A Portoscuso il confronto sul Libro Verde CISL: «Difendere il lavoro esistente e creare nuove opportunità, investendo su industria, energia e infrastrutture»
l futuro industriale del Sulcis Iglesiente non può essere affidato ad annunci o interventi emergenziali. Serve una strategia complessiva, capace di dare certezze agli insediamenti produttivi, sostenere le imprese dell’indotto, garantire condizioni energetiche competitive e accompagnare la riconversione industriale con nuove opportunità occupazionali. È il messaggio lanciato dalla CISL Sardegna e dalla CISL Sulcis Iglesiente nel corso dell’assemblea territoriale dedicata al Libro Verde, che si è svolta ieri a Portoscuso. Il confronto si inserisce nel percorso con cui la CISL propone un Patto sociale per collegare le scelte industriali alla qualità del lavoro, alle competenze e alla partecipazione.
Un territorio che continua a pagare il prezzo di una crisi industriale che si trascina da anni e che oggi rischia di trasformarsi in una più ampia emergenza economica e sociale. Le difficoltà del polo di Portovesme, le incertezze sul futuro di Eurallumina e Sider Alloys, le fermate produttive di Portovesme srl e le ricadute sulle imprese dell’indotto rappresentano solo una parte di un quadro che coinvolge l’intero tessuto economico e le prospettive delle comunità locali.
«Nel Sulcis le crisi industriali si trascinano da anni e tante famiglie continuano a vivere nell’incertezza. Dietro ogni vertenza ci sono lavoratori, imprese e comunità che aspettano risposte. Per troppo tempo abbiamo affrontato le crisi una alla volta, cercando di difendere produzioni e posti di lavoro senza riuscire a costruire una prospettiva complessiva. Difendere l’occupazione esistente è indispensabile, ma non basta: dobbiamo decidere quale industria vogliamo mantenere, trasformare e sviluppare in Sardegna, con quali investimenti, quali condizioni energetiche e quali competenze. È questo il senso del Libro Verde della CISL: passare dalla gestione delle emergenze a un progetto condiviso di sviluppo, con responsabilità e impegni verificabili». È quanto ha sottolineato il segretario generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda.
Per Pier Luigi Ledda, il rilancio industriale deve poggiare su alcune condizioni fondamentali: dare valore al lavoro attraverso contratti, salari, partecipazione e sicurezza; sostenere la produzione e creare nuova industria, intervenendo sui costi energetici, sulle infrastrutture e sull’accesso al credito; rafforzare i collegamenti e l’accessibilità del territorio; investire su scuola, competenze e formazione, senza lasciare indietro giovani e donne. La transizione energetica e tecnologica deve essere governata, non subita. «La questione industriale sarda deve entrare a pieno titolo nella politica industriale nazionale. Vogliamo promuovere un’iniziativa specifica sulla Sardegna, con il coinvolgimento della CISL nazionale e delle federazioni nazionali di categoria, per chiamare al confronto Governo, Regione e imprese. Il Sulcis deve essere uno dei punti di partenza di questo percorso, non un territorio al quale si torna a guardare soltanto quando esplode una nuova emergenza».
A delineare le priorità territoriali è stato Antonello Saba, segretario generale della CISL Sulcis Iglesiente, che ha evidenziato come la crisi produttiva si intrecci con difficoltà sociali e demografiche particolarmente preoccupanti. Il territorio, che conta circa 117.800 abitanti secondo le stime demografiche al 1° gennaio 2026, continua a confrontarsi con la perdita di popolazione, l’emigrazione dei giovani, le difficoltà di accesso al lavoro e il progressivo invecchiamento delle comunità. Sono fenomeni che aggravano gli effetti delle crisi industriali e rischiano di indebolire ulteriormente le prospettive economiche e occupazionali del Sulcis Iglesiente.
«Il Sulcis Iglesiente rappresenta il laboratorio in cui la transizione industriale e l’emergenza demografica si incrociano concretamente – ha affermato Antonello Saba -. Le nostre otto proposte servono a trasformare il Libro Verde in impegni vincolanti ed efficaci per il futuro di lavoratori, giovani e famiglie del nostro territorio.»
La CISL Sulcis Iglesiente ha presentato otto proposte operative per affrontare le criticità e costruire nuove prospettive. Tra queste, un capitolo specifico del Patto Sociale dedicato alle aree di crisi industriale complessa e alle isole, con il riconoscimento dei costi dell’insularità; una strategia energetica per l’industria di base; la costituzione di uno strumento pubblico-privato a sostegno della filiera dei metalli, del riciclo delle batterie e delle materie prime critiche; un patto territoriale del lavoro che integri ammortizzatori sociali, formazione e politiche attive.
Altrettanto importanti la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti attraverso clausole sociali e contrattazione di sito, politiche per i giovani collegate alla domanda reale delle imprese, il rafforzamento dei servizi sanitari e sociali di prossimità e un sistema di monitoraggio degli interventi, con il coinvolgimento permanente delle parti sociali e delle istituzioni.
«Non possiamo permettere che un territorio con una storia industriale così importante venga progressivamente privato delle proprie prospettive. La riconversione deve significare nuove produzioni, nuove competenze e occupazione stabile e di qualità. Servono responsabilità istituzionali, tempi certi e un confronto costante con il sindacato – hanno ribadito Pier Luigi Ledda e Antonello Saba -. Le otto proposte della CISL Sulcis Iglesiente sono una base concreta da cui partire. Chiediamo che diventino oggetto di un confronto con impegni, scadenze e verifiche, perché il futuro del territorio non può restare sospeso tra un annuncio e l’altro.»
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