7 October, 2022
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Proseguono le audizioni in Commissione “Autonomia” del Consiglio regionale presieduta da Pierluigi Saiu (Lega). Oggi è stata la volta di una delegazione dei sindaci dei 28 comuni del Medio Campidano e dei rappresentanti dei territori del Sarrabus-Gerrei, Trexenta, Sarcidano-Barbagia di Seulo attualmente inglobati nella provincia del Sud Sardegna.
Sul tavolo: l’allargamento dei confini della Città Metropolitana di Cagliari e la ricostituzione dell’ex provincia del medio Campidano.
«Apprezziamo la volontà del Consiglio regionale di dare risposte alle richieste dei territoriha sottolineato il sindaco di Sanluri, Alberto Urpivista la decisione di procedere ad un allargamento della Città Metropolitana di Cagliari ed alla costituzione della provincia del Sulcis Iglesiente, riteniamo indispensabile salvaguardare anche l’identità e l’autonomia del Medio Campidano».
Per il primo cittadino di Sardara, Roberto Montixi, «deve essere chiarito, una volta per tutte, quali funzioni saranno trasferite dalla Regione agli enti locali e quali risorse saranno messe in campo per consentire agli enti intermedi di svolgerle al meglio».
Sulla stessa linea i sindaci di Villacidro e Gonnosfanadiga, Marta Cabriolu e Fausto Orrù: «Il Medio Campidano deve essere la base di partenza per la nascita del nuovo ente intermedio. Se poi altri comuni, attualmente inseriti nella provincia del Sud Sardegna, decideranno di aderire alla nuova provincia saranno i benvenuti. In questa riforma non vogliamo rimanere ai margini ma giocare un ruolo da protagonisti».
Non sembrano voler andare nella stessa direzione gli altri territori della provincia del Sud Sardegna. Almeno questo è il pensiero dei presidenti dell’Unione dei Comuni della Trexenta, Paola Casula, del Gerrei Marco Lampis, del Sarrabus Marco Antonio Siddi, e del presidente della Comunità Montana Sarcidano Barbagia di Seulo, Antonio Orgiana: «I nostri territori hanno un legame storico, culturale e geografico con Cagliari. La soluzione migliore è prevedere un allargamento dei confini della Città Metropolitana ai comuni che non faranno parte delle province del Sulcis e del Medio Campidano».
Antonio Caria

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«Sindaci e amministratori locali hanno un ruolo strategico nello sviluppo dell’intera Sardegna che va riconosciuto e da cui bisogna ripartire per il bene dell’Isola.»
Queste le dichiarazioni di Gianni Lampis, assessore regionale della difesa dell’Ambiente, che ha incontrato oggi i componenti dell’esecutivo dell’ANCI composto dal presidente Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas, da Manuela Pintus sindaco di Arborea, Marco Lampis di Escalaplano, Francesco Mura di Nughedu Santa Vittoria e da Maura Crabu vicesindaco di Mandas.

L’assessore ha ricordato che le sue deleghe ricomprendono settori strategici nella vita amministrativa delle comunità locali: dal ruolo economico e sociale dell’agenzia Forestas a quello dei rifiuti, dal monitoraggio delle acque di balneazione nei Comuni costieri a cura di Arpa, ai rapporti con la Protezione civile regionale.

Il presidente Anci ha voluto rimarcare la necessità di applicare completamente la legge istitutiva di Forestas, in particolar modo nella parte relativa alle nuove forme di inquadramento del personale e quelle in cui si prevede la filiera produttiva del sughero e del legno, nonché la necessaria precisazione dei rapporti istituzionali tra Protezione civile regionale e sindaci. Questo consentirà in futuro una maggiore collaborazione fra le parti ed eviterà un inutile rimpallarsi delle responsabilità.

Alla fine dell’incontro, l’assessore Gianni Lampis ha comunicato che in occasione della prossima seduta di Giunta proporrà una delibera di proroga dei termini di avvio dei cantieri comunali finanziati con risorse provenienti dagli stanziamenti sull’incremento del patrimonio boschivo.

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Venerdì 9 novembre, dalle 10.00, nella sala stampa del Consiglio regionale, il consigliere Gaetano Ledda (Psd’az – La Base) incontra i giornalisti per illustrare le iniziative per preservare la proprietà e la detenzione del DNA della popolazione ogliastrina. Parteciperanno alla conferenza stampa: il Rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli, Il presidente dell’associazione Identità ogliastrina Flavio Cabitza, il sindaco di Ussassai Gian Basilio Deplano, il sindaco di Escalaplano Marco Lampis, il professore associato della Computational Genomics King’s College di Londra Mario Falchi, la professoressa Grazia Fenu del Dipartimento di Scienze biomediche dell’università di Sassari, il professore associato del dipartimento di microbiologia di Cagliari Germano Orrù ed il giornalista Giacomo Mameli.  

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Si è conclusa nell’Aula del Consiglio regionale, con l’incontro con la conferenza dei capigruppo guidata dal presidente dell’Assemblea legislativa sarda, Gianfranco Ganau, la manifestazione dei sindaci che questa mattina hanno marciato a Cagliari, per protestare contro i vincoli di bilancio e per chiedere alla Regione sarda di farsi parte attiva con il governo perché siano modificate le norme che impediscono l’utilizzo del cosiddetto avanzo di amministrazione.

Le dieci richieste dei primi cittadini, contenute in un documento consegnato ai capigruppo e alla Giunta, sono state illustrate e argomentate oltreché dal presidente dell’Anci, Piersandro Scano, anche dagli undici sindaci intervenuti in Aula (Marco Lampis, Escalaplano; Andrea Piroddi, Bono; Antonio Tirotto, Aglientu; Enrico Collu, San Sperate; Fausto Piga, Barrali; Anna Paola Marongiu, Decimomannu; Anita Pili, Siamaggiore; Efisio Arbau, Ollolai; Angelo Sini, Pattada; Massimo Zedda, Cagliari) che hanno sollecitato un impegno della Regione perché si adoperi con il Governo al fine di iscrivere in bilancio l’avanzo di amministrazione almeno nella parte relativa alla quota di investimenti e che vengano considerate fuori dai vincoli di spesa le risorse destinate alla messa in sicurezza dei territori e degli edifici scolastici nonché quelle riferite all’accoglienza dei migranti.

«Questa è una battaglia che la Regione deve condurre con i sindaci sardi – ha dichiarato Piersandro Scano – perché le nostre amministrazioni sono ormai stremate e costrette alla paralisi dopo anni di tagli “selvaggi”, di blocco degli investimenti e per via  un generale aumento delle competenze e delle responsabilità a fronte di una riduzione delle risorse trasferite dallo Stato ai Comuni.»

Le fasce tricolori hanno invece chiesto alla Regione alcuni impegni precisi sul mantenimento dei livelli di stanziamento nel fondo unico per gli Enti Locali; sul rispetto dei termini per la redistribuzione degli spazi finanziari così da consentire ai Comuni la tempestiva programmazione della spendita delle risorse; una programmazione partecipata con gli Enti Locali; provvedimenti normativi utili ad impedire la revoca delle opere pubbliche nel caso risulti impossibile procedere con l’impegno della spesa per l’espletamento delle procedure di gara; ed hanno insistito sulla necessità di scongiurare “politiche di stampo neocentralista”, sull’esigenza di assicurare una maggiore efficienza all’apparato regionale e sull’opportunità di “azioni ferme” verso il governo, a tutela del ruolo e delle prerogative dei Comuni della Sardegna.

Il presidente della commissione consiliare del Bilancio, Franco Sabatini (Pd), nel ribadire pieno sostegno all’azione dei sindaci («la Regione non può essere la controparte dei primi cittadini ma siamo qui perché vogliamo e dobbiamo lavorare insieme»), ha quindi rilanciato la proposta perché la Regione sarda possa sostituirsi totalmente allo Stato nel finanziamento degli Enti locali, a condizione che lo Stato riduca, almeno in pari misura, la trattenuta annuale sulle quote di entrate spettanti alla Sardegna.

Piena disponibilità al dialogo e alla collaborazione per la ricerca delle soluzioni condivise, nell’interesse dei Comuni e dell’intera Sardegna, è stata manifestata dal capigruppo del Psd’Az, Angelo Carta; dal presidente della commissione Autonomia, Francesco Agus (Sel); dal capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni; da quello dell’Udc, Gianluigi Rubiu; del Pd, Pietro Cocco e dalla vice capigruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda che, nel corso dei rispettivi interventi e seppur con differenti sottolineature critiche, hanno confermato l’impegno di tutte le forze politiche presenti in Consiglio, a dare seguito alle richieste formulate dai primi cittadini della Sardegna.

L’assessore della Programmazione, Raffaele Paci, in rappresentanza della Giunta (era presente anche l’assessore degli Enti Locali, Cristiano Erriu) ha quindi riaffermato la volontà di collaborazione dell’esecutivo regionale («non vogliamo e non possiamo essere la controparte dei sindaci») insieme con la disponibilità ad “discutere e lavorare insieme” per superare i problemi delle entrate finanziarie. «Dobbiamo tutti tener conto però – ha affermato il vice presidente della Regione – che esistono, per i Comuni come per la Regione, precisi vincoli di spesa per effetto della zavorra del debito pubblico italiano di cui tutti dobbiamo farci carico».

«Abbiamo mantenuto i livelli di stanziamento del fondo unico per gli Enti locali – ha aggiunto l’assessore – e sono quantificabili in circa due miliardi di euro gli interventi della Regione che vanno al sistema dei Comuni sardi (progetto @Iscola, biblioteche, musei, cantieri verdi e altri interventi simili) e invito, dunque, quanti affermano l’opportunità di  collegare gli stanziamenti del fondo unico con le entrate della Regione, a valutare il fatto che in tempi di crisi economica le entrate tributarie (in testa l’Irpef) si riducono e di conseguenza diminuirebbero anche gli stanziamenti ai Comuni.»

«La battaglia dei sindaci sui vincoli del bilancio armonizzato e per l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione – ha sottolineato Raffaele Paci – è la stessa che conduciamo come Regione sarda in sede di conferenza unificata delle Regioni, perché vogliamo anche noi il superamento dei troppo stringenti limiti di spesa imposti dallo Stato».

«L’assemblea di oggi segna il primo passo di un confronto e di una nuova collaborazione con gli Enti locali – ha concluso l’incontro tra la capigruppo e i sindaci, il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau – e saluto con favore gli impegni assunti per garantire maggiore efficienza al sistema regionale e per condurre insieme una battaglia comune con lo Stato e l’Europa per allentare i vincoli di spesa.»

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

Nella sede di Piazza San Francesco, a Scuola Civica Arte Contemporanea di Iglesias presenta “P-P-P (Shape)”, un’installazione sonora di Marco Lampis. “P-P-P (Shape)” è un lavoro sulle relazioni tra linguaggio/suono ed oggetti, in questa mostra abbiamo una variazione di suoni labiali che tentano di realizzare, concretizzare una forma.

Marco Lampis nella sua ricerca utilizza oggetti, materiali e forme per offrire un’idea di percezione riferita al suono attraverso l’interazione di apparati audio-visivi in rapporto con lo spazio e l’architettura,  proponendo azioni lives ed installazioni connotate da un forte interesse nei confronti delle possibilità di amplificazione dell’apparato sensoriale umano.

Marco Lampis, nato a Cagliari nel 1976, ha studiato a Bologna e a Berlino. Nel 2010 ha vinto il Premio MAN-Gasworks, partecipando al Gasworks International Program Residency a Londra. Nel 2008 ha seguito il Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti a Como. La sua prima mostra personale è nel 2010 Altrove, all’infinito, MAN (Nuoro) a cura di Cristiana Collu.

Sono state avviate in commissione Salute e politiche sociali, le audizioni con i rappresentanti dei territori per capire quali siano le criticità delle singole realtà in materia di assistenza sanitaria. Il sindaco di Quartu, Mauro Contini, ha chiesto di capire quali siano le intenzioni della Regione, della Asl in particolare, per quanto riguarda il Poliambulatorio di via Turati. Il primo cittadino ha ricordato che una volta completato sarebbe dovuto diventare una Casa della Salute in grado di decongestionare gli ospedali di Cagliari e servire un bacino di utenza di circa 130mila abitanti, comprendendo una parte dell’Area vasta. Allo stato attuale il Poliambulatorio è completato soltanto al 70 per cento, e nella struttura, ha spiegato Contini lavorano 400 persone dipendenti della Asl. La Commissione e il presidente Perra hanno assicurato che sentiranno tutti i commissari delle Asl, al più presto, per fare il punto su quattro mesi di attività.

La Commissione ha poi affrontato il problema dell’ospedale San Marcellino di Muravera, sentendo in audizione una delegazione dei sindaci dell’Unione dei comuni del Sarrabus Gerrei. La richiesta è stata  unanime: non chiudete il San Marcellino, anzi deve essere potenziato. A supporto di queste richieste i sindaci hanno spiegato che il presidio si trova in un punto strategico che copre una popolazione che, per arrivare a Cagliari, dovrebbe impiegare circa un’ora. Assolutamente inaccettabile, per i sindaci, nell’ottica del diritto alla salute e all’assistenza: «Le distanze sono tali da non garantire l’emergenza-urgenza», hanno spiegato. L’area del Sarrabus Gerrei è tra l’altro la più importante del sud Sardegna per presenze turistiche. Nel periodo estivo agli abitanti, 23mila circa, si sommano i 2 milioni di vacanzieri. Per i rappresentanti dei territori nell’ospedale non può mancare il pronto soccorso (6mila accessi l’anno), la chirurgia, il reparto di Medicina, l’Oncologia che è passata da 50 a 2.500 accessi l’anno, la Dialisi, ma anche l’Ortopedia. Il sindaco di Escalaplano, Marco Lampis, ha reso noto alla Commissione che, a causa delle distanze, in tanti, soprattutto anziani e pensionati al minino stanno rinunciando a farsi curare.

I componenti della Commissione hanno ascoltato con attenzione le relazioni degli auditi e hanno chiesto loro di fornire il maggior numero di dati sulla situazione del San Marcellino.

E’ stato poi audito il sindaco di Tempio, Romeo Frediani, sul riordino delle Asl e della rete ospedaliera. L’ospedale di Tempio deve essere potenziato: il piano presentato dal commissario della Asl è stato respinto all’unanimità dai 26 sindaci che ricadono nel territorio all’azienda. Secondo il sindaco le scelte sono state fatte tenendo conto di un bacino di utenza minimo di circa 30-35mila persone, mentre è di circa 55mile visto che si rivolgono all’ospedale di Tempio anche Erula, Perfugas, Velledoria e altri comuni vicini. «Siamo consapevoli che debbano essere fatti dei sacrifici – ha spiegato il sindaco – ma devono essere distribuiti su tutti i territori». Per Marcello Doneddu, presidente della Commissione Sanità del Comune di tempi, è necessario tener conto della peculiarità del territorio e dei problemi di viabilità. Doneddu ha infine ricordato che eliminare alcuni servizi vuole dire mettere a rischio la vite delle persone.

Il presidente Raimondo Perra e tutta la Commissione si sono detti disponibili ad analizzare e approfondire i problemi dei territori e hanno annunciato a breve un sopralluogo nelle diverse strutture. «Nessun presidio sarà chiuso – ha garantito il presidente Raimondo Perra al termine delle audizioni – a tutti i cittadini sarà assicurata la necessaria assistenza, perché questa è la priorità alla base di qualunque intervento in materia sanitaria. Gli ospedali di Tempio e Muravera restano di primaria importanza per i rispettivi territori». Per quanto riguarda Quartu, Perra ha aggiunto che quel bacino di utenza è ampiamente soddisfatto per quanto riguarda la Radiologia dal presidio ospedaliero Marino e il Policlinico Sant’Elena.

Il consigliere di Forza Italia, Edoardo Tocco, si è detto assolutamente contrario alla chiusura e al depotenziamento sia dell’ospedale San Marcellino di Muravera sia di quello di Tempio perché bisogna garantire i livelli assistenziali nei territori, in particolari quelli dell’emergenza-urgenza

Scuola Civica d'Arte contemporanea Iglesias

Domenica 28 dicembre dalle ore 10,30, in via Oristano (ingresso giardino biblioteca), la Scuola Civica d’Arte Contemporanea di Iglesias presenta i suoi primi sei mesi di attività. Per l’occasione è stata allestita una mostra-presentazione dei progetti degli studenti del corso 1.1, realizzati durante il Laboratorio d’Arte Pubblica e Sociale.

La scuola ha ospitato, in residenza e in veste di visiting professor, alcuni degli artisti più rappresentativi del panorama nazionale: Simone Berti, Simeone Crispino (Vedovamazzei), Ettore Favini, Luca Francesconi, Silvia Hell, Renato Leotta, Domenico Antonio Mancini; tenuto lezioni e conferenze con artisti e curatori sardi: Davide Mariani, Giangavino Pazzola, Alessandro Biggio, Efisio Carbone; incontrato collezionisti come Giorgio Viganò. Tutti, insieme agli artisti del collettivo Giuseppefraugallery, hanno interagito con gli studenti della scuola e con la comunità; un video raccoglie i momenti di questi incontri. Non un’apparizione sporadica dunque, ma un rapporto intenso e costante realizzato attraverso un processo partecipativo, di intregrazione sociale e culturale che ha trasformato la città di Iglesias in uno dei centri più attivi della ricerca artistica nazionale. Gli studenti del corso 1.1 (Angelo Dessì, Giovanna Dessì, Elisabetta Ecca, Alessandra Etzi, Giovanna Pilloni, Deinira Sánchez Burgos, Davide Tocco, Daniela Ventura) presentano i progetti che hanno come obiettivo quello di ridisegnare ipotesi di un “ritorno al futuro” di un territorio intrappolato nell’autoreferenzialità e nell’incapacità di uscire da stereotipi consolidati dalla crisi.

Giovanna Pilloni ha ideato un’opera che, per essere compiuta, necessita di uno sforzo percettivo e partecipativo – insolito per per chi perservera in un atteggiamento diffidente, distaccato e depresso – chiamando in causa pratiche e riti di comunità che, nonostante vivano povertà molto più esteme della nostra, non rinunciano ad esprimere la propria identità con un forte attaccamento alla vita attraverso la gioia e la condivisione delle esperienze interiori.

Giovanna Dessì ha fatto un’indagine sui cognomi sardi più diffusi in città presentandoli con delle immagini, di diversa dimensione secondo la percentuale anagrafica, inoltre ha sistemato, nel giardino della scuola, un sacco natalizio dove cinque patate sono in grado, attraverso l’umidità dell’aria, di riempirlo con ben dieci chili dello stesso ortaggio; il suo  è un inequivocabile messaggio alternativo ad un’identità radicata sullo sfruttamento minerario ed industriale del territorio, chiamando in causa la perdita della memoria lingustica e dei più elementari processi di sopravvivenza alimentare e culturale. Elisabetta Ecca ha rielaborato un percorso minerario, che da Cala Domestica porta alla miniera di San Luigi, reindirizzandolo verso la Casa di Modigliani e l’antica Metalla, coinvolgendo sia i nuovi proprietari che i pastori che lavorano nella tenuta, cercando di incentivare pratiche di ospitalità e di rilettura della nostra storia attraverso collegamenti con momenti importanti della storia dell’arte.

Angelo Dessì ha realizzato una segnaletica che, partendo da una discarica, porta ad un tempio nuragico (Genn’e Mustazzu) con pozzo sacro, ripulendolo dalle erbacce e predisponendo una zona per la sosta e per il ristoro fai da te.

Deinira Sánchez Burgos, sfruttando la sua esperienza di giornalista e reporter, ha realizzato una macchina percettivo-comunicativa dove far prendere coscienza alla popolazione che per uno straniero, come lei, le montagne di veleni sono solo montagne di veleni, un pericolo e non una risorsa estetica e culturale: un segnale della follia e dell’incapacità al porre rimedio ad un disastro ambientale che mina, oltre la nostra salute, la dignità e l’integrità morale di una comunità.

Davide Tocco mette in campo un particolare metodo di progettazione urbanistica proposto attraverso dei fogli scritti nell’antica arte calligrafa, per creare una riflessione sulle possibilità offerte dalle capacità dell’individuo di immaginare soluzioni grazie ad un diverso fruire delle dinamiche percettive e sensoriali.

Alessandra Etzi ha messo a disposizione degli altri studenti una parete della sua casa dove poter intervenire con un’opera collettiva, aprendo poi periodicamente al pubblico il suo spazio privato.

Infine Daniela Ventura ha realizzato un sito web per meglio coinvolgere la comunità nella didattica e nelle iniziative della scuola.

Un ringraziamento particolare va a Mario Baraglia, artigiano di Iglesias, che durante il laboratorio ha messo la sua esperienza a disposizione degli studenti, realizzando anche, insieme a Davide Tocco, la nuova insegna per la Scuola Civica d’Arte Contemporanea.

Gli studenti del corso 1.1 non sono artisti professionisti, provengono da diverse esperienze e segmenti sociali, ma nei mesi di full immersion nelle pratiche dell’arte contemporanea sembrano muoversi a proprio agio e con competenza in questa nuova ed inedita esperienza. Tutti i progetti saranno messi in pratica nei prossimi mesi. A Gennaio l’artista in residenza sarà Gianluca Concialdi, che ha già fatto interrare, dagli studenti, in siti gravemente inquinati, una serie di tele arrotolate che saranno aperte e messe in mostra durante la sua permanenza. Sempre a Gennaio, Silvia Argiolas e Roberta Vanali saranno le protagoniste di un incontro con la comunità sulla pittura contemporanea in Sardegna. Da febbraio partirà il Corso 2.0, sempre gratuito e della durata trimestrale, saranno ammessi 10 studenti, per questo livello (superiore) i requisiti richiesti sono il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o l’aver frequentato i corsi precedenti. La scuola accoglierà in residenza come visiting professor: Roberto Cascone (febbraio), Helena Hladilová, Namsal Siedlecki (Marzo), Stefano Boccalini (Aprile), Francesca Di Nardo (Maggio). Dario Lino Costa e Marco Lampis saranno invece alcuni degli artisti sardi invitati a tenere incontri e workshop con gli studenti.

E per finire l’anno  Il pasto del pastore – Cenone di Capodanno con la Scuola Civica d’arte Contemporanea.

Iglesias.

Iglesias.

Monte Sirai 1 copia

L’Associazione culturale Cuncordia di Cagliari, con la collaborazione del Conservatorio di Musica “G.P. da Palestrina” e con il patrocinio del comune di Carbonia, ha organizzato “Zeuro – Percorsi di suoni e natura”, evento che si terrà il prossimo 2 agosto a Monte Sirai, a partire dalle 19.45.

#Zeuro è un progetto giovane e innovativo, completamente auto-finanziato, che si fonda – come dice il titolo – sul principio del “costo zero”.

L’idea alla base della manifestazione è quella dell’agiuru torrau, ovvero quel patto di solidarietà e collaborazione su cui si fondavano i rapporti sociali dei nostri nonni.

La riscoperta di questo valore tradizionale – ora in tempo di profonda crisi economica – può essere l’occasione per promuovere un nuovo sistema socio-economico al servizio della cultura (intesa come bene comune) e potenziare le risorse individuali e territoriali.

Zeuro è un baratto di condivisione e partecipazione basato sull’offrire la propria professionalità o il proprio talento, non per denaro, ma per “aiutare ed essere aiutati” con la stessa preziosa moneta, quella della solidarietà.

In questo progetto tutti gli artisti, i creativi e gli organizzatori coinvolti non percepiscono alcun compenso. Il pubblico non dovrà pagare nessun biglietto perché l’ingresso è completamente gratuito.

Gli sponsor della manifestazione si impegnano a prestare i propri servizi in cambio della visibilità offerta e della possibilità di allestire in location uno stand a scopo informativo o promozionale.

Partecipano alla serata una cinquantina di artisti, tra musicisti, danzatori, performer e attori. La loro partecipazione è a titolo gratuito.

Tra le presenze confermate: Tenores Ulianesu di Oliena (4 elementi), Palestrina Ensemble (30 elementi), Improring Sardegna (10 elementi), Snake_Platform (10 elementi), Marco Lampis e Jueri Gagarino.

Zeuro nasce da un’idea di Fausto Massa (regista, direttore artistico e autore televisivo Rai, Mediaset e Sky), di Mario Frezzato (direttore musicale, concertista e docente al Conservatorio di Cagliari) e di Michele Uccheddu (musicista e coordinatore tecnico).

Lo spettacolo si avvale delle collaborazioni del Conservatorio di Musica “G.P. da Palestrina” di Cagliari e di Vittorio Ripoli (organizzatore di eventi e PR).

Gli ideatori del progetto si pongono l’obiettivo di:

– Dare il via ad un progetto culturale ambizioso, proponibile negli anni futuri, che mantenga una coerenza di fondo nelle scelte artistiche e che conquisti nel tempo la fedeltà di un pubblico numeroso e affezionato.

– Promuovere iniziative culturali ed artistiche che facciano dei siti di forte interesse storico e naturalistico la sede di manifestazioni di prestigio nazionale ed internazionale.

– Scoprire e valorizzare gli artisti emergenti locali.

– Far conoscere ai turisti i prodotti enogastronomici della tradizione sarda.