5 August, 2026
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Si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico l’edizione 2026 di SarrochArt – Festival delle Arti Visive, che sabato 4 e domenica 5 luglio ha vissuto a Casa Mascia il suo momento finale.

Le due serate di sabato 4 e domenica 5 luglio hanno restituito alla cittadinanza il lavoro realizzato nelle settimane precedenti: un’occasione di incontro, partecipazione e condivisione che ha confermato la vitalità culturale di Sarroch e la capacità del festival di coinvolgere generazioni diverse intorno al linguaggio del cinema.

Durante gli appuntamenti conclusivi, il pubblico ha potuto assistere alla proiezione dei cortometraggi realizzati nei laboratori di cinema e incontrare i registi Matteo Incollu e Matteo Manunta, ospiti delle serate con i cortometraggi Blu Oltremare e Fratelli. Il clima delle due giornate ha reso evidente il valore di un progetto che non si limita alla proposta culturale, ma diventa esperienza collettiva, occasione di relazione e dimostrazione concreta di vitalità per tutta la cittadina.

Promosso dal Comune di Sarroch, con il sostegno della Fondazione di Sardegna, dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna e organizzato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, SarrochArt 2026 ha saputo trasformare il paese in un grande laboratorio diffuso di immagini, storie e racconti audiovisivi.

Il percorso, avviato nei primi giorni di giugno, ha coinvolto bambini, ragazzi e adulti in due laboratori pensati per avvicinare la comunità al linguaggio cinematografico e costruire un racconto collettivo di Sarroch attraverso la cinepresa. Il primo laboratorio ha visto la partecipazione di circa 15 bambini, mentre il secondo ha coinvolto circa 10 partecipanti tra adolescenti e adulti. Non semplici attività formative, ma esperienze di osservazione, ascolto e condivisione, capaci di far emergere luoghi, memorie, identità e punti di vista diversi.

Durante il percorso sono stati realizzati due piccoli film, nati dal confronto tra i partecipanti e i professionisti che hanno guidato i laboratori. Le opere sono state presentate al pubblico nelle serate conclusive insieme ai cortometraggi dei due registi ospiti, in un programma che ha unito cinema breve, racconto del territorio e dialogo con gli autori.

 

Visioni sarde pochi giorni dopo aver rappresentato con “S’Ossastru” l’Italia al prestigioso EuroAsia Shorts di Washington DC, internazionale dialogo cinematografico che ha coinvolto 9 Paesi (Italia, Francia e Indonesia, Spagna, Germania, Giappone, Repubblica di Corea, Austria e Oman), ritorna in Sardegna, nel Sulcis Iglesiente. Ciò a sottolineare la capacità del cinema di superare i confini e di portare emozioni e tematiche in ogni angolo del pianeta, dagli Stati Uniti d’America ai più piccoli centri isolani.
Venerdì 20 giugno i magnifici 9 cortometraggi che stanno portando la Sardegna nel mondo saranno presentati a Narcao, nel pieno del Sulcis Iglesiente.
Antonello Cani, sindaco del suggestivo borgo minerario ha organizzato le proiezioni in piazza Europa, alle 21.00, all’aperto, sotto le stelle, per offrire ai concittadini un momento di frescura fornendo loro, nel contempo, stimoli molteplici alla riflessione e al dibattito.
Preceduti dalla proiezione della clip musicale “Ambasciadores de Sardigna”, un tributo a tutti i sardi emigrati, saranno proposti:
– “Amare ancora” di Giuseppe Carrieri, Gonçalo Claro da Fonseca, un’intensa riflessione sul confine tra amore e ossessione;
– “Come siamo diventati” di Christiano Pahler, satira tagliente sulle dinamiche condominiali ai tempi dei gruppi WhatsApp;
– “Fratelli” di Matteo Manunta, una confessione famigliare che rompe il silenzio generazionale;
– “Il servo pastore non dorme di notte” di Arianna Lodeserto, viaggio poetico nella Barbagia tra pastori e sogni;
– “Island for rent” di Elio Turno Arthemalle, Tore Cubeddu, distopia ambientata in una Sardegna post-apocalittica;
– “Mio babbo è superman” di Giovanni Maria D’Angelo, critica sociale in un contesto scolastico di provincia;
– “S’ozzastru”di Carolina Melis, l’albero millenario come simbolo di memoria collettiva;
– “S 62” di Niccolò Biressi, solitudine e incomunicabilità in un corto emozionante;
– “hakespeare in smoke” di Francesco Cocco, sogni e realtà si intrecciano in una pausa sigaretta.
L’itinerario di Visioni Sarde in Italia e all’estero è promosso e organizzato dalla Cineteca di Bologna e Sardegna Film Commission con la collaborazione di Cinemaitaliano.info e della FASI, Federazione delle Associazioni Sarde in Italia.

Bruno Mossa