20 May, 2022
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Gioventù Nazionale: «Il Governo ha negato a parecchi stagionali il bonus da 600 euro adducendo motivazioni del tutto fantasiose»

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«Ancora una volta ci troviamo davanti ad una situazione surreale, un altro schiaffo a quei giovani che hanno deciso di non lasciare la nostra terra e provare a costruirsi un futuro qui. Il Governo erroneamente ha negato a parecchi stagionali il bonus da 600 euro adducendo motivazioni del tutto fantasiose. La nostra indignazione va verso un Governo sempre più distante dai lavoratori, si pensi alle Partite IVA, le cassa integrazioni da fame, e nessuno sgravio fiscale sulle spese fisse delle attività.»

Lo scrivono, in una nota, tre dirigenti di Gioventù Nazionale, Simone Valleri, Valerio Lecca e Maurizio Amadori.

«Ci auguriamo che, come promesso, il Governo riveda le domande, dia un po’ di ossigeno ai giovani stagionali e capisca gli errori commessi, ma soprattutto sappia ascoltare i territori, specialmente quelli che, come il nostro, a mala pena riescono a sopravvivere ma hanno un grande potenziale per crescere e diventare autosufficiente. Intanto abbiamo raccolto alcune testimonianze che ci spiegano meglio la situazione – dice Simone Valleri -. La farsa del bonus stagionali è un qualcosa di surreale, e lo è ancora di più se si pensa all’economia della nostra provincia, nella quale noi giovani specialmente lavoriamo 4 mesi l’anno in estate proprio grazie al turismo.»

«Nel corso degli anni son state automatizzate sempre di più le pratiche di lavora, è possibile che ora non si riesca a trovare una correlazione tra il nostro lavoro e la stagionalità dello stesso? O la vera colpa è che ancora facciamo parte di quel gruppo di giovani che ha piacere di restare nella propria terra e contribuire a farla crescere e conoscere al mondo? – aggiunge Valerio Lecca, consigliere comunale di Sant’Anna Arresi -. Quest’anno molte strutture turistiche hanno previsto di restare chiuse per contenere i costi e tutelarsi dal tracollo finanziario, ma questo vuol dire molti lavoratori stagionali a casa propria, persone che contano su quei pochi mesi di stipendio per riuscire a sopravvivere tutto l’anno, mesi che purtroppo quest’anno non ci saranno per molti lavoratori.»

«Bisogna dare degli aiuti concreti alle imprese, metterle in condizioni di poter ripartire in sicurezza senza per questo rischiare di fallire – spiega Maurizio Amadori -. Così facendo si aiuteranno le piccole economie locali a ripartire in modo da dare una speranza a questo settore e a tutte le persone che sopravvivono grazie ad esso.»

La commissione Bilan
Proseguono gli inter

giampaolo.cirronis@gmail.com

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