7 May, 2021
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RWM Italia annuncia ricorso contro il Governo per la revoca delle licenze di esportazione verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi.

«Siamo di fronte ad un provvedimento “ad aziendam”, che di fatto colpisce duramente solo RWM Italiaha dichiarato l’Amministratore Delegato, Fabio Sgarzi, dopo la notifica ricevuta da UAMA della revoca delle autorizzazioni all’esportazione di bombe d’aereo rilasciate tra il 2016 e il 2018 -. Pur riconoscendo la complessità della situazione yemenita, il periodo 2019-2020 ha registrato molti passi concreti nella direzione di una stabilizzazione e pacificazione dell’area, contrariamente a quanto accaduto negli anni precedenti. Troviamo, quindi, la decisione del Governo contraria alla verità dei fatti e a quanto stabilito nella mozione nr. 1-00204 approvata dalla Camera il 26 giugno 2019.»

«La decisione, arrivata sul filo di lana, in un momento delicato per l’economia del paese in piena pandemia e con un Governo dimissionario, risulta inaccettabile anche per la strumentalizzazione che se ne sta facendo a fini politici. È inoltre incomprensibile la disparità di trattamento rispetto alle altre aziende italiane del comparto Difesa. Per questo, non può essere scacciato, ad oggi, un cattivo pensiero: bisognava sacrificare RWM Italia per lasciare intoccate le esportazioni delle altre società? In ogni caso – ha aggiunto Fabio Sgarzi -, l’interruzione, per la prima volta, di contratti autorizzati da anni, fatta in maniera tale da colpire solo certi prodotti e solo certi Paesi, deve mettere in allarme tutta l’industria della Difesa e non solo: un precedente grave, sintomo di scarsa considerazione degli effetti generali delle decisioni prese, che perciò rischia di minare la credibilità dell’industria nazionale, a tutto vantaggio della concorrenza estera. Insomma, un colpo a un pezzo importante della nostra economia con sicuri riflessi negativi sul resto.»

«Ora, chi si trova a sopportare le conseguenze di tutto questo, insieme all’azienda, sono le centinaia di lavoratori del territorio e le loro famiglie. Lo Stato ha prima reso possibile la crescita, autorizzando contratti pluriennali, e poi ha annullato tutto, come se niente fosse. E nei diciotto mesi di sospensione il Governo è stato totalmente inerte, non avviando alcuna iniziativa per contenere i gravissimi danni economici e occupazionali derivanti dalle sue decisioni”.  “Faremo, quindi, ricorso nelle sedi opportune, anche a tutela delle centinaia di lavoratori dell’azienda, molti dei quali già finiti in cassa integrazioneha concluso Fabio Sgarzi -. Ai lavoratori e alle loro famiglie l’Azienda assicura che farà l’impossibile per ottenere l’annullamento di un provvedimento ingiusto e punitivo.»

Con un atto di portata storica – che avviene per la prima volta nei 30 anni dall’entrata in vigore della Legge 185 del 1990 sull’export di armi – il Governo Conte ha deciso di revocare, non solo sospendere, le autorizzazioni in corso per l’esportazione di missili e bombe d’aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Continua inoltre a rimanere in vigore anche la sospensione della concessione di nuove licenze per i medesimi materiali e Paesi.
Amnesty International, Comitato Riconversione RWM per la pace ed il lavoro sostenibile, Fondazione Finanza Etica, Movimento dei Focolari, Oxfam Italia, Rete Italiana Pace e Disarmo, Save the Children Italia insieme ai partner internazionali European Center for Constitutional and Human Rights e Mwatana for Human Rights esprimono grande soddisfazione per questo risultato, da loro fortemente richiesto, che diventa operativo in queste ore.

«Secondo quanto appreso dalla Rete Italiana Pace e Disarmo il provvedimento riguarda almeno 6 diverse autorizzazioni già sospese con decisione presa a luglio 2019 tra le quali la licenza MAE 45.560 decisa verso l’Arabia Saudita nel 2016 durante il Governo Renzi (relativa a quasi 20mila bombe aeree della serie MK per un valore di oltre 411 milioni di euro). Secondo le elaborazioni di Rete Pace Disarmo e Opal la revoca decisa dall’Esecutivo per questa sola licenza andrà a cancellare la fornitura di oltre 12.700 ordigni.
Una decisione che pone fine – una volta per tutte – alla possibilità che migliaia di ordigni fabbricati in Italia possano colpire strutture civili, causare vittime tra la popolazione o possano contribuire a peggiorare la già grave situazione umanitaria nel Paese. Un atto che, soprattutto, permette all’Italia di essere più autorevole sul piano diplomatico nella richiesta di una soluzione politica al conflitto. Un sincero ringraziamento è dovuto ai membri del Parlamento ed in particolare della Commissione Esteri della Camera che hanno dedicato attenzione a questo tema, proponendo ed approvando un’importante Risoluzione nel dicembre 2020 che ha impegnato in primo luogo l’esecutivo a prorogare la sospensione all’export di armamenti verso i due Paesi della Penisola arabica. Esprimiamo inoltre soddisfazione per la rapidità e la fermezza con cui il Governo ha dato seguito a questo atto di indirizzo, orientandosi non solo verso la proroga della sospensione disposta nel luglio 2019 ma revocando anche le precedenti licenze come proposto dall’atto parlamentare.»

«Il legame di sangue tra la Sardegna e lo Yemen è finalmente spezzato e aumentano le prospettive di pace per quel paese martoriato hanno commentato Arnaldo Scarpa e Cinzia Guaita, portavoce del Comitato Riconversione Rwm -. Si apre, per le comunità territoriali sarde occupate dalla fabbrica di bombe, ogni possibilità di riconversione pacifica e sostenibile per l’ambiente. Chiediamo alle istituzioni, ai cittadini e a tutti i portatori di interesse – hanno concluso Arnaldo Scarpa e Cinzia Guaita -, di essere dalla parte giusta e di lavorare per sostenere l’occupazione e lo sviluppo del territorio in maniera lungimirante, per la costruzione di un mondo migliore in Sardegna e contemporaneamente nel globo, sempre più interdipendente.»

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Anche nel Sulcis Iglesiente, rinnovare il bollo auto alle Poste è semplice, veloce e sicuro attraverso il sito e le App di Poste Italiane. Il servizio è disponibile per tutti gli utenti registrati su www.poste.it oltre che per i correntisti BancoPosta e i titolari di carte PostePay.
Inoltre per usufruire delle App Postepay e BancoPosta sarà sufficiente una Carta prepagata Postepay o un Conto BancoPosta abilitati in App.
Per effettuare il pagamento, basta inserire i dati necessari: Regione/Provincia Autonoma di residenza, Targa/Telaio, Tipo veicolo ed eventuale riduzione, senza preoccuparsi di calcolare l’importo dovuto. Grazie al collegamento diretto con l’archivio automobilistico, infatti, sarà possibile conoscere in tempo reale l’importo del bollo auto comprensivo di eventuali more e interessi riferiti alle annualità precedenti.
Coloro che effettueranno il pagamento con le Carte di debito BancoPosta o con le carte prepagate Postepay, con le carte di pagamento del circuito Vpay, Maestro, Visa, Mastercard e American Express, potranno ottenere i vantaggi del cashback di Stato: un rimborso del 10% sull’importo della tassa automobilistica, fermo restando che per importi superiori a 150 euro sarà possibile ottenere un cashback massimo di 15 euro.
Fino al 28 febbraio 2021, inoltre, pagando con App Postepay e Codice Postepay negli Uffici Postali, si può ricevere 1 euro di cashback per una spesa di almeno 10 euro (per un massimo di 10 euro al giorno), in aggiunta al 10% del cashback di Stato. È possibile pagare con Codice Postepay utilizzando, oltre alle carte Postepay, anche la carta di debito BancoPosta. Il cliente inquadra il codice QR e autorizza direttamente in App Postepay.
I cittadini del Sulcis Iglesiente potranno usufruire del servizio di pagamento del bollo auto anche in uno dei 33 Uffici Postali del territorio, dove il versamento della tassa automobilistica in scadenza il prossimo 31 gennaio potrà essere effettuato secondo tutte le modalità disponibili.

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La Regione ha depositato al TAR Sardegna il ricorso contro l’ordinanza con la quale oggi il ministro della Salute Roberto Speranza, ha confermato la qualificazione della Sardegna come “zona arancione”.
«Difendiamo i legittimi interessi e i diritti della Sardegna contro un provvedimento immotivato, che danneggia gravemente il nostro tessuto economico e produttivo affliggendo la Sardegna con un nuovo insopportabile atto di prevaricazioneha detto il presidente della Regione, Christian Solinas -. Dietro questi colori ci sono persone, attività economiche e produttive. Oggi tutti gli indicatori consentono di mantenere la Sardegna in zona gialla, permettendo al nostro sistema economico e produttivo, già duramente provato dal perdurare della pandemia, di continuare il proprio lavoro. Tuteliamo dunque le ragioni e i diritti della Sardegna. La collocazione in arancione, prosegue il Presidente Solinas, appare immotivata, e nemmeno e’ possibile individuare con certezza a quali dati si sia fatto riferimento per adottarla. I dati da noi trasmessi dopo essere stati tardivamente avvisati dal Ministero, prosegue, quelli pubblicati da Agenas e il confronto con gli indicatori di altre regioni in zona gialla, confermano l’ingiustizia del provvedimento adottato, tanto piu’ che sono stati attivati numerosi nuovi posti in terapia intensiva e l’indicatore RT non e’ mai stato tale da giustificare la collocazione in arancione.»
«Non vi è alcun sovraccarico dei servizi assistenziali. L’ultimo rapporto Gimbe, pubblicato ieri, conferma una situazione pienamente sotto controllo e in continuo miglioramentoha aggiunto Christian Solinas -. Il ministro della Salute, con l’ordinanza impugnata, ha quindi stabilito sussistesse la necessità e l’urgenza di collocare la Regione Sardegna in zona “arancione” e vi ha dato corso senza che in merito l’Amministrazione abbia potuto concretamente esprimersi o apportare i propri elementi di valutazione (che certo avrebbero consentito di pervenire a conclusioni differenti), applicando un D.P.C.M. pubblicato il venerdì della stessa settimana cui si riferivano i dati presi in considerazione. La Regione, ritenendo tale decisione ingiusta e ingiustificata, ha chiesto, con spirito di leale collaborazione, che il provvedimento venisse modificato, in ragione delle non corrette modalità di adozione del provvedimento e dell’insussistenza dei presupposti per l’applicazione delle misure in esso previste, ma senza esito. Ciò sebbene l’art. 2, comma 3, del D.P.C.M. 14.01.2021, attribuisca al Ministro della Salute il compito di aggiornare l’ordinanza adottata, a seguito di verifica settimanale del permanere dei presupposti che ne hanno giustificato l’adozione. Il Ministro non ha ritenuto di provvedere in tal senso e, dopo ore di discussione con gli organi tecnici sulle misure da adottare, alle 19 di oggi ha deciso di tenere la Sardegna in zona arancione.»
«La Lombardia, invece, nel giro di due settimane ha fatto il doppio salto dalla zona rossa a quella arancione a riprova dell’ampia discrezionalità del Ministro in materia ha rimarcato Christian Solinas -. La Regione Sardegna si vede quindi costretta a chiedere l’annullamento dell’ordinanza impugnata all’intestato Tar, con richiesta di urgenza e di intervento immediato inaudita altera parte. Richiesta motivata dal fatto che il procedimento ministeriale di rivisitazione della tipologia di colore da attribuire ha una cadenza settimanale, con la logica conseguenza che essendo decorsa la giornata di oggi senza comunicazione di rettifiche e/o cambiamenti, la Sardegna sarà obbligata ad almeno un’altra settimana forzata di chiusura “arancione” con grave ed irreparabile danno per l’intera collettività regionale.»
«In diritto ciò che si contesta è il mancato coinvolgimento della Regione Sardegnaha concluso il presidente Christian Solinas, il difetto di istruttoria nel non prendere in esame i nuovi riscontri inviati sulle terapie intensive effettivamente occupate nelle settimane monitorate (in numero inferiore alla soglia minima richiesta) oltreché l’apertura di nuovi 30 posti in terapia intensiva.»

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Con la riapertura delle scuole secondarie di secondo grado in presenza al 50% a partire da lunedì primo febbraio, gli Uffici comunali e le associazioni di volontariato (Associazione Nazionale Carabinieri, Protezione Civile e Compagnia Barracellare, coordinate dal Comando di Polizia Municipale antiochense), sul campo dalla prima ora per contrastare il diffondersi del virus, saranno presenti in prossimità delle fermate dei bus dedicate agli studenti pendolari, al fine di garantire il rispetto delle normative in vigore e dare supporto all’attività di sensibilizzazione sull’utilizzo della mascherina e sul divieto di assembramento.

Il servizio di trasporto studenti è così strutturato:

Arrivo

Ore 7.39 da Calasetta – 2 bus ARST e 1 bus di linea privato (fermate: via Tuveri (Liceo) e Piazza Repubblica (IPIA);

Ore 8.00 da Carbonia, San Giovanni Suergiu, Basso Sulcis – 5 bus ARST e 1 bus di linea privata (fermate: Palasport – lungomare Cristoforo Colombo, angolo di Salvo D’Acquisto, via Bolzano);

Partenza

Ore 13.20 per Carbonia, San Giovanni Suergiu, Basso Sulcis – 5 bus ARST e 1 bus di linea privata (fermate: Palasport – lungomare Cristoforo Colombo, angolo di Salvo D’Acquisto, via Bolzano);

Ore 14.03 per Calasetta – 2 bus ARST e 1 bus di linea privato (fermate: Piazza Repubblica, IPIA, e via Tuveri (Liceo).

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A Iglesias 21 nuovi casi di positività sono stati accertati tra i residenti rispetto all’ultimo aggiornamento, 41 pazienti si sono negativizzati. Lo ha comunicato poco fa il sindaco, Mauro Usai. Attualmente 59 persone sono positive, con 8 pazienti ospedalizzati. Altre 94 persone si trovano in quarantena.

«Rivolgo nuovamente l’invito a mantenere alta l’attenzioneha detto il sindaco Mauro Usaievitando comportamenti a rischio ed osservando rigorosamente le prescrizioni sanitarie. Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali, mantenere il distanziamento e rispettare le norme igieniche di prevenzione.»

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Domani, sabato 30 gennaio, i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale saranno sottoposti alla vaccinazione anti Covid al Madison Cineworld di Iglesias. Un passo in avanti sostanziale per l’immunizzazione di tutto il personale che in questi mesi ha tanto fatto per garantire assistenza e supporto all’utenza, mettendo in prima fila la tutela della salute del prossimo.

Il coordinatore di progetto, Giuseppe Ottaviani, lo ha comunicato ai medici interessati con una nota nella quale ha spiegato che «è in ripresa, pur non secondo le aspettative, la fornitura del vaccino Pfizer in Sardegna. Nonostante le consegne non siano ancora regolari e quantitativamente adeguate, sono state assegnate in extremis alla nostra Area dosi sufficienti per includere le vostre categorie nella sessione di sabato 30 gennaio 2021. Comprendo il disagio – ha concluso Giuseppe Ottaviani -, per lo scarso preavviso ma, purtroppo, siamo costretti a lavorare con programmazione a brevissimo termine. Si conferma la vostra convocazione delle vostre categorie per sabato 30 gennaio».

«Nonostante i ritardi e la pessima gestione delle forniture ad opera del governo centrale, che ha comportato inevitabili ritardiha commentato il consigliere regionale Michele Ennas -, ringraziamo l’assessore della Sanità, Mario Nieddu, la ASSL Carbonia per aver predisposto l’attività. Non possiamo che sperare, d’ora in avanti, che l’esecutivo nazionale si adoperi tempestivamente per fornire all’Isola un numero congruo di dosi per proseguire il piano vaccinale con quelle certezze che in questo mese troppe volte sono venute meno.»

 

 

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La RSU della Sotacarbo ha diffuso una nota nella quale dichiara di essere fortemente preoccupata per il perdurare di una situazione di incertezza legata alla mancata nomina del terzo membro del CdA da parte della Regione Sardegna e dell’espletamento di tutti i relativi atti amministrativi necessari al corretto funzionamento del Centro Ricerche. La Regione ha concordato, da circa un anno con il socio ENEA due azioni da intraprendere:

  • un aumento da parte della RAS delle sue quote societarie, passando dal 50% al 51%;
  • creazione di un fondo di dotazione indispensabile per il proseguo delle attività di ricerca. 

«Nulla di quanto concordato tra i soci è stato fatto», spiegano Ivo Puddu della Filctem-CGIL, Alberto Plaisant della Flaei-CISL ed Andrea Porcu della Uiltec UIL.

La RSU chiede una decisa presa di coscienza, per evitare l’irreparabile, da parte del Presidente Solinas, che non può consentire alla realtà isolana di perdere un Centro di Ricerca all’avanguardia, eccellenza nel settore energetico ed in generale dell’economia circolare, apprezzato a livello internazionale per i risultati ottenuti in campo scientifico, ma che non trova pari valorizzazione in ambito regionale.

A tal proposito i ricercatori Sotacarbo lanciano un appello al presidente Christian Solinas, affinché la RAS risponda alla convocazione dell’assemblea straordinaria dei soci convocata per la seconda settimana di febbraio e dia seguito agli impegni presi con l’RSU e le OO.SS al fine di garantire la continuità delle attività di ricerca e scongiurare il mancato pagamento degli stipendi a partire già dal prossimo mese di febbraio.

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Sono 257 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, 5.473 i test eseguiti. Salgono a 38.141 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 574.708 tamponi di cui 9.722 antigenici rapidi. Il rapporto casi positivi-tamponi eseguiti segna per l’Isola un tasso di positività del 4,6%.

Si registrano 7 decessi (976 in tutto). Sono 453 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-12 rispetto al dato di ieri), 40 (-3) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 15.594. I guariti sono complessivamente 20.726 (+514), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 352.

Sul territorio, dei 38.141 casi positivi complessivamente accertati, 8.757 (+50) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.206 (+18) nel Sud Sardegna, 3.111 (+27) a Oristano, 7.660 (+44) a Nuoro, 12.407 (+118) a Sassari.

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Gian Piero.
Voglio fare memoria di te. Chiamandoti per nome, quel nome che anche tu hai ricevuto in dono, come tutti.
Un nome che dice chi sei stato, un nome che è stato la tua storia di piccolo e di forte. Un nome che è stato la tua vita consegnata, non immune dalla sofferenza e dalla fatica, realtà queste che attraversano tutte le vite, e che tu hai saputo e voluto interrogare, tra una sigaretta e un’altra, tra un colloquio con Dio e un silenzio interiore, tra una canzone e una lettura. Con arte.
Sì, faccio memoria di te anche come un artista. Artista, come definisco anche Dio (Lui non me ne voglia), mentre creava. E gli artisti, si sa, soffrono molto, non sempre son compresi, non sempre son considerati “normali”, cioè «obbedienti alle norme, alle regole del politically correct». Hanno un modo di vedere la realtà con la pelle, percepiscono gli infrasuoni dei cuori e, spesso, non conoscono e/o sposano le mezze misure. Sono una apocalisse, sono quel “magari tu fossi freddo o caldo”, che decide di dire “no!” alla tiepidezza, rinunciando ad essere vomito.
Gian Piero.
Artista nella vita, menestrello di Dio, capace di intercettare i ritmi e le danze dello Spirito in quanti hai incontrato, solo perché, in umiltà, semplicità e lode, ti sei lasciato “suonare” anche tu. Sì, Cristo ha fissato il suo sguardo su di te e ti ha chiamato nella sua Chiesa, presbitero nella sua Chiesa, in questa madre nel cui grembo tutti cresciamo: empi, adulteri, farisei, pubblicani, traditori, lupi, agnelli, serpenti velenosi, aspidi, pantere e leoncelli, mucche e orsi… resi giusti, resi capaci di “dimorare insieme” solo per Grazia, solo per l’abbondanza di Misericordia che fonda la comunione e ci fa camminatori.
Gian Piero.
La tua parola, eco della Sapienza, è stata manna anche per me, quando, nuda d’orgoglio e di superbia, ho messo la mia storia nei tuoi orecchi, senza vergogna. Storia che tu hai saputo ascoltare e leggere, anche nelle sue righe storte, riconsegnadomi alla Luce, alla Verità.
Gian Piero, ora, corri, vai, benedetto del Padre! Ricevi il Regno preparato da te fin dal Principio. Perché, come uomo, come ministro dell’altare e servo della storia, hai dato da mangiare un pane di vita eterna, hai dato da bere il sangue della salvezza, hai accolto lo straniero che c’è in ognuno, hai vestito e rivestito la dignità di ogni fratello, hai visitato le nostre malattie e prigioni… Tu, piccolo tra i piccoli.
Tendi la tua mano, ora, a Colui che ti tende la mano per stare in eterno con te, e tu con Lui e con tutti i poveri!
La tua Pasqua ci dice ancora: «Coraggio! Non temere! Con Gesù andrà tutto bene!»

Suor Barbara

suorbi@gmail.com