28 July, 2021
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Dopo quasi due mesi la proposta dei volontari dell’Associazione sportiva Alisardegna di mettere a disposizione della Protezione Civile i loro aerei ultraleggeri per il pattugliamento del territorio sardo è letteralmente caduta nel vuoto. La lettera di presentazione del servizio gratuito – indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento Protezione Civile, alla Presidenza della Regione Sardegna, ai prefetti di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari, all’Enac, alla Capitaneria di Porto, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e al Corpo Forestale – non ha avuto finora nessuna risposta.

«Non possiamo che esprimere la nostra delusione per l’indifferenza mostrata dalle autorità preposte alla sicurezza per un servizio offerto a titolo gratuito da decine di volontari» si rammaricano Pietro Satta, presidente dell’associazione AliSardegna, e Pasquale Biasioli, coordinatore del programma e presidente della CMS (Cassa di Mutuo Soccorso per i dipendenti pubblici della Sardegna).

Con questa iniziativa Alisardegna – associazione sportiva aggregata all’Aeroclub d’Italia che ha tra i fini istituzionali la promozione e lo sviluppo della pratica delle discipline aeronautiche – aveva messo al servizio della comunità sarda i propri mezzi (10 velivoli ultraleggeri tra cui un moderno idrovolante) e le proprie competenze in materia di volo offrendo, proprio per le caratteristiche dei mezzi utilizzati, un importante contributo volontario nella ricerca dei dispersi in mare, nella ricognizione anti inquinamento e in generale nella segnalazione di attività pericolose sul territorio.

«Perché il servizio possa essere attivato è necessario che le autorità manifestino il loro interesse alla nostra proposta – sottolineano Satta e Biasioli – ma finora i nostri interlocutori istituzionali sono stati inspiegabilmente indifferenti a questo servizio che ribadiamo, è reso a titolo assolutamente gratuito con esclusivo spirito volontaristico e solidale

L’utilizzo degli aerei ultraleggeri consente una maggior precisione rispetto ad altri mezzi più pesanti nella ricognizione e nel salvamento di persone che, con o senza imbarcazione, vengono a trovarsi in difficoltà in mare e che spesso a causa del forte vento vengono sospinte al largo rendendone impossibile il rientro ed estremamente difficoltosa la ricerca.

«La nostra speranza – aggiungono Satta e Biasioli – è che si sia trattato di una disattenzione e che le autorità valutino adeguatamente la buona volontà di chi ha chiesto di mettere i propri mezzi, le proprie competenze tecniche e la propria passione a disposizione della collettività. Riteniamo infatti che un servizio di questo tipo, totalmente innovativo, possa rappresentare per la protezione civile uno strumento da un lato “ausiliare” ma in talune circostanze fondamentale e preziosissimo allorché si tratti di pattugliare vaste aree a basse velocità e quote. Peccato che le Istituzioni abbiano ritenuto di privarsi di questo “ombrello” utilizzabile se e quando ad insindacabile giudizio delle stesse autorità competenti ne avessero ravvisato l’opportunità di avvalersene. Peraltro, si tratta di un servizio suscettibile di enorme valorizzazione in termini territoriali, di aeromobili, impiegati nonché di piloti abilitati e previo coordinamento anche possibili allargamento della stessa natura d’intervento.»

«Appare ovvio precisare – concludono Satta e Biasioli – che una simile attività non può prescindere dal coordinamento Istituzionale che di volta in volta deve valutare l’opportunità e l’idoneità dell’attivazione di un servizio simile.»

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Gli aviatori volontari che fanno parte dell’associazione sportiva AliSardegna metteranno a disposizione della Protezione Civile i loro aerei ultraleggeri per il pattugliamento del territorio sardo soprattutto nel periodo estivo. Il mondo dell’aviazione sportiva si mette dunque al servizio delle autorità preposte alla sicurezza offrendo, proprio per le caratteristiche ultraleggere dei mezzi utilizzati, un ausilio decisivo nella ricerca dei dispersi in mare, ma anche nella ricognizione anti inquinamento e in generale nella segnalazione di attività pericolose sul territorio.

«Per via della nostra insularità non sono rari i casi di persone che, con o senza mezzi nautici, vengono a trovarsi in difficoltà in mare e che spesso a causa del forte vento vengono sospinte al largo rendendone impossibile l’autonomo rientro così come estremamente difficoltosa la ricerca, soprattutto se non tempestiva», scrivono Pietro Satta, presidente dell’associazione AliSardegna, e Pasquale Biasioli, coordinatore del programma e presidente della CMS (Cassa di Mutuo Soccorso per i dipendenti pubblici della Sardegna), in una lettera indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Protezione Civile, alla Presidenza della Regione Sardegna, ai prefetti di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari, all’Enac, alla Capitaneria di Porto, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e al Corpo Forestale.

«Nell’intento di fornire il proprio autonomo volontario e gratuito contributo al contrasto di tali eventi – scrivono nella lettera Satta e Biasioli – l’associazione ha valutato opportuno mettere a disposizione della collettività i propri mezzi e la propria passione ogni volta che le competenti autorità a loro insindacabile giudizio lo ritenessero utile ai fini della ricerca e/o soccorso di dispersi o comunque quando ravvisino l’esigenza di protezione civile o più in generale di pubblica utilità in cui ritengano opportuno il supporto dei nostri volontari.»

Il servizio assicurato da Alisardegna, associazione sportiva aggregata all’Aeroclub d’Italia che ha tra i suoi fini istituzionali la promozione e lo sviluppo della pratica delle discipline aeronautiche (in particolare il volo da diporto sportivo a motore), coinvolgerà in ogni missione fino a 10 moderni velivoli ultraleggeri, tra cui un moderno idrovolante capace di ammarare anche al largo se le condizioni meteomarine lo consentiranno.

Si tratta – si legge nella lettera di presentazione del servizio – di velivoli con una gamma di velocità compresa tra i 150 e i 250 chilometri orari dotati di radio VHF, di sistemi di geolocalizzazione (quelli più avanzati anche di trasponder), sistemi di navigazione e autopilota che, volando in formazione e/o secondo una griglia cartografica prestabilita, possono coprire ampi spazi a velocità ottimali per l’avvistamento del target prefissato sia in ambito terrestre che marino.

Il raggio d’azione di ogni intervento può essere ragionevolmente stimato in 100 chilometri di linea di costa per una profondità di cento chilometri, con un tempo di navigazione stimato di due ore, tra andata e ritorno.

A bordo di ciascun aeromobile vi saranno due persone con il rispettivo compito di pilota e navigatore osservatore.

I tempi di attivazione perché la pattuglia sia operativa in volo sono di circa due ore, ma detti tempi potranno essere compressi in caso di supporto a terra capace di attivare fin dall’allerta tutta una serie di imprescindibili attività di pre-volo.

Sia i piloti che gli aeromobili che partecipano al programma sono perfettamente conformi alla normativa vigente in ordine alle abilitazioni necessarie e alle assicurazioni obbligatorie ed inoltre ogni pilota parteciperà ad eventuali corsi di formazione e aggiornamento mirati ad acquisire o migliorare le specifiche competenze in materia di volo in formazione, pattugliamento e ricognizione aerea.

«Ovviamente – precisa la lettera di presentazione – ogni volo dovrà essere rigorosamente condotto in condizioni VMC (Visual Meteo Condition) e secondo le regole del volo VFR (Visual Flight Rules), pertanto sarà sempre escluso il volo notturno o in condizioni di scarsa visibilità.»

«Perché il servizio possa essere materialmente reso disponibile – conclude la lettera – è solo necessario un preliminare contatto con le autorità affinchè manifestino il loro interesse alla nostra proposta e indichino i referenti di coordinamento a cui si sarebbe sottoposti. A scanso di ogni possibile equivoco si desidera ribadire che in servizio è reso a titolo assolutamente gratuito con esclusivo spirito volontaristico e solidale   

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Sono sempre meno i sardi che accendono un mutuo per comprare o ristrutturare la casa o chiedono un prestito personale o un prestito finalizzato all’acquisto di beni o servizi. Nel 2018 nella nostra regione le richieste di mutuo o le surroghe sono diminuite del 17.5% rispetto all’anno precedente, i prestiti finalizzati hanno avuto un calo del 16,3% e i prestiti personali generici sono diminuiti del 15,5%. La Sardegna è, dunque, in netta controtendenza rispetto alle altre regioni d’Italia nell’accesso al credito personale. L’isola si colloca inoltre all’ultimo posto quanto all’indebitamento pro capite, con una rata mensile pari a 289 euro, nettamente al di sotto della media nazionale.

Lo rileva la CMS (Associazione di mutuo soccorso fra i dipendenti pubblici della Sardegna) commentando i dati recentemente resi noti da EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie del CRIF che raccoglie e analizza le posizioni finanziarie di oltre 85 milioni di italiani.

La ricerca dell’EURISC – che a livello nazionale evidenzia una sostanziale crescita delle richieste di credito da parte delle famiglie italiane (in Italia il numero delle richieste di prestito presentate nel corso del 2018 è cresciuto del +5,0% rispetto al 2017) – fotografa in Sardegna un netto abbassamento della propensione all’indebitamento delle famiglie. Un fatto che inevitabilmente si traduce in un abbassamento dei consumi.

«La flessione del credito al consumo registrata in Sardegna denota una crescente difficoltà delle famiglie sarde di accedere al credito – evidenzia Pasquale Biasioli, presidente della CMS, che da qualche anno fornisce ai propri soci un importante servizio di prestito sociale a tassi convenienti in convenzione con la piattaforma online Prestiamoci -. Il sistema creditizio sardo è implacabile. E’ sufficiente il mancato pagamento di due rate o comunque per due mesi consecutivi del proprio debito perché si inneschi un sistema di autoprotezione che rischia di essere devastante per chi finisce nella lista nera dei cattivi pagatori.»

Nel 2018 in Sardegna il numero di richieste di nuovi mutui e surroghe ha registrato una contrazione del -17,5% rispetto all’anno 2017 (-0,6% la flessione rilevata a livello nazionale). E’ netta anche la flessione dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi in cui la Sardegna ha registrato un calo del -16,3% rispetto allo stesso periodo del 2017.Le generiche richieste di prestiti personali hanno invece avuto nel 2018 una contrazione del -15,5% rispetto all’anno precedente (percentuale nettamente in controtendenza rispetto al +9,1%rilevato a livello nazionale).

Quanto al prestito finalizzato all’acquisto di beni o servizi la ricerca EURISC offre spunti interessanti: viene rilevata una variazione positiva a Nuoro (+3,8%), Oristano (+3,7%) e Sassari (+0,6%) mentre le contrazioni più accentuate sono registrate ad Olbia-Tempio (-56,0%), Medio Campidano (-53,8%), Carbonia Iglesias (-53,4%) ed Ogliastra (-51,8%). A Cagliari la flessione delle richieste rispetto all’anno 2017 è stata pari a -8,7%.

Sempre in base alle analisi del CRIF sul credito in Sardegna (studio MasterCredit) nel 2018 i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto e moto, arredamento, dispositivi elettronici ed elettrodomestici, ma anche viaggi, spese mediche, palestre ecc.) hanno inciso sul portafoglio delle famiglie sarde in maniera sensibilmente più alta rispetto alla media nazionale: un peso complessivo del 48,8% sul totale, dato che colloca la Sardegna al terzo posto tra le regioni italiane. Il resto del portafoglio è costituito dai prestiti personali (36,2%, anche in questo caso il dato è superiore alla media nazionale), mentre i mutui rappresentano solo il 16,4%.

In base ai dati del CRIF (studio MisterCredit) segnalati dalla CMS emerge che la Sardegna è la regione in cui vi è un minore indebitamento pro capite: la rata media mensile è di 289 euro, contro i 436 euro del Trentino Alto Adige, i 396 euro del Veneto e i 394 della Lombardia. A livello territoriale il primato va a Sassari che, con una rata media mensile pari a 305 euro, si posiziona al 90° posto assoluto nella graduatoria nazionale. Seguono Nuoro e Cagliari, rispettivamente con 293 e 292 euro.

Quanto all’indebitamento residuo la Sardegna è al 16° posto: ad una famiglia sarda servono in media 26.345 euro per estinguere i finanziamenti attivi (il Trentino-Alto Adige, al primo posto, registra un indebitamento di 43.004 euro pro capite). La provincia sarda con l’esposizione residua più elevata è Cagliari, con 31.626 euro, quella meno esposta è quella del Sud Sardegna, con un indebitamento medio di 23.527 euro.

Quanto agli importi medi richiesti per un mutuo, la provincia di Cagliari guida la classifica regionale con 118.654 euro, seguita da Olbia-Tempio (109.886 euro) e Nuoro (102.859 euro). Il valore medio più contenuto è quello richiesto nella provincia di Medio Campidano, con 87.380 euro. Per i prestiti finalizzati la media è stata pari a 5.290 euro: Olbia Tempio registra l’importo medio più consistente con 5.884 euro, seguita dall’Ogliastra (5.808 euro). Con 5.162 euro Cagliari si allinea al dato regionale. L’importo medio più contenuto, invece, è stato registrato a Carbonia Iglesias, con 5.104 euro.

Quanto all’importo medio dei prestiti personali, la Sardegna registra un valore pari a 13.711 euro. Nuoro si colloca al primo posto nell’isola con 14.242 euro richiesti. La provincia di Olbia Tempio segna l’importo medio più contenuto, con12.919 euro.

Dal punto di vista della gestione del rischio il Sistema di Informazioni Creditizie del CRIF registra a livello nazionale un tasso di default (l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 3 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) stabile all’1.9% per il credito al consumo che si riduce all’1,4% per i mutui immobiliari.

Per l’anno in corso è previsto che il tasso di default possa proseguire il suo trend di ulteriore riduzione. Eppure la storia creditizia contenuta nel sistema di valutazione del rischio gestito dal CRIF è solo uno degli elementi presi in considerazione dagli enti finanziatori che devono concedere un credito. Ad incidere sono anche altri parametri quali il reddito, il patrimonio disponibile, l’entità degli altri finanziamenti in corso, le eventuali garanzie, tutti elementi che contribuiscono a condizionare la possibilità dei consumatori di ottenere nuovo credito. In pratica i singoli enti finanziatori decidono in merito all’erogazione o meno di un finanziamento soprattutto sulla base delle proprie politiche di credito e in relazione alla propensione di assumere e gestire maggiore o minor rischio di credito.

Dato il suo carattere mutualistico la CMS offre ai dipendenti pubblici sardi una serie di servizi per alleviare le situazioni di sofferenza. Uno dei principali interventi predisposti è l’aiuto finanziario alle famiglie dei soci deceduti, che possono contare su una somma di circa 6/7mila euro a fondo perduto per affrontare la drammatica perdita del loro congiunto.

Proprio per favorire l’accesso al credito, grazie ad una convenzione con Prestiamoci, importante piattaforma virtuale di intermediazione creditizia riconosciuta anche dalla Banca d’Italia, da qualche anno la CMS ha attivato il social lending, uno speciale prestito personale a tassi particolarmente vantaggiosi che non prevede il ricorso al sistema bancario tradizionale.

«Le ragioni per cui tantissimi dipendenti pubblici ritengono più opportuno e conveniente rivolgersi a noi piuttosto che direttamente alla Banca o alla Società Finanziaria sono molteplici – spiega Pasquale Biasioli –. Spesso il motivo è di natura economica giacché nessuno individualmente avrebbe la “forza” per negoziare e spuntare le condizioni che invece può avere mediante la CMS, che in sostanza funge come un centro collettivo d’acquisto. Spesso inoltre suggerisce soluzioni per ristrutturare un debito che magari non è eccessivo nell’entità complessiva, ma spesso non è adeguatamente spalmato nel tempo per cui prevede tante piccole rate di rimborso ma che sommate tutta assieme mettono anche il più puntuale ed onesto cittadino in seria difficoltà ad onorare gli impegni assunti.»

Tra le persone che hanno contattato la CMS molti si sono trovati in una situazione di inadempienza per cause indipendenti dalla loro volontà, ma nonostante tutto sono stati praticamente banditi dal sistema creditizio. «Questo spesso accade a persone ignare addirittura di avere avuto accesso a un vero e proprio finanziamento, come ad esempio capita quando si rateizza un premio assicurativo – afferma Pasquale Biasioli -: di norma la Compagnia assicurativa in questi casi emette una carta di credito virtuale e magari un semplice problema di mancato addebito sul conto del rateo del premio, anche di importo molto modesto, per i motivi più vari, si traduce in una segnalazione alla CRIF».

Proprio per ovviare a questi inconvenienti e facilitare l’accesso al credito il sistema del social lending consente di ottenere un prestito personale a tasso estremamente e con facilità e immediatezza tramite una piattaforma online. Le somme che possono essere richieste vanno da 1.500 a 25mila euro. Oltre a favorire chi ha bisogno di ottenere del denaro il social lending garantisce agli investitori – che possono stanziare da un minimo di 1.500 a un massimo di 50mila euro – un tasso di interesse più favorevole dei comuni titoli di debito pubblico.

La sala convegni del THotel di Cagliari ospiterà domani mattina a partire dalle 10.00, una tavola rotonda sul tema: “Il prestito tra privati ai tempi della FinTech – Come la tecnologia sta trasformando il mondo della finanza e come i privati possono sfruttare le nuove opportunità”, organizzata dalla Cassa Mutuo Soccorso per i dipendenti pubblici della Sardegna, in collaborazione con la startup “Prestiamoci”.

Grazie a internet e alla digitalizzazione, negli ultimi anni si sono affacciati sul mercato finanziario nuovi attori e nuovi servizi che stanno cambiando radicalmente il modo con cui oggi facciamo pagamenti, stipuliamo contratti come assicurazioni e prestiti, investiamo il nostro danaro, raccogliamo capitale per i nostri progetti. La Fintech, finanza tecnologica, promette interessanti vantaggi sia per i cittadini sia per le imprese, ma allo stesso tempo rappresenta un’importante sfida rispetto alla tutela del risparmio, della legalità e della trasparenza dei mercati.

All’incontro di domani, moderato da Giuseppe Deiana, caporedattore dell’Unione Sarda, parteciperanno Giancarlo Giudici, professore associato, docente di finanza aziendale al Politecnico di Milano; Daniele Loro, CEO di “Prestiamoci”, startup del social lending; e, infine, Pasquale Biasioli, presidente dell’associazione CMS Sardegna.

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Grazie a Internet e alla digitalizzazione negli ultimi anni si sono affacciati sul mercato finanziario nuovi attori e nuovi servizi che stanno cambiando radicalmente il modo con cui oggi facciamo pagamenti, stipuliamo contratti come assicurazioni e prestiti, investiamo il nostro denaro, raccogliamo capitale per i nostri progetti. La Fintech, Finanza tecnologica, promette interessanti vantaggi sia per i cittadini che per le imprese, ma allo stesso tempo rappresenta una importante sfida rispetto alla tutela del risparmio, della legalità e della trasparenza dei mercati.

Di questo si parlerà mercoledì 24 ottobre pv al T-Hotel di Cagliari, durante la tavola rotonda “Il prestito tra privati ai tempi della FinTech – Come la tecnologia sta trasformando il mondo della finanza e come i privati possono sfruttare le nuove opportunità”, organizzata da CMS (Cassa Mutuo Soccorso per i dipendenti pubblici della Sardegna) in collaborazione con la startup Prestiamoci.

All’incontro – moderato da Giuseppe Deiana, giornalista caporedattore dell’Unione Sarda – parteciperanno Giancarlo Giudici, professore associato, docente di Finanza Aziendale al Politecnico di Milano, Daniele Loro, CEO di Prestiamoci, startup del social lending, e Pasquale Biasioli, presidente della associazione CMS Sardegna.