“Tutti i fiumi portano al mare”: la Provincia del Sulcis Iglesiente presenta il progetto per il monitoraggio e la raccolta dei rifiuti nei corsi d’acqua
Conoscere il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, intervenire nei corsi d’acqua e prevenire l’inquinamento delle coste e del mare. Sono questi gli obiettivi del progetto “Tutti i fiumi portano al mare”, presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa ospitata nella sede della Provincia del Sulcis Iglesiente, a Carbonia.
All’incontro sono intervenuti Gianluigi Loru, vicepresidente della Provincia e consigliere delegato all’Ambiente, e la dottoressa Simona Spanu, consulente del presidente Mauro Usai, che ha illustrato gli aspetti scientifici, le modalità operative e le finalità dell’iniziativa.
Il progetto, promosso e finanziato dall’Agenzia Regionale del Distretto Idrografico della Sardegna nell’ambito del Programma sperimentale triennale finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, punta a realizzare un’attività di monitoraggio, raccolta e classificazione dei rifiuti presenti lungo alcuni corsi d’acqua del Sulcis Iglesiente.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che una parte importante dell’inquinamento marino ha origine sulla terraferma. I rifiuti abbandonati nelle campagne, lungo le strade e in prossimità dei corsi d’acqua, infatti, possono essere trasportati dalle piogge e dalle correnti fino alle coste, contribuendo al degrado degli ecosistemi fluviali e marini.
«La presenza di rifiuti nei nostri corsi d’acqua non è soltanto una questione di decoro, ma un problema ambientale che riguarda direttamente la qualità del territorio in cui viviamo – ha dichiarato il vicepresidente Gianluigi Loru -. Con questo progetto vogliamo intervenire prima che il danno arrivi al mare, affiancando alla raccolta dei rifiuti un’attività di conoscenza e prevenzione. Il Sulcis Iglesiente possiede un patrimonio ambientale straordinario che abbiamo il dovere di proteggere. Non si tratta di organizzare semplici giornate di pulizia, ma di promuovere una maggiore responsabilità collettiva e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, cittadini e realtà del territorio. La tutela del mare comincia dalla terra e dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi.»
Gli interventi nei corsi d’acqua del Sulcis Iglesiente
Le attività interesseranno diversi corsi d’acqua individuati dall’Autorità di Bacino, con interventi programmati nel territorio provinciale a partire dai primi giorni di novembre.
Il calendario operativo prevede:
– 3 novembre: Rio Palmas, nel territorio di San Giovanni Suergiu;
– 4 novembre: Riu Mannu, nel territorio di Fluminimaggiore;
– 7 novembre: Rio Su Spurgu e Rio S’Arriali, nel territorio di Iglesias;
– 8 novembre: Riu Cixerri, nel territorio di Villamassargia.
Le aree di intervento sono state individuate attraverso sopralluoghi e valutazioni che hanno tenuto conto della presenza di rifiuti, dell’accessibilità dei luoghi e delle condizioni di sicurezza per gli operatori.
Il progetto non si limiterà alla rimozione dei materiali abbandonati. Nei tratti selezionati, della lunghezza di 100 metri, i rifiuti saranno raccolti, contati, catalogati per tipologia, pesati per categoria e avviati alla raccolta differenziata.
Le informazioni ottenute contribuiranno a costruire un quadro conoscitivo del fenomeno, utile a comprendere quali rifiuti siano maggiormente presenti, dove tendano ad accumularsi e quali possano essere le principali fonti di provenienza.
Dalla raccolta dei rifiuti alla conoscenza scientifica
Nel corso della conferenza stampa, la dottoressa Simona Spanu ha approfondito il rapporto tra l’inquinamento dei corsi d’acqua e quello marino, richiamando i risultati delle attività di monitoraggio condotte a livello nazionale e l’importanza di disporre di dati scientifici confrontabili.
Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di superare una logica esclusivamente emergenziale, passando dalla semplice rimozione dei rifiuti alla comprensione delle dinamiche che ne determinano l’accumulo e il trasferimento verso il mare.
«Raccogliere i rifiuti significa eliminare una criticità immediata, ma conoscerne quantità, composizione e distribuzione ci permette di comprendere meglio il fenomeno e di individuare possibili strategie di prevenzione – ha spiegato la dottoressa Simona Spanu -. Il valore di questo progetto risiede proprio nell’unione tra intervento concreto e analisi scientifica. Ogni oggetto raccolto e classificato diventa un dato utile per valutare la pressione dei rifiuti sui nostri ecosistemi. Le informazioni raccolte potranno contribuire ai sistemi di conoscenza ambientale su scala regionale, nazionale ed europea. L’obiettivo non è soltanto avere corsi d’acqua più puliti, ma costruire una maggiore consapevolezza sulle cause dell’inquinamento e sull’importanza di prevenirlo.»
La collaborazione con i territori e i centri di educazione ambientale
Un ruolo importante sarà svolto dalla collaborazione con i Comuni interessati e con i Centri di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità (CEAS) del territorio, coinvolti nelle attività previste dal progetto.
La partecipazione delle realtà locali consentirà di affiancare agli interventi sul campo un’azione di sensibilizzazione, promuovendo una maggiore attenzione verso i corsi d’acqua e il loro ruolo nella salvaguardia dell’ambiente marino.
L’iniziativa si propone infatti di trasformare un’attività di monitoraggio e raccolta in un’occasione di educazione ambientale e cittadinanza attiva, rafforzando il legame tra la tutela del territorio e la responsabilità delle comunità.
Conoscere, intervenire e prevenire sono le tre parole chiave di un progetto che intende affrontare il problema dell’abbandono dei rifiuti partendo dai luoghi in cui si manifesta, prima che le conseguenze raggiungano il mare.
Un percorso che conferma l’attenzione della Provincia del Sulcis Iglesiente verso la salvaguardia del patrimonio naturale e la promozione di iniziative concrete per la sostenibilità ambientale.

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