12 August, 2026
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Sarà un 25 aprile “speciale”, denso di appuntamenti ed attività, per “Aprile alla Vetreria Aprile Resistente”, la rassegna congiunta di Cada Die Teatro, Il Crogiuolo e Cemea.
Nel pomeriggio di domani, mercoledì, nella Corte della Vetreria di Pirri, il programma per la Festa della Liberazione avrà inizio con Il Crogiuolo e TiConZero, coproduttori di “Concertato per la Liberazione”, concerto per ensemble di musicisti, spettatori, attori e performer, diretto da Daniele Ledda, con l’azione performativa dei pittori Gianluca Marjani e Mario Floris. Esperimento dove si fondono contaminazione dei linguaggi artistici e coinvolgimento attivo dello spettatore.
Dalle 16.00 alle 18.00, si terrà il Laboratorio di costruzione di strumenti musicali (aperto a tutti), fino ad arrivare all’esito finale spettacolare: dalle 19.00 alle 20.00, in scena un Concerto con gli attori Rita Atzeri, Antonio Luciano, Daniela Vitellaro, Fausto Siddi, i musicisti di TiConZero ed i partecipanti al laboratorio (coproduzione Il Crogiuolo/TiConZero). L’unico vincolo sarà il tema, che deve affrontare argomenti legati alla Festa della Liberazione. «Perché legare il tema della contaminazione in ambito artistico a quella della Liberazione? L’esigenza – dichiarano gli organizzatori – è quella di utilizzare uno spazio ludico per indirizzare, in particolare alle giovani generazioni, riflessioni su come identificare le tracce di pensiero neofascista nel nostro quotidiano».

Dalle 16.00, fino alle 20.00, sempre nella Corte La Vetreria, anche l’esposizione, curata da Cemea, di fotografie e oggetti realizzati dagli ospiti del gruppo Umana Solidarietà Sardegna.
Alle 17.30, stessa location, ecco Pietro Olla, prof. Pietrowsky, con il suo Circoscienze, spettacolo a cappello per ragazzi e bambini di tutte le età. Giocoleria, equilibrismo fra didattica e risate. Il prof. Pietrosky, docente emerito di fisica del gioco presso l’Università del Divertimento, insegue il sogno di trovare la formula per togliere un coniglio dal suo cappello. 

La serata del 25 aprile alla Vetreria si chiuderà, alle 21.00, allo spazio Fucina Teatro, con lo spettacolo Bachisio Spanu. “L‘epopea di un contadino sardo alla guerra”, libero adattamento di Marco Parodi da “Un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu, con inserti tratti da “Roccu U Stortu” di Francesco Suriano tradotti in campidanese da Rossana Copez. In scena Giovanni Carroni, sotto la regia di Parodi (produzione Bocheteatro).

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Questo pomeriggio, a partire dalle 16.00, a Cagliari, nei locali della Biblioteca Universitaria, in via Università 32, si tiene il VII appuntamento con “Alla ricerca della storia perduta”, il ciclo organizzato dalla Presidenza del FAI Sardegna, dalla delegazione e dal FAI Giovani di Cagliari, in raccordo con il Mibact e con la Biblioteca Universitaria di Cagliari, che tematizza la storia e i suoi risvolti educativi e sociali. Dopo l’incursione nella storia contemporanea con la presentazione dell’autobiografia di Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI ed attuale sua presidente onoraria, si ritorna al medioevo sardo con Paesaggi di donne attraverso il romanzo “Si chiama Violante” di Rossana Copez Il Maestrale 2004), oggi alla terza ristampaSeguendo il format già consolidato dai precedenti appuntamenti di “Alla ricerca della storia perduta”, il FAI Sardegna vuole proseguire ad indagare nei tanti apesaggi della storia sarda che affollano non solo la saggistica ma, soprattutto, il romanzo storico. Attraverso questo genere così diffuso in Sardegna, studenti e appassionati possono venire a contatto con la storia e la geografia che hanno costruito quell’incredibile intreccio di cultura e natura che è la Sardegna che abbiamo sotto i nostro occhi.

Nelle tavole rotonde, si tematizzeranno la didattica della storia e della storia delle donne; l’espropriazione di senso di cui sono state oggetto aristocratiche e donne comuni, libere e serve; la necessità di costruire Archivi delle Sarde illustri che nelle nostre comunità con migliaia di sconosciute sono state e sono protagoniste nella costruzione dei paesaggi.

Sono relatrici docenti delle Primarie e delle Secondarie, le cui classi sono già iscritte al FAI Scuola, fulcri nel sistema scolastico nelle attività che il FAI propone. Con loro storiche, archiviste, bibliotecarie, antichiste che, con iscritti e volontari FAI, danno un prezioso contributo nell’azione di pedagogia sociale che il FAI Sardegna sta conducendo.

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Questa sera, presso la Torre Sabauda a Calasetta, prosegue la kermesse con il secondo appuntamento del Festival LiberEvento. Alle ore 22.00 aprirà la scrittrice Rossana Copez che presenterà Avanti Marsch; a presentare sarà Cinzia Micheletti. A seguire, alle ore 23.00, Marta Proietti Orzella e Carla Orrù si esibiranno in un pezzo di teatro  dal titolo: Donne Underground.

Torre Calasetta 20 copia

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Dal 6 al 8 agosto, alla Torre Sabauda di Calasetta, ritorna il Festival Culturale LiberEvento, organizzato dall’Amministrazione comunale del centro sulcitano, in collaborazione con l’Associazione Culturale ContraMilonga e sotto la direzione artistica del poeta Claudio Moica. Una tre giorni densa di incontri letterari, musicali ed artistici, in occasione della quale la Torre Sabauda si trasformerà, ancora una volta, in un esclusivo teatro di suoni, voci e  colori.

Tre giornate all’insegna dell’intrattenimento di qualità, durante le quali sfileranno i grandi nomi della letteratura regionale e nazionale ma anche del teatro e della musica. Il Libro sarà come di consueto il motore propulsore del Festival. Dalla poesia alla prosa passando per la saggistica, e attorno al cuore della kermesse letteraria ruoteranno una serie di appuntamenti paralleli, strettamente connessi al mondo dell’arte, della musica e del teatro.

Un’esclusiva fiera della cultura che sarà inaugurata il 6 agosto alle ore 22.00 con l’incontro della scrittrice giornalista del Corriere della Sera Elvira Serra ed il suo primo capolavoro “L’altra”, presentata da Ilaria Muggianu Scano.

A seguire, alle 23,00, la fisarmonicista Loredana Sanna intratterrà il pubblico con il suo concerto “Fisarmonicando”.

Venerdì 7 agosto, sempre alle ore 22.00, presso la Torre Sabauda, Cinzia Micheletti dialogherà con Rossana Copez in occasione dell’uscita del suo ultimo libro “Avanti Marsch”. A seguire, alle 23.00, le attrici Marta Proietti Orzella e Carla Orrù metteranno in scena lo spettacolo “Donne Underground”: Lo spettacolo è stato replicato con successo in occasioni diverse per un pubblico vasto (anche per le scuole, con workshop “Dal testo alla scena”), sia nei teatri che in spazi all’aperto. Lo spettacolo è un libero adattamento da “La topastra di S. Benni”, “Storia della monaca” di Sergio Atzeni (quest’anno ricorre il ventennale dalla sua morte) e “La notte di Madame Lucienne” di Copi. Recentemente è stato replicato il 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro  la violenza sulle donne. Lo spettacolo affronta con molta ironia la ribellione e la voglia di uscire da una  condizione di sottomissione, di emarginazione (donne dell’underground, appunto) di tre donne: la Topastra, la sorella della morta (personaggio esilarante di Sergio Atzeni, della società degli “umili”), la donna delle pulizie di un teatro (personaggio grottesco di Copi) che ci regala un finale  sorpresa.

Sabato 8 agosto, alle ore 22,00, chiuderà la quarta edizione di LiberEvento la giornalista scrittrice Manuela Pompas che diletterà il pubblico parlando di reincarnazione e sopranaturale tratti dal suo libro “Siamo tutti sensitivi” con la giornalista Serena Cirina.

A chiusura della seconda edizione del Festival Culturale Liberevento, alle ore 23,00, “Music Every Where”, con due giovani talenti isolani: Angelica Perra, flauto; Claudio Mosca, pianoforte.

Per il quarto anno consecutivo, dunque, LiberEvento si propone come momento di diffusione e promozione della cultura letteraria ai più alti livelli, un’occasione unica di crescita culturale e artistica per il territorio, nonché importante elemento di richiamo per il turismo culturale.

Il festival letterario si potrà seguire anche attraverso il sito web www.liberevento.it , le sua pagine di Facebook, Twitter e Instagram.

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Grande miniera Serbariu 2

Si svolgerà il 28 e 29 maggio l’ottava edizione della manifestazione “La Città che legge”, “voci diverse per una stessa lingua letteraria”. La manifestazione è organizzata dalla Libreria Lilith in collaborazione con l’Associazione Libriamoci e il Circolo Arci “La Gabbianella Fortunata” e con il patrocinio del comune di Carbonia.

Giovedì 28 maggio dalle 9.30 alle 12.30, presso il parco Villa Sulcis si terrà la festa della letteratura con la mostra: “Colori scritture immagini parole – di chi legge ispirate da chi scrive”. 

Venerdi 29 maggio, nella sede della sezione di Storia locale presso la Grande Miniera Serbariu, alle ore 18.00, sarà presentato il libro “Avanti Marsch!” di Rossella Copez e Giovanni Follesa. Alla presentazione del libro sarà presente Rossana Copez.

Termina sabato 21 dicembre, alle ore 21.00, la stagione di Teatro da Camera, organizzata da Il Crogiuolo, all’Arco Studio di Via Portoscalas 17 Cagliari, con lo spettacolo “Cantar l’altrove”. Prosa e poesia di Sergio Atzeni da “Versus” e “I sogni della città bianca”, in scena Marta Proietti Orzella, sound designer Alessandro Aresu.

Il progetto nasce con la preziosa collaborazione di Rossana Copez a cui si deve la selezione dei brani presentati. “Cantar l’altrove” debutta al Festival “L’isola delle storie” di Gavoi e viene inserito tra gli eventi a Palazzo Regio di Cagliari (con la partecipazione straordinaria di Gavino Murgia). Lo spettacolo è stato replicato con successo a Pisa per l’Associazione Culturale Sarda “Grazia Deledda” e a Livorno per l’Associazione Culturale Sarda “Quattro Mori”. Cantar l’altrove: l’originalità della prosa e della poesia di Sergio Atzeni che, secondo un’opinione largamente condivisa, risulta essere una figura eminente della letteratura sarda. Cantar l’altrove: un piccolo omaggio a Sergio Atzeni, a 18 anni dalla sua prematura scomparsa. Cantar l’altrove: un percorso, anche musicale, fra i protagonisti di storie che appartengono alle più svariate classi sociali, anche se Atzeni mette in scena soprattutto il popolo degli gli umili, degli sconfitti, dei marginali.

«Mi cerco le storie e non le invento», aveva detto Atzeni in una intervista. Ecco che i racconti nascono sia dall’ispirazione di realizzare vari racconti sui quartieri cagliaritani – nella fattispecie si tratta di Castello – sia dalla notizia storica. “Storia di Carluccio”, “Storia di una monaca”, “…” si alternano ai versi della raccolta “Versus”, all’uso sapiente del ritmo della lingua di Sergio Atzeni.