Tore Piana (CSA): «Basta essere la Cenerentola della zootecnia sarda: il comparto caprino deve avere una sua valorizzazione»
Da Villamassargia parte il percorso per il Capretto Sardo IGP. Tore Piana e Monica Pisanu : “Ora dobbiamo dare valore agli allevatori e al loro lavoro”
Da Villamassargia parte una nuova sfida per la zootecnia sarda: costruire il percorso per il riconoscimento del Capretto Sardo IGP e, allo stesso tempo, riportare il comparto caprino al centro dell’attenzione politica e istituzionale.
È questo il risultato della prima riunione organizzata ieri 8 Settembre dal Centro Studi Agricoli con gli allevatori caprini del Sulcis, presieduta da Tore Piana, presidente del CSA, e da Monica Pisanu, componente del direttivo e responsabile del comparto caprino.
All’incontro, ospitato nei locali comunali di Villamassargia, hanno portato il loro saluto la sindaca Debora Porrà e la consigliera comunale Sabrina Vacca. Numerosa la presenza degli allevatori del territorio.
Il dato più importante emerso dalla riunione è l’unanime volontà degli allevatori presenti di avviare il percorso per il Capretto Sardo IGP.
«Non vogliamo semplicemente creare un marchio – sottolineano Tore Piana e Monica Pisano – ma costruire uno strumento capace di dare valore a una produzione che appartiene alla storia e alla cultura della Sardegna. La nostra idea è di caratterizzare il prodotto non necessariamente sulla singola razza, ma sul principio fondamentale che il capretto sia nato e allevato in Sardegna.»
Ma il progetto IGP non può essere separato dalle difficoltà che oggi stanno mettendo a dura prova gli allevatori.
«Il comparto caprino rischia di diventare la Cenerentola della zootecnia sarda. Le problematiche del settore ovino sono certamente importanti, ma non possiamo continuare a parlare di zootecnia sarda dimenticando il mondo caprino.»
Uno dei problemi più sentiti è quello del prezzo del latte di capra, che oggi si aggira mediamente tra 1 e 1,05 euro al litro.
«È un prezzo che gli allevatori considerano troppo basso. Dietro quel litro di latte ci sono lavoro, alimentazione degli animali, costi energetici, strutture, veterinari, investimenti e soprattutto il lavoro quotidiano delle famiglie degli allevatori. Non possiamo chiedere qualità senza riconoscere un prezzo adeguato a chi quella qualità la produce.»
Per questo il Centro Studi Agricoli ha deciso di intervenire direttamente sulla filiera.
Entro il mese di ottobre sarà organizzato a Villamassargia un incontro con industriali e caseifici, con l’obiettivo di favorire una contrattazione organizzata del latte caprino e cercare di creare le condizioni per una maggiore remunerazione agli allevatori.
«Se vogliamo salvare il comparto – continuano Tore Piana e Monica Pisano – dobbiamo smettere di ragionare soltanto sulle emergenze e iniziare a costruire una politica di filiera. L’allevatore deve avere più forza contrattuale e il prodotto deve essere maggiormente valorizzato.»
Il percorso del Capretto Sardo IGP proseguirà nei prossimi giorni con altri incontri territoriali:
15settembre – Urzulei, ore 10.00, locali comunali
16 settembre – Badesi ore 10.00 locali comunali
17 settembre – Assolo, ore 10.00, locali comunali
«Vogliamo ascoltare gli allevatori di tutta la Sardegna e costruire insieme a loro il percorso. Se c’è una cosa che l’incontro di Villamassargia ci ha dimostrato è che la volontà non manca. Ora servono organizzazione, unità e una politica regionale capace di accompagnare concretamente questo settore».
E la conclusione di Tore Piana e Monica Pisano è un appello alla politica sarda: «La Sardegna non può permettersi di perdere altri allevatori. Il caprino deve avere una sua politica, una sua strategia e una sua rappresentanza. Il Capretto Sardo IGP può diventare una grande eccellenza dell’Isola, ma dobbiamo avere il coraggio di investire oggi per costruire il futuro».

NO COMMENTS