30 June, 2022
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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore degli Affari generali e del Personale Filippo Spanu, ha approvato la delibera che prevede l’inserimento della struttura della Comunicazione all’interno della Direzione generale della Presidenza.
L’esigenza di intervenire, anticipando alcune soluzioni organizzative immediatamente attuabili per via amministrativa, emerge dalle criticità manifestate dagli assessorati e dalle direzioni generali del Sistema Regione ed approfondite nel corso di una serie di incontri promossi dall’assessore Filippo Spanu. E’ stata l’occasione per individuare alcune linee d’azione in vista di un assetto più razionale dell’apparato amministrativo con particolare riferimento all’accorpamento di strutture dirigenziali (direzioni generali-servizi) incardinate nello stesso ramo dell’Amministrazione.
«Vogliamo rendere la macchina amministrativa più forte ed efficiente, evitando sprechi e duplicazioni. Il percorso è stato già avviato con gli interventi successivi all’approvazione della legge 24 del 2014. La novità che riguarda la Comunicazione risponde agli obiettivi strategici di semplificazione e snellimento fissati all’inizio di questa legislatura. Nelle prossime settimane – spiega Filippo Spanu – altri passi verranno compiuti per migliorare la qualità dei servizi offerti dalla Regione a cittadini ed imprese.»
Oltre alla soppressione della Direzione generale della Comunicazione viene previsto di istituire, presso la Presidenza, l’Unità di Progetto denominata “Trasparenza e prevenzione della corruzione” che dovrà supportare il dirigente del Sistema Regione responsabile per la trasparenza e per l’anticorruzione da nominare con decreto del Presidente della Giunta.
«Questa scelta – concluse l’assessore Filippo Spanu – nasce dalla necessità di inquadrare le funzioni di anti corruzione e trasparenza in modo più razionale e maggiormente in linea con le disposizioni normative e di separare tali funzioni da quelle connesse alla comunicazione e da altri compiti di natura gestionale.»

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Sono in programma sabato e domenica, sul campo in erba sintetica dello stadio Comunale di Giba, le semifinali della 27ª edizione della Coppa Capodanno, torneo organizzato dalla delegazione FIGC di Carbonia Iglesias con la collaborazione dell’assessorato dello Sport del comune di Giba e della società ASD Marco Cullurgioni Giba.

Sabato 30 dicembre, alle 15.30, si affronteranno Ex Biancoblu Carbonia e Marco Cullurgioni Giba; domenica 31 dicembre, alle 10.00, Atletico Narcao e Don Vito Sguotti Carbonia.

Le vincenti si affronteranno nella finalissima giovedì 4 gennaio, alle 15.00, sempre al Comunale di Giba.

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Sono 44 le palestre che hanno aderito fino ad oggi al progetto del Coni e dell’assessorato della Sanità “Chent’Annos in Salude” per la promozione dell’attività motoria, illustrato questa mattina dall’assessore Luigi Arru, dal presidente del Coni Sardegna, Gianfranco Fara, e dal direttore scientifico della Scuola regionale dello sport, Gian Mario Migliaccio. Gli ultrasessantacinquenni che verranno coinvolti nel progetto saranno 4mila a regime (mille nella prima fase).
«Chent’annos in salude rappresenta uno dei punti fondamentali della Sanità in questa legislatura, quello della prevenzione – ha detto l’assessore – e questa Giunta ha approvato, tra i suoi primi atti, un Piano per la Prevenzione finanziato con 40 milioni di euro. Sappiamo che i determinanti per la salute, che prima erano virus e batteri, sono stati sostituiti da altri fattori come la sedentarietà. Non ci muoviamo molto, fumiamo, non controlliamo il peso, mangiamo male. L’attività motoria costante rappresenta un elemento fondamentale per darci più anni di vita e di vita di qualità. Per questo – ha detto Luigi Arru – lanciamo il 2018 come anno di “A Chent’annos in salude”».
Il presidente del Coni Sardegna, Gianfranco Fara, ha ricordato che la Sardegna è regione-pilota a livello nazionale su questo progetto: «Al nostro recente bando hanno risposto 44 palestre sparse sul territorio e questo garantirà una copertura regionale. Dal 2013, quando siamo partiti con una prima sperimentazione, abbiamo avuto una risposta entusiasta degli ultra 65enni, per i quali la pratica sportiva ha importanza dal punto di vista sanitario, ma cè anche un momento fondamentale di socializzazione». L’importanza della qualità della vita della popolazione anziana è stata sottolineata anche da Gian Mario Migliaccio, referente scientifico di “Chent’Annos in Salude”.
L’assessore Arru ha lanciato il coinvolgimento dei Comuni: «Portiamo in tutti i 377 centri della Sardegna questo progetto, spieghiamo l’importanza della prevenzione e dell’attività motoria costante, partendo dalla nostra Blue Zone, l’Ogliastra, terra di centenari che facevano una vita sana».

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Pierluigi Caria, ha approvato ha approvato la delibera che suddivide per i 9 Consorzi di Bonifica sardi 5milioni di euro destinati a coprire i costi di funzionamento dell’annualità 2017, ma anche quelli delle pregresse annualità. Tali fondi si aggiungo ai 2milioni già stanziati per il Consorzio di Bonifica dell’Oristanese con le stesse finalità di spesa.
I 5 milioni sono così ripartiti: 850mila al Consorzio di Bonifica della Nurra, 200mila a quello dell’Ogliastra, 300mila a Sardegna Centrale, 400mila per Nord Sardegna e 100mila a quello del Cixerri. Altri 550mila vanno al Basso Sulcis, 1 milione e 80mila all’Oristanese, 350mila alla Gallura e 1milione 170mila al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale.
«Abbiamo deciso di intervenire con tali risorse – ha spiegato Pierluigi Caria – tenendo conto anche della difficile situazione climatica dovuta alla siccità di quest’ultimo triennio che ha portato a durissime restrizioni idriche e a un aumento delle spese gestionali. Con una situazione simile abbiamo quindi fatto in modo di non gravare sulle spalle dei consorziati mettendo a correre risorse importanti che non facessero aumentare le loro spese.»

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L’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari ha definito i fondi contrattuali del comparto. Una cifra che supera di poco i 6 milioni di euro e che rappresenta un risultato storico per l’Aou di Sassari, perché determina e certifica i fondi contrattuali aziendali per l’area del comparto sanità dal 2007 al 2015. Il risultato è stato messo nero su bianco dalla direzione aziendale dall’Azienda ospedaliero universitaria di viale San Pietro, con la delibera numero 754 approvata ieri.

Dalla sua costituzione, e sino a ottobre del 2017, l’Azienda non ha mai avuto un atto aziendale approvato dalla Regione e, pertanto, neppure la conseguente dotazione organica. Questa situazione è stata di ostacolo alla quantificazione dei fondi contrattuali, a causa dell’incertezza sulla base di calcolo. L’incorporazione dell’ospedale civile nel 2016 ha comportato ulteriore problematica che, nel 2017, ha spinto la direzione aziendale e l’assessorato regionale della Sanità a mettere la parola fine all’annosa problematica avviando un percorso condiviso di definizione dei fondi.

Da qui la delibera regionale di luglio scorso, la numero 35/23, che ha dato le «linee di indirizzo per la determinazione dei fondi contrattuali dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari». La Regione ha così chiarito il concetto di dotazione organica di riferimento, ha definito i criteri di incremento dei fondi a seguito di aumento della dotazione organica, quindi ancora la riduzione proporzionale dei fondi in base alla riduzione della dotazione organica ed i limiti di spesa per le aziende interessate da operazioni di incorporazione.

L’azienda di viale San Pietro ha quindi affidato a un soggetto terzo l’incarico per la revisione dei fondi contrattuali del personale delle aree della dirigenza e del comparto che nelle settimane scorse ha consegnato alla direzione lo studio relativo al comparto per gli anni dal 2007 al 2015. Sono ancora in fase di lavorazione, invece, i dati relativi agli anni 2016 e 2017. È in fase di approvazione poi la definizione dei fondi contrattuali della dirigenza sanitaria non medica e amministrativa.

«Con la definizione dei fondi contrattuali del comparto, cioè del personale non dirigente sanitario e amministrativo – afferma il direttore generale dell’Aou Antonio D’Urso -, abbiamo aggiunto un tassello per ristabilire il giusto clima aziendale. Sono convinto che da gennaio si apriranno nuovi percorsi. È stata, così, riordinata una situazione che dal 2007 non sembrava vedere soluzione. Resta, infine, ancora da definire la parte della dirigenza medica – conclude il manager -, dopo un primo incontro svolto a metà dicembre in assessorato regionale che ha dato la sua disponibilità ad affrontare la questione fondi contrattuali.»

La delibera adottata ieri dalla direzione aziendale determina i fondi contrattuali così suddivisi: fondo per il finanziamento delle fasce retributive, delle posizioni organizzative, della parte comune ex indennità di qualificazione professionale e dell’indennità professionale specifica (3.592.427). Quindi ancora il fondo per il compenso del lavoro straordinario (1.780.418) e il fondo della produttività collettiva per il miglioramento dei servizi e per il premio della qualità delle prestazioni individuali (855.223).

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Nell’ultima seduta dell’anno il Consiglio comunale di Carbonia ha approvato il regolamento sui Comitati di quartiere.

«Con l’approvazione del regolamento sui Comitati di quartiere abbiamo raggiunto un altro obiettivo che era stato indicato nelle linee programmatiche del nostro mandato amministrativo (2016-2021). Uno dei punti strategici del nostro programma, così come il regolamento sul baratto amministrativo.»

Con queste parole il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, ha accolto con entusiasmo l’approvazione del regolamento sui Comitati di Quartiere, avvenuta nella seduta del Consiglio comunale del 22 dicembre scorso.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore del decentramento Paola Argiolas per il «varo di un importante strumento che rappresenta una novità assoluta nello scenario politico-istituzionale della città di Carbonia. I Comitati di quartiere mirano a favorire la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa, supplendo all’abolizione delle circoscrizioni. Queste entità saranno, quindi, un esempio di democrazia partecipata e potranno collaborare fattivamente con gli organi istituzionali del Comune (Sindaco, Giunta, Consiglio comunale e Consulte)».
Nel regolamento sono stati individuati 8 quartieri presenti nella città di Carbonia e nelle sue frazioni. Si tratta di Barbusi, Bacu Abis, Cortoghiana, Is Gannaus, Serbariu, Carbonia Nord, Carbonia Centro e Carbonia Sud.
I Comitati svolgeranno un ruolo propulsivo e consultivo attraverso il confronto con gli organi istituzionali del Comune, la redazione di progetti per il miglioramento delle condizioni di vita del quartiere, la formulazione di proposte di partecipazione alla spesa pubblica attraverso strumenti di bilancio partecipato.
«Un grande passo avanti nella direzione del decentramento amministrativo – si legge in una nota -, che dimostra l’attenzione e la vicinanza dell’Amministrazione comunale non solo verso il centro cittadino, ma anche verso le periferie e le frazioni.»

 

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L’11 dicembre 2 milioni di euro con un tagliando da 10 euro del gratta e vinci “Il Miliardario” nella ricevitoria di Angelo Nocco, a Bruncu Teula; mercoledì 27 dicembre 2,5 milioni di euro con una giocata da 2 euro al “Dieci e lotto” nella ricevitoria di Corso Vittorio Emanuele 64 di Carmela Cannavà, a Sant’Antioco. La dea bendata ha bussato due volte con vincite milionarie in soli 16 giorni, nel Sulcis ma, non ancora soddisfatta, ha bussato anche una terza volta, questa volta a Carbonia, non con proporzioni milionarie ma, comunque, con una somma considerevole: 300.000 euro!

E’ l’importo vinto da 23 dipendenti della Lai Automobili, con uno dei 60 gratta e vinci “Il Miliardario” da 5 euro acquistati al Conad SuperStore di via della Stazione. Si tratta di giocatori non abituali che, sotto le festività di fine anno, hanno deciso di mettersi insieme con piccole quote di una decina di euro, per tentare la fortuna… Che non si tratti di giocatori abituali, è confermato dal fatto che non tutti i dipendenti hanno accettato di partecipare, salvo poi pentirsi, evidentemente, quando si è materializzata la grandissima sorpresa…

Quando una piccola monetina da 5 centesimi ha “grattato” il tagliando fortunato…nella sede della Lai Automobili di via Nazionale è esplosa la festa… Per i 23 fortunati è stato sicuramente un graditissimo regalo, come confermano i sorrisi immortalati stamane dalle macchine fotografiche arrivate numerose per documentare quanto accaduto.

     

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Mercoledì 27 dicembre 10 lavoratori socialmente utili hanno firmato il contratto che li legherà a tempo indeterminato al comune di Carbonia e questa mattina hanno preso servizio. «Siamo veramente felici perché la stabilizzazione di 10 Lsu rappresenta un risultato significativo, che consentirà all’Amministrazione Comunale di avvalersi del prezioso contributo di operatori qualificati, i quali avranno finalmente la certezza di un futuro – ha affermato il Sindaco Paola Massidda -. Si tratta di un segnale importante per la nostra città e per l’intero Sulcis Iglesiente. La stabilizzazione di 10 lavoratori socialmente utili – che si aggiunge ad altri provvedimenti presi dall’Amministrazione comunale come l’assunzione di 64 lavoratori nei cantieri comunali di forestazione e di 26 lavoratori Alcoa e indotto, ex ILA e indotto Eurallumina – rappresenta un’inversione di tendenza in un territorio letteralmente messo in ginocchio dalla crisi e dagli elevati tassi di disoccupazione».
Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore del Personale Paola Argiolas, che ha seguito passo dopo passo la vicenda dei lavoratori socialmente utili: «Grazie a questa assunzione a tempo indeterminato, 10 padri di famiglia porranno fine alla precarietà lavorativa con quale hanno dovuto fare i conti per più di 20 anni. 10 lavoratori della nostra città potranno così guardare al futuro con fiducia e ottimismo».
5 lavoratori sono stati assunti come esecutori operativi specializzati di categoria B1: Antonio Cesare Piras, Efisio Monni, Enrico Espa, Carlo Airi e Luciano Deiana. A loro si aggiungono 5 esecutori tecnici specializzati: Antonio Cadeddu, Marcello Osanna, Giancarlo Figus, Benigno Sulas e Lorenzo Virdis.

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In Sardegna erano 136.795 i POS, lettori di moneta elettronica, attivi alla fine del 2016 presenti presso le imprese, i professionisti e gli esercenti di commercio. 1 ogni 31 abitanti, le “macchinette” in 6 anni sono cresciute di 41.486 unità.

Sono questi i dati dell’Osservatorio di Confartigianato Sardegna per le MPMI, su dati della Banca D’Italia, in vista del prossimo 1° gennaio, data dalla quale, per qualsiasi transazione commerciale, artigiani, liberi professionisti, imprese ed esercenti del commercio avranno l’obbligo di a munirsi di POS per i pagamenti tramite bancomat.

Fra pochi giorni, infatti, a partire dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, entrerà anche in vigore la norma sulle sanzioni per chi viola l’obbligo di dotarsi di “lettori di moneta elettronica”: sarà infatti obbligatorio accettare pagamenti anche con bancomat e per importi anche inferiori ai 5 euro.

«Un vantaggio per i consumatori – commenta Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – ma uno svantaggio per artigiani e commercianti i quali dovranno sostenere i costi di gestione del POS delle banche, che possono raggiungere cifre non indifferenti se si tiene conto che spesso ad essere coinvolte sono piccole e medie imprese con fatturati annui spesso contenuti

Il provvedimento mira ad accelerare ulteriormente la diffusione e utilizzo della moneta elettronica, cresciuto in modo apprezzabile nell’ultimo triennio, dopo l’entrata in vigore dal 30 giugno 2014 della legge n. 221/2012 che prevede l’accettazione da parte di imprese e professionisti di pagamenti effettuati attraverso carte di debito.

In Italia nel 2006 furono 1.132.129 i POS, che effettuarono oltre 770 milioni di operazioni per un controvalore di oltre 71miliardi e una spesa media di 93 euro; nel 2016 i POS sono diventati 2.093.959, hanno elaborato 1miliardo e 800mila operazioni per un controvalore di oltre 115 miliardi e una spesa media di 63 euro.

Il Consiglio dei ministri, nella riunione dello scorso 11 dicembre, con un decreto legislativo sui servizi di pagamento nel mercato interno, ha anche disposto che «per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non può essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa; per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non può essere superiore allo 0,3% del valore dell’operazione».

Nello stesso decreto anche un buona notizia per i consumatori: viene abbassata, passando da 150 euro a 50 euro, la franchigia massima a carico degli utenti nel caso di pagamenti non autorizzati.

Analizzando il trend delle installazioni dei POS in Italia è emerso che tra il 2013 – anno precedente all’introduzione dell’obbligo – il numero dei POS è cresciuto del 37,6% pari a 572.396 unità in più. Inoltre si è osservato un tasso medio annuo di crescita dell’11,2% dal 2013 al 2016 rispetto al più contenuto +0,8% del triennio precedente; di conseguenza tra il 2013 e il 2016 il numero di abitanti per POS passa da 39 a 29 abitanti per POS.

In parallelo tra il 2013 e il 2016 è cresciuto del 49,8% il numero delle transazioni con carta di debito tramite POS con un ritmo medio annuo del 14,4% rispetto al 10,2% osservato nel periodo precedente. L’ammontare delle transazioni dal 2013 al 2016 è aumentato del 46,5%, con un trend maggiormente accentuato rispetto alla spesa per consumi finali delle famiglie che dal 2013 è aumentata del 4,3%, evidenziando un crescente utilizzo da parte di imprese e consumatori.

A livello provinciale, 19.413 POS si trovano a Cagliari, cresciuta di 3.370 “lettori” in 3 anni. Seguono Sassari con 12.753 (+3.207 nell’ultimo triennio), Nuoro con 5.494 (+1.968 tra il 2013 e 2016) e Oristano con 3.588 (+835).

«Non siamo mai stati contrari ad accettare i pagamenti elettronici e a combattere il nero – sottolinea Matzutzi – però il problema principale restano le commissioni bancarie. Per alcuni settori i ricarichi sono talmente bassi che l’incidenza di uno o due punti percentuali sul transato significa rinunciare al profitto. Non vogliamo che a subire siano sempre imprese e consumatori.» 

«Ricordiamo che già 2 anni fa – continua il presidente Matzutzi – la legge di stabilità stabilì che sarebbero stati fissati i tetti delle commissioni da applicare ai pagamenti elettronici, commisurandoli ai servizi effettivamente erogati. Nulla ci pare sia stato fatto.»

L’associazione artigiana sottolinea come esistano anche alcuni sistemi che oggi consentono di avere il POS a costi quasi zero come quelli per i quali non ci si appoggia ad una banca per il servizio, ma si opera grazie all’utilizzo degli smartphone.

Confartigianato Imprese Sardegna, in ogni caso, tutelerà imprese e consumatori contro ulteriori aggravi di spesa, vigilando sulla corretta applicazione del provvedimento e sulle commissioni bancarie, e denunciando ogni situazione anomala o poco chiara.

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Il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, ha firmato l’ordinanza (n. 420 del 28 dicembre 2017) che vieta l’utilizzo di petardi, botti e artifici pirotecnici di qualsiasi genere nei luoghi sensibili, nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2017 e il 1° gennaio 2018. Il divieto si applica per lo scoppio di petardi in prossimità e a una distanza inferiore a 200 metri da luoghi di culto, cinema, piazze pubbliche, giardini pubblici e ricoveri zootecnici.
«Con questa misura – ha commentato il sindaco – l’Amministrazione comunale intende salvaguardare la sicurezza dei nostri concittadini e tutelare il benessere degli animali. Il nostro obiettivo è evitare che l’esplosione di petardi possa determinare, per lo spavento indotto dal rumore e dagli effetti luminosi, conseguenze negative a carico di persone e animali, nonché fenomeni di degrado urbano e inquinamento.»
Per chi non rispetterà l’ordinanza sono previste sanzioni dai 25 ai 500 euro. L’individuazione delle zone in cui è assolutamente vietato esplodere petardi permetterà di perseguire con più facilità i trasgressori.