30 July, 2026
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Il comune di Villamassargia protesta per l’esclusione dalla nuova classificazione dei Comuni montani

Il comune di Villamassargia protesta per l’esclusione dalla nuova classificazione dei Comuni montani.

«Il dato macroscopico che emerge è che, di questi, ben 102 sono Comuni Sardi, di cui 10 nella nostra Provincia dice la sindaca Debora Porrà -. L’elenco dei Comuni del Sulcis Iglesiente che risultano esclusi è: Buggerru, Carbonia, Iglesias, Narcao, Perdaxius, Santadi, Teulada, Tratalias, Villamassargia, Villaperuccio. Pertanto, nel Consiglio Comunale che si terrà domani 31 luglio 2026, abbiamo inserito all’ordine del giorno, con carattere di urgenza, un punto per la difesa dei territori montani, al fine di prendere parte alla mobilitazione nazionale dei comuni esclusi. L’oggetto della proposta di delibera è “Iniziative a tutela dei territori montani e contrasto ai nuovi criteri di classificazione della Legge Calderoli (DPCM di attuazione dell’art. 2 della L. 12 settembre 2025, n. 131)” e viene condivisa da tutti i comuni d’Italia interessati, per chiedere l’abrogazione dell’art. 2 della legge 131/2025.»

A maggior ragione, il comune di Villamassargia, già ricompreso nel decreto del MASAF per il riconoscimento del marchio facoltativo di qualità europeo Prodotto di Montagna, prende posizione rispetto agli effetti discriminatori di questa legge sui comuni. «Intendiamo far sentire la nostra preoccupazioneaggiunge Debora Porrà sia sui mancati benefici della nuova L. 131/2025 sia sulle vecchie prerogative, quali gli importantissimi fondi per la montagna, importanti per la gestione del territorio, gli interventi di prevenzione, ad esempio per il contrasto agli incendi e alle alluvioni, la viabilità rurale e la tutela delle aziende agricole». Ci saranno, di fatto, effetti retroattivi sul riparto dei fondi 2025, poiché le risorse disponibili del FOSMIT dell’ultimo anno, sulle quai si è finora fatto affidamento, saranno invece ripartite in base alla nuova legge (art. 4, comma 3, della legge 12 settembre 2025, n. 131). In sede di utilizzo, per la quota regionale delle risorse FOSMIT 2025 disponibili, le medesime Regioni potranno (e non “dovranno”) tenere conto delle esigenze dei comuni compresi nell’elenco storico predisposto sulla base della legge del 1952, pertanto i nostri Comuni non hanno alcuna certezza in merito.»

 

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