, uno dei momenti più suggestivi della manifestazione.
Costumi tradizionali, musica popolare e partecipazione religiosa accompagneranno così il passaggio del Simulacro, rinnovando un rito che rappresenta uno dei momenti identitari più importanti per la comunità.
Cinque serate di spettacolo e il gran finale con Le Vibrazioni
Accanto alle celebrazioni religiose, il programma 2026 propone cinque serate di intrattenimento, con una proposta differente per ogni giornata.
– Venerdì 2 ottobre, dalle ore 22.00, in Piazza Chiesa, apertura con lo spettacolo e DJ Set di Michelle C.
– Sabato 3 ottobre, alle ore 21.00, in Piazza Municipio, spazio alla tradizione con la Gara Poetica Campidanesa, con “Is Cantores” Antonio Pani, Pierpaolo Falqui, Roberto Zoncheddu ed Eliseo Vargiu e “Contra” Antonino Mei e Marco Manca.
– Domenica 4 ottobre, alle ore 22.00 in Piazza Municipio, sarà protagonista Daniele Contu con lo spettacolo “Giù le luci”.

– Lunedì 5 ottobre, alle ore 22.00, spazio alla Poker Band, con uno spettacolo musicale dedicato alle canzoni di Fabrizio De André, Lucio Battisti, Lucio Dalla e Rino Gaetano.
– Martedì 6 ottobre il grande appuntamento conclusivo: alle ore 22.00 in Piazza Municipio saliranno sul palco Le Vibrazioni, protagoniste del concerto live che chiuderà l’edizione 2026 della Festa.
Il concerto de Le Vibrazioni rappresenterà il gran finale di un programma pensato per accompagnare i momenti religiosi con spettacoli capaci di coinvolgere pubblici e generazioni differenti.
Is Paradas, artigianato, prodotti locali e la mostra LEGO
La Festa della Madonna della Salute è anche un’occasione per incontrarsi attorno ai sapori e alle tradizioni del territorio.
Per tutti i giorni, dal 2 al 6 ottobre, torneranno infatti le immancabili Is Paradas, diventate negli anni uno dei simboli della Festa e un punto di riferimento per chi vuole vivere anche la dimensione gastronomica dell’evento.
Ad accompagnarle ci sarà la fiera artigianale e agroalimentare, con uno spazio dedicato alle produzioni e alle attività legate al territorio.
Tra gli eventi collaterali dell’edizione 2026 è prevista inoltre la mostra di costruzioni LEGO “La Battaglia di Forte Alamo”, ospitata presso la Biblioteca Comunale e visitabile durante tutti i giorni della Festa, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
Una Festa che racconta Masainas e il Sulcis
La Madonna della Salute rappresenta per Masainas non soltanto un appuntamento del calendario religioso, ma un momento nel quale il paese racconta la propria identità.
La devozione, le processioni, i costumi dei gruppi folk, il suono delle launeddas, la gastronomia e gli appuntamenti culturali e musicali diventano parte di un unico racconto che coinvolge l’intera comunità e offre ai visitatori l’opportunità di conoscere Masainas attraverso una delle sue tradizioni più importanti.
La Festa assume così anche un valore di promozione culturale e turistica del territorio, creando un’occasione per scoprire il paese, le sue tradizioni e più in generale il patrimonio del Sulcis durante un periodo dell’anno particolarmente legato alla vita e alla cultura rurale locale.
L’appuntamento è quindi a Masainas dal 2 al 6 ottobre 2026, per cinque giorni di fede, tradizione, sapori, cultura e spettacolo.

Uno dei più originali interpreti della canzone italiana, Peppe Servillo, e cinque protagonisti della scena jazzistica nazionale: Javier Girotto (sax), Fabrizio Bosso (tromba), Rita Marcotulli (pianoforte), Furio Di Castri (contrabbasso) e Mattia Barbieri (batteria). Un cast di assoluto prestigio per un omaggio a un’autentica icona della canzone d’autore, Lucio Battisti, in un progetto che già nel titolo ne evoca l’universo poetico: “Pensieri e parole”. Giovedì (20 agosto) approda a Sant’Antioco, la cittadina sulla costa del Sulcis, in un concerto organizzato dalla cooperativa Forma e Poesia nel Jazz nell’ambito dell’Arena Fenicia Festival: riflettori e microfoni accessi alle 21:30 sul palco dell’Arena Fenicia; biglietti in prevendita nel circuito Box Office; prezzi dai 23 ai 37 euro compresi i diritti di prevendita; posti numerati.

Il titolo richiama una delle canzoni più celebri di Lucio Battisti, ma il progetto guarda all’intero percorso del cantautore, dalle collaborazioni con Mogol fino a quelle con Pasquale Panella, attraversando venti brani scelti per restituire la varietà e la ricchezza di una produzione che ha segnato profondamente la storia della musica italiana. «Abbiamo deciso con “Pensieri e parole” di reinterpretare l’autore più intimo, lirico e personale della canzone italiana, Lucio Battisti – dichiara Peppe Servillo -. Popolare e sofisticato, italiano e solitario, costruttore e inventore di una canzone che resta intimamente patrimonio di tutti, incrociando sensibilità e pensieri musicali diversi. Cantare nuovamente le sue canzoni, da Mogol a Panella, è la possibilità per noi di rileggere una nostra storia minore e quotidiana che tanto ci suggerisce e commuove.»

Affrontare il repertorio di Lucio Battisti rappresenta sempre una sfida tutt’altro che semplice, proprio per la sua natura così particolare. Le sue canzoni si distinguono per l’originalità delle composizioni e per la varietà dei linguaggi musicali e dei testi, attraversati da una vena creativa inesauribile; un patrimonio difficile da rileggere senza limitarsi a riproporlo nella forma di semplici “cover”. È proprio da questa difficoltà che ha preso forma il percorso di “Pensieri e parole”: gli arrangiamenti di Javier Girotto e la presenza scenica e teatrale di Peppe Servillo costruiscono una rilettura nuova, capace di attraversare in modo suggestivo e non convenzionale venti grandi canzoni di Battisti.

Il risultato è un itinerario musicale che intreccia sapori latini, ritmi avvolgenti, memoria, emozione e grande intensità espressiva. Da “Il mio canto libero” a “Penso a te”, Peppe Servillo, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Rita Marcotulli, Furio Di Castri e Mattia Barbieri mettono il proprio talento al servizio delle composizioni di Battisti, lasciando che sensibilità e linguaggi differenti entrino in dialogo. La canzone d’autore incontra così il jazz, l’improvvisazione e la libertà interpretativa, in un territorio musicale senza confini rigidi, dove a guidare il viaggio sono la forza delle melodie, la ricchezza degli arrangiamenti e la magia dei suoni.

 

Una serata all’insegna della bellezza, della moda e del fascino, giovedì 29 agosto, a Carbonia, con l’ultima tappa di Miss Italia Sardegna. Giunta alla sua 85ª edizione, la kermesse si è svolta nella piazza Roma della città mineraria con l’elezione di Miss Sardegna. L’iniziativa organizzata da Sardegna Eventi, esclusivista nella Regione Sardegna, in collaborazione con la Pro Loco di Carbonia ed il comune di Carbonia, ha regalato momenti di spettacolo, con il virtuoso sassofonista Juri Deidda, i ballerini Andrea Garau & Silvia Scintu, la singer Tony Marongiu, la talentuosa acustic band “Le 3 di notte” reduce dell’esibizione al Red Valley di Olbia, Jony Jay Dj vocalist e speaker radiofonico e il Dream Circus Show. Special guest Alex Belli, modello di punta per Gianfranco Ferrè e Giorgio Armani, nonché attore protagonista di CentoVetrine e dei film “Dagli occhi dell’amore” e “Un insolita vendemmia”. La sua tanto attesa uscita ha premiato l’artista con numerosi applausi che hanno coronato la sua esibizione canora alla chitarra con due icone della musica italiana: “Il tempo di morire” di Lucio Battisti e “Piccola stella senza cielo” di Luciano Ligabue.

Le quindici bellissime ragazze hanno sfilato sulla passerella con eleganza e charme, ma hanno anche mostrato la loro preparazione culturale, rispondendo alle domande del bravissimo conduttore Matteo Bruni, che tra una battuta ed un’altra, ha messo a loro agio tutte le emozionatissime concorrenti.

Le giovani stelle si sono anche esibite con due coreografie sulle note di Madonna ed hanno sfilato mettendo in luce i vari sponsor della serata. Una giuria variegata ha potuto analizzare e votare le loro qualità, arrivando ad una decisione ponderata che ha visto indossare la fascia di Miss Sardegna a Rebecca Cossu, 20 anni, di Cabras.

«Sin da bambina mi prendeva le scarpe col tacco – racconta nonna Chiara – e le indossava per sfilare e farsi ammirare dalla famiglia.»

Una famiglia che l’ha accompagnata: la mamma, il papà, lo zio e la nonna tutti affettuosissimi intorno alla loro reginetta.

Un sorriso dolcissimo, a volte malizioso, semplice e spontanea, sportiva e studiosa, tutte caratteristiche che le hanno fatto guadagnare l’ambitissima fascia.

Non resta che vincere e magari diventare la prossima Miss Italia.

Buona fortuna Rebecca.

Nadia Pische

       

Grande serata mercoledì 28 agosto a Carbonia, in piazza Roma, con il concerto degli “Equipe 84 La storia in tour”, evento organizzato dall’agenzia Capricorn Concerti, con il patrocinio e il contributo economico del comune di Carbonia, in collaborazione con l’associazione turistica Pro Loco. L’Equipe 84 è un gruppo musicale nato nel 1964 a Modena che ebbe subito notevole successo che portò ad una collaborazione con artisti di grande calibro come Mogol, Lucio Battisti e Lucio Dalla. Nel 1971 il terzo posto al festival di Sanremo con il brano ”4 marzo 1943” di Lucio Dalla. Sino alla metà degli anni ’70 il gruppo è formato dal duo Ceccarelli-Sogliami, in quanto Maurizio Vandelli decide poi di continuare la carriera come solista. Ad oggi la band è formata da Tony Mione voce e chitarra, Giuliano De Leonardis al basso, Roberto De Vincentis alla batteria e Marco di Marco tastiera e voce.

Una serata all’insegna della nostalgia, una pioggia di successi che il pubblico canta con loro…

“Bang Bang”, una canzone sull’amore che passa e non torna più, che ferisce il cuore come un colpo sparato da una pistola. “Nel ristorante di Alice”, “4 marzo 1943”, “Ragazzo di Strada”, la storia di un ragazzo che respinge una ragazza perché appartiene ad un’altra classe sociale. Tanti i pezzi tratti da album di icone della musica italiana, tra tanti “Io vagabondo” un grande successo dei Nomadi, la storia di un ragazzo solo in giro per il mondo, i buoni propositi che aveva quando era ragazzino ma che vede andare in fumo e decide di andare in giro per il mondo come un vagabondo. “L’isola di Wight” dei Dik Dik, un brano melodico che narra di un’isola a sud dell’Inghilterra, famosa perché ospita un festival musicale molto ambito. “Tutta mia la città” dedicata alla città di Carbonia…

Un concerto, il loro, che ha fatto rivivere un periodo importantissimo del panorama musicale italiano, nel quale oltre alle canzoni ha deliziato il pubblico con il brano “Apache”, dedicato all’omonima tribù nativa dell’America Settentrionale.

Un sussulto di emozioni che ha riportato indietro nel tempo chi ballava e cantava i brani della propria gioventù. Un repertorio che merita e che live assume un carattere ancora più rilevante…che “pesca” nello scrigno dei ricordi e, per un attimo, fa dimenticare il tempo passato.

Nadia Pische

 

In occasione della festa patronale di San Giacomo e Sant’Anna, a Perdaxius, dal 24 al 28 luglio, si sono svolti i festeggiamenti sacri e civili che hanno piacevolmente coinvolto gli abitanti del luogo e non solo. Nella serata del 27 luglio i bambini hanno avuto l’occasione di divertirsi in compagnia della Angel Eventi che con il suo Cartoon Party ha letteralmente trascinato e coinvolto i più piccoli. Le mascotte hanno catturato l’attenzione rendendo la serata scoppiettante, grazie anche alla musica mixata dal bravissimo e noto dj di Carbonia Alessio Mulas.

É poi è salito sul palco il gruppo musicale di “Carletto e i suoi Mostri”, band sassarese nata nel 2001, che ha cantato, coinvolgendo tutti i presenti, parte della discografia di Lucio Battisti e alcuni pezzi di Max Gazzè e Alex Britti. Il pubblico ha duettato con loro mostrando di gradire il repertorio.

E, dopo la musica, “sigla” ed entrata in scena dell’atteso duo comico “Pino e gli Anticorpi” attivi dal 1994, Michele e Stefano Manca, due fratelli nati a Sassari, precedentemente trio con Roberto Fara fino al 2014. Nelle gag, perlopiù, Michele impersona un giovane svogliato e spensierato, nonché fumatore di cannabis con un livello culturale alquanto scarso, Stefano invece interpreta spesso un datore di lavoro e, comunque, nei personaggi ricopre sempre il più colto tra i due. Non sono certo mancati i malintesi e le battute spesso dallo spirito piccante. Simpaticissimi e spassosi anche solo a guardare la loro mimica facciale, sono comici cabarettisti dalla tempra di sana follia, che presentano personaggi sconclusionati e demenziali, con sketch dal gusto allegro, capaci di far trascorrere momenti di grandi risate. Al termine della loro performance, in tanti si sono scatenati a ballare la musica dance anni’ 90, sempre con al timone la divertentissima animazione della Angel Eventi.

Nadia Pische

    

 

L’intreccio narrativo, il momento storico e i personaggi che si dipanano tra la Sardegna e la Spagna sono gli elementi che strutturano e definiscono il destino del romanzo Celeste e Terreno; questi punti salienti hanno caratterizzato una diffusa attenzione all’opera di Mario Biancacci – giunta in tempi brevi alla seconda edizione ed ancora protagonista di continue presentazioni – trasformandola in un volume di successo, per il flusso impattante di emozioni e fascinoso scorrere di un lavoro robusto e suggestivamente poetico nel rivelare la profondità interiore dei protagonisti.
L’architettura narrativa è sostenuta da una scrittura scorrevole che gestisce i tempi descrittivi e i dialoghi, con abili pennellate di naturale e coerente eleganza, nella caratterizzazione dei personaggi e nell’evoluzione della storia. Celeste e Terreno, proposto con caparbietà da Mario Biancacci in molteplici manifestazioni, ha rotto l’isolamento letterario a cui sono destinate troppe opere di valore pubblicate in Sardegna, tanto da poter considerare il testo un trionfo della narrativa che, oltre alla storia stessa, ora guida in attuali e innumerevoli riflessioni sulla vita e sui sentimenti.
Un carico di significati che travolge il lettore e stimola ad approfondire la conoscenza di se stessi. L’abilità di scrittura di Mario Biancacci è dimostrata dalla caratterizzazione, vitale e dinamica, dei personaggi che vivono e respirano in pagine emotivamente coinvolgenti e per quel fluire dilagante in cui la storia prende vita nel contesto temporale-spaziale di tempi e luoghi.
Ogni presentazione di un’opera riserva sorprese e nuove chiavi di lettura e di interpretazione testuale. E così è stato anche dalle dotte relazioni espresse dalle professoresse Dolores Mancosu e Paola Pruna, in occasione della manifestazione letteraria e pittorica-espositiva dedicata a Mario Biancacci. L’evento, promosso ad Iglesias dall’associazione Remo Branca, creata e cresciuta con generosa competenza dal noto xilògrafo e pittore Piergiorgio Barranca, in coproduzione con l’Associazione Sardonia di Vittorio E. Pisu che, da oltre trent’anni, opera nella promozione culturale ed artistica, ha registrato l’ulteriore e significativa legittimazione dell’arte di Biancacci; nato nel Cadore a Belluno, dal 1985 si è stabilito in Sardegna dando voce e visibilità alla cultura isolana e alle bellezze naturali che rappresenta in dipinti ad olio ed acquerelli.
Al saluto del presidente Stefano Cherchi della Remo Branca, definendo, tra l’altro, l’autore di Celeste e Terreno “portatore di emozioni e segni nuovi di romanticismo”, ha fatto seguito l’intervento di Dolores Mancosu che, dopo aver evidenziato il personale “grande entusiasmo per un romanzo letto e riletto”, ne delinea il tracciato all’interno di uno spazio storico, culturale e geografico, dove la narrazione trova completezza e bellezza nell’interpretazione e capacità dell’azione mediativa e figurativa letteraria di un prosa che rende “leggibili e visibili” gli ambienti naturali, le atmosfere, i personaggi che hanno fatto la storia (sociale, politica e dell’arte) e la Sardegna di fine Ottocento. La relazione di Paola Pruna ha invece mirato l’attenzione a definire i due elementi fondamentali del romanzo: arte e amore. L’itinerario artistico-sentimentale, anzi il “variegato grande itinerario narrativo” che porta i protagonisti a scoprire e dover viaggiare per diverse realtà e luoghi (es.: Cagliari, Caprera, Parigi, Barcellona), dove il vivere degli eventi, descritti abilmente, coinvolgono emotivamente il lettore, tanto da essere esso stesso protagonista ed in interrelazione nella storia. Sia la Mancosu che la Pruna hanno colto nel romanzo il pittorico e attento valore di luci ed ombre dei personaggi e la puntuale particolareggiata descrizione analitica degli elementi paesaggistici “dipinti” in parole da Biancacci. La presentazione letteraria è stata valorizzata e integrata con la lettura, voce recitante l’attore Piergiorgio Sabiu, di significativi capitoli del romanzo e le musiche a tema (colonne sonore di Ennio Morricone, musiche di Lucio Battisti e di autori contemporanei) interpretate dal profondo e sensibile musicista Lino Raia.
La struttura che ospita l’associazione Remo Branca (Via Roma 68) è l’ex sede storica della Scuola Elementare Foiso Fois, ora trasformata sapientemente in sede espositiva (consigliamo la visita per il ricco patrimonio xilografico ad opera di Remo Branca, per la mostra permanente delle maggiori e significative opere del percorso artistico di Piergiorgio Barranca e l’attuale esposizione delle originali tavole in olio ed acquerello di Mario Biancacci), di conferenze e soprattutto gestita su base volontaria per infinite iniziative locali di laboratori artistici, creativi e formativi, a disposizione di bambini, ragazzi ed adulti dell’area cittadina e territorio dell’Iglesiente. L’associazione Remo Branca è presieduta da Stefano Cherchi, Paola Pruna vicepresidente e il consiglio si compone dei validi ed attivi collaboratori di esperienza come Ottaviana Dessì, Giampiero Eltrudis, Ignazio Pani, Bruno Demuro, Francesco Demartis. Piergiorgio Barranca è l’emerito presidente onorario.
I corsi e laboratori creativi ed attivi al Branca di Iglesias, certamente caso raro in Sardegna per l’impostazione da vera accademia d’Arte, sono dedicati alle frequentatissime attività di ceramica per i bambini, al disegno modellato e artistico, alla fotografia, al macramè e tombolo, pittura, poesia e prosa, scacchi, teatro, xilografia e calcografia, studi musicali.
Remo Branca (1897-1988), xilografo di fama nazionale ed internazionale è stato considerato “uomo di ferrata e solida cultura umanistica” ed autore di testi fondamentali come “La xilografia in Sardegna”, “Breviario di xilografia” e “Incisori sardi”. A lui si deve la fiorente scuola d’incisori iglesienti, che s’imposero per la grande capacità di rappresentare le tematiche di carattere sociale, la vita campestre e la durezza del lavoro dei minatori. Nel segno della continuità artistica e culturale continua ad operare l’associazione che porta il suo nome e lo stesso artista Piergiorgio Barranca, simbolo ideale degli attuali artisti xilografi dell’Iglesiente.
Cristoforo Puddu

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E’ veramente difficile raccontare l’incredibile magia che il “Grande” Giulio Rapetti, in arte Mogol, milanese classe 1936, ha portato sul palco del Teatro Massimo di Cagliari domenica 22 ottobre. Avrebbe potuto essere una serata di pioggia incessante, una serata uggiosa, una serata attraversata dal temporale ma…niente sarebbe cambiato! Un artista del suo calibro porta il sole che scalda i cuori, porta parole che fanno emozionare e una voce che ininterrottamente ti catapulta nel passato musicale di “noi ragazzi di ieri…”

E di queste sensazioni da “cardiopalma” ne sanno qualcosa, oltre alla maggior parte degli ospiti in sala, Donatella, Alessandra e Ornella, tre amiche di Cagliari che sin dalle prime note si sono letteralmente scatenate… facendo anche innervosire qualche signora che avrebbe preferito ascoltare i pezzi in religioso silenzio. Pezzi di Lucio Dalla, Gianni Morandi, Riccardo Cocciante, Adriano Celentano, Lucio Battisti e ancora Gianni Bella… per poi volare ancora più in alto con “Una lacrima sul viso… con “Riderà” e tanti altri pezzi da “90”!

A fianco di Mogol, Alessandro Preziosi, un artista dalla bellezza interiore ed esteriore straripante, una voce calda, ora narrante e poco dopo musicale. Un connubio, il loro, di un grande spessore, di straordinario impatto su un pubblico non più giovane e desideroso di tornare indietro nel passato, magari duettando e dimenticando così per qualche ora i problemi quotidiani.

Una serata di musica e storie, di spaccati di vita quotidiana dal titolo “Se stasera siamo qui…”, un grande spettacolo live con la Sardinia Rock Band. Direttore musicale ed artistico dell’evento Massimo Satta, musicista e braccio destro del più grande maestro della musica italiana, “Mogol”, nonché chitarrista della band sopracitata composta da: Gabriele Pancotto alla voce, Federico Valenti alla chitarra, Daniele Serpi al piano, hammond e tastiere, Fabio Useli al basso e Alex Muntoni alla Batteria.

Un evento unico nel suo genere…e se per caso lo avete perso…almeno queste righe ve lo hanno raccontato.

Nadia Pische

 

Terzo ed ultimo appuntamento questa sera per la 14esima edizione della rassegna “Notti a Monte Sirai”, promossa dal comune di Carbonia, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla P.I.BB.CC. e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le attività culturali e di spettacolo.

Dopo “L’Asino d’oro – Mostri Magia e Metamorfosi” (30 luglio) e “Lucio Battisti, Emozioni” (12 agosto), questa sera la rassegna propone Sergio Múñiz & Tango Sonos, protagonisti di El tango: mitologia di musica e parola. Nell’occasione l’artista spagnolo è contemporaneamente attore, narratore, cantante e chitarrista, in uno spettacolo che celebra il tango nella sua forma più completa. Per raccontarlo nella sua pienezza espressiva si punta sull’incontro tra due miti della cultura argentina quali Astor Piazzolla e Jorge Luis Borges, approfondendo il disco fatto insieme nel 1965. E se da un lato Borges rievoca un tango delle origini, quasi primitivo, dall’altro riconosce nella rivoluzione di Astor Piazzolla nuova linfa vitale.
In un alternarsi di narrazione, musiche e testi poetici, l’evento propone un viaggio nell’anima profonda del tango, capace di trasmettere felicità, che è poi anche l’auspicio degli autori per lo spettacolo.

 

 

Il 12 agosto a Carbonia, nella splendida location di Monte Sirai, un caloroso pubblico ha assistito allo spettacolo “Lucio Battisti – Emozioni”. Voce recitante del bellissimo e bravissimo Cesare Bocci, accompagnato al clarinetto dal talentuosissimo Rocco Debernardis e al pianoforte dal mitico Leo Binetti. Una produzione dell’Orchestra Saverio Mercadonte, testo di Michele Mirabella, inserito nella rassegna “Notti a Monte Sirai Carbonia 2022”, seconda data, dopo “L’asino d’oro”, a cui seguirà la terza ed ultima, il 21 agosto, che vedrà in scena Sergio Muniz & sonos in “El tango”: mitologia di musica e parola.
 

Un luogo magico, non a caso abitato da sempre. Un evento, in tre step, capace di coinvolgere e appassionare sia la comunità locale che i turisti. Un programma a carattere nazionale, pronto a suscitare emozioni intense. ‘Notti a Monte Sirai’ giunge quest’anno alla XIV edizione e vuole invecchiare come il buon vino, migliorando di anno in anno.
Già le civiltà neolitiche e nuragiche, che occuparono per prime l’area, e successivamente fenici e punici, che decisero di costruirvi anche una città, avevano capito le potenzialità del luogo. Oggi Monte Sirai è frequentato in quanto parco archeologico, che d’estate ben si presta come location d’autore per gli spettacoli della rassegna capace di coniugare teatro, musica e poesia. Una manifestazione ormai molto popolare, e anche per questo particolarmente attesa, che dà lustro alla città di Carbonia e a tutto il territorio sulcitano.
Notti a Monte Sirai è promossa dal comune di Carbonia, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla P.I.BB.CC. e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le attività culturali e di spettacolo. Anche quest’anno tre le date in cartellone, sempre con inizio dell’evento alle 21.30: il 30 luglio, il 12 ed il 21 agosto. Tre spettacoli diversi ma uniti dal filo conduttore della qualità.
La rassegna si aprirà con lo spettacolo ‘L’Asino d’oro – Mostri Magia e Metamorfosi’.
La rappresentazione di Orlando Forioso e TrisEtMas trasmette frammenti di illusioni teatrali e musicali, tra maschere, ombre, giochi di prestigio, Amore, Psiche e altre meraviglie ispirate all’omonimo romanzo latino di Lucio Apuleio. Il protagonista della storia si trasforma in asino ed è obbligato a vivere diverse avventure e disavventure, dolorose, burlesche e deliranti, e nella disperata ricerca delle rose ha anche l’opportunità di ascoltare la storia di Amore e Psiche. Un viaggio nel mistero e nei misteri, ma in forma grottesca. Uno spettacolo nuovo e
originale, non pedissequa messa in scena del romanzo ma creazione coerente con il teatro del tempo presente.

Il 12 agosto ecco Cesare Bocci, protagonista di un viaggio di musica e parole nella storia di uno dei più grandi cantautori italiani: Lucio Battisti, l’artista che ha saputo personalizzare e innovare in ogni senso la forma della canzone tradizionale e melodica italiana, arrivando a vendere oltre 25 milioni di dischi. Grazie anche alla collaborazione con Mogol, autore dei suoi testi, rilanciò temi ritenuti esauriti o difficilmente rinnovabili, quali il coinvolgimento sentimentale e i piccoli avvenimenti della vita quotidiana, ma seppe anche esplorare argomenti nuovi e inusuali, a volte controversi, spingendosi fino al limite della sperimentazione pura. Cesare Bocci racconta questa storia su testo di Michele Mirabella, affiancato dalle raffinate citazioni musicali del Duo Debernardis-Binetti.
Terzo ed ultimo appuntamento il 21 agosto con Sergio Múñiz & Tango Sonos, protagonisti di El tango: mitologia di musica e parola. Nell’occasione l’artista spagnolo è contemporaneamente attore, narratore, cantante e chitarrista, in uno spettacolo che celebra il tango nella sua forma più completa. Per raccontarlo nella sua pienezza espressiva si punta sull’incontro tra due miti della cultura argentina quali Astor Piazzolla e Jorge Luis Borges, approfondendo il disco fatto insieme nel 1965. E se da un lato Borges rievoca un tango delle origini, quasi primitivo, dall’altro riconosce nella rivoluzione di Astor Piazzolla nuova linfa vitale.
In un alternarsi di narrazione, musiche e testi poetici, l’evento propone un viaggio nell’anima profonda del tango, capace di trasmettere felicità, che è poi anche l’auspicio degli autori per lo spettacolo.
«Confermiamo con soddisfazione la partnership con l’associazione Enti locali – commenta entusiasta il sindaco di Carbonia Pietro Morittu – che con il ciclo ‘Notti a Monte Sirai’ porta ogni anno un valore aggiunto a uno dei siti di maggiore bellezza e richiamo turistico della città quale è il nostro parco archeologico. Tre appuntamenti di rilievo – sottolinea ancora il Primo cittadino – il 30 luglio prossimo, e poi il 12 ed il 21 agosto, tra teatro e musica d’autore, che abbiamo inserito nel cartellone degli eventi estivi realizzato dal comune di Carbonia e reso possibile grazie a collaborazioni preziose come questa, con l’auspicio di continuare a lavorare insieme per offrire una proposta culturale di livello.»
I carboniesi potranno raggiungere il parco archeologico anche tramite il bus navetta, gratuitamente. La partenza del pullman con direzione Monte Sirai è prevista alle ore 21,00 da piazza Roma. Il servizio include anche il rientro a Carbonia, con stessa destinazione della partenza. Inoltre, grazie alla collaborazione con il sistema museale (www.carboniamusei.it) chi acquisterà il biglietto per il Festival avrà diritto ad accedere gratuitamente, entro il 31 agosto 2022, al Parco Archeologico.