17 May, 2021
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“Rosso Sardegna. Il filo rosso delle donne sarde tra arte, artigianato e impresa”: è questo il tema delle due intense giornate dell’Assemblea Nazionale Donne FASI, (Federazione Associazioni Sarde in Italia) il 21 e il 22 aprile, Firenze, Fortezza da Basso, organizzata dal Coordinamento Nazionale Donne FASI. L’evento è stato voluto, infatti, ì in coincidenza con l’occasione specialissima della mostra “Maria Lai il filo e l’infinito”, in corso alle Gallerie degli Uffizi – Palazzo Pitti, e con la presenza dello stand della Regione Sardegna alla 82ª Mostra internazionale dell’artigianato di Firenze (Fortezza da Basso, 21 aprile – 1 maggio 2018 – www.mostraartigianato.it )

Le due giornate rappresentano una opportunità unica per conoscere il genio e la creatività delle donne sarde, fra passato e presente, attraverso la viva voce di alcune fra le protagoniste del mondo dell’imprenditoria e delle professioni, impegnate in Sardegna in una sfida ardita, capace di coniugare tradizione e innovazione, seguendo il filo tessuto da Maria Lai.

Si comincia, infatti, sabato 21 aprile, a partire dalle 10, nella Sala della Scherma alla Fortezza da Basso*, con un convegno che vedrà la partecipazione di artiste, artigiane, imprenditrici e professioniste. Le testimonianze spazieranno dall’arte all’imprenditoria, nelle parole di donne come Anna Gardu (Donna Sarda 2018, Pasticceria Hòro), Ignazia Tinti (ceramista – www.lafantasticabottega.com/), Valentina Sulas (attrice), Carmìna Conte (giornalista e conduttrice televisiva), Sara Carboni (wedding planner – www.saraevents.it/), Maria Carmela Folchetti (fotografa, ex presidente regionale di Confartigianato Imprese Sardegna ), Pupa Tarantini (consigliera nazionale AICC – Associazione Italiana Città della Ceramica e assessora Artigianato e Impresa del comune di Oristano) e Francesca Re (Associazione GALANA).

“Rosso Sardegna. Il filo rosso delle donne sarde tra arte, artigianato e impresa” vuole essere un momento di incontro e condivisione, ma anche di ispirazione e spunto per le donne impegnate nel volontariato nei circoli sardi riconosciuti dalla Regione Sardegna e uniti dalla Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI www.fasi-italia.it).

Nel pomeriggio, dalle 15, si prosegue a Palazzo Pitti, Sala del Fiorino**, con la conferenza sulla vita e l’opera della grande artista sarda Maria Lai, organizzata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi. E’ prevista la partecipazione di Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi; Laura Donati (Funzionario storico dell’arte); Caterina Virdis, (già Docente di Storia dell’Arte- Università di Padova); Pietro Clemente (già Docente di Antropologia Culturale e Museale); Anna Dolfi, (Docente di Letteratura Italiana Contemporanea-Università di Firenze); Renata Pintus (Funzionario storico dell’arte). La Giornata si concluderà con la visita alla mostra Maria Lai “Il filo e l’infinito”, inaugurata l’8 marzo e che proseguirà fino al 3 giugno.

In serata è previsto un aperitivo con degustazione di vini sardi nella sede della Associazione dei Sardi in Toscana – ACSIT- in Piazza Santa Croce 19 (www.acsitfirenze.net).

Si conclude domenica 22 aprile, con un seminario che si svolgerà nella mattinata, a partire dalle 9.00, sempre nella sede della Associazione dei Sardi in Toscana: le donne e i giovani FASI si incontreranno per progettare gli eventi futuri di promozione della Sardegna.

*l’ingresso alla Fortezza da Basso è soggetto al pagamento del biglietto d’ingresso.

**la conferenza a Palazzo Pitti è soggetta al pagamento del biglietto d’ingresso.

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L’oristanese Antonio Matzutzi è il nuovo presidente regionale di Confartigianato Imprese. E’ stato eletto ieri sera dai delegati dell’associazione artigiana nel corso dell’assemblea regionale.

Antonio Matzutzi, 44 anni di Milis, imprenditore del settore lapideo, guiderà l’Organizzazione, oltre 6mila imprese e circa 20mila addetti,  per il prossimo biennio. Nel suo incarico verrà affiancato dal nuovo vicepresidente vicario, Fabio Mereu di Cagliari, 40enne imprenditore del trasporto persone, e supportato da altri 2 vicepresidenti: Giuseppe Pireddu di Macomer e Mario Piras di Alghero.

L’assemblea ha provveduto a eleggere anche la Giunta regionale di cui fanno parte, oltre al Presidente e ai vicepresidenti, Luca Murgianu di Cagliari, Norella Orrù di Carbonia (CI), Giacomo Meloni di Olbia, Agostino Pirina di Arzachena, Sandro Paderi di Oristano, Marco Rau e Roberto Poddighe di Sassari.

Il presidente, nel suo primo discorso, ringraziando la presidente uscente, Maria Carmela Folchetti, per l’impegno svolto nei 30 mesi di mandato, e riconfermando la fiducia al segretario regionale, Stefano Mameli, alla presenza dell’assessora regionale dell’Artigianato, Barbara Argiolas, ha analizzato la situazione politica, economica e sindacale della Sardegna, le prospettive del comparto e annunciato alcune prossime iniziative dell’associazione. Antonio Matzutzi ha voluto ribadire il proprio impegno e quello di Confartigianato Sardegna per continuare il dialogo con la Regione, le istituzioni, le amministrazioni e la politica, per dare coraggio, energia, credito e opportunità alle circa 36mila imprese artigiane sarde e agli oltre 75mila addetti, chiedendo all’assessore, e quindi al presidente della Regione, alla Giunta e al Consiglio Regionale, che si ricominci a parlare di imprese artigiane e ad agire concretamente per sostenere il tessuto produttivo delle piccole e micro realtà sarde.

«Da troppo tempo l’argomento “artigianato” è scomparso dai tavoli decisionali della Sardegna – ha aggiunto il neo presidente – e lo dimostrano i fatti, sotto gli occhi di tutti, e gli atti e i documenti, che analizziamo ogni anno attraverso il Rating. E’ bene sempre ricordare che le piccole e micro imprese sono organismi fragili e operano in un contesto economico delicato. Insomma, hanno bisogno di attenzioni particolari riguardo i finanziamenti, l’accesso al credito, la riduzione degli oneri fiscali e il taglio della burocrazia. E’ innegabile che il loro peso specifico non sia minimamente equiparabile alle realtà con bilanci da milioni di euro e con centinaia di dipendenti.»

Per il neo presidente di Confartigianato, il rilancio delle imprese artigiane sarde passa anche attraverso interventi che individuino le priorità su cui investire come la ripresa dell’edilizia, la valorizzazione della manifattura 4.0 e dei giovani, il rilancio della formazione professionale, il consolidamento del manifatturiero, dell’export e dell’agroalimentare.

«Tali azioni – ha spiegato Matzutzi – coniugate a un reale decollo delle infrastrutture, possono rappresentare la chiave di volta di una vera ripresa anche per l’Isola.»

Sull’edilizia, il presidente ha chiesto l’approvazione della nuova Legge Urbanistica e il rilancio dell’attività edilizia, attraverso l’apertura dei cantieri, la riqualificazione degli edifici esistenti e l’allentamento della stretta creditizia bancaria.

Sugli incentivi regionali, Antonio Matzutzi ha chiesto la riattivazione di strumenti finanziari ad hoc per l’artigianato, partendo dalla legge regionale 51 e dalla 949. Inoltre, chiedendo la collaborazione dell’assessorato dell’Artigianato affinché le istanze delle microimprese vengano prese nella giusta considerazione, ha ricordato la necessità delle realtà che non superano i 10 addetti e che rappresentano il 96,6% del tessuto produttivo regionale, di poter partecipare ai bandi di incentivazione attraverso l’erogazione automatica di finanziamenti per un massimo di 15mila euro.

«L’auspicio – ha sottolineato – è che i bandi vengano pubblicati al più presto per consentire alle imprese di accedere ai finanziamenti nel minor tempo possibile e che si adottino sistemi snelli e veloci per l’attribuzione dei voucher, considerato che il tutto dovrà essere commisurato all’entità del finanziamento concesso.»

  

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L’appalto da oltre 83 milioni di euro che la Regione Sardegna si appresta ad affidare a INFRATEL, società in house controllata dal ministero dell’Economia, che avrà il compito di disegnare e bandire il mega appalto per il completamento, la manutenzione e la gestione (venticinquennale) della banda ultra larga nell’Isola, rischia di tagliare fuori le imprese isolane.

L’allarme lo lancia Confartigianato Imprese Sardegna che, pur riconoscendo gli sforzi della Giunta per il potenziamento della Banda Ultra Larga per abbattere il digital divide nell’intero territorio regionale, segnala come le realtà imprenditoriali regionali, qualora si optasse per un unico bando, non solo non saranno in grado di partecipare alla gara stessa ma rischiano anche di rimanere tagliate fuori anche dai subappalti. Infatti, da un controllo effettuato dall’Associazione, le imprese sarde che avrebbero i requisiti tecnici e le competenze per partecipare alla gara (ovvero quelle che possiedono le attestazioni SOA per OS 19), pur consorziandosi, non raggiungerebbero la capacità finanziaria necessaria.

L’associazione degli artigiani ricorda come già 3 anni fa, con i tre appalti dal valore totale di 50 milioni di euro per la realizzazione della prima tranche di banda ultra larga nei comuni a “fallimento di mercato” (quelli, cioè, che per l’esiguo numero di utenti rispetto agli investimenti necessari non rappresentano un mercato appetibile per gli operatori), le realtà imprenditoriali territoriali non riuscirono a partecipare alle gare.

Per questo, Confartigianato Imprese Sardegna, in una lettera indirizzata all’assessore regionale degli Affari generali, Filippo Spanu, ha chiesto «di adoperarsi affinché, nel pieno rispetto della legge, dell’economicità ma anche della qualità dei lavori realizzati con risorse pubbliche, sia garantita adeguata attenzione alle condizioni di affidamento dei lavori, alla dimensione territoriale dei lotti di completamento/manutenzione, al valore degli appalti che saranno banditi e ai controlli nei pagamenti alle imprese che lavoreranno in subappalto».

«In un momento nel quale il settore delle Costruzioni e del relativo indotto è in perenne crisi – afferma la presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Carmela Folchetti – l’intervento delle PMI nell’esecuzione di questa tipologia di lavori, effettuati a prezzi di mercato, e non sottocosto, come spesso accade nei “sub-sub appalti”, non solo è garanzia di qualità e regola d’arte dei lavori ma è anche garanzia di ricadute nel tessuto economico locale nonché di un’adeguata tutela delle maestranze impiegate.»

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In Sardegna il 5% delle nuove “vere” imprese è nato per sfruttare un’“idea innovativa”a. Infatti, dal 2013 alla fine del 2016, ben 747 nuove imprese sarde, sulle 14.940 create ex novo (non associabili ad altre già esistenti, trasformate o cessate), sono nate per sfruttare una idea innovativa. Di queste, 160 sono iscritte al Registro Speciale come “Startup innovative”, ovvero società di capitali costituite per lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, status che consente, per un massimo di 5 anni dal momento della costituzione, di beneficiare di agevolazioni fiscali e semplificazioni burocratiche. Infatti, da fine 2012 è stata aperta una sezione speciale del Registro delle Imprese tenuto dalle Camere di Commercio riservata a questa tipologia di attività.

Sono questi i dati del dossier “Le tendenze dell’innovazione delle piccole imprese in Sardegna”, realizzato dall’Osservatorio MPMI Confartigianato Sardegna su dati 2013-2016 UnionCamere-Infocamere, Istat e Ministero del Lavoro.

La ricerca evidenzia anche come la nostra regione sia al secondo posto in Italia, tra le regioni con la più alta propensione per la creazione di “nuove imprese finalizzate allo sfruttamento di una idea innovativa”. Al primo posto il Trentino con il 5,3%, al terzo la Toscana con il 4.9%, poi la Sicilia, l’Umbria e il Veneto con il 4,6%.

«Questi dati dimostrano come in Sardegna le idee non manchino e come le micro e piccole imprese siano attente alla potenzialità del cambiamento – afferma Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – queste, infatti, pur di migliorare sono pronte a sperimentare il più possibile i propri prodotti o servizi innovando il processo produttivo: nuovi materiali, perfezionamento di strumenti già esistenti, dispositivi tecnologici avanzati. Intuizioni che possono apportare un valido contributo e garantire una maggiore competitività alle imprese. Grazie a questa costante attività di miglioramento – sottolinea ancora Maria Carmela Folchetti – cresce la propensione a individuare soluzioni creative e l’utilizzo di nuove tecnologie. Per questo l’artigianato sardo contribuisce a mantenere elevata la qualità del made in Italy.»

Interessanti anche i dati sull’innovazione nelle aziende. Infatti, tra il 2012 e 2014, il 39,6% delle imprese sarde con più di 10 dipendenti, ha introdotto innovazioni di prodotto, di processi produttivi di gestione organizzativa o di marketing, dato che pone la Sardegna al 14esimo posto nazionale contro il 25,9% Nazionale e il primo posto del Veneto con il 53,7%.

Tra queste aziende, la media nazionale del valore della spesa finalizzata all’innovazione, è stata di 6.600 euro per addetto.

«Il futuro dell’artigianato non può trascurare il digitale e Confartigianato sta presidiando le opportunità che consentono agli imprenditori di innovare prodotti e processi produttivi – evidenzia Maria Carmela Folchetti – a cominciare dal Piano Industria 4.0 varato nei mesi scorsi dal Governo che contiene una serie di strumenti per agevolare la trasformazione delle piccole imprese. La Confartigianato si sta preparando per diventare Digital Innovation hub. Per questo ribadiamo come sia fondamentale che la politica regionale continui a impegnarsi per creare le condizioni favorevoli all’innovazione e alla nascita e allo sviluppo di aziende innovative – aggiunge la presidente Folchetti – nell’ottica di fornire un contributo rilevante alla crescita dell’economia e dell’occupazione, specie quella giovanile, favorendo la diffusione di conoscenza nel sistema imprenditoriale. Una sfida quotidiana che ha come protagonista il patrimonio intellettivo e creativo delle nostre imprese artigiane.»

E per gli imprenditori artigiani che investono sull’innovazione digitale sono in arrivo cospicui finanziamenti da parte del ministero dello Sviluppo economico. Questo ha infatti, ha prorogato al 4 maggio il termine per presentare le domande per accedere al bando che finanzia aggregazioni tra imprese che puntano su manifattura sostenibile e artigianato digitale. Potranno essere finanziate le reti e i consorzi di imprese composti da più di 5 aziende, con almeno il 50% di piccole imprese artigiane, finalizzati a creare centri per l’artigianato digitale, incubatori per lo sviluppo dell’innovazione imprenditoriale e spazi per la modellazione e la stampa 3d. L’agevolazione va dai 100mila agli 800mila euro e copre fino al 70% dell’importo totale. Le domande di agevolazione possono essere presentate fino al 4 maggio 2017.

Per Confartigianato Sardegna, interventi economici sulla Manifattura 4.0 possono consentire alle piccole aziende di far parte quell’economia del “su misura” che caratterizza le nuove produzioni manifatturiere dell’era digitale in cui c’è sempre maggiore attenzione alle esigenze del cliente e in cui è possibile, a costi molto contenuti, realizzare piccolissime quantità di prodotti il più possibile personalizzati. Infatti, pensare a un sistema produttivo che sia connesso a monte con i fornitori e a valle con i clienti permette di pensare a un nuovo modo di fare manifattura.

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Mappare le eccellenze alimentari certificate della Sardegna, promuovere le aziende produttrici di prodotti DOP, IGP, Bio e tipicità riconosciute, dare visibilità ai territori e far conoscere il tutto a cittadini e turisti attraverso la geolocalizzazione per gli smartphone. E’ questo il senso dell’accordo sottoscritto da Confartigianato Imprese Sardegna e Quality Find, innovativa start up sarda, che si alleano per offrire alle imprese dell’agroalimentare sardo strumenti che favoriscano la conoscenza delle certificazioni, rendano leggibile l’origine delle tipicità, migliorino la trasparenza per turisti e cittadini, offrano visibilità in appositi canali informatici e promuovano i territori e le produzioni.

La start up ha ideato, infatti, un “aggregatore di operatori DOP/IGP, PAT, Bio, Presìdi Slow Food e tipicità riconosciute” ovvero un sistema di mappatura interattiva, attraverso il quale vengono rappresentate graficamente le aree di produzione tracciate dai disciplinari delle eccellenze agroalimentari a marchio di tutela.

Attraverso una cartina intelligente, si potrà andare a “caccia” delle eccellenze del food made in Sardegna come pane, pasta, dolci, vini, birre, carni, formaggi, pesci e conserve, tutto realizzato dalle imprese della Sardegna, laboratori e botteghe che offrono qualità, gusto, tradizione e genuinità, producendo ben 183 prodotti tradizionali sardi riconosciuti dal ministero delle Politiche Agricole, di cui ben 8 riconosciuti a livello europeo con le denominazioni Dop, Igp e Stg come l’Agnello di Sardegna, il Carciofo spinoso di Sardegna, il Fiore Sardo, il Pecorino Romano, il Pecorino Sardo, l’Olio di Sardegna e lo Zafferano di Sardegna e i Culurgionis d’Ogliastra.

Grazie all’accordo tra Confartigianato Sardegna e QualityFind, le imprese sarde produttrici di qualità potranno inserirsi gratuitamente nella mappa compilando un semplice form di richiesta direttamente sul sito www.qualityfind.it .

Il progetto QualityFind verrà presentato sabato 22 aprile a Cagliari durante la giornata dedicata a incontri e confronti sulla comunicazione tra tessuto rurale, turismo e nuove tecnologie dal titolo “Ruralia”, con inizio alle ore 9.00 presso i locali di HubSpoke in via Roma 235. La mattina sarà dedicata agli interventi di professionisti del settore mentre il pomeriggio al confronto diretto tra imprese produttrici di agroalimentare di qualità. All’interno dell’appuntamento, relazionerà anche il segretario regionale di Confartigianato Sardegna, Stefano Mameli.

«Abbiamo voluto questa collaborazione perché la start up è riuscita a mettere insieme, valorizzandoli, l’innovazione e l’agroalimentare – afferma Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – poi perché si tratta di una reale opportunità per le imprese che realizzano prodotti di qualità ma che, molto spesso, non riescono a farsi trovare”. “La piattaforma, inoltre, può rivelarsi uno strumento utile anche per la lotta alla contraffazione dobbiamo difendere le eccellenze contro falsificazioni e lavoro nero sia per tutelare il consumatore, sia per agevolare sui mercati quelle imprese che lavorano investendo nella qualità e salubrità delle loro produzioni.»

«E’ fondamentale, infine, continuare a valorizzare il nostro patrimonio agroalimentare – conclude la presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – traducendolo in un sistema integrato e sinergico tra prodotti di qualità, territorio e percorsi turistici enogastronomici.»

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Crescono gli infortuni nelle imprese della Sardegna: nel 2016 se ne sono contati più di 24 al giorno per un totale di 9.017, con un trend in crescita del 2,7% rispetto al 2015. Stessa tendenza anche nel comparto artigiano: 1.071 incidenti e percentuale in aumento dell’1,6%, in controtendenza con il dato nazionale che decresce del 3,8%.

Sono questi i numeri che emergono dal dossier “Trend infortuni nel 2016 in Sardegna”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato su dati INAIL, che ha analizzato la situazione regionale nell’Artigianato, nei Servizi e nell’Industria (ad esclusione dell’Agricoltura).

«Con questi numeri la nostra preoccupazione è doppia – afferma la presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Carmela Folchetti – da una parte le imprese artigiane sarde che calano (36.346 al 31 dicembre scorso, in calo dell’1,5% rispetto al 2015), dall’altra gli infortuni che aumentano. Quest’ultima situazione è dovuta anche a causa del “sommerso che, come hanno dimostrato recenti dati, negli anni della crisi è cresciuto. Questo è un segnale molto pericoloso.»

La nostra regione, si posiziona al (poco invidiabile) terzo posto nazionale nella triste classifica degli incidenti sul lavoro, preceduta da Molise (+8,1%) e Lazio (+4,3%) seguita da Campania (+1,1%) e Friuli (0,4%); tutte le altre regioni hanno registrato trend in diminuzione.

Dal Rapporto emerge come nelle realtà artigiane l’88,8% degli infortuni avvenga in occasione del lavoro mentre il restante 11,2% in itinere.

Il numero maggiore di infortuni si registra nelle “costruzioni e negli impianti”. Seguono poi quello nelle “lavorazione di metalli e macchinari”, poi “attività varie”, poi “trasporti e magazzinaggio” e nelle “lavorazioni agricole e alimentari”.

Confartigianato Sardegna ricorda come occorra moltiplicare gli sforzi per diffondere ovunque la cultura della sicurezza che si può raggiungere solamente attraverso un’opera continua d’informazione, formazione e sensibilizzazione. Anche attraverso l’azione degli stessi dipendenti che sempre più hanno la voglia, e la necessità, di essere promotori della propria sicurezza.

«Le imprese e le associazioni devono continuare ad avere come obiettivo quello di operare per portare a zero quei dati – sottolinea il presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna, Giacomo Meloni – perché ogni infortunio, grave o lieve che sia, oltre al danno fisico dell’infortunato, rappresenta una pesantissima sconfitta per l’imprenditore, per i dipendenti e per il lavoro che si porta avanti quotidianamente. In più rappresenta un aggravio degli oneri sociali – precisa il presidente Meloni – che andranno a ricadere sul sistema produttivo e sui cittadini e che verranno pagati in termini economici o di minori servizi. Tutto questo ci deve far ragionare sull’importanza e il grandissimo valore della prevenzione.»

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E’ stato presentato questa mattina, a Cagliari, il Bosa Beer Fest 2017. Una città palcoscenico, Bosa, quattro giornate dedicate interamente alla birra, un convegno internazionale dedicato al prodotto e ai nuovi sbocchi commerciali, 25 birrifici e 125 etichette sarde, nazionali e inglesi, una guida alle birre sarde, quattro concerti con musica dal vivo, un campionato mondiale di birra e salsiccia e poi eventi gourmet, presentazioni, incontri, esperienze talk, ma anche uno spazio per i più piccoli e tanti “bus & beer”.

Sono questi i numeri di “Bosa Beer Fest 2017”, il festival delle birre artigianali della Sardegna giunto alla terza edizione e presentato questa mattina a Cagliari da Confartigianato Imprese Sardegna, business partner, e dall’Associazione Culturale Sardinia4all, organizzatrice e curatrice dell’evento.

«Le imprese birrarie della Sardegna – ha affermato Stefano Mameli, segretario regionale di Confartigianato Imprese Sardegna durante la presentazione dell’evento – sono un’eccellenza artigianale della nostra isola che va tutelata, valorizzata e supportata nella ricerca di nuovi mercati nazionali e internazionali, guardando oltre la produzione territoriale.»

Un mondo, quello de piccoli birrifici, che arricchisce il territorio sardo, dove qualità e artigianato sono le coordinate fondamentali in cui s’inseriscono metodo di lavorazione, materie prime impiegate nonché professionalità, passione ed eccezionale competenza dei maestri birrai artigiani.

«Quindi – ha aggiunto Stefano Mameli – un vero e proprio fenomeno culturale e un settore in espansione, ricco di opportunità e buone prospettive, che Confartigianato Imprese Sardegna ritiene sia il volano di una crescita di filiera, evoluta e dinamica, con impatti e ricadute benefiche trasversali che vanno dal mondo dei coltivatori sino all’indotto del turismo enogastronomico ed esperienziale.»

Per questo, lunedì 24 aprile con inizio alle ore 10.00, presso il foyer del Teatro Civico, Piazza Gioberti, si svolgerà il convegno internazionale “La birra artigianale: dalla qualità del prodotto agli sbocchi di mercato”. Aprirà i lavori il saluto del presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Carmela Folchetti, cui seguiranno gli interventi dell’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras, dell’assessore regionale dell’Artigianato, Turismo e Commercio, Barbara Argiolas, e le relazioni del docente della Northumbria University e Beeronomics, Ignazio Cabras, del ricercatore di Porto Conte Ricerche, Luca Pretti, e del Segretario Confartigianato Imprese Sardegna, Stefano Mameli.

«La terza edizione del Festival – hanno affermato Antonio Marras e Giampiero Carta, rispettivamente presidente e direttore artistico dell’associazione Sardinia4all, esponendo il programma della 4giorni – si svolgerà col patrocinio dell’Amministrazione comunale di Bosa, dell’assessorato dell’Artigianato, Turismo e Commercio della Regione Sardegna, della Confartigianato Imprese Sardegna e dell’Associazione Italiana Sommelier.»

«Dopo il buon successo delle due prime edizioni – hanno aggiunto – abbiamo scelto di accogliere le indicazioni e i suggerimenti che ci sono pervenuti.»

Quindi anche in questa edizione, si potrà soggiornare a Bosa grazie alla formula “Bed&Beer” presso gli hotel e i B&B selezionati ma ci saranno spazi anche dedicati ai bambini, alle famiglie.

Il Bosa Beer Fest è il più grande festival dedicato alle birre artigianali in Sardegna che giunge alla terza edizione. Saranno quattro giornate di business meeting, convegni, concerti, animazione, cabaret in cui la Città di Bosa accoglierà migliaia di appassionati del buon bere e del buon mangiare che troveranno oltre 125 etichette provenienti dalla Sardegna, dall’Italia e dall’Inghilterra. Quest’anno saranno in totale venticinque i birrifici che parteciperanno al festival e che hanno fato incetta di premi e riconoscimenti a livello italiano e internazionale: un settore giovane ma in continua crescita che riesce a far brillare i tanti talentuosi mastri birrai sardi nell’olimpo dei grandi nomi. La festa si svolge in un percorso delimitato dal Ponte Vecchio e dal Ponte della Pace, così a formare un grande anello che comprende le Vecchie Concerie, Su Molle e il Lungo Temo dove si posizioneranno i ricchi stand dei birrifici, della gastronomia locale e degli espositori artistici.

BOSA BEER LIVE! è lo spazio dedicato alla musica del Bosa Beer Fest 2016. Si inizia sabato 22 aprile, dalle ore 22,30, in Piazza Nassirya con un deejay show che vedrà protagonisti Get Far Fargeta, Sonik, CheccoMozzo, Dj Angel, Stefano Lixia, Panta Dj e la voce di Francesco Trava in un palco da oltre 20.000 wat ed uno spettacolo di luci all’avanguardia. Domenica 23 l’appuntamento è con la band sarde: saliranno sul palco The Wookies per un rock anni ’50, Sonic Marbles e infne gli Hi-Vibes con il loro inconfondibile e colorato sound. Lunedì 24, reduci dai successi di X-Factor e StraFactor per la prima volta in Sardegna Cecco e Cipo e i The Van Houtens per uno straordinario concerto che riserverà non poche sorprese.

Infine, martedì 24 spazio alla discomusic con i resident Dj’s del Bosa Beer Live! CheccoMozzo, DJ Angel, Stefano Lixia e Panta DJ.

La musica continua per tuta la festa il 23, 24 e 25 aprile: nel percorso delle Concerie e del Lungotemo De Gasperi si alterneranno i CAOS CALMO, HEINSTEIN & GRETEL, ECLISSI, HOLLYWOOD BAND, MARIA MARI’ e ANDREA LOCCI MALAMMORRI TRIO per oltre 80 ore di musica.

I giochi di fuoco di Gionata Feuer Frei saranno i protagonisti all’imbrunire del 24 e del 25.

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Balzo in avanti delle imprese femminili in Sardegna. Nel 2016, dopo la crescita registrata l’anno precedente, le aziende guidate da donne hanno superato le 38mila unità, di cui ben 6mila risultano essere artigiane.

L’anno si è quindi chiuso con un saldo positivo di +370 unità produttive e con un tasso di crescita dell’1% rispetto al 2015, ben superiore alla media nazionale fermatasi al +0,72%.

E’ questo ciò che emerge dall’analisi dell’Osservatorio di Confartigianato Imprese Sardegna, sui dati di Unioncamere del 2016.

Le aziende artigiane guidate da donne nell’isola sono 5.995 e rappresentano il 16,48% di tutte le imprese del settore. La nostra isola, tra i vari comparti regionali artigiani, è la 9ª più “rosa” mentre il primo posto è occupato dall’Abruzzo (20,75%) e l’ultimo dal Trentino (13,32%).

Tra i settori artigiani dove la presenza delle donne è maggiore troviamo “I servizi alla persona”, seguito dal “confezionamento di articoli di abbigliamento”, “servizi di ristorazione”, “attività di servizi per edifici e paesaggio” e “industrie alimentari”“fabbricazione di articoli in pelle”, “imprese tessili”, “servizi di informazione”, “attività ricreative, artistiche e di intrattenimento” e “attività di supporto e servizi agli uffici”.

«La crescita del mondo imprenditoriale femminile – commenta la presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Carmela Folchetti – è un segnale molto positivo che potrebbe significare la ripresa del sistema produttivo regionale. Purtroppo, molte di queste realtà sono fragilissime e soggette a ogni tipo di “intemperia”: è fondamentale che vengano tutelate.»

Recenti analisi hanno dimostrato come le imprese femminili crescano più velocemente di quelle maschili, ma hanno un’esistenza più breve: il ciclo di vita medio di un’impresa “rosa” (12,9 anni) è infatti di quasi due anni più corto rispetto alla media delle imprese in generale (14,7 anni). Segnale che, nonostante i progressi fatti fino ad ora, le imprenditrici ancora devono fare i conti con criticità superiori alla media durante l’attività economica.

Confartigianato, inoltre, ha calcolato come il tasso di occupazione delle donne senza figli sia pari al 55,5% ma scenda al 52,8% per le donne con figli. Addirittura il tasso di occupazione scende al 44,7% per le donne con figli tra i 25 e i 34 anni.

«Negli ultimi anni, però – prosegue la presidente di Confartigianato Sardegna – sono stati fatti enormi passi avanti. Un esempio è il voucher baby-sitting, che ha segnato il superamento di un’incomprensibile disparità di trattamento tra dipendenti e titolari d’impresa. Certamente non basta ancora bisogna proseguire su questa strada per offrire alle donne i servizi indispensabili a conciliare il lavoro e la cura della famiglia. Chiediamo che la Politica si impegni, ancora di più rispetto a quanto già sta facendo, su queste imprescindibili necessità.»

Per Confartigianato Sardegna, occorre continuare promuovere lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile e favorire, appunto, la conciliazione tra lavoro e cura della famiglia, compito difficile in un Paese, come l’Italia, che investe poco in servizi sociali. E’ necessario, per questo, costruire un sistema di welfare che permetta alle imprenditrici di esprimere nel lavoro e nell’impresa le proprie potenzialità, realizzando un percorso di crescita personale e offrendo il proprio contributo allo sviluppo economico e sociale.

Da anni la Confartigianato combatte la battaglia per ottenere i voucher per l’assistenza di familiari anziani e disabili, o di quelli per formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la titolare nell’attività d’impresa, o del credito d’imposta per incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare la famiglia e per l’infanzia e degli sgravi fiscali e contributivi per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di maternità.

«E’ fondamentale continuare a fare delle politiche non finalizzate solo alle start up innovative – riprende Maria Carmela Folchetti – ma bisogna fare in modo che l’imprenditoria femminile possa nascere e continuare anche a crescere, anche dal punto di vista “mentale” e non solo numerico. Ciò che manca, sempre di più è la storica legge 215 per l’imprenditoria femminile, quella che in Italia permise la nascita di 70.000 aziende guidate da donne e permise un incremento occupazionale di oltre 90.000 unità in tutta Italia.»

«In ogni caso – conclude la presidente Folchetti – con o senza incentivi o voucher, per fare l’imprenditrice e la mamma, in Sardegna bisogna essere sempre più brave. Molto più brave.»

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In 29 mesi di legislatura solo il 14% degli atti prodotti da Giunta e Consiglio ha riguardato le esigenze di sviluppo delle piccole imprese sarde. Infatti, sui 2.155 provvedimenti presentati da Assessori e Consiglieri solo 302 hanno contribuito alla crescita del sistema produttivo regionale.

Sono questi i dati generali, incontrovertibili e verificabili, emersi dalla presentazione della seconda edizione del “Rating della Regione Sardegna”, disponibile sul sito www.sardegnaimpresa.it, realizzato da Confartigianato Imprese Sardegna e OpenPolis, società specializzata in rilevazioni e studi.

Come negli anni passati, l’analisi ha “radiografato” gli atti di Giunta e Consiglio, prodotti nella prima metà del mandato, da marzo 2014 a fine di luglio 2016. Ben 2.155 tra delibere, proposte di legge, relazioni, interrogazioni, risoluzioni, mozioni, ordini del giorno e interpellanze; tutto è stato letto, analizzato, vagliato e valutato secondo 7 priorità che gli imprenditori avevano individuato già prima delle elezioni, quali burocrazia, fisco e costo del lavoro, credito e pagamenti, sviluppo territoriale e programmazione, istruzione e formazione, infrastrutture e trasporti e riforma dell’artigianato.

Numeri, quelli del Rapporto, che stridono con la capacità produttiva delle circa 36mila aziende artigiane (il 23% della forza produttiva sarda), che negli ultimi 12 mesi, con 3milardi e mezzo di valore aggiunto, hanno contribuito al PIL regionale per il 16%. Dal Rating, quindi, emerge una rapporto tra imprese e Giunta-Consiglio non coincidente con le necessità di cui avrebbe bisogno il sistema produttivo isolano.

«Sono dati incontrovertibili e incontestabili – ha affermato la presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Carmela Folchetti, durante la presentazione questa mattina in conferenza stampa – perché sono quelli prodotti e messi a disposizione dall’Esecutivo e dalla Massima Assemblea regionale. Purtroppo, e non è una novità, in questi 2 anni e mezzo la Politica regionale è stata “sfuggente” nei confronti del nostro comparto che, quindi, è stato solo “incidentalmente” interessato dall’azione politica di Giunta e Consiglio.»

Ma nel Rapporto ci sono anche le azioni positive che Confartigianato ha voluto “premiare” come più “vicine” alle esigenze delle piccole realtà produttive, che hanno visto il coinvolgimento attivo dell’Associazione da parte della politica e che cominciano a dare i primi risultati. Gli atti che più si sono avvicinati alle esigenze degli artigiani sono stati quelli sull’internazionalizzazione delle imprese, dell’assessore Maria Grazia Piras,  sulla tutela del pane, realizzata dai consiglieri Daniela Forma e Luigi Crisponi e sulla semplificazione burocratica, a firma del presidente Francesco Pigliaru e dell’assessore Maria Grazia Piras.

Al contrario, tra le richieste delle imprese a oggi rimaste insoddisfatte le leggi sull’artigianato e sull’urbanistica (da fonti di stampa abbiamo letto che dovrebbe essere approvata questa settimana in Giunta per poi essere discussa in Consiglio e si spera anche con le associazioni Imprenditoriali) e la riforma dei Consorzi fidi (completamente da bocciare secondo Confartigianato).

«Un aspetto importante che rileviamo – ha sottolineato il segretario regionale di Confartigianato Sardegna, Stefano Mameli, nel suo intervento – è quanto spesso ci sia scollamento fra atti di programmazione condivisibili e una loro attuazione non all’altezza”. “E’ il caso, ad esempio, delle delibere di Giunta contenenti gli incentivi alle imprese ha proseguito – che hanno ricevuto un parere positivo nel rating per diversi motivi tra cui la procedura a sportello “veloce”, o perché prevedevano finanziamenti anche di piccola taglia per le piccole imprese (il cosiddetto T0)”. “Ad oggi notiamo un forte ritardo nelle procedure di istruttoria anche a distanza di 4 mesi le imprese non ne conoscono ancora gli esiti. In merito ai finanziamenti di piccola taglia (T0), la delibera è del 6 luglio 2016 e ancora oggi non è stato nemmeno pubblicato il bando. I tempi della Pubblica Amministrazione ancora una volta non sono quelli delle imprese.»

Dall’analisi generale, emerge che 1.110 atti sono stati giudicati “attinenti/coerenti con le priorità degli artigiani”. Di questi ben 784 (il 71%) sono “neutri”, ovvero che non incidono rispetto alle necessità delle imprese. Al contrario, quelli “buoni”, che incidono positivamente sulle priorità, sono risultati 302. Analisi confermata anche dai “tag” più ricorrenti. Quello relativo alle imprese risulta solo al 10° posto (presente in 127 atti) mentre quelli più frequenti sono ambiente (403 atti), “enti pubblici” (372 atti) e sanità (284 atti).

«Con certezza – ha aggiunto Maria Carmela Folchetti – sappiamo di non essere tra i primi pensieri di assessori e consiglieri, anzi siamo proprio relegati al ruolo di comprimari». Per la presidente di Confartigianato Sardegna «l’attenzione sui temi dell’artigianato è ancora insufficiente: i pochi atti favorevoli a imprese e artigianato sono sovrastati da atti “neutri e ininfluenti”, che non incidono sulla svolta che si chiede».

Ma non tutto è negativo ciò che non è stato inserito nel rating: «Tra le cose da segnalare – ha sottolineato Maria Carmela Folchetti – è soddisfacente anche l’attività che si sta realizzando sugli appalti pubblici, sulle infrastrutture e sulla programmazione territoriale. Al contrario, ancora assai deficitaria l’attività sulla formazione che necessita di un urgente intervento strutturale».

«In un contesto come quello attuale, fortemente condizionato dal dilagare dell’antipolitica – ha precisato la presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – riteniamo che aver dato anche valutazioni di soddisfazione per alcuni risultati raggiunti, sia da stimolo per i nostri politici per continuare sulla strada della condivisione e dell’ascolto delle istanze del tessuto economico sardo». «In ogni caso, continueremo a lavorare nella direzione indicata da artigiani e piccoli imprenditori – ha concluso Maria Carmela Folchetti – chiedendo alla Politica, ancora una volta, un reale coinvolgimento delle nostre istanze, che sono quelle delle migliaia di piccole e piccolissime realtà che, con grande fatica e sacrifici, cercano di resistere alla crisi.»

Oltre alla valutazione sui temi che riguardano le imprese, è stata realizzata anche quella complessiva degli amministratori regionali. Come già gli scorsi anni, i risultati dello studio si sono concretizzati in una classifica virtuale che ha tenuto conto, per il presidente, gli assessori e i consiglieri, di tutti gli aspetti dell’attività istituzionale, delle ricadute che questa ha avuto sul mondo delle micro imprese.

Dei 2.155 atti analizzati (1.680 della Giunta e 475 del Consiglio), 1.110 sono quelli che sono stati rilevati come “attinenti/coerenti con le priorità degli artigiani” (52%). Di questi ben 784 (il 71%) sono stati giudicati “neutri” ovvero che non incidono rispetto alle necessità delle imprese. Al contrario, quelli “buoni”, che incidono positivamente sulle priorità, sono risultati 302 (27%). Quelli “contrari” alle necessità delle imprese artigiane sono solo il 2%.

Dal dossier emerge che, tra tutti gli atti (qualunque atto) sottoscritti come primo firmatario, l’assessore più produttivo è Donatella Spano (Ambiente) con 305 atti, il meno prolifico risulta l’ex assessore dell’Artigianato, Francesco Morandi con 39 atti. Tra i consiglieri, il più attivo è Pietro Cocco (PD) con 50 atti che lo vedono come primo firmatario mentre il meno dinamico di quelli che hanno firmato proposte, è Antonio Solinas (PD) con 9 atti.

Dal dossier emerge anche che l’assessore che ha prodotto più atti riguardanti il mondo dell’artigianato è Raffaele Paci (Programmazione) con 191 (di cui 71 pro, 108 neutri e 12 contrari).

In Consiglio, Pietro Cocco, capogruppo PD, è il Consigliere che ha messo la firma su più atti che riguardano le “7 priorità degli artigiani”: 22 atti di cui 7 pro, 15 neutri e 0 contrari. Seguono Paolo Truzzu (FDI) (10 atti di cui 5 pro, 5 neutri e 0 contrari) e Michele Cossa (Riformatori sardi) con 9 atti totali (di cui 1 pro, 8 neutri e 0 contrari). In coda, Christian Solinas (Psdaz) con 1 solo atto (tra l’altro neutro) che lo vede primo firmatario.

In Giunta, tra le priorità su cui gli artigiani hanno chiesto di intervenire, il primato va alla priorità “infrastrutture, trasporti ed energia” con ben 308 atti (73 pro, 234 neutri e 1 contro). Solo 43 (26 pro, 13 neutri e 4 contro) riguardano la “riforma dell’artigianato”.

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Preparare gli studenti al “dopo diploma” e far conoscere loro le prime nozioni ed esperienze del mondo del lavoro.

E’ questo il senso del protocollo d’intesa triennale sottoscritto, questo pomeriggio a Cagliari, tra Confartigianato Imprese Sardegna e l’Ufficio scolastico regionale, dal titolo “Sviluppare il rapporto tra scuola e mondo del lavoro”.

L’accordo metterà in relazione le oltre 11mila imprese artigiane sarde con dipendenti e gli oltre 74mila studenti sardi delle Superiori, rafforzando la collaborazione tra il sistema dell’istruzione e della formazione professionale con le esigenze del mondo produttivo del settore artigiano sardo, soprattutto con riferimento all’istruzione tecnica e professionale. Il tutto nella prospettiva di una maggiore integrazione tra scuola e lavoro e l’acquisizione di competenze coerenti e spendibili nel mercato del lavoro.

In Sardegna, secondo i dati UnionCamere-Excelsior di inizio 2016, pochi mesi dopo l’emanazione della legge sull’“Alternanza Scuola Lavoro”, le imprese (tutte le tipologie) che garantirono formazione (stage, tirocini, ecc.) risultarono il 16,7% ma solo il 2,7% svolse quella relativa all’“Alternanza”. Tra le province, a Sassari il 15,3% delle imprese di Sassari erogò formazione ma solo l’1,8% per l’alternanza. A Cagliari il 18,7% interessò la prima ipotesi e solo il 3,8% la seconda. A Nuoro fu del 10,9% nella prima ipotesi e solo il 2,6% nella seconda. A Oristano ben il 23,7% delle imprese garantì formazione ma solo l’1,5% fu con l’“Alternanza”.

«L’esperienza di alternanza scuola lavoro non va intesa come un fatto puramente isolato e neppure limitato al concetto di stage – commenta Maria Carmela Folchetti, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – ma va programmata in una prospettiva triennale attraverso un processo graduale e articolato in più fasi. Per questo l’obiettivo è avvicinare il mondo della scuola a quello del lavoro tramite l’applicazione del cosiddetto modello duale che prevede, a fianco di un importante bagaglio teorico, la possibilità di applicare in azienda ciò che viene insegnato sui banchi di scuola.»

«L’alternanza scuola-lavoro è una metodologia didattica che consente agli studenti delle scuole del secondo ciclo di svolgere, in un contesto lavorativo, un’esperienza capace di far acquisire competenze spendibili anche nel mondo del lavoro – sottolinea Francesco Feliziani, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna – in tale ottica, il risultato in termini di successo formativo è legato non solo all’acquisizione di competenze tecnico professionali ma anche di competenze trasversali – quelle che in gergo sono chiamate “soft skills” e che sono sempre molto richieste in qualunque ambito lavorativo.»

L’Istituzione scolastica e la Confartigianato, quindi, proporranno l’attivazione di esperienze di alternanza scuola-lavoro attraverso il raccordo tra le sedi territoriali dell’associazione artigiana e i vari Istituti, informeranno studenti e docenti tramite iniziative, promuoveranno il tema dell’alternanza scuola-lavoro, della cultura d’impresa, del saper fare artigiano e della valorizzazione dei mestieri “manuali” e, infine, diffonderanno il catalogo dell’offerta formativa di Confartigianato, relativo alle disponibilità delle aziende rispetto alle esperienze di alternanza-scuola lavoro attivabili.

«Gli studenti, quindi – sottolinea Maria Carmela Folchetti – entreranno in contatto diretto con le aziende e svilupperanno nuove competenze che,  dopo il diploma, potranno rappresentare un’occasione di impiego. Le imprese, invece avranno la possibilità di partecipare direttamente alla formazione dei futuri collaboratori aiutando gli studenti a sviluppare competenze tecniche e pratiche maggiormente corrispondenti al tessuto manifatturiero locale ma anche ricevendo dagli studenti input e innovazione che le giovani generazioni portano intrinsecamente con loro!»

«L’accordo con Confartigianato Sardegna – termina Francesco Feliziani – rappresenta un’importante opportunità per tutti gli Istituti scolastici di tutti gli indirizzi: le scuole potranno inserire i propri studenti in realtà imprenditoriali, integrando così il sapere del mondo della scuola con l’esperienza e la competenza degli imprenditori del territorio e contribuendo a far emergere, valorizzare e orientare positivamente le attitudini e inclinazioni dei nostri giovani.»

Il protocollo d’intesa prevede anche la costituzione di un Comitato paritetico che monitorerà la realizzazione degli interventi e proporrà gli opportuni adeguamenti per il miglioramento dei risultati. In particolare curerà l’organizzazione delle iniziative d’informazione e di orientamento e il monitoraggio dell’efficacia degli interventi di alternanza scuola-lavoro in termini di crescita delle competenze professionali acquisite dagli studenti. Il Comitato, inoltre, predisporrà annualmente una relazione evidenziando le iniziative assunte, i punti di forza e di criticità nell’attuazione del protocollo d’intesa che evidenzierà le eventuali modifiche o integrazioni che si ritiene necessario apportare.

Già a partire da lunedì 6 marzo, a Macomer, presso l’Aula laboratorio dell’Istituto di Istruzione Superiore Sebastiano Satta, Confartigianato Sardegna parteciperà al seminario sulla coprogettazione nei percorsi di alternanza scuola lavoro.