10 August, 2026
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La mamma di Giacomo Solinas, il 43enne scomparso da Gonnesa, ha rivolto un appello urgente alla Presidente della Regione Alessandra Todde

La mamma di Giacomo Solinas, il 43enne scomparso da Gonnesa, ha rivolto un appello urgente alla Presidente della Regione Alessandra Todde.

Il testo integrale.

Egregia Presidente Alessandra Todde,

mi rivolgo a Lei come madre, prima ancora che come cittadina, perché oggi non so più a chi chiedere aiuto.
Le scrivo con il cuore di una madre distrutto dal dolore e con la poca forza che ancora riesco a trovare nell’amore immenso per mio figlio, Giacomo Solinas, scomparso a soli 39 anni da Gonnesa.
Da quando Giacomo è scomparso, la mia vita si è fermata. Vivo in un tempo sospeso, fatto di attese, silenzi e domande alle quali nessuno riesce ancora a dare una risposta. Ogni giorno mi sveglio con la speranza di poterlo ritrovare e ogni sera vado a dormire con la paura di dover affrontare un altro giorno senza sapere dove sia.
Ma oggi c’è qualcosa che rende questa attesa ancora più atroce.
Mi è stato riferito che esiste una concreta possibilità, fino al 50%, che Giacomo possa trovarsi all’interno della miniera.
Presidente, mi permetta di dirlo con il cuore di una madre: come posso continuare ad aspettare, sapendo che esiste una possibilità così concreta che mio figlio possa essere lì?
Come posso trovare pace sapendo che forse Giacomo è a pochi passi da noi e che ancora non è stato possibile accertarlo?
Mi è stato detto che verranno effettuate le verifiche necessarie. Ma il tempo passa. E per una madre che cerca un figlio scomparso, ogni giorno che passa è un giorno di angoscia, di paura e di disperazione.
Le chiedo di intervenire affinché queste verifiche vengano compiute con la massima urgenza.
Non Le chiedo di sostituirsi agli organi competenti. Le chiedo di fare tutto ciò che è nelle Sue possibilità affinché nessun ostacolo burocratico, organizzativo o temporale possa ritardare ulteriormente la ricerca della verità.
Perché dietro questa richiesta c’è una vita. C’è mio figlio.
E c’è una famiglia che, nel frattempo, è stata completamente distrutta.
Devo trovare il coraggio di dirLe anche qualcosa che ancora oggi faccio fatica persino a pronunciare.
Mio marito, Marco Solinas, non ha retto al dolore. La sofferenza per tutto ciò che stava accadendo è diventata per lui insopportabile e si è tolto la vita.
Scrivere queste parole significa riaprire una ferita che non si è mai chiusa.
Ho perso mio marito mentre mio figlio è ancora scomparso.
Non ho avuto nemmeno il tempo di elaborare una tragedia prima di dover affrontare quella successiva.
Marco è morto schiacciato da una sofferenza che non riusciva più a sostenere.
Prima la scomparsa di Giacomo.
Poi la disperazione di Marco, fino al gesto estremo.
E ora io, rimasta a cercare mio figlio e a piangere mio marito, cercando ogni giorno la forza per andare avanti.
Presidente, non voglio che questa catena di dolore continui.
Non voglio che una famiglia possa essere lasciata sola fino a quando non rimane più nulla da salvare.
Per questo Le chiedo non soltanto di ascoltare la mia richiesta, ma di intervenire concretamente e con urgenza.
Se davvero esiste una possibilità, anche soltanto una possibilità, che Giacomo si trovi nella miniera, Le chiedo di contribuire affinché si faccia immediatamente tutto il possibile per verificarlo.
Ho bisogno di sapere dove si trova mio figlio.
Ho bisogno di sapere se è ancora possibile ritrovarlo.
Ho bisogno di poter affrontare la verità, qualunque essa sia.
Perché l’incertezza è diventata una forma di dolore che non riesco più a sopportare.
Presidente Todde, La prego: faccia tutto ciò che è nelle Sue possibilità.
Faccia in modo che la verifica nella miniera non venga rimandata.
Faccia in modo che venga data una risposta alla mia famiglia.
Dopo quello che è successo a Marco, non posso accettare che il dolore e la disperazione continuino a travolgere la nostra famiglia.
Ho già perso troppo.
Ho perso mio marito.
E ogni giorno vivo con il terrore di aver perso anche mio figlio senza sapere ancora dove sia.
Non permetta che il silenzio diventi l’ultima risposta che riceveremo.
La prego di ascoltare la voce di una madre che non sta chiedendo altro che la possibilità di conoscere la verità e di ritrovare, in qualunque modo, la dignità e la pace che la nostra famiglia ha perduto.
La nostra famiglia ha già pagato un prezzo immenso.
Ora abbiamo bisogno che le istituzioni ci tendano una mano.
Con rispetto, con disperazione e con tutta la speranza che mi è rimasta,
Maria Lidia Pistis

Concluse le indagini
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