Grande attesa, a Carbonia, per i concerti di Samurai Jay e Bobby Solo


Con la prima riunione, tenutasi oggi nella sala consiliare di via Mazzini, a Carbonia, si è insediato ufficialmente il Comitato faunistico provinciale, l’organismo tecnico-consultivo chiamato a svolgere un importante ruolo nella pianificazione faunistico-venatoria, nella tutela e nel controllo della fauna selvatica e nelle materie legate all’esercizio della caccia.
L’assemblea del Comitato, presieduta dal vice presidente e consigliere delegato Gianluigi Loru, in qualità di supplente del presidente Mauro Usai, è costituita da Alessandro Brighi (A.N.L.C), Mauro Floris (L.A.S.C.) e Pietro Paolo Bardi (FIDC) in rappresentanza delle associazioni venatorie. Per le Associazioni naturalistiche e di tutela degli animali: Giovanni Paulis (WWF) Pietro Bullegas (ITALIA NOSTRA APS) e Albano Salis (MAREVIVO DELEGAZIONE SUD SARDEGNA ETS). In rappresentanza delle Organizzazioni professionali agricole: Ennio Cadeddu (COLDIRETTI), Nicola Atzori (COPAGRI CAGLIARI), Antonello Pinna (CIA) e Alfredo Littarru (CONFAGRICOLTURA). In qualità di responsabile dei Servizi veterinari è stato nominato il dottor Massimo Maggio. Componente effettivo in rappresentanza del Corpo forestale è il dottor Silvio Cocco, Direttore del Servizio Territoriale Ispettorato Ripartimentale di Iglesias del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale della Regione Sardegna. In qualità di supplente, il dottor Marco Dellachà. Come esperti in materia di fauna selvatica e pianificazione venatoria sono stati designati Pinello Cossu e Simone Secci.
Sul tavolo la necessità di affrontare le tante problematiche che affliggono gli agricoltori e le comunità locali quali, in particolare, la presenza sovrabbondante di cinghiali, causa di rilevanti danni alle produzioni agricole e zootecniche, dell’aumento dei rischi di incidenti lungo le strade provinciali e potenziale minaccia per l’equilibrio degli ecosistemi.
Per questo la Provincia, sin dal suo insediamento, ha compiuto tutti i passi necessari per giungere in tempi record all’approvazione del Piano provinciale di gestione e controllo 2027-2032 delle popolazioni dei cinghiali e altre specie selvatiche e alla formazione di una settantina di coadiutori abilitati per il controllo della fauna selvatica.
«La presenza delle diverse realtà del territorio in seno al Comitato è un valore aggiunto. La nostra volontà è quella di lavorare per una gestione equilibrata e responsabile, capace di coniugare tutela della fauna, esigenze del mondo agricolo e corretto esercizio dell’attività venatoria nel pieno rispetto delle norme ambientali vigenti», ha detto ol presidente Mauro Usai.
«Oggi è una giornata importante. Con l’insediamento ufficiale del Comitato faunistico provinciale, viene segnata una tappa fondamentale nel percorso che la Provincia del Sulcis Iglesiente ha deciso di intraprendere per dare concretamente risposte al territorio e alle sue comunità. L’obiettivo è lavorare con un approccio concreto e operati», ha aggiunto il vicepresidente Gianluigi Loru.
E’ stato diramato il calendario dei campionati di 2ª Categoria, il 27 settembre il Carbonia esordirà in casa con l’Atletico Uta. La squadra di Maurizio Ollargiu giocherà poi a Sant’Anna Arresi, in casa con il Bindua, a Ussana, in casa con il Teulada. Riposerà alla penultima giornata, prima del Decimomannu, una delle avversarie pià quotate sulla carta per il salto di categoria.
La prima giornata proporrà sugli altri campi, le seguenti partite: Carloforte-Sant’Anna Arresi, Domusnovas-Teulada, Asseminese.Cortoghiana, Matzaccarese-Barbusi, Audax-Bindua e Villaperuccio-Ussana. Riposerà il Decimonannu.
Allegato il calendario completo.
La sala consiliare di piazza Roma, a Carbonia, lunedì 14 settembre ha ospitato il convegno “1946: la democrazia nasce a Carbonia”, organizzato da Fondazione Enrico Berlinguer, SBIS – Sezione di storia locale, Umanitaria – Centro Servizi Culturali, Associazione culturale – amici della miniera, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e il supporto della Fondazione di Sardegna.
Sono intervenuti il sindaco di Carbonia Pietro Morittu; Moreno Pilloni, direttore della Società Umanitaria, Centro Servizi Culturali Carbonia; Tore Cherchi, presidente della Fondazione Enrico Berlinguer, ex sindaco di Carbonia, promotore del convegno; Antonangelo Casula, ex sindaco di Carbonia; Maria Giovanna Musa, SBIS – sezione di storia locale; Mauro Pistis, studioso; Mario Zara, presidente dell’associazione culturale amici della miniera; Luigi Mistroni, figlio di Renato, primo sindaco eletto della città di Carbonia; Irene Diana, dipendente comunale in pensione, parente di uno dei primi consiglieri eletti a Carbonia nel 1946. I lavori sono stati moderati dalla giornalista Stefania Piredda.
Se il 1946, a seconda guerra mondiale terminata, segnò il ritorno, in forme più avanzate, della democrazia nei comuni italiani, per Carbonia (e per gli altri centri fondati durante il ventennio fascista) quell’anno segnò la nascita della democrazia. Il 31 marzo 1946, si votò per eleggere il primo Consiglio comunale: prima di allora l’amministrazione della città era stata retta da un podestà e, caduto il fascismo, da un commissario prefettizio sia pure con la partecipazione in vario modo delle formazioni politiche. La città di Carbonia ebbe il suo primo Consiglio comunale, il suo primo sindaco, Renato Mistroni, e la sua prima giunta. Successivamente, il 2 giugno, vennero il referendum per scegliere tra monarchia e repubblica e l’elezione dell’Assemblea costituente. Votarono le donne. Le donne, infatti, grazie ad un decreto del governo di Ivanoe Bonomi, emanato quando era ancora in corso la guerra di liberazione dall’occupazione nazi-fascista, infine, avevano acquisito il diritto al voto e il diritto ad essere elette. Due donne, Alessandra Cardia e Rosa Dessì, furono elette nel primo consiglio comunale: una minoranza esigua a causa del sostanziale maschilismo di cui tutti i partiti erano intrisi.
«A fronte della gravità della situazione – ha concluso Tore Cherchi -, non c’è in piedi un movimento di protesta e di proposta. Anzi c’è una calma che rassomiglia alla rassegnazione a fronte della reattività sociale del passato. Bisogna non rassegnarsi al declino, correggere errori, anche cambiare strada ma reagire. In questo un compito primario spetta a partiti, sindacati e forze politiche.»




















Dal 2 al 6 ottobre 2026 Masainas rinnova l’appuntamento con la Festa della Madonna della Salute, una delle celebrazioni religiose e popolari più sentite del territorio, capace di riunire ogni anno la comunità locale, fedeli, pellegrini e visitatori provenienti da diversi centri del Sulcis e della Sardegna.
Cinque giornate nelle quali la dimensione religiosa della Festa si intreccerà con tradizioni popolari, musica, spettacolo, gastronomia e iniziative culturali, trasformando Masainas in un luogo di incontro e partecipazione.
Il cuore della manifestazione rimane la devozione alla Madonna della Salute, un culto profondamente radicato nella storia della comunità masainese. Le prime testimonianze documentarie risalgono, infatti, all’Ottocento e raccontano un legame che, nel corso delle generazioni, ha mantenuto una forte connessione con il mondo agricolo e pastorale.
L’invocazione alla Madonna per la salute e il benessere non riguarda tradizionalmente soltanto le persone, ma anche gli animali, i raccolti e il territorio. Una relazione con il ciclo della terra che trova un significato particolare proprio nel periodo in cui si svolge la Festa, all’inizio dell’autunno e al termine delle attività legate alla vendemmia.
Le solenni processioni nel cuore della Festa
I momenti religiosi più partecipati saranno quelli di domenica 4 e lunedì 5 ottobre, quando il Simulacro della Madonna della Salute sarà portato solennemente lungo le vie di Masainas.
Domenica, dopo la Santa Messa, la processione sarà accompagnata dai gruppi folk e dalla banda musicale; lunedì saranno invece protagonisti, insieme ai fedeli e ai gruppi folk, i tradizionali suonatori di launeddas.
Al termine della processione di lunedì si terrà inoltre l’atteso spettacolo pirotecnico, uno dei momenti più suggestivi della manifestazione.
Costumi tradizionali, musica popolare e partecipazione religiosa accompagneranno così il passaggio del Simulacro, rinnovando un rito che rappresenta uno dei momenti identitari più importanti per la comunità.
Cinque serate di spettacolo e il gran finale con Le Vibrazioni
Accanto alle celebrazioni religiose, il programma 2026 propone cinque serate di intrattenimento, con una proposta differente per ogni giornata.
– Venerdì 2 ottobre, dalle ore 22.00, in Piazza Chiesa, apertura con lo spettacolo e DJ Set di Michelle C.
– Sabato 3 ottobre, alle ore 21.00, in Piazza Municipio, spazio alla tradizione con la Gara Poetica Campidanesa, con “Is Cantores” Antonio Pani, Pierpaolo Falqui, Roberto Zoncheddu ed Eliseo Vargiu e “Contra” Antonino Mei e Marco Manca.
– Domenica 4 ottobre, alle ore 22.00 in Piazza Municipio, sarà protagonista Daniele Contu con lo spettacolo “Giù le luci”.
– Lunedì 5 ottobre, alle ore 22.00, spazio alla Poker Band, con uno spettacolo musicale dedicato alle canzoni di Fabrizio De André, Lucio Battisti, Lucio Dalla e Rino Gaetano.
– Martedì 6 ottobre il grande appuntamento conclusivo: alle ore 22.00 in Piazza Municipio saliranno sul palco Le Vibrazioni, protagoniste del concerto live che chiuderà l’edizione 2026 della Festa.
Il concerto de Le Vibrazioni rappresenterà il gran finale di un programma pensato per accompagnare i momenti religiosi con spettacoli capaci di coinvolgere pubblici e generazioni differenti.
Is Paradas, artigianato, prodotti locali e la mostra LEGO
La Festa della Madonna della Salute è anche un’occasione per incontrarsi attorno ai sapori e alle tradizioni del territorio.
Per tutti i giorni, dal 2 al 6 ottobre, torneranno infatti le immancabili Is Paradas, diventate negli anni uno dei simboli della Festa e un punto di riferimento per chi vuole vivere anche la dimensione gastronomica dell’evento.
Ad accompagnarle ci sarà la fiera artigianale e agroalimentare, con uno spazio dedicato alle produzioni e alle attività legate al territorio.
Tra gli eventi collaterali dell’edizione 2026 è prevista inoltre la mostra di costruzioni LEGO “La Battaglia di Forte Alamo”, ospitata presso la Biblioteca Comunale e visitabile durante tutti i giorni della Festa, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
Una Festa che racconta Masainas e il Sulcis
La Madonna della Salute rappresenta per Masainas non soltanto un appuntamento del calendario religioso, ma un momento nel quale il paese racconta la propria identità.
La devozione, le processioni, i costumi dei gruppi folk, il suono delle launeddas, la gastronomia e gli appuntamenti culturali e musicali diventano parte di un unico racconto che coinvolge l’intera comunità e offre ai visitatori l’opportunità di conoscere Masainas attraverso una delle sue tradizioni più importanti.
La Festa assume così anche un valore di promozione culturale e turistica del territorio, creando un’occasione per scoprire il paese, le sue tradizioni e più in generale il patrimonio del Sulcis durante un periodo dell’anno particolarmente legato alla vita e alla cultura rurale locale.
L’appuntamento è quindi a Masainas dal 2 al 6 ottobre 2026, per cinque giorni di fede, tradizione, sapori, cultura e spettacolo.
La vertenza relativa alla Renovo BioEdil di Iglesias è stata al centro dell’incontro che si è tenuto oggi negli uffici dell’assessorato regionale dell’Industria tra l’assessore Emanuele Cani, le Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) e Fillea Cgil.
Nel corso della riunione, sono state illustrate all’assessore dell’Industria le preoccupazioni dei lavoratori e dei sindacati in relazione alla procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda che riguarda 12 dipendenti su un organico complessivo di circa 50 lavoratori.
La Regione, preso atto delle problematiche rappresentate, intende approfondire direttamente con i vertici della società le ragioni alla base delle scelte annunciate e le prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento di Iglesias.
«È necessario incontrare i vertici aziendali – dichiara l’assessore dell’Industria Emanuele Cani – per comprendere le ragioni che hanno portato alla decisione di avviare la procedura di licenziamento e conoscere quali siano le intenzioni dell’azienda rispetto al futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori. La Regione intende favorire un confronto tra le parti, affinché possano essere valutate tutte le possibili soluzioni.»
Al termine dell’incontro odierno, l’assessore Emanuele Cani ha quindi annunciato la convocazione, in tempi stretti, di un tavolo di confronto con i rappresentanti della Renovo, le rsu e Fillea Cgil.
«In questa fase – dichiara l’assessore Emanuele Cani – è fondamentale avere un quadro chiaro della situazione e creare le condizioni per un confronto concreto. La Regione seguirà con attenzione l’evoluzione della vertenza e si farà parte attiva nel dialogo tra azienda e rappresentanze dei lavoratori.»
Nel frattempo, le rappresentanze sindacali hanno annunciato la convocazione di un’assemblea sindacale per lunedì 21 settembre, dalle ore 10.00 alle 12.00, nella sede dello stabilimento. L’incontro sarà occasione per aggiornare i lavoratori sugli sviluppi della vertenza e sugli esiti del confronto avviato con la Regione.
La convocazione del tavolo con l’azienda sarà formalizzata dall’assessorato nei prossimi giorni.
«L’ennesimo tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato l’assenza di strategia e risposte adeguate da parte del governo alla crisi industriale di Portovesme. Di fronte a una situazione che diventa ogni giorno più drammatica, restano lo stallo sulla vertenza Eurallumina, il blocco di SiderAlloys e il nodo irrisolto del costo dell’energia. Manca una prospettiva industriale capace di garantire il futuro del polo produttivo e, soprattutto, continuano a essere le lavoratrici, i lavoratori e le loro famiglie a pagare il prezzo dell’incertezza. Nel caso di Eurallumina, da circa un anno le maestranze stanno subendo una significativa riduzione del proprio reddito, mentre ancora non si intravede una soluzione definitiva che possa garantire la continuità produttiva.»
Lo scrive, in una nota, la segreteria di Sinistra Futura.
«La logica degli ammortizzatori sociali a scadenza non basta più – aggiunge la nota -. Gli strumenti di sostegno al reddito sono indispensabili per tutelare le persone nelle fasi di crisi, ma non possono sostituire una politica industriale. Servono risposte sul futuro degli stabilimenti, sul costo dell’energia, sugli investimenti e sulla salvaguardia dell’occupazione.»
«Sinistra Futura esprime il proprio sostegno alle organizzazioni sindacali di categoria, alle RSU e alle maestranze impegnate nelle vertenze del polo industriale. Le loro richieste devono diventare una battaglia dell’intero territorio. Per questo riteniamo necessario che la Regione Sardegna, la Provincia del Sulcis Iglesiente e tutte le amministrazioni locali, insieme alle rappresentanze sindacali, debbano continuare la battaglia per la dignità e i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Occorre definire rapidamente una strada capace di garantire la continuità dello stabilimento e una prospettiva produttiva credibile. Il Governo deve assumersi fino in fondo la responsabilità di trovare gli strumenti necessari, chiarendo tempi, risorse e obiettivi. Non è più sufficiente rinviare tutto al prossimo incontro», conclude la segreteria di Sinistra Futura.
Persone addette a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori:
1) Medici e personale sanitario/socio sanitario (inclusi studenti che svolgono attività di tirocinio) di assistenza in strutture che, attraverso le loro attività, sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali;
2) Forze di polizia;
3) Vigili del fuoco;
4) Altre categorie socialmente utili che potrebbero avvantaggiarsi della vaccinazione, per motivi vincolati allo svolgimento della loro attività lavorativa; a tale riguardo, la vaccinazione è raccomandata ed è facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta a tali categorie;
5) Infine, è pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività.
Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani:
1) Allevatori;
2) Addetti all’attività di allevamento;
3) Addetti al trasporto di animali vivi;
4) Macellatori e vaccinatori;
5) Veterinari pubblici e libero-professionisti, inclusi studenti che svolgono attività di tirocinio.
Altre categorie:
1) Donatori di sangue.