14 August, 2026
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Favole, filastrocche e canzoni, spettacoli di commedia dell’arte e racconti senza parole, oltre a un laboratorio sul teatro di figura e alle pièces di Teatro da Balcone: una fantastica estate a Sant’Antioco con il Festival Palcoscenici d’Estate | Sulkylandia 2026 organizzato dal Teatro del Segno con la direzione artistica di Stefano Ledda, con un ricco carnet di eventi che animeranno le strade e le piazze della città sulcitana. Una programmazione interessante e variegata pensata per affascinare, incuriosire e coinvolgere un pubblico trasversale, dai giovani e giovanissimi alle famiglie, dagli adolescenti agli adulti, dagli appassionati di teatro agli amanti del nouveau cirque, con le pièces in cartellone da martedì 21 a domenica 26 luglio in piazza Italia e piazza Alcide De Gasperi, le letture e i racconti fiabeschi presso la Fonte Romana Is Solus (in piazza Italia) e il laboratorio con i marionettisti Agostino Cacciabue e Rita Xaxa del Teatro Tages in Biblioteca.

«Sulkylandia, per anni, è stata la festa dei bambini e delle famiglie: mascotte che animavano le piazze, baby dance, giochi, sorrisi e momenti di spensieratezza condivisi – sottolinea l’assessora al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Sant’Antioco Roberta Serrenti –. Un appuntamento atteso, capace di regalare leggerezza, stupore e divertimento nel cuore dell’estate antiochense. Quest’anno, però, Sulkylandia compie un passo in più e grazie alla collaborazione con il Teatro del Segno e alla direzione artistica di Stefano Ledda nasce Palcoscenici d’Estate – Sulkylandia 2026, un vero e proprio festival diffuso di sei giorni, dal 21 al 26 luglio, che dipinge le vie e le piazze della città con i colori della fantasia. Un percorso che amplia lo sguardo verso i più piccoli e verso le famiglie, mettendo al centro l’immaginazione, il racconto e la partecipazione.

Il programma racconta una nuova idea di intrattenimento culturale per le nostre famiglie: storie che prendono vita, spettacoli dedicati ai bambini, un teatro che esce dai luoghi convenzionali e si affaccia, rigorosamente, dai balconi, trasformando il centro storico in una scenografia a cielo aperto. Ci sono poi i laboratori di marionette, pensati per stimolare creatività e manualità, le fiabe narrate dentro la fontana, i racconti di Rodari, il teatro circo, la commedia dell’arte, la musica e le maschere. Non è un abbandono dello spirito originario di Sulkylandia, ma la sua naturale evoluzione. E, da madre, ho sentito il desiderio di immaginare qualcosa che accompagnasse i nostri bambini nel loro percorso di crescita: un passaggio dal gioco alla scoperta, dall’animazione alla narrazione, mantenendo sempre al centro i bambini, le famiglie e la voglia di vivere insieme gli spazi della nostra città.

Sulkylandia cresce e diventa Palcoscenici d’Estate – Sulkylandia 2026: un festival che invita a fermarsi, ascoltare, immaginare e partecipare, trasformando Sant’Antioco in un grande palcoscenico condiviso, dove ogni piazza, ogni balcone e ogni storia possono diventare occasione di incontro e meraviglia. E chissà che un giorno quei bambini che oggi ascoltano una fiaba, costruiscono una marionetta o si emozionano davanti a uno spettacolo, non possano diventare i protagonisti di domani, pronti a salire su quel palcoscenico per raccontare, a loro volta, nuove storie da condividere… in fondo l ‘inverno è lungo e le idee sono ancora tante…».

«Il Festival Palcoscenici d’Estate incontra Sulkylandia – sottolinea l’attore e regista Stefano Ledda, direttore artistico del Teatro del Segno e ideatore della kermesse – e dalla fusione delle due manifestazioni coeve nasce Palcoscenici d’Estate – Sulkylandia 2026: un progetto che sposa divertimento e cultura, che si inserisce nella programmazione dell’estate antiochense con spettacoli e laboratori, oltre alle letture “animate”, rivolti in particolare a bambine e bambini e famiglie, per regalare ai più piccoli (e far riscoprire ai più grandi) il gusto per la meraviglia portando con sé anche il fascino e le emozioni del Teatro da Balcone. Un innesto prezioso in cui le esperienze parallele convergono e si intrecciano per declinare una grammatica comune e proporre agli abitanti della città e ai turisti un modo nuovo e diverso di vivere la città, trasformata in un teatro en plein air».

«Il teatro rappresenta storicamente il fulcro della vita della comunità, lo spazio del dibattito e del pensiero su questioni cruciali e temi complessi, come la pace e la guerra, la giustizia e la forza delle passioni nella dimensione simbolica del mito – prosegue Stefano Ledda – così come il momento della festa, in cui ha radici la parola festival, è il momento dell’incontro e dello scambio, della celebrazione dei doni della natura e dei riti in onore della divinità. Il Festival Palcoscenici d’Estate | Sulkylandia 2026 propone attraverso la lettura delle fiabe e la visione degli spettacoli, ma anche la possibilità di cimentarsi nella costruzione di una marionetta, la riscoperta della dimensione esperienziale e della condivisione delle emozioni grazie al meraviglioso gioco del teatro e alla grande tradizione della novellistica popolare, tra storie avventurose, divertenti e poetiche, a misura di giovanissimi sognatori… con la possibilità di immedesimarsi nei personaggi e mettersi idealmente nei panni degli altri… per imparare a volare sulle ali della fantasia».

Il Festival Palcoscenici d’Estate | Sulkylandia 2026 si inserisce nel fitto calendario dell’estate di Sant’Antioco con una ventata di allegria tra le performances di attori-musicisti, clowns e comici dell’arte e le pièces di Teatro da Balcone nei luoghi più caratteristici e suggestivi della città sorta sulle rovine dell’antica Sulki e che conserva ancora preziose vestigia del passato. Tra i protagonisti Renzo Cugis e Gianfranco Liori con le irresistibili “Filastrocche’n’Roll” per un’antologia di storie e canzoni, e Alessandra Leo e Stefano Ledda sulle note del contrabbasso di Tancredi Ermanno Emmi in “Rodari per… l’Estate” per un viaggio nell’universo fantastico del grande scrittore di libri per l’infanzia, Viginia Viviano con Vinicius Ibanez e la giovanissima Violeta Ibanez in “Clown in Viaggio”, un incantevole spettacolo senza parole per scoprire la magia del nouveau cirque e Caterina “Civi” Civai con le sue “Storie a Manovella”, tra il fascino di antiche e moderne fiabe e la tradizione del teatro giapponese kamishibai. La Commedia dell’Arte sbarca sull’Isola di San Pietro con “Masquerade Mask” di Massimo Macchiavelli e Luca Comastri, anche protagonista sulla scena con Tania Passarini per una serata tra famosi “lazzi” e improvvisazioni, monologhi, dialoghi e canti “a tema”, in compagnia di Pantalone, Colombina e Arlecchino e altre celebri “maschere” della tradizione italiana.

Tutti i giorni dal 22 al 26 luglio alle 19.30 presso la Fonte Romana Is Solus in piazza Italia appuntamento con “Una Fontana di Favole” – il progetto del Teatro del Segno dedicato ai più piccoli e alle famiglie con la lettura “drammatizzata” di celebri fiabe (tra cui il 25 luglio si inserisce “Una Favola di Maschere, ovvero Maschere ed Artigiani in Commedia” con i personaggi della Commedia dell’Arte) per riscoprire il fascino della narrazione “ad alta voce” e il piacere dell’ascolto.

Teatro da Balcone – quasi un Festival nel Festival – il 23, 24 e 26 luglio a partire dalle 22.45 disegna i suoi itinerari nel cuore di Sant’Antioco, per “abitare” lo spazio urbano con storie e personaggi che prendono vita, affacciandosi a una finestra o sulla soglia di una casa, in un cortile, sotto un albero o presso una fontana, tra angoli segreti e luoghi significativi della città sulcitana.

Infine, per chiudere in bellezza e in allegria il Festival Palcoscenici d’Estate | Sulkylandia 2026, un ultimo brindisi tra musica e danze domenica 26 luglio dalla mezzanotte in piazza Alcide De Gasperi con la grande Festa Finale.

Il cartellone

Il Festival Palcoscenici d’Estate | Sulkylandia 2026 si apre con la presentazione della manifestazione e l’illustrazione del programma – martedì 21 luglio alle 19 in piazza Italia – nell’incontro rivolto ai cittadini e ai turisti, con la partecipazione delle autorità per l’ideale “taglio del nastro” e la descrizione degli appuntamenti in calendario a cura del direttore artistico Stefano Ledda.

La kermesse entra nel vivo – martedì 21 luglio alle 20.30 in piazza Italia – con le “Filastrocche’n’Roll” di e con Renzo Cugis e Gianfranco Liori (produzione Osteria Sonora), un travolgente spettacolo-concerto per un’antologia di canzoni dedicate ai giovanissimi in cui si affrontano temi e dilemmi della vita quotidiana. «Si passa dalla storia di Riccardo sempre distratto e in ritardo a quella dell’Orangotango dormiglione e ballerino, fino alla piccola Samy che sognava di vedere le stelle da vicino» – sottolineano i due artisti –. «E in mezzo? C’è spazio per parlare di surf, di mutande tristi, fino al tanto bistrattato aglio… e tanto altro». Sotto i riflettori due ecclettici musicisti come Renzo Cugis (cantante e frontman de L’Armeria dei Briganti, conduttore radiofonico e televisivo, all’attivo collaborazioni con Rai Sardegna e Sardegna1) e Gianfranco Liori (fondatore della libreria Villaggio Pinguino e autore di romanzi per ragazzi, già vincitore del Premio Laura Orvieto e del Premio Selezione Bancarellino con il libro “Come un fumetto giapponese”) che si presentano al pubblico «con chitarra in spalla e maglietta abbinata» per proporre un repertorio a misura di bambine e bambini. Nella convinzione che, parafrasando Massimo Troisi ne “Il postino di Neruda”, come la poesia, anche «la canzone non è di chi la scrive ma di chi gli serve, e si sa che le canzoni servono sempre… e poi sono come ciliegie: una tira l’altra».

Una Fontana di Favole”, il ciclo di letture di fiabe antiche e nuove prende il via nella seconda giornata del Festival – mercoledì 22 luglio alle 19.30 presso la Fonte Romana Is Solus – con “Rodari per… l’Estate / Viaggio nel Paese delle Vacanze con Gianni Rodari”, coinvolgente animazione-spettacolo di e con Stefano Ledda e Alessandra Leo e con Tancredi Ermanno Elmi al contrabbasso (produzione Teatro del Segno – in collaborazione con la Rete Intersezioni). Tra favole e filastrocche, gli artisti conducono i giovanissimi spettatori «nel colorato e poetico universo dello scrittore, pedagogista e poeta, inventore della “Grammatica della Fantasia” – come spiega l’attore e regista Stefano Ledda – «la pièce è incentrata su due buffi personaggi che si confrontano con alcune delle opere più famose di Gianni Rodari, da “Il libro degli errori” alle “Filastrocche in cielo e in terra” passando per le “Favole al telefono” e che come due moderni clowns, portando in scena “l’eterno gioco del saggio e dello sciocco, del capace e dello svampito”, leggono e fanno rivivere le storie coinvolgendo il pubblico… incespicando, cantando e mimando per restituire l’immediatezza e la freschezza di quei meravigliosi racconti in versi e in prosa». Un invito a (ri)sfogliare quei testi che hanno incantato intere generazioni e che attraverso la logica dei fanciulli e il potere dell’immaginazione offrono uno sguardo innocente e puro sulla realtà, mettendo in evidenza paradossi e contraddizioni e provando a disegnare un futuro migliore.

Il fascino delle fiabe e la magia del nouveau cirque, accanto alle pièces di Teatro da Balcone nella terza giornata del Festival – giovedì 23 luglio a partire dalle 19.30: fantasia in scena con “Una Fontana di Favole” con le letture “animate” presso la Fonte Romana Is Solus (in piazza Italia) alle 19.30, a seguire “Clown in Viaggio” – giovedì 23 luglio alle 21.30 in piazza De Gasperi – uno spettacolo di e con Virginia Viviano, protagonista sulla scena con Vinicius Ibanez e Violeta Ibanez (produzione Teatro Circo Maccus) che descrive il tempo sospeso dell’attesa, prima di una partenza, tra desideri e sogni, con la cifra immaginifica e poetica del circo contemporaneo. Un avvincente racconto senza parole, dove tre buffi personaggi, si accingono a intraprendere un viaggio, carichi di bagagli e pieni di aspettative: tra comici e fantasiosi sketches, gags e acrobazie, oggetti volanti e esercizi di equilibrismo, la pièce mette l’accento sulla noia, un sentimento ben noto nell’infanzia, e sugli stratagemmi che permettono di superarla, inventando giochi e passatempi. Sul palco una “famiglia” di clowns, che si cimentano nei preparativi per una nuova avventura, affrontando ciascuno a suo modo, secondo il proprio carattere e le proprie inclinazioni e aspirazioni, quell’itinerario verso l’ignoto: “Clown in Viaggio” è uno spettacolo incantevole, adatto a un pubblico di tutte le età, che «parla d’amore per il mondo e per le sue infinite sorprese». Una pièce in cui il teatro e i linguaggi della scena s’intrecciano alle arti circensi, tra mimo e clownerie, giocoleria e numeri acrobatici, per raccontare una trama delicata intessuta di pensieri e emozioni, cangianti stati d’animo, ai confini tra vita e sogno, fantasia e realtà.

Infine – giovedì 23 luglio dalle 22.45 – spazio a Teatro da Balcone, il festival nel Festival che accende il centro storico di Sant’Antioco con le performances di attori, cantanti, danzatori e musicisti, (ri)pensate in chiave site specific per “abitare” le case, le vie e le piazze della città sulcitana.

Una Fontana di Favole” dà il la alla quarta giornata del Festival – venerdì 24 luglio alle 19.30 presso la Fonte Romana Is Solus (in piazza Italia) – con le letture a cura delle attrici e degli attori del Teatro del Segno e degli artisti ospiti della kermesse, tra fiabe classiche e racconti d’autore. A seguire le “Storie a Manovella” di Caterina “Civi” Civai (produzione Caterina Civai e Teatro del Segno) – venerdì 24 luglio alle 21.30 in piazza Alcide De Gasperi – per un’antologia di novelle e canzoni. Ispirandosi alla tradizione del teatro giapponese kamishibai, l’attrice narra favole antiche e nuove accompagnandosi con le immagini disegnate su dei rulli di carta, inseriti in un piccolo teatro di legno, e con il suono di un organetto diatonico. Come una moderna cantastorie, Caterina “Civi” Civai attinge al vasto repertorio della novellistica popolare, prestando voce e volto ai diversi personaggi e evocandoli attraverso l’arte della pantomima, sollecitando l’immaginazione del pubblico. “Storie a Manovella” è uno spettacolo affascinante basato sul talento d’affabulatrice dell’artista, che s’intreccia a una forma di teatro nata nel Paese del Sol Levante. «Le storie sono varie, a seconda delle necessità, e spaziano dalla leggerezza all’intensità, dalla spiegazione ironica di certi fenomeni della natura al racconto fantasioso di reali dinamiche sociali – rivela Caterina “Civi” Civai –. «Ci può essere la storia di Giacomino, calzolaio in difficoltà perché ai suoi clienti puzzano i piedi; oppure le avventure di un ladro e di una macina magica; o ancora, la visione saggia di un piccolo uccellino; e che dire di cosa accade ad un babbuino prepotente? Ed altre ancora che ci sono o che verranno, ma sempre lo spettacolo finirà con la poesia di un’antica ninna nanna».

Infine un itinerario nel centro storico di Sant’Antioco seguendo il filo delle pièces di Teatro da Balcone – venerdì 24 luglio dalle 22.45: un’occasione per riscoprire angoli segreti e luoghi emblematici della città sulcitana, lasciandosi sorprendere e ammaliare dalle apparizioni dei personaggi tra finestre e cortili, strade e piazze.

Una Fontana di Favole” per iniziare la quinta giornata del Festival – sabato 25 luglio alle 19.30 presso la Fonte Romana Is Solus (in piazza Italia) – all’insegna della Commedia dell’Arte: in scena “Una Favola di Maschere, ovvero Maschere ed Artigiani in Commedia” con gli attori della Compagnia Fraternal Aps, per un ideale viaggio dietro le quinte in compagnia delle più celebri maschere del teatro italiano.

Vino e cultura si sposano nel suggestivo scenario di uno dei Borghi Storici d’Italia: nella serata si sabato 25 luglio a partire dalle 20.30 spazio agli appuntamenti del Grande Carignano Wine Festival promosso dall’amministrazione comunale di Sant’Antioco.

Una Fontana di Favole” anche per la sesta e ultima giornata del Festival Palcoscenici d’Estate | Sulkylandia 2026 – domenica 26 luglio alle 19.30 presso la Fonte Romana Is Solus (in piazza Italia) – per riscoprire il piacere dell’ascolto con altre fiabe “animate” a tempo di musica.

La Commedia dell’Arte approda nel cuore della città sulcitana con “Masquerade Mask” con Tania Passarini e Luca Comastri, che firma drammaturgia e regia insieme con Massimo Macchiavelli (produzione Compagnia Fraternal Aps) – domenica 26 luglio alle 21.30 in piazza Alcide De Gasperi – per riscoprire il fascino di una forma di rappresentazione fondata su un canovaccio e sulla capacità degli attori di recitare all’improvviso, utilizzando anche i lazzi comici per divertire il pubblico. Un intrigante «viaggio teatrale attraverso le epoche e le trasformazioni della Commedia dell’Arte, dalle sue origini nel cuore del Medioevo fino alla riforma goldoniana del Settecento»: un’occasione per riscoprire la storia e l’evoluzione attraverso i secoli di un genere che attinge alla tecnica degli antichi giullari, imbonitori e intrattenitori, contastorie e saltimbanchi in giro per le piazze e le corti d’Europa e alle commedie e tragedie auliche per dar vita a una forma di spettacolo capace di affascinare aristocratici e borghesi, re e popolani. Sul modello della nuova commedia greca e delle commedie romane, si definiscono dei caratteri fissi che poi assumono connotati regionali con la nascita delle maschere classiche, da Arlecchino a Pantalone, il dottor Balanzone, Colombina e Isabella, Brighella e Pulcinella . «Un percorso che intreccia teatro, storia, antropologia e cultura popolare», e spazia dai canovacci cinquecenteschi a creazioni contemporanee ispirate alla tradizione, accanto a rivisitazioni dei capolavori di Shakespeare e Molière: «con l’energia e la duttilità del teatro di strada, “Masquerade Mask” fonde la leggerezza del comico con la profondità del contesto storico, portando in scena un teatro che parla al passato e al presente» – sottolineano gli autori – in «un omaggio vivo e vibrante alla tradizione teatrale italiana, reso attuale dallo spirito giocoso della compagnia, nel solco degli antichi saltimbanchi e dell’eredità di Dario Fo».

Infine altre cinque pièces di Teatro da Balcone – domenica 26 luglio alle 22.45 nel centro storico di Sant’Antioco – per trasformare il paesaggio urbano in una scenografia teatrale, trovando ospitalità nelle case e valorizzando luoghi arcani e suggestivi.

Il Festival Palcoscenici d’Estate | Sulkylandia 2026 si conclude – domenica 26 luglio a mezzanotte in piazza Alcide De Gasperi – con l’allegra e coinvolgente Festa Finale in compagnia degli artisti, tra musica e brindisi, con l’auspicio di ritrovarsi tutti insieme la prossima estate sull’Isola di Sant’Antioco.

IL LABORATORIO

S’intitola “Fili in Prima Fila” il laboratorio sulla costruzione e animazione delle marionette a filo a cura di Agostino Cacciabue e Rita Xaxa del Teatro Tages, storica e affermata compagnia di teatro di figura, in programma martedì 21 e mercoledì 22 luglio dalle 10 a mezzogiorno e di nuovo giovedì 23 e venerdì 24 luglio, e pure sabato 25 e domenica 26 luglio sempre dalle 10 a mezzogiorno nella Biblioteca Comunale di Sant’Antioco e rivolto a bambine e bambini tra i 6 e gli 11 anni (max 12 partecipanti). “Fili in Prima Fila” è «un percorso ludico-didattico durante in cui viene spiegata una tecnica costruttiva di marionette semplici, di facile realizzazione» – spiegano i due artisti, marionettisti di fama internazionale, spesso ospiti in importanti festivals – mentre «il gioco finale con le marionette è il pretesto per scoprire le grandi possibilità espressive delle nostre creazioni, un momento di confronto individuale e collettivo per scoprire il piacere e condividere il divertimento nel dar vita ad un oggetto inanimato».

Il Festival Palcoscenici d’Estate | Sulkylandia 2026 è organizzato dal Teatro del Segno con la direzione artistica di Stefano Ledda, con il patrocinio e il sostegno dell’Assessorato al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Sant’Antioco, dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna.

Battute finali a Iglesias alla quarta edizione di “Sulcis in fundo”. Sabato, 1° novembre, la stagione teatrale dell’associazione Quinte Emotive al Teatro Electra si conclude con l’adattamento di Stefano Ledda del testo pirandelliano ‘O di uno o di nessuno’. In scena alle 19.00, nello spettacolo prodotto dal Teatro del Segno, Roberto Loddo, Rosellina Lo Nardo, Stefano Carta, Francesco Cittadini, Gorgio Piano, Massimo Pruna e Stefano Ledda.

Un dilemma morale nell’Italia degli anni Venti prende corpo in scena con ‘O di uno o di nessuno’, uno dei testi più feroci e attuali di Luigi Pirandello. Due amici, colleghi ministeriali e complici da sempre, decidono di condividere l’affetto di una donna pur di non rinunciare all’illusione dell’amore e di una famiglia che la loro condizione economica non permetterebbe. L’espediente funziona finché la realtà irrompe con forza: la giovane resta incinta e nessuno può dire chi sia il padre.

Il fragile equilibrio crolla. L’incanto segreto del ménage à trois si trasforma in una trappola di gelosie, silenzi e menzogne. La donna, remissiva ma onesta, non sceglie e proclama la verità: il figlio è di entrambi o di nessuno. La soluzione che i due trovano è crudele: affidare il nascituro all’anonimato di un orfanotrofio, sacrificando l’amore e la responsabilità in nome di una presunta rispettabilità sociale. Lo spettacolo è a ingresso gratuito.

Prosegue, a Iglesias, la quarta edizione di “Sulcis in fundo”, la stagione teatrale dell’associazione Quinte Emotive. Sabato, 4 ottobre, al Teatro Electra è di scena alle 19.00 Teatro Tragodia, con lo spettacolo “Il Pasticcione”: una commedia degli equivoci di Virginia Garau e Daniela Melis. liberamente tratta dal poema epico “Una Bella Nadìada. Eros e Libido dei Sardi Pilliti”, di Ulisse Sebis. Sotto i riflettori Gino Betteghella, Virginia Garau, Daniela Melis, Carmen Porcu, Ulisse Sebis.

Quattro sorelle: Irma, Emma ed Anna e la defunta Clara. Si attende l’arrivo del feretro e per sbrigare velocemente le pratiche e si incarica il tuttofare Sisinni, ovvero il pasticcione, accompagnato dal suo fido aiutante Nassiu. Vittima della sua stessa dabbenaggine, Sisinni che addirittura vive in un’altra città. In un crescendo di battute esilaranti, di gag, i cinque scatenati attori mettono in scena un classico della commedia: l’equivoco.

Il cartellone della rassegna ha in serbo altri quattro appuntamenti fino al 1 novembre: “Donne al Bivio di … Iglesias”, spettacolo della Cooperativa Teatro La Maschera in agenda sabato 11 ottobre. Sotto i riflettori tra commedia musicale e cabaret Anna Pia, Pulvia Ibba e Serana Perra. dirette da Enzo Parodo; venerdì 17 ottobre spazio a Rossolevante con “Ricordati di vivere”, ideato e scritto da Silvia Cattoi e Juri Piroddi, presenti in scena con Daniel Dwerryhouse, Cinzia Piras e Alessandro Congeddu; sabato 25 ottobre è la volta di Abaco Teatro con lo spettacolo “Johanna vedova Van Gogh al di là dei colori”, scritto e diretto da Tiziano Polese. Con Rosalba Piras, Tiziano Polese e Antonio Luciano; chiude la rassegna, sabato 1 novembre, l’adattamento di Stefano Ledda del testo pirandelliano “O di uno o di nessuno” prodotto dal Teatro del Segno.

Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero.

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Il Premio Campiello Mariolina Venezia che parla del suo personaggio Imma Tataranni, l’attrice Francesca Reggiani e la storia dei suoi esilaranti monologhi, il conduttore televisivo Alessandro Cecchi Paone ed il tema dei sentimenti, il cantante Beppe Dettori in scena con “Bianco e nero”, un progetto speciale dedicato alla Sardegna. Sono loro i grandi nomi della prima giornata della diciottesima edizione della Mostra regionale del Libro in Sardegna, che si apre a Macomer giovedì 17 ottobre. “Il colore delle emozioni e il valore dei sentimenti” sarà il tema della manifestazione che, fino a domenica 20, proporrà oltre cinquanta eventi tra il Centro Polifunzionale di via dello Sport (zona industriale Bonu Trau) ed i padiglioni delle Ex Caserme Mura.

Nella prima giornata ci sarà spazio anche per la nuova narrativa italiana con Anna Dalton, la letteratura per ragazzi (con autori del calibro di Daniele Aristarco ed Alessandro Ferrari), la poesia di Claudio Moica e il cinema della rassegna sulla Sardegna organizzata dal Centro Servizi Culturali Unla e dall’Umanitaria che proporrà il film “Autonomia Trentanni” firmato da Silvano Reina insieme a Manlio Brigaglia, Sergio Atzeni e Guido Costa.

Infine le mostre, ben sette: a Casa Attene il progetto fotografico sui centenari di Daniela Zedda, al Padiglione Filigosa i ritratti del fotografo Simone Sechi nel suo “365 Portrait Project”, al Centro Polifunzionale “L’arte di raccontare con le immagini” di Maurizio Quarello e la mostra sulla Veneretta di Macomer. E ancora, foto d’epoca di Macomer e ottanta documenti di epigrafia nuragica a Casa Murenu, “150 anni e più: l’arte del costume in Sardegna” al Museo Etnografico “Le arti antiche”, e nella sede della Pro Loco la personale della pittrice Stefania Pretti.

Un programma molto ricco e articolato, per una manifestazione voluta dall’Assessorato regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, e organizzata dal comune di Macomer insieme al Centro Servizi Culturali Unla, a Verbavoglio Libreria Emmepi e alla Biblioteca Comunale.

La diciottesima edizione della Mostra del Libro di Macomer si aprirà con l’inaugurazione, alle 10.00, presso il Centro Polifunzionale (via dello Sport, zona industriale Bonu Trau). Alle 11.00, i primi due appuntamenti: il reading del poeta Claudio Moica, autore del libro “Prima che sia tardi” (Pettirosso editore) e, presso il Gazebo, il laboratorio creativo “Il diario delle emozioni” tenuto da Pinuccia Sanna per i bambini delle scuole dell’infanzia e primaria.

Attività per i ragazzi delle medie invece alle Ex Caserme Mura dove, alle 11.00, al Padiglione Tamuli Daniele Aristarco presenterà i suoi libri “Lettere a una dodicenne sul fascismo di ieri e di oggi”, “Io vengo da. Corale di voci straniere” e “Fake. Non è vero ma ci credo”, tutti editi da Einaudi. A seguire sarà la volta di Alessandro Ferrari con il suo “Le ragazze non hanno paura” (De Agostini).

Sempre dalle 11.00, ma al Padiglione Filgosa, l’attore Stefano Ledda proporrà ai più piccoli letture di Gianni Rodari tratte dai libri “Filastrocche per tutto l’anno”, “Il libro degli errori”, “Filastrocche in cielo e in terra” e “Favole al telefono”.

Nel pomeriggio, il Centro Polifunzionale ospiterà ben cinque presentazioni. Il via alle 16.00, con l’attrice comica Francesca Reggiani che, intervistata dal giornalista Vito Biolchini, presenterà il suo “Sono italiana ma voglio smettere”. Scritto con Valter Lupo e Gianluca Giugliarelli, il libro (edito da Feltrinelli) ripropone le migliori performance dell’attrice, i monologhi raffinati e allo stesso tempo dissacranti che l’hanno resa una voce unica nel nostro panorama teatrale. Un libro che diverte e coinvolge, come tutti i lavori di una delle più popolari comiche italiane degli ultimi decenni.

Alle 17.00, Anna Dalton, in dialogo con gli speaker di Radio Libera, presenterà il suo nuovo romanzo “La ragazza con le parole in tasca”, edito da Garzanti. Dopo avere sorpreso tutti con l’esordio bestseller “L’apprendista geniale”, Dalton torna con un seguito tanto atteso. In una Venezia magica si dipana una storia che celebra la forza dei desideri, l’importanza dell’amicizia, la magia dell’amore e il valore delle proprie radici. La protagonista ha un obiettivo chiaro, la capacità di raccontare la realtà con la scrittura, e un’arma infallibile per raggiungerlo: le parole.

Già vincitrice del Premio Campiello nel 2007 con il romanzo “Mille anni che sto qui”, Mariolina Venezia è la creatrice di uno dei personaggi emergenti delle serie tv: il sostituto procuratore Imma Taratanni. Il romanzo “Via del Riscatto: Imma Tataranni e le incognite del futuro”, edito da Einaudi, sarà al centro dell’incontro in programma alle 18.00, durante il quale l’autrice dialogherà con lo scrittore Ciro Auriemma. Nei suoi romanzi Venezia tratteggia magistralmente i percorsi umani e psicologici di un mondo, quello del sud e della sua Basilicata, ricco di umanità.

Sempre alle 18.00, al Centro Servizi Culturali Unla ospitato nel Padiglione Filigosa delle Ex Caserme Mura, prende il via la rassegna di proiezioni dedicate alla Sardegna e curata dei Centri Servizi Culturali Unla di Macomer e Oristano, e dall’Umanitaria di Alghero, Carbonia e Cagliari. “Autonomia Trentanni” è il titolo del primo film che sarà proposto, realizzato nel 1978 e firmato da Silvano Reina insieme a Manlio Brigaglia, Sergio Atzeni e Guido Costa. La pellicola sarà presentata dal direttore del Centro Servizi Culturali Unla di Macomer Giancarlo Zoccheddu, insieme al direttore dell’Umanitaria-Cineteca Sarda di Cagliari Antonello Zanda.

Il programma della prima giornata al Polifunzionale si concluderà alle 19.00, con un volto notissimo della tv: Alessandro Cecchi Paone. Intervistato dal giornalista Vito Biolchini, Alessandro Cecchi Paone ripercorrerà la sua lunga vicenda professionale ed umana sul filo delle emozioni e delle passioni, in un incontro dal tema “Il colore delle emozioni e il valore dei sentimenti” in cui dimensione pubblica e privata si intrecceranno. Autore di numerosissimi volumi di divulgazione storica e scientifica, volto di numerose trasmissioni di successo, Alessandro Cecchi Paone ha scritto nel 2013, insieme a Paolo Gambi, “Le ragioni dell’altro. Dialogo tra un ateo e un cattolico su amore, soldi, libertà”.

La prima giornata della Mostra si chiuderà alle 21.00, al Padiglione Tamuli, con lo spettacolo “Bianco e nero”, un’originale opera foto-musicale di Lorenzo Fasolo e con la regia di Andrea Lucattelli, e che racchiude immagini, parole e suoni della Sardegna, una terra antica, centenaria, così come i protagonisti del racconto. Le musiche di Beppe Dettori e le fotografie di Luigi Corda si uniscono nella celebrazione dei più longevi testimoni sardi del XX secolo, che nei loro volti e nelle loro anime segnate dal tempo custodiscono il segreto della longevità.

 

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Quattro giorni di presentazioni e dibattiti per raccontare attraverso i libri e i grandi nomi della narrativa sarda e nazionale “Il colore delle emozioni e il valore dei sentimenti”. Appuntamento a Macomer, da giovedì 17 a domenica 20 ottobre, per la diciottesima edizione della Mostra regionale del Libro in Sardegna. Una manifestazione che, ospitata al Centro Polifunzionale e alle Ex Caserme Mura, proporrà oltre cinquanta eventi con nomi di assoluto rilievo della narrativa come il Premio Campiello Mariolina Venezia che parlerà del suo personaggio Imma Tataranni, lo scrittore da dodici milioni di copie vendute in tutto il mondo Massimo Valerio Manfredi, gli autori sardi rivelazione Cristina Caboni e Gesuino Némus, l’attrice Francesca Reggiani, insieme ai giornalisti Marino Bartoletti e Alessandro Cecchi Paone. Grande spazio sarà dato anche alla letteratura per ragazzi e ai più piccoli, con numerosi laboratori creativi e la presenza di autori del calibro di Daniele Aristarco, Alessandro Ferrari, Anna Dalton, Giorgia Benusiglio, Margherita Pellegrini, Dario Mura, Gianfranco Liori, Roberta Balestrucci ed Andrea Pau Melis. E poi ancora libri e autori, come lo scienziato gavoese Marco Buttu, l’atleta di sport estremi Roberto Zanda, il giornalista e scrittore Vindice Lecis, lo speaker radiofonico Rosario Pellecchia, l’autrice di thriller Barbara Baraldi, il poeta Claudio Moica, e gli scrittori Sergio Onnis e Pier Luigi Cherchi con le loro storie di Sardegna.

Il tema della mostra sarà approfondito in una conferenza dalla psichiatra Noemi Sanna, mentre un incontro con lo studioso Carmelo Piras celebrerà i settant’anni dalla scoperta della celebre “Veneretta di Macomer”, la statuetta più antica mai rinvenuta in Sardegna.

Non mancheranno poi musica e teatro, con un inedito Piero Marras che proporrà ai più giovani le sue “Storie liberate”, l’ex cantante dei Tazenda Beppe Dettori in scena con un progetto sui centenari di Sardegna, e l’attrice e autrice Marta Proietti Orzella.

Spazio poi al cinema, con la rassegna sulla Sardegna proposta dal Centro Servizi Culturali Unla e dall’Umanitaria con quattro pellicole d’autore sulla storia della nostra isola, e la prima assoluta del cartone animato “Un fenicottero chiamato Tango”.

Infine le mostre: ben sette, tra cui il progetto fotografico sui centenari di Daniela Zedda, i ritratti del fotografo Simone Sechi nel suo “365 Portrait Project”, e “Lughené” di Maurizio Quarello.

La manifestazione, voluta dall’Assessorato regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, è organizzata dal comune di Macomer insieme al Centro Servizi Culturali Unla, a Verbavoglio Libreria Emmepi e alla Biblioteca Comunale.

La manifestazione è stata presentata stamattina a Cagliari nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso l’assessorato regionale alla Pubblica istruzione e a cui hanno reso parte il segretario particolare dell’assessore Andrea Biancareddu, Alberto Zonchello, il direttore generale dell’assessorato Renato Serra, il presidente della commissione consiliare Cultura Alfonso Marras, l’assessore della Cultura del comune di Macomer Tiziana Atzori e Claudio Moica della Pettirosso editore.

La diciottesima edizione della Mostra del Libro di Macomer si aprirà giovedì 17 ottobre con l’inaugurazione alle 10.00 presso il Centro Polifunzionale, in via dello Sport (zona industriale Bonu Trau). Alle 11.00 i primi due appuntamenti: il reading del poeta Claudio Moica, autore del libro “Prima che sia tardi” (Pettirosso editore) e, presso il Gazebo, il laboratorio creativo “Il diario delle emozioni” tenuto da Pinuccia Sanna per i bambini delle scuole dell’infanzia e primaria.

Attività per i ragazzi delle medie invece alle Ex Caserme Mura dove, alle 11.00, al Padiglione Tamuli, Daniele Aristarco presenterà i suoi libri “Lettere a una dodicenne sul fascismo di ieri e di oggi”, “Io vengo da. Corale di voci straniere” e “Fake. Non è vero ma ci credo”, tutti editi da Einaudi. A seguire sarà la volta di Alessandro Ferrari, con il suo “Le ragazze non hanno paura” (De Agostini).

Sempre dalle 11.00, ma al Padiglione Filgosa, l’attore Stefano Ledda proporrà ai più piccoli letture di Gianni Rodari tratte dai libri “Filastrocche per tutto l’anno”, “Il libro degli errori”, “Filastrocche in cielo e in terra” e “Favole al telefono”.

Nel pomeriggio, il Centro Polifunzionale ospiterà ben cinque presentazioni. Il via alle 16.00, con l’attrice comica Francesca Reggiani che, intervistata dal giornalista Vito Biolchini, presenterà il suo “Sono italiana ma voglio smettere”. Scritto con Valter Lupo e Gianluca Giugliarelli, il libro (edito da Feltrinelli) ripropone le migliori performance dell’attrice, i monologhi raffinati e allo stesso tempo dissacranti che l’hanno resa una voce unica nel nostro panorama teatrale. Un libro che diverte e coinvolge, come tutti i lavori di una delle più popolari comiche italiane degli ultimi decenni.

Alle 17.00, Anna Dalton, in dialogo con gli speaker di Radio Libera, presenterà il suo nuovo romanzo “La ragazza con le parole in tasca”, edito da Garzanti. Dopo avere sorpreso tutti con l’esordio bestseller “L’apprendista geniale”, Anna Dalton torna con un seguito tanto atteso. In una Venezia magica si dipana una storia che celebra la forza dei desideri, l’importanza dell’amicizia, la magia dell’amore e il valore delle proprie radici. La protagonista ha un obiettivo chiaro, la capacità di raccontare la realtà con la scrittura, e un’arma infallibile per raggiungerlo: le parole.

Già vincitrice del Premio Campiello nel 2007 con il romanzo “Mille anni che sto qui”, Mariolina Venezia è la creatrice di uno dei personaggi emergenti delle serie tv: il sostituto procuratore Imma Tataranni. Il romanzo “Via del Riscatto: Imma Tataranni e le incognite del futuro”, edito da Einaudi, sarà al centro dell’incontro in programma alle 18.00, durante il quale l’autrice dialogherà con lo scrittore Ciro Auriemma. Nei suoi romanzi Venezia tratteggia magistralmente i percorsi umani e psicologici di un mondo, quello del sud e della sua Basilicata, ricco di umanità.

Sempre alle 18.00, al Centro Servizi Culturali Unla ospitato nel Padiglione Filigosa delle Ex Caserme Mura, prende il via la rassegna di proiezioni dedicate alla Sardegna e curata dei Centri Servizi Culturali Unla di Macomer e Oristano, e dall’Umanitaria di Alghero, Carbonia e Cagliari. “Autonomia Trentanni” è il titolo del primo film che sarà proposto, realizzato nel 1978 e firmato da Silvano Reina insieme a Manlio Brigaglia, Sergio Atzeni e Guido Costa. La pellicola sarà presentata dal direttore del Centro Servizi Culturali Unla di Macomer Claudio Zoccheddu, insieme al direttore dell’Umanitaria-Cineteca Sarda di Cagliari Antonello Zanda.

Il programma della prima giornata al Polifunzionale si concluderà alle 19 con un volto notissimo della tv: Alessandro Cecchi Paone. Intervistato dal giornalista Vito Biolchini, Cecchi Paone ripercorrerà la sua lunga vicenda professionale e umana sul filo delle emozioni e delle passioni, in un incontro dal tema “Il colore delle emozioni e il valore dei sentimenti” in cui dimensione pubblica e privata si intrecceranno. Autore di numerosissimi volumi di divulgazione storica e scientifica, volto di numerose trasmissioni di successo, Alessandro Cecchi Paone ha scritto nel 2013, insieme a Paolo Gambi, “Le ragioni dell’altro. Dialogo tra un ateo e un cattolico su amore, soldi, libertà”.

La prima giornata della Mostra si chiuderà alle 21 al Padiglione Tamuli con lo spettacolo “Bianco e nero”, un’originale opera foto-musicale di Lorenzo Fasolo e con la regia di Andrea Lucattelli, e che racchiude immagini, parole e suoni della Sardegna, una terra antica, centenaria, così come i protagonisti del racconto. Le musiche di Beppe Dettori e le fotografie di Luigi Corda si uniscono nella celebrazione dei più longevi testimoni sardi del XX secolo, che nei loro volti e nelle loro anime segnate dal tempo custodiscono il segreto della longevità.

La giornata di venerdì 18 ottobre si aprirà nel segno di Piero Marras. L’artista nuorese, che ha scritto pagine importanti della musica sarda, sarà protagonista, alle 9.00, presso il Centro Polifunzionale di “Storie liberate”, un progetto che trae origine da un importante recupero di lettere dei detenuti nelle carceri isolane rinvenuti recentemente negli archivi delle amministrazioni penitenziarie. Con le sue canzoni Piero Marras propone così un cammino introspettivo dentro un’anima di confine.

Alla stessa ora, presso il Gazebo del Centro polifunzionale, Antonio Dettori terrà un laboratorio di animazione alla lettura per le scuole dell’infanzia e primaria. Si tratta di uno spettacolo interattivo in cui verranno citati racconti e libri per bambini che hanno come tema il mondo degli insetti, al fine di favorire l’espressione delle emozioni, promuovendo il confronto, il rispetto e il dialogo, e stimolando la creatività dei piccoli.

Sempre alle 9.00 inizieranno gli incontri anche ai Padiglioni Filigosa e Tamuli delle Ex Caserme Mura.  Nel primo Francesco Moroni proporrà il laboratorio per i bimbi delle scuole di infanzia e primarie “La bottega delle emozioni”, mentre nel secondo Alessandro Ferrari, Daniele Aristarco ed Andrea Pau Melis si confronteranno per tutta la mattinata con gli studenti delle scuole superiori presentando i libri “Le ragazze non hanno paura”, “Lettere a una dodicenne sul fascismo di ieri e di oggi”, “Io vengo da. Corale di voci straniere”, “Fake. Non è vero ma ci credo” e “Fiume Europa”.

Dopo l’incontro con Piero Marras, il programma al Centro Polifunzionale proseguirà alle 10.30 con l’autrice Margherita Pellegrini e l’illustratore Dario Mura, presenteranno “Chi ha bannato l’orco cattivo?” (Pettirosso editore). Il libro racconta attraverso una fiaba i pericoli a cui i bambini incorrono se lasciati soli davanti a un computer collegato alla rete. Un approccio delicato verso una realtà sempre più pericolosa.

Alle 11.3, i ragazzi delle scuole medie incontreranno Roberto Zanda, autore del libro “La vita oltre. Una storia vera di coraggio e rinascita”, edito da Baldini+Castoldi. L’atleta cagliaritano racconterà ai giovani la sua vita prima e dopo la drammatica Yukon Arctic Ultra. Smarritosi tra le nevi canadesi e rimasto 14 ore senza soccorsi, Roberto Zanda ha dovuto subire l’amputazione delle gambe, la mano destra e metà della sinistra. Ma oggi, con le sue protesi ipertecnologiche, il nuovo Roberto Zanda è già intenzionato a ritornare sui sentieri dell’avventura.

Ricco anche il programma del pomeriggio, che al Centro Polifunzionale avrà inizio alle 16.00, con la presentazione del libro di Sergio Onnis “Il colle dei santi” (Pettirosso editore). È la storia di Frate Silenzio, l’uomo più amato e venerato del Settecento sardo, e del convento cagliaritano sul colle di Buoncammino ribattezzato per questo dal popolo “il colle dei Santi”.

Settant’anni fa veniva ritrovata una statuina alta appena quattordici centimetri, definita poi la “Veneretta di Macomer”. Alle 17 una conferenza di Carmelo Piras, in collaborazione con l’associazione Solene ed il Coro Melchiorre Murenu, ne ripercorrerà la storia, lunga oltre diecimila anni. Rinvenuta nella grotta Marras, che si apre nelle rocce basaltiche sponde del rio S’Adde (praticamente dentro l’abitato di Macomer), la Veneretta è la statuina più antica della Sardegna e fa parte della mostra nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

Alle 18.00, la Mostra del Libro ospita una delle voci più interessanti della narrativa sarda: Gesuino Némus. Lo scrittore, in dialogo con Roberto Putzulu, presenterà il suo ultimo romanzo “Il catechismo della pecora”, edito da elliot. Nato a Jerzu, con il suo romanzo d’esordio “La teologia del cinghiale” ha vinto nel 2015 numerosi premi, tra cui il Campiello Opera Prima. Nel “Il catechismo della pecora” una oscura vicenda del paese di Telévras, torna attuale dopo cinquant’anni e diventa lo spunto per raccontare mezzo secolo di storia narrata attraverso i miti culturali e politici degli anni 60 e 70. Miti che ritornano prepotenti in questa nuova avventura, raccontata da Némus con scrittura pirotecnica e avvincente.

Al Padiglione Filigosa prosegue invece la rassegna di pellicole sarde curata dai Centri Servizi Culturali Unla e dall’Umanitaria. Alle 18.00 verrà proiettato il film “Isura da filmà”, un montaggio dei filmati realizzati da Fiorenzo Serra alla fine degli anni 40, realizzato dal regista Marco Antonio Pani e musicato da Paolo Fresu. Presenta il film il direttore del Centro Servizi Culturali Unla di Macomer Claudio Zoccheddu, partecipa Alessandra Sento, direttrice dell’Umanitaria di Alghero.

Alle 19.00 ci si sposta nuovamente al Centro Polifunzionale dove Giorgia Benusiglio presenterà il romanzo “Io non smetto: la vita è uno sballo” (Piemme). Quella raccontata nel suo libro è in realtà una storia vera. A diciassette anni, dopo aver assunto una piccola quantità di ecstasy, l’autrice è stata miracolosamente salvata grazie ad un trapianto di fegato. Da allora Giorgia Benusiglio ha trasformato la sua esperienza in una lezione di vita, informando e parlando ai ragazzi dei rischi legati all’assunzione di droghe. Il libro è così un romanzo che parla ai giovani, mettendoli davanti alle loro paure e ai loro sogni.

Gennaio 1606. Un grande mercantile fa naufragio nella baia di Porto Conte ad Alghero. Intorno al relitto si scatena una guerra di potere nella Sardegna governata dagli spagnoli e che induce il re ad inviare nell’isola un canonico con pieni poteri. “Il visitatore” è il libro di Vindice Lecis (edito da Nutrimenti), in cui l’accurata ricostruzione della società della Sardegna e del Mediterraneo del XVII secolo fa da sfondo a un appassionante vicenda, in cui le figure storiche reali si mescolano a personaggi d’invenzione. Appuntamento alle 20 presso il Centro Polifunzionale, con l’autore in dialogo con Giovanni Cocco e Patrizia Marongiu.

Ricchissima di incontri, spunti e suggestioni anche la terza giornata della Mostra. Il programma di sabato 19 ottobre, si aprirà di mattina con una intensa attività rivolta ai più giovani. Quattro gli appuntamenti al via alle 9.30. Al Centro Polifunzionale Roberta Balestrucci presenterà lo spettacolo-laboratorio tratto dal libro “Annie. Il vento in tasca”, mentre al Gazebo Pinuccia Sanna terrà il laboratorio creativo “Il barattolo delle emozioni”, rivolto ai bimbi delle scuole dell’infanzia e primaria. Contemporaneamente, al Padiglione Tamuli delle Ex Caserme Mura Andrea Pau Melis presenterà “Fiume Europa”, mentre presso la Scuola Media n° 1 il disegnatore Sandro Dessì terrà un laboratorio di fumetto su Grazia Deledda.

Alle 10,00, l’appuntamento è invece al Padiglione Filigosa dove Gianfranco Liori, insieme a Renzo Cugis, terrà una lezione/concerto “Filastrocche ‘n’ roll” per avvicinare i piccoli a un approccio adulto alla musica e facendoli partecipare a una vera e propria versione unplugged di un concerto dal vivo.

Alle 11.00, ci si sposta nuovamente al Centro Polifunzionale dove la scrittrice Giorgia Benusiglio, autrice del libro “Io non smetto. La vita è uno sballo”, incontrerà gli studenti delle scuole medie e superiori.

Sarà sempre dedicata ai piccoli visitatori della Mostra la prima parte del programma del pomeriggio che partirà alle 15 al Centro Polifunzionale con uno dei personaggi più amati dai bambini: Geronimo Stilton. Sarà un momento di animazione, con foto e giochi con uno dei protagonisti assoluti dell’editoria dell’infanzia.

Alle 16.00, sarà invece la volta del cartone animato “Un fenicottero chiamato Tango. Storie di viaggio nel cuore della Sardegna”. Prodotto da BS 1879 nell’ambito di un progetto di sviluppo locale, il cartone racconta la storia di un fenicottero che decide di stabilirsi in Sardegna e sarà proiettato per la prima volta in assoluto alla Mostra del Libro.

A seguire la Mostra affronterà con la psichiatra e psicoterapeuta Noemi Sanna il tema centrale della manifestazione, “Il colore delle emozioni e il valore dei sentimenti”. Appuntamento alle 17.00, al Centro Polifunzionale, con la conferenza dal tema “Ambivalenza nelle emozioni e nelle passioni”.

Dopo avere raccontato la sua esperienza il giorno prima ai più giovani, alle 18.00, al Centro Polifunzionale Roberto Zanda presenterà il suo libro “La vita oltre. Una storia vera di coraggio e rinascita”. L’autore dialogherà con Andrea Contini.

Sempre alle 18.00, ma al Padiglione Filigosa, nuovo appuntamento con la rassegna cinematografica curata dal Centri Servizi Culturali Unla. Ad essere proiettato sarà il film di Antonello Carboni sul pittore di origini atzaresi Antonio Corriga e dal titolo “La vita in un intreccio di colori”. Insieme al regista, alla presentazione della pellicola interverranno il direttore del Centro Servizi Culturali Unla di Oristano Marcello Marras e la figlia dell’artista, Sabina Corriga.

Alle 19.00, si torna al Polifunzionale e al centro ci saranno sempre le emozioni. Come quelle raccontate da Rosario Pellecchia nel suo romanzo d’esordio “Solo per vederti felice”, appena pubblicato da Mondadori. Speaker radiofonico di successo (conduce infatti ogni mattina la trasmissione “105 Friends”), Pellecchia racconta la vicenda di un suo alter ego chiamato a tornare al sud per assistere la madre affetta da demenza senile. Una storia toccante che lo scrittore racconterà in dialogo con gli speaker di Radio Libera.

La giornata di sabato della Mostra si chiuderà alle 21.00, al Padiglione Tamuli con “Ridi che ti passa!”. Scritto e interpretato da Marta Proietti Orzella, lo spettacolo propone una carrellata di sketches di autori famosi, come Anna Marchesini, Giorgio Gaber, Carlo Verdone, Monica Vitti e Gigi Proietti. “Ridi che ti passa!” è anche un colorato collage di canzoni eseguiti dai NoiseOff, con Luca Pauselli alla chitarra, Michele Secchi al basso, Alessandro Atzori alla batteria e Sara Proietti alla voce.

L’ultima giornata della diciottesima edizione della Mostra del Libro di Macomer si aprirà domenica 20 ottobre alle 9 al Centro Polifunzionale con il Bibliobus che proporrà letture e laboratori per i più piccoli.

A seguire il programma proporrà al Centro Polifunzionale due presentazioni a femminile, con altrettante autrici tra le più interessanti della scena italiana. Alle 10.00, intervistata da Andrea Pau, Barbara Baraldi presenterà il suo libro “L’ultima notte di Aurora”, un thriller edito da Giunti che vede protagonista Aurora Scalviati, investigatrice in un commissariato della provincia emiliana alle prese con i delitti di un serial killer.

Dopo il suo primo romanzo, pubblicato nel 2014, il successo di Cristina Carboni non conosce più confini. Tradotta in oltre venti paesi, l’autrice sarda presenterà a Macomer il suo ultimo romanzo “La casa degli specchi” (Garzanti), una storia ambientata in una villa a Positano, dove la giovane Milena scopre una stanza segreta e in essa il misterioso passato della nonna, attrice negli anni della Dolce Vita. Appuntamento alle 11.00, per un incontro in cui Cristina Caboni dialogherà con Roberto Putzulu.

Il programma del pomeriggio al Centro Polifunzionale si aprirà alle 16 con la premiazione dell’estemporanea di pittura “Finestre di storia su Macomer”.

Il programma delle presentazioni della serata si aprirà alle 17.00, con l’incontro con Pier Luigi Cherchi (presentato da Mariolina Cossedu) sul libro “Quando Nietzsche e Marx si davano la mano” (Edes). È il diario di un amore impossibile tra un giovane neofascista e una ragazzina dell’estrema sinistra, sullo sfondo delle lotte politiche nella Sassari primi anni 70. Professore ordinario di ginecologia e ostetricia all’Università di Sassari, Cherchi da tempo scandaglia l’universo sociale degli anni 60 e 70, attento soprattutto ai costumi e alle rivoluzioni musicali che hanno segnato quell’epoca.

L’altopiano antartico è il luogo più estremo al mondo: una distesa ghiacciata e sconfinata dove le temperature scendono anche sotto gli ottanta gradi. Qui ha vissuto per un anno nella base italo-francese di Concordia il ricercatore di Gavoi Marco Buttu, che ha affidato al libro “Marte bianco. Nel cuore dell’Antartide” le emozioni di quell’esperienza definita “ai confini della vita”. Un racconto affascinante che, edito da Lswr, fonde avventura, scienza e crescita interiore, restituendoci un messaggio di speranza e di fiducia nell’uomo. Appuntamento alle 18.00, al Centro Polifunzionale, per un incontro in cui Marco Buttu dialogherà con Salvatore Bellai.

Sempre alle 18.00, ma al Centro Servizi Culturali al Padiglione Filigosa delle Ex Caserme Mura, ultimo appuntamento con la rassegna cinematografica curata dal Centro Servizi Culturali Unla. “Juke box al carbone” è il titolo del film di Daniele Arca e Andrea Murgia che racconta i mutamenti sociali nel Sulcis degli anni 60. Insieme agli autori interverrà il direttore dell’Umanitaria di Carbonia Paolo Serra.

La conclusione della Mostra sarà affidata a due grandi nomi della narrativa e del giornalismo italiano. Alle 19.00, appuntamento al Centro Polifunzionale con Valerio Massimo Manfredi che, intervistato da Vito Biolchini, presenterà il suo romanzo “Quinto comandamento”, edito da Mondadori. Sono dodici milioni le copie vendute nel mondo da questo straordinario autore che alla Mostra racconterà la storia vera che ha ispirato il suo romanzo e ambientata in un’Africa dilaniata dalle guerre scatenate dalle multinazionali. Ma Manfredi è l’autore che ha raccontato l’epica del mondo antico, con romanzi di straordinario successo internazionale che, come nel caso del libro “L’ultima legione”, sono stati trasposti per il grande schermo in importanti produzioni cinematografiche.

Alle 21.00, a chiudere al Centro Polifunzionale la diciottesima edizione della Mostra del Libro di Macomer sarà Marino Bartoletti che presenterà il suo libro “Le squadre dei sogni. Il cuore sul prato” (Gallucci editore), un racconto per ragazzi che parla di sport e dei suoi valori, di amicizia e integrazione. Ma, in dialogo con Andrea Contini, Marino Bartoletti racconterà anche la sua straordinaria carriera che lo ha portato ad essere uno dei più celebri e amati giornalisti italiani. Ha infatti condotto e spesso ideato trasmissioni televisive storiche come “Il processo del lunedì”, “La Domenica Sportiva”, “Pressing” e “Quelli che il calcio”. È stato direttore del Guerin Sportivo e commentatore di tante edizioni del Giro d’Italia, della Champions League, dei Campionati europei e mondiali di calcio e dei Giochi olimpici.

Fotografie, archeologia, pittura e arti popolari: è ricchissimo quest’anno il programma delle mostre, con ben sette esposizioni, articolate tra il Centro Polifunzionale e le ex Caserme Mura (sedi della Mostra), ma anche Casa Attene, Casa Murenu, la sede della Pro loco e il Museo etnografico “Le arti antiche”.

Dal prossimo 14 ottobre a Casa Attene, nel centro storico di Macomer, sarà visitabile l’installazione fotografica di Daniela Zedda sulla longevità dei centenari della Sardegna. È un omaggio a undici tra uomini e donne nati alla fine della prima guerra mondiale che hanno vissuto un’epoca tragica di fame e conflitti, ma sono stati anche protagonisti di un cambiamento epocale della nostra isola. La modernità in Sardegna è arrivata con loro, che ne sono stati testimoni ma anche autori.

“365 Portrait Project” è invece il titolo della mostra fotografica a cura di Simone Sechi che sarà allestita nella sala del Centro Servizi Culturali Unla del Padiglione Filigosa delle Ex Caserme Mura. Trecentosessantacinque scatti che ritraggono volti di persone comuni, con le loro emozioni che arrivano dritte al cuore di chi guarda.

Nella Sala Grande del Centro Polifunzionale sarà invece visitabile una esposizione realizzata da Carmelo Piras sulla “Veneretta di Macomer”, la statuina risalente a oltre diecimila anni fa e di cui ricorre il settantesimo anniversario del ritrovamento.

Nella Saletta dello stesso Centro dal 17 al 19 ottobre, sarà invece allestita “Lughenè. L’arte di raccontare con le immagini” di Maurizio Quarello. Nel corso dei tre giorni sono previste visite guidate e laboratori artistici e manuali, con i grandi giochi di legno a disposizione di tutti.

Foto d’epoca di Macomer e ottanta documenti di epigrafia nuragica saranno invece esposti a Casa Murenu in piazza Murenu, curate dall’associazione Solene e dal Coro Murenu. In esposizione anche un abito tradizionale macomerese del ‘700 in miniatura e l’albero genealogico di alcune famiglie della cittadina.

“150 anni e più: l’arte del costume in Sardegna” è invece il titolo della mostra che sarà allestita al Museo Etnografico “Le arti antiche”, in Corso Umberto I 225, e che proporrà un viaggio alla scoperta degli antichi modi di vestire nel tempo con l’intento di recuperare antiche tradizioni ormai quasi completamente scomparse.

Nella sede della Pro Loco, in Corso Umberto I 198, sarà infine visitabile la mostra della pittrice Stefania Pretti. Le opere, dai colori tenui, raccontano temi di un’attualità, a volte dolorosa e drammatica, e inventano un mondo sognato, popolato di creature fantastiche. Un universo di immagini che va dalle migrazioni sul Mediterraneo alla condizione femminile, fino a visioni oniriche che vedono protagonisti gli animali che descrivono la realtà e la fantasia con sguardo leggero e ironico.

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Il “Teatro del Segno”, nei giorni dal primo al cinque agosto, ha presentato la decima edizione di un progetto culturale che cerca di avvicinare lo spettatore  ad un modo diverso di “percorrere i tempi”. Per questo ha scelto come location il paese di Santu Lussurgiu creando appuntamenti che mirano con particolare attenzione al teatro sociale, alla didattica teatrale ed alla formazione di attori, autori, scenografi, macchinisti, light designer e registi che, in una piazza o in cima ad una torre, rendono possibile “il teatro”. Un festival “Percorsi teatrali” che ha regalato cinque giornate ricche di iniziative: seminari e stage di mattina e spettacoli di sera. Dal 2009, anno in cui è stato fondato, Il “Teatro del Segno”, ha prodotto e promosso, oltre a seminari, numerosi laboratori di propedeutica e perfezionamento con docenti di un certo spessore, attività di animazione alla lettura in scuole, comuni e biblioteche di tutta la Sardegna, completano il quadro delle offerte mirate alla diffusione della cultura teatrale. Progetti di spicco “Rovinarsi è un gioco” nel 2014-2015 e “Summer School in Teatro” nel 2013. Particolarità del festival di quest’anno, la serata del 2 agosto, quando nel centro storico di Santu Lussurgiu, si è svolta la sesta edizione di “Teatro da balcone”. Performance di artisti che, dal balcone, hanno regalato emozioni attraverso la loro passione per il teatro e per la musica. Circa un centinaio di persone, intorno alle 22.30, si è radunato nella piazza antistante la chiesa Santa Maria degli Angeli, dai lussurgesi chiamata “Cresia ‘e cunventu”.

Una volta formato il gruppo, il direttore artistico Stefano Ledda ha presentato gli artisti ed il pezzo in cui si sarebbero esibiti e poi ha invitato il pubblico a seguirlo sotto il primo balcone del magico percorso musicale che si sarebbe poi snodato per le vie strette e ciottolose dove il passato regala ancora la sua forte presenza.

A catturare il primo scroscio di applausi, la bella Giulia Sanna che, con un estratto teatrale e musicale, regala ai presenti un viaggio in Brasile, recita e canta con una naturalezza tale da apparire reale, con “Garota de Ipanema” narra di una sinuosa figura femminile ed attraverso brani e racconti dal sapore carioca catapulta tutti in un paese lontano, dai contorni sfocati e malinconici e solo a tratti festosi.

Lascia il balcone e scende continuando a cantare, mentre accompagna il suo pubblico alla seconda postazione dove i bravissimi Santina Raschiotti e Paolo Vanacore ci fanno assistere ad un simpaticissimo provino teatrale da parte di un’improbabile aspirante attrice, dove tutto si trasforma in un continuo malinteso… risate a non finire che lasciano spazio ad una performance dove un passato musicale lontano, quello di Fred Buscaglione con “Piccola”, abbraccia un presente dai tratti moderni come quello portato a Sanremo da Francesco Gabbani “Occidentalis Karma”. Il giovanissimo interprete Mirko Meloni si diverte nel mettere a confronto realtà così diverse e capaci ora di portare indietro nel tempo e subito dopo invitare ad una riflessione sulla linea sociale che segue il presente.

Giulia, Santina, Paolo e Mirko, raccolti gli applausi, riaprono il “cammino musicale” e raggiungono Tea Salis e Marco Lai che con “Memorie e Analogie” presentano una voce femminile che narra pezzi inediti su magiche storie della Sardegna nuragica, accompagnata alla chitarra dalle composizioni di Marco. A concludere la passeggiata tutti gli artisti portano la scia degli spettatori all’ultima postazione animata da Roberto Magnabosco e Giorgia Damasco, protagonisti di una coreografia narrativa di danza sulle note di un brano cantato dal soprano Elide Uccheddu. Una toccante performance che riunisce, alla sua conclusione, tutti gli artisti che, con la loro abilità a catturare lo spettatore per trasportarlo nello spettacolare mondo del teatro, hanno acchiappato il loro tempo per farglielo «percorrere in modo diverso».

Appuntamento all’anno prossimo!!!

Nadia Pische

               

Ipia Iglesias 2 copia

Iglesias diventa il set per uno spot contro l’azzardo che circolerà sul web a partire dalla fine di aprile. Si tratta di un segmento di un percorso didattico realizzato all’IPSIA “Galileo Ferraris”, che confluirà insieme ad altri in una conferenza dal titolo “Nontazzardare”, prevista per il 15 aprile ore 17,30 nell’ aula Magna dell’Istituto  in via Canepa.

Il progetto “Giocare nuoce gravemente alla salute: gli inganni dell’azzardo“, sostenuto dal dirigente Massimo Mocci, dalla DSGA Lucia Napolitano e dal collegio dei docenti, è partito a novembre e ha visto due appuntamenti comuni a tutte le classi: una rappresentazione teatrale sull’argomento “Rovinarsi è un gioco” della compagnia “Teatro del segno” con Stefano Ledda e la conferenza del prof. Vittorio Pelligra, dell’Università di Cagliari che ha esposto e commentato dati, evidenziato cause e meccanismi dell’azzardo e coinvolto un centinaio di studenti in una vivace e partecipata riflessione globale sul fenomeno. Sette classi dell’Ipsia, coordinate dalla prof.ssa Cinzia Guaita con l’ausilio dei  docenti Betty Medde, Paola Cacciarru, Monica Porcu, Anna Lai, Vincenzo Romano e la collaborazione del tecnico Agostino Faedda, hanno poi studiato dei percorsi didattici originali, da proporre al pubblico: rap, video, interviste, persino un “Duffy cake” e cocktail a tema! Il tutto verrà proposto al pubblico del 15 aprile. Il pezzo forte, poichè realizzato in maniera professionale, con un alto livello tecnico e contenutistico sarà, appunto, lo spot

Lo spot è stato ideato da un gruppo di ragazzi e ragazze dei vari indirizzi dell’Istituto, sotto la sapiente guida del regista Chicco Angius. Sono state analizzate le varie pubblicità antiazzardo realizzate in diverse parti del mondo, evidenziando quali messaggi, immagini musiche, slogan,  sceneggiature in genere abbiano un impatto emotivo maggiore. Per gruppi di lavoro gli studenti hanno scritto diverse sceneggiature, utilizzando gli strumenti professionali messi a disposizione ed infine si è ricavata una proposta-sintesi, votata da tutti che guiderà le riprese, realizzate dallo stesso regista.

Lo spot conterrà delle inquadrature che facciano identificare Iglesias come luogo di ambientazione. Una parte delle riprese sarà realizzata al bar “NEXT” di via Roma, dalle ore 16,00 di lunedì 30 marzo. Gli attori saranno gli stessi studenti e alcuni docenti.

L’iniziativa, finanziata dalla Scuola, ha avuto il patrocinio e il contributo degli assessorati della Cultura e dei Servizi sociali del comune di Iglesias e della presidenza del Consiglio regionale. Sono stati richiesti ulteriori finanziamenti ad Enti pubblici e privati.