22 February, 2026
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Un nuovo master di II livello dell’Università degli Studi di Cagliari pensato per formare figure con competenze nell’analisi, progettazione, e gestione di progetti, interventi e investimenti di valorizzazione delle materie prime e seconde, del recupero ambientale e di rigenerazione del territorio con approcci progettuali paesaggistico-ambientali.

Il master, intitolato “Progettazione per la transizione sostenibile dei territori post-industriali” è rivolto a laureati e laureate magistrali in Ingegneria (civile, ambientale, edile-architettura, chimica, meccanica, gestionale, ingegneria della sicurezza); Architettura e Pianificazione (architettura e architettura del paesaggio, pianificazione territoriale urbanistica e ambientale); Scienze (geologiche, geofisiche, ambientali, chimiche, dei materiali, matematiche). Tre ambiti integrati per porre l’enfasi su progetti nei territori post-industriali, in riferimento alle condizioni in cui essi si trovano a seguito dell’attività industriale pregressa, con particolare rilievo sulle aree interessate in passato da attività minerarie e metallurgiche e sui residui inquinanti che esse hanno prodotto.

La sede del master sarà Iglesias (Palazzo Bellavista Monteponi, sede Consorzio AUSI).

La scadenza presentare le proprie candidatura è fissata per il 16 febbraio 2026.

 

La Giunta comunale di Teulada ha approvato la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Lo ha comunicato questa sera il sindaco Angelo Milia.
«Il provvedimento si è reso necessario a fronte dei gravi danni registrati sul territorio, in particolare alla viabilità, alle infrastrutture pubbliche e private, alle aree costiere, al Porto e alle aziende agro-silvo-pastorali, a seguito degli eventi meteorologici eccezionali che hanno interessato il territorio nei giorni 19 e 20 gennaioha spiegato Angelo Milia -. Con questo atto formale il Comune avvia le procedure previste dalla normativa regionale e nazionale, richiedendo alla Regione il riconoscimento dell’evento calamitoso e l’attivazione degli strumenti di intervento e di sostegno. Gli uffici comunali sono già al lavoro per la ricognizione dei danni e per l’espletamento di tutti gli adempimenti conseguenti.»
«Alla luce dell’ultimo bollettino emanato dalla Regione, si comunica che a partire da domani tutte le attività potranno riprendere regolarmente – ha aggiunto il sindaco di Teulada -. Un sentito ringraziamento va a tutto il COC (Centro Operativo Comunale), all’Ufficio Tecnico, alla Polizia Locale, alla Compagnia Barracellare, ai Carabinieri, alla Protezione Civile, alla Provincia e ad ANAS per l’impegno e la collaborazione dimostrati. Desidero inoltre ringraziare tutti gli amministratori comunali che, in questi due giorni particolarmente impegnativi, non hanno mai fatto mancare il proprio contributo, dimostrando senso di responsabilità, presenza costante e spirito di servizio verso la comunità.»

Venerdì 23 gennaio, alle ore 18.00, all’Hotel Italia di via Sardegna 31, a Cagliari, verrà inaugurata la mostra fotografica Ballata in minore. Viaggio intimo attraverso la Sardegna occidentale: un progetto di Giuseppe Casu, con foto di Fabio Dongu e Nanni Pintori, a cura di Carolina Floris, Caterina Ghisu, Monica Grossi, Enrica Sirigu.

La prima inquadratura di Ballata in Minore (2019) di Giuseppe Casu è quella degli scogli e del mare di Carloforte, dove lo scrittore Sergio Atzeni termina il suo passaggio sulla terra il 6 settembre 1995. L’inizio del film coincide sia con una fine che con un principio, quello di un viaggio, archetipo universale che racconta la scoperta di aspetti del mondo circostante e del sé. Dai poemi epici ai viaggi interiori e fantastici, il viaggio è esperienza di formazione, fuga, critica sociale e incontro con l’altro, attraverso percorsi reali o simbolici che riflettono la condizione umana.
Il film Ballata in minore viene documentato in questa mostra dalle foto del backstage realizzate da Fabio Dongu e Nanni Pintori. Un dietro le quinte che completa ed evidenzia alcune parti del film e al contempo registra il clima sul set cinematografico, il contrasto tra la magnificenza e la deturpazione del paesaggio sardo, le relazioni complesse tra attori, attrici e la troupe.
La mostra su Ballata in minore ci racconta il making of del film nella sua incompiutezza, nella consapevolezza che ogni momento si presenta una volta sola. Le foto esposte si pongono in antitesi rispetto alla ricerca della perfezione ossessiva della cultura occidentale, superando i suoi canoni estetici, ripetitivi e omologati, per regalarci il breve passaggio tra l’inizio e la fine di un cammino sulla strada statale 126 Sud Occidentale Sarda, imperfetto come la condizione umana.

In Ballata in minore i luoghi non sono mai sfondo. Si presentano come presenze complesse, capaci di custodire insieme maestosità e dolore, memoria e perdita. La duplice lettura che attraversa l’intera costruzione di senso del film si riflette anche nel paesaggio, restituito lontano da ogni immagine da cartolina. Il territorio si rivela nella sua intimità, come spazio segnato da tensioni irrisolte, in cui bellezza e ferite convivono.
Le fotografie in mostra compiono un passo ulteriore. Assumono uno sguardo esterno che, senza sostituirsi al film, ne amplia la percezione, rendendo ancora più evidente la complessità dei luoghi attraversati. Non si limitano a registrare una presenza, ma mettono in scena il modo in cui questi spazi vengono percorsi e abitati: luoghi stratificati, talvolta difficili, che richiedono attenzione, cura, ascolto. In questo scarto tra visione cinematografica e immagine fissa emerge una relazione più profonda, in cui i luoghi si rivelano come storie sedimentate, cariche di memoria, capaci di restituire un’esperienza più intima del territorio.

Nel percorso illustrato attraverso lo sguardo dei due fotografi risuona l’assenza dei suoni e della musica che, invece, ci accompagnano nella visione del film e partecipano attivamente alla costruzione del racconto. La trama sonora introduce, spiega, riesce a orientare lo sguardo prima ancora che l’azione si manifesti, suggerendo una direzione emotiva e narrativa. Alle musiche suonate dal gruppo di musicisti itineranti fanno da contrappunto i suoni del paesaggio sonoro reale e del mondo interiore dei protagonisti. Nel continuo dialogo con l’immagine in movimento il suono diventa presenza attiva, ulteriore attore nel processo di ricerca individuale e collettiva.

«Domani, 21 gennaio, le scuole di Carloforte saranno aperte. Questa decisione, concordata con il COC, dipende da due ragioni:
1. Domani è previsto vento da grecale/tramontana intorno ai 10 nodi che va a calare in serata intorno ai 5/7 nodi e assenza di pioggia; 2. Per domani l’allerta per la nostra zona è arancione.»
La decisione è stata annunciata dal sindaco Stefano Rombi.

Il sindaco di Narcao, Antonello Cani, ha confermato la chiusura delle scuole anche per la giornata di domani, mercoledì
«Visto l’avviso di elevata criticità per rischio idrogeologico e in considerazione delle condizioni ancora critiche del territorio, il Comune di Narcao ha deciso di estendere la chiusura delle scuole anche per la giornata di mercoledì 21 gennaio 2026ha reso noto il sindaco di Narcao -. Ciò, ci consentirà, tra le altre cose, la verifica dell’idoneità degli edifici scolastici e pubblici, il controllo e riordino di tutte le aree pubbliche, cimiteri e piazze e soprattutto garantire la massima sicurezza per studenti e personale. Un sentito ringraziamento per la disponibilità e l’impegno dimostrati in queste ore difficili: ai nostri agenti di Polizia locale e ai nostri operai comunali che stanno lavorando instancabilmente; all’ufficio tecnico comunale che sta gestendo l’intera situazione di emergenza e comunque a tutti gli uffici in questi giorni impegnati con queste criticità. Così come ai nostri Volontari della Protezione Civile Terraseo odvha concluso Antonello Cani -. Tutti hanno corso da una parte all’altra del territorio per garantire la sicurezza dei cittadini.
Invitiamo ancora tutti alla massima prudenza negli spostamenti.»

Il sindaco di Nuxis, Romeo Ghilleri, ha disposto la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio comunale, di tutti gli uffici pubblici, dei cimiteri comunali, dell’ecocentro comunale, dei parchi cittadini e degli impianti sportivi comunali.

La decisione è stata presa dopo che la Direzione Regionale della Protezione Civile, a seguito delle mutate condizioni meteo, ha disposto per domani 21 gennaio  2026 la cessazione delle misure imposte dall’allerta rosso e, pertanto, riprenderanno regolarmente tutte le attività che erano state sospese.

Regista, documentarista e antropologo dell’immagine, Fiorenzo Serra nei suoi film ha raccontato la Sardegna con uno sguardo insieme poetico e realista, svelando l’anima segreta di un’isola sospesa tra arcaico e moderno, in un percorso che, dai primi documentari degli anni Quaranta, approda al suo capolavoro del 1965, “L’ultimo pugno di terra”. La sua prospettiva, infatti, non è mai stata quella di un semplice cronista perché cercava la poesia della realtà quotidiana nei gesti, nei volti e nelle mani al lavoro di donne e uomini. Il suo documentario diventava così racconto antropologico, una forma di conoscenza del reale, anticipando in qualche modo anche istanze e temi del documentario di ispirazione demartiniana. In particolare, L’ultimo pugno di terra, realizzato tra il 1964 e il 1966 con la collaborazione di intellettuali come Giuseppe Dessì e la supervisione di Cesare Zavattini, racconta la Sardegna del “Piano di Rinascita”, sospesa tra l’antico mondo pastorale e l’arrivo delle grandi trasformazioni economiche e sociali: un affresco potente e malinconico, dove la bellezza del paesaggio e la durezza del lavoro convivono in una tensione drammatica.

A questo autore, di fondamentale importanza per la storia della Sardegna oltre che per il cinema italiano della seconda metà del Novecento, la Cineteca Sarda-Società Umanitaria, che per volontà degli eredi conserva ora tutta la sua opera, ha inteso rendere omaggio con la monografia di Gianni Olla, “Fiorenzo Serra, regista”, in una nuova edizione rivista e aggiornata a cura di Antonello Zanda e Sergio Naitza. E, sempre nell’intento di valorizzarne l’opera, si pone anche l’incontro del 21 gennaio, alle ore 17,30, a Cagliari, presso la sede della Fondazione di Sardegna (via Salvatore da Horta 2) con la presentazione del volume e la proiezione di alcuni documentari del grande regista.

All’incontro partecipano Ilaria Portas, assessora regionale alla Cultura, Paolo Serra, direttore regionale Società Umanitaria, Antioco Floris, professore dell’Università di Cagliari, Dante Olianas, dell’Associazione Iscandula e i due curatori della nuova edizione del volume, Antonello Zanda e Sergio Naitza.

Fiorenzo Serra, regista di Gianni Olla è il secondo volume della nuova collana di Squilibri, “Quaderni della Cineteca Sarda-Società Umanitaria”, avviata con Antonio Simon Mossa e il cinema¸ il volume di Nadia Rondella su un altro protagonista della storia culturale della Sardegna nei suoi inediti rapporti con il cinema documentario.

Le foto a corredo del comunicato sono dello stesso regista e fanno parte di un vasto nucleo di immagini, in parte pubblicate pubblicate nella nuova edizione del volume di Gianni Olla, per le quali è ancora in corso il riconoscimento dei luoghi in vista di una mostra ad opera della Cineteca Sarda-Società Umanitaria.

Il comune di Carbonia ha diffuso una nota con la quale comunica che «a seguito di accurata valutazione e di apposita riunione con il Centro operativo comunale, è stato deciso di riaprire – a far data da domani, mercoledì 21 gennaio 2026 – tutte le scuole di ogni ordine e grado pubbliche e private, asili nido, Scuola Civica di musica, Master Cinema, impianti sportivi che pertanto potranno riprendere regolarmente le proprie attività».

Il comune di Carbonia sta monitorando attentamente, in costante collegamento con la Direzione regionale della Protezione Civile, l’evolversi della situazione meteorologica e l’Amministrazione comunale fornirà alla cittadinanza gli opportuni e celeri aggiornamenti in merito.

Il Cammino Minerario di Santa Barbara ottiene un riconoscimento di assoluto prestigio nel panorama internazionale dell’escursionismo e del turismo lento, aggiudicandosi il Global Choice Award di Komoot, la più grande piattaforma outdoor del mondo con circa 50 milioni di utenti.  Il premio, che la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara ha voluto dedicare alla memoria di Giampiero Pinna, fondatore ed ex presidente del Cammino, è stato consegnato ad Andrea Tarozzi, dirigente dell’area amministrativa, e al collega Roberto Rossi, referente della campagna Komoot, durante la cerimonia tenutasi nell’ambito della CMT di Stoccarda, la più importante fiera internazionale dedicata a turismo, tempo libero e outdoor.

Attribuito per la prima volta a un Cammino, il Global Choice Award nasce da una consultazione globale svoltasi nel dicembre 2025 che ha visto il Cammino Minerario di Santa Barbara primeggiare tra sei finalisti di rilievo internazionale: Tourspain, Comune di Genova, Trans Canada Trail (Canada), GT 20 Bike (Corsica) e Sauerland-Höhenflug (Germania). Elemento distintivo del premio è il suo forte valore partecipativo: non una giuria tecnica, ma la community di Komoot ha espresso la propria preferenza, riconoscendo nel Cammino Minerario di Santa Barbara un’esperienza autentica, coinvolgente e capace di raccontare i territori attraverso il cammino.

Il riconoscimento valorizza un progetto unico nel suo genere: un itinerario ad anello di oltre 500 chilometri nel sud-ovest della Sardegna, che attraversa paesaggi di straordinaria varietà tra Sulcis Iglesiente, Arburese e Guspinese, toccando villaggi minerari dismessi, miniere storiche, foreste secolari, campagne silenziose e tratti costieri di rara bellezza. Nel biennio 2024-2025 il Cammino ha registrato circa 40.000 pernottamenti, con un incremento del 30% nel 2025 rispetto al 2024. In costante crescita anche la presenza internazionale, in particolare di turisti provenienti dalla Germania.

Al Cammino si affiancano la Ciclovia del CMSB, in larga parte sovrapposta al tracciato pedonale, e il progetto “Sentieri del Carignano”, che intreccia turismo lento, paesaggio, memoria mineraria e viticoltura a piede franco. Un percorso che va oltre l’escursione, diventando racconto vivo di comunità, lavoro e identità e che contribuisce concretamente al rilancio del territorio, e che si inserisce in un contesto di crescente interesse internazionale per la Sardegna, scelta come ‘Top Destination 2026’ da Lonely Planet.

Nella motivazione ufficiale del premio, Komoot sottolinea come il Cammino abbia conquistato la community anche grazie alla Collection dedicata, che riproduce fedelmente il tracciato ufficiale e mette a disposizione strumenti pratici per la pianificazione del viaggio, rendendo l’esperienza accessibile, emozionante e concretamente fruibile.

Grande la soddisfazione della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, che interpreta il riconoscimento come un risultato collettivo e strategico. Il Presidente della Fondazione del Cammino Minerario di Santa Barbara Mauro Usai dichiara: «Questo premio rappresenta un’ulteriore affermazione del Cammino Minerario di Santa Barbara, ma soprattutto è un riconoscimento per le comunità attraversate dai camminatori e dai ciclisti, e che lo rendono vivo ogni giorno con un lavoro paziente, condiviso e costruito insieme ai territori. Il Global Choice Award conferma la validità del nostro approccio: proporre un turismo lento, sostenibile, profondo, capace di unire cammino, conoscenza e relazione umana. Il Cammino Minerario di Santa Barbara dimostra che è possibile raccontare una destinazione in modo autentico, credibile e contemporaneo, anche attraverso il marketing digitale».

Nel suo decimo anniversario, il Cammino Minerario di Santa Barbara sceglie di trasformare il premio in un’occasione di condivisione, restituendo valore ai veri protagonisti di questo successo: i camminatori. Per celebrare il Global Choice Award e ringraziare la community che ha creduto nel progetto, la Fondazione CMSB mette a disposizione 2.000 notti al costo simbolico di 10 euro nelle posadas e nelle strutture ricettive aderenti e convenzionate lungo il Cammino. L’iniziativa sarà valida in due periodi ideali per vivere il Cammino in modo lento e autentico – dal 10 febbraio al 10 giugno e dal 10 settembre al 10 dicembre 2026 – con voucher disponibili a partire dal 26 gennaio.

Un gesto concreto che riflette l’anima del Cammino Minerario di Santa Barbara: un progetto che nasce dai territori, cresce grazie alle comunità e continua a camminare insieme alle persone, trasformando un premio internazionale in un invito aperto a mettersi in cammino.

Un Parco al passo con la natura ma anche con i tempi: il Parco di Gutturu Mannu diventa interattivo. L’appuntamento è per sabato 24 gennaio, alle ore 9.30, all’infopoint Pantaleo – Santadi, per parlare di natura e territorio e del valore del patrimonio storico archeologico del Parco di Gutturu Mannu.

Ma soprattutto per presentare “il progetto dell’ecomuseo digitale”, che rende fruibili e accessibili a un pubblico illimitato le conoscenze sulla storia del parco. Protagonisti di questa rivoluzione saranno un sito web, la postazione interattiva di Pantaleo con video divulgativi, una cartellonistica progettata per essere installata in punti strategici, e molto altro ancora.

– indagare le prospettive di sviluppo di un vero e proprio ecomuseo: fisico e puntuale, all’interno di una struttura di accoglienza dei visitatori, ma anche estensivo e in campo, sul modello già adottato da altri Parchi (es. Porto Conte).

A confrontarsi sulle prospettive di sviluppo dell’Ecomuseo saranno i soggetti che hanno collaborato al progetto e che potranno avere un ruolo negli sviluppi futuri, facendo convergere le rispettive competenze intorno alla stessa visione.

A intervenire dunque, diverse personalità con le loro competenze:

Massimo Impera, sindaco di Santadi

Giovanni Cafiero, Telos • Comunità di patrimonio tra archeologia e natura: l’Ecomuseo di Gutturu Mannu

Dalia MallusGiovanna Rizzo, Telos • La storia insediativa del Parco

Francesco Muscolino, Museo Archeologico Nazionale di Cagliari • Le collezioni di Monte Arcosu e Perda ‘e accuzai

Chiara Pilo, Giovanna Pietra, soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio

Lo stato della ricerca archeologica all’interno e nell’intorno del Parco

Cecilia Fassò, Fo.Re.S.T.A.S. • La storia nei boschi, tra gestione forestale e fruizione

Mariano Mariani, Parco Naturale Regionale di Porto Conte • Da Parco a Ecomuseo: l’esperienza di Porto Conte

Giovanna Cocco, Ecoistituto MED • Programmi e attività per la conoscenza del Parco di Gutturu Mannu

Stefano Crispu, Museo di Santadi • I custodi dell’identità e della memoria

Enrico Trogu, Archivio di Stato • Storia moderna e contemporanea. Il patrimonio documentale negli archivi storici

Rosanna Laconi, assessora della Difesa dell’Ambiente Regione Sardegna

Walter Cabasino, presidente Parco Gutturu Mannu

Luca Pulina, Università di Sassari • Le strategie di innovazione e valorizzazione dello Spoke 2

Moderano Marta Battaglia, Gianluca Cadeddu