20 October, 2021
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«Sono felice di comunicare la nomina a nuovo coordinatore cittadino della Lega per Sant’Anna Arresi di Armando Linzas, imprenditore edile di 52 anni e consigliere comunale di opposizione. Un passo importante in un territorio così bello ma, purtroppo, martoriato dagli arrivi di immigrati clandestini sulla spiaggia di Porto Pino, che avvengono con cadenza quasi quotidiana, causando innumerevoli problemi che riguardano in particolare la sicurezza, i rischi sanitari e quelli ambientali, dovuti ai barchini che vengono abbandonati. Tutta la Lega continuerà a lavorare con Armando per fermare gli sbarchi nel Sulcis.»

Così Eugenio Zoffili, deputato e coordinatore regionale della Lega Salvini Sardegna.

«Auguro buon lavoro ad Armando Linzas, che contribuirà a dare voce alle peculiarità del comune di Sant’Anna Arresi. Come Lega stiamo crescendo e ci stiamo strutturando in modo sempre più capillare anche nel Sulcis Iglesiente, territorio che, per troppo tempo,,m non ha trovato modo di esprimere la propria voce e che invece adesso, grazie a noi, torna a contare.»

Così Michele Ennas, consigliere regionale e coordinatore della Lega per il Sulcis Iglesiente.

Nella foto allegata da sinistra a destra: Eugenio Zoffili, Armando Linzas e Michele Ennas.

 

A due giorni dalla presentazione delle liste per le prossime elezioni amministrative, in programma il 10 e 11 ottobre, a Carbonia non sono state ancora concluse le trattative tra i partiti ed i movimenti promotori di liste civiche, per la definizione delle alleanze e la scelta dei candidati alla carica di sindaco.

L’unico candidato sindaco già ufficialmente in campo è Pietro Morittu, indicato dal Partito democratico e sostenuto, oltre che da quella del PD, da altre quattro liste: lista del sindaco, “Carbonia Avanti”, “Ora x Carbonia” e “Sviluppo & ambiente, cittadini per Carbonia”. Ad oggi non sono arrivati ad alcun accordo tutti i tentativi fatti per recuperare la lista “Uniti per rinascere” guidata dall’ex primo cittadino Giuseppe Casti ma non sono escluse sorprese dell’ultima ora.

Il Movimento 5 Stelle ha scelto come suo candidato alla successione di Paola Massidda che, da parte sua, ha deciso di non ripresentarsi al vaglio degli elettori, l’attuale vice sindaco Gian Luca Lai che potrebbe fare però un passo indietro  nel caso venisse raggiunto l’accordo – le cui trattative sono ancora in corso – per un’alleanza politica con la lista Liberi e Uguali capeggiata dal segretario regionale Luca Pizzuto che sarebbe il candidato della nuova coalizione.

Ancora nessuna decisione per il candidato del centrodestra. La proposta che riscuote maggiori possibilità di arrivare al traguardo della candidatura era e resta quella della consigliera uscente del Patto Civico Daniela Garau, sulla quale ci sarebbe il pieno sostegno della Lega – come ci ha confermato ieri il consigliere regionale e coordinatore provinciale Michele Ennas -, ma non sarebbero state ancora superate le resistenze di Fratelli d’Italia. Non ci sono notizie circa un impegno concreto nella partita da parte delle altre forze della coalizione di centrodestra che guida la Regione.

Nuovo incontro stamane all’assessorato regionale del Lavoro sulla vertenza Sider Alloys. L’obiettivo: evitare la cassa integrazione e riavviare la produzione di alluminio. Intorno allo stesso tavolo si sono trovati Regione, Azienda e Sindacati.
L’assessore del Lavoro, Alessandra Zedda, ha riepilogato le principali criticità che allo stato attuale non consentono l’avvio dei lavori finalizzati alla ripartenza della produzione.
L’assessore della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, ha ripercorso le vicende legate alla Conferenza dei Servizi e riconvocherà la conferenza solo dopo il ricevimento di alcuni documenti fondamentali ancora non trasmessi. E’ quindi ipotizzabile – ha proseguito Gianni Lampis -, che se gli atti vengono trasmessi nei tempi richiesti, la conferenza verrà convocata in una data compresa tra il 20 e il 25 settembre 2021.
Per l’Azienda ha preso la parola il dott. Eros Brega che ha comunicato che tra il 20 e il 25 settembre si terrà la conferenza dei servizi decisoria e la Giunta probabilmente potrà deliberare tra il 15 e 20 del mese di ottobre. Solo dopo quella data l’azienda, potrà chiedere le autorizzazioni al comune di Portoscuso e i lavori potranno iniziare orientativamente a fine novembre.
Eros Brega ha aggiunto che l’Azienda non è in grado di garantire i circa 100 lavoratori sino alla partenza del cantiere e ha evidenziato che le tempistiche rappresentate hanno delle implicazioni oltre che sui lavoratori anche sul contratto ENEL e a livello finanziario.
A tal proposito, è intervenuta l’assessore dell’Industria, Anita Pili, che si è resa disponibile ad attivarsi immediatamente con l’ENEL, al fine di garantire l’eventuale traslazione dell’inizio del contratto di fornitura, per compensare i ritardi nel riavvio degli impianti.
Le parti hanno convenuto di convocare un nuovo incontro il 30 agosto, alle ore 10.00, per il monitoraggio e la verifica della reale anticipazione delle scadenze fissate per i mesi di settembre e ottobre 2021, compreso il rispetto minimo dei termini di legge per la deliberazione della Giunta regionale.
Eros Brega inoltre ha comunicato che laddove le date e il percorso condiviso non dovesse essere mantenuto l’azienda si riserva di attivare le procedure per la Cassa Integrazione.
A tale riguardo le organizzazioni sindacali hanno sottolineato di non concordare sulla possibilità di attivare le procedure di Cassa Integrazione, in quanto la riapertura dello stabilimento è vitale per la ripresa produttiva e per tutto il territorio.
Ancora una volta il sindacato ha rivolto un appello alla Regione affinché vengano ridotti i tempi previsti per le autorizzazioni.
Hanno partecipato all’incontro gli assessori regionali Alessandra Zedda, Anita Pili, Gianni Lampis e Mario Nieddu; il presidente del Consiglio regionale Michele Pais; i consiglieri regionali Giorgio Oppi e Michele Ennas; il Direttore generale dell’assessorato della Sanità Marcello Tidore; per l’Azienda Eros Brega, Marzia Borgese e Carla Cicilloni; per le organizzazioni sindacali Samuele Piddiu, Roberto Forresu e Francesco Bardi per la CGIL; Rino Barca per la CISL; Renato Tocco per la UIL e Angelo Diciotti per la CUB.
Armando Cusa

Il gruppo della Lega ha presentato una mozione in Consiglio regionale a sostegno dello sviluppo del gas in Sardegna. Un documento incentrato su quelli che dovrebbero essere i contenuti del decreto del presidente del Consiglio dei ministri, atteso a breve, relativo alla transizione energetica dell’isola. Ciò allo scopo di sensibilizzare e sostenere l’azione che sta portando avanti la giunta regionale su questa importante partita strategica. 
«La decarbonizzazione passa attraverso l’uso del gas, fase propedeutica allo sviluppo futuro dell’idrogeno, in particolare per quanto attiene le aree industriali, similmente a quanto sta accadendo nel resto d’Italiadice il consigliere regionale Michele Ennas, responsabile regionale del dipartimento Energia della Lega -. Occorre maturare la consapevolezza che la transizione energetica, la conversione delle imprese, un futuro più green devono essere gestiti con consapevolezza tanto dal punto di vista ambientale quanto dal punto di vista economico, occupazionale e sociale.»
«Nel testo presentato si ribadisce quanto fondamentale sia individuare i poli industriali di Portovesme e di Porto Torres come strategici a livello nazionale per la tipologia di attività produttive in essi ubicate e quali esempio di riconversione nel campo della decarbonizzazione e industria sostenibile. Il gas e’ elemento indispensabile per lo sviluppo e per ogni possibilità di rilancio delle attività produttive, che nel Sulcis-Iglesiente coinvolge migliaia di lavoratori aggiunge Michele Ennas -. In questa fase, è di fondamentale importanza che al fine di realizzare il Phase Out completo del carbone e nel rispetto del mantenimento delle condizioni di sicurezza del sistema elettrico, sia programmata la riconversione a gas delle centrali del Sulcis e di Fiume Santo.
Anche per quanto attiene gli usi civili, la Lega chiede che nel DPCM venga inserito un apposito richiamo al fatto che siano adottate tutte le soluzioni tecnico/regolatorie al fine di offrire agli utenti sardi connessi alle reti di distribuzione prezzi in linea con quelli del resto d’Italia.»
«Si tratta di una partita fondamentale per l’autonomia energetica della Sardegna e il futuro del suo sistema produttivo. Il presidente della Regione, a conclusione dell’incontro di oggi con le parti sociali, ha dato immediata disponibilità a confrontarsi con le principali aziende di Portovesme, sui temi che sono più emergenziali, a partire dai procedimenti autorizzativi in corso. Già nei primi giorni della settimana prossima le principali aziende del polo industriale verranno invitate a partecipare a riunioni mirate sul tema dell’energia e sulle specificità delle singole vertenze, in particolare quelle relative alle fabbriche della filiera dell’alluminio RUSAL Eurallumina e Sider Alloys, tutte da sostenere con lo stesso livello di attenzione e determinazioneconclude Michele Ennas -. L’impegno a favore del territorio attraverso il rilancio delle attività produttive del polo industriale di Portovesme deve vedere tutti uniti e determinati al raggiungimento degli obiettivi.»

Il presidente del Consiglio Michele Pais ha incontrato i rappresentanti sindacali dei lavoratori della Riverso Spa, azienda che opera nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
I sindacalisti hanno evidenziato con preoccupazione i problemi che attraversa l’azienda, a loro giudizio dovuti principalmente all’importo eccessivo, all’incirca pari al fatturato, delle fidejussioni bancarie richieste dalla Regione per il ripristino post-dismissione del sito. L’applicazione rigorosa della normativa di riferimento, basata su un sistema di calcolo matematico che considera la superficie occupata dalla discarica e la sua volumetria, determina secondo i sindacalisti sia l’oggettiva difficoltà di individuare nel mercato creditizio una società disposta a sottoscrivere un contratto di fidejussione sia, di conseguenza, l’impossibilità dell’azienda di proseguire la sua attività.
Dopo gli interventi dei consiglieri regionali Giorgio Oppi (Udc-Cambiamo), Michele Ennas (Lega) e Fabio Usai (Psd’Az), il presidente del Consiglio regionale ha assicurato il massimo impegno per la difesa dell’azienda e dei posti di lavoro, individuando gli strumenti tecnici e normativi più adatti per arrivare in tempi ragionevoli ad una soluzione positiva.

ll presidente del Consiglio regionale Michele Pais ed i capigruppo hanno incontrato i rappresentanti sindacali dei lavoratori della Sider Alloys, azienda leader nella produzione di alluminio ora impegnata in una complessa fase di riavvio dopo la chiusura del 2012.
A nome dei sindacati, Rino Barca della Cisl ha spiegato i diversi aspetti della situazione dell’azienda, legati paradossalmente non alla sua capacità produttiva e di reddito, ma alla scadenze dei contratti per la fornitura di energia e soprattutto alle autorizzazioni in materia ambientale che dovranno essere rilasciate dal competente assessorato regionale. «Il prossimo 28 luglio ha ricordato Rino Barca -, si terrà una conferenza di servizi alla quale parteciperanno, oltre ai tecnici dell’assessorato, anche altri gli enti interessati alla procedura a vario titolo, e c’è il rischio che il possibile allungamento dei tempi vanifichi un investimento di circa 150 milioni di euro che permetterebbe la ripresa dell’attività per circa 1000 lavoratori più l’indotto. Chiediamo quindi un impegno forte della politicaha concluso Barca, per fare in modo che la tempistica della procedura sia accelerata con uno spirito costruttivo di collaborazione, in modo da consentire la ripartenza di una azienda strategica per l’economia regionale.»
I rappresentanti dei gruppi, hanno preso la parola Giorgio Oppi dell’Udc-Cambiamo, Michele Ennas e Dario Giagoni della Lega, Gianfranco Ganau del Pd, Sara Canu dei Riformatori sardi e Francesco Agus dei Progressisti, hanno manifestato il massimo impegno unitario per creare le migliori condizioni che consentano le necessarie decisioni ed il rilascio definitivo delle autorizzazioni.
Il presidente Michele Pais, in particolare, ricordando che le modalità informali dell’incontro con i sindacati non hanno consentito l’opportuna convocazione dell’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis, ha annunciato l’avvio in tempi brevissimi di interlocuzioni con lo stesso assessore.

«Oggi si è avuta la conferma, ad opera dell’assessore regionale dellIndustria, dell’avvio da parte del Ministero della transizione ecologica, dell’iter di commissariamento del Parco geominerario, con conseguente scioglimento degli organi attualmente in carica.»
Lo ha detto il consigliere regionale della Lega Michele Ennas.
«E’ la certificazione del mancato funzionamento di un ente che può e dovrebbe rappresentare un fondamentale strumento per una pianificazione condivisa delle attività orientata a una visione unitaria e partecipata di tutto il contesto geologico e geominerario della Sardegna, in particolare del Sulcis-Iglesiente-Guspinese. Riprova del mancato funzionamento sono gli episodi degli ultimi anni, in particolare l’esclusione dello stesso dalla rete dei parchi dell’Unesco, che già di per sé meritava una lunga e seria riflessione sullo stato di salute dell’ente e sulle dinamiche interne che ne hanno precluso il corretto sviluppo. Conflitti tra i vari organi del parco, con precise responsabilità politiche, inerzia nell’azione congiunta, tutte circostanze che hanno vanificato i propositivi intenti di costruzione di alcuni a favore dell’azione distruttiva di altri.»
«Ciò che maggiormente mi preme ora è rivendicare la valenza di questa istituzione, il contributo che essa può e deve ancora dare, specie in termini di valorizzazione turistica dei siti. Solo attraverso un ragionamento sinergico di territorio potremmo riuscire nell’importante intento di valorizzare il patrimonio esistente – conclude Michele Ennas -. Per il Parco questa non deve essere la fine ma un nuovo inizio improntato su un necessario rinnovamento e una revisione profonda.»

La problematica del dragaggio dei porti in area SIN è stata esaminata ieri nel corso di un incontro svoltosi a Roma, presso il ministero della Transizione ecologica, l’incontro tra l’amministrazione comunale di Buggerru, il sottosegretario Vannia Gava, il deputato Eugenio Zoffili ed il consigliere regionale Michele Ennas.

Grazie alla professionalità e disponibilità del sottosegretario di Stato Vannia Gava, è stato possibile approfondire ulteriormente l’annosa problematica del dragaggio del porto che potrà finalmente trovare una soluzione con l’approvazione alla Camera dei deputati di un emendamento della Lega al decreto semplificazioni. Di vitale importanza risulta ora il voto favorevole da parte di tutti i partiti in modo trasversale.

«Sono estremamente soddisfatta per il risultato raggiunto, in tanti anni di viaggi a Roma, mai come oggi ho avuto la sensazione che gli Enti sovraordinati fossero così sensibili al tema che attanaglia da vent’anni la nostra comunitàdice Laura Cappelli, sindaca del comune di Buggerru -. La risoluzione della problematica per il porto di Buggerru, comporterebbe la risoluzione anche per porti industriali di importanza numerica nettamente superiore e dislocati in tutta Italia.»

 

«Finalmente grazie alla delibera, approvata durante la seduta di Giunta di ieri sera, sono stati stanziati a favore del comune di Gonnesa 800.000 € che serviranno per il rifacimento del ponte di Fontanamare, crollato il 2 aprile del 2020.
Il ripristino del ponte è importantissimo per consentire il passaggio verso la spiaggia di residenti e turisti, ed è considerata un’opera strategica per tutto il territorio del Sulcis Iglesiente. Si tratta di una misura attesa, frutto di un lungo lavoro fatto soprattutto di collaborazione tra i vari livelli istituzionali.»

Lo ha detto il consigliere regionale del Gruppo Lega Salvini Sardegna Michele Ennas.

Lunedì le segreterie della Funzione Pubblica di CGIL CISL e UIL del Sulcis Iglesiente hanno incontrato i consiglieri regionali eletti nel territorio, Fabio Usai del Partito Sardo d’Azione e Michele Ennas della Lega, che hanno accolto l’invito per un confronto sulla situazione emergenziale della Sanità territoriale. 

Il problema è stato analizzato nelle più svariate declinazioni:

«La drammatica carenza di personale sanitario è tale che per garantire l’attuale organizzazione sanitaria territoriale servirebbero immediatamente almeno 120 figure sanitarie professionali del comparto e oltre una settantina di medici specialisti nelle varie discipline, liste d’attesa che in più di un caso contano migliaia di persone, l’omessa nomina dei primari, il pensionamento di personale cui non ha fatto seguito un adeguato turn over, la continua emorragia di personale sanitario e assistenziale che nella ASL 7 è interessato da procedure di mobilità sempre in uscita e mai in ingresso, interi reparti posti nell’impossibilità di funzionare a causa della mancanza delle unità minime per garantire l’avvicendamento nei turni, la mancanza del servizio di parto in analgesia, le insistenti avvisaglie di una possibile chiusura, anche parziale, dei servizi di Pronto Soccorso, l’aumento esponenziale ma necessitato del ricorso alla sanità privata per una popolazione che vive nella Provincia più povera d’Italia, fino ad arrivare al dato parimenti preoccupante: la contrazione della dotazione organica ha prodotto non solo servizi precari o la loro chiusura, ma anche una riduzione di occupazione tale che negli ultimi 10 anni sono venute a mancare progressivamente oltre 300 buste paga dirette, con conseguente riduzione della produzione e circolazione di ricchezza e consumi nel territorio, ed effetti collaterali gravi e non quantificabili su tutto l’indotto».

Le parti hanno concordato circa il fatto che l’arretramento dei servizi di sanità pubblica, al di là delle responsabilità politiche e gestionali pregresse e/o attuali, non possa più essere accettato passivamente dai cittadini del Sulcis Iglesiente. Per questo motivo le organizzazioni sindacali di categoria chiedono che i consiglieri regionali eletti in questo territorio promuovano subito un incontro urgente presso l’assessorato regionale della Sanità, per potersi confrontare sia con l’interlocutore politico che con i massimi vertici di ATS che detengono la responsabilità gestionale del servizio sanitario nel Sulcis Iglesiente, al fine di individuare in un clima di dialogo collaborativo tutte le possibili soluzioni atte a garantire interventi seri e strutturali, non improvvisati, necessari per riportare i livelli qualitativi della sanità territoriale almeno entro parametri di dignità, da cui attualmente è ben lontana. I rappresentanti sindacali e i consiglieri regionali presenti all’incontro hanno reciprocamente assunto l’impegno di non permettere che la questione sanitaria, di primaria e assoluta importanza per il bene comune della popolazione del Sulcis Iglesiente, venga strumentalizzata ed eterodiretta per finalità di interesse particolare, poiché in questo momento più che mai occorre anteporre la comunione d’intenti volti alla tutela del bene collettivo, alle velleità personali o alle divisioni di bandiera. Da questo spirito è animata la comune convinzione che le popolazioni di Carbonia e Iglesias e di tutti i paesi della Provincia saranno unite nel difendere a gran voce il servizio sanitario del Sulcis Iglesiente, sentendosi un’unica comunità territoriale.