28 October, 2021
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I sindaci delle città della Sardegna e l’Anci Sardegna in rappresentanza di tutti i Comuni dell’isola, hanno inviato una lettera al Presidente della Giunta regionale della Sardegna, Christian Solinas, «nella quale esprimono forte preoccupazione circa l’attuazione del PNRR nel nostro territorio».

Di seguito, il testo integrale.

«Come è noto, la Sardegna registra una condizione di rilevante arretramento e sottosviluppo su tutte le 6 Missioni del Piano che si evince dai dati drammatici sullo spopolamento, sulla disoccupazione, sulla dispersione e l’abbandono scolastico; condizione che potrebbe seriamente aggravarsi, pregiudicando ogni possibilità di Sviluppo Sostenibile e di ripartenza dell’isola se non si dovesse realizzare un’ adeguata e consistente crescita delle Fonti rinnovabili, incrementando anche la diffusione dell’Idrogeno Green, così come previsto dal PNRR nella Missione 2 “Rivoluzione verde e Transizione ecologica”. Per questo motivo, già qualche tempo fa, segnalavamo l’esigenza di puntare su un grande progetto di sviluppo della Rete Ferroviaria Sarda, a tutt’oggi non previsto all’interno del Piano di Rinascita e Resilienza.

I nostri primi timori, emersi al varo del Piano nazionale, hanno trovato purtroppo conferma una volta preso atto della situazione progettuale complessiva che, rimanendo sui temi della transizione ecologica e della mobilità sostenibile, prevedono uno sviluppo delle FER residuale e lontano dai bisogni energetici immediati e futuri e nessun progetto di sviluppo della Rete ferroviaria, in particolare per quelle zone dell’Isola prive di collegamenti o sottosviluppate sul piano strutturale.

Ulteriore motivo di preoccupazione e allarme è stato apprendere, dagli organi di stampa locale, della possibilità di un conflitto tra Regione e Stato, motivato da un possibile vulnus dell’Autonomia della Sardegna, qualora dovesse essere attivato l’art. 12 (Poteri sostitutivi) del D.L. 31 maggio 2021, n. 77 in caso di ritardi o impedimenti alla realizzazione del suddetto PNRR, segnatamente alla installazione di nuova potenza eolica o fotovoltaica nell’Isola.

In merito alla condizione di arretratezza citata in premessa riteniamo utile ricordare che la Sardegna sulle due Missioni citate sconta quanto segue:

Energia e Fonti rinnovabili

– Eolico e fotovoltaico sono sviluppati in misura inferiore a tutte le altre regioni meridionali e insulari;

– La produzione di energia elettrica è per il 76% da impianti termoelettrici tradizionali e la produzione da carbone si attesta sul 36%, la più alta d’Italia;

– Il phase out al 2025 sul carbone appare irrealizzabile non essendo previsti progetti per impianti di generazione di EE sostitutivi dei quasi 600 MW di produzione oggi a carbone o combustibile solido.

Infrastrutture ferroviarie

– L’isola non dispone di una rete ferroviaria elettrificata e a doppio binario (se non in una minima parte) e la trazione, conseguentemente, è prevalentemente a gasolio;

– I tempi di percorrenza sull’asse nord – sud si attestano sul ben oltre le tre ore e mezza;

– Il centro Sardegna e il suo capoluogo, scollegati dalla rete ferroviaria nella direttrice nord, verso il porto e l’aeroporto di Olbia ed è collegata all’asse ferroviario nord – sud con una vetusta linea a scartamento ridotto.

Quanto sopra dimostra la solidità delle nostre preoccupazioni e quanto l’Autonomia Sarda rischi di ritorcersi contro gli interessi dell’Isola se utilizzata, da una parte, per impedire la realizzazione di impianti FER indispensabili per sostituire la potenza termoelettrica e per la riconversione a idrogeno della trazione ferroviaria e locale e, dall’altra, per non rivendicare progetti di sviluppo del trasporto ferroviario.

Da convinti autonomisti, riteniamo che, al contrario, l’Autonomia della Sardegna, frutto di lotte e di sacrifici del Popolo sardo, sia stata concepita e sia ancora attuale solo se funzionale allo sviluppo e non, come invece appare, al ripiegamento di fronte alle sfide dei tempi e della modernità, all’incapacità di decidere oltre l’orizzonte dell’immediato consenso.

Da Amministratori locali, sui quali gravano pesanti oneri con scarsi mezzi e il rapporto diretto con i cittadini, riteniamo che l’Autonomia possa dirsi pienamente realizzata solo coinvolgendo le istanze locali, le comunità, nella programmazione e nella progettazione del futuro.

Siamo altresì convinti che tanti altri Sindaci e Amministratori locali della Sardegna condividano ed andranno a sottoscrivere questa lettera “appello” per recuperare al PNRR progetti concreti, utili e realizzabili per la nostra Isola, a partire da quelli già citati sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, dell’idrogeno e dei trasporti ferroviari ma anche per le altre Missioni sulle quali si registrano forti carenze propositive sia di livello regionale che nazionale, imputabili al mancato coinvolgimento del territorio e al riconoscimento delle legittime istanze locali.»

Tarcisio Anedda (Sinnai), Gian Vittorio Campus (Sassari), Pier Luigi Concu (Selargius), Mario Conoci (Alghero), Emiliano Deiana (ANCI Sardegna), Francesco Dessì (Capoterra), Sabrina Licheri (Assemini), Tomaso Antonio Locci (Monserrato), Andrea Lutzu (Oristano), Paola Massidda (Carbonia), Graziano Ernesto Milia (Quartu Sant’Elena), Massimo Mulas (Porto Torres), Settimo Nizzi (Olbia), Paola Secci (Sestu), Andrea Soddu (Nuoro), Paolo Truzzu (Cagliari), Mauro Usai (Iglesias).

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«In un momento di grave sofferenza economica è assolutamente necessario attivarsi per trovare strumenti adeguati per far ripartire il motore produttivo della cittadina, con la spina dorsale rappresentata dalle attività commerciali.»

E’ la presa di posizione di Antonio Lello Perra, segretario regionale della Federazione lavoratori pubblici ed esponente del movimento civico per Sestu, che lancia delle idee per favorire la ripartenza dell’universo economico con un appello forte alla sindaca Paola Secci.

«E’ indubbio che servano scelte coraggiose. In questa fase di emergenza determinata dalla pandemia di Coronavirus è indispensabile adottare dei provvedimenti condivisi da tutte le forze politiche e sociali della cittadina – spiega Antonio Lello Perra -. Da un confronto con il sistema produttivo locale è emerso il progetto volto a sostenere bar, ristoranti, pizzerie, persino negozi di abbigliamento, saloni di parrucchieri ed estetiste, cartolibrerie che si sono trovati a sospendere la loro attività, attraverso una sforbiciata della tassa sui rifiuti solidi urbani e di altre imposizioni comunali, con l’utilizzo dei fondi del bilancio civico per coprire i mancati incassi. Non intervenire tempestivamente significherebbe mandare al collasso centinaia di piccoli imprenditori, che rappresentano il cuore pulsante della nostra economia.»

«Si dovrebbe sollecitare il governo a modificare le norme che impediscono ai Comuni di utilizzare una fetta delle risorse vincolate, che potrebbero poi essere girate per aiutare i pilastri del tessuto economico e produttivoconclude Antonio Lello Perra –. Sono dei fondi utili per far ripartire la nostra macchina, ora ingessata da questo periodo di blocco a tutela della salute. Si deve cercare di far arrivare liquidità agli imprenditori del paese, senza gravarli di ulteriori balzelli.»

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«È inaccettabile che un sindaco, responsabile della salute pubblica dei suoi cittadini, sia all’oscuro del numero e dell’identità delle persone positive al Covid-19 tra le persone che amministra.»

Lo afferma Paola Secci, sindaco di Sestu, rivolgendosi al presidente della Regione, all’assessore della Sanità, al commissario dell’Ats Sardegna e all’Unità di crisi regionale.

«Come amministratori, siamo tenuti all’oscuro di quanto avviene, apprendiamo le notizie dai giornali o, peggio, dai social, dove si scatenano voci di ogni genere, la caccia alle streghe e all’untore e dove spesso siamo accusati di voler nascondere le informazioni ai nostri cittadini. È una situazione che non può andare avanti – insiste Paola Secci -. Stiamo facendo la nostra parte, abbiamo attivato il nostro Centro Operativo Comunale, effettuiamo i controlli delle quarantene obbligatorie e volontarie e giriamo il territorio comunale verificando personalmente che vengano rispettate le disposizioni nazionali e regionali, anche quando poco chiare e aperte a diverse interpretazioni. Pretendiamo rispetto, per noi ma soprattutto per chi è stato contagiato e si trova in ospedale o a casa. Lasciare che siano le chiacchiere di paese a mettere alla gogna queste persone è disumano. Noi sindaci possiamo rappresentare un filtro importante e una tutela per le famiglie dei pazienti e per tutta la nostra popolazione. Ma siamo tenuti fuori da questo sistema di informazioni che deve essere assolutamente rivisto – conclude Paola Secci -. Lo chiediamo a gran voce a tutti coloro che hanno ruoli di responsabilità nella gestione di questa terribile emergenza.»

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Proseguono su tutto il territorio comunale di Sestu i controlli delle persone che si sono autodenunciate alle autorità, dopo il loro arrivo (o il rientro) in Sardegna in seguito alle restrizioni emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri con un apposito decreto.

«Da una decina di giorni sottolinea la sindaca di Sestu, Paola Seccile persone che sbarcano in Sardegna, siano esse residenti o no, hanno l’obbligo di dichiarare al proprio medico di medicina generale o all’operatore di sanità pubblica del Servizio territorialmente competente il domicilio nel quale dovranno osservare il periodo di quarantena previsto dal DPCM. Questa limitazione era riservata inizialmente alle persone provenienti dalla Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbania-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia, le zone più colpite dai casi accertati di Coronavirus. Oggi è stata estesa a quanti arrivano in nave o in aereo sul territorio isolano.»

Polizia locale e carabinieri sono impegnati da giorni nei controlli a tappeto, sulla base degli elenchi diffusi dalla Regione Sardegna nell’ambito delle misure per il contrasto al diffondersi dell’epidemia di coronavirus.

«In stretto raccordo con le forze dell’ordine spiega la sindaca Paola Seccistiamo verificando ogni singolo caso, sanzionando coloro che non osservano i divieti imposti dal DPCM. Tra questi il più importante è certamente l’obbligo di isolamento nel domicilio segnalato con l’autodenuncia. Una misura che ritengo indispensabile per la sicurezza della nostra comunità. Desidero per questo ringraziare tutte le forze dell’ordine impegnate in questo lavoro, in un momento complessivamente molto impegnativo.»

La sindaca Paola Secci elogia «tutti i cittadini che stanno osservando le disposizioni contenute nel decreto firmato dal presidente Conte, nel rispetto non solo della loro salute ma anche di quella dei familiari e degli altri componenti la nostra comunità. Tutti stanno affrontando sacrifici, non fa piacere a nessuno stare rinchiuso in casa e rinunciare alla libertà di movimento cui siamo sempre stati abituati, con le conseguenze che ciò comporta anche da un punto di vista economico. In questo momento, però, è l’unico modo per contenere il contagio e dobbiamo farcene una ragione. Non ci sarà alcuna tolleranza per i trasgressori».

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A Sestu, dopo decenni, torna il servizio di speakeraggio attraverso i megafoni. Da oggi gli agenti della Polizia locale ed altri dipendenti comunali su automezzi dell’Amministrazione stanno percorrendo le strade principali del paese per informare tutti i cittadini sulle misure di sicurezza emanate dal Governo attraverso il DPCM del 10 marzo. Il testo è stringato: «La cittadinanza è tenuta ad osservare le seguenti misure di sicurezza: è necessario evitare ogni contatto non strettamente indispensabile con le altre persone, pertanto bisogna rimanere in casa e limitare gli spostamenti. Si può uscire di casa per sole tre ragioni: per recarsi sul luogo di lavoro, per approvvigionamento di beni di prima necessità o per situazioni di strettissima necessità (quali ad esempio l’assistenza a parenti anziani e sempre e comunque osservando strettamente le misure di sicurezza). Ribadiamo che qualsiasi altra attività fuori dalla propria abitazione è assolutamente vietata».

La sindaca di Sestu, Paola Secci, sottolinea che «non si tratta di un eccesso di informazione ma di una modalità per comunicare almeno le regole principali a chi non ha facilità di accesso ai più moderni mezzi di comunicazione. Una situazione di emergenza come questa richiede il ricorso a mezzi straordinari, anche se appartenenti al passato. Io, con la piena collaborazione della Polizia locale, sto verificando di persona il rispetto dei divieti imposti dal DPCM a tutti gli esercizi commerciali e agli uffici pubblici. Spero che i miei concittadini comprendano la necessità di questi sacrifici».

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Sono iniziati i lavori per l’installazione della fibra a banda ultralarga di Open Fiber nel centro abitato di Sestu. «Il nostro Comune sottolinea la sindaca Paola Secci – è tra i cinque scelti in Sardegna per la realizzazione della nuova rete. Abbiamo colto questa opportunità che, seppure potrà creare qualche disagio nel breve periodo per la sua realizzazione, offre innegabili vantaggi e opportunità di sviluppo del nostro territorio nel lungo periodo.»

La rete sarà realizzata utilizzando anche cavidotti esistenti, per attenuare l’impatto sulle strade. Il progetto prevede la predisposizione a bordo lotto per tutte le case. Il servizio si potrà attivare con qualsiasi gestore.

«Se si pensa che appena tre anni fa il nostro Comune aveva come unica possibilità la connessione ADSL fino a 20Mb e che in questo breve lasso di tempo siamo passati alla banda larga fino a 300 Mb, e tra pochi mesi si potrà usufruire della banda ultralarga fino a 1GB, mi sembra che sia stato compiuto un gigantesco passo avanti – conclude Paola Secci -. Questa è una delle precondizioni più importanti per lo sviluppo economico locale.»

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«La metropolitana leggera non è più solo una chimera ma una indicazione precisa della Giunta regionale, che ha approvato l’attesa delibera che permetterà la Progettazione del sistema metropolitano in area vasta di Cagliari, direttrice Sestu.» Così il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa, che parla di “risultato storico per Sestu”.

«Abbiamo lavorato senza sosta per raggiungere un obiettivo che non esito a definire strategico e prioritario – aggiunge Michele Cossa – Ora parlano gli atti: si tratta del primo passo concreto che permetterà ai soggetti competenti di definire il tracciato e quindi di stabilire in modo preciso le risorse necessarie (che comunque si aggireranno attorno ai 40 milioni di euro). Si va verso una radicale modernizzazione del sistema dei trasporti di Sestu, con evidenti effetti e ricadute positive su tutto il sistema socio-economico della cittadina.»

La Giunta regionale con la delibera di ieri ha delegato alla Direttrice generale dell’assessorato regionale dei Trasporti “di porre in essere tutti gli atti necessari per la definizione del tracciato” d’intesa con la Città metropolitana e i Comuni interessati, principalmente Sestu e Selargius e per alcune centinaia di metri Monserrato. I binari della linea Sestu-Policlinico correranno lungo la strada provinciale Sestu-Monserrato. «Con Regione, ARST e la sindaca Paola Secci abbiamo già avviato le operazioni per una valutazione preliminare delle implicazioni urbanistiche e sulla viabilità che riguardano la parte del tracciato che passerà dentro il centro abitato·»

«Alla Giunta Solinas non è sfuggito come il prolungamento per Sestu coinvolgerebbe un bacino di decine di migliaia di persone, dato che Sestu rappresenta una delle maggiori porte d’ingresso della Città metropolitana” e ospita il più importante polo commerciale della Sardegna. Inoltre, con l’intervento si chiude l’anello nord della viabilità metropolitana di Cagliari. Ringrazio l’assessore dei Trasporti Giorgio Todde per aver mantenuto l’impegno di mandare avanti il progetto. Non si può garantire l’efficienza senza dotare la collettività di un sistema di mobilità moderno, efficace edimprontato sulla sostenibilità – conclude Michele Cossa -. Abbiamo avviato un percorso che porterà innovazione e benessere a tutto il territorio, facilitando i collegamenti e dotando i cittadini di un mezzo importantissimo di mobilità.»

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E’ stato presentato questa mattina, a Sa Domo de sa Cultura, a Sestu, il 13° festival delle Pro Loco, raduno regionale enogastronomico delle sagre paesane, alla presenza di Nina Zedda direttrice artistica di Sa Domo de sa Cultura; Paola Secci, sindaco di Sestu; Matteo Taccori, assessore della Cultura del comune di Sestu; Mario Ziulu, presidente della Pro Loco di Sestu. Sabato 14 settembre, a Sa Domo de sa Cultura, in via Newton 12 a Cagliari, si terrà l’anteprima che aprirà le danze ufficiali alle due giornate ufficiali del 5 e 6 ottobre, in località San Gemiliano, a Sestu.

Il Festival, organizzato dall’associazione turistica Pro Loco di Sestu, e si pone l’obiettivo di creare un appuntamento annuale, utile per l’incontro e per la messa in rete delle Pro Loco di tutta la Sardegna. Ogni paese infatti, ogni zona della nostra isola vanta delle tipicità e delle specialità: prodotti locali e ricette peculiari, che vanno dal dolce al vino al prodotto ortofrutticolo. Durante la manifestazione ogni Pro Loco offrirà al pubblico l’esperienza della partecipazione alla preparazione del piatto tipico scelto e la successiva degustazione.

Per la degustazione dell’anteprima, il 14 settembre, sono previsti: gnocchetti al sugo di cinghiale, purpuzza e pancetta affumicata.

«All’interno della Domo curiamo tante attivita legate a progetti di valorizzazione del territorio e della tradizione – ha detto Nina Zedda, direttrice artistica di Sa Domo de sa Cultura -: cibi, musica e poesia. Qui a Cagliari presentiamo in anteprima le loro attività e questo è un supporto fondamentale alle manifestazioni che si vanno a svolgere poi nei vari Comuni.»

«Siamo arrivati alla 13ª edizione del raduno delle sagre paesane, che sono davvero il nostro fiore all’occhiello – ha aggiunto il sindaco di Sestu, Paola Secci -. Crescono infatti negli anni i Comuni che aderiscono alla manifestazione e al raduno. Al cibo abbiamo affiancato la cultura e le maschere. La comunità partecipa all’organizzazione nella sua totalità, e sono state coinvolte tutte le attività produttive.»

«La Pro Loco del nostro Comune è davvero il motore che muove tutte le iniziative e spinge la diffusione vera della cultura – ha sottolineato Matteo Taccori, assessore della Cultura del comune di Sestu -. La cucina è uno dei momenti culturalmente più unificanti, è quasi ormai superfluo dirlo. Tante importanti decisioni delle comunità sono state prese a tavola, un innegabile momento aggregante. L’Amministrazione ha visto crescere questa manifestazione negli anni e auspichiamo per il futuro che si possano far incontrare le nostre culture locali con altre a livello nazionale e internazionale.»

«I piatti tipici di ogni Comune – ha rimarcato Mario Ziulu, presidente della Pro Loco di Sestu -, saranno preparati in loco, e saranno offerti al visitatore che potrà godere anche di esibizioni canore, di balli tipici, dimostrazioni culinari e di arti e mestieri: una manifestazione culturale che definirei a tutto tondo.»

Alla rassegna hanno aderito le Pro Loco di San Giovanni Suergiu, Ittiri, Pula, Sarroch, Banari, Samatzai, Segariu, Furtei, Donori, Simaxis, Albagiara, Soleminis, Villamassargia. Nel corso delle due serate saranno proposte circa 25 degustazioni: primi, secondi, seadas e zeppole. Inoltre gli artigiani di Sestu si esibiranno nell’arte della panificazione utilizzando il lievito madre “Sa madrighe” e la semola di grano duro derivata dal grano Cappelli, e ancora dimostrazioni degli antichi mestieri dell’arte del formaggio, e una esposizione delle maschere carnevalesche sestesi. 

 

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Ormai è un appuntamento imperdibile dell’estate, arrivato alla sua 15ª edizione e sempre in continua ascesa, l’evento “International Folk Fest” che inizia questa sera a Sestu, richiamando a due passi dalla Carlo Felice centinaia di appassionati di tradizioni e danze popolari da tutta la Sardegna. Il centro del Basso Campidano diventerà così per una settimana la capitale isolana del folklore. La kermesse, con il sostegno ed il supporto costante dell’assessorato regionale del Turismo, del comune di Sestu e della Pro Loco, è curata dall’Associazione Gruppo Folk “I Nuraghi”.

Il cartellone della rassegna è ricchissimo, con artisti locali ed internazionali di altissimo livello, le performances di danze da tutto il mondo. Saranno presenti oltre 250 figuranti: dal gruppo “Deusas da Lua” (Brasile) al Ballet folclorico Ciudad de Los Andes “Bafocla” (Cile) sino al Folk dance ensemble “Malunelis” dalla Lituania. E ancora: dall’Indonesia le sonorità del Group “Bireun Seudati” e “Taiwan Youth Dance Company” in rappresentanza del Taiwan. Per l’Ungheria ci sarà “Kisalfold dance ensemble”, poi l’Ecuador con “Quitumbe Danza”. A completare il quadro “Ballet folklorico Monterrey” (Messico) e Folk ensemble “Campul Painii” dalla Romania.

Il preludio del festival alle 19.00, nell’aula consiliare di via Scipione, con la conferenza stampa di presentazione dei gruppi ed un piccolo antipasto dell’evento, con un corteo che si snoderà nelle vie della cittadina. Da giovedì 1 sino a sabato 3 agosto, le giornate saranno scandite dalle esibizioni dei gruppi nel Parco Comunale di via Fiume dedicato a Efisio Marcis, con la presentazione delle serate affidata ad Ottavio Nieddu. A partire dalle 21.30, saliranno sul palco i gruppi internazionali e le formazioni isolane del gruppo Folk San Nicola di Sassari, Santa Barbara di Gadoni ed il gruppo Folk Froris de Beranu di Quartu Sant’Elena.

La manifestazione avrà anche dei momenti itineranti con due tappe a Sant’Antioco (martedì 30 luglio) e a Nuraminis (domenica 4 agosto). «Questo è un evento di grande attrazione culturale e turistica, che può dare ancora più visibilità alle eccellenze della Sardegna, facendo conoscere un territorio ricchissimo di angoli da scoprire – dice il sindaco di Sestu Paola Secci -. Ci aspettiamo una grande partecipazione di pubblico, da più parti dell’Isola». Divertimento, musica e danze animeranno le giornate. «L’incontro di folklore è proiettato a tenere vive le peculiari tradizioni etniche, musicali e canore isolane ed internazionali, ed a realizzare un intenso interscambio culturale e sociale – aggiunge il presidente de “I Nuraghi” Pierpaolo Angioni -. Una vetrina davvero unica per Sestu ed il suo territorio».

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Il palcoscenico del Parco comunale “Efisio Marcis” di Sestu, tra la via Sardegna e la via Fiume, ospiterà giovedì 2 agosto le scenografie dei balli e le rappresentazioni dei canti popolari provenienti da tutti gli angoli del mondo. Uno spettacolo inserito nel cartellone della rassegna “International Folk Fest”, organizzata dall’associazione gruppo folk “I Nuraghi” con il patrocinio della Regione e del Comune, che animerà per tre giorni il centro dell’hinterland cagliaritano. I gruppi che saliranno alla ribalta della location isolana arrivano da Taiwan con “Taipei folk Orchestra”, Armenia con Dance group “Mush Lerneciner” ed Ucraina con la Folk dance ensemble “Podyllya”.

La serata, condotta da Ottavio Nieddu, avrà come protagonisti anche i gruppi folk isolani di Trinità d’Agultu (La Trinitài) e i padroni di casa de “I Nuraghi”. Le formazioni internazionali sono state al centro lunedì di un preludio del festival con la presentazione ufficiale dei gruppi nell’aula consiliare di via Scipione. Solo un antipasto della kermesse, con un lungo viaggio di colori e tradizioni che si è allungato dall’Argentina alla Colombia, passando per il Paraguay e la Serbia. E ancora, la Polonia, il Messico e i Paesi Baschi. Per la sindaca Paola Secci: «Sarà l’occasione per un intreccio di culture e tradizioni. Sestu ospita i gruppi regalando una vetrina internazionale alla Sardegna». Il presidente del gruppo folk “I Nuraghi” Pierpaolo Angioni ha evidenziato l’importanza della rassegna: «Con un impegno profuso dai componenti dell’associazione per l’accoglienza delle formazioni estere».