2 June, 2026
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Il 28 maggio il Gruppo Teatro Albeschida ha messo in scena al Teatro Centrale di Carbonia lo spettacolo “Frammenti di naso” – di Nadia Pische

Al Teatro Centrale di Carbonia il 28 maggio il Gruppo Teatro Albeschida ha messo in scena lo spettacolo “Frammenti di naso”.

“Frammenti di naso” è il frutto di un lungo lavoro basato su voce, corpo ed emozioni che diventano un modo per esprimersi e incontrarsi. La regia e il testo sono di Daniele Giuliani. Il percorso preparativo si è svolto presso gli spazi della LUTEC, in quanto l’associazione Albeschida non può ancora contare su una propria sede. Il patrocinio gratuito dello spettacolo è a cura del comune di Carbonia.

Sin dalle prime apparizioni delle attrici e degli attori sul palco l’emozione era palpabile, le parole e gli stessi silenzi che seguivano erano come tanti tasselli che andavano a posizionarsi, creando riflessioni importanti sull’identità, sulle relazioni e sull’essere umano. Un lavoro liberamente ispirato dal capolavoro di Luigi Pirandello “Uno, nessuno e centomila”.

La trama racconta di Vitangelo, un uomo che sprofonda nella follia quando la moglie gli fa notare un difetto fisico insignificante: il suo naso pende leggermente verso destra. Vitangelo entra in una profonda crisi esistenziale, comprende che “gli altri” lo vedono diverso da come aveva sempre creduto di essere. Ogni persona lo percepisce diverso e si rende conto di essere “centomila” individui differenti agli occhi degli altri, ma non riconoscendosi in nessuna di queste versioni, si rende poi conto di essere “nessuno”. La sua follia lo spinge ad azioni talmente sconsiderate che la moglie vuole addirittura farlo interdire, tutti ormai lo ritengono pazzo.  Per raggiungere la pace interiore si libera di tutti i suoi beni e, finalmente, non sarà più costretto ad essere “qualcuno” ma “semplicemente” nessuno. Finalmente è libero!

Non esiste un’identità fissa e univoca perché ognuno è “uno” per sé stesso, ma per le persone che ci circondano saremo sempre “centomila”, perché ciascuno ci percepisce attraverso la propria soggettività. La vita non si ferma ad una forma fissa ma continua a scorrere modificandosi. Rigettare le etichette sociali per abbracciare un continuo e libero fluire della vita umana, questo è il suggerimento. Il Gruppo Teatro Albeschida ha fatto in modo di emozionare tutti, arrivando dritto al cuore e lasciando in ognuno di noi uno spazio interiore aperto alla riflessione. Crediamo di conoscerci ma “siamo frammenti negli occhi altrui”, la via di fuga consiste nell’evitare di cadere nelle “trappole” delle convenzioni sociali. Vivere attimo per attimo in stretto contatto con la natura. Indossare delle maschere imposte dalla società non porta ad altro che a finire per sentirsi “nessuno”.

Grazie al Gruppo Teatrale Albeschida per il lavoro che fa e ci auguriamo che le Istituzioni locali possano intervenire per fargli avere una sede, anche in condivisione con altre associazioni, un luogo dove possano serenamente continuare a portare avanti un percorso che fa bene a loro e a chi come noi ha la fortuna di poter assistere a spettacoli carichi di umanità.

Nadia Pische

Giro delle miniere:
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