11 July, 2026
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Un veliero storico, un gruppo di donne chiamate a prendere il timone e il mare del Sulcis come spazio di ascolto, racconto e immaginazione politica. Sarà una navigazione condivisa a bordo del Dragut, storico veliero che solca le acque del sud-ovest della Sardegna, a dare forma al progetto vincitore della quarta edizione di Giudicesse2030, la residenza artistica promossa dal CSC Carbonia della Società Umanitaria e realizzata da U-BOOT Lab in collaborazione con Ottovolante Sulcis.

A firmarlo sono le registe e artiste Marta Anatra e Claudia Mollese, selezionate dalla commissione per la capacità di interpretare il tema dell’edizione 2026, dedicata a una “politica fuori dalla politica“: pratiche, relazioni e forme di organizzazione collettiva che nascono al di là delle strutture istituzionali e che contribuiscono a ridefinire i rapporti di potere e il modo in cui le comunità abitano i territori.

L’opera nasce durante una navigazione fuori dal tempo a bordo dello storico veliero Dragut. Sul ponte saliranno donne attive in diversi ambiti della vita collettiva, dalla pesca all’arte, dall’educazione alla politica, invitate ad assumere il comando e a condividere le proprie esperienze di guida e responsabilità. Il veliero diventerà una comunità temporanea per immaginare nuove forme di autogoverno nel segno dell’eredità delle antiche Giudicesse, trasformandosi in un’opera audiovisiva capace di offrire nuove immagini del potere e della partecipazione.

Marta Anatra e Claudia Mollese si sono formate entrambe al Polygone Étoilé di Marsiglia, laboratorio artistico e cinematografico nel quale hanno costruito un lungo sodalizio creativo, fondato su un continuo scambio pratico, teorico e poetico. Le loro ricerche si muovono nel campo del cinema documentario sperimentale e indagano le trasformazioni dei territori, le forme di appartenenza e le pratiche comunitarie.

Tra i loro lavori figurano la performance Ivry, dedicata alla demolizione e ricostruzione di un quartiere di Parigi e accompagnata dal musicista sardo Bozzi Fenu, e il film Massaboom, racconto di un quartiere popolare di Marsiglia attraverso l’immaginario dei suoi giovani abitanti. Entrambe sono inoltre accomunate da un’esperienza di vita segnata dallo spostamento – Marta dalla Sardegna, Claudia dalle Puglie – elemento che alimenta la loro riflessione artistica sui luoghi e sulle comunità.

La residenza si svolgerà a Sant’Antioco dal 22 luglio al 4 agosto, mentre la restituzione pubblica del progetto è prevista il 5 agosto, nell’ambito della rassegna cinematografica Cinesulky, promossa dal circolo Arci Il Calderone.

Giudicesse2030 è finanziato ai sensi della Legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48, art. 11, comma 26 della Regione Autonoma della Sardegna ed è realizzato con il patrocinio del Comune di Sant’Antioco e la collaborazione di Arci Il Calderone APS.

 

A Musei “Sonus e Saboris”: il Cixiri de Musei incontra arte, musica e cucina vegetariana. Il 26 giugno a Villa Asquer una serata dedicata ai prodotti agroalimentari del territorio. Madrine dell’iniziativa Ornella Muti e Naike Rivelli.

Giovedì 26 giugno, a partire dalle ore 19.00, Villa Asquer ospiterà “Sonus e Saboris – Suoni, sapori e bellezza”, una rassegna dedicata al gusto, all’arte, alla musica e alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari di Musei.

La presenza di Ornella Muti e Naike Rivelli nasce come spin-off del progetto Luoghi letterari (progetto ideato e realizzato da Gianmarco Murru e Giulio Pisano). Giulio Pisano editor e direttore artistico della manifestazione ha fatto conoscere alle due madrine il Cece di Musei quando in paese è stato ospitato lo scrittore Gianluca Morozzi, che ha partecipato alla quarta edizione del progetto.

Da questo percorso prende forma “Sonus e Saboris”, che porta il racconto di Musei dalla pagina scritta alla tavola, trasformando uno dei simboli del paese, Su Cixiri de Musei, in occasione di incontro, scoperta e valorizzazione.

La presenza di Ornella Muti e Naike Rivelli, madrine dell’iniziativa e ospiti speciali della serata accompagnerà l’incontro tra il Cixiri de Musei, la cucina vegetariana, la bellezza del luogo e una proposta culturale pensata per dare visibilità a un prodotto identitario e alla comunità che lo custodisce.

Il Cece di Musei (Cixiri de Musei) è una varietà antica di cece riscoperta negli anni Novanta durante la ristrutturazione di una casa in terra cruda. All’interno di una nicchia nel muro venne ritrovato un barattolo con un sacchetto di juta contenente semi dimenticati. Da quella scoperta è nato un percorso di recupero e valorizzazione, sostenuto anche dagli studi dell’Università di Sassari, che ha permesso di riconoscere una varietà caratterizzata da semi molto piccoli, sapore intenso e consistenza sostanziosa. Il Cixiri de Musei rappresenta oggi un patrimonio agricolo, culturale e identitario del paese.

La rassegna di quest’anno proporrà una formula vegetariana diversa dal solito, costruita non sull’idea di rinuncia, ma sulla ricchezza dei prodotti della terra, sulla qualità delle materie prime e sulla capacità della cucina vegetale di raccontare il territorio in modo contemporaneo.

Accanto alla parte gastronomica, ci sarà anche una componente artistica e musicale: alle 19:00 è prevista l’apertura della mostra, alle 20.00 l’apertura degli stand degustazione e alle 21.00 il DJ set di Skento.

Con “Sonus e Saboris”, Musei conferma la volontà di valorizzare la propria storia attraverso linguaggi diversi: la letteratura, il gusto, l’arte, la musica e la promozione agroalimentare facendo del Cixiri de Musei un simbolo di identità, memoria e bellezza condivisa.

 

Due medici di medicina generale hanno risposto positivamente al bando di ARES Sardegna per un incarico provvisorio nell’ambito di Iglesias, consentendo di avviare la presa in carico dei cittadini attualmente privi di MMG.
Il risultato è frutto di un intenso lavoro amministrativo e organizzativo che ha consentito di attivare e portare a compimento tutte le procedure previste dalla normativa vigente per il reperimento dei professionisti, nonostante le note difficoltà legate alla carenza di medici di medicina generale a livello nazionale
Gli assistiti NON dovranno recarsi presso gli uffici Scelta e Revoca.
L’assegnazione ai nuovi professionisti avverrà, infatti, attraverso le procedure previste dal sistema e gli interessati vengono contestualmente informati.
Entrambi i professionisti svolgono la propria attività presso la Casa della Comunità Santa Barbara di Iglesias (Piano terra, Distretto).
Nell’ambito della riorganizzazione dell’assistenza, al dott. Ederbali sono assegnati gli assistiti precedentemente in carico ai dottori Paolo Dall’Acqua e Rita Contini, mentre al dott. Pistincu sono assegnati gli assistiti del dott. Andrea Melis.
Il dott. Ederbali ha già preso servizio e riceve i pazienti il lunedì, mercoledì e giovedì dalle ore 15.00 alle ore 18.00, mentre il martedì e il venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00.
Il dott. Pistincu inizierà l’attività lunedì 29 giugno e riceverà il lunedì e il mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 13.00, il martedì dalle ore 16.00 alle ore 18.00, il giovedì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e il venerdì dalle ore 14.00 alle ore 16.00.

Torna nella sua ottava edizione FestArtes – Sulky Jazz Festival, la rassegna multidisciplinare che ogni estate trasforma Sant’Antioco in un palcoscenico diffuso. Dal 10 luglio al 28 agosto, la spiaggia di Cala Sapone, Piazza Umberto e l’Arena Fenicia – dove le vestigia dell’antica Sulky si aprono alla musica e allo spettacolo – accolgono artisti da tutto il mondo.

Ad aprire il programma, il 10 luglio in Piazza Umberto, sarà Luisa Briguglio con il progetto Truvatura, un viaggio tra voce e chitarra nella tradizione della canzone d’autore italiana. La rassegna si sposterà poi a Cala Sapone, che ospiterà quattro appuntamenti consecutivi dedicati alle sonorità internazionali: il Manou Gallo Quintet il 17 luglio, che fonde sonorità jazz, afrobeat e world music; il duo francese DuOud il 24 luglio, tra sperimentazione elettronica e suggestioni mediterranee; e il 31 luglio Eda Diaz, artista colombiana che unisce jazz contemporaneo, elettronica e radici sudamericane.

A chiudere il cartellone musicale, il 28 agosto in Piazza Umberto, sarà lo spettacolo Il re dei ciarlatani – Le canzoni di Dario Fo, con Jacopo Fo, Elena Pau ed Enrico De Angelis, in un omaggio musicale e teatrale dedicato al premio Nobel, arricchito dalle musiche di Fiorenzo Carpi, Enzo Jannacci e altri. Questo evento è una produzione de La Fabbrica Illuminata ETS, in collaborazione con la Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS.

Accanto agli appuntamenti musicali, il festival proporrà due eventi speciali all’interno dell’Arena Fenicia. Il 18 luglio la Sergio Bernal Dance Company porta nell’arena il programma Rango, Bolero, Suite Flamenca: uno degli étoile più applauditi della danza spagnola contemporanea, sul palco con chitarra, percussioni e canto dal vivo. Sabato 8 agosto sarà la volta di The National Dance Company of Ireland con Rhythm of the Dance, spettacolo diretto da Shane Moran con coreografie di Dane McKiernan.

«FestArtes è un appuntamento immancabile della nostra programmazione estiva, uno degli eventi che caratterizza la nostra offerta», sottolinea il sindaco Ignazio Locci, evidenziando la capacità della manifestazione di valorizzare luoghi simbolo dell’isola attraverso la cultura e lo spettacolo.

Per l’assessore della Cultura Luca Mereu, «il festival possiede la peculiarità di valorizzare e animare i luoghi dell’isola, portando cultura, musica e spettacolo nelle piazze, negli spazi urbani e nelle aree costiere, trasformando il territorio in un palcoscenico diffuso e accessibile».

Il festival è organizzato da Altrove Associazione Culturale promosso dal Comune di Sant’Antioco nell’ambito del Festival Multidisciplinare Sardegna, programma curato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo e finanziato dal Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo e dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato al Turismo, con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

Nella foto di copertina Jacopo Fo

Sabato 27 giugno Sant’Antioco rivivrà la favola dell’Olimpia, la prima squadra sarda approdata alla A1 di pallavolo. Il grande evento sportivo verrà presentato giovedì 25 giugno, alle 11.00, nella sede del CONI, in viale Bonaria. Al PalaGiacomo Cabras si ritroveranno quasi tutti i protagonisti di quell’impresa, dal coach Radames Lattari al fenomenale schiacciatore Rafael Pascual, arrivato oggi in Sardegna, passando da Giuseppe Lai, il talento cristallino cresciuto in casa, arrivato al vertice negli anni dell’esplosione della pallavolo italiana che vinceva tutto con i Club e la Nazionale allenata da Julio Velasco.

Sono trascorsi 32 anni ma sembra ieri. L’appuntamento con gli “eroi” della grande Olimpia è per sabato 27 giugno, alle 18.30, al PalaGiacomo Cabras.

Giampaolo Cirronis

 

Un’area finora inaccessibile entra per la prima volta, dal 1936 ovvero dopo 90 anni, nei percorsi di visita del Parco archeologico di Nora, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire uno dei più importanti contesti funerari fenici e punici del Mediterraneo occidentale. L’apertura al pubblico dell’area della necropoli fenicia e punica situata nell’ex area militare di Nora rappresenta un traguardo di straordinaria rilevanza per la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico della Sardegna. Finora interdetto alle visite in attesa della sua piena sistemazione, questo ampio settore del sito archeologico entra oggi a far parte dell’offerta culturale del Parco, consentendo ai visitatori di accedere a una porzione significativa della città antica e di comprenderne più profondamente la storia e l’estensione.

La fruizione dell’area è stata resa possibile grazie all’impegno congiunto del comune di Pula, della Fondazione Pula Cultura Diffusa e della Soprintendenza per i Beni archeologici, che hanno promosso l’apertura di uno spazio di eccezionale valore scientifico e culturale.

Al suo interno sono custodite testimonianze fondamentali per la ricostruzione delle origini e dello sviluppo della città di Nora e dei rapporti che essa intrattenne con il resto del Mediterraneo.

Nel settore settentrionale dell’ex base militare, dal 2013, l’Università di Padova conduce un articolato programma di ricerca archeologica che ha portato alla scoperta di una vasta necropoli utilizzata per circa sette secoli, dall’età fenicia fino a quella punica. Le sepolture più antiche, databili alla fine del IX secolo a.C., appartengono ai primi decenni della presenza fenicia a Nora. Si tratta di tombe a incinerazione realizzate mediante piccoli pozzetti scavati nella roccia, nei quali venivano deposte le ceneri dei defunti.

La necropoli di Nora costituisce un caso unico nel panorama archeologico sardo: è infatti la prima e, ad oggi, l’unica necropoli fenicia dell’isola rinvenuta in eccellente stato di conservazione e indagata attraverso metodologie scientifiche moderne. Le analisi antropologiche sui resti umani hanno inoltre fornito importanti informazioni sulla provenienza e sulla mobilità delle comunità che frequentavano il centro urbano nel corso del I millennio a.C. Tra il V e il III secolo a.C., in età punica, l’area funeraria continuò a essere utilizzata con modalità differenti. Alle pratiche di incinerazione si sostituì progressivamente il rito dell’inumazione e furono realizzate grandi camere funerarie ipogee, analoghe a quelle documentate in altri importanti centri della Sardegna punica.

Uno degli aspetti più significativi delle ricerche riguarda il rinvenimento di numerose tombe fenicie e puniche rimaste inviolate nel corso dei secoli. I corredi funerari recuperati – costituiti da ceramiche, oggetti metallici e manufatti vitrei – rappresentano una fonte preziosa per la conoscenza delle attività produttive, dei commerci e della vita quotidiana degli abitanti dell’antica Nora. I reperti sono oggi conservati ed esposti presso il Museo Civico “Giovanni Patroni” di Pula. Lo studio delle sepolture e dei materiali archeologici ha inoltre permesso di ricostruire una complessa rete di relazioni che collegava le comunità fenicie alle popolazioni nuragiche del territorio e, allo stesso tempo, inseriva Nora all’interno dei principali circuiti commerciali e culturali del Mediterraneo, con contatti documentati con la penisola italiana, la Spagna, il Nord Africa, la Grecia e le regioni del Levante.

Le testimonianze emerse dagli scavi attestano anche la continuità di frequentazione dell’area in età romana, quando il più antico spazio funerario venne progressivamente occupato da un quartiere residenziale e produttivo rimasto in uso fino alla tarda Antichità.

Le attività di ricerca dell’Università di Padova riprenderanno il 31 agosto e proseguiranno fino al 9 ottobre, confermando il ruolo della necropoli occidentale di Nora come uno dei più importanti laboratori di studio per la conoscenza delle civiltà fenicia e punica nel Mediterraneo.

Per il sindaco di Pula, Walter Cabasino, si tratta di una data storica per tutta l’Isola: «Restituire alla comunità e ai visitatori provenienti da tutto il mondo uno spazio archeologico di questa importanza ha una valenza doppia: l’apertura della necropoli occidentale non solo aumenta gli spazi aperti al pubblico, ma avrà anche ricadute economiche sul territorio. Non dobbiamo dimenticare la fragilità di questo sito archeologico; i danni provocati dall’uragano Harry sono ancora visibili. Ci auguriamo che gli enti preposti contribuiscano alla tutela e alla conservazione di Nora, per permettere anche alle generazioni future di godere della sua bellezza».

Jacopo Bonetto, docente di archeologia classica presso l’Università degli Studi di Padova, parla dei tesori rinvenuti nell’area della necropoli, che ricadeva sino al 2012 nella zona militare: «Abbiamo scavato in una zona dove prima nessun archeologo aveva mai messo piede, un’area che dal 1936 era interdetta ai civili. Dopo dieci anni di ricerca, portati avanti in collaborazione con la Soprintendenza, sono finalmente visibili i risultati del nostro lavoro: dalle scoperte fatte nella necropoli oggi sappiamo molto di più sugli abitanti di Nora. Tombe, arredi funerari, monili e gioielli: dallo scavo sono emersi numerosi reperti, oggi custoditi nel Museo Patroni di Pula. Questa porzione dell’area archeologica è stata una necropoli dall’VIII secolo a.C. al II secolo a.C., ma in seguito ha ospitato anche una cava di arenaria, una zona artigianale e un’area edificata. L’opera di scavo in quella zona non è affatto conclusa: presto torneremo al lavoro per aggiungere nuovi tasselli alla storia di Nora».

Chiara Pilo, archeologa della Soprintendenza, rimarca il delicato compito di scavare in un sito fragile come Nora: «Non esistono campagne a impatto zero, ma su quest’area archeologica si continua a lavorare con il duplice obiettivo di scoprire sempre più informazioni sulla storia di questa antica città e di garantire ai posteri la possibilità di conoscerla così come la vediamo noi oggi. Le campagne e i progetti su Nora proseguono: ci sono ancora zone su cui non abbiamo mai indagato, ma nuove scoperte vengono fatte anche nelle aree già conosciute e continuano ad ampliare il racconto di Nora».

Andrea Boi, presidente della Fondazione Pula Cultura Diffusa, sottolinea il valore scientifico del lavoro degli archeologi: «Rendere accessibili spazi dell’antica città preclusi ai visitatori per 90 anni apre il sito archeologico a nuove opportunità. La necropoli e i suoi reperti, oggi esposti al Museo Patroni, consentono di rendere ancora più interessante la visita al Parco archeologico di Nora».

Clara Pili, direttrice della Fondazione Pula Cultura Diffusa, si concentra sulle nuove esperienze che potrà vivere chi visiterà il Parco archeologico di Pula: «Nora amplia il proprio percorso di visita con l’apertura di nuove aree, finora oggetto di studio e valorizzazione e oggi finalmente accessibili al pubblico. La necropoli, di grande pregio storico e culturale, entra così a far parte di un racconto più completo e condiviso. Sempre più visitatori, soprattutto turisti provenienti da tutta la Sardegna, scelgono Nora per vivere esperienze  culturali e immersive, confermando l’attrattività del sito. In questo percorso virtuoso si inserisce la nuova apertura, pensata per offrire un’esperienza in continua evoluzione e un motivo in più per tornare, anche grazie all’integrazione con visite tematiche, percorsi serali ed esperienze sul territorio».

Manuela Serra, assessora della Cultura, parla di una giornata epocale: «Stiamo vivendo un vero e proprio momento storico: un evento che restituisce non solo a Pula, ma all’intera Sardegna e alla comunità internazionale, un patrimonio archeologico di inestimabile valore. Una straordinaria operazione di restituzione e condivisione che oggi è realtà grazie alla preziosa collaborazione con l’Università di Padova e al fondamentale lavoro sinergico svolto insieme alla Soprintendenza, alla quale va il nostro più sentito ringraziamento per aver creduto e investito in questo progetto».

FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno diffuso una nota nella quale esprimono forte preoccupazione per il mancato pagamento della produttività 2024, per l’assenza del bando relativo ai Differenziali Economici di Professionalità
(DEP) e per la mancata erogazione delle indennità spettanti al Personale del Pronto Soccorso.
«A fine giugno centinaia di lavoratrici e lavoratori della ASL Sulcis Iglesiente attendono ancora risposte concrete su risorse economiche già maturate e attese da mesi. Al di là delle motivazioni tecniche e amministrative, resta un dato oggettivo: il personale continua a non percepire quanto dovuto nonostante il lavoro svolto quotidianamente in condizioni sempre più difficili, tra carenze di organico e crescenti carichi assistenziali. FP CGIL, CISL FP e UIL FPLchiedono all’Azienda tempi certi e un immediato chiarimento sulle procedure ancora in corso, partecipano e sostengono l’Assemblea Pubblica dei Lavoratori con sit-in davanti alla Direzione Generale della ASL Sulcis Iglesiente, in via Dalmazia, a Carbonia, lunedì 29 giugno 2026 dalle ore 9.00 alle ore 11.00. I lavoratori meritano risposte, certezze e il rispetto degli impegni assunti. I lavoratori hanno già dimostrato senso di responsabilità e spirito di servizio. Ora attendono risposte, atti concreti e il rispetto degli impegni assunti.»

La RSU della ASL Sulcis Iglesiente esprime forte preoccupazione e profondo disappunto per l’esito dell’incontro con il Collegio dei Revisori, che di fatto impedisce, allo stato attuale, sia il pagamento della produttività 2024 sia la
pubblicazione del bando relativo ai Differenziali Economici di Professionalità (DEP), attese da centinaia di lavoratrici e lavoratori.
«Nei giorni scorsi, attraverso una comunicazione indirizzata a tutto il personale, la Direzione Aziendale aveva illustrato un percorso che lasciava intravedere una rapida conclusione degli adempimenti necessari. Oggi, invece, i lavoratori si trovano ancora una volta senza alcuna certezza sui tempi di liquidazione della produttività e senza la possibilità di avviare le procedure per le progressioni economiche. Al di là delle motivazioni tecniche e amministrative, il risultato concreto è sotto gli occhi di tutti: siamo ormai a fine giugno e il personale della ASL Sulcis Iglesiente non ha ancora percepito la produttività maturata nel 2024, né può accedere alle procedure per le progressioni economiche previste dal contratto. Una situazione che la RSU considera inaccettabile, soprattutto alla luce dell’impegno quotidiano garantito dalle lavoratrici e dai lavoratori dell’Azienda, che continuano ad assicurare servizi essenziali nonostante le persistenti carenze di organico, le difficoltà organizzative e i crescenti carichi di lavoro.

La mancata erogazione della produttività e il blocco delle DEP rappresentano un grave danno economico e professionale per il personale, che ancora una volta si vede costretto ad attendere il completamento di procedure e verifiche che si protraggono ben oltre tempi ragionevoli. Ulteriore aggiunta è la certezza che nella mensilità di Giugno 2026 anche le indennità di Pronto Soccorso non verranno erogate ai dipendenti che ne hanno diritto. Per tali ragioni, la RSU ASL Sulcis Iglesiente indice un’Assemblea Pubblica dei Lavoratori con sit-in davanti alla Direzione Generale della ASL Sulcis Iglesiente, in via Dalmazia a Carbonia, lunedì 29 giugno 2026 alle ore 10.00. L’assemblea sarà l’occasione per informare il personale sulla situazione attuale e valutare insieme tutte le iniziative necessarie affinché vengano garantiti il pagamento della produttività 2024, la pubblicazione del bando DEP e il pieno rispetto degli impegni assunti nei confronti dei lavoratori. La pazienza dei lavoratori è finita. A fine giugno non sono più accettabili ulteriori rinvii su produttività e progressioni economiche.»

Sono state tre serate indimenticabili, dal 19 al 21 giugno, quelle della rassegna musicale “DNA Music Festival”, che nel cuore pulsante della città di Carbonia, piazza Roma, ha portato un numero eccezionale di persone di tutte l’età.

Ad organizzare la Pro Loco di Carbonia con il patrocinio del comune di Carbonia, un grande dispiegamento di forze che in sinergia hanno saputo regalare un evento dal sapore emozionale unico, come solo la musica live vissuta tutti insieme sa regalare.

La serata del 19 giugno è stata dedicata ai tributi, sul palco prima “Idol” Achille Lauro Experience Tribute e subito dopo “Max Forever” 883 tribute band.

Il sosia e imitatore di Achille Lauro, nome di battesimo Marco Rosati, arrivato quarto nel programma Tali e Quali su Rai 1, ha coinvolto con simpatia ed abilità musicale tutto il pubblico che ha duettato con lui riconoscendogli grande apprezzamento attraverso numerosi applausi. Dopo la conclusione della sua esibizione si è trattenuto a grande richiesta per fermare il momento tra selfie e foto.

A seguire un tuffo nel passato con i brani iconici degli anni ’90, successi degli 883 e di Max Pezzali, portati sul palco della band “Max Forever”, accompagnata da un pubblico che non ha perso una sola nota cantando e ballando senza mai stancarsi.

La serata del 20 giugno ha visto protagonista la tanto attesa Irene Grandi, una tra le voci più amate della musica pop italiana.

Un “Giamburrasca” dall’indole vivace e travolgente, che in ogni nota pone un battito del suo cuore. Combattente, focosa e al tempo stesso dolce e melodica, ma sempre portatrice di messaggi importanti, spesso dedicati all’amore. Un sorriso carico di simpatia ed uno sguardo brillante, una voce che ha emozionato attraverso ritmi ed armonie capaci di arrivare dritti al cuore.

L’ultima sera, il 21 giugno, gran finale dedicato alla “Festa della Musica”, che si celebra a livello internazionale proprio in questa data e ha come usanza organizzare concerti gratuiti nella piazza delle città.

Primi sul palco per dedicare al folto pubblico alcuni brani famosi della musica italiana Fabio Bellia, musicista bassista e carboniense speaker Radiofonico e David Colaiacomo, cantante e chitarrista romano, dalla voce calda che unisce sonorità pop e rock. Un brano su tutti che ha infiammato la piazza l’indimenticabile “Che sarà”.

A catapultare il pubblico nei mitici anni ’60 il gruppo Skaosss che si è esibito subito dopo con un carico di energia contagiosa che, nonostante la serata caldissima, ha fatto muovere tutti ad un ritmo di una vitalità esplosiva.

Finale col botto con la Special Guest Ivana Spagna, protagonista importante della scena musicale italiana ed internazionale.

Un’artista che ha portato sul palco a Carbonia i suoi più grandi successi che hanno scaldato e conquistato i migliori posti nelle classifiche europee.

Un’icona della musica dance internazionale negli anni ‘80 e ’90, hit mondiali come “Easy Lady” e “Call me” oltre ad un suo cavallo di battaglia italiano “Gente come noi”.

La regina dell’Italo disco ha coinvolto il pubblico sino a tarda notte regalando emozioni, una su tutte quando ha cantato la canzone dedicata ai suoi genitori Gemma e Teodoro “Davanti agli occhi miei”.

Un omaggio commovente che ha messo in luce le varie sfaccettature dell’artista.

Non resta che dare appuntamento all’anno prossimo con il DNA Music Festival Sardegna perché, dove c’è musica ci sono cuori che battono e si emozionano.

Nadia Pische

E’ stato presentato ieri pomeriggio, nella sala polifunzionale del comune di Carbonia, il libro di Franco Meloni intitolato: “Volevo essere l’ingegner Carta”. Davanti a tanti amici di gioventù, compagni di scuola, della professoressa Gabriella Marmotti Pasqui, colleghi medici, politici con i quali ha condiviso l’esperienza in Consiglio regionale, Franco Meloni ha fatto un lungo viaggio nel passato, nella Carbonia degli anni ’50, nella quale la sua infanzia e il percorso scolastico sono stati fortemente influenzati dalla figura dell’ingegner Giorgio Carta, allora direttore generale della Società Carbonifera Sarda.
I lavori sono stati aperti dall’intervento del sindaco di Carbonia Pietro Morittu che ha preceduto la conversazione dell’autore con Peppino La Rosa e Giancarlo Gambula, compagni al Liceo Classico rimasti grandi amici, coordinata dalla giornalista Simona De Francisci.
Franco Meloni è nato a Carbonia il 10 dicembre 1947 e ha conseguito la maturità al Liceo Classico di via Brigata Sassari nel 1966. Laureato in Medicina e Chirugia all’Università di Cagliari nel 1974, l’anno successivo ha conseguito la specializzazione in Igiene e Direzione ospedaliera all’Università di Genova. Ha iniziato la carriera di medico nel 1975 a Iglesias e da allora per alcuni decenni ha ricoperto un ruolo di primissimo piano nel panorama sanitario regionale. Il 19 marzo 2009 è stato eletto consigliere regionale.
Vediamo l’intervista realizzata nella sala polifunzionale del comune di Carbonia.

Il nuovo Consiglio comunale di Villamassargia si insedierà venerdì 26 giugno, alle 18.30, presso la sala consiliare sita in via Santa Maria, denominata “Casa Fenu”.

I punti inseriti all’ordine del giorno sono otto:

1. Insediamento del Consiglio comunale e convalida degli eletti a sindaco e a consigliere comunale ai sensi dell’art. 41 del D.Lgs. n° 267/2000;

2. Giuramento della sindaca;

3. Comunicazione della sindaca al Consiglio comunale dei componenti la Giunta comunale, art. 46, comma 2, D. Lgs. n° 267/2000;

4. Elezione commissione elettorale comunale;

5. Costituzione dei gruppi consiliari e designazione dei rispettivi capigruppo;

6, Elezione commissione giudici popolari;

7. Presentazione al Consiglio delle linee programmatiche ai sensi dell’art. 46, comma 3, D. Lgs. n° 267/2000;

8. Modifiche e integrazioni agli artt. 6, 11, 21, 33, 41, 62 e 63 dello Statuto comunale.