27 October, 2021
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L’influenza nell’isola è sempre in ritardo rispetto a quanto avviene nel resto della penisola. Se poi si aggiungono anche le buone condizioni meteorologiche, con temperature miti, si spiega perché il picco influenzale tende a spostarsi a febbraio quando, solitamente sono attese basse temperature e, spesso, gelate.

E sono proprio le temperature gli elementi in grado di facilitare la trasmissibilità del virus.

«Il rischio è quello del raffreddamento – spiega il professore Paolo Castiglia, della struttura di Direzione Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere dell’Aou di Sassari – che da un lato abbassa le nostre difese immunitarie e ci spinge ad una vita in ambienti confinati dove i contatti interumani sono più efficienti, dall’altro preserva nell’ambiente il virus che una volta eliminato da un soggetto infetto mantiene elevato il suo potere infettante . Ecco perché è ancora consigliabile vaccinarsi.»

In Sardegna il livello di malattia è ancora sotto la soglia epidemica. Pertanto, chi non lo avesse già fatto è ancora in tempo per vaccinarsi, ma dovrà prestare maggiore attenzione.

«Il vaccino – spiega ancora l’esperto – per essere efficace ha infatti necessità di una finestra di 12 giorni circa. Si dovranno seguire con cura, allora, quelle semplici regole che aiutano a prevenire l’influenza.»

A esempio, lavarsi le mani spesso con acqua e sapone e utilizzare gel antisettici; evitare luoghi affollati; attenzione al contatto delle mani con naso bocca e occhi che sono facili vie di accesso per il virus; inoltre è raccomandato per chi ha sintomi da raffreddamento, per evitare di contagiare altri, di utilizzare fazzoletti di carta monouso quindi gettarli nel cestino evitando di lasciarli per casa. E ancora, coprire naso e bocca quando si tossisce o si starnutisce; aiutare le difese del proprio organismo con una alimentazione corretta e bilanciata, ricca di frutta e verdura di stagione.

Quest’anno, intanto, il professor Paolo Castiglia fa notare come sia stata registrata una maggiore adesione alla vaccinazione degli operatori in ospedale e che, in considerazione del fatto che l’influenza è stata individuata in soggetti ricoverati, è altamente consigliata per evitare la trasmissione nelle strutture nosocomiali.

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«È importante che gli operatori sanitari siano vaccinati contro l’influenza, sono una fascia esposta al rischio di sviluppare patologie e di trasmetterle ai pazienti. Ecco perché è importante sensibilizzare il nostro personale alla vaccinazione.»

A dirlo è il direttore generale dell’Aou di Sassari, Nicolò Orrù, che ieri, per rafforzare la campagna partita a novembre, si è sottoposto alla vaccinazione antinfluenzale nell’ambulatorio della direzione medica di presidio, assieme ad alcuni direttori di struttura.

«Questa attività deve diventare una prassi – ha aggiunto – perché l’influenza, oltre a essere un male di stagione, è anche un importante problema di sanità pubblica. Per questo è importante fare prevenzione.»

Una prevenzione che parte, appunto, dagli operatori sanitari. E proprio su questo principio si basa la campagna di vaccinazione che, già a novembre, aveva preso il via nei presidi ospedalieri dell’Aou di Sassari e che ieri, con la vaccinazione dei direttori, l’Aou ha voluto rafforzare. L’obiettivo è quello di vaccinare il numero maggiore di operatori sanitari: medici, infermieri, specializzandi e personale socio-sanitario. Ieri con il direttore a farsi vaccinare erano presenti anche il direttore sanitario Bruno Contu, il direttore della Neuropsichiatria infantile professor Stefano Sotgiu, il direttore della Microbiologia professor Salvatore Rubino e il direttore di Direzione di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere professor Paolo Castiglia.

Sul campo per l’Aou, così da raggiungere il massimo obiettivo, sono impegnati la struttura complessa Direzione di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere, il team di Vaccinarsinsardegna.org, il medico competente e la Medicina del lavoro, la Direzione Medica di presidio, la Scuola di Specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università di Sassari.

E la prima risposta che arriva dagli operatori è buona. In molti, infatti, già da novembre avevano scelto di vaccinarsi nell’ambulatorio della Direzione Medica di presidio, al terzo piano del palazzo Rosa. Altri, invece, vengono raggiunti adesso direttamente sul campo.

«Abbiamo creato una squadra ad hoc che – ha spiegato il professor Paolo Castiglia -, attraverso un’attività di catch up, si occupa di raggiungere direttamente gli operatori nei luoghi di lavoro per effettuare la vaccinazione. Si tratta di una novità che sta ottenendo un ottimo riscontro.»

L’Azienda di viale San Pietro, inoltre, per il secondo anno consecutivo ha avviato la campagna di comunicazione vaccinale per la vaccinazione antinfluenzale negli operatori sanitari dell’Aou di Sassari. Iniziativa che, proprio di recente a Roma in occasione del contest #PerchéSì lanciato da Sanofi Pasteur, è stata premiata come migliore progetto di comunicazione vaccinale in Italia per il 2018-2019.

Anche quest’anno è stato adottato materiale divulgativo di supporto, cioè poster esplicativi, locandine, spille, t-shirt, cappellini, datari pluriennali, striscioni, roll-up e locandine recanti tutti il leitmotiv della campagna che nel 2018 ha ottenuto un ottimo riscontro: «La Dinamo e l’Aou di Sassari in campo contro l’influenza». Alla campagna è legato anche l’hashtag “#iomivaccino” che potrà essere utilizzato sui canali social twitter e Instagram.

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L’uso inappropriato degli antibiotici può selezionare batteri multi-resistenti che possono causare infezioni gravi ad alto tasso di mortalità. Ecco perché è necessario adottare comportamenti che consentano di preservare il più possibile l’efficacia degli antibiotici. Lo hanno ricordato questa mattina gli operatori sanitari dell’Aou di Sassari che, agli ingressi del Palazzo Clemente, Palazzo Rosa e Santissima Annunziata hanno incontrato e sensibilizzato i cittadini all’uso responsabile degli antibiotici.

L’occasione l’ha offerta la Settimana mondiale dell’Antibiotico Resistenza che ha visto operativi sul campo i medici e gli infermieri della struttura complessa di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere, in collaborazione con gli specializzandi della scuola in Igiene e Medicina preventiva dell’Università di Sassari e Vaccinarsinsardegna.org .

Gli operatori dell’Aou hanno incontrato i cittadini e distribuito brochure informative, hanno fornito chiarimenti sul fenomeno che – fanno sapere gli esperti – è uno dei problemi più importanti di salute pubblica in ambito sanitario, e riguarda sia la salute umana sia veterinaria. Il fenomeno deriva dalla capacità da parte di un microrganismo di sviluppare uno o più geni di resistenza all’attività di un farmaco antimicrobico che, in origine, era efficace per il trattamento delle infezioni determinate dal patogeno verso il quale è chiamato a svolgere l’attività farmacologica, sia esso antibatterico, antifungino, antivirale oppure antiparassitario.

E la risposta dei cittadini è stata positiva. «I nostri operatori – commenta il professor Paolo Castiglia, direttore della struttura di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere – hanno contattato oltre 1000 utenti afferenti ai nostri ospedali ed esaurito le brochure predisposte per l’occasione. Inoltre hanno potuto apprezzare che l’utenza risulta maggiormente sensibile al fenomeno rispetto all’anno precedente. Segnale che, evidentemente, le attività già attivate in precedenza sono state efficaci.»

Tra i consigli che medici, infermieri e specializzandi hanno ricordato ai cittadini quelli che gli antibiotici devono essere utilizzati soltanto quando sono stati prescritti dal medico, che non servono per curare l’influenza, per la quale si raccomanda la vaccinazione. Quindi che gli antibiotici agiscono contro i batteri ma non sono attivi contro i virus. E ancora di seguire con scrupolo le raccomandazioni sul buon uso dell’antibiotico prescritto dal medico. Infine anche lavare le mani regolarmente e correttamente.

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Nell’era delle fake news contro i vaccini c’è chi, con un’attenta e corretta attività di comunicazione finalizzata a contrastare le notizie false diffuse in rete, si rivolge alla popolazione e agli operatori sanitari con un linguaggio semplice e innovativo. E così la “Campagna di comunicazione per la vaccinazione antinfluenzale della Aou di Sassari”, avviata lo scorso anno per sensibilizzare medici, infermieri, operatori socio-sanitari alla vaccinazione in ospedale è stata riconosciuta come il miglior progetto di comunicazione vaccinale in Italia. Un riconoscimento che arriva nell’ambito del contest #PerchéSì, organizzato dalla Sanofi Pasteur. Il premio è stato assegnato nei giorni scorsi a Roma.

In lizza per il primo premio c’erano 10 finalisti che hanno partecipato, insieme a trenta giovani creativi e comunicatori in veste di mentor scientifici. I vincitori sono stati scelti tra 54 progetti, 31 per la categoria “Asl e distretti sociosanitari” (vinta dall’Ats Milano Città Metropolitana, che ha usato il linguaggio universale dello sport per raccontare il valore della vaccinazione) e 23 per la categoria “Università, Società Scientifiche, Ospedali, Associazioni e Fondazioni”, in cui si inseriva anche il progetto dell’Azienda ospedaliero universitaria.

«L’idea e le scelte adottate sono state vincenti – afferma il direttore generale Nicolò Orrù – ed abbiamo colto nel segno. Il personale sanitario rappresenta, infatti, una popolazione particolarmente esposta al rischio di sviluppare la patologia durante la stagione influenzale e di trasmetterla anche ai pazienti, molti dei quali presentano serie condizioni di base che aumentano il rischio di complicanze. La protezione della salute dei nostri pazienti quindi passa prima di tutto dalla protezione di quella dei nostri operatori.»

A ritirare la targa premio, è stato il direttore della struttura di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere dell’Aou di Sassari, il professor Paolo Castiglia, che guida anche il team di Vaccinarsisardegna.org . Ed è stato proprio questo gruppo, formato dai dottori Antonella Arghittu, Marco Dettori ed Andrea Cossu, a ideare la campagna vaccinale: “Gli operatori sanitari dell’Aou di Sassari in campo per la vaccinazione”. Per l’occasione è stato scelto un testimonial d’eccellenza rappresentato dalla Dinamo Basket. A essere interessati dalla vaccinazione sono stati circa 2.000 dipendenti dell’Aou, tra medici, infermieri e altro personale sanitario in prima linea e a contatto con i pazienti. Perché l’obiettivo era quello di “proteggere” tanto gli operatori quanto i degenti. L’attività vaccinale del personale è stata preceduta da una campagna di comunicazione, partita con una indagine conoscitiva, indispensabile per la valutazione dei bisogni formativi, quindi con una serie di incontri. È stato predisposto materiale divulgativo di supporto, come poster, roll-up, calendari, spille, segnalibri e locandine con i quali si ricordava che: “La Dinamo e l’Aou di Sassari insieme per le vaccinazioni”. Alla campagna è stato legato l’hashtag“#iomivaccino”. La campagna ha visto la stretta collaborazione della Direzione medica di presidio, del medico competente, del Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e sperimentali e della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli studi di Sassari.

Gli operatori sanitari sono stati chiamati a dare il buon esempio che nasce in virtù di una delle attività previste dal piano di prevenzione regionale 2014-2018 della Regione Sardegna. Tra i tanti programmi del piano, infatti, è dedicata un’ampia sezione allo sviluppo e potenziamento delle vaccinazioni. Un potenziamento che va al di là delle mura dell’ospedale. «L’idea di allargare il progetto a tutta la popolazione e non solo agli operatori sanitari – commenta Paolo Castigliaderiva dal fatto che oggi abbiamo a disposizione diversi vaccini e siamo soliti fare campagne specifiche rivolte alle singole vaccinazioni. Quello che il progetto Vaccinarsinsardegna ha avuto l’idea di lanciare è, invece, una campagna globale sulle vaccinazioni, partendo dagli operatori della salute, passando per l’età adulta e quella anziana e arrivando, in ultimo, sino ai giovanissimi, con il fine ultimo di migliorare la cultura delle vaccinazioni».

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È una meningite da meningococco sierogruppo C il microrganismo che ha provocato il decesso della giovane di 24 anni ricoverata ieri pomeriggio nel reparto di Rianimazione del Santissima Annunziata dell’Aou di Sassari.

La struttura di Direzione di igiene e controllo delle infezioni ospedaliere nella tarda mattinata di oggi ha confermato la diagnosi posta durante la notte dalla Microbiologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di viale San Pietro, identificando il tipo di meningococco responsabile.

«Questa mattinaspiega il professore Andrea Piana, responsabile della sezione di Epidemiologia molecolare – abbiamo completato le analisi che hanno confermato il meningococco di sierogruppo C. Adesso invieremo il ceppo isolato e i campioni biologici isolati all’Istituto superiore di Sanità che è il centro di riferimento nazionale per le meningiti.»

«Le diagnosi – ribadisce il professore Paolo Castiglia, direttore della struttura di Direzione di igiene e controllo delle infezioni ospedaliere dell’Aouhanno confermato che si tratta di un caso di meningococco di sierogruppo C, diverso da quelli registrati in precedenza nel nostro territorio. Peraltro è un microrganismo che è prevenibile con le vaccinazioni che vengono normalmente offerte dal servizio di Igiene pubblica dell’Ats Sardegna sia nell’infanzia che nell’adolescenza, oltreché nei soggetti a rischio. Questo caso rientra nella casistica degli eventi che ci si deve aspettare e non ci sono motivi per un allarme», conclude Paolo Castiglia.

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«Un’occasione importante nella lotta alle infezioni correlate all’assistenza, un’occasone per noi operatori, oltre che per la sicurezza dei pazienti ricoverati nelle nostre strutture.»

Così ieri il direttore dell’unità operativa Direzione igiene e controllo delle infezioni ospedaliere, professor Paolo Castiglia, ha aperto l’incontro dedicato alle celebrazioni per la giornata mondiale per l’igiene delle mani che, nell’aula A del complesso biologico di viale San Pietro ha coinvolto operatori sanitari dell’Aou, dell’Ats e studenti specializzandi e studenti di medicina. L’incontro è stato l’occasione per presentare la sfida per la creazione di messaggi efficaci sul tema dell’igiene delle mani e il progetto che ha coinvolto 10 reparti Aou a medio alto rischio infettivo.

È stato proprio Paolo Castiglia a ricordare come l’igiene delle mani rappresenti una delle strategie da adottare per vincere la sfida globale per la sicurezza dei pazienti. E il progetto avviato nel 2017 dall’Aou di Sassari all’interno delle proprie strutture, con l’obiettivo di sensibilizzare alla corretta esecuzione di igiene delle mani, ha proprio questa finalità. Un progetto che si inserisce nelle percorso tracciate dall’Organizzazione mondiale della sanità che, con l’obiettivo di ridurre le infezioni correlate all’assistenza, dal 2009 ha elaborato le linee guida in materia.

Il progetto sperimentale, avviato da parte della struttura complessa Direzione Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere dell’Aou, ha coinvolto 10 reparti (sei del plesso cliniche universitarie e quattro del Santissima Annunziata), ha fatto registrare un netto miglioramento generale in tutte le strutture. In relazione al traguardo indicato dall’Oms, il reparto di Clinica medica ha registrato il miglior risultato. I premi, magliette per gli operatori, chiavette elettroniche usb e orologi da camice sono stati consegnati dal direttore amministrativo dell’Aou Lorenzo Pescini al direttore della Clinica medica, professore Roberto Manetti e alla coordinatrice dottoressa Simona Farina.

«Gli studiosi sostengono che nel mondo una più accurata igiene delle mani potrebbe salvare ogni anno oltre 8 milioni di persone ricoverate», ha sottolineato nel suo intervento il direttore amministrativo dell’Aou, ricordando i dati diffusi dagli studi in materia. «Nell’unione europeaha ricordato si stima che 3,2 milioni di pazienti si ammalano per infezioni durante il ricovero e di questi 37mila muoiano a causa delle conseguenze correlate». Il professor Alessandro Maida, igienista e rettore emerito, ha tracciato una sintesi della storia dell’igiene delle mani, mentre il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Sassari, Nicola Addis, ed il preside della Facoltà di Medicina, Andrea Montella, hanno posto l’accento sulla prevenzione e sulla necessità che queste pratiche diventino abitudinarie.

Premiati dal presidente del corso di laurea in Infermieristica, professor Pasquale Bandiera, anche gli studenti che hanno partecipato alla sfida creativa, volta alla creazione di messaggi efficaci sul tema dell’igiene delle mani e rivolta ai corsi di studio della Facoltà di Medicina e Chirurgia (Professioni sanitarie, Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria). Gli studenti che si sono aggiudicati il premio per la sezione artigrafiche, Giovanna Ruiu, Marilena Pisano, Francesco Sebastiano Carta ed Alessandro Nieddu, hanno realizzato un’immagine da applicare alle cover degli smartphone che raffigura delle mani sotto un getto d’acqua e lo slogan Invisibili ma presenti, sfreghiamoli.Il premio sezione Roll-up, con un disegno che raffigura una bambina che si lava le mani e la frase Se le mani lavi bene al batterio non conviene.Se c’è tanta pulizia prende i piedi e scappa via” è andato ad Angela Uda. Il premio per la sezione video, infine, realizzato con il contributo degli alunni e delle maestre della scuola elementare “Figlie di Maria” di via Muroni a Sassari, è stato consegnato a Cristina Del Cuoco.

A precedere le premiazioni le relazioni delle dottoresse Lucia Pesapane ed Alessandra Palmieri e dell’infermiera epidemiologa Sabina Bellu della struttura complessa Direzione Igiene.

Durante la mattinata gli operatori della Direzione Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere, in collaborazione con gli specializzandi della scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva, hanno svolto un’importante azione di comunicazione e divulgazione inserita nell’ambito delle attività di pubblic engagement dell’Ateneo sassarese. Agli ingressi dei presidi ospedalieri, Santissima Annunziata e palazzo Clemente, hanno illustrato le corrette modalità per l’igiene delle mani quindi distribuito gadget, magliette e gel antisettico per la disinfezione della mani. Con l’ausilio di un box pedagogico, munito di lampada fluorescente, hanno quindi mostrato ai 1.000 partecipanti all’iniziativa, tra personale medico e infermieristico, pazienti e visitatori che hanno disinfettato le mani, l’efficacia dell’azione di igienizzazione.

Alla riuscita della giornata hanno contribuito anche imprese locali, Medical spa, Ecolab, Memis srl, Gioielleria idee preziose e Marras e Usai catering, che hanno risposto all’avviso-invito pubblicato dall’Aou di Sassari per la sponsorizzazione della campagna di informazione e sensibilizzazione.

[bing_translator]Gent.mi

Una campagna per sensibilizzare operatori, degenti e cittadini sull’importanza dell’igiene delle mani in ospedale. È quella che, a breve, sarà messa in campo dall’Aou di Sassari grazie all’azione della Direzione igiene e controllo delle infezioni ospedaliere che il 6 maggio aderirà alla “Giornata mondiale per l’igiene delle mani”. L’evento potrà essere sponsorizzato da aziende, operatori economici e altri soggetti, pubblici o privati, che potranno presentare una propria offerta.

Per questo motivo sul sito web dell’Aou di Sassari (sezione Avvisi) è stato pubblicato un avviso-invito per la presentazione di un’offerta di sponsorizzazione per la giornata di informazione e sensibilizzazione sull’igiene delle mani per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza.

L’obiettivo dell’Aou è far crescere l’adesione per l’igiene delle mani, da parte del personale sanitario coinvolto nell’assistenza, degli studenti universitari che svolgono la propria formazione nei reparti ospedalieri, dei degenti e dei cittadini che ogni giorno si recano in ospedale a far visita ai loro cari ricoverati.

«Soltanto in questo modo – spiega Paolo Castiglia, direttore della struttura Direzione igiene e controllo delle infezioni ospedaliere – è possibile accrescere la consapevolezza sui benefici che derivano dal lavaggio delle mani, sia in termini di riduzione delle infezione correlate all’assistenza che in relazione alle criticità che derivano dal fenomeno dell’antimicrobico resistenza.»

Per la giornata del 6 maggio quindi la struttura complessa Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere, in collaborazione con la scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva, allestirà appositi punti informativi agli ingressi dei presidi ospedalieri. Qui gli operatori sanitari saranno a disposizione dei cittadini per fornire chiarimenti sull’importanza di questa pratica e sul suo utilizzo nella quotidianità della vita sociale e dell’assistenza sanitaria. Parallelamente saranno organizzate una sfida creativa, alla quale parteciperanno gli studenti dei corsi di studio della Facoltà di Medicina e Chirurgia, e una premiazione del reparto ospedaliero più performante nell’adesione all’igiene delle mani.

Per aderire all’invito aziende e soggetti interessati potranno consultare l’avviso e seguire le istruzioni indicate.

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Un caso di meningite infettiva da meningococco Y è stato registrato su un paziente ricoverato ieri nella Rianimazione del Santissima Annunziata. Sul paziente, hanno fatto sapere i medici del reparto, giunto con un quadro altamente compromesso, nel pomeriggio di oggi è iniziato l’accertamento di morte che si è concluso nella serata.

Il giovane, del Sassarese, era arrivato ieri pomeriggio in Rianimazione dopo essere stato trasportato in codice rosso dal 118 al pronto soccorso del Santissima Annunziata.

La diagnosi di meningite infettiva da meningococco è arrivata subito. A fornirla è stata la struttura complessa di Microbiologia e Virologia, diagnosi confermata dalla struttura complessa di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere, che ha identificato il sierogruppo Y. È stata quindi avviata la profilassi antibiotica sugli operatori entrati a contatto con il paziente e – hanno fatto sapere dalla Rianimazione – è stata fatta denuncia alle autorità competenti per l’avvio delle azioni di profilassi sui contatti.

«In questi casi è importante fare subito la diagnosi con l’identificazione del sierogruppo e avviare la sorveglianza – afferma il professor Andrea Piana della struttura di Igiene ospedaliera dell’Aou sassarese -. Questo consente sia di confermare il sospetto clinico che si tratti di meningococco quindi effettuare la profilassi antibiotica dei contatti, sia di sapere quale sierogruppo è stato responsabile dell’infezione.» Questo consente all’Igiene pubblica dell’Assl di orientare la corretta profilassi vaccinale. «L’informazione è stata inoltre trasmessa al Tavolo regionale per il controllo di questa infezione – aggiunge il professore Paolo Castiglia, responsabile della struttura di Igiene dell’Aou -, attivato presso l’assessorato della Sanità e che si interfaccia con l’Istituto superiore di sanità e il Ministero per sorvegliare se alcuni genotipi stiano aumentando o riducendo la loro frequenza. In questo caso, si tratta del sierogruppo Y, più raro rispetto agli altri, che negli ultimi due anni è stato responsabile di altri due casi».

La struttura di Igiene ospedaliera dell’Aou sassarese è centro di riferimento per l’identificazione del sierogruppo, utile al fine dell’appropriata profilassi vaccinale, mentre l’Istituto superiore di sanità è il centro di riferimento nazionale che identifica i genotipi.

«Come previsto dalla normativa, l’Aou di Sassari ha notificato al servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Ats Sardegna – commenta il responsabile per l’Assl di Sassari, Fiorenzo Delogu – il presunto caso di meningite. Il Servizio si è immediatamente attivato per effettuare tutte le verifiche e per avviare l’indagine epidemiologica. L’Ats ha già contattato un primo gruppo di persone, sottoponendole alla profilassi ed entrambe le Aziende sanitarie stanno monitorando l’evolversi della situazione con la dovuta attenzione.»

La meningite meningococcica è una delle principali forme di meningite. A causarla è un batterio, la “Neisseria meningitidis” che colpisce in particolare i neonati, gli adolescenti e i giovani adulti e il contagio avviene per via aerea, attraverso goccioline di saliva infette. Le stagioni più a “rischio” sono quelle invernali e primaverili.

«Contro la meningite – conclude Andrea Piana – è importante l’attività di profilassi, attraverso il vaccino, in particolare negli adolescenti. Sono cinque i sierogruppi che provocano le infezioni da meningite: A, B, C, W135 e Y e contro queste sono disponibili appunto i vaccini che vengono somministrati dall’Igiene pubblica dell’Assl all’interno dei programmi di vaccinazione.»

I sintomi

La malattia si manifesta con cefalea, rigidità della nuca, febbre, brividi e stato di profonda prostrazione. Possono verificarsi anche complicazioni come emorragie, miocarditi, polmoniti. La meningite di tipo infettiva, sebbene siano disponibili efficaci terapie antibiotiche, presenta un elevato tasso di mortalità.

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L’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari scende in campo per le vaccinazioni antinfluenzali, con al fianco un testimonial d’eccellenza: la Dinamo Sassari, da sempre sensibile alle problematiche sociali e sanitarie del territorio regionale. A essere interessati dalla vaccinazione sono circa 2000 dipendenti dell’Aou, tra medici, infermieri e altro personale sanitario in prima linea e a contatto con i pazienti. Perché l’obiettivo è quello di “proteggere” tanto gli operatori quanto i degenti. È partita inoltre la campagna di comunicazione “#iomivaccino” che con manifesti, cartelloni, locandine e segnalibri invita il personale ad aderire.

«Il personale sanitario – afferma il direttore sanitario aziendale Nicolò Orrù – rappresenta una popolazione particolarmente esposta al rischio di sviluppare la patologia durante la stagione influenzale e di trasmetterla anche ai pazienti, molti dei quali presentano serie condizioni di base che aumentano il rischio di complicanze. Ecco perché, in linea anche con le disposizioni del piano regionale di prevenzione 2014-2018, stiamo sensibilizzando il nostro personale alla vaccinazione.»

Le vaccinazioni sono già iniziate nei giorni scorsi e hanno visto l’impegno di diverse strutture dell’Aou di Sassari: dalla direzione di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere alla direzione medica di presidio dove viene vaccinato il personale, dal medico competente alla Medicina del lavoro.

«Il tema dell’influenza stagionale – afferma il direttore della struttura di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere Paolo Castiglia – rappresenta un importante problema di sanità pubblica. Inoltre è una rilevante fonte di costi diretti e indiretti per l’attuazione delle misure di controllo e la gestione dei casi e di tutte le complicanze che comporta.»

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), le morti correlabili all’influenza sono valutabili in un range da 250.000 a 500.000 in tutto il mondo (8.000 solo in Italia).

«Ecco perché – conclude Paolo Castiglia – il vaccino antinfluenzale è oggi lo strumento di prevenzione più efficace per evitare la malattia influenzale e per ridurre i costi correlati.»

«La Dinamo Banco di Sardegna è attenta al territorio e partecipa con entusiasmo alle iniziative di sensibilizzazione che interessano la salute – spiega l’amministratore delegato biancoblu Renato Nicolai -. Lo sport ha il grande potere di trasmettere in maniera incisiva i messaggi sociali e per questa ragione il club è orgoglioso di farsi ambasciatore di questa campagna promossa dall’Aou, nel segno di quel motto che riassume la mission biancoblu “Ca semus prus de unu giogu”.»

L’attività vaccinale del personale è stata preceduta da una campagna di comunicazione, partita con una indagine conoscitiva, indispensabile per la valutazione dei bisogni formativi, quindi con una serie di incontri.

È stato predisposto materiale divulgativo di supporto, come poster, roll-up, calendari, spille, segnalibri e locandine con i quali si ricorda che: “La Dinamo e l’Aou di Sassari insieme per le vaccinazioni”. Alla campagna è legato l’hashtag “#iomivaccino”.

Il materiale è stato distribuito anche grazie all’impegno degli specializzandi della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva. Di recente, poi, in un gazebo esposto all’evento “Farmacovigilanza con e per il Cittadino”, organizzato dal Centro regionale di farmacovigilanza della Regione Sardegna all’auditorium del Devilla, gli specializzandi hanno fornito informazioni e consegnato locandine e depliant anche agli studenti, per far comprendere ai giovani l’impegno che il mondo sanitario sta mettendo in campo per l’integrazione ospedale-territorio, anche per la prevenzione.

 

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È importante che la popolazione capisca la necessità di accedere in maniera consapevole alla vaccinazione e, ancora, che vaccinarsi vuol dire aumentare la qualità della vita e ridurre la circolazione di agenti infettivi. Perché, in termini di prevenzione primaria, la cultura scientifica ha documentato che in questo modo si salvano vite umane e si ha un miglioramento della salute globale. E ancora, che le vaccinazioni riducono l’utilizzo di antibiotici, che devono essere accompagnate da una informazione a un corretto utilizzo degli antibiotici, così da ridurre la possibilità di creare antimicrobico resistenze.

In sintesi questo quanto emerso ieri mattina nell’auditorium dell’istituto Devilla di via Monte Grappa a Sassari. È stata questa la location scelta dal Centro regionale di farmacovigilanza della Sardegna (Crfv) per l’evento formativo “Farmacovigilanza con e per il cittadino” che ha coinvolto circa 400 studenti degli istituti superiori della provincia di Sassari, anche con un concorso fotografico e video.

Ai ragazzi si sono rivolti i numerosi esperti che, nell’arco della mattina, si sono alternati al tavolo dei relatori. Tra questi anche Paolo Castiglia, direttore della struttura di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere dell’Aou di Sassari, e Giovanni Sotgiu della stessa struttura.

Il direttore della struttura di Igiene e controllo dell’Aou ha descritto l’importanza della comunicazione vaccinale inserita nel panorama dell’evoluzione tecnologico-informatica in cui emergono i fenomeni della Mobile Health (uso delle tecnologie mobili quali telefoni cellulari, smarthphone e tablet nell’ambito sanitario), e si implementano sistemi comunicativi come il sito VaccinarsinSardegna.org, strumento istituzionale della Regione e della stessa Azienda ospedaliero universitaria. «In un momento in cui si dibatte sull’obbligo vaccinale – ha detto Paolo Castiglia – è importante che venga garantito un accesso consapevole alla vaccinazione». Un contributo all’informazione arriva proprio dal sito web dedicato alle vaccinazioni nato nel 2017 con l’obiettivo di contrastare la cyber disinformation limitata non solo alle fake news, ma anche a tutte le notizie fuorvianti e ingannevoli, presentate e promosse intenzionalmente sul web. In particolare le bufale sui rischi da vaccinazione. I vaccini proprio perché somministrati a centinaia di milioni di soggetti sani sono i presidi sanitari meglio tollerati, più sicuri e controllati. È importante che i cittadini continuino a segnalare ogni possibile evento avverso da farmaci e da vaccini anche dopo la loro commercializzazione, proprio per consolidare le conoscenze cliniche di sicurezza ed efficacia sul campo.

Giovanni Sotgiu, invece, ha raccontato ai ragazzi la rivoluzione compiuta dai vaccini e come, con il loro utilizzo, sia stato possibile sconfiggere le grandi epidemie. A partire dal vaiolo che l’Oms ha dichiarato eradicato nel 1980, dopo gli ultimi due casi di malattia registrati nel 1975 in Bangladesh e nel 1977 in Somalia. E ancora, il vaccino contro la poliomielite che ha reso l’Europa area polio-free e così quasi tutto il mondo, eccetto una ristretta area geografica del Sud Est Asiatico. L’importanza della prevenzione primaria non va dimenticata, essendo le vaccinazioni spesso vittime del loro successo. In conclusione il docente ha ricordato i vantaggi del vaccino contro contro l’Hpv che negli Stati Uniti, attraverso la sua sistematica distribuzione, ha condotto al calo delle infezioni che causano il carcinoma della cervice uterina e le lesioni condilomatose.

L’Aou di Sassari, inoltre, era presente nel cortile anche con un gazebo informativo per dare ai giovani un’ampia informazione sull’importanza dei vaccini.

L’evento realizzato a Sassari si inserisce tra i compiti istituzionali del Centro regionale di farmacovigilanza della Sardegna che svolge attività di formazione e informazione indipendente sulla sicurezza di farmaci e vaccini, rivolte ad operatori sanitari e cittadini, con l’obiettivo di un coinvolgimento nel percorso della Farmacovigilanza. A spiegare questo ruolo è stata Maria Erminia Stochino, responsabile scientifica del Crfv Sardegna, che ha focalizzato il suo intervento sulla sicurezza dei farmaci e sul loro monitoraggio dopo l’autorizzazione al commercio. E sempre la responsabile ha spiegato ai tanti ragazzi presenti in sala, con un linguaggio semplice e comprensibile, il percorso compiuto da una molecola per diventare farmaco.

Di grande interesse anche gli interventi degli altri relatori: Marco Pistis, ordinario di Farmacologia clinica, ha spiegato la necessità di un uso responsabile degli antibiotici, perché il loro abuso può far emergere superbatteri multiresistenti, pericolosi per la salute dell’uomo. Rossella Mura, presidente della Società italiana di Pediatria sezione Sardegna, ha parlato dei falsi miti sui vaccini e di fake news, quindi Arianna Deidda farmacologa clinica del Crfv Sardegna ha illustrato il ruolo dei cittadini nella farmacovigilanza e nella vaccinovigilanza. Maria Vittoria Sanna della Comunicazione e formazione del Crfv Sardegna ha parlato di disinformazione e informazione sul web. All’evento hanno partecipato anche Donatella Garau responsabile regionale di Farmacovigilanza per l’assessorato dell’Igiene e Sanità quindi Maria Giovanna Cossu referente di Educazione alla Salute per l’Ufficio scolastico regionale, ambito territoriale provincia di Sassari.

All’evento di Sassari il Crfv ha abbinato un concorso fotografico e video che come traccia aveva il tema della sicurezza del farmaco e dei vaccini.

A vincere il primo premio è stato lo scatto fotografico e il testo realizzato dai ragazzi dell’istituto tecnico “Salvatore Ruju” di Sassari. Un cuore fatto di ragazzi che avvolge un bimbo appena nato e la scritta “Circonda d’amora i più deboli, vaccina il tuo bambino”. L’elaborato, simile a un manifesto utilizzato per le campagne di comunicazione, porta inoltre una didascalia con la quale i ragazzi hanno espresso un concetto fondamentale, ribadito dagli esperti anche durante l’incontro, e cioé che:«Più persone sono vaccinate, minori sono le possibilità che l’agente patogeno in grado di scatenare la malattia riesca a circolare. Ecco perché è importante che l’adesione al vaccino sia massima». Al secondo e al terzo posto, invece, si sono classificati i video realizzati dai ragazzi del liceo linguistico e sportivo Paglietti di Porto Torres con “Il mondo che vorrei…l’importanza della scelta” e del liceo scientifico Fermi di Alghero con “Un vaccino è un sorriso nel bambino”.

All’istituto primo classificato è andata una targa mentre a tutte e tre le scuole sono stati donati due libri che arricchiranno le biblioteche dei relativi istituti: “Il Vaccino non è un’opinione” di Roberto Burioni e “Come nascono le medicine” di Maurizio d’Incalci e Lisa Vozza.