25 June, 2026
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Anche il presidente della Regione Christian Solinas si unisce al cordoglio che ha accompagnato la notizia della scomparsa del grande compositore Ennio Morricone.

«Un genio dell’arte che amava la Sardegnadice il presidente Christian Solinas -, e che seppe interpretarne lo spirito e le radici etniche accompagnando, con note indimenticabili, lo storico documentario sulla nostra Isola realizzato nel 1978 da Folco Quilici per la Rai. Morricone, inoltre, ricorda il Presidente, scoprì e valorizzò il talento di colei che resta la più fulgida icona della nostra musica e del canto sardo, Maria Carta, lanciandola nel panorama internazionale e consentendole di raggiungere i più alti traguardi artistici. Il compositore fu insignito della Laurea honoris causa dall’Università di Cagliari nel 2000. Mi unisco anche a nome dei Sardi conclude Christian Solinasal cordoglio profondo per la sua perdita.»

La foto è tratta dal profilo Facebook del Maestro Ennio Morricone

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«La lotta allo spopolamento di alcuni paesi della Sardegna è un tema caro alla Giunta Solinas, perciò iniziative come il progetto ‘Freemmos’, nato da un’idea della Fondazione Maria Carta, della quale la Regione è socio, sono utili ad alimentare il dibattito per trovare soluzioni a questo problema.»

Lo ha detto l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa, al Centro sociale culturale sardo di Milano, in occasione della presentazione del progetto, illustrato dal presidente della Fondazione, Leonardo Marras.

Il suo nome deriva dalla parola inglese ‘free’ e dalla desinenza ‘mmos’, che in lingua sarda significa fermi: “Freemmos”, cioè liberi di restare. Il progetto è finalizzato a sostenere, attraverso una serie di iniziative di carattere culturale ed artistiche, i piccoli centri della Sardegna a rischio estinzione. Secondo uno studio, condotto negli anni scorsi dall’Università di Cagliari, sarebbero trenta i paesi sardi a rischio estinzione nei prossimi decenni.

«Sono migliaia i giovani sardi che hanno ripreso ad abbandonare l’Isola per cercare lavoro altrove – ha aggiunto l’assessore Gianni Chessa -. È dovere della politica regionale mettere in campo azioni per invertire questa tendenza ed anche il settore del turismo può offrire risposte concrete ed opportunità con idee e progetti che possano tenere in Sardegna i nostri ragazzi o farli tornare dopo la loro formazione in Italia e all’estero.»

Durante la serata è stato presentato anche il libro “Maria Carta, cuore e voce di Sardegna” di Giacomo Serreli. L’autore ha raccontato alcuni episodi, anche con l’ausilio di un filmato, della vita dell’artista sarda, che per oltre trent’anni ha fatto conoscere il canto tradizionale sardo a livello nazionale ed internazionale.

«La valorizzazione del patrimonio culturale e della tradizione sarda per tutelare la nostra identità ha nei circoli in Italia e nel Mondo un avamposto importante che la Regione non deve trascurare», ha concluso l’assessore regionale del Turismo, ricordando anche che nel 2020 ricorre il 50° anniversario della fondazione del circolo milanese.

 

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Bilancio positivo per la presenza della Sardegna nei 9 giorni della 24ª mostra/mercato “Artigiano in Fiera” a Milano-Rho, che si è chiusa ieri registrando circa un milione e 200mila visitatori, molti dei quali sono transitati anche negli spazi riservati agli stand delle 109 aziende presenti nei 1.800 metri quadri dello “Spazio Sardegna”, dove sono state ospitate le migliori tradizioni: dall’abbigliamento alla tessitura ed al ricamo, dalla coltelleria alla ceramica, dal corallo ai metalli preziosi, dagli oggetti in cuoio e pelle a quelli in legno, sughero, vetro e pietra, oltre all’agroalimentare con formaggi, salumi, pasta, dolci, vini, birre artigianali ed altre specialità. 

«E’ stata una vetrina importante per la nostra economia – ha spiegato l’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Gianni Chessa -. Migliorare ed uniformare i 1.800 metri quadri dello ‘Spazio Sardegna’ con un’immagine unica, grazie alla regia della Regione, ha avuto un grande risultato, anche in campo mediatico con ampio risalto perfino sulla stampa nazionale. Ma possiamo e dobbiamo fare di più, perciò spero che, sin dalle prossime importanti manifestazioni fieristiche, il coordinamento si possa allargare alla collaborazione con altri assessorati. C’è ancora molto da fare, ma siamo sulla strada giusta per portare in giro per il mondo un messaggio unico della Sardegna, valorizzando, anche in questi appuntamenti, cultura e tradizioni, come accaduto in questi giorni a Milano.»

Durante la manifestazione, i visitatori sono stati accolti quotidianamente, nell’area eventi dello ‘Spazio Sardegna’, da musica, balli e canti tradizionali, organizzati dalla Fondazione Maria Carta di Siligo ed introdotti dal giornalista Giacomo Serreli, che ha illustrato il patrimonio etnomusicale isolano. Grazie alla presenza degli artisti, tra questi il gruppo a tenore “Sos Emigrantes” composto da emigrati di Orgosolo, Bono e Nuoro che attualmente lavorano nel nord Italia, sono stati realizzati alcuni ‘gemellaggi musicali’ con altri territori presenti ad ‘Artigiano in Fiera’: Puglia, Sicilia, Irlanda e Senegal, coi percussionisti africani che hanno accompagnato una sciampitta eseguita dal gruppo folk “Su Masu” di Elmas. Successo di pubblico anche per la vestizione della sposa, realizzata secondo la tradizione de ‘sa coia antiga’ dalla stilista Rita Cossu con capi risalenti al 1800: sottoveste in lino tessuta al telaio, gonna in habanera di seta rossa, grembiule e ‘su gippone’, sempre in habanera di seta, e velo interamente ricamato a mano.

«La Sardegna – ha evidenziato l’assessore Gianni Chessa – è stata al centro della manifestazione, uno tra gli spazi più visitati, con particolare apprezzamento per la scelta ecologica dei 900 mq degli spazi ‘istituzionali’, allestiti secondo i canoni della sostenibilità con l’utilizzo di materiale ecocompatibile e riciclabile al 100%. Nei prossimi giorni cominceremo a lavorare per chiudere gli accordi e programmare la prossima edizione di ‘Artigiano in Fiera’, una delle più importanti manifestazione al mondo del settore. Sto anche pensando di coinvolgere giovani studenti di design per un concorso di idee sulla grafica degli spazi riservati alla Sardegna.»

Nel settore dell’artigianato, i prossimi appuntamenti per la Sardegna sono nel 2020: a marzo a Monaco di Baviera per “Handwerksmesse”; ad aprile alla Mostra internazionale dell’Artigianato di Firenze. 

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«Il patrimonio etnomusicale e folkloristico della Sardegna vanta una varietà di espressioni ed un’originalità tali da renderci unici tra le realtà regionali italiane.»

Lo ha detto l’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Gianni Chessa, sottolineando l’importanza della presenza alla mostra/mercato “Artigiano in Fiera”, in programma alla fiera di Milano Rho da ieri al prossimo 8 dicembre, di un gruppo di artisti arrivati dalla Sardegna per offrire ai visitatori di “Spazio Sardegna” (1.800 metri quadrati con gli stand di 109 aziende) uno spaccato di questo patrimonio culturale isolano.

“È sufficiente pensare – ha aggiunto l’assessore Chessa – ai tanti tipi di danza, alla ricchezza e diversità dei costumi dei comuni sardi, alla varietà di strumenti musicali, oltre al ricco repertorio di canti tradizionali, profani e sacri, con il ‘Canto a tenore’ riconosciuto dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità.»

Il programma, organizzato dalla Fondazione Maria Carta di Siligo, propone alcune esibizioni di musica, ballo e canto: quattro appuntamenti giornalieri (alle ore 12, 15, 16 e 17), fino a domenica 8 dicembre, nell’area eventi dello ‘Spazio Sardegna’, preceduti dall’introduzione del giornalista Giacomo Serreli che illustra le caratteristiche del patrimonio etnomusicale isolano.

Protagonisti degli spettacoli, nel ballo, tre coppie proveniente da Siligo, Oristano e del gruppo folk ‘Su Masu’ di Elmas, accompagnate dalle launeddas di Andrea Pisu dall’organetto di Vanni Masala; nel canto, Manuela Ragusa accompagnata dalla chitarra di Mario Pierno; nella musica, oltre a Pisu e Masala, Mauro Fiore con la trunfa (lo scacciapensieri sardo), Paolo Tambaro con su sulittu (flauto a becco in canna) e Alberto Piludu al tamburello.

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L’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa.

Tradizione ed innovazione tecnologica, mescolate sapientemente all’interno del padiglione 2 di Fiera Rho Milano, dove la Regione Sardegna ha creato ‘Spazio Sardegna’, che ospita, secondo i canoni della sostenibilità ambientale, le migliori tradizioni: dall’abbigliamento alla tessitura ed al ricamo, dalla coltelleria alla lavorazione della ceramica, dal corallo ai metalli preziosi, dagli oggetti in cuoio e pelle a quelli in legno, sughero, vetro e pietra. Sono rappresentati anche i settori dell’arredo casa, dell’abbigliamento e della cosmesi. Inoltre, a rinforzare l’offerta dell’artigianato, negli stand adiacenti ci sono oltre 60 imprese dell’agroalimentare, che esporranno e commercializzeranno prodotti tipici regionali: formaggi, salumi, pasta, dolci, vini, birre artigianali ed altre specialità.

Oggi pomeriggio, alle 14.00, verrà inaugurato lo ‘Spazio Sardegna’, con l’intervento del presidente della Giunta regionale, Christian Solinas, e dell’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa.

Lo stand istituzionale dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, rinnovato secondo i canoni della sostenibilità con l’utilizzo di materiale ecocompatibile, copre oltre 900 metri quadrati dove trovano posto gli spazi espositivi  destinati a 43 artigiani artistici, 21 dei quali iscritti alla vetrina online www.sardegnartigianato.com. Nello spazio vetrina della Regione sono ospitate anche le imprese accompagnate dall’Aspen (Azienda speciale della Camera di Commercio di Nuoro).

Le 109 aziende sarde, che occuperanno complessivamente quasi 1.800 metri quadri, provengono 35 dalla provincia di Nuoro, 30 da Cagliari e dintorni, 25 da quella di Sassari, 10 dal Sud Sardegna e 9 da quella di Oristano. Il pubblico, nei due grandi spazi espositivi istituzionali, potrà documentarsi sui manufatti degli artigiani sardi e sull’offerta turistica regionale. I visitatori saranno accolti ogni giorno da attività legate alle tradizioni sarde, messe in scena dalla Fondazione Maria Carta di Siligo: musica, balli e canti si alterneranno con quattro sezioni da un quarto d’ora (alle 12.00, 15.00, 16.00 e 17.00), anticipate da una presentazione sul patrimonio etnografico regionale.

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La Regione Sardegna sarà presente anche quest’anno a Rho Milano Fiera, da sabato 30 novembre a domenica 8 dicembre, alla mostra/mercato “Artigiano in Fiera”.  Un appuntamento, giunto alla 24ª edizione, che vedrà impegnate 109 aziende all’interno dello “Spazio Sardegna” che occuperà complessivamente 1.800 metri quadri.

«Una vetrina importante per la nostra economia – ha spiegato l’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Gianni Chessa -. In esposizione ci saranno complessivamente oltre 150mila tipologie di prodotti e, nella scorsa edizione, è stata registrata la presenza di oltre 1 milione e mezzo di visitatori. ‘Artigiano in Fiera’ è una grande occasione promozionale per la Sardegna.»

Lo stand istituzionale della Regione sarà composto da due spazi dove il pubblico potrà documentarsi sui manufatti degli artigiani sardi e su tutta l’offerta turistica regionale. I visitatori saranno accolti, quotidianamente, da musica, balli e canti tradizionali, grazie all’organizzazione della Fondazione Maria Carta di Siligo.

«L’Isola sarà a Milano con il suo sistema manifatturiero regionale, fatto di piccole e medie imprese, che creano prodotti originali, di qualità e contemporanei, anche se con un occhio attento alla tradizione. La salute di questo comparto è strategica e le imprese hanno un decisivo ruolo sociale – ha concluso l’assessore Gianni Chessa -, soprattutto nei tanti paesi dell’interno della Sardegna.»

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I brutti anatroccoli, liberamente ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen, di e con Silvano Antonelli della compagnia Stilema è dedicato a bambini dai 3 ai 10 anni e fa parte del cartellone della rassegna Teatro Ragazzi. Organizzata dall’Associazione Enti locali per le attività Culturali e di Spettacolo, ha l’obiettivo di promuovere e divulgare la cultura teatrale presso le giovani generazioni. Lo spettacolo andrà in scena domani, a Pula, al Teatro Maria Carta, alle ore 10.30.

Il senso della narrazione è quello di costruire pezzo per pezzo, ogni attimo di ogni giornata, l’identità personale del bambino o della bambina spettatore. Soprattutto i più piccoli oggi sono bombardati, senza difese, da stereotipi sociali, di bellezza, perfezione, efficienza, e da quelli che vengono eletti come modelli di riferimento.

La sensazione che si può provare è quella di non essere “uniformati”, di essere troppo lontani, e quindi diversi, da questi modelli. E vi è subito l’effetto d’urto di sentirsi inferiori, in difetto o di mancare in qualcosa. Ed è proprio da questi punti che si deve iniziare a lavorare per ripartire e per costruire: dalle differenze di cui ciascuno è portatore e che lo rendono un individuo unico. Tutto questo viene narrato tra papere con gli occhiali, strumenti musicali, divertenti e poetiche suggestioni. Così lo spettacolo cerca di emozionare con l’idea che tutti, ma proprio tutti, possano cercare di rendere la propria debolezza una forza. Da qualsiasi punto si parta e in qualsiasi condizione ci si senta.

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Da un lato gli studenti del Polo tecnico Devilla e la loro voglia di conoscere i materiali dell’edilizia naturale. Dall’altro, la creatività di ragazze e ragazzi del Liceo artistico Figari con tutto il loro estro artistico. Nel meraviglioso contesto dell’area verde di via Venezia, la seconda edizione del meeting “La calce in Sardegna” è stata ancora una volta occasione per conoscere i segreti delle materie prime e delle tecniche con le quali, i grandi artisti del passato come Michelangelo, affrescarono opere di straordinaria bellezza come la Cappella Sistina.

Venerdì e sabato a fare da collante tra queste due talentuose professionalità in erba, è stata l’esperienza e l’inventiva di un maestro d’eccezione, l’artigiano Costanzo Salis, che della ricerca dei materiali naturali per l’edilizia ha fatto una sua personale missione di vita.

Grazie alla presenza del suo laboratorio mobile, gli studenti della sezione “Costruzioni, Ambiente e Territorio” del Devilla, accompagnate dai docenti Giorgio Manconi e Davide Satta, hanno potuto cimentarsi nell’applicazione di una finitura in calce, permettendo ai ragazzi del Liceo Artistico guidati da Claudio Cupiraggi di realizzare le loro opere con la tecnica dell’affresco sui supporti appositamente predisposti.

Salis ha presentato i suoi prodotti affiancato dal maestro Vincenzo Faedda e dall’operatore Matteo Garofalo. «Per i ragazzi, visionare concretamente le materie prime che normalmente studiano in teoria sui libri di scuola, e poterne mettere in pratica l’utilizzo, è stata un’importante e rara occasione – ha commentato Davide Satta -. Così possono comprendere al meglio anche le difficoltà di applicazione».

I giovani pittori dal canto loro sono stati bravissimi nello sperimentare la tecnica dell’affresco, che deve essere eseguita con destrezza e rapidità, stendendo i colori senza troppi ripensamenti prima che la calce si asciughi. Così il dipinto godrà di maggiore consistenza e solidità.

«Solitamente – ha spiegato Claudio Cupiraggi – gli studenti dipingono su carta, tela e legno. Questa è un’opportunità straordinaria per mettersi alla prova, e lo hanno fatto egregiamente. Sono davvero soddisfatto dei risultati». Il verde del parco dedicato a Maria Carta si è pian piano arricchito di colori. Sui cavalletti sono spuntate graziose nature morte, fantasie ispirate ad anime giapponesi, ritratti caravaggeschi e di Van Gogh, e c’è persino chi ha riprodotto fedelmente il volto del giovane cantante Mahmood.

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Due giornate ai giardini di via Venezia per riscoprire l’antico mondo dell’edilizia naturale e i segreti dell’affresco su calce con le tecniche di Michelangelo e Raffaello. Protagonisti di questo speciale meeting artistico venerdì 18 e sabato 19 ottobre saranno gli studenti del Polo tecnico statale “Devilla”, con diverse classi della sezione “Costruzioni, Ambiente e Territorio” accompagnate dal professor Giorgio Manconi, ed i ragazzi del Liceo artistico “Figari” di Sassari coordinati dal docente Claudio Cupiraggi.

L’evento culturale dedicato al tema “La calce in Sardegna” ed organizzato dalla Melis & C. Service coop, sarà una rara opportunità per i giovani per apprendere i segreti delle tecniche dell’edilizia tradizionale.

Guida d’eccezione in questo percorso sarà il maestro Costanzo Salis, artigiano unico nel suo genere nell’isola per la lavorazione della calce naturale con metodi antichi, dei cui lavori tra innovazione e tradizione, si è occupata nei giorni scorsi Rai1 con la trasmissione Linea Verde Life condotta da Marcello Masi.

Nella piacevole cornice del parco dedicato a Maria Carta, Costanzo Salis metterà a disposizione degli studenti un vero e proprio laboratorio mobile, e presenterà i suoi prodotti naturali affiancato dal maestro Vincenzo Faedda. Nella presentazione dei colori naturali sarà invece coadiuvato dall’operatore Matteo Garofalo. Si maneggeranno terre e ossidi bruni, ocra e blu oltremare ottenuti dalla frantumazione di rocce minerali o da vegetali lavorati e poi miscelati con acqua.

Saranno illustrate le materie prime e i composti utilizzati nel campo dell’edilizia fin dall’antichità, per poi approfondire le tecniche di produzione e quelle di impiego dei materiali. I ragazzi del Liceo artistico potranno dare sfogo alla propria creatività realizzando gli affreschi alla maniera medievale su appositi supporti in calce fresca.

Venerdì si inizia alle 9.30 per terminare alle 19.00. Si replica sabato dalle 9.30 alle 18.00. Le giornate si concluderanno con una tavola rotonda per confrontare le impressioni sulla giornata trascorsa insieme.

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Dopo “Licanìas”, la rassegna letteraria dello scorso giugno, Neoneli ospita altre tre intense giornate, ora all’insegna della gastronomia e delle riflessioni sulle “culture e i sapori dei paesaggi rurali“. Si intitola “Licanias e Lichitos” il cartellone di eventi allestito dal Comune del piccolo centro del Barigadu con il contributo dell’assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio e della Fondazione di Sardegna, che tiene banco da venerdì 4 a domenica 6 ottobre: degustazioni e laboratori gastronomici, incontri con esperti e con imprenditori che scommettono sulle produzioni agroalimentari e il saper fare locale. E, ancora, mostre, concerti e – sabato 5 ottobre – la tradizionale gara di cucina a base di “fregula”, la caratteristica pasta sarda di semola di grano duro, che l’indomani – domenica 6 – sarà anche protagonista dell’immancabile festa gastronomica con i piatti simbolo della cucina locale: “sa fregula istuvada e sa cassola”, due squisitezze, o “lichitos”, del territorio.
Prologo alla manifestazione, giovedì 3, alle 17.00, al salone Corrale, l’inaugurazione di “Sèberu da Alghero, Street Photography Awards 2019″, una mostra fotografica di una selezione degli scatti vincitori del concorso ASPA promosso nella cittadina sardo-catalana dall’associazione Officine di Idee al Festival Internazionale della Fotografia di Strada e d’Autore. Ideata e curata da Sonia Borsato, direttrice artistica dell’ASPA, in collaborazione con l’associazione Su Palatu, l’esposizione è strutturata in base alle sezioni del concorso, che per la sua seconda edizione si concentra sul tema delle Migrazioni: fotografia di Viaggio, di Strada, Documentaria, di Ricerca e Insula/Insulae (tema speciale interamente realizzato in Sardegna), più una sezione dedicata ai giovanissimi, oltre al Premio Blow up, conferito a lavori che, fra tutti i progetti presentati in tutte le categorie, si distinguono per un’audace lettura di argomenti rilevanti nel quotidiano. In mostra le foto dell’ungherese Simon Móricz-Sabján (primo premio fotografia documentaria), della tedesca Sandra Hoyn (premio Blow up), del sardo Andrea Cappai (premio Insula/Insulae), della spagnola Maria Contreras Coll (premio Blow up), del canadese Amy Friend (premio Blow up).
Venerdì (4 ottobre) Licanìas e Lichitos entra nel vivo. Il primo appuntamento in agenda è alle 8.30 del mattino: con partenza dal piazzale delle scuole in via Scano, si rinnova il rito della vendemmia “all’antica”, con il coinvolgimento degli alunni delle scuole dell’infanzia e primaria di Neoneli, Ardauli, Nughedu Santa Vittoria e Ula Tirso.  
Alle 17.00, all’oratorio in via San Pietro, si ragiona su Enogastronomia: radici e identità per la cultura e lo sviluppo economico di un territorio, in un convegno moderato dal gastrosofo Alex Revelli Sorini, docente presso Università San Raffaele di Roma, rettore dell’Accademia Italiana di Gastronomia e Gastrosofia, coautore del Manuale di Gastrosofia e di numerose pubblicazioni, e giornalista scientifico in programmi Rai come “La vita in Diretta” e “Mi manda Raitre”. In scaletta gli interventi di diversi ospiti: l’agronomo Maurizio Fadda, impegnato da vent’anni con ragazzi e agricoltori per una nuova rinascita rurale su basi etiche ed ecologiche e per la creazione e gestione di reti di filiera corta; Marianna Virdis, titolare insieme a Francesco Mascia dell’azienda agricola Sa Laurera, con sede a Villanovaforru, specializzata in agricoltura storica, studio, ricerca, recupero e valorizzazione di antiche razze e varietà della Sardegna, conservazione di pratiche agricole tradizionali, tutela del paesaggio rurale e degli agro ecosistemi; Gianmatteo Baldi, amministratore delegato di “Isteddu”, progetto che scommette sulla produzione enologica dei territori nella zona di confine tra il Barigadu e il Mandrolisai, che, come spiega il general manager dell’azienda, ha la sua prima origine dalla scoperta di Neoneli in occasione di un dibattito su il famoso libro-diario di Mario Soldati “Vino al Vino“; il Master of Food del Miele Luigi Manias, direttore tecnico “Apiaresos”, la più importante associazione di apicoltori nell’Isola, erede e continuatore di una tradizione familiare iniziata dal nonno materno Luigi Olla ad Ales, che nel 1917 fu tra i primi in Sardegna a introdurre l’apicoltura col favo mobile; Michelangelo Salis, titolare de I Salis di Ploaghe, azienda partner con il Consorzio del Bue Rosso di Seneghe per la diffusione e commercializzazione del bovino di razza Sardo Modicana, esperto nello studio e nella realizzazione di prodotti di salumeria tradizionale dal suino sardo e nella produzione di prodotti innovativi a base di bovini, pecora, capra e suino; Antonio Moi, allevatore e promotore progetto pilota Seulo dell’azienda agricola Su Mannali, con sede nel piccolo e caratteristico comune di montagna compreso nella fascia sud del Gennargentu; la sua specialità è l’allevamento semibrado di suini di razza ibrida con prevalenza sarda, da cui ricava i classici prodotti tramandati dalla cultura seulese; Cinzia Loi, archeologa specializzata nel campo dell’archeologia dei paesaggi e dell’etnoarcheologia, che ha condotto il censimento dei monumenti archeologici del territorio del Comune di Neoneli. Prevista anche, per le conclusioni, la presenza dell’assessora regionale all’agricoltura e riforma agro-pastorale Gabriella Murgia.
Alle 22.00 musica in piazza Italia con il duo Fantakolk di Andrea Pisu alle launeddas e Vanni Masala all’organetto. Riconosciuti maestri dei loro rispettivi strumenti, apprezzati per le capacità virtuosistiche e la piena padronanza del repertorio tradizionale, ma non solo, nel 2016 i due si sono aggiudicati il Premio Maria Carta per la loro musica coinvolgente e dal forte carattere personale.
Giornata densa di appuntamenti sabato 5 ottobre. Alle 10.00 si inaugura una seconda mostra al salone Corrale: curata da Baingiu Cuccu, ANIMA, artigianato a Neoneli. Iconografie del mondo agropastorale– questo il titolo – vedrà la partecipazione di una quindicina di maestri ceramisti, coltellinai, artigiani del ferro e del rame, del tessile, cestineria, vestiario e calzoleria. Tutti i prodotti in mostra fanno parte, da tempi remoti, della quotidianità del mondo contadino e pastorale. Al taglio del nastro è prevista la presenza dell’assessore regionale al turismo, artigianato e commercio Giovanni Chessa.
Lungo i viottoli del centro storico, dalle 10.00 fino alle 20.00, saranno allestiti degli stand a cura di artigiani e i produttori agroalimentari, e fino alle 19.00 sarà possibile partecipare all’iniziativa Piccole guide turistiche, con visite guidate alla Chiesa Parrocchiale di San Pietro, a cura dei bambini e ragazzi delle scuole.
All’oratorio in via San Pietro, alle 10.30, spazio alla premiazione dei vincitori del Premiu ‘e poesia sarda Barigadu, bandito lo scorso luglio, che ha contato sessantaquattro partecipanti. Vince la sezione in rima Giangavino Vasco di Bortigali con la poesia “Fizu”, secondo classificato Antonio Sannia di Bortigali con “Làcanas Luadas”, terzo Angelo Maria Ardu di Flussio con “Sighi Poeta”. Per la sezione versi sciolti, invece, il vincitore è Giuseppe Tirotto di Castelsardo con “Li ghjemmi di la vida”, il secondo Andrea Meleddu di Sorgono con “Reu de continu”, il terzo Pier Giuseppe Branca di Cheremule con “Carbuncos”. I primi tre classificati di ciascuna sezione del premio si aggiudicano rispettivamente 300, 200 e 100 euro.
Nel pomeriggio, mentre dalle 16.00 alle 19.00 in piazza Italia si tiene il laboratorio per i bambini GLE, grandi giochi in legno, una prima iniziativa a cura dell’associazione Lughenè, in piazza Barigadu arriva invece il momento più atteso della manifestazione: la gara di cucina con ricette originali a base di fregula, con la conduzione affidata ad Alex Revelli Sorini. Coordinata dallo chef del ristorante HUB di Macomer Leonardo Marongiu e dallo chef, vicepresidente regionale dell’Unione Cuochi Elia Saba, la competizione culinaria vede in gara nove chef: Fabio Vacca (ristorante “Chia Laguna”), Cristian Deriu (ristorante “Hub”, Macomer), William Pitzalis (chef del Cagliari Calcio), Juri Biscione (ristorante “Scorfano Allegro”, Golfo Aranci), Giannu Mannu (Hotel Mannu, Bosa), Mattia Pippia (ristorante Craf, Oristano), Niccolò Vellino (chef Dolci Sfizi, Macomer), Andrea Atzori (ristorante La Rinascente, Cagliari) e Giacomo Cicalò (sous chef Frades Bottega, Porto Cervo).
La giuria, composta da Dario Cappelloni (collaboratore della “Guida Essenziale ai vini d’Italia – Doctor Wine”), Paolo Zaccaria (collaboratore della guida “Gambero Rosso”), Erica Battellani (autrice di “Via dei Gourmet)”, Tommaso Fratini (executive chef “Rimessa Roscioli”, Roma), Leonardo Lucarelli (chef e scrittore), Giuseppe Carrus (collaboratore della guida “Gambero Rosso”), Luciano Tona (responsabile della didattica della scuola Internazionale di Cucina Alma), Maurizio Valeriani (collaboratore della guida Vinodabere), ha il compito di giudicare le ricette a base di “fregula” anche sotto il profilo dell’originalità e innovatività, e della capacità dei concorrenti di utilizzare prodotti “poveri”. Alle 17.00 è prevista una degustazione dei piatti in gara e, alle 20.00, verranno annunciati e premiati i vincitori.
In contemporanea, alle 18.00, all’oratorio in via San Pietro è possibile partecipare ad una degustazione guidata (al costo di 7 euro) di birre artigianali europee con Luca Pretti, ricercatore presso Porto Conte Ricerche, esperto di tecnologie birrarie. Sono quattro le birre in degustazione: la belga Rochefort 8″ (Strong Brown Ale) , le tedesche Ott Edel-Pils (Pilsner) e Schlenkerla Rauchbier Marzen (Rauchbier), l’inglese St. Peter’s Old Style Porter (Porter).
Alle 22.00 in piazza Italia la giornata si conclude sulle note di Brinca, gruppo composto da Paride Peddio all’organetto diatonico, Jonathan Della Marianna alle launeddas, Federico Di Chiara alla voce e all’armonica a bocca, Davide Pudda alla chitarra, Fabio Carta alla batteria e alle percussioni. I Brinca hanno pubblicato nel 2016 il loro primo CD omonimo, che vanta tra i featuring nomi come quelli di Beppe Dettori, Elena Ledda e Carlo Crisponi. Il loro ultimo lavoro è Balla e Brinca, un disco di ampio respiro, che presenta non solo brani in sardo ma anche, nell’ultima traccia, un classico gospel della tradizione americana: When The Saints Go Marching In.
La giornata conclusiva di “Licanias e Lichitos“, domenica 6, è nel segno delle leccornie e squisitezze del territorio. Mentre dalle 10.00 alle 20.00 è ancora possibile fare una passeggiata nel centro storico, visitando gli stand di artigiani e produttori agroalimentari, dalle 10.00, nelle stradine di Neoneli, reduci dal concerto della sera prima, sono di scena in un’esibizione itinerante due membri del gruppo Brinca, Jonathan Della Marianna alle launeddas e Federico Di Chiara all’armonica e voce. Sempre dalle 10.00 (fino alle 19.00), ancora visite guidate a cura dei bambini delle scuole alla Chiesa Parrocchiale di San Pietro, e un appuntamento che si rinnova anno dopo anno: quello con le massaie di Neoneli impegnate (fino alle 13.00) in una dimostrazione – laboratorio sulle tecnica di preparazione della fregula. Per i più piccoli due iniziative a cura dell’associazione Lughenè: alle 10.30 (e fino alle 18.00), in piazza Italia, ritornano il grandi giochi in legno, mentre nella scuola materna Virgo Fidelis, dalle 15.30 alle 17.30, si tiene il laboratorio gastronomico” La felicità in cucina”.
Diverse le degustazioni previste, al costo di 7 euro, all’oratorio in via San Pietro: quella del miele con l’esperto Luigi Manias, alle 11.00, quella dell’olio (alle 15.00 ed alle 16.00) a cura di Giandomenico Scanu, funzionario dell’agenzia regionale AGRIS, esperto olio EVO, e quella del pane (alle 15.00 e alle 16.30).
Regine della giornata sono “sa fregula istuvada e sa cassola”, piatti tipici della cucina neonelese, in degustazione nella tradizionale festa gastronomica in programma alle 13.00 in piazza Barigadu (al costo di 16 euro). Nel pomeriggio, alle 17.00, le battute finali della manifestazione: si balla “a passu ‘e tres” con esibizione dei maestri di launeddas Orlando ed Eliseo Maxia, con il Coro a Tenores Cultura Popolare di Neoneli, prestigiosa istituzione culturale neonelese che in questo 2019 raggiunge il traguardo di quarantatré anni di “storie cantate”.