17 May, 2021
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«Abbiamo risolto pochi giorni fa il problema della fideiussione bancaria chiesta da Enel agli svizzeri (Sider Alloys – ndr) a garanzia del contratto. La banca ha mandato la garanzia all’azienda e ora questa può chiudere il contratto. Non mi aspetto ulteriori ritardi. #SiderAlloys acquisterà l’energia a 44 euro a megawatt, e a questa tariffa si applicheranno ulteriori riduzioni di prezzo. Adesso, possiamo fare del bacino di #Portovesme uno dei polmoni della ripartenza del Paese, con le produzioni di primario.»

Lo ha scritto in un post pubblicato alcune ore fa sulla sua pagina Facebook, Alessandra Todde (M5S), sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico. E’ la notizia attesa da tempo dall’azienda che ha rilevato lo stabilimento ex Alcoa, dai lavoratori e da tutto il Sulcis Iglesiente, dalla quale dovrebbe scaturire il via libera al progetto di rilancio produttivo dello stabilimento di Portovesme. Una notizia che arriva proprio oggi, 1° maggio, la festa del lavoro più triste dal dopoguerra ad oggi, con una crisi che si trascina da anni ed è precipitata con la diffusione del Coronavirus. L’auspicio è che possa realmente segnare il punto di partenza per un concreto rilancio socio-economico del territorio e dell’intera Sardegna, ormai da quasi due mesi piegata dalla pandemia.

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Jacopo Gasparetti, responsabile stampa e comunicazione del sottosegretario di Stato al ministero dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, ha diffuso una nota di aggiornamento su dati INPS per CIGD Sardegna.

«In Sardegna, rispetto all’ultimo aggiornamento che ho pubblicato, le domande arrivate all’INPS sono 570, quelle già autorizzate 270 scrive Jacopo Gasparetti -. Continua ad essere evidente che rispetto alle migliaia di domande da evadere (secondo i dati forniti dalla stessa Regione sono circa 29mila le domande di CIGD che dovrebbero arrivare in totale dall’isola), siamo in ritardo
«Come già ribadito, nessuna polemica, ma un invito a cercare, ognuno per la sua parte, di velocizzare al massimo i tempiconclude Jacopo Gasparetti -. Ce lo chiedono i cittadini e le Istituzioni, ad ogni livello, devono rispondere.»

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Non si placa la polemica tra Mise e Regione sui tempi di presentazione delle pratiche per la cassa integrazione in deroga. Dopo le dichiarazioni del sottosegretario del Mise Alessandra Todde e la replica del capogruppo della Lega in Consiglio regionale Dario Giagoni e quella dell’assessore regionale del Lavoro Alessandra Zedda, interviene nuovamente la sottosegretaria Alessandra Todde.

«Le stesse parole dell’assessore al Lavoro della Regione Sardegna Alessandra Zedda, ci dicono che il 22 di aprile sarebbero state inviate dalla Regione Sardegna all’INPS le prime 823 pratiche (ricevute a partire dall’8 aprile) su complessive 13mila domande da evadere. Quindi, un primo invio parziale avvenuto, a suo dire, 2 giorni fa», spiega la aottosegretaria Alessandra Todde rispondendo alle dichiarazioni dell’assessore al Lavoro sardo, Alessandra Zedda.

Ieri pomeriggio, a seguito delle migliaia di segnalazioni arrivate dalla Sardegna, dalla Sicilia e da altre regioni sui ritardi della cassa integrazione in deroga e a seguito dell’intervento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che in Parlamento ha denunciato i ritardi delle Regioni sulle richieste, la sottosegretaria Alessandra Todde ha verificato con il ministero del Lavoro e con l’Inps lo stato dell’arte ieri e oggi, riportando l’informazione che per Sicilia e Sardegna non ci fossero flussi in transito di pratiche trasmesse da entrambe le Regioni.

«L’INPS certifica oggi che la Regione Sardegna ha trasmesso soltanto ieri pomeriggio (forse in seguito al nostro intervento?) il primo flusso di pratiche per accedere alla cassa integrazione in deroga (CIGD) per un totale di 100 pratiche. Inoltre, non risultano limiti nella capacità numerica di gestione dei sistemi dell’INPS semplicemente le altre pratiche non sono ancora state presentate. Stanotte, le domande correttamente transitate ed accettate sono state 73 (27 risultano scartate nel merito) – delle 823 dichiarate non ci sta traccia – mentre per quanto riguarda la Regione Sicilia, ad oggi sono pervenute 13 domande», aggiunge la sottosegretaria del Mise.

«Crediamo sulla parola l’assessore regionale Alessandra Zedda ma ciò non toglie che ad oggi solo 73 pratiche sono state ricevute ed approvate. Provare a polemizzare non serve a nulla. L’amministrazione regionale acceleri piuttosto le procedure perché i ritardi accumulati sono già tanti e non possono essere certo addebitati al Governo o all’INPS», conclude Alessandra Todde.

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«Ognuno di noi dovrebbe ben sapere che le parole hanno sempre un peso specifico, quando si riveste un ruolo pubblico questo peso ovviamente raddoppia. Per tale ragione asserire, come hanno fatto alcuni esponenti dei 5stelle, che la Regione Sardegna ha mancato di presentare le domande per la CIGD non solo è grave poiché non veritiero ma lo è altrettanto per la consapevolezza di gettare nel panico tante famiglie che attendono questa misura per andare avanti dignitosamente. Le domande da parte dell’assessore al Lavoro, Alessandra Zedda, sono state correttamente inoltrate, semmai il problema è nel portale Inps che non le ha ancora lette. Ma dal momento che le bugie messe in giro dai pentastellati, cui con ormai noto sciacallaggio si accoda anche l’ex governatore Mauro Pili, hanno le gambe corte, attendiamo che l’istituto nazionale di previdenza sociale faccia chiarezza nel brevissimo termine, così da fugare ogni dubbio.»

L’on. Dario Giagoni, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, replica così, senza citarla direttamente. al sottosegretario del Mise Alessandra Todde, che ieri aveva scritto in una nota che «l’acquisizione e la valutazione delle domande spetta alle Regioni, che poi girano l’esito all’Inps. In Sicilia ed in Sardegna, ad esempio, le domande non sono ancora pervenute. La Lombardia ha iniziato ad inviare il 15 aprile, a differenza del Lazio che ha mandato i primi flussi il 2. Migliaia di lavoratori attendono risposte e sostegni ma alcune Regioni tardano a far pervenire i dati. Se l’Inps non li riceve non può erogare e a pagarne le conseguenze sono i cittadini. Quindi, mi rivolgo ai leader dell’opposizione: invitate le Regioni che amministrate a sbloccare le procedure».
«All’assessore rinnoviamo la nostra stimaconclude Dario Giaconi -, ben consapevoli dell’importante lavoro che sta svolgendo, agli esponenti della maggioranza  a Roma invece rinnoviamo l’appello ad impegnarsi maggiormente in battaglie che da vicino toccano realmente e concretamente la Sardegna, se veramente il suo futuro gli sta a cuore come dicono, come ad esempio domandare alla ministra Paola De Micheli se ha notizie sulla continuità territoriale marittima dal momento che a noi non risponde!»

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«In alcune Regioni le domande per la Cassa Integrazione in Deroga (CIGD) sono arrivate in grave ritardo ed in alcuni casi sono addirittura mancanti», scrive sul suo profilo Facebook la sottosegretaria Alessandra Todde in merito al ritardo di alcune Regioni a far pervenire all’Inps i dati per la Cig in deroga. 
«La Cig in deroga, l’ammortizzatore sociale che integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori che si trovano in precarie condizioni economiche a causa di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, copre tra l’altro i dipendenti delle aziende più piccole e interessa almeno 3 milioni di persone», spiega Alessandra Todde. 
«L’acquisizione e la valutazione delle domande spetta alle Regioni, che poi girano l’esito all’Inps. In Sicilia ed in Sardegna, ad esempio, le domande non sono ancora pervenute. La Lombardia ha iniziato ad inviare il 15 aprile, a differenza del Lazio che ha mandato i primi flussi il 2. Migliaia di lavoratori attendono risposte e sostegni ma alcune Regioni tardano a far pervenire i dati. Se l’Inps non li riceve non può erogare e a pagarne le conseguenze sono i cittadini», aggiunge Alessandra Todde.
«Quindi, mi rivolgo ai leader dell’opposizione: invitate le Regioni che amministrate a sbloccare le procedure», conclude la sottosegretaria Alessandra Todde.

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«I paesi che compongono il G20 dell’energia hanno confermato la volontà di operare una transizione verso un’economia più pulita e sostenibile, un progetto che sarà alla base della loro riunione di settembre e che costituirà la priorità della futura presidenza italiana del 2021.»
Lo afferma la sottosegretaria dello Sviluppo economico Alessandra Todde che ha rappresentato l’Italia ieri, in videoconferenza, alla riunione straordinaria dei ministri dell’Energia del G20 sull’impatto sociale ed economico causato dall’emergenza Coronavirus, in particolare sui mercati del petrolio e del gas.
Per Alessandra Todde «anche per la Sardegna si apre ora una stagione di importanti prospettive, perché all’isola arriveranno i fondi dell’Unione europea dedicati alla transizione energetica e questa sarà un’occasione per l’economia isolana per ripartire con attività produttive legate alla bonifica e alla valorizzazione dei territori, incentrate sul recupero di territori inquinati dalle industrie e successivamente abbandonati. Credo che il polo di Ottana rappresenti un luogo dove poter investire per in un centro di eccellenza tecnologica per le bonifiche, con l’obiettivo di costruire know how che possa essere sviluppato e utile a molti contesti in Sardegna. Inoltre il basso prezzo dell’energia legato all’andamento del prezzo del petrolio, potrà essere un valore aggiunto per le nostre attività produttive in fase di ripartenza dato che le nostre aziende hanno scontato l’alto prezzo dell’energia in termini di competitività. Per questo motivo è anche fondamentale la chiusura del contratto dell’energia per Sider Alloys adesso. Ma ricevo dalle parti segnali che siamo alle fasi finali della negoziazione».
Nel corso della riunione dei paesi del G 20 dell’energia si è convenuto sull’importanza di mercati aperti, trasparenti e competitivi, al fine di garantire la sicurezza delle forniture, e quindi del rilancio dell’economia globale al termine dell’attuale grave emergenza sanitaria, nell’interesse sia dei produttori che dei consumatori. In tale ottica, è stato deciso di affidare ad un gruppo tecnico il monitoraggio della situazione.
«La sicurezza dell’approvvigionamento energetico unito all’equilibrio degli interessi tra produttori e consumatori è chiave per la ripresa economica del nostro paeseha concluso Alessandra Todde -, al G20 di ieri la posizione dell’Italia è stata ascoltata e inserita nel documento condiviso. A riprova che anche nell’emergenza la fermezza e la coerenza sono valori irrinunciabili.»

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«La chiave per la riapertura e per la sopravvivenza delle imprese passa attraverso un approvvigionamento sicuro e continuo dei Dispositivi di Protezione Individuale e la modifica dei modelli di comportamento aziendali. L’emergenza rappresenta inoltre l’occasione per la digitalizzazione di molte attività.»

Lo afferma la sottosegretaria del Mise Alessandra Todde (M5S) in una lunga intervista a Interris.it., quotidiano digitale fondato da don Angelo Buonaiuto, nella quale l’esponente del M5S riassume anche i punti salienti dell’azione del Governo a sostegno delle imprese.

Per Alessandra Todde «è necessario che un’azienda si prenda cura dei propri dipendenti, garantendo sia percorsi sicuri per arrivare al lavoro sia la protezione nel luogo di lavoro stesso. Lo Stato, in tutte le sue espressioni, deve lavorare per poter supportare le aziende in questo percorso. Dobbiamo cominciare ora a definire le giuste strategie d’azione per l’ingresso nella fase di post emergenza e di convivenza con il virus e questa può essere un’occasione importante per mettere al centro della nostra economia non più l’uomo che consuma, ma l’uomo che produce e crea valore. Una visione più etica della nostra economia. Si deve stabilire una catena di comando e di responsabilità per garantire e sostenere le aziende che si metteranno in sicurezza. Nel momento in cui i virologi e gli epidemiologi comunicheranno che si potrà uscire dalla fase emergenziale, dobbiamo essere pronti. Ne va del futuro del nostro Paese».

Nell’intervista il sottosegretario parla anche delle opportunità che si aprono ora per compiere finalmente in Italia una vera rivoluzione digitale. «L’emergenza rappresenta l’occasione per la digitalizzazione di molte attività. Dobbiamo investire sempre di più in infrastrutture digitali e banda larga perché lo smart working non è soltanto una reazione all’emergenza ma rappresenta una modalità di lavoro che può aumentare l’efficienza delle aziende e della pubblica amministrazione. Bisogna quindi trasformarlo in normalità».

La sottosegretaria Alessandra Todde ricorda come «il ministero dello Sviluppo economico ha messo a punto diversi strumenti e programmi per incentivare la digitalizzazione delle imprese. Uno dei miei compiti è l’attuazione e la semplificazione per le Pmi. L’obiettivo è quello di salvaguardare le attività più piccole, di frequente anche le più qualitative, facilitando la loro presenza digitale ed informandole sugli strumenti disponibili e su come poterli utilizzare».

Inoltre, la sottosegretaria aggiunge che «con l’approvazione del Golden power, su cui ha lavorato duramente il sottosegretario Riccardo Fraccaro, si tutelano gli asset strategici del nostro Paese, proteggendoli concretamente da ogni mira ostile. La norma è valida per un ventaglio più ampio di settori, dall’agroalimentare a quello sanitario. Ha un ambito di applicazione anche a livello europeo, proteggendoci da scalate ai danni del nostro patrimonio produttivo e industriale. Inoltre, è esteso anche alle pmi strategiche per lo sviluppo del sistema-Paese».

«Il Governo ha una visione molto chiara di quello che dovrà essere il suo ruolo, al fianco delle imprese e della ricercaconclude Alessandra Todde -. Affiancare e regolamentare quelle sfere della vita dove l’innovazione è talmente rapida che le norme non consentono di stare al passo con i tempi. Credo fortemente nel valore democratizzante della tecnologia. Il nostro Paese deve investire sempre di più in infrastrutture digitali a supporto della nostra economia.»

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Le segreterie nazionali FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM-UIL hanno chiesto un incontro al ministero dello Sviluppo economico, per fare il punto sulla delicata situazione del progetto di rilancio della produzione di alluminio anello stabilimento Sider Alloys di Portovesme. La richiesta è stata inviata per conoscenza al sottosegretario Alessandra Todde e al vice capo di gabinetto Giorgio Sorial.

L’incontro, se verrà convocato, inevitabilmente, vista l’emergenza sanitaria, si terrà in videoconferenza.

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«Abbiamo chiesto nuovamente tempi stretti per la conclusione dell’accordo per il contratto per la fornitura dell’energia per lo smelter Sider Alloys di Portovesme perché i lavoratori in mobilità non possono più sopravvivere con il modesto sostegno economico della mobilità in deroga decurtato e pagato ogni anno con infiniti ritardi.»

Lo dichiara Guglielmo Gambardella, coordinatore nazionale Uilm del settore metallurgico, al termine dell’incontro tenutosi in videoconferenza, al quale hanno partecipato la sottosegretaria Alessandra Todde e Giorgio Sorial per il MiSE, i rappresentanti di Invitalia, Regione Sardegna e SiderAlloys.

«Abbiamo avuto conferma dell’impegno di tutti i soggetti interessati – aggiunge Guglielmo Gambardella – nel voler raggiungere una soluzione per far ripartire la fabbrica di alluminio del Sulcis. In questo momento il prezzo dell’energia è molto favorevole e la conclusione del contratto con Enel renderebbe ancora più sostenibile il business plan di SiderAlloys.»

«Auspichiamo che le interlocuzioni con l’operatore finanziario-assicurativo, coinvolto nell’operazione per prestare ulteriori garanzie per riavvio della produzione di alluminio, possano portare ad una soluzione positiva, alla luce della maggiore disponibilità di Enel a raggiungere un’intesa. Ci associamo all’invito fatto dalla sottosegretaria Alessandra Todde a Invitalia, SiderAlloys ed Istituzioni conclude Guglielmo Gambardella – ad impegnarsi ulteriormente ognuno per la propria parte per raggiungere l’obiettivo della ripartenza dello smelter che rappresenterebbe anche quella di un intero territorio.»

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La vertenza Sider-Alloys a tutt’oggi non è ancora conclusa in quanto il problema delle tariffe elettriche non è stato risolto, ma proprio in riferimento a ciò è interessante conoscere le dichiarazioni della sottosegretaria del Mise con delega alle Attività produttive, Alessandra Todde, da mesi impegnata nella vertenza Sider-Alloys.
«Come ho avuto modo di dimostrare in tutti questi mesi di lavoro, la Sardegna, ed in particolare le sue aree di crisi, come il Sulcis, mi stanno a cuore – dice Alessandra Todde -. Per questo ho lavorato silenziosamente in queste settimane in modo da facilitare la trattativa in corso per la chiusura del contratto di fornitura dell’energia di Sider Alloys. La mia esperienza aziendale mi insegna che gli atti conclusivi di una trattativa sono i più delicati e, a questo proposito, mantengo il mio ottimismo, offrendo il tempo necessario alle parti per raggiungere il traguardo che i lavoratori ed il territorio si aspettano.»

«Il Mise sta monitorando il percorso della mobilità in deroga per cercare di accelerare il più possibile i tempi. Il decreto è stato firmato al ministero del Lavoro ed è attualmente al MEF. Il suo sblocco si attende nei prossimi giorni. Ho deciso quindi, con l’accordo delle parti, di convocare, il 19 marzo presso il ministero dello Sviluppo economico – conclude Alessandra Todde -, il tavolo di aggiornamento in video-conferenza con tutti gli attori coinvolti sulla situazione di SiderAlloys.»
Armando Cusa