11 July, 2026
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La letteratura weird non si lascia incasellare: è un viaggio che sfida le definizioni convenzionali. Dalla penna di Lovecraft a quella di Stephen King, questo libro esplora la linea sottile tra il normale e il perturbante. Attraverso un percorso che parte dal Satyricon di Petronio e arriva fino a Haruki Murakami passando per Giorgio Manganelli, l’autrice offre chiavi di accesso per comprendere un genere spesso trascurato. Un’opera che non solo affascinerà i cultori, ma incuriosirà anche i neofiti, invitandoli a intraprendere un nuovo, affascinante viaggio letterario.

C’è stato un tempo in cui si diceva che la fantascienza fosse l’unico tipo di letteratura popolare definibile per esclusione, ovvero per “ciò che non era”. Oggi potremmo usare lo stesso espediente per definire la letteratura weird: non è fantascienza, e non e fantasy, non e paranormal, horror ne gotico; non e mystery e non e thriller. Può essere un po’ di tutto questo, ma siamo ancora lontani da una definizione esauriente. Il weird puo includere un elemento soprannaturale, ma non è necessario che lo contenga. Può prevedere elementi irrazionali, surreali o assurdi, ma sempre in via eventuale. Spesso trasporta il lettore su inesplorati territori della psiche, costringendolo a confrontarsi con situazioni «ai confini della realtà» – per citare una popolare serie televisiva weird – o con fenomeni che si muovono su differenti livelli di percezione. Solitamente lascia il lettore con molte piu domande di quante non ne avesse all’inizio della lettura. Talvolta trae in inganno utilizzando immagini o situazioni fuori contesto. Proprio questa distonia, il mancato allineamento tra quel che ci aspettiamo e quel che troviamo, e la vera chiave, perché altera gli elementi di base del nostro immaginario e smuove qualcosa nelle profondità del nostro inconscio. (Eleonora Carta)

Eleonora Carta (1974), vive tra Torino e la Sardegna. Conseguita la laurea in Legge, ha capito che i palazzi di giustizia non facevano per lei e si è dedicata alla scrittura di gialli (in libreria per Newton Compton, Piemme, Ischire) e all’organizzazione di eventi come la Fiera del libro di Iglesias e il Big Blue Festival di Portoscuso. Con Graphe.it ha pubblicato la Breve storia della letteratura gialla e un racconto di Natale; ha, inoltre, curato la Breve storia del romanzo poliziesco di Leonardo Sciascia.

 

A Carbonia anche gli ultraottantenni sono “smart”. Sono oltre 350 su 2200, infatti, i residenti in città di ottant’anni o più, che hanno già scaricato l’App “P” di Poste Italiane, punto unico di accesso digitale a tutti i prodotti e servizi del gruppo, sul proprio cellulare o dispositivo portatile.
Considerando il dato complessivo dei residenti, sono oltre 10.000 i cittadini di Carbonia che usano l’applicazione su un totale di oltre 25.000 abitanti, con una percentuale complessiva di utilizzo che supera il 42%.
Tra i molteplici servizi della nuova app “P”, prima applicazione italiana per numero di utenti (oltre 16 milioni), la possibilità di prenotare il proprio turno all’ufficio postale, utilizzare la funzione “Mappe” per cercare l’ufficio postale o l’ATM Postamat più vicino o più comodo, individuare i Punto Poste, i Punto Lis e i locker per ritirare o fare il reso di un pacco.
Dalla app “P” si possono anche seguire le spedizioni di pacchi e corrispondenza e basta un tocco sullo smartphone per fare ricariche e ordinare bonifici, inviare e ricevere denaro, prelevare contanti senza carte agli Atm Postamat, domiciliare le bollette e pagare bollettini, bolli auto e moto, amministrare il proprio conto corrente BancoPosta, le carte di pagamento Postepay e i prodotti di risparmio e molti altri servizi senza aver bisogno di recarsi in ufficio postale.
Il sempre più diffuso utilizzo della App “P” va di pari passo con la crescente attenzione, da parte di Poste Italiane, verso lo sviluppo di conoscenze e competenze digitali tra i cittadini, in coerenza con la sua storica vocazione di Azienda socialmente responsabile che aderisce ai principi internazionali ESG, promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Tra le numerose iniziative, Poste Italiane ha intrapreso da anni il progetto di Educazione digitale che si propone di fornire agli utenti, anche over 80, conoscenze e strumenti utili a comprendere e utilizzare le innovazioni tecnologiche e digitali. A questo scopo, l’azienda offre webinar gratuiti e contenuti multimediali sempre disponibili all’interno della sezione web al link https://www.posteitaliane.it/it/educazione-digitale.html, tra cui podcast, giochi, infografiche, videopillole e videopodcast tradotti in LIS.

Su proposta della presidente Alessandra Todde, anche in qualità di Assessore ad interim dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, di concerto con l’assessora del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, Desirè Manca, la Giunta ha deliberato di istituire, presso la Presidenza della Regione, “l’Osservatorio per la qualità, la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in Sardegna”, quale organismo strutturale e paritetico incaricato di programmare, monitorare e indirizzare tutte le attività previste dal Protocollo d’Intesa “Patto di Buggerru”, sottoscritto con i sindacati confederali a settembre 2024.

Proprio a Buggerru, in ricordo dell’eccidio dei minatori in sciopero del 4 settembre 1904, la presidente Alessandra Todde e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil sottoscrissero un protocollo comune per combattere la striscia di sangue sul lavoro e il precariato.

Il Protocollo si propone di costruire nuovi strumenti e politiche pubbliche capaci di vigilare sul mercato del lavoro sardo. Tra le finalità più stringenti vi è il miglioramento delle attività di controllo attraverso un sistema integrato di scambio informativo tra le istituzioni pubbliche competenti (come gli Ispettorati del lavoro, i servizi SPRESAL delle ASL, INAIL e INPS) e i sindacati, utile anche a contrastare efficacemente il lavoro irregolare.

L’articolo 3 del “Patto di Buggerru” prevede la costituzione di un organismo di coordinamento, strutturale e paritario, denominato “Osservatorio per la qualità, la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in Sardegna”, quale sede di programmazione, monitoraggio e indirizzo di tutte le attività previste dall’accordo. L’istituzione dell’Osservatorio presso la Presidenza della Regione rappresenta un adempimento fondamentale per rendere concreto ed operativo il Protocollo che, senza la sua formale costituzione e attivazione, rimarrebbe una dichiarazione d’intenti. Spetta proprio all’Osservatorio il compito cruciale di pianificare l’utilizzo delle risorse finanziarie, monitorare i dati sui rischi nei settori più esposti e tradurre gli obiettivi di sicurezza in azioni pratiche sul territorio. Si tratta di un organismo paritetico con un perfetto equilibrio tra la rappresentanza delle istituzioni regionali e di tre componenti nominati dalle confederazioni regionali firmatarie del Patto: CGIL, CISL e UIL della Sardegna. L’Osservatorio avrà un nucleo tecnico composta da quattro figure qualificate a disposizione mentre è espressamente previsto che i componenti ne faranno parte a titolo completamente gratuito.

Serata in due atti, domani (giovedì 25), a Portoscuso, per la rassegna di concerti che fa da corollario spettacolare alle giornate didattiche dei seminari di musica, canto e danza popolare di Mare e Miniere, in corso fino a domenica nella cittadina costiera del Sulcis.

A salire per prima sul palco della tonnara Su Pranu, alle 21:30, sarà la cantautrice messinese Luisa Briguglio, accompagnata da Ernesto Nobili e Fabrizio Lai alle chitarre con Matteo Nocera alle percussioni. La vincitrice dell’ultima edizione del Premio Andrea Parodi ha firmato per l’etichetta Liburia Records il suo primo lavoro discografico solista, “Truvatura”, uscito lo scorso settembre in versione digitale e poi a gennaio in versione fisica. L’album è un viaggio tra memoria, identità e ricerca interiore, ispirato al significato siciliano di truvatura: un tesoro nascosto che simboleggia desiderio, speranza e ostinazione. Attraverso il canto in lingua siciliana, Luisa Briguglio racconta storie di solitudine, distanza e desiderio, intrecciando testi originali, materiali autobiografici e riletture poetiche. “Truvatura” unisce la tradizione dei cantastorie e dei trovatori a una ricerca sonora contemporanea sviluppata con il produttore e arrangiatore Ernesto Nobili, creando atmosfere sospese tra sogno e realtà. Il concerto di domani (giovedì 25) a Portoscuso è presentato in collaborazione con la Fondazione Andrea Parodi.

Arrivano invece dalla Catalogna Magalí Sare e Manel Fortià, protagonisti della seconda parte della serata con il progetto “re-tornar”. L’incontro fra la cantante di Cerdanyola del Vallès e il contrabbassista, compositore e polistrumentista di Cassà de la Selva dà vita a una proposta musicale di grande raffinatezza, capace di muoversi liberamente fra jazz, canzone d’autore, musica popolare e sonorità mediterranee. Cresciuta in una famiglia di musicisti e protagonista di importanti esperienze artistiche nella scena catalana contemporanea, Magalí Sare unisce una vocalità elegante e versatile a una forte sensibilità interpretativa. Dopo gli studi e gli anni trascorsi a New York accanto ad alcuni protagonisti del jazz internazionale, Manel Fortià ha sviluppato una personalissima visione musicale, aperta all’incontro fra culture e linguaggi differenti. In “re-tornar” le loro esperienze convergono in un viaggio sonoro che attraversa lingue, paesaggi e tradizioni, trasformando la musica in uno spazio di dialogo e scoperta.

La serata, come tutte quelle in programma, è ad ingresso libero e presentata da Ottavio Nieddu.

E’ stata completata ieri, nel corso della riunione del direttivo del Sulcis Iglesiente-Medio Campidano, a Iglesias, la segreteria territoriale della Fit Cisl. Ad Alessandro Melis (segretario di presidio) e Giuseppe Pinna, si unisce Daniele Fuino, 31enne di Carbonia, attualmente dipendente Arst, dopo precedenti esperienze  nel trasporto privato.

Alla riunione del direttivo che ha eletto Daniele Fuino hanno partecipato la segretaria generale della Fit Cisl, Claudia Camedda, e il segretario della Cisl del Sulcis Iglesiente, Antonello Saba. «Scegliendo un trentenne, la segreteria del Sulcishanno sottolineato –  ha deciso di perseguire la linea di direttiva nazionale di inserimento dei giovani nei ruoli più operativi.»

L’“Itinerario Minerario della Sardegna Sud-Occidentale”, progetto ideato e realizzato dal Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, è entrato a far parte della prestigiosa European Route of Industrial Heritage (ERIH), la rete europea che promuove e valorizza il patrimonio dell’archeologia industriale in Europa. ERIH è certificata dal 2019 come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.

La candidatura presentata dal Parco Geominerario ha ricevuto una valutazione positiva dal board della rete internazionale che ha inserito il tragitto tra i propri percorsi ufficiali. Il nuovo itinerario, che comprende il Centro Italiano per la Cultura Mineraria del Carbone a Carbonia e la Miniera di Montevecchio a Guspini, offre ai visitatori un percorso di grande valore storico, paesaggistico e naturalistico che permette di leggere, attraverso luoghi e testimonianze industriali, il rapporto tra attività estrattive, trasformazione del paesaggio, sviluppo degli insediamenti e identità culturale dell’Isola.

«L’inserimento nell’ERIH rappresenta un importante riconoscimento per il patrimonio minerario della Sardegna. Non un traguardo bensì un punto di partenza e una significativa opportunità di promozione per i territori e le amministrazioni locali interessate», ha sottolineato il professor Massimo Preite, membro del Comitato direttivo di ERIH, che ha altresì elogiato il direttore del Parco Geominerario Fabrizio Atzori e il suo staff per la professionalità e lo spirito di collaborazione dimostrati nel corso dell’istruttoria del progetto.

Il Commissario Straordinario del Parco Geominerario Roberto Curreli, che al momento del suo insediamento ha trovato il progetto avviato, ritiene il risultato conseguito un successo per il Sulcis Iglesiente e il Guspinese Arburese, un modello che potrà essere efficacemente replicato in altre aree della Sardegna. A breve riceverà il professor Massimo Preite che giungerà nell’Isola con una delegazione di alto profilo per la visita di alcuni fra i più significativi e suggestivi siti storico‑minerari d’Europa, in vista delle due candidature del Parco all’UNESCO Global Geoparks Network e al Paesaggio Storico Minerario della Sardegna per accedere al patrimonio mondiale dell’Umanità.

Nella foto di copertina Roberto Curreli, commissario straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

Grande partecipazione ieri sera, nel borgo medievale di Tratalias per l’assemblea pubblica che ha segnato l’avvio ufficiale del percorso di costruzione del Piano strategico della Provincia del Sulcis Iglesiente “Giacimenti/Nutrimenti”.

Oltre 250 persone hanno preso parte all’iniziativa promossa dalla Provincia del Sulcis Iglesiente, confermando l’interesse e l’attenzione del territorio verso un processo che punta a definire una visione condivisa di sviluppo per i prossimi anni. All’incontro hanno partecipato il vescovo della diocesi di Iglesias monsignor Mario Farci, sindaci, assessori e amministratori locali, consiglieri regionali del territorio, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, associazioni, stakeholder e cittadini.

La serata, coordinata dallo scrittore Flavio Soriga e dal giornalista Giampaolo Cirronis, è stata aperta dal presidente della Provincia Mauro Usai, che ha illustrato il significato e gli obiettivi del percorso strategico avviato dall’Ente.

Nel corso dei lavori sono intervenuti la direttrice generale della Provincia Speranza Schirru, che ha illustrato il ruolo dell’amministrazione provinciale e il lavoro affidato a un’équipe multidisciplinare, e i componenti del gruppo di lavoro Barbara Cadeddu, Mauro Coni, Simone Mangili, Barbara Argiolas e Marco Tortoioli Ricci, che hanno presentato il quadro conoscitivo del territorio, le principali criticità, le opportunità di sviluppo e le visioni raccolte attraverso il confronto con gli amministratori locali. Sono parte del team di progetto anche l’ing. Franco Piga e l’avv. Gianluca Atzori.

Dalle analisi presentate emerge il ritratto di un territorio che affronta sfide importanti – dal calo demografico alla crisi industriale, dalle infrastrutture all’accessibilità dei servizi – ma che al tempo stesso dispone di straordinarie risorse culturali, ambientali, produttive ed energetiche sulle quali costruire nuove prospettive di crescita. Il lavoro del Piano strategico si propone proprio di trasformare queste potenzialità in una visione condivisa e in una programmazione capace di orientare le scelte future della Provincia e dell’intero territorio.

«Abbiamo voluto aprire questo percorso con un grande momento pubblico perché crediamo che il futuro del Sulcis Iglesiente non possa essere scritto da una singola istituzione, ma debba nascere dal contributo di tutta la comunità ha dichiarato il presidente della Provincia Mauro Usai -. La partecipazione registrata a Tratalias è andata oltre le aspettative e rappresenta un segnale importante: esiste una forte domanda di confronto, ascolto e progettazione condivisa.»

Nel suo intervento il Presidente ha sottolineato il ruolo della Provincia come soggetto di coordinamento e di costruzione di una visione territoriale comune: «Il Sulcis Iglesiente è una terra che vive difficoltà profonde ma che possiede risorse straordinarie. Il nostro compito è mettere in relazione queste energie, costruire una regia territoriale unitaria e creare le condizioni affinché le opportunità diventino sviluppo concreto, lavoro e qualità della vita. Il Piano Strategico nasce per questo: per aiutare il territorio a ragionare come una comunità unica, capace di valorizzare le proprie differenze e trasformarle in una forza».

Il Presidente ha inoltre evidenziato il valore del metodo partecipativo adottato per la costruzione del Piano: «Non stiamo presentando un documento già scritto, ma aprendo un cantiere. Vogliamo che il Piano Strategico sia il risultato di un percorso condiviso con i Comuni, con il sistema produttivo, con il mondo della cultura, della scuola, del sociale e con tutti coloro che vivono e lavorano nel Sulcis Iglesiente. Le migliori strategie sono quelle che nascono dall’ascolto e dalla conoscenza reale dei bisogni e delle aspirazioni delle persone».

L’assemblea di Tratalias rappresenta il primo appuntamento pubblico di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane con incontri tematici, tavoli di lavoro e ulteriori momenti di partecipazione dedicati ai diversi settori strategici individuati dal Piano.

L’obiettivo finale è arrivare alla definizione di uno strumento di programmazione capace di orientare le politiche territoriali, valorizzare le risorse esistenti e rafforzare la capacità del Sulcis Iglesiente di affrontare le grandi trasformazioni economiche, sociali ed energetiche dei prossimi anni.

 

 

 

Fervono i preparativi, a Oristano, per la quinta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso da Legacoop Sardegna e Dromos: da giovedì (25 giugno) a sabato (27 giugno)tre giornate di incontri, approfondimenti, dialoghi, spettacoli e concerti che quest’anno si raccoglieranno sotto un titolo tanto semplice quanto urgente, “PEACE PLEASE”, in sintonia con l’annuale Giornata Internazionale delle Cooperative delle Nazioni Unite, in programma il prossimo 4 luglio, all’insegna de “Le Cooperative per un mondo di pace”.

Mai come oggi il tema della pace appare strettamente intrecciato alle questioni economiche, sociali e ambientali che attraversano il pianeta. Le guerre che infiammano diverse aree del mondo, le tensioni geopolitiche che ridefiniscono gli equilibri internazionali, la crescita delle disuguaglianze, la crisi climatica e la progressiva erosione di molti degli strumenti di cooperazione multilaterale costruiti nel secondo dopoguerra impongono una riflessione profonda sul significato stesso dello sviluppo sostenibile. A poco più di dieci anni dall’approvazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite – il programma d’azione globale per guidare il mondo verso un futuro più sostenibile, equo e pacifico -, il rischio è che la logica della contrapposizione e della forza prevalga sulla cultura del dialogo, della cooperazione e della solidarietà.

Da questa consapevolezza nasce l’edizione 2026 del Festival dello Sviluppo Sostenibile: non un semplice appuntamento di approfondimento, ma un’occasione per interrogarsi sulle condizioni necessarie per costruire una pace duratura, intesa non soltanto come assenza di conflitti armati ma come capacità di garantire diritti, opportunità, inclusione sociale, partecipazione democratica e sviluppo equilibrato delle comunità.

Il tema scelto dagli organizzatori pone al centro una domanda fondamentale: può esistere uno sviluppo sostenibile senza pace? E, allo stesso tempo, è possibile costruire la pace senza affrontare le disuguaglianze economiche, sociali e culturali che alimentano i conflitti? Attorno a queste domande si svilupperà il confronto tra studiosi, economisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo cooperativo, amministratori pubblici, operatori culturali e cittadini.

L’edizione 2026 assume anche un particolare valore simbolico perché coincide con il centoquarantesimo anniversario di Legacoop: fondata a Milano il 10 ottobre 1886, la più antica organizzazione di rappresentanza delle imprese cooperative italiane celebra una storia che attraversa tre secoli e che si intreccia profondamente con le vicende economiche, sociali e democratiche del Paese. Un percorso costruito attorno a valori come mutualità, partecipazione, solidarietà e responsabilità collettiva, oggi più che mai attuali in un contesto globale segnato da crescenti fragilità. Il Festival di Oristano diventa così anche un’occasione per riflettere sul contributo che il movimento cooperativo può offrire alla costruzione di modelli economici capaci di generare benessere diffuso, coesione sociale e sviluppo sostenibile.

La sostenibilità, in ogni sua dimensione, è il tema centrale della Staff Week EDUC “Empowering Sustainability: The EDUC Alliance in Action”, evento di formazione e confronto internazionale inaugurato questa mattina nella facoltà di ingegneria e architettura di UniCa.

La tre giorni coinvolge i e le rappresentanti delle università partner dell’Alleanza europea EDUC, istituita per creare alleanze transnazionali tra università, sviluppando cooperazioni strategiche a lungo termine attraverso modelli di mobilità fisica e virtuale di studenti e studentesse, docenti e staff e progetti di ricerca comuni.

Fino a giovedì, docenti, ricercatori e ricercatrici, personale tecnico-amministrativo, studenti e studentesse di UniCa e degli atenei di Potsdam (Germania) Paris-Nanterre e Rennes (Francia), Masaryk (Brno, Repubblica Ceca), Pécs (Ungheria) e Jaume I (Spagna) dialogheranno sulla costruzione di modelli universitari sempre più sostenibili, inclusivi e orientati al futuro, capaci di seminare la cultura della sostenibilità nelle comunità accademiche e nei territori di riferimento.

I primi approfondimenti in aula riguardano i vari aspetti legati alla sostenibilità sociale, intesa come strategia fondamentale per costruire comunità universitarie attente e accoglienti, capaci di garantire pari opportunità a tutti gli studenti e le studentesse.

Ampio spazio verrà dato anche alla sostenibilità ambientale e alle sue declinazioni concrete in tema di mobilità, gestione dei rifiuti, economia circolare, alimentazione e incremento delle aree verdi.

Ad arricchire le sessioni formative, workshop interattivi quotidiani e le visite ai laboratori del dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura e alla Cittadella Universitaria di Monserrato, esempio concreto dell’impegno dell’Ateneo verso l’innovazione e la sostenibilità.

Scadono il 30 giugno le iscrizioni al Premio Internazionale Pula Letteraria 2026, inserito nel programma ufficiale del Festival Pula Letteraria 2026.
Il Premio nasce con l’obiettivo di valorizzare la narrativa contemporanea e dare visibilità ad autrici e autori provenienti da tutta Italia e dall’estero, purché con opere in lingua italiana.
Per completare l’iscrizione è necessario inviare:
  • l’opera in formato PDF;
  • la scheda di iscrizione compilata e firmata;
  • copia del pagamento della quota di partecipazione.
La quota di partecipazione è pari a € 15,00 per ciascuna opera presentata. Tale contributo è richiesto esclusivamente a sostegno delle spese organizzative del concorso, promosso da una ONLUS e realizzato senza finalità di lucro.
Il pagamento può essere effettuato tramite:
Bonifico intestato a Fondazione Pula Cultura Diffusa
IBAN: IT73E0306909606100000176437
Causale: Quota di iscrizione Premio Pula Letteraria
oppure tramite PayPal all’indirizzo fondazione@comune.pula.ca.it
La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 30 giugno 2026.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: https://www.pulaletteraria.it/premio-2026/
Per qualsiasi domanda o necessità è possibile contattare al n. 329 490 33 99.