10 September, 2026
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Tore Piana (CSA): «Basta essere la Cenerentola della zootecnia sarda: il comparto caprino deve avere una sua valorizzazione»

Da Villamassargia parte il percorso per il Capretto Sardo IGP. Tore Piana e Monica Pisanu : “Ora dobbiamo dare valore agli allevatori e al loro lavoro”

Da Villamassargia parte una nuova sfida per la zootecnia sarda: costruire il percorso per il riconoscimento del Capretto Sardo IGP e, allo stesso tempo, riportare il comparto caprino al centro dell’attenzione politica e istituzionale.

È questo il risultato della prima riunione organizzata ieri 8 Settembre dal Centro Studi Agricoli con gli allevatori caprini del Sulcis, presieduta da Tore Piana, presidente del CSA, e da Monica Pisanu, componente del direttivo e responsabile del comparto caprino.

All’incontro, ospitato nei locali comunali di Villamassargia, hanno portato il loro saluto la sindaca Debora Porrà e la consigliera comunale Sabrina Vacca. Numerosa la presenza degli allevatori del territorio.

Il dato più importante emerso dalla riunione è l’unanime volontà degli allevatori presenti di avviare il percorso per il Capretto Sardo IGP.

«Non vogliamo semplicemente creare un marchiosottolineano Tore Piana e Monica Pisanoma costruire uno strumento capace di dare valore a una produzione che appartiene alla storia e alla cultura della Sardegna. La nostra idea è di caratterizzare il prodotto non necessariamente sulla singola razza, ma sul principio fondamentale che il capretto sia nato e allevato in Sardegna.»

Ma il progetto IGP non può essere separato dalle difficoltà che oggi stanno mettendo a dura prova gli allevatori.

«Il comparto caprino rischia di diventare la Cenerentola della zootecnia sarda. Le problematiche del settore ovino sono certamente importanti, ma non possiamo continuare a parlare di zootecnia sarda dimenticando il mondo caprino.»

Uno dei problemi più sentiti è quello del prezzo del latte di capra, che oggi si aggira mediamente tra 1 e 1,05 euro al litro.

«È un prezzo che gli allevatori considerano troppo basso. Dietro quel litro di latte ci sono lavoro, alimentazione degli animali, costi energetici, strutture, veterinari, investimenti e soprattutto il lavoro quotidiano delle famiglie degli allevatori. Non possiamo chiedere qualità senza riconoscere un prezzo adeguato a chi quella qualità la produce.»

Per questo il Centro Studi Agricoli ha deciso di intervenire direttamente sulla filiera.

Entro il mese di ottobre sarà organizzato a Villamassargia un incontro con industriali e caseifici, con l’obiettivo di favorire una contrattazione organizzata del latte caprino e cercare di creare le condizioni per una maggiore remunerazione agli allevatori.

«Se vogliamo salvare il comparto continuano Tore Piana e Monica Pisano – dobbiamo smettere di ragionare soltanto sulle emergenze e iniziare a costruire una politica di filiera. L’allevatore deve avere più forza contrattuale e il prodotto deve essere maggiormente valorizzato.»

Il percorso del Capretto Sardo IGP proseguirà nei prossimi giorni con altri incontri territoriali:

15settembre – Urzulei, ore 10.00, locali comunali

16 settembre – Badesi ore 10.00 locali comunali

17 settembre – Assolo, ore 10.00, locali comunali

«Vogliamo ascoltare gli allevatori di tutta la Sardegna e costruire insieme a loro il percorso. Se c’è una cosa che l’incontro di Villamassargia ci ha dimostrato è che la volontà non manca. Ora servono organizzazione, unità e una politica regionale capace di accompagnare concretamente questo settore».

E la conclusione di Tore Piana e Monica Pisano è un appello alla politica sarda: «La Sardegna non può permettersi di perdere altri allevatori. Il caprino deve avere una sua politica, una sua strategia e una sua rappresentanza. Il Capretto Sardo IGP può diventare una grande eccellenza dell’Isola, ma dobbiamo avere il coraggio di investire oggi per costruire il futuro».

In occasione del Cen
Il presidente della
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