5 December, 2021
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Si intitola “Chiaroscuro” il nuovo disco del pianista e compositore nuorese, ma trapiantato a Cagliari. Mauro Mulas, inciso per la GT Music Distribution
Il lavoro raccoglie undici tra i brani più rappresentativi nel repertorio dell’artista, affiancato in studio dal contrabbassista Alessandro Atzori e dal batterista Pierpaolo Frailis.
«Chiaroscuro nasce dal desiderio di sviluppare un disco nella classica formazione in trio, rigorosamente con il pianoforte acustico, e la scelta dei musicisti dettata dall’interplay. Ho scelto per questo lavoro due colleghi tra i tanti con cui ho lavorato negli anni, musicisti con cui sento una buona intesa artistica e umana, e questa scelta non poteva non ricadere su Pierpaolo Frailis alla batteria ed Alessandro “Cinzio” Atzori al contrabbassosottolinea Mauro Mulas -. L’idea di partenza è stata quella di attingere i brani da una cartella in cui ho sempre archiviato le musiche che saltuariamente mi è capitato, nell’arco di una ventina d’anni, di scrivere e mettere da parte, per scegliere le composizioni che poi avremo elaborato per il progetto. Alla lettura dei materiali ho provato lo stesso effetto che si prova quando si guarda un vecchio album di fotografie, che fa riaffiorare ricordi e sensazioni ormai assopite, ma che permette al tempo stesso di guardare al passato in un’ottica differente e più consapevole, per via di tutte le esperienze di vita che nel frattempo sono state vissute. E probabilmente il titolo si sarebbe rifatto proprio a questo concetto, ma l’incontro con l’arte della fotografa Sara Deidda mi ha fatto propendere per “Chiaroscuro”. La scelta di “La Lavanderia” studio di Michele Palmas per le registrazioni non è stata casuale. Ho sempre apprezzato il suono di quegli ambienti, oltre alla professionalità e perizia con cui i tecnici lavorano. Ho sfruttato le lunghe giornate del secondo lockdown per mixare e masterizzare il lavoro, cercando senza fretta il giusto suono grazie anche all’aiuto del mio amico Andrea Locci, con cui spesso collaboro.»
Antonio Caria

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Quartu Sant’Elena riapre le porte di Casa Olla – Isola (via Mori 26), una delle case campidanesi più amate in città. E lo fa per le feste natalizie e di fine anno. Due giornate all’insegna della musica e del buon cibo tradizionale. “Lollas” si tinge dunque di rosso Natale, per le serate del 28 e 29 dicembre, e porta dentro le “lollas“, appunto, la cittadinanza, i turisti e tutti i curiosi.

«Abbiamo deciso di aprire per due giorni Casa Olla – ha detto il sindaco Stefano Delunas -, per una manifestazione che legasse le festività del Natale all’attesa del Capodanno, per accompagnare con buona musica, vini e cibi, la fine dell’anno e aprirci all’anno nuovo. Questo sempre all’insegna delle tradizioni di una città viva, che desidera mostrare le sue bellezze. Lollas è una manifestazione molto amata in città e non solo, abbiamo turisti e visitatori da ogni luogo che si riversano dentro le nostre case storiche. Per questo abbiamo deciso di sperimentare una due giorni sotto le festività natalizie, e sono certo ci sarà una grande risposta.»

Il programma. Sarà aperta Casa Olla – Isola, in via Mori 26, alle ore 20.00, con il concerto di Rossella Faa, a seguire dalle ore 21.00 ci saranno degustazioni enogastronomiche di dolce e di salato e dei vini della tradizione isolana e soprattutto cittadina.

Il 29 dicembre ad esibirsi, alle ore 20.00, sarà Adele Grandulli – Vintage Evolution Projet, con Mauro Mulas, Alessandro Atzori e Pierpaolo Frailis, a seguire dalle ore 21.00, la degustazione enogastronomica.

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Ultime note, domani sera (martedì 6) a Portoscuso (Sud Sardegna), per Jazz Waves, la minirassegna in due serate organizzata dalla cooperativa Forma e Poesia nel Jazz in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del comune di Portoscuso. Di scena nella suggestiva e storica cornice della Tonnara Su Pranu – con inizio alle 21.30 e ingresso gratuito – il cantante Marco Cocco in quintetto con Mauro Mulas al pianoforte, Massimo Ferra alla chitarra, Alessandro Atzori al contrabbasso e Paolo Nonnis alla batteria.
Classe 1980, il cantante cagliaritano ha nutrito sin da piccolo interesse per la musica iniziando da autodidatta lo studio della chitarra. La passione per il canto è arrivata più tardi, intorno ai vent’anni, per diventare via via la sua principale forma di espressione artistica. Colpito dalla musica delle grandi orchestre swing, Marco Cocco ha approfondito il genere negli anni. Dal 2010 si esibisce regolarmente come crooner in diverse formazioni, proponendo un repertorio che trae ispirazione dall’American Songbook. Nel 2016 ha ricevuto dalla cantante Sheila Jordan una borsa di studio in canto jazz che gli ha permesso di perfezionarsi negli Stati Uniti. L’8 marzo scorso è uscito il suo primo album, “Body and soul”, dodici tracce per un disco costruito intorno ad alcuni dei più importanti standard jazz, brani significativi nel percorso del cantante, arrangiati e interpretati tra innovazione e rispetto della tradizione.

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L’Arciconfraternita della Vergine della Pietà del Santo Monte, in occasione dei consueti appuntamenti di preambolo, presenta la IV Edizione della manifestazione musicale denominata “Iglesias Guitar Festival”.

Le serate saranno due e si terranno entrambe, a partire dalle ore 20.00 con ingresso libero, nella splendida cornice del Teatro Electra, sito nella centralissima piazza Pichi, nelle date di sabato 6 e domenica 7 aprile.
La prima serata prevede lo spettacolo “Moses quartet”, con Moses, armonica e beatbox, Luca faraone, chitarra e le cantanti Silvia Piras e Sara Bradaschia.

Moses nasce ad Iglesias nel 1988, artista eclettico che ama sperimentare, comporre, improvvisare con diversi strumenti. Il suo percorso lo spinge verso la scelta stilistica dell’armonica beatbox con la quale si afferma in qualità di artista di strada prima in Sardegna e poi a Londra, dove risiede attualmente e dove decide che il suo lavoro sarebbe stato la musica cominciando la sua carriera di artista di strada.

Dopo aver conquistato i quartieri del West End, Moses inizia a farsi conoscere su palchi di celebri Club come il “The Box” di Soho ed il “ROXX”. Continuando a realizzare i propri obbiettivi Moses è riuscito a suscitare l’interesse dell’emittente “London Local” che gli dedicò un servizio televisivo nominandolo “uno dei buskers migliori della città” destando più volte l’attenzione della stampa britannica che ha scritto di lui sul “The Daily Mail” e sul “London’s Evening Standard”.

Pubblica e produce diversi album fino a che, dopo essersi affermato quale uno dei buskers più influenti, riesce a farsi conoscere nel modo più virale possibile: coinvolto, inizialmente a sua insaputa, a partecipare ai provini di Italia’s Got Talent (iscritto da un amico di famiglia), si ritrova a Maggio 2016 vincitore della settima edizione del programma.

Grazie alla visibilità avuta in questi anni di duro lavoro Moses ha avuto la possibilità di suonare in tantissime città e paesi del mondo, tra cui Dubai, Las Vegas, Porto Rico, Bulgaria, Croazia, Egitto, Germania ed è sempre attivo in Italia dove partecipa a numerosi festival e concerti. Nel 2017 Moses e la sua armonica sono arrivati anche al cinema, nel film “Moglie e Marito” regia di Simone Godano, con Pierfrancesco Favino e Katia Smutniak e in un altro grande successo chiamato “Il Permesso” di Claudio Amendola.

Il suo progetto musicale continua a prendere forma e ad evolversi anno dopo anno; ad Iglesias presenterà uno spettacolo Musicale dall’impronta teatrale, in collaborazione con tanti artisti e amici che lo accompagnano in nome della musica e della realizzazione personale e artistica.

Luca Faraone sarà uno di questi artisti che lo accompagneranno ad Iglesias; nato a Cagliari nel 1992, suona fina da piccolissimo ed è stato avviato allo studio della chitarra classica dal 2004, conseguendo il traguardo del “Compimento Medio”, presso il Conservatorio di Trieste, all’età di 12 anni. Ancora quattordicenne, aveva già cominciato a lavorare stabilmente in studio di registrazione come compositore, arrangiatore e session player per dischi e sigle di programmi TV e pubblicità, il tutto affiancato dalla frenetica e continua attività live nel circuito regionale, in qualità di musicista professionista.

Trasferitosi a Londra nel 2012, vanta una florida carriera come session player, collaborando con artisti del calibro di Craig David, Rita Ora, Camila Cabello, Tom Jones, Liam Payne, Blue. È anche attivo come session player in studio, compositore, e arrangiatore. Le sue collaborazioni discografiche includono nomi come Incognito e Tony Momrelle.

La seconda serata del Festival, prevista per il giorno successivo, domenica 7 aprile, si terrà in due tempi: nel primo si esibirà l’artista locale Matteo Orani che proporrà un concerto con la sua chitarra classica, dal titolo semplice, quanto efficace, “Concerto di Chitarra Classica”.

Matteo Orani è nato ad Iglesias nel 1993; si avvicina alla musica e alla chitarra grazie alla famiglia in età infantile suonando come autodidatta per poi iniziare a seguire lezioni da Maestri di chitarra locali, quali Paolo Locci e Gianluca Locci, che lo ispireranno ed incentiveranno a continuare lo studio dello strumento. Ha seguito masterclass di alta formazione musicale in Sardegna con Matteo Mela e a Parigi con Cristian Marcia.

Attualmente frequenta il triennio di chitarra classica del conservatorio di Cagliari col Maestro Cristian Marcia.

Successivamente sarà la volta del Franco Montalbano Trio in “Nel blues dipinto di blues” con lo stesso Montalbano alla chitarra, Mauro Mulas all’organo hammond e tastiere e Giovanni Collu impegnato alla batteria.

Franco Montalbano inizia a suonare la chitarra all’età di nove anni. Nel 1966 entra a far parte del gruppo musicale “I nati stanchi”, con il quale raggiunge un discreto successo in Sardegna diventando il chitarrista più quotato nella scena isolana. Dal 1968 al 1972 lavora su navi da crociera avendo modo di fare esperienze musicali in tutto il mondo. Il maggior successo a livello nazionale lo ha con il “Gruppo 2001”, capitanato da Piero Marras, con il quale incide diversi dischi, suonando in Italia e all’estero, partecipando a shows televisivi e radiofonici.

Nel 1984 fonda la “Franco Montalbano Blues Band” ancor oggi uno dei gruppi di maggior successo dell’isola. Franco Montalbano nel 2018 ha suonato negli Stati Uniti dove si è esibito con la “Big Band” di Paolo Nonnis, suo carissimo amico d’infanzia.

Col passare degli anni il suo indiscusso successo è dovuto alla poliedricità delle sue interpretazioni musicali abbracciando diversi generi musicali dal Blues, al Folk, al Rock, Jazz, Italiana anni ’60 e Latino americano. Vanta collaborazioni musicali con: Edoardo Vianello, Don Cherry, Mauro Caprari, Paolo Nonnis, Mario Fabiani, Gianni Morandi e tanti altri.

Ad Iglesias, con il suo trio, proporrà una carrellata di grandi successi internazionali (Clapton, Hendrix, Winwood …) rivisti e reinterpretati in chiave Blues.

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Ci saranno le fiabe per i bambini e Babbo Natale con un’enorme sacca per distribuire i regali in piazza. E le note di musicisti pronti a far ballare tutti al Museo Macc, senza dimenticare l’evento classico della super lotteria di Natale.

Il comune di Calasetta è pronto per il ciclo di appuntamenti delle feste targati 2018, con un cartellone che, come introduce il delegato consiliare a Turismo e Pro loco Sergio Porseo, «intende conquistare i bimbi e intrattenere i più grandi con un mix di musica e divertimento».

Contando sulla collaborazione del Museo di Arte Contemporanea (Macc) e della Pro Loco di Calasetta, l’amministrazione guidata da Antonio Vigo aprirà i festeggiamenti sabato 8 dicembre (alle 17.00, in Piazza Belly) con “Il lupo che non amava il Natale”, lettura animata unita alle note del pianoforte, a cura dell’associazione Librart.

Domenica 16 dicembre, alle 19.00, andrà in scena al Macc il connubio di musica e voci: la banda musicale della cittadina “Puccini” si esibirà con il coro polifonico “Chorodìa” per il suggestivo “Concerto di Natale”.

Il 23 dicembre si entrerà ancora più nel vivo delle atmosfere di festa fin dal primo pomeriggio: appuntamento dalle 15.00, in piazza Belly, con “Il villaggio di Babbo Natale«dove, nella sua casetta con gli elfi, Santa Claus riceverà le lettere dei piccoli senza scordare una dono-sorpresa per ogni partecipante», anticipa Sergio Porseo.

Dopo la lotteria di Natale delle 16.30 (sempre in piazza Belly, a cura della Calasetta Calcio), spazio a uno degli eventi clou del cartellone, fissato per le 19.00 al Museo Macc: «Visto il successo degli anni passati, abbiamo riproposto la formula della musica raffinata entro i confini di uno spazio museale denso di carica artistica», spiega ancora Sergio Porseo. Riflettori puntati, quindi, sulla performance di “Mauro Mulas Quartet featuring Adele Grandulli” con artisti di levatura provenienti dalle file della nota “Paolo Nonnis Band”.

Chiusura ideale, il 6 gennaio, con un appuntamento ancora intriso di toni fiabeschi a cura di Librart: alle 17.00, in piazza Belly, sarà il momento del “Canto di Natale”, una nuova lettura animata e tratta dall’omonimo capolavoro di Charles Dickens.

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Seconda serata, a Nureci, per Mamma Blues, la tre giorni dedicata alla musica del diavolo in programma fino a Ferragosto nel centro dell’Alta Marmilla a chiusura della diciottesima edizione del Festival Dromos. Oggi l’Arena Mamma Blues accoglie Pat Thomas, la “Golden Voice Of Africa”, in concerto (alle 22) con la Kwashibu Area Band, formazione guidata dal polistrumentista Kwame Yeboah e dal sassofonista Ben Abarbanel-Wolff al sax, con Philip Sindy alla tromba, Emmanuel Opoku Ware alle tastiere e alla chitarra, Emmanuel Ofori al basso, Prince Larbi alla batteria ed Eric Owusu alle percussioni. Prima di salire sul palcoscenico un altro appuntamento attende il cantante ghanese: uno spazio di confronto con il pubblico alle 20.00 alla Corte Saba.

“Prima rock star” del Ghana, Pat Thomas è una delle figure centrali di quella generazione di musicisti che negli anni Sessanta e Settanta diedero nuova linfa all’highlife – il genere musicale nato agli inizi degli anni Cinquanta, e caratterizzato dal connubio tra ritmi tradizionali, influssi caraibici e strumenti occidentali -, innestando nuovi arrangiamenti e contaminazioni con l’Afrobeat, le sonorità afro-disco e i fiati del jazz. Fondamentale, all’inizio della sua carriera, l’incontro con il chitarrista, compositore, arrangiatore, bandleader e produttore Ebo Taylor, altro protagonista della scena musicale ghanese già dalla fine degli anni Cinquanta.

Quest’ultimo compare anche nel nuovo disco di Pat Thomas, uscito la scorsa estate per l’etichetta di culto londinese Strut e realizzato con la Kwashibu Area Band con la collaborazione di un altro nome di spicco della musica africana, il batterista nigeriano Tony Allen (anche lui ospite di Dromos lo scorso 6 agosto a Baratili San Pietro). Il lavoro discografico ripercorre i quasi cinquant’anni di musica del cantante ghanese, donando nuova luce a un importante percorso culturale, e proiettandolo verso il futuro.  

A precedere il concerto di Pat Thomas & Kwashibu Area Band, nella prima parte della serata all’Arena Mamma Blues riflettori puntati su Moses Concas, il ventiseienne musicista sardo vincitore quest’anno di Italia’s Got Talent, con la sua straordinaria combinazione di armonica a bocca e beatbox che ha conquistato il cuore dei giudici e degli spettatori. Al talent televisivo è approdato dopo anni di pratica, due dei quali passati a Londra, la città dove vive. 

Il dopofestival nei Giardini del Sottomonte, intorno alla mezzanotte, vede invece di scena il Rubens Power Trio. Il gruppo isolano, formato da Rubens Massidda alla voce e alla chitarra, Mauro Mulas all’organo hammond e Matteo Ledda alla batteria, propone un repertorio a base di rock and blues, con rivisitazioni del grande Robert Johnson, dei maestri del Chicago blues come Muddy Waters, John lee Hoocker e Little Walter, e di formazioni degli anni Sessanta come i Cream e la Jimi Hendrix Experience. 

Lunedì (15 agosto) il gran finale di Dromos nella notte di Ferragosto è con una star internazionale del calibro di Sarah Jane Morris. La cantante inglese incontra il pubblico alle 20.00 alla Corte Saba e alle 22.00 sale sul palco dell’Arena Mamma Blues, accompagnata da Tony Remy alla chitarra, Alastair Gavin alle tastiere, Henry Thomas al basso e Liam Genockey alla batteria. Apertura di serata e dopo festival con il blues, le sonorità funk e la black music dei Bad Blues Quartet, formazione cagliaritana che riunisce cantante Eleonora Usala, Federico Valenti alla chitarra, Simone “Speemo” Arca al basso e Francesco “Frank” Stara alla batteria.

Martedì (16 agosto) un ulteriore appuntamento fuori programma: la band romana Fleurs du Mal in concerto alle 19 (ad ingresso gratuito), nella piscina dell’Arena Mamma Blues.

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Rettilineo finale all’insegna della musica del diavolo a Nureci per la diciottesima edizione del Festival Dromos Da oggi a lunedì 15 agosto, il suggestivo borgo dell’Alta Marmilla accoglie la tre giorni di Mamma Blues: un appuntamento di rito per Dromos, quasi un festival nel festival che quest’anno spegne nove candeline.

Le tre serate si articolano secondo una formula consolidata: si parte alle 20 alla Corte Saba dove l’artista protagonista della serata incontra il pubblico; alle 22.00 al via la musica nell’Arena Mamma Blues; poi, intorno alla mezzanotte, conclusi i concerti principali, spazio dopofestival nei Giardini del Sottomonte.

Protagonisti della serata odiernasono i Songboy Blues, gruppo africano del Mali (terra di musicisti del calibro di Ali Farka Touré, Salif Keita, Rokia Traoré e band come i Tinariwen) che ha conquistato il pubblico internazionale con la sua miscela di ipnotiche voci del deserto, suoni tradizionali e spavaldo rock-blues. Il quartetto – formato da Aliou Touré (voce principale e chitarra), Oumar Touré (basso e voce), Garba Touré (chitarra e voce) e Nathaniel Dembélé (batteria) – incontra il pubblico alle 20.00, alla Corte Saba e alle 22.00 sale sul palco dell’Arena Mamma Blues. Costretti a fuggire dalle terre native nel nord del Mali nel 2012, dopo quasi due anni di guerra civile e jihad, i giovani musicisti della band si sono rifugiati nella capitale del paese, Bamako, dove hanno incontrato il manager francese Marc-Antoine Moreau che stava cercando talenti per “Africa Express”, il progetto ideato da Damon Albarn. Dall’incontro nacquero un’audizione e la registrazione di un brano, “Soubour”, con Nick Zinner degli Yeah Yeah Yeahs, che sarebbe poi entrato a far parte dell’album di Africa Express “Maison des Jeunes”. Nel novembre 2013, i Songhoy Blues approdano a Londra per esibirsi in occasione del lancio del disco, e dopo un grande successo come ospiti d’apertura del concerto di Damon Albarn alla Royal Albert Hall del 15 novembre 2014, l’anno scorso è uscito il loro primo album dal titolo emblematico, “Music In Exile”, prodotto da Nick Zinner e Marc-Antoine Moreau.

Prima dei Songboy Blues, la serata è aperta dalla giovane chitarrista e cantante oristanese Irene Loche: classe 1992, già parte del trio blues Sunsweet Blues Revenge, si presenta al Mamma Blues con il suo progetto solista in cui si incrociano sonorità folk e soul, assieme al basso di Gian Luca Canu.

Il dopo festival ai Giardini del Sottomonte è invece all’insegna del Rock’n’Roll e Rockabilly della band sarda The Wheelers Trio formata da Patrizio Atzori (voce e chitarra), Gianfranco Zucca (basso) e Pietro Staiano (batteria).

Domenica (14 agosto) atterra all’Arena Mamma Blues un pezzo da novanta della musica africana: il cantante ghanese Pat Thomas in concerto con la Kwashibu Area Band, ovvero Ben Abarbanel-Wolff al sax, Philip Sindy alla tromba, Kwame Yeboah alla chitarra e tastiere, Emmanuel Opoku Ware alle tastiere e chitarra, Emmanuel Ofori al basso, Prince Larbi alla batteria ed Eric Owusu alle percussioni. “Golden Voice Of Africa” e “prima rock star” del Ghana, Pat Thomas è una delle figure centrali di quella generazione di musicisti che negli anni Sessanta e Settanta diedero nuova linfa all’highlife, il genere musicale nato agli inizi degli anni Cinquanta, caratterizzato dal connubio tra ritmi tradizionali, influssi caraibici e strumenti occidentali. Fa da apripista alla serata il ventiseienne musicista sardo Moses Concas, vincitore quest’anno di Italia’s Got Talent, con la sua straordinaria combinazione di armonica a bocca e beatbox. Dopofestival nei Giardini del Sottomonte a base di rock e blues con i sardi Rubens Power Trio: Rubens Massidda alla voce e alla chitarra, Mauro Mulas all’organo hammond e Matteo Ledda alla batteria. 

Nella serata di Ferragosto, a suggellare Mamma Blues e l’edizione numero diciotto di Dromos sotto “Il segno di Eva”, è di scena una straordinaria interprete femminile, Sarah Jane Morris, accompagnata da Tony Remy alla chitarra, Alastair Gavin alle tastiere, Henry Thomas al basso e Liam Genockey alla batteria. Classe 1959, la cantante inglese si è affermata nel corso del tempo in generi molto diversi tra loro, dal jazz al pop, dal rock al R&B, con la sua voce sensuale e sofisticata, graffiante e raffinata, dall’ampia estensione e dalla forte carica emotiva, che sa unire intensità e energia soul. Apertura di serata e dopofestival con il blues, le sonorità funk e la black music dei Bad Blues Quartet, formazione cagliaritana che riunisce sotto la sua insegna la cantante Eleonora Usala, Federico Valenti alla chitarra, Simone “Speemo” Arca al basso e Francesco “Frank” Stara alla batteria.

Quest’anno il cartellone di Mamma Blues riserva una novità per chi si trattiene un giorno in più nel centro dell’Alta Marmilla: è un appuntamento extra, in programma martedì 16 agosto (ad ingresso gratuito), con protagonisti la band romana Fleurs du Mal, in concerto alle 19 nella piscina dell’Arena Mamma Blues.

Ulteriori iniziative collaterali coordinate dall’associazione Genadas arricchiscono il menù della tre giorni: gli “Itinerari blues” in mountain bike (il 14 agosto) e nordic walking (con pranzo e biglietto omaggio per la sera; info ai numeri 349 4007548 e 331 3650965) organizzati dall’associazione sportiva Andalas e Breccas; “Piccoli bluesman crescono” (dal 13 al 15 agosto), con i rudimenti del blues impartiti dai maestri della Music Academy di Isili; “Blues Museum”, visite guidate al museo del fossile che ospita una sezione dedicata alla Storia del Mamma Blues e il noleggio di mountain bike per escursioni nell’ambito del progetto di rete ciclabile della Marmilla “Myland” dell’agenzia di sviluppo locale Consorzio Due Giare. Ancora in tema di due ruote, da segnalare “Blues bike”, ovvero il noleggio di bici nei giorni del festival e, a cura dell’Associazione La Volantina, una mostra di biciclette d’epoca.

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Laurence Jones (m) Lucky Peterson

Entra nel vivo, questa sera, a Narcao, la ventiseiesima edizione di Narcao Blues, il festival organizzato dall’associazione culturale Progetto Evoluzione.

Al centro della seconda serata due artisti di assoluta caratura internazionale. Il primo a ricamare blues nella notte sulcitana sarà il giovane chitarrista e cantante inglese Laurence Jones, che alle 21.30 salirà sul palco di piazza Europa accompagnato da Roger Inniss al basso e Phil Wilson alla batteria. Classe 1992, con uno stile a metà tra quello di Eric Clapton e Buddy Guy (così l’ha definito il musicista statunitense Walter Trout), Laurence Jones è considerato dai maggiori critici del settore come il “futuro del blues”, giudizio avvalorato dal doppio riconoscimento di “Young Artist of The Year” ottenuto ai British Blues Awards nel 2014 e l’anno scorso. Il giovane talento del blues britannico ha di recente firmato un importante contratto discografico con la Ruf Records e ha registrato i suoi primi due dischi presso il leggendario Dockside Studio in Louisiana, dove hanno inciso artisti del calibro di B.B. King e Derek Trucks. Prodotto da Mike Zito, il suo prossimo album, “Take Me High”, in uscita ad agosto, vede la partecipazione di un’importante rosa di musicisti come Walter Trout, Aynsley Lister, Yonrico Scott e Charlie Wooton.

Il secondo set della serata vedrà protagonista uno degli ospiti più attesi del festival, Lucky Peterson, sul palco insieme a Shawn Kellerman (chitarra), Timothy Waites (basso) e Raul Valdes (batteria). Cinquantadue candeline da spegnere il prossimo dicembre, il chitarrista, organista e cantante americano, originario di Buffalo, ha avuto la fortuna di crescere immerso nella musica fin dalla più tenera età: suo papà, James Peterson, aveva infatti un rinomato club, il “Governor’s Inn”, dove blues e jazz erano di casa. Così, a soli quattro anni, Judge Kenneth Peterson (questo il suo nome all’anagrafe) si innamora dell’organo Hammond B-3 e impara a suonarlo; Willie Dixon lo prende sotto la sua ala, e a sei calca il palco del leggendario Ed Sullivan Show; a otto anni, il giovanissimo Lucky aveva imparato a suonare anche la chitarra, a diciassette diventa il tastierista di Little Milton, ed è solo l’inizio di un cammino che lo vedrà diventare uno dei session man più richiesti: emblematica, in questo senso, la sua presenza tra i musicisti di Etta James. Nel 1992 inaugura la sua carriera solista pubblicando il suo primo album, “Lucky Strikes”, una fusione moderna e accattivante degli elementi del rock e del soul all’interno di pezzi blues che diventerà il filo conduttore dei suoi lavori: una ricerca continua di contaminazioni attraverso cui infondere alla sua personalissima interpretazione del blues un sapore fresco e innovativo. Lucky Peterson si esibirà sul palco di Narcao con un concerto nel quale spazierà tra suoi pezzi classici e brani estratti dal suo ultimo album, “Son of a Bluesman”, dedicato al padre scomparso nel dicembre 2010, figura decisiva nella sua ascesa alla scoperta della “musica del diavolo”.

La notte musicale sulcitana non terminerà in piazza Europa: per il consueto appuntamento dopo concerto, in località Santa Croce, il Mauro Mulas Blues Organ Trio accompagnerà il pubblico tra calici di vino e specialità tipiche della tradizione gastronomica narcarese. Il gruppo, con Rubens Massidda alla chitarra e Paolo Nonnis alla batteria, è stato fondato dal poliedrico pianista e tastierista cagliaritano con l’intento di trasporre la formula dell’organ trio, tipica del jazz, in un contesto decisamente blues. Il repertorio affrontato sarà composto prevalentemente da brani originali di Mauro Mulas.

 

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Mr. Owl & The Groovy Walkers (m) Narcao Blues - Un concerto Roland Tchakounté (promo_01) m

Prende il via mercoledì sera il 26° festival Narcao Blues. Come da tradizione, il più longevo festival in Sardegna dedicato alla “musica del diavolo” presenta anche quest’anno due concerti per ognuna delle quattro serate, spaziando tra diversi stili del blues attraverso le proposte di un cast come sempre di livello: sullo “storico” palcoscenico allestito in piazza Europa, si succederanno  dunque gli italiani Mr. Owl & The Groovy Walkers e l’On The Road Quartet, il camerunese Roland Tchakounté, l’inglese Laurence Jones gli americani Lucky Peterson, Moreland & Arbuckle e Luke Winslow-King, Sweet Soul Music Revue.

Il compito di inaugurare la ventiseiesima volta di Narcao Blues, mercoledì 20, alle 21.30, spetta a una band emergente che spazia tra blues, soul, funky e reggae, e che ha le sue radici proprio nel Sulcis: i Mr. Owl & The Groovy Walkers sono nati infatti due anni fa dalla volontà di Francesco Podda (voce e chitarra ritmica) e Marco Argiolas (chitarra solista), cresciuti entrambi a Narcao, e dei fratelli Fabio e Giulio Mantella (rispettivamente al basso e alla batteria), originari di Gonnesa. Milano è il luogo in cui il gruppo cresce nel corso dei mesi, ed è in questo contesto che si aggiunge, a completare la formazione, il giovanissimo sassofonista meneghino Fabio Maggioni, per aprire nuovi orizzonti sonori al gruppo, attualmente al lavoro per produrre il suo primo disco.  

Affondano invece nell’Africa equatoriale le radici del protagonista della seconda parte della serata, Roland Tchakounté. Originario del Camerun, ma da tempo trapiantato in Francia, questo chitarrista e cantante, che ama definirsi cittadino del mondo, si caratterizza per uno stile che mescola blues e tradizione africana (scrive in Bamiléké, la sua lingua madre), ispirato in partenza da artisti come John Lee Hooker e Ali Farka Touré. Roland Tchakounté ritorna a Narcao dopo quattro anni, nella serata dedicata alle contaminazioni, proponendo il suo blues che ricongiunge America e Continente nero, secondo una formula consegnata alle tracce di album come “Abango” (del 2005), “Waka” (2008), Blues Menessen (2011), “Ndoni” (2012) e il più recente “Nguémé & Smiling Blues” (2015). Lo accompagnano in questa nuova tappa in terra sarda Mick Ravassat (primo membro della sua band) alla chitarra elettrica, Anthony Honnet alle tastiere, Jérôme Cornelis al basso e Karim Bouazza alla batteria. 

Giovedì 21 riflettori puntati su due artisti internazionali di valore indiscusso: Laurence Jones e Lucky Peterson. Alle 21.30 sarà il giovanissimo chitarrista e cantante inglese, classe 1992, a collegare il jack alla sua sei corde per il primo concerto della serata affiancato da Roger Inniss al basso e Phillip Wilson alla batteria. Due volte “Young Artist of The Year” ai British Blues Awards (nel 2014 e l’anno scorso), Laurence Jones è di recente entrato a far parte della scuderia della Ruf Records sotto la produzione artistica di Mike Zito. Il suo stile, fresco e immediato, ha conquistato un’importante schiera di appassionati in tutta Europa, e la sua presenza a Narcao conferma come il festival vada ogni anno alla ricerca delle primizie musicali da offrire e presentare al proprio pubblico.

Da un astro nascente a una vera e propria stella polare del firmamento blues: il secondo set vede sul palco di piazza Europa Lucky Peterson, chitarrista, tastierista e cantante di indiscutibile talento, accompagnato da Shawn Kellerman (chitarra), Timothy Waites (basso) e Raul Valdes (batteria). Cinquantadue candeline da spegnere il prossimo dicembre, Peterson cresce sotto l’ala protettrice del leggendario Willie Dixon e vanta importanti collaborazioni con vere e proprie leggende della musica mondiale quali Etta James, Little Milton e il leone del blues Bobby Bland. Ricerca e sperimentazione sono gli elementi che contraddistinguono lo stile del musicista originario di Buffalo (New York), che si presenterà sul palco di Narcao con un concerto nel quale spazierà tra alcuni dei suoi pezzi classici e i brani estratti dal suo ultimo album, “Son of a Bluesman”, dedicato alla figura del padre, il bluesman soul James Peterson, scomparso nel dicembre del 2010.

L’inconfondibile suono dell’armonica a bocca caratterizza i due concerti in programma venerdì 22 luglio. A soffiare per primo dentro il suo strumento sarà Davide Speranza, funambolico armonicista che ritorna a Narcao con l’On The Road Quarte, nato nel 2012 da un’intuizione sua e del chitarrista Gianni Di Ruvo. La formazione, con Claudio De Palo al basso e Angelo Farolli alla batteria, è riuscita a mettersi in luce sulla scena nazionale con la sua miscela esplosiva di blues, folk, rock and roll e zydeco tipico dello stile New Orleans. “N.O. Dreaming” è il titolo del suo primo album in studio: una sintesi perfetta dello stile e dell’eclettismo di Speranza e soci, capaci di proporre anche accostamenti sulla carta azzardati, come rivisitare un pezzo dei Nirvana (“All Apologies”) in perfetta chiave blues.

Protagonista della seconda parte della serata, Moreland & Arbuckle è un power trio che sposa roots e blues-rock con inconfondibile energia e novità. Nata dall’incontro del chitarrista Aaron Moreland con l’armonicista e cantante Dustin Arbuckle, la formazione di base nel Kansas ha trovato nei tamburi di Kendall Newby il perfetto completamento. Recensita positivamente da riviste autorevoli come il New York Post e l’American Songwriter, la band si è ritagliata uno spazio di rilievo nel panorama blues mondiale con i suoi show adrenalinici e degli album notevoli per qualità e intensità: l’ultimo, “Promised Land or Burst”, è uscito lo scorso maggio sotto l’etichetta storica della Alligator Records di Chicago. 

Due set diversi per sonorità e atmosfere accompagnano Narcao Blues verso il sipario finale della sua ventiseiesima edizione, sabato 23. Apre (come sempre alle 21.30) il chitarrista e cantante statunitense Luke Winslow-King con una band che annovera tra le sue fila il chitarrista italiano Roberto Luti (già ospite del festival un anno fa con i Playing For Change), Lucio Villani al basso e Benji Bohannon alla batteria. Originario del Michigan ma trapiantato a New Orleans, Luke Winslow-King è un grande interprete del blues del Delta, maestro dello slide, capace di unire la parte folk-cantautorale del genere con le radici ragtime, folk e rock and roll. Il risultato è una musica ruvida ma al contempo ricercata e raffinata, impreziosita dall’inconfondibile timbro della sua voce e dalla sua indiscussa capacità strumentale.

A far ballare la piazza, chiudendo festosamente la ventiseiesima edizione di Narcao Blues, ci penserà la Sweet Soul Music Revue con un autentico viaggio nella storia del soul e del rhythm & blues; il repertorio spazia infatti tra i grandi classici del genere, da Ray Charles a James Brown, da Aretha Franklin a Stevie Wonder, da Ike & Tina Turner ai Temptations, reinterpretati e riportati alla loro energia originaria grazie alle calde voci dei cantanti solisti e agli strumentisti: tredici musicisti sul palco (Klaus Gassmann, leader e fondatore del progetto, e Axel Welter ai sassofoni, Steffen Mathes alla tromba, Ray Muhumane alla chitarra, Michael Webb alle tastiere, Heiner Holderbach al basso e James Brown alla batteria a sostenere le voci di Derrick Alexander, Daria Biancardi, Lisa Benjamin, Jimmy James, Laeh Jones e Ester Stevens) per salutare il festival all’insegna del divertimento e dei festeggiamenti.

Nel corso dell’intero festival la musica non andrà a dormire dopo gli appuntamenti previsti in piazza Europa, ma continuerà a suonare nei dopo concerto in programma all’agriturismo Santa Croce, poco fuori Narcao. La colonna sonora delle nottate in blues sarà tutta di band e musicisti isolani: di scena mercoledì 20 i Tree Blues (Nilo, chitarra e voce; Gigi Loddo, basso; Christian Dettori, batteria), giovedì 21 il Mauro Mulas Organ Trio (Mauro Mulas, organo Hammond; Rubens Massidda, chitarra e voce; Paolo Nonnis, batteria), venerdì 22 The BlueXperiences  (Livio Cherchi, chitarra e voce; Donato Cherchi, voce; Renato Fonnesu, basso; Daniele Maccioni, batteria) e sabato 23 i Wild Bunch (Dario Fadda, chitarra e voce; Corrado Cherchi, tastiere e voce; Riccardo Chia, basso e voce; Luca Fanutza, batteria e voce).

Il biglietto intero per l’ingresso a ciascuna serata del festival in programma in piazza Europa costa 12 euro, il ridotto 10. Trenta euro il prezzo dell’abbonamento per le quattro serate. Prevendita nei punti vendita del circuito Box Office Sardegna.

Per informazioni, la segreteria del festival Narcao Blues risponde al numero 0781 87 50 71 e all’indirizzo di posta elettronica i9nfoblues@narcaoblues.it .