28 June, 2026
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Al Teatro Centrale di Carbonia il 28 maggio il Gruppo Teatro Albeschida ha messo in scena lo spettacolo “Frammenti di naso”.

“Frammenti di naso” è il frutto di un lungo lavoro basato su voce, corpo ed emozioni che diventano un modo per esprimersi e incontrarsi. La regia e il testo sono di Daniele Giuliani. Il percorso preparativo si è svolto presso gli spazi della LUTEC, in quanto l’associazione Albeschida non può ancora contare su una propria sede. Il patrocinio gratuito dello spettacolo è a cura del comune di Carbonia.

Sin dalle prime apparizioni delle attrici e degli attori sul palco l’emozione era palpabile, le parole e gli stessi silenzi che seguivano erano come tanti tasselli che andavano a posizionarsi, creando riflessioni importanti sull’identità, sulle relazioni e sull’essere umano. Un lavoro liberamente ispirato dal capolavoro di Luigi Pirandello “Uno, nessuno e centomila”.

La trama racconta di Vitangelo, un uomo che sprofonda nella follia quando la moglie gli fa notare un difetto fisico insignificante: il suo naso pende leggermente verso destra. Vitangelo entra in una profonda crisi esistenziale, comprende che “gli altri” lo vedono diverso da come aveva sempre creduto di essere. Ogni persona lo percepisce diverso e si rende conto di essere “centomila” individui differenti agli occhi degli altri, ma non riconoscendosi in nessuna di queste versioni, si rende poi conto di essere “nessuno”. La sua follia lo spinge ad azioni talmente sconsiderate che la moglie vuole addirittura farlo interdire, tutti ormai lo ritengono pazzo.  Per raggiungere la pace interiore si libera di tutti i suoi beni e, finalmente, non sarà più costretto ad essere “qualcuno” ma “semplicemente” nessuno. Finalmente è libero!

Non esiste un’identità fissa e univoca perché ognuno è “uno” per sé stesso, ma per le persone che ci circondano saremo sempre “centomila”, perché ciascuno ci percepisce attraverso la propria soggettività. La vita non si ferma ad una forma fissa ma continua a scorrere modificandosi. Rigettare le etichette sociali per abbracciare un continuo e libero fluire della vita umana, questo è il suggerimento. Il Gruppo Teatro Albeschida ha fatto in modo di emozionare tutti, arrivando dritto al cuore e lasciando in ognuno di noi uno spazio interiore aperto alla riflessione. Crediamo di conoscerci ma “siamo frammenti negli occhi altrui”, la via di fuga consiste nell’evitare di cadere nelle “trappole” delle convenzioni sociali. Vivere attimo per attimo in stretto contatto con la natura. Indossare delle maschere imposte dalla società non porta ad altro che a finire per sentirsi “nessuno”.

Grazie al Gruppo Teatrale Albeschida per il lavoro che fa e ci auguriamo che le Istituzioni locali possano intervenire per fargli avere una sede, anche in condivisione con altre associazioni, un luogo dove possano serenamente continuare a portare avanti un percorso che fa bene a loro e a chi come noi ha la fortuna di poter assistere a spettacoli carichi di umanità.

Nadia Pische

Il Teatro Centrale di Carbonia ospita questa sera, alle ore 20.30, lo spettacolo “Uno Nessuno Centomila” basato sul celebre omonimo romanzo di Luigi Pirandello e interpretato da Enrico Lo Verso, con la regia di Alessandra Pizzi.

Dopo dieci anni di tournée, centinaia repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 500mila spettatori, lo spettacolo continua a imporsi come uno dei successi più longevi e amati dal panorama teatrale contemporaneo: un successo raro, capace di attraversare l’Italia e confini nazionali con centinaia di sold out, coinvolgendo teatri, festival, scuole e migliaia di spettatori. Con questo lavoro, l’attore siciliano rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, portando in scena la sua opera chiave.

Nel 2026 ricorrono due anniversari significativi: i cent’anni della pubblicazione di “Uno Nessuno Centomila” di Luigi Pirandello e i dieci anni dello spettacolo che, con la regia di Alessandra Pizzi e l’interpretazione di Enrico Lo Verso, ha riportato sul palcoscenico la modernità, l’ironia e la profondità del romanzo.

Lo spettacolo ha debuttato dieci anni prima, inaugurando un percorso che lo avrebbe portato a ottenere importanti riconoscimenti, tra cui il premio Franco Enriquez (ed. 2017) e il Premio Delia Cajelli per il teatro (ed. 2018) ha continuato a conquistare l’attenzione del pubblico e della critica.
Merito di una riscrittura “minimal” ed essenziale (curata da Alessandra Pizzi, anche regista dello spettacolo) che è riuscita a “ridare vita” ai personaggi del romanzo in forma nuova ed attuale, tutti inseriti nel racconto delle vicende di un solo uomo, che è poi tutti. È riuscita così a convincere un Enrico Lo Verso, ormai assente dalle scene teatrali da oltre un decennio, a dare corpo e voce a tutta la vicenda.
Enrico Lo Verso torna così in teatro con uno spettacolo classico, ma estremamente attuale che parla di maschere e di crisi dell’io, ma lo fa con la leggerezza e il sarcasmo necessari a conquistare gli spettatori che tornano, e ritornano. Lo spettacolo, come è stato definito dalla critica, è una seduta di psicanalisi, in cui un conturbante, quanto istrionico Lo Verso, attraversa i meandri della conoscenza e restituisce al pubblico le risposte, quelle semplici che fanno parte della nostra quotidianità, ma a cui spesso, presi dalle sovrastrutture sociali, non sappiamo guardare. In 70 minuti la fisicità dell’attore irrompe sul palco, né manca l’omaggio a quella sicilianità a cui, Pirandello prima, Alessandra Pizzi poi, e Lo Verso dopo, guardano con affetto e con quel giusto umorismo, come lo stesso autore di Girgenti ci ha insegnato a fare. Uno spettacolo supportato da una intensa ed efficace campagna di comunicazione che lo ha reso “nazional popolare”, trasformando la partecipazione ad un evento teatrale, in un rito collettivo in cui è bello esserci, per scoprire, anche grazie al teatro, quello straordinario patrimonio culturale della nostra Italia.
Un omaggio a Luigi Pirandello attraverso l’adattamento teatrale, curato da Alessandra Pizzi, del più celebre dei suoi romanzi. La storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio apparentemente insignificante. Un’osservazione banale che viene dall’esterno, si trasforma in un percorso che smantella le certezze e maschere quotidiane, aprendo la strada alla ricerca del sé autentico. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno, a volte, può significare fare i conti con il nessuno, ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita.
Dopo dieci anni, Uno Nessuno Centomila, non è più soltanto uno spettacolo: è diventato un rito collettivo, un’esperienza emotiva e intellettuale che continua a interrogare il pubblico. Un atto d’amore verso Pirandello e verso gli spettatori, che da dieci anni continuano a esserci, a tornare, a emozionarsi.

Biglietti online: https://www.ciaotickets.com/it/biglietti/uno-nessuno-centomila-carbonia

Il Teatro Centrale di Carbonia ospiterà Martedì 19 maggio 2026, alle ore 20.30, lo spettacolo “Uno Nessuno Centomila” basato sul celebre omonimo romanzo di Luigi Pirandello e interpretato da Enrico Lo Verso, con la regia di Alessandra Pizzi.

Dopo dieci anni di tournée, centinaia repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 500mila spettatori, lo spettacolo continua a imporsi come uno dei successi più longevi e amati dal panorama teatrale contemporaneo: un successo raro, capace di attraversare l’Italia e confini nazionali con centinaia di sold out, coinvolgendo teatri, festival, scuole e migliaia di spettatori . Con questo lavoro, l'attore siciliano rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, portando in scena la sua opera chiave.

Nel 2026 ricorrono due anniversari significativi: i cent’anni della pubblicazione di Uno Nessuno Centomila di Luigi Pirandello e i dieci anni dello spettacolo che, con la regia di Alessandra Pizzi e l’interpretazione di Enrico Lo Verso, ha riportato sul palcoscenico la modernità, l’ironia e la profondità del romanzo.

Lo spettacolo ha debuttato dieci anni prima, inaugurando un percorso che lo avrebbe portato a ottenere importanti riconoscimenti, tra cui il premio Franco Enriquez (ed. 2017) e il Premio Delia Cajelli per il teatro (ed. 2018) ha continuato a conquistare l’attenzione del pubblico e della critica.
Merito di una riscrittura “minimal” ed essenziale (curata da Alessandra Pizzi, anche regista dello spettacolo) che è riuscita a “ridare vita” ai personaggi del romanzo in forma nuova ed attuale, tutti inseriti nel racconto delle vicende di un solo uomo, che è poi tutti. È riuscita così a convincere un Enrico Lo Verso, ormai assente dalle scene teatrali da oltre un decennio, a dare corpo e voce a tutta la vicenda.
Enrico Lo Verso torna così in teatro con uno spettacolo classico, ma estremamente attuale che parla di maschere e di crisi dell’io, ma lo fa con la leggerezza e il sarcasmo necessari a conquistare gli spettatori che tornano, e ritornano. Lo spettacolo, come è stato definito dalla critica, è una seduta di psicanalisi, in cui un conturbante, quanto istrionico Lo Verso, attraversa i meandri della conoscenza e restituisce al pubblico le risposte, quelle semplici che fanno parte della nostra quotidianità, ma a cui spesso, presi dalle sovrastrutture sociali, non sappiamo guardare. In 70 minuti la fisicità dell’attore irrompe sul palco, né manca l’omaggio a quella sicilianità a cui, Pirandello prima, Alessandra Pizzi poi, e Lo Verso dopo, guardano con affetto e con quel giusto umorismo, come lo stesso autore di Girgenti ci ha insegnato a fare. Uno spettacolo supportato da una intensa ed efficace campagna di comunicazione che lo ha reso “nazional popolare”, trasformando la partecipazione ad un evento teatrale, in un rito collettivo in cui è bello esserci, per scoprire, anche grazie al teatro, quello straordinario patrimonio culturale della nostra Italia.
Un omaggio a Luigi Pirandello attraverso l’adattamento teatrale, curato da Alessandra Pizzi, del più celebre dei suoi romanzi. La storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio apparentemente insignificante. Un’osservazione banale che viene dall’esterno, si trasforma in un percorso che smantella le certezze e maschere quotidiane, aprendo la strada alla ricerca del sé autentico. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno, a volte, può significare fare i conti con il nessuno, ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita.
Dopo dieci anni, Uno Nessuno Centomila, non è più soltanto uno spettacolo: è diventato un rito collettivo, un’esperienza emotiva e intellettuale che continua a interrogare il pubblico. Un atto d’amore verso Pirandello e verso gli spettatori, che da dieci anni continuano a esserci, a tornare, a emozionarsi.

 

Il Teatro Electra di Iglesias ospiterà domenica 17 maggio 2026, alle ore 20.30, lo spettacolo “Uno Nessuno Centomila” basato sul celebre omonimo romanzo di Luigi
Pirandello e interpretato da Enrico Lo Verso, con la regia di Alessandra Pizzi.

Dopo dieci anni di tournée, centinaia repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 500mila spettatori, lo spettacolo continua a imporsi come uno dei successi più longevi e amati dal panorama teatrale contemporaneo: un successo raro, capace di attraversare l’Italia e confini nazionali con centinaia di sold out, coinvolgendo teatri, festival, scuole e migliaia di spettatori . Con questo lavoro, l’attore siciliano rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, portando in scena la sua opera chiave.

Nel 2026 ricorrono due anniversari significativi: i cent’anni della pubblicazione di Uno Nessuno Centomila di Luigi Pirandello e i dieci anni dello spettacolo che, con la regia di Alessandra Pizzi e l’interpretazione di Enrico Lo Verso, ha riportato sul palcoscenico la modernità, l’ironia e la profondità del romanzo.

Lo spettacolo ha debuttato dieci anni prima, inaugurando un percorso che lo avrebbe portato a ottenere importanti riconoscimenti, tra cui il premio Franco Enriquez (ed. 2017) e il Premio Delia Cajelli per il teatro (ed. 2018) ha continuato a conquistare l’attenzione del pubblico e della critica.

 

Lo spettacolo, in scena da dieci anni, riconosciuto come uno dei titoli più apprezzati del panorama nazionale, torna sul palco a Carbonia, con una promozione dedicata al pubblico. Fino al 29 marzo, tutti i posti numerati, in qualsiasi settore, saranno disponibili al prezzo unico di 13 euro. Un’iniziativa pensata per rendere ancora più accessibile un appuntamento che continua a coinvolgere spettatori di ogni età e avvicinarsi a un titolo che ha saputo rinnovarsi nel tempo dimostrandone la sua attualità.

Il Teatro Centrale di Carbonia ospiterà martedì 19 maggio 2026, alle ore 20.30, lo spettacolo “Uno Nessuno Centomila” basato sul celebre omonimo libro di Luigi Pirandello e interpretato dall’attore Enrico Lo Verso, con regia di Alessandra Pizzi.

Dopo dieci anni di tournée, centinaia repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 500mila spettatori, lo spettacolo continua a imporsi come uno dei successi più longevi e amati dal panorama teatrale contemporaneo: un successo raro, capace di attraversare l’Italia e confini nazionali con centinaia di sold out, coinvolgendo teatri, festival, scuole e migliaia di spettatori. Con questo lavoro, l’attore siciliano rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, portando in scena la sua opera chiave.

Nel 2026 ricorrono due anniversari significativi: i cent’anni della pubblicazione di Uno Nessuno Centomila di Luigi Pirandello e i dieci anni dello spettacolo che, con la regia di Alessandra Pizzi e l’interpretazione di Enrico Lo Verso, ha riportato sul palcoscenico la modernità, l’ironia e la profondità del romanzo.

Lo spettacolo ha debuttato dieci anni prima, inaugurando un percorso che lo avrebbe portato a ottenere importanti riconoscimenti, tra cui il premio Franco Enriquez (ed. 2017) e il Premio Delia Cajelli per il teatro (ed. 2018) ha continuato a conquistare l’attenzione del pubblico e della critica.
Merito di una riscrittura “minimal” ed essenziale (curata da Alessandra Pizzi, anche regista dello spettacolo) che è riuscita a “ridare vita” ai personaggi del romanzo in forma nuova ed attuale, tutti inseriti nel racconto delle vicende di un solo uomo, che è poi tutti. È riuscita così a convincere un Enrico Lo Verso, ormai assente dalle scene teatrali da oltre un decennio, a dare corpo e voce a tutta la vicenda.

Sold out ieri, 19 febbraio, al Teatro Centrale di Carbonia, per la prima in Sardegna dello spettacolo “La moglie fantasma” di Davide Tristram, inserito nel cartellone del CeDAC/Circuito Multidisciplinare dello spettacolo dal vivo in Sardegna, stagione di prosa 2025/2026. In scena Maria Grazia Cucinotta, Pino Quartullo, Gianmarco Petrozzi, Giorgio Verduci, Roberta Petrozzi e la partecipazione di Alessandra Faiella, per la regia di Marco Rampoldi.

Una commedia spumeggiante, in bilico tra l’ironia ed il mistero, dove fili di William Shakespeare, Luigi Pirandello e Agata Cristhie si intrecciano in una trama dai continui colpi di scena, resi ancora più rocamboleschi e palpabili perché realizzati con una scenografia e degli effetti veramente spettacolari. Una regia curata nei minimi particolari che, unita alla magistrale recitazione degli attori ed attrici, ha trascinato il pubblico in uno scenario surreale, dove il fantasma di una donna torna sulla terra per reclamare giustizia per la sua morte definita erroneamente suicidio. Un botta e risposta degli attori che ha fatto divertire, ha creato suspense e ha portato a “recitare” “dentro” “la stessa recita”. Una commedia che ha messo in luce la profondità, la rivalità, e le contraddizioni del mondo teatrale. Una realtà intricata fatta di simpatie, ma anche di antipatie nascoste da una falsa cortesia che rende i rapporti in continuo bilico tra il fidarsi e la paura di mostrare le proprie fragilità.

Una pièce con un finale inaspettato che tiene tutti col fiato sospeso, che tra una risata e l’altra lascia il sapore della riflessione.

Nadia Pische

Un giallo “dietro le quinte” con “La moglie fantasma” di David Tristram con Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo, e con  Giorgio Verduci, Giorgio Centamore e Roberta Petrozzi e la partecipazione di Alessandra Faiella, con scenografie di Lucio Diana, costumi di Laura Liguori, disegno luci di Andrea Lisco e musiche di Diego Maggi, per la regia di Marco Rampoldi, co-produzione CMC/Nidodiragno e RARA. Una trama sul filo della suspense, con la pièce – in cartellone in prima regionale oggi giovedì 19 febbraio, alle 20.30, al Teatro Centrale di Carbonia; venerdì 20 febbraio, alle 21.00, al Teatro Comunale di San Gavino Monreale; sabato 21 febbraio, alle 20.30 al Teatro “Antonio Garau” di Oristano; domenica 22 febbraio, alle 21.00, al Teatro “Tonio Dei” di Lanusei, sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 del CeDAC Sardegna – per una riflessione sul gioco delle maschere, nella vita oltre che sulla scena.

Tra echi shakespeariani e rimandi ai romanzi di Agatha Christie, ma anche al teatro di Luigi Pirandello, “La moglie fantasma” accende i riflettori su un delitto: la vittima è una celebre attrice, morta suicida (apparentemente) al termine di una trionfale tournée il cui spettro, come nell’“Amleto”, riappare tra i vivi per chiedere vendetta. La defunta si presenta, in spirito, all’ex marito che, dopo le prime reazioni di sconcerto e sgomento, accetta di organizzare le prove di uno spettacolo ispirato all’omicidio, così da smascherare il/la colpevole e restituire finalmente all’anima inquieta la sua pace.

Una commedia nera, che racconta la realtà intricata, fatta di istintive simpatie e antipatie e acerrime rivalità, nascoste dietro la cortesia ed il cameratismo del mondo dello spettacolo: tuttavia, a dispetto dello stratagemma della falsa commedia, attrici e attori, capaci per professione e per vocazione di fingere e dissimulare i propri sentimenti al punto da creare l’illusione della verità, non dovrebbero incontrare difficoltà nel mostrare il volto dell’innocenza. La fatidica “prova” comunque ha inizio ed è subito un susseguirsi di situazioni paradossali e surreali, comiche e grottesche, in cui tutti gli artisti «mettono in luce le ‘piccolezze’ e fragilità di chi fa questo mestiere, e gli aspetti affascinanti di un gioco di scatole cinesi in cui non si capisce più dove finisca la realtà e inizi la finzione, tra continui colpi di scena, fino al parossistico finale».

Battute finali a Iglesias alla quarta edizione di “Sulcis in fundo”. Sabato, 1° novembre, la stagione teatrale dell’associazione Quinte Emotive al Teatro Electra si conclude con l’adattamento di Stefano Ledda del testo pirandelliano ‘O di uno o di nessuno’. In scena alle 19.00, nello spettacolo prodotto dal Teatro del Segno, Roberto Loddo, Rosellina Lo Nardo, Stefano Carta, Francesco Cittadini, Gorgio Piano, Massimo Pruna e Stefano Ledda.

Un dilemma morale nell’Italia degli anni Venti prende corpo in scena con ‘O di uno o di nessuno’, uno dei testi più feroci e attuali di Luigi Pirandello. Due amici, colleghi ministeriali e complici da sempre, decidono di condividere l’affetto di una donna pur di non rinunciare all’illusione dell’amore e di una famiglia che la loro condizione economica non permetterebbe. L’espediente funziona finché la realtà irrompe con forza: la giovane resta incinta e nessuno può dire chi sia il padre.

Il fragile equilibrio crolla. L’incanto segreto del ménage à trois si trasforma in una trappola di gelosie, silenzi e menzogne. La donna, remissiva ma onesta, non sceglie e proclama la verità: il figlio è di entrambi o di nessuno. La soluzione che i due trovano è crudele: affidare il nascituro all’anonimato di un orfanotrofio, sacrificando l’amore e la responsabilità in nome di una presunta rispettabilità sociale. Lo spettacolo è a ingresso gratuito.

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Successo di partecipazione per la quarta edizione de “La Scuola Torna in Parlamento Europeo”, bando ad evidenza pubblica predisposto dall’eurodeputato eletto nella circoscrizione Isole che ha offerto la possibilità a 32 giovani delle scuole superiori di secondo grado di Sicilia e Sardegna di andare a Bruxelles per visitare il Parlamento europeo.

«I nostri studenti rappresentano il presente e il futuro della società. Far conoscere loro da vicino il funzionamento e il ruolo delle istituzioni, crea la consapevolezza della partecipazione attiva. Ecco perché da quattro anni porto avanti questo progetto. Sono felice di aver dato la possibilità a decine di studenti siciliani e sardi di conoscere le istituzioni europee, di far loro capire come funzionano e in che modo queste sono determinanti per la vita di ogni giorno.»

A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che ha accolto in queste ore a Bruxelles la delegazione composta da 32 studenti delle scuole superiori di secondo grado di Sicilia e Sardegna e dei loro 8 docenti accompagnatori che hanno vinto il bando predisposto dallo stesso europarlamentare e denominato “La Scuola Torna in Parlamento Europeo” giunto alla sua IV edizione. La delegazione è composta dagli studenti di 8 scuole siciliane e tre scuole sarde che hanno dapprima partecipato al bando ideato da Ignazio Corrao e inviato agli uffici scolastici territoriali delle due regioni e superato un sorteggio. La scelta degli studenti è stata affidata ai vari istituti che hanno selezionato i partecipanti a livello discrezionale, a sorteggio on in base al rendimento scolastico dei ragazzi. Le scuole che hanno avuto accesso al bando predisposto da Ignazio Corrao sono l’Istituto Scolastico I.I.S. Mazzini di Vittoria (Ragusa), l’I.I.S.S. Don Calogero Di Vincenti di Bisacquino (Palermo), l’Istituto Tecnico Commerciale “S. Satta” località Biscollai (Nuoro), il Liceo Scientifico Statale “Leonardo” di Agrigento, l’Istituto di Istruzione Superiore Minerario Asproni Fermi di Iglesias (Carbonia Iglesias), il Liceo Scientifico L.B. Alberti di Cagliari, il Liceo Artistico Catalano di Palermo e l’Istituto Superiore Luigi Pirandello di Bivona (Agrigento).

«Ogni volta – spiega Corrao – ospitare questi ragazzi e i loro docenti accompagnatori è un vero piacere. Mi fanno domande molto pertinenti che denotano una curiosità verso l’Europa che è davvero incoraggiante. Di quello che facciamo in questo parlamento però si sa ancora troppo poco, perchè i media ci raccontano spesso soltanto di quello che fa la Commissione Europea, mentre per il Parlamento che peraltro è l’unico organo democraticamente eletto dai cittadini europei, italiani compresi, non si fa menzione nelle cronache quotidiane. Questa – conclude Ignazio Corrao – è una delle ragioni per le quali ho avviato questa iniziativa che rinnovo con interesse di anno in anno.»

Questi i nomi degli studenti e dei docenti accompagnatori che hanno preso parte alla delegazione in visita a Bruxelles dall’11 al 13 novembre 2019.

Gli studenti: Valentina Pischedda, Viviana Laconi, Lucia Mele, Gaia Zola, Ylenia Maria Boccellato, Alessandro Sciortino, Arianna Cutrò, Gabriele Trapani, Giulia Quagliana, Sara Castrogiovanni, Simone Greco, Gabriele Martella, Gianluca Congiu, Matteo Secci, Anna Marongiu, Alessandra Pitzalis, Alessia Ragusa, Matilde Cannuscio, Salvatore Colletti, Rosario Giammalva, Anna Longobardo, Benedetta Frasca, Lorenzo Termini, Rosario Arancio Febbo, Milena Leandri, Michela Cannas, Lorenzo Angotzi, Gabriele Abis, Giulia Alfano, Maeva Butticé, Laura Colletto, Federica Messina.

I docenti accompagnatori: Mariangela Barca,  Rosetta Morreale, Lucia Corsaro, Antonio Michele Pantaleo, Biagio Cutropia, Fausto Senia, Nicoletta Aste, Maria Fortunata Casimiro.

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Un incontro con la giornalista Rai Silvia Rosa Brusin per parlare di donne impegnate nella scienza e nella ricerca, e lo spettacolo “Ogni bellissima cosa” dei drammaturghi inglesi Duncan Mcmillan e Johnny Donahoe per scandagliare con ironia il senso della vita. Si chiude con questi due appuntamenti domenica 2 giugno all’ExArt di piazzetta Dettori a Cagliari la quinta edizione del Family Festival della compagnia Lucidosottile, che per dieci giorni ha affrontato con spettacoli, incontri e conferenze il tema “Wo.Men: gli uomini raccontano di donne supreme”.

Popolarissima conduttrice di programmi televisivi come “Leonardo” e “Tg Scienza e Ambiente”, la giornalista Silvia Rosa Brusin, dialogherà a partire dalle 18.00, con Susi Ronchi, coordinatrice di Giulia Giornaliste Sardegna, sul tema “La scienza non discrimina”. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con Giulia Giornaliste, toccherà le questioni riguardanti l’apporto che le donne danno alla ricerca scientifica ed alla sua divulgazione, in un mondo che per troppo tempo è stato ad esclusivo appannaggio del genere maschile.

La chiusura del Family Festival sarà invece affidata al teatro. Alle 21.00 (ingresso 10 euro) va in scena “Ogni bellissima cosa”, un testo di Duncan Mcmillan e Johnny Donahoe, tradotto e diretto da Monica Nappo e interpretato da Carlo De Ruggieri. Lo spettacolo, prodotto da Nutrimenti Terrestri, è stato definito dal Guardian “un monologo interattivo”, e laddove l’argomento potrebbe sembrare la depressione e il suicidio, lo spettacolo diventa invece, affrontando questi temi, un gioioso, unico, potente inno alla vita, un gioco per bambini che serve anche agli adulti per apprezzare la vita.

Attrice e regista, Monica Nappo ha introdotto nel nostro paese molti testi di drammaturgia contemporanea ed è stata la prima attrice italiana ad interpretare opere come “Psicosi delle 4:48” di Sarah Kane e a dirigere e recitare testi di Dennis Kelly e Tony Kushner. Ha partecipato a numerose tournée europee, lavorando con, fra gli altri, Carlo Cecchi, Mario Martone, Tony Servillo. Ha lavorato anche per il cinema, con registi come Ferzan Ozpetek, Woody Allen, Peter Greenaway, Paolo Sorrentino e Matteo Garrone.

Conosciuto dal grande pubblico televisivo per avere interpretato il ruolo di Lorenzo nella serie tv “Boris” e nella pellicola “Boris – Il film”, Carlo De Ruggieri ha lavorato nel cinema con registi del calibro dei fratelli Taviani (“Il sole anche di notte” e “Fiorile”), Silvio Soldini (“Agata e la tempesta”) ed Ettore Scola (“Che strano chiamarsi Federico”). A teatro ha partecipato, fra gli altri, agli spettacoli “Tutto a posto” e “L’ufficio” di Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre, “Blues” di Tennessee Williams con la regia di Pierpaolo Sepe, “Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello con la Compagnia di Umberto Orsini, ed è interprete dei monologhi “Stare meglio oggi” di Giacomo Ciarrapico.