10 January, 2026
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Cercasi linea telefonica fissa per gli ambulatori della ASL Sulcis Iglesiente di viale Arsia, a Carbonia – di Carlo Martinelli

Piccoli e grandi mali affliggono la sanità del Sulcis Iglesiente. Ormai non fa neppure notizia tante sono le segnalazioni dei disagi che devono patire, quotidianamente, i cittadini del territorio quando necessitano di attenzioni e cure. Come quel piccolo grande problema che ormai da mesi si trascina senza trovare soluzione: il disservizio della linea telefonica dei poliambulatori della ASL Sulcis Iglesiente di viale Arsia. Se avete provato a chiamare questi ambulatori avrete notato che il telefono squilla ininterrottamente senza ottenere risposta. A volte la chiamata riguarda una semplice informazione ma a volte la chiamata può riguardare qualcosa di più importante. Il senso di disorientamento è immediato, ci si chiede come sia possibile che nessuno risponda, come se non ci fosse nessuno dall’altra parte della linea. Quindi non resta che armarsi di buona pazienza (come se fosse infinita) per recarsi di persona nello stabile degli ambulatori, che è anche sede del C.U.P. per le prenotazioni. In realtà il personale di servizio, si scopre poi, è presente e gli ambulatori, pur con tutti i gravi limiti del momento che stiamo attraversando, stanno lavorando normalmente. Il problema è semplicemente riconducibile all’interruzione “temporanea” della linea telefonica fissa del centralino e delle derivazioni interne a causa degli infiniti lavori edili di ristrutturazione che stanno riguardando lo stabile ex I.N.A.M., sede dei poliambulatori. Sembra impossibile eppure, nonostante tutta la tecnologia oggi a disposizione, non si è ancora pensato di ovviare all’inconveniente attivando anche un semplice numero di telefonia mobile.
Dalla ASL fanno sapere che «la temporanea indisponibilità delle linee telefoniche in alcuni uffici del Distretto è dovuta ai lavori di ristrutturazione in corso, che hanno reso necessari spostamenti provvisori del personale e non hanno consentito il ripristino immediato delle linee». Inoltre la ASL assicura che «il problema verrà risolto quanto prima. Nel frattempo, aggiungono dalla ASL, saranno resi noti, tramite i canali ufficiali (sito web e pagine social) i numeri di telefono alternativi da utilizzare».
Il problema però persiste, trascinandosi da mesi, e riguarda principalmente tutte quelle persone fragili, indifese, anziani e disabili che non sempre hanno la possibilità di saltare su un’auto per recarsi al CUP o negli ambulatori per una visita o un esame oppure anche solo per una semplice informazione. I cittadini di questo territorio hanno la fondata percezione di essere pazienti di serie B, che i loro diritti sono diversi, inferiori, a quelli dei cittadini di altri territori della Sardegna e dell’Italia intera, come se il loro contributo alla fiscalità generale e la loro dignità non avesse lo stesso valore.

Carlo Martinelli

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