10 January, 2026
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Segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM e CUB. «Vertenza ex Alcoa: basta perdite di tempo, il MIMIT e la Regione decidano sul futuro della fabbrica»

Ancora 350 lavoratrici e lavoratori sono in mobilità in deroga nell’area di crisi complessa di Portovesme, circa 70 sono quelli rimasti occupati all’interno dello stabilimento di proprietà della SiderAloys e attualmente coinvolti in regime di cassa integrazione straordinaria. Appena il 17 settembre del 2025, in una serie di incontri al Mimit per il futuro del polo industriale di Portovesme, si era prospettata la tanto decantata discontinuità con la SiderAloys, le rassicurazioni del ministro Adolfo Urso in quella riunione garantivano che nel giro di tre settimane si sarebbe arrivati ad una nuova soluzione. Il tutto, aveva un seguito in conseguenza del forte interessamento della multinazionale greca, che aveva visitato lo stabilimento e confermava propria volontà a rilanciare il sito; inoltre, lo stesso giorno, erano le stesse dichiarazioni di Mannina a dimostrare l’incapacità imprenditoriale della SiderAlloys, la quale, per poter andare avanti e garantire il più volte modificato rilancio dello stabilimento, poneva tre elementi fondamentali:

– Il prolungamento dell’accordo bilaterale.

– Il finanziamento di ulteriori 300 milioni di eruro.

– La conferma di Invitalia all’interno della quota di partecipazione aziendale.

Naturalmente, nessuna delle richieste avanzate dalla SiderAlloys si è concretizzata, anzi constatiamo che la stessa ha oramai manifestato palesemente la propria insussistenza, come in più occasioni preannunciato dai metalmeccanici, confermando (se ancora ve ne fosse bisogno), il fallimento annunciato di un progetto della quale la politica deve trovare soluzioni, oppure assumersi totalmente le proprie responsabilità. Cosa è accaduto in questi mesi? Perché il ministro continua a temporeggiare? Abbiamo certezze sull’interessamento della multinazionale greca, come già riportato nel precedente comunicato di FIOM, FSM e UILM territoriali del 24 dicembre del 2025, che si propone di voler effettuare la “due diligence”. Ma quanto ancora rimarranno alla finestra ad attendere? Davanti a cotanta incapacità di prospettare un futuro credibile allo stabilimento, vi è il futuro di centinaia di persone, e di scelte importanti per il territorio, che impongono soluzioni immediate. Di questo si è discusso animatamente nell’assemblea tenuta stamattina con lavoratrici e lavoratori ancora in mobilità, con i lavoratori di SiderAlloys e GMS, con i quali si è concordato l’urgenza di rilanciare la vertenza ex Alcoa, attraverso una immediata iniziativa davanti alla regione Sardegna, nel tentativo di ottenere la convocazione più volte avanzata al MIMIT dai massimi livelli sindacali. L’assemblea chiede alle istituzioni politiche di assumersi tutte le responsabilità affinché, le garanzie, gli impegni economici, i corsi fatti tenere ai lavoratori non siano stati inutili, ma vadano nella direzione prospettata nel lontano 2018, attraverso l’accordo di programma che doveva rilanciare l’occupazione e le produzioni perdute con la chiusura dell’Alcoa nel 2012. Le condizioni affinché si concretizzi il rilancio della filiera di alluminio ci sono tutte; non riuscirci a questo punto è solo per volontà politica. Se si dovesse perdere questa ultima opportunità è bene che il Mimit e la regione Sardegna si impegnino a trovare le dovute alternative a coloro che in tutti questi anni si sono sentiti presi in giro. Per queste ragioni, si chiede l’immediata convocazione del tavolo ministeriale al Mimit, che abbia come unico obiettivo quello di rilanciare le produzioni con soluzioni differenti rispetto all’attuale proprietà!

Segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM e CUB

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