23 February, 2026
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A seguito del provvedimento emesso il 22 gennaio scorso avente dalla Prefettura di Cagliari, riguardante l’incontro tra Carbonia e Tempio, valido per la ventesima giornata del campionato d’Eccellenza regionale, in programma domenica 8 febbraio 2026, il quale dispone il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti della provincia di Sassari, il Carbonia calcio ha reso noto che gli spettatori all’ingresso dovranno esibire un documento all’ingresso dello stadio per svolgere le opportune verifiche.
Per tale motivo è richiesto l’anticipo dell’arrivo allo stadio onde evitare assembramenti.

Il divieto cita i residenti della provincia di Sassari ma è chiaramente destinato ad impedire l’ingresso allo stadio “Carlo Zoboli” ai tifosi del Tempio, città che peraltro fa parte della provincia della Gallura Nord-Est Sardegna.

Nuova assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici del territorio martedì 10 febbraio, presso la sala F.lli Fois, in via Fermi, a Portoscuso. Saranno presenti il segretario nazionale della Fiom CGIL Michele De Palma, i segretari regionali e territoriali delle categorie FIOM, FSM e UILM, Anticorrosione-Sulcis-AP-Eco Service-CQ NOL-Elastomeccanica Entusa-FM Grigliati-GMS-GSMI-IECI-ISC-MOSIS-Nuova Icom-Reno-Sardinia Costruzioni-SeGeSa-Sicoi-SiderAlloys-Sir-SKV-Vulcanastri, lavoratori in mobilità in deroga.

L’assemblea dibatterà i seguenti punti all’ordine del giorno: 1) discussione e votazione sul rinnovo del CCNL; 2) crisi industriale del territorio; 3) varie ed eventuali.

Vista l’importanza dei temi in discussione, le segreterie territoriali Sulcis Iglesiente Sardegna-Sud Occidentale FIOM-FSM-UILM contano sulla totale partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, ai quali richiedono la massima condivisione dell’assemblea, che va considerata retribuita.

In Sardegna nel corso degli ultimi 10 anni, si sono affermati due blocchi sanitari provinciali: Cagliari e Sassari. Allo stesso tempo, le norme regionali sul diritto universale alla salute della popolazione, sono entrate in forte crisi esistenziale.
In questo contesto, complesso e difficile da interpretare per i non addetti ai lavori, è cruciale l’accentramento sanitario a Cagliari e il declino del Sulcis. Nella nostra ricostituita provincia del Sulcis Iglesiente, si intraprendano adeguate iniziative con l’insieme dei 24 sindaci, volte a riorganizzare il nostro sistema sanitario.
È quindi opportuno, in questo ambito, avere una visione la più chiara di dove sono concentrate le strutture sanitarie pubbliche e private, in particolare nella ASL della provincia di Cagliari, e fare una verifica sul come vengono distribuite le risorse economiche, e quelle umane.
Si vedrà dai dati che esiste una forte disparità nella ripartizione dei posti letto, dei dipendenti e del danaro destinato alla Sanità provinciale.
È necessario mettere a conoscenza il pubblico ignaro di alcuni fatti che hanno avuto, come risultato, l’attuale insoddisfacente sistema sanitario regionale.
La Giunta regionale, il 27 aprile 2025, secondo quanto previsto dalla L.R. n. 8/2025, provvedeva a nominare per 6 mesi i commissari straordinari delle 8 Asl della Sardegna, dell’Azienda ospedaliera Brotzu, delle AOU di Cagliari e Sassari, e dell’AREUS.
Per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 198 del 23 dicembre 2025, che dichiarava l’illegittimità costituzionale della legge con la quale tutte le aziende sanitarie sarde erano state commissariate, la Regione prendeva atto della cessazione degli incarichi dei commissari.
Il 31 dicembre 2025, la Giunta regionale, preso atto della decadenza dei Commissari, provvedeva a nominare i nuovi direttori generali delle ASL. Solo tre di queste nomine sono state rinviate (ASL di Cagliari, ASL di Sassari e ASL della Gallura).
È in corso però il ricorso contro la Regione di quei sei ex direttori generali delle ASL sarde, rimossi dalla Giunta regionale. In tale ricorso essi pretendono l’annullamento della procedura di nomina dei nuovi direttori che attualmente occupano i loro posti.
Nel frattempo, l’ex direttore generale dell’ASL 1 di Sassari, ha vinto il ricorso al Tar annullando gli atti della Regione e disponendo il proprio reintegro alla ASL di Sassari. Questo fa capire quanto sia precaria la nomina degli attuali direttori generali.
Ciò determina grande incertezza nel governo di tutto il sistema sanitario regionale.
Ciò premesso, per capire il clima che si respira in generale nella sanità sarda, ora veniamo ad esaminare le strutture sanitarie di nostro interesse.
Il Piano regionale della Rete ospedaliera del 2017/2019, approvata con delibera della G.R. il 25.10.2019, stabiliva uno standard di 3,7 posti letto per 1.000 abitanti. Già questo dato è gravemente deficitario se si considera che in Germania hanno come standard 14 posti letto per 1.000 abitanti e in Francia si prevedono 10 posti letto per 1.000 abitanti.
La deliberazione della Regione Sardegna che ci interessa stabilisce che:
1 – Alla ASL di Carbonia Iglesias, con 128.554 abitanti, vanno attribuiti 313 P.L., pari a 2,51 P.L. per 1.000 abitanti;
2 – Alla ASL di Cagliari, con 560.827 abitanti vanno attribuiti 2.672 P.L. pari al 4,64 P.L, per 1.000 abitanti;
3 – La Regione Sardegna con 1.633.859 abitanti, deve avere una dotazione complessiva di 5.901 P.L. pari a 3,7 P.L. per 1.000 abitanti.
Nota bene: il lettore scoprirà che il basso numero di posti letto attribuiti alla ASL Sulcis Iglesiente, non solo non sono stati realizzati ma addirittura si è proceduto a ridurli ulteriormente intorno ai 1,5 posti letto per 1.000 abitanti. Bisogna fare molta attenzione a questi dati sui posti letto perché la loro riduzione condiziona, in diminuzione, anche il numero di personale sanitario con cui dotare i nostri ospedali.
Ecco i particolari numerici che sono alla base del nostro fallimento sanitario.

La situazione dei posti letto all’1.01.2026 nella provincia di Cagliari.
1) Azienda Ospedaliera ARNAS-BROTZU a Cagliari.
L’Azienda include l’ospedale Businco. Per missione e statuto essa deve erogare l’assistenza sanitaria polispecialistica anche nell’ambito dell’emergenza-urgenza in qualità di DEA di II livello. Perciò è dotata delle discipline più complesse della medicina dei trapianti e delle patologie oncologiche e pediatriche, ed è identificata quale HUB di riferimento regionale per le reti di cura oncologica, trapiantologica e terapia del dolore.
L’Azienda presenta un totale di 785 posti letto, di cui ordinari 668 e day hospital e diurni 117.
2) Azienda Sanitaria Locale N. 8 di Cagliari.
I comuni della Asl 8, nel 2025 presentavano una popolazione totale di 541.176 abitanti.
I posti letto di ricovero nelle strutture pubbliche sono oggi 494 di cui: San Giuseppe Isili 25; Binaghi 9; Marino 17; SS Trinità 344; San Marcellino Muravera 43; Microcitemico 56;
3) Azienda Ospedaliera Universitaria (AOU). I posti letto sono 446.
4) Le Aziende private. i posti letto delle strutture di ricovero sono: casa di cura Sant’Anna 73 P.L.; Casa di Cura Sant’Antonio Spa 115 P.L.; Casa di Cura Villa Elena 69 P.L.; Kinetika Sardegna 223 P.L.; Nuova casa di cura – Decimomannu P.L. 96. Per un totale complessivo di 576 posti letto.
È opportuno segnalare che tali strutture non hanno funzioni di ricovero per le urgenza ed emergenze. Infatti, l’emergenza urgenza è riservata solo agli ospedali pubblici dichiarati DEA di I livello come lo è il Sirai di Carbonia.
Inoltre, nella provincia di Cagliari, per rafforzare l’offerta dei servizi in città e sul territorio sono stati finanziati, con fondi del PNNR, gli interventi di attivazione, ristrutturazione e riqualificazione delle seguenti strutture: 15 case della comunità; 4 centrali operative territoriali (COT); 2 ospedali di comunità presso l’ospedale Marino e l’ospedale Binaghi.
La situazione dei posti letto nella ASL 7 del Sulcis Iglesiente al 31.12.2025.
Rispetto a quanto previsto dal Piano regionale della Rete ospedaliera del 2017/2019 e dall’Atto Aziendale 2023/2025, la ASL 7 dovrebbe avere 313 posti letto. In realtà le cose sono molto diverse:
– nel P.O. CTO di Iglesias sono attivi circa 80 sui 127 previsti dalla legge;
– al P.O. Sirai di Carbonia, sono attivi 100 P.L. su 186 previsti dalla legge.

La situazione dei costi di produzione dei servizi e del personale
Le aziende, per il 2025 hanno presentano i costi a sostegno della loro attività e erogazione delle prestazioni sanitarie unitamente alla spesa per il numero del personale sottoelencato:
– La ASL 8 di Cagliari delibera un totale per la spesa di 1.180.021.572,26 (un miliardo e 180 milioni); per 4.314 dipendenti la spesa è di 243.085.146,70 (243 milioni);
– L’Arnas Brotzu presenta una spesa di produzione di servizi pari a 426.929.150,38 euro; e per i suoi 3.265 dipendenti una spesa di 188.841.446,47 euro.

– Per l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari il totale dei costi di produzione di servizi è di 210.719.636,76. Per 1.649 dipendenti la spesa è di 91.063.842,84 euro;
Tutt’altro finanziamento ha a disposizione la ASL 7 del Sulcis Iglesiente:
– La ASL Sulcis dichiara una spesa per la produzione di servizi pari a un totale di 295.541.668,29 euro. Mentre per 1.626 dipendenti presenta un costo di 77.039.793,82 di euro.
– infine, c’è l’Ares (che ha sempre sede a Cagliari), la cui funzione principale è quella di fornire supporto alla produzione di servizi sanitari e socio-sanitari. Essa presenta una spesa per la produzione pari a 78.451.769,81 euro, mentre i costi dei 639 dipendenti, ammontano a 31.065.435,31 euro.
Il quadro complessivo che segue dimostra che la Sardegna ha realizzato un sistema sanitario che si concentra quasi totalmente sulla Città metropolitana di Cagliari. Infatti:
I posti letto pubblici nella ASL 8 sono 494; nel Brotzu 785; nell’AOU 446; per un totale di totale di 1.725 posti letto. Inoltre, nel Cagliaritano ai posti pubblici si sommano altri 576 posti letto delle case di cura private.
Il totale complessivo di posti letto nella provincia di Cagliari è pari a 2.301 posti letto.
Il che vuol dire che la provincia di Cagliari ha a disposizione 4,8 P.L. per 1.000 abitanti.
Per la Sardegna globalmente vennero destinati dalla legge 3,7 posti letto per 1.000 abitanti.
Alla provincia del Sulcis Iglesiente vennero destinati 2,5 posti letto per 1.000 abitanti.
In realtà nella ASL 7 del Sulcis Iglesiente sono presenti solo 1,4 posti letto (180 x 128.000 abitanti).

I dipendenti nella ASL 8 sono 4.314; nel P.O. Arnas Brotzu 3.265; nell’AOU 1.649;
Nella provincia di Cagliari esiste un totale complessivo di 9.228 dipendenti.
Nella ASL 7 della provincia del Sulcis Iglesiente sono presenti 1.626 dipendenti.
Il valore totale della spesa per i presidi sanitari ospedalieri presentano il seguente:
– la ASL 8 di Cagliari, 1.180.021.572,26 – L’Arnas Brotzu 426.929.150,38 – Per l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari 210.719.636,76;
– per un totale complessivo di 1.816.670.359,40;
– per l’Ares i costi della produzione sono 78.451.769,81;
– la ASL del Sulcis Iglesiente la spesa sanitaria è pari a 295.541.668,29 euro. Per 1.626 dipendenti presenta un costo di 77.039.793,82 di euro.
Oggi, nel 2026, i posti letto nella Asl del Sulcis sono al CTO circa 80 e al Sirai 100, per un totale di 180 posti letto. Rispetto ai 313 previsti dal piano regionale mancano 133 P.L.
La situazione della Giunta regionale, in particolare con l’incertezza che attraversa il governo del sistema sanitario regionale, non consente di aprire processi o confronti per una revisione degli standard dei posti letto e la riorganizzazione delle strutture ospedaliere sia della provincia di Cagliari che del Sulcis Iglesiente.

Quello che però con forza, ora, occorre riaffermare, è perlomeno il ripristino di tutti i posti letto che spettano alla nostra provincia (313), rispetto ai 180 circa attivi. Questo è un compito che spetta alla “Conferenza Sanitaria Provinciale” del Sulcis Iglesiente.
In questo contesto, prendendo atto del sistema sanitario che vede la provincia di Cagliari svolgere un ruolo centrale sul piano dell’assistenza ospedaliera, ben oltre i propri confini territoriali, noi, nel nostro ambito, abbiamo il dovere di assumere iniziative volte a garantire nella nostra Asl con i suoi 24 comuni, gli imprescindibili giusti livelli di assistenza ospedaliera nei presidi CTO e Sirai. Con essi dovranno avere una loro sistemazione i presidi di prossimità nei comuni.
È quindi opportuno, rivendicare e sollecitare:
1) la piena attivazione dei 313 posti letto di cui: al P.O. CTO di Iglesias,127, quale stabilimento completamento DEA I livello, con le funzioni di assistenza programmate per tutta la ASL 7 e il pronto soccorso semplice;
2) la piena attivazione al P.O. Sirai di Carbonia, con 186 posti letto, quale DEA I livello, multi-specialistico e punto di riferimento per le attività di Emergenza-Urgenza per tutta la AS;
3) espletare con urgenza i concorsi per i direttori di struttura complessa (ex primari) dei reparti quali: Neurologia; Radiologia; Nefrologia e Dialisi; Urologia; Laboratorio di Analisi; Centro Trasfusionale; Diabetologia; Cardiologia e Emodinamica;
4) piena attivazione nel P.O. Santa Barbara di Iglesias, quale “Grande Casa della Salute” e stabilimento della rete territoriale;
5) risolvere il problema della carenza del Medici di Famiglia (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PDL);
6) abbattere le liste d’attesa;
7) dare piena attivazione alle case della salute/comunità di Fluminimaggiore, Giba, Sant’Antioco e Carloforte, con l’adeguamento organizzativo dei MMG e PLS e la presenza delle attività specialistiche.

Conclusioni.

Occorre che la provincia del Sulcis Iglesiente dia l’incarico (ai 24 sindaci, alla conferenza sanitaria provinciale del Sulcis, ai presidenti dei tre Distretti sanitari), di riorganizzare con urgenza il nostro sistema sanitario provinciale e assicurare un futuro meno problematico alla nostra popolazione. Non ci servono altri programmi. Ci servono risultati.
Se non ora quando.
Tore Arca

«In un territorio che ogni estate si trova a fronteggiare gravi situazioni di siccità, è assurdo assistere impotenti allo spreco di una risorsa preziosa come l’acqua. In questi giorni, a causa delle intense piogge, il Rio San Giovanni di Domusnovas ha registrato un notevole aumento della portata. Tuttavia, l’impianto di pompaggio che permette il trasferimento dell’acqua verso la diga di Punta Gennarta – gestito da ENAS – risulta inspiegabilmente non attivo.»
Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.
«L’acqua che oggi scorre verso il mare potrebbe essere preziosa nei mesi primaverili ed estivi, quando agricoltura, zootecnia, aziende agricole e approvvigionamento civile dovranno fare i conti, come ogni anno, con la scarsitàaggiunge Gianluigi Rubiu -. È doveroso che ENAS e tutti gli enti preposti si attivino immediatamente per mettere in funzione l’impianto di pompaggio e garantire che tutta l’acqua disponibile venga accumulata nella diga di Punta Gennarta.»

«Non possiamo più permetterci una gestione superficiale delle risorse idricheconclude Gianluigi Rubiu -. Serve una pianificazione attenta e interventi tempestivi per trasformare eventi meteorologici favorevoli in un’opportunità per il territorio, invece di un’ennesima occasione sprecata.»

Nell’ambito della programmazione aziendale e in coerenza con l’attuale organizzazione delle attività della UO di Cardiologia e UTIC del Presidio Ospedaliero Sirai, a partire da questa settimana sono state aperte al pubblico le agende CUP per l’erogazione di prestazioni cardiologiche rivolte ai pazienti esterni (chiuse dal 2018).
Attraverso i consueti canali di prenotazione CUP sarà possibile accedere a prime visite e visite di controllo cardiologiche con elettrocardiogramma, prove da sforzo, esami ecocardiografici ed ecocolordoppler cardiaci, ampliando in modo significativo l’offerta assistenziale a beneficio della popolazione del territorio.
L’attivazione di questo importante servizio, fortemente sostenuta dalla Direzione Aziendale, è stata resa possibile grazie al determinante impegno del responsabile della UO di Cardiologia e UTIC, dott. Salvatore Ierna, e dell’intera équipe medica che, con elevata professionalità, spirito di collaborazione e grande senso di responsabilità, ha organizzato e reso operative tutte le attività necessarie.

Il mare cristallino e la storia mineraria della Sardegna si fondono nuovamente per un evento unico al mondo. L’11 e il 12 luglio 2026 Porto Flavia tornerà a essere il teatro dell’High Diving World Cup, la coppa del mondo di tuffi dalle grandi altezze organizzata da World Aquatics – l’ente mondiale per le discipline acquatiche -, confermandosi tra le tappe più suggestive e spettacolari del circuito internazionale.
Il ritorno a Porto Flavia, dopo lo straordinario successo dell’edizione 2025, si inserisce nel ciclo pluriennale siglato tra World Aquatics e Marmeeting, azienda italiana con 30 anni di esperienza nell’organizzazione di eventi sportivi e con un focus principale sull’High Diving. La tappa sarda si distingue nel calendario mondiale per il suo format unico: gli atleti non gareggiano da una torre artificiale, ma si lanciano direttamente dalle storiche scogliere a picco sul Mediterraneo. Questa sinergia trasforma stabilmente Porto Flavia in un’arena naturale senza eguali, la cui unicità è confermata dalla pluricampionessa mondiale Rhiannan Iffland: “Questa location è spettacolare e mozzafiato; la bellezza del luogo rende la competizione qualcosa di veramente speciale”.
L’evento vedrà gli atleti sfidarsi lanciandosi dalle piattaforme di 27 metri (uomini) e 20 metri (donne). Quattro tuffi in due giorni per decidere chi dominerà le acque sarde in un weekend che promette una visibilità mediatica globale senza precedenti.
«Siamo entusiasti di proseguire questa partnership con World Aquatics e di accogliere nuovamente i migliori atleti al mondo in questa cornice davvero senza eguali – ha dichiarato Franco Varese, Sports Event Manager di Marmeeting -. Condividiamo con la federazione mondiale una visione a lungo termine e siamo orgogliosi di continuare a costruire su quanto abbiamo creato in questi anni. Ospitare ancora una volta la Coppa del Mondo di High Diving in Sardegna è un’ulteriore realizzazione di questa visione
Prima di approdare a Porto Flavia, l’High Diving World Cup 2026 farà tappa negli Stati Uniti, a Fort Lauderdale, dal 15 al 17 maggio. Protagonista sarà il campione del mondo James Lichtenstein, che difenderà il titolo nelle acque di casa, dove negli stessi giorni si svolgeranno anche gli High Diving Junior Championships, riflettendo l’impegno di World Aquatics nel far crescere e accompagnare i giovani talenti verso il sogno olimpico di Brisbane 2032.
Come sottolineato dal presidente di World Aquatics, Husain Al Musallam, la stabilità garantita da sedi iconiche come Porto Flavia e Fort Lauderdale – le uniche al mondo capaci di offrire infrastrutture naturali o permanenti così d’impatto – permette di massimizzare la visibilità dello sport, offrendo ai partner e ai broadcaster un valore narrativo unico in un mercato globale in costante crescita.
Tra mare, roccia e adrenalina pura, Porto Flavia si prepara a diventare ancora una volta il palcoscenico naturale dove il coraggio degli atleti incontra la storia, regalando al mondo uno spettacolo senza eguali.

Sabato 31 gennaio è andata in scena al Teatro Centrale di Carbonia, “Una giornata qualunque”, brillante commedia tragicomica scritta da Dario Fo e Franca Rame. Inserita nel cartellone CEDAC stagione 2025/2026, ha divertito un pubblico numeroso ed attento alle sottili sfumature presentate dal tema. Un unico atto che la brillante ed esplosiva Gaia De Laurentiis ha interpretato magistralmente. Con lei sul palco Stefano e Lorenzo Artissunch.

Lo spettacolo racconta con ironia la solitudine e le nevrosi femminili attraverso la storia di Giulia, una donna che si deve rapportare con la fine del suo matrimonio durato ben trent’anni. Nel bel mezzo di un profondo disagio psicologico, Giulia decide di suicidarsi, ma una serie di improbabili vicissitudini in “Una giornata qualunque” la portano a rivedere la sua decisione… Anche quando tutto sembra volgere al termine, c’è sempre la speranza di ricostruire qualcosa e ricominciare a vivere. A salvarla si presenta l’occasione di condividere il suo stesso malessere con quello simile di altre persone, la sua solitudine in fondo è quella di tante altre donne che, come lei, a cinquant’anni devono reinventarsi.

Un inno alla vita che, tra battute e risate, evidenzia l’importanza di trovare la forza nella condivisione e nella solidarietà.

Un tema profondo che non tralascia la chiave della comicità, per arrivare dritto al pubblico, un tormento interiore che resta in bilico tra disperazione e rinascita. Aspetti vivi della quotidianità di una comune realtà dei giorni nostri.

Nadia Pische  

 

«Giocare a carte fa bene agli anziani, perché stimola le funzioni cognitive (memoria, logica, concentrazione), combatte il declino cognitivo, riduce stress e ansia, migliora l’umore e promuove la socializzazione, contrastando solitudine ed isolamento e aumenta l’autostima. I giochi delle carte richiedono concentrazione e strategia, abilità che aiutano a mantenere il cervello in forma.»

Sono queste le considerazioni che hanno portato la dirigenza della Lutec, Libera università della terza età di Carbonia, su proposta della socia Antonella Ranno, ad organizzare un corso di burraco, con sedute che si tengono nella nuova sede sita in alcuni locali dell’Istituto Comprensivo Deledda-Pascoli nel plesso di Piazza Italia, ingresso da viale Trento.

Vediamo l’intervista realizzata con il presidente della Lutec, Giampaolo Sestu.

 

Sabato 7 febbraio, presso la boutique Carla Fashion Moda, in piazza Ciusa 6, a Carbonia, si terrà la selezione/casting del concorso di Miss Reginetta d’Italia. Sarà occasione per tutte le donne dai 14 ai 60 anni per avvicinarsi al mondo della moda e delle passerelle. La referente sarda Lucia Manca sarà disponibile per fornire le informazioni relative al concorso e valutare assieme un’eventuale iscrizione. A partire dalle ore 15.00 le candidate miss avranno modo di indossare e sfilare con gli abiti della boutique Carla Fashion Moda e gli accessori di Ramaat Shop, il cui punto vendita si trova sempre a Carbonia in Piazza Ciusa.
Le miss già iscritte si contenderanno la fascia per accedere alla finale regionale, mentre per tutte le altre sarà l’occasione per iscriversi e partecipare ai prossimi eventi.

 

Il gruppo del Partito democratico, primo firmatario l’on. Alessandro Pilurzu, ha presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale, sulla corretta imputazione degli oneri relativi alla degenza presso strutture residenziali accreditate di pazienti affetti da patologie neurodegenerative, e sulla necessità di garantire uniformità di trattamento e sostenibilità finanziaria per gli enti locali.
«Attualmente, i costi delle rette nelle strutture residenziali per pazienti affetti da gravi patologie neurodegenerative vengono spesso scaricati sui malati, sulle loro famiglie o, in caso di incapienza, sulle casse comunalispiega l’on. Alessandro Pilurzu -. Una prassi che sta mettendo in ginocchio i bilanci degli Enti Locali e impoverendo migliaia di nuclei familiari sardi. L’atto politico che intendiamo sostenere con l’ordine del giorno parte da un dato di fatto giuridico e sanitario: quando un paziente è affetto da demenza grave o Alzheimer, le prestazioni assistenziali (vitto, alloggio, accudimento) non sono scindibili dalle cure mediche. Sono, di fatto, strumentali e indispensabili alla terapia stessa.»
«Con questo documento impegniamo la Giunta aaggiunge Alessandro Pilurzu -:
– Riconoscere formalmente che le prestazioni residenziali per patologie neurodegenerative e demenze, con prevalente componente sanitaria, rientrano nei livelli essenziali di assistenza;
– Assumere iniziative per garantire l’imputazione integrale degli oneri al Servizio sanitario regionale, in coerenza con la normativa e l’orientamento giurisprudenziale;
– Promuovere, con gli enti locali, regole chiare per la parità di trattamento dei cittadini;
– Valutare strumenti finanziari regionali per sostenere l’assistenza residenziale, prevenendo il trasferimento improprio degli oneri su Comuni e famiglie;
– Riferire periodicamente al Consiglio regionale sullo stato di attuazione delle misure e sugli effetti in termini di tutela della salute e sostenibilità del sistema sociosanitario.»