26 September, 2026
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Da Villamassargia parte il percorso per il Capretto Sardo IGP. Tore Piana e Monica Pisanu : “Ora dobbiamo dare valore agli allevatori e al loro lavoro”

Da Villamassargia parte una nuova sfida per la zootecnia sarda: costruire il percorso per il riconoscimento del Capretto Sardo IGP e, allo stesso tempo, riportare il comparto caprino al centro dell’attenzione politica e istituzionale.

È questo il risultato della prima riunione organizzata ieri 8 Settembre dal Centro Studi Agricoli con gli allevatori caprini del Sulcis, presieduta da Tore Piana, presidente del CSA, e da Monica Pisanu, componente del direttivo e responsabile del comparto caprino.

All’incontro, ospitato nei locali comunali di Villamassargia, hanno portato il loro saluto la sindaca Debora Porrà e la consigliera comunale Sabrina Vacca. Numerosa la presenza degli allevatori del territorio.

Il dato più importante emerso dalla riunione è l’unanime volontà degli allevatori presenti di avviare il percorso per il Capretto Sardo IGP.

«Non vogliamo semplicemente creare un marchio – sottolineano Tore Piana e Monica Pisano – ma costruire uno strumento capace di dare valore a una produzione che appartiene alla storia e alla cultura della Sardegna. La nostra idea è di caratterizzare il prodotto non necessariamente sulla singola razza, ma sul principio fondamentale che il capretto sia nato e allevato in Sardegna.»

Ma il progetto IGP non può essere separato dalle difficoltà che oggi stanno mettendo a dura prova gli allevatori.

«Il comparto caprino rischia di diventare la Cenerentola della zootecnia sarda. Le problematiche del settore ovino sono certamente importanti, ma non possiamo continuare a parlare di zootecnia sarda dimenticando il mondo caprino.»

Uno dei problemi più sentiti è quello del prezzo del latte di capra, che oggi si aggira mediamente tra 1 e 1,05 euro al litro.

«È un prezzo che gli allevatori considerano troppo basso. Dietro quel litro di latte ci sono lavoro, alimentazione degli animali, costi energetici, strutture, veterinari, investimenti e soprattutto il lavoro quotidiano delle famiglie degli allevatori. Non possiamo chiedere qualità senza riconoscere un prezzo adeguato a chi quella qualità la produce.»

Per questo il Centro Studi Agricoli ha deciso di intervenire direttamente sulla filiera.

Entro il mese di ottobre sarà organizzato a Villamassargia un incontro con industriali e caseifici, con l’obiettivo di favorire una contrattazione organizzata del latte caprino e cercare di creare le condizioni per una maggiore remunerazione agli allevatori.

«Se vogliamo salvare il comparto – continuano Tore Piana e Monica Pisano – dobbiamo smettere di ragionare soltanto sulle emergenze e iniziare a costruire una politica di filiera. L’allevatore deve avere più forza contrattuale e il prodotto deve essere maggiormente valorizzato.»

Il percorso del Capretto Sardo IGP proseguirà nei prossimi giorni con altri incontri territoriali:

15settembre – Urzulei, ore 10.00, locali comunali

16 settembre – Badesi ore 10.00 locali comunali

17 settembre – Assolo, ore 10.00, locali comunali

«Vogliamo ascoltare gli allevatori di tutta la Sardegna e costruire insieme a loro il percorso. Se c’è una cosa che l’incontro di Villamassargia ci ha dimostrato è che la volontà non manca. Ora servono organizzazione, unità e una politica regionale capace di accompagnare concretamente questo settore».

E la conclusione di Tore Piana e Monica Pisano è un appello alla politica sarda: «La Sardegna non può permettersi di perdere altri allevatori. Il caprino deve avere una sua politica, una sua strategia e una sua rappresentanza. Il Capretto Sardo IGP può diventare una grande eccellenza dell’Isola, ma dobbiamo avere il coraggio di investire oggi per costruire il futuro».

Il Centro Studi Agricoli, riprende il ciclo delle riunioni informative sulle tematiche agricole. Alle 17.30, a Iglesias, nella sala Blu del Centro culturale di via Cattaneo, si parlerà degli anticipi PAC 2024, Classy Farm e PAC e PSR/CSR, virus della blue tongue, ritardo sugli indennizzi, ma al centro dell’attenzione ci saranno anche il tema dell’agrivoltaico e il bando PNRR agrisolare, l’imminente bando sull’acquisto terreni di Ismea riservato ai giovani entro i 41 anni che sarà aperto il prossimo 29 ottobre.

Il presidente Tore Piana sarà il relatore principale per conto del Centro Studi Agricoli. Il dibattito verrà introdotto da Vito Spiga, assessore dell’Agricoltura del comune di Iglesias.

«In Sardegna serve una maggiore informazione agricola, in questo momento percepiamo c’è un vuoto che cerchiamo di colmare, precisando che la nostra informazione agricola è e deve restare aggiuntiva a quella istituzionale e a quella delle organizzazioni agricole presenti in Sardegna», ha detto Tore Piana.

 

 

Mercoledì 11 maggio, alle ore 11.00, presso la sala riunioni di Casa Fenu, a Villamassargia, il Centro Studi Agricoli terrà una riunione informativa sulle ultime novità in agricoltura previste dalle leggi nazionali e regionali. Si parlerà di PSR Sardegna, indennizzi, sgravi previdenziali, bando Agri solare per le aziende agricole, indennità bloccate ed in ritardo, della nuova PAC e del premio unico, situazione del prezzo del latte di pecora, bando impresa donna, nuovo bando ISMEA. Verrà illustrata, inoltre, l’iniziativa per contrastare l’aumento dei prezzi di mangimi, concimi, costo elettricità e gasolio agricolo.

Aprirà i lavori il sindaco di Villamassargia, Debora Porrà. La parte centrale sarà tenuta da Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli, componente del tavolo del Partenariato nazionale sulla PAC, convocato al MIPAAF dal ministro Stefano Patuanelli. La prossima riunione informativa è stata già fissata per fine maggio, a Villaputzu.

La presidenza del Consiglio dei ministri solleva illegittimità costituzionale sulla legge regionale che istituisce la Città metropolitana di Sassari e le nuove Province. Ne dà comunicazione l’ufficio stampa di “Energie per l’Italia Sardegna”, il movimento politico guidato da Tore Piana.

«Ormai siamo al disastro totale, con un Consiglio regionale che approva leggi che puntualmente vengono impugnate dal Governo Nazionale, di oggi la notizia che la Presidenza del Consiglio dei ministri con nota DAR-0007983-a del 17 maggio 2021 a firma del capo dipartimento dott. Lorenzo Spadacini con la quale dichiara e solleva l’illegittimità costituzionale della legge regionale n° 7 del 12 aprile 2021 recante l’istituzione della Città metropolitana di Sassari e le nuove provincie sarde – scrive in una nota Tore Piana -. La Presidenza del Consiglio dei ministri comunica e chiede al ministero degli Affari regionali di impugnare la detta legge regionale, che quasi sicuramente verrà inserita nel prossimo Consiglio dei ministri  da convocare il 21 maggio 2021. Una mazzata per le aspettative dei territori e per la città di Sassari che già si pregustava il ruolo di città metropolitana. Ora però si prefigura un disastro sull’azione legislativa della Regione, dove la Sardegna in questi ultimi due anni ne sta uscendo profondamente umiliata dalle numerose bocciature delle sue Leggi impugnate dal Governo Nazionale. Serve – aggiunge Tore Piana – una seria e profonda riflessione per capire cosa sta accadendo nel Consiglio regionale Sardo, capire di chi deve assumersi le colpe, se dei consiglieri regionali, che approvano leggi impraticabili e fuori dalle norme, o se le colpe siano degli uffici  regionali, che devono supportare e consigliare i consiglieri regionali nello sviluppo di leggi conformi sia allo Statuto sia alla Costituzione. O se il Governo nazionale stia eccedendo nel limitare l’Autonomia di una Regione a Statuto Autonomo come la Sardegna è. Non è più giustificabile andare avanti cosi – conclude Tore Piana -, il popolo sardo sta iniziando a stancarsi di queste situazioni.»

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«Come movimento politico liberale, chiediamo urgentemente al presidente della Regione Sardegna Solinas di sospendere l’ordinanza n° 43, perché inapplicabile in termini pratici, per mancanza di adeguate strutture sanitarie atte ad eseguire i test della positività sul Covid-19. L’ordinanza, così come è formulata, non protegge la Sardegna ma, al contrario, danneggia l’isola e i Sardi.»

Lo scrive, in una nota, Tore Piana, coordinatore del movimento politico Liberale “Energie Per L’Italia”.

«Quando si prendono dei provvedimenti di questo tenore – conclude Tore Piana – occorre verificarne la fattibilità ed il rispetto con le restanti norme, occorre evitare di fare annunci che poi non possono essere posti in essere, per mancanza di strutture e mezzi.»

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«E’ una situazione di profonda emergenza, quello che la Sardegna sta attraversando in questo inizio 2020.» Ad affermarlo è Tore Piana, coordinatore regionale di Energie Per l’Italia, movimento politico che alle ultime elezioni regionali ha sostenuto la coalizione di centrodestra del presidente Christian Solinas, con proprie liste.

«Anche se sono passati ad oggi 9 mesi dall’insediamento di questa maggioranza, non mi sento – aggiunge Tore Piana -, muovere alcuna accusa al presidente Christian Solinas, perché la situazione disastrosa è la piena eredità, lasciata dalla precedente maggioranza di Centro Sinistra a guida Francesco Pigliaru. Da questo mese però le emergenze vanno risolte, sia con provvedimenti di Giunta regionale sia con l’approvazione di specifiche leggi regionali di settore. Il tempo della ricreazione è terminato. La riforma della Sanità è un provvedimento legislativo da portare immediatamente all’approvazione, il giorno dopo l’approvazione della finanziaria regionale. Così come è da definire urgentemente la situazione della continuità territoriale e dei collegamenti sia aerei che navali, la stagione turistico balneare è alle porte e non può in nessun modo regnare l’incertezza di questo momento. La vertenza latte, doveva essere chiusa in tempi precedenti all’inizio della nuova stagione produttiva, invece non si sa per quali motivi, nulla è stato deciso, se non riunioni per decidere il nulla, con rimpalli fra la regione ed il Governo nazionale. Che fine ha fatto Oilos? – chiede Tore Piana -. Perché non si riesce a sapere quali programmi si stanno promuovendo? Così come la definizione della spendita dei fondi in agricoltura previsti dal PSR Sardegna, dove esistono migliaia di pratiche inevase. Ma a preoccupare Energie per l’Italia Sardegna, è anche l’assoluto silenzio sul piano regionale dei rifiuti, dove le discariche principali si stanno esaurendo senza che nessuno abbia idee su cosa fare fra pochi anni. La stessa Legge Regionale sull’Urbanistica, tanto attesa da tutti, dovrà avere una immediata accelerazione ed il varo del “Piano Casa”, da noi ritenuto valido, non potrà colmare a lungo il vuoto legislativo. Insomma un presidente della Regione, che dovrà calzare le scarpette da tennis già dai prossimi giorni, perché da oggi è vietato distrarsi  nella politica del dire ma bisognerà applicare la politica del fare.»

«Come EPI Sardegna, pur non avendo avuto eletti, avevamo pienamente fornito la nostra piena disponibilità a collaborare dall’esterno e lo stesso presidente Christian Solinas aveva promesso una speciale cabina di regia formata da tutte le forze politiche che avevano partecipato alla vittoria, con il compito di discutere e confrontarsi su tutti i maggiori temi e problematiche dell’Isola. Spiace constatare, a noi di Energie per l’Italia Sardegna che a oggi nessuna riunione in tal senso ci ha visto invitati e coinvolti, spiace constatare anche che il presidente Christian Solinas non ha raccolto nostre sollecitazioni formulate via mail e per telefono. Aspetteremo pazienti e fiduciosi sino all’approvazione della legge regionale Finanziaria, passato quel periodo – conclude Tore Piana – ne trarremo le conclusioni e ci renderemo liberi di esprimerci secondo le situazioni che di volta in volta si renderanno opportune.»

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Il direttivo del Centro Studi Agricoli, guidato da Tore Piana, nei giorni  scorsi, ha analizzato la situazione straordinaria creatasi nel comparto delle produzioni suinicole nel mondo e in Sardegna, che ha portato ad un improvviso ed imprevisto aumento dei costi delle carni di maiale ,di circa il 40%, a causa di una offerta deficitaria rispetto alla domanda. Questa situazione è stata causata dalla presenza in Cina della PSA peste suina, che ha dovuto abbattere in pochi mesi oltre 300 milioni di maiali. Dall’Agosto 2018, quando la Cina aveva comunicato all’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale che la Peste Suina aveva colpito il paese, la malattia si è diffusa in Cina con una velocità straordinaria, colpendo oltre il 40 % dei maiali cinesi. Come si sa, la Cina è una nazione dove si consuma la più alta quantità pro capite di carne di maiale, circa 30 kg anno, rispetto ai 15 kg annui dell’Italiano. Questa situazione ha portato la Cina a fare incetta di carne suina nel mondo essendo le proprie produzioni altamente deficitarie. Nella sola Cina il prezzo della carne di maiale è aumentato del 125 %. Portando le importazioni cinesi dai 94 milioni di KG agli attuali 161 milioni di Kg. Di conseguenza i prezzi in Europa e in Italia e nella nostra Sardegna sono aumentati improvvisamente del 40% negli ultimi tre mesi e sicuramente continueranno ad aumentare nell’immediato.

La situazione in Sardegna attualmente è ancora peggiore, a fronte dei circa 160.000 capi allevati e di circa 55.000 ql di carne prodotte in Sardegna, i consumi nell’isola ammontano a circa 300.000 Ql. Per intenderci la Sardegna produce circa 1/6 del suo fabbisogno interno, in più la Sardegna è gravata dalla presenza della PSA Peste Suina Africana, che ha causato il blocco delle esportazioni fuori dall’isola e l’applicazione di norme severissime negli allevamenti.

«Ora – afferma Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli -, il problema della PSA Peste Suina in Sardegna, secondo quanto dichiarato dalle Autorità Sanitarie dell’Isola, sta andando ad essere definitivamente debellato, dopo anni e anni di interventi e profilassi.»

Ecco che ora in Sardegna bisogna cogliere urgentemente il momento altamente  favorevole dei prezzi elevati e molto remunerativi per gli allevamenti di suini e della situazione deficitaria delle produzioni mondiali di carni suine. Secondo diverse proiezioni, l’aumento dei prezzi  e le deficienze delle produzioni rispetto ai consumi della carne, durerà non meno di 10 anni, anche in virtù che la peste suina si sta diffondendo in Europa ed ha colpito la Polonia ed oggi si trova a meno di 30 Km dal confine Tedesco e dagli esiti inimmaginabili, visto che la Germania è uno dei maggiori esportatori di carne di maiale al mondo.

«Come Centro Studi Agricoli – aggiunge Tore Piana -, chiediamo con forza che la Regione Sardegna, definisca in tempi rapidi e con tutti i mezzi, l’uscita da regione colpita da PSA e venga dichiarata dalle Autorità sanitarie europee, isola indenne dalla stessa PSA. Chiediamo che nello stesso tempo, venga avviato un piano triennale straordinario per il rilancio della Suinicoltura in Sardegna, con una specifica legge regionale e finanziamenti mirati che favoriscano il raggiungimento di oltre 2 milioni di capi di suini entro 2022 – conclude Tore Piana -. Preso atto del momento altamente favorevole e remunerativo che il comparto suinicolo attraverserà.»

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La direzione nazionale del partito Energie Per l’italia, guidato dal segretario nazionale Stefano Parisi, riunitasi il 14 gennaio a Milano, ha confermato Tore Piana, già componente dell’esecutivo nazionale, alla guida del partito in Sardegna. E’ stata decisa anche la nuova strutturazione in campo nazionale, dove sono stati assegnati precisi obiettivi a ciascuno dei coordinatori regionali in vista del Congresso Nazionale che si svolgerà nel prossimo mese di luglio. Alla Sardegna è stato affidato l’obiettivo di raccogliere 500 iscrizioni entro il 31 maggio e la strutturazione in tutte le attuali 4 province. Espressa anche con chiarezza la linea politica, di netta alternativa al PD e all’attuale sinistra, al M5S, ma anche una marcata differenziazione «nei confronti di un sovranismo spinto ed estremo». La direzione nazionale ha deciso anche la costruzione in campo nazionale di un contenitore che possa veramente rappresentare l’Area liberale, popolare e moderata, con il raggruppamento di movimenti e partiti che si riconoscono in quest’area e con il preciso obiettivo di presentarsi alle prossime elezioni politiche.

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Il Centro studi agricoli in collaborazione con la Copagri Nord Sardegna e l’ente di Formazione UNSIC propone di organizzare corsi di formazione per la sicurezza nella caccia collettiva al cinghiale nella Regione Sardegna, destinato alle compagnie di caccia al cinghiale, regolarmente censite e avente il referente designato della stessa compagnia (capo caccia).

«Spesso – afferma Tore Piana, presidente del Centro studi agricoli – solo dopo gli incidenti di caccia, i decessi e/o gravi lesioni arrecate a terzi o agli stessi componenti della compagnia di caccia al cinchiale, ci si rende conto di quali siano le responsabilità e le conseguenze del gesto e/o dell’errore e/o della disattenzione, durante la battuta di caccia al cinghiale.»

Quali responsabilità dal punto di vista penale per il cacciatore, per il capo caccia e per il responsabile referente della compagnia, e quali azioni tecniche da adottare per evitare l’accaduto saranno le tematiche di maggiore attenzione.

«Si tratterebbe  della prima iniziativa in Sardegna, che ci auguriamo venga finanziata dalla Regione Sardegna ed in particolare dalla Presidenza della Regione e dall’Assessorato all’Ambiente, cui inoltreremo la richiesta con un dettagliato progetto – aggiunge Tore Piana -. I corsi avranno una durata di 4 ore e saranno articolati sulle seguenti materie: disciplina normativa, responsabilità civile, penale e amministrativa del capo caccia e del cacciatore. Balistica applicata alla caccia collettiva. Elementi di gestione faunistica. Elementi di gestione e salvaguardia ambientale della flora. Elementi di  buona educazione del cacciatore nei confronti delle aziende agricole e dei fondi agricoli oggetto dei territori di caccia. Tecniche e sicurezza nella caccia collettiva e di primo soccorso. Tecnica dell’utilizzo degli ausili di alta visibilità obbligatori nella caccia collettiva al cinghiale. Riteniamo molto importante questa iniziativa – conclude Tore Piana – che darebbe veramente una maggiore sicurezza all’esercizio della caccia in Sardegna, che  rappresenta un importante attività di aggregazione. Ora nei prossimi giorni, presenteremo un articolato progetto all’Assessore all’Ambiente e alla Presidenza della Regione, con la speranza che la nostra proposta trovi accoglimento.»

 

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Per EPI Sardegna, sono abbondantemente maturi i tempi per le grandi riforme da attuare in Sardegna, ma questo non deve assolutamente portare i legislatori regionali ad adottare decisioni affrettate, che possono arrecare più danni che benefici.»

Lo scrive, in una nota, Tore Piana, coordinatore regionale di Energie per l’Italia.

«E’ il caso della proposta di creare una flotta aerea sarda, balzata alle cronache in questi giorni, sulla quale noi come forza politica ci dichiariamo fortemente contrari – aggiunge Tore Piana -. Il capitolo dei collegamenti da e per la Sardegna, sia essi navali che aerei, sono il vero fulcro della ripresa economica della Sardegna, serve aprire urgentemente un confronto con il Governo sindacale e con tutte le forze imprenditoriali e sindacali presenti in Sardegna. La Sardegna su questo argomento non può essere ancora una volta lasciata sola nelle decisioni ed il Governo nazionale deve contribuire significatamente, anche adottando leggi speciali a favore della continuità, come tutte le altre Nazioni europee fanno con le isole delle loro nazioni, vedasi la Spagna con le Baleari e Le Canarie, la Francia con la vicina Corsica.»

«Sul tappeto regionale, inoltre, è urgente affrontare le riforme sulla Sanità, anche qui come EPI Sardegna siamo favorevoli ad abolire l’ATS Unica, che oggi è diventato un “mostro” che crea solo disguidi e assorbe ingenti risorse, nel contesto e come da programma elettorale siamo favorevoli a ripristinare 4 ATS, una per ciascuna delle 4 attuali province, ma anche su questo argomento serve un serio confronto con tutti, senza decisioni calate dall’alto – rimarca Tore Piana -. A seguire la riforma del PPR e la nuova legge regionale urbanistica, attesa da anni da tutti e che non può più essere rinviata, prendiamo atto come EPI Sardegna del buon lavoro che l’assessore all’Urbanistica Quirico Sanna sta svolgendo sull’argomento, ma anche in questo caso la parola d’ordine è coinvolgimento di tutti, solo così la Sardegna potrà veramente essere all’altezza delle nuove sfide economico- imprenditoriali. In ultimo ma non per importanza, serve una vera e seria revisione sulle linee programmatiche nel settore Agricolo ed una Legge Regionale di Settore, che oggi manca. L’agricoltura e la pastorizia, in Sardegna, non rappresenta solo  economia, ma rappresenta anche un fattore di salvaguardia ambientale e un fattore di contrasto allo spopolamento delle zone interne, ed in tale contesto deve essere  presa in considerazione e aiutata – conclude Tore Piana – a nome del partito EPI Sardegna che ha partecipato alle ultime elezioni regionali, nella coalizione di centro destra – autonomista e sardista che ha vinto le elezioni.»