5 July, 2022
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Fabio Usai (PSd’Az): «Perché è stato rallentato l’iter legislativo-istituzionale per l’attuazione delle zone franche in Sardegna?»

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«Perché è stato rallentato l’iter legislativo-istituzionale per l’attuazione delle zone franche in Sardegna?»

La domanda è contenuta nell’interrogazione presentata dal consigliere regionale Fabio Usai alla Giunta regionale sulla mancata attuazione delle zone franche in Sardegna, prevista dall’articolo 12 dello Statuto Speciale Sardo, dal Decreto legislativo n. 75 del 1998; dalla delibera della RAS n. 21 del 2016 e, infine, del DPCM emanato il 16 maggio 2019.

«Nel programma elettorale della nostra coalizione spiega Fabio Usai -, veniva ribadita come priorità quella di concretizzare gli elementi caratterizzanti dello Statuto Speciale della Sardegna, per dare luogo a un processo federalistico in grado di valorizzare e rafforzare gli elementi d’indipendenza economici, fiscali e sociali della nostra isola. Tra essi, in riferimento a quanto previsto nella carta statutaria, nonché a quanto sancito da diversi provvedimenti e dispositivi di legge regionale e nazionali (D.Lgs 75-1998; delibera della RAS n.21 del 2016 e DPCM 16 maggio del 2019), quello dell’attuazione delle zone franche intercluse nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme ed Arbatax, nonché in altri porti e aree industriali ad essi funzionalmente collegati o collegabili.»

«Ad oggi – aggiunge Fabio Usail’attuazione dei provvedimenti legislativi per la realizzazione delle zone franche nelle specifiche aree individuate a tale scopo, non è stata completata. E ancorché la delimitazione e messa in opera delle aree preposte a tale scopo sia diretta competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri, ciò, inderogabilmente, avviene su proposta diretta della Regione: la quale, ancora oggi, non sembrerebbe aver ancora compiutamente strutturo e presentato tale richiesta.»

«Pertanto, vista e considerata l’enorme importanza e opportunità assegnate dallo strumento della Zona Franca, in sinergia con quello delle ZES, per il rilancio economico e sociale di importantissime e vaste aree della Sardegna (alcune delle quali come Portovesme gravemente colpite dalla deindustrializzazione e, dunque, bisognose di incisivi stimoli per la loro ripartenza), e in prospettiva per l’intera isola se si dovesse (anche in un’ottica di riscrittura e rafforzamento dello statuto autonomistico per allineare l’isola alle comunità nazionali più avanzate sul tema fiscale come l’Irlanda, le Canarie e la Catalogna) allargare la fiscalità di vantaggio ai confini regionaliconclude Fabio Usaisollecito fortemente la Giunta regionale a relazionare sui motivi per cui è stato rallentato l’iter legislativo-istituzionale per l’attuazione di questi fondamentali strumenti di riequilibrio economico; nonché ad adempiere ai propri doveri politico-istituzionali in merito alla definizione dei passaggi burocratici per ciò che è di sua competenza e a fare tutto quanto è in suo potere per intervenire presso il neo insediato Governo nazionale affinché si adoperi per definire l’operatività delle zone franche in Sardegna.»

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