5 August, 2026
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«Le nuove e più stringenti esigenze finanziarie degli Enti Locali richiedono uno sforzo maggiore da parte della Regione Sardegna: 100 milioni di aumento del Fondo Unico spalmati su tre anni non sono sufficienti a soddisfare le incombenze che gravano sui Comuni. Siamo molto sorpresi di apprendere che, nell’assestamento di bilancio appena varato dalla Giunta Regionale della presidente Alessandra Todde, non figurino gli auspicati 40 milioni di euro aggiuntivi all’aumento del Fondo Unico per l’anno 2025, per ora fermo a 60 milioni. Occorrono almeno 100 milioni complessivi ad annualità, per provare a fronteggiare l’emergenza “casse comunali”. Ma, stante questa situazione, per il 2025 sono previsti 60 milioni di incremento, 20 nel 2026 e altrettanti nel 2027: un totale di 100 milioni sul triennio che rappresenta “poca cosa” in confronto alle reali esigenze. Soprattutto se si considera che quest’anno saranno 60, ma nei successivi si ridurranno a un quinto della cifra richiesta dagli Enti locali.»

Lo scrive, in una nota, Ignazio Locci, presidente del Cal, Consiglio delle autonomie locali.

«Dopo i confronti alla vigilia della Finanziaria, pensavamo fosse legittimo ritenere che si arrivasse ad ottenere almeno 100 milioni in più già da quest’anno finanziario, anche se va sottolineato che non sarebbero stati ancora sufficientiaggiunge Ignazio Locci – .Dispiace che si faccia un sostanziale passo indietro su questa importantissima “partita”, lasciando i Comuni in trincea con le armi a mezzo servizio. Gli Enti locali, infatti, stanno in generale attraversando un momento complicato a causa degli aumenti di ogni bene e servizio: energia, acqua, contratti dei lavoratori, personale, servizi per i cittadini, manutenzioni e via discorrendo. Senza un deciso aumento sin da adesso, in tanti Comuni si rischiano seri problemi di tenuta.»

«Auspico un ripensamento da parte della presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, nonché l’impegno incisivo del Consiglio Regionale: un passo in avanti in soccorso degli Enti, che significherebbe metterli nelle condizioni di amministrare, oltre che un segnale di vicinanza verso chi ogni giorno cerca di dare risposte ai cittadini», conclude il presidente del Consiglio delle autonomie locali.

 

«La legge approvata non risolve nulla e certo non supera i commissariamenti degli enti intermedi, così come invece dispone la Delrio, legge ancora in vigore e alla quale anche la Regione Sardegna dovrebbe adeguarsi, anziché prendere tempo perpetuando le gestioni commissariali. La competenza di questa materia è chiaramente del Parlamento nazionale, che peraltro sta lavorando anche ad altre proposte sempre nell’alveo dell’elezione diretta di Presidenti e Consigli.»

Lo scrive, in una nota, Ignazio Locci, sindaco di Sant’Antioco e presidente del Consiglio delle Autonomie locali.

«Il nodo da sciogliere è come reggere la spesa necessaria delle Province, che a livello nazionale si aggira intorno a 1,2 miliardi di euro, secondo le recenti stimeaggiunge Ignazio Locci -. Allo stato attuale in tutta Italia le province sono governate da amministrazioni elette con procedure di secondo livello, in ossequio all’approvazione della legge Delrio, che risale al 2014. Noi siamo invece l’unica Regione ad avere ancora i commissari: un’anomalia non più sostenibile e spiegabile né ai cittadini, né ai Comuni, soprattutto di fronte all’approvazione in Consiglio Regionale di una legge che non cambia di una virgola l’attuale gestione e non fa alcun passo in avanti.»

«È abbastanza chiaro che quella approvata dal Consiglio Regionale è una proposta di legge nazionale che dovrà affrontare un iter lunghissimo, che naturalmente non promuoverà lo sblocco della situazione. Appare, al contrario, una novità volta a mascherare la vera volontà di questo governo regionale: prorogare i commissari in carica. Un atteggiamento che riteniamo profondamente sbagliato e non in linea con il buon senso, né tantomeno con gli impegni che il governo regionale aveva assunto a suo tempo con i sardiconclude Ignazio Locci -. Faccio, dunque, un appello alla Presidente Alessandra Todde affinché convochi i comizi elettorali entro il mese di luglio al fine di rispettare i termini della legge in vigore sui commissariamenti.»

Un filo di pace realizzato con il lino della Normandia ei fili delle reti dei pescatori del Sulcis. Lo hanno realizzato gli alunni e le alunne dell’Istituto Comprensivo “Taddeo Cossu” di Sant’Anna Arresi e Teulada insieme ai loro coetanei della Tunisia, della Francia e del Galles con lo scopo di unire simbolicamente le sponde dei mari su cui si affacciano i quattro paesi coinvolti nel progetto e creare un ponte di pace.

Questa mattina i bambini e le bambine dell’Istituto “Taddeo Cossu”, accompagnati dai loro insegnanti, sono stati ricevuti nel giardino di Villa Devoto dalla Presidente della Regione Alessandra Todde e dall’assessora della Pubblica Istruzione Ilaria Portas e hanno avuto modo di raccontare il progetto di educazione alla cittadinanza globale che attraverso l’arte dà un segnale di grande speranza.

«Spesso i conflitti sono causa dalla paura e dalla mancanza di conoscenza dell’altro», ha detto ai bambini e alle bambine il presidente Todde, evidenziando l’importanza di costruire la pace, ogni giorno ed in ogni circostanza. «Scegliere il dialogo è più difficile che alzare muri ha aggiunto la Presidente della Regionema è l’unica strada che ci rende umani. Il Filo di Pace è un’opera collettiva, simbolica e concreta. Un ponte tra sponde lontane, un messaggio di speranza che parte dalle scuole.»

«La Pace è l’elemento più rivoluzionario in un tempo di guerre e di riarmoha aggiunto l’assessora Ilaria Portas -. La voce delle bambine e dei bambini, che in questo particolare momento storico subiscono l’orrore della guerra, si alza attraverso un’opera delle loro mani e racconta la loro e la nostra speranza.»

La presidente Alessandra Todde ha poi ringraziato il Corpo forestale della Regione Sardegna, che con i propri mezzi ha accompagnato la delegazione e ha menzionato la docente Daniela Selis, che con intensità e delicatezza ha interpretato il canto Juste quatre lettres di Malika Bazega. «La sua voceha detto Alessandra Toddeha ricordato a tutti noi che la pace si insegna, si coltiva, si trasmette.»

Inserito nel Piano triennale dell’offerta formativa (Ptof), il progetto Un filo di Pace è un percorso di sensibilizzazione e di educazione alla pace che si inserisce all’interno di una formazione più ampia per l’educazione della cittadinanza e la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. In questi mesi ha coinvolto circa 800 alunni sardi. Il manufatto, esposto all’inizio di giugno nella spiaggia di Porto Pino, sarà donato dalla scuola ad una personalità che si è impegnata per la costruzione della pace.

«Quello metalmeccanico è un settore strategico nell’ambito del processo di industrializzazione del Paese e della Sardegna, e pertanto la Regione non può che auspicare una risoluzione della vertenza del rinnovo contrattuale in tempi congrui.»
Lo ha detto l’assessore dell’Industria Emanuele Cani in conclusione dell’incontro con i rappresentanti delle segreterie regionali di Fiom-Cigil, Fsm-Cisl e Uilm-Uil per fare il punto sulla proposta di rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, a seguito dello sciopero nazionale indetto per la giornata odierna.
Alla riunione, tenuta nel primo pomeriggio nella sede dell’assessorato, ha preso parte anche l’incaricato per le relazioni sindacali della presidente Alessandra Todde, Mario Arca.
«La Presidenza e l’Assessorato hanno risposto positivamente alla richiesta di incontro in quanto sensibili alla questione, e non per mera solidarietà nel rispetto di una disposizione costituzionale, ma perché questa vertenza rappresenta un problema per la società e per l’industria italiana, e quindi anche per l’industria sarda. Un contratto non rinnovato è un ostacolo al rilancio industriale, per l’Italia così come per la Sardegnaha sottolineato Mario Arca -. Le rivendicazioni salariali, in un Paese in cui le retribuzioni del settore industriale sono tra le più basse in Europa, e in Sardegna tra le più basse a livello nazionale, sono assolutamente legittime.»
 

Alessandra Todde non s’arrende alla sentenza del tribunale di Cagliari e annuncia un nuovo ricorso.

«A differenza di chi sceglie lo scontro con la magistratura, noi rispettiamo il ruolo dei giudici e le loro decisioni, anche quando non le condividiamo, come in questo casoscrive Alessandra Todde in una nota diffusa alcuni minuti fa -. Proprio perché crediamo nello Stato di diritto, che prevede tre gradi di giudizio, abbiamo il diritto e dovere di difenderci nel processo, non dal processo. Quindi andiamo avanti: impugniamo la sentenza, perché le violazioni contestate non sussistono, come pure rilevato dalla Corte dei Conti e dalla Procura della Repubblica di Cagliari.»

«In primo luogo, il Tribunale dice che il Collegio di garanzia era incompetente a esprimersi sulla decadenza. Quindi avevamo ragioneaggiunge Alessandra Todde -. Tuttavia, la sentenza presenta diversi punti discutibili e controversi, che i nostri legali stanno puntualmente valutando, ma fin da ora si possono rilevare come siano incongruenti alcuni passaggi. Non ci convince affatto il ragionamento sulla proporzionalità della sanzione della mia decadenza da presidente e dell’intero Consiglio regionale.»

«Inoltre, è paradossale il passaggio della sentenza in cui si sostiene che pur in assenza di un’espressione e contestazione formale, avrei dovuto comprendere la necessità di rendicontare in prima persona e non per il tramite del Comitato, pur non avendo personalmente speso nullaprosegue Alessandra Todde -. Infatti, il Comitato è stato l’unico soggetto ad aver ricevuto contributi e ad aver effettuato spese. Una dichiarazione, anche se ritenuta irregolare, non può essere equiparata a una mancata presentazione di documenti. Ribadisco che non c’è nessuna violazione della trasparenza, perché è noto quante e quali sono state le somme versate, da chi, e come sono state spese dal Comitato. Infatti, la Corte dei Conti ha confermato la correttezza del rendiconto.»

«Mentre da cinque mesi ci attaccano, noi abbiamo sempre continuato a lavorare nell’interesse della Sardegna e continueremo a farlo: stasera c’è una giunta, un’altra è convocata per venerdì. Nei prossimi giorni abbiamo programmato riunioni e incontri, come quello a Tortolì con i ragazzi delle scuole. Siamo e rimaniamo concentrati per risollevare questa terra annichilita dalla destra, dalla tutela di interessi personalistici a scapito del bene comune. Da diverse ore il centrodestra chiede le mie dimissioni da Presidente perché vorrebbe tornare a mettere le mani nella gestione della Regione ma la sentenza dice che è il Consiglio regionale a doversi esprimere in ultima istanzaconclude Alessandra Todde -. Questa è una battaglia che si combatte nei tribunali. E lì la combattiamo. Sono nel pieno delle mie funzioni, e intendo onorarle fino in fondo.»

Il Tribunale di Cagliari ha rigettato il ricorso di Alessandra Todde avverso l’ordinanza-ingiunzione del Collegio Regionale di Garanzia Elettorale presso la Corte d’appello di Cagliari adottata il 20.12.2024 e notificata il 3.01.2025.

Gli addebiti formulati a carico della presidente della Regione sono i seguenti: 1) non conformità della dichiarazione di spesa e di rendiconto a quanto previsto dall’art. 7, comma VI, legge 515 del 1993; 2) mancata nomina del mandatario ex art. 7, comma III, legge 515 del 1993; 3) mancata apertura di conto corrente dedicato esclusivamente alla raccolta di fondi ai sensi dell’art. 7, comma IV, legge 515 del 1993; 4) mancata sottoscrizione e asseverazione del rendiconto da parte del mandatario; 5) mancata produzione dell’estratto del conto corrente bancario o postale; 6) carenza di informazione e documentazione circa il conto corrente sul quale sono confluite le somme indicate nell’elenco prodotto dalla candidata ai sensi dell’art. 7, comma I, legge 515 del 1993.

La lunga sentenza (65 pagine) emessa dal tribunale di Cagliari, si conclude rilevando che «le violazioni contestate alla ricorrente con il provvedimento impugnato, sono risultate tutte sussistenti. Le stesse non sono mere irregolarità o vizi formali, ma sono violazioni sostanziali e gravi (oltre che plurime), in quanto disattendono integralmente la disciplina in materia di spese elettorali, rendendo impossibile verificare con sicurezza i fondi ricevuti dalla ricorrente, il soggetto finanziatore e l’impiego delle somme. Deve quindi confermarsi anche l’importo della sanzione, come quantificato dal Collegio di Garanzia, che appare determinato secondo il corretto procedimento giuridico dell’individuazione della sanzione per la violazione più grave e l’incremento fino al triplo per ogni ulteriore violazione, conformemente a quanto previsto dell’art. 8, legge 689 del 1981. 16)».

Per quanto concerne la sanzione della decadenza, viene osservato che «il provvedimento contestato non ha disposto la decadenza, ma, ritenendo che le violazioni accertate comportassero detta conseguenza, ha disposto la trasmissione degli atti al Presidente del Consiglio regionale» e che «non rientra nella competenza del Collegio di Garanzia né in quella del Tribunale adito per l’impugnazione dell’ordinanza-ingiunzione, pronunciare l’eventuale decadenza della ricorrente. La competenza è rimessa dalla legge al Consiglio regionale. All’organo amministrativo di controllo e poi a quello giurisdizionale, che non intende esondare dall’alveo delle proprie competenze, è rimesso esclusivamente l’accertamento della violazione delle norme in materia di spese elettorali. Effettuato detto vaglio, che rimane insindacabile dal Consiglio regionale, quest’ultimo assumerà le sue determinazioni sulla decadenza, tenendo fermo quanto accertato in questa sede.»

I sindaci dei 23 Comuni del Sulcis Iglesiente hanno chiesto un intervento urgente all’amministratore straordinario della provincia del Sulcis Iglesiente Sergio Murgia, al presidente della Regione Autonoma della Sardegna Alessandra Todde, all’assessore regionale dei Lavori pubblici Antonio Piu e, infine, al prefetto di Cagliari Giuseppe Castaldo, per l’esecuzione della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali del Sulcis Iglesiente.

«Noi Sindaci del Sulcis Iglesiente intendiamo sottoporre alla Vostra attenzione la grave e crescente criticità relativa allo stato di numerose strade provinciali ricadenti nel nostro territorio, frequentemente teatro di gravi incidenti stradalisi legge nella richiesta -. Le arterie viarie in questione, che collegano diversi centri abitati e rappresentano percorsi fondamentali per la mobilità locale, versano in condizioni particolarmente precarie, a causa della: 

  • presenza diffusa di buche, crepe e dissesti del manto stradale;
  • mancanza o inadeguatezza della segnaletica orizzontale e verticale;
  • assenza di guardrail in tratti pericolosi;
  • crescita incontrollata di erbacce e vegetazione ai margini della carreggiata, che riducono la visibilità, ostacolano la circolazione e aumentano il rischio di incidenti.»

«L’attuale stato di degrado di queste infrastrutture compromette seriamente la sicurezza degli utenti della strada, in particolare dei mezzi di soccorso, del trasporto pubblico e dei cittadini che quotidianamente vi transitano – aggiungono i sindaci -. Inoltre, le difficoltà nei collegamenti intercomunali rischiano di aggravare ulteriormente l’isolamento di alcune aree e di ostacolare l’accesso ai servizi essenziali. Alla luce di quanto esposto, si richiede un intervento tempestivo da parte della provincia Sud Sardegna, volto al ripristino delle condizioni di sicurezza e funzionalità dell’infrastruttura viaria attraverso l’esecuzione delle opere di rifacimento del manto stradale, della rimozione della vegetazione infestante e la messa in sicurezza dei tratti più a rischio. Fiduciosi nella Vostra sensibilità istituzionale e nella consapevolezza della gravità della situazione, chiediamo un incontro per gli indispensabili approfondimenti tecnici e i sopralluoghi congiunti», concludono i 23 sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente.

Giampaolo Cirronis

Nella foto di copertina, la strada provinciale 81 che collega Cortoghiana a Nuraxi Figus

E’ stata istituita ufficialmente la Provincia del Sulcis Iglesiente, il messaggio dell’amministratore straordinario Sergio Murgia
Carissime Cittadine, Carissimi Cittadini del Sulcis Iglesiente,
come Amministratore Straordinario della neonata Provincia del Sulcis Iglesiente, è con profonda emozione che condivido con tutti voi questo momento storico: oggi, con la firma da parte della Presidente della Regione del decreto che ripartisce le risorse umane, i beni mobili e immobili e le risorse finanziarie della soppressa Provincia del Sud Sardegna, prende vita ufficialmente il nostro nuovo ente.
Questo rappresenta un punto di svolta per il nostro territorio, un momento di ripartenza atteso da tempo. La nascita di questo ente intermedio non è solo un cambiamento amministrativo, ma un’opportunità concreta per diventare il vero motore di sviluppo e rinascita di un’area che negli anni ha dovuto affrontare una profonda crisi industriale e occupazionale.
Il Sulcis Iglesiente merita un’istituzione dedicata, capace di valorizzarne le peculiarità e rispondere alle sfide specifiche che lo caratterizzano. Con questo nuovo ente avremo finalmente gli strumenti per programmare interventi mirati e costruire un futuro all’altezza delle potenzialità del nostro territorio.
Desidero esprimere la mia profonda gratitudine a tutto il personale, dirigente e non, che ha lavorato instancabilmente dietro le quinte per rendere possibile questo traguardo, contribuendo fattivamente alla costruzione di questo nuovo ente. Un riconoscimento speciale va alla Dott.ssa Speranza Schirru, il cui prezioso contributo e la cui guida dal punto di vista amministrativo sono stati determinanti per il successo di questo complesso processo. La dedizione e competenza di tutti voi sono state fondamentali.
Esprimo inoltre un ringraziamento alla Regione Sardegna, in particolare all’Assessorato agli Enti Locali e alla Presidente On.le Alessandra Todde, per il supporto determinante in questo percorso istituzionale che segna una nuova era per il nostro territorio.
Un sentito grazie al Commissario Straordinario della Provincia del Sud Sardegna Dott. Vincenzo Basciu per l’importante ruolo di mediazione e per la determinazione dimostrata nel guidare questo processo di transizione e ai colleghi Amministratori del Medio Campidano e della Porzione di Territorio della Città Metropolitana per aver condiviso con fattiva collaborazione questo complesso percorso.
Da oggi inizia un nuovo capitolo per il Sulcis Iglesiente, una terra che merita di risplendere nuovamente.
Come Amministratore Straordinario, sento il dovere di richiamare tutti noi a un rinnovato impegno, perché il futuro del nostro amato territorio dipende dalla capacità di ogni Comune, grande o piccolo, di sentirsi parte di un unico grande progetto di rinascita collettiva.
Sono pienamente consapevole che ci attendono sfide importanti, ecco perché è il momento di stringerci in un patto per il futuro: solo rimanendo uniti e guardando nella stessa direzione potremo sfruttare appieno le potenzialità del nostro territorio e costruire insieme quel futuro di prosperità che le nostre comunità meritano e che troppo a lungo hanno atteso.
Sergio Murgia
Amministratore Straordinario
Provincia del Sulcis Iglesiente

Lo stato di precarietà in cui si trova la SP2 nel tratto compreso tra i comuni di Siliqua e Uta, ha portato i sindaci dell’Unione del Sulcis (Giba, Carbonia, Masainas, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Tratalias e Villaperuccio) a chiedere un intervento urgente al commissario straordinario della provincia del Sulcis Iglesiente Sergio Murgia, al sindaco della Città metropolitana di Cagliari Massimo Zedda, al presidente della Regione Autonoma della Sardegna Alessandra Todde, all’assessore regionale dei Lavori pubblici Antonio Piu e, infine, al prefetto di Cagliari Giuseppe Castaldo, per l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria dell’arteria.

«Questa arteria rappresenta un collegamento strategico tra il nostro territorio e la Città metropolitana di Cagliari: ogni giorno viene percorsa da centinaia di cittadini per motivi lavorativi, scolastici, sanitari e turisticisostengono i sindaci di Giba, Carbonia, Masainas, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Tratalias e Villaperuccio -. Dopo i 22 km di curve della SS 293 da Nuxis fino a Siliqua, si prosegue su un tracciato che risulta pericoloso, con manto stradale in condizioni disastrose, assenza di segnaletica visibile e gravi criticità strutturali dovute a smottamenti e cedimenti.»

«Gli eventi degli ultimi mesi dimostrano l’urgenza del problemaaggiungono i sindaci -: il 26 ottobre 2024, l’arteria è stata chiusa a causa di frane e smottamenti seguiti all’alluvione; nel febbraio 2025, la strada ha nuovamente ceduto, a dimostrazione dell’inefficacia delle soluzioni temporanee finora adottate. È inammissibile che una via di comunicazione così rilevante per l’economia e la vivibilità del Basso Sulcis venga sistematicamente trascurata.»

«Per questo motivo concludono i sindaci di Giba, Carbonia, Masainas, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso,San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Tratalias e Villaperuccio -, chiediamo con determinazione: 

  • un piano straordinario di manutenzione e rifacimento completo del manto stradale;
  • il ripristino e potenziamento della segnaletica stradale orizzontale e verticale;
  • interventi strutturali definitivi per garantire la sicurezza a lungo termine;
  • un cronoprogramma pubblico e trasparente delle opere previste.

La sicurezza dei cittadini e lo sviluppo del nostro territorio passano anche da infrastrutture adeguate e sicure: la SP2 non è solo una strada ma è una via di accesso al lavoro, alla sanità, al turismo e alla dignità di un’intera area geografica. »

La Giunta regionale presieduta da Alessandra Todde ha nominato i commissari nelle aziende sanitarie. Su proposta dell’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, l’esecutivo ha adottato le delibere con cui vengono formalizzati gli incarichi di commissario nelle strutture facenti capo al sistema sanitario regionale.

«Dopo l’approvazione di decine di delibere e della Legge 8, lo scorso marzo, oggi con la nomina dei commissari segniamo una tappa fondamentale del processo riorganizzativo della sanità in Sardegna per riportare al centro del sistema sanitario regionale il diritto alla salute fin qui troppo spesso negato ai cittadini sardi», commenta la presidente della Regione, Alessandra Todde.

Le delibere fanno infatti seguito a quanto previsto dalla legge regionale 8, licenziata dal Consiglio regionale l’11 marzo 2025 e pubblicata sul Buras due giorni dopo, il 13 marzo, “Disposizioni urgenti di adeguamento dell’assetto organizzativo ed istituzionale del sistema sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 11 settembre 2020, n. 24”, che prevedeva la possibilità di commissariare i vertici delle aziende sanitarie entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione della legge, e quindi entro oggi, 27 aprile.

I commissari sono stati scelti tra i soggetti inseriti nell’elenco nazionale dei direttori generali (art. 1 del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171) e resteranno in carica per sei mesi a partire dalla data di consegna del contratto.

La Giunta regionale ha nominato i seguenti commissari:

ASL 1 SASSARI Paolo Tauro
ASL 2 GALLURA Ottaviano Contu
ASL 3 NUORO Angelo Zuccarelli
ASL 4 OGLIASTRA Diego Cabitza
ASL 5 ORISTANO Federico Argiolas
ASL 6 MEDIO CAMPIDANO Maria Francesca Ibba
ASL 7 SULCIS Andrea Marras
ASL 8 CAGLIARI Aldo Atzori
ARNAS BROTZU Maurizio Marcias
AOU CAGLIARI Vincenzo Serra
AOU SASSARI Mario Carmine Antonio Palermo
AREUS Angelo Serusi

Fino a pochi minuti prima della convocazione della Giunta ci sono state interlocuzioni con tutte le forze politiche che compongono il Campo Largo, per ricomporre tutte le posizioni e per condividere i nomi dei commissari, nell’interesse del riassetto complessivo del sistema sanitario sardo.

Il commissario della Asl 7 Sulcis, nominato con delibera n° 23/7 del 27 aprile 2025, è Andrea Marras, direttore generale uscente della Asl Ogliastra (dove era stato nominato con delibera n. 17/67 del 19 maggio 2022), Fino alla vigilia era in predicato di restare alla guida della Asl ogliastrina.

Laureato in legge all’Università di Sassari, ha ricoperto diversi altri incarichi nelle Asl dell’Ogliastra e di Sassari, tra i quali quello di direttore amministrativo della Asl n° 1 di Sassari.

Aldo Atzori, neo commissario della Asl 8 Cagliari, arriva  nella Asl del capoluogo regionale dalla Asl 7 Sulcis, nella quale ricopre l’incarico di direttore del distretto sanitario di Carbonia, presso il Poliambulatorio San Ponziano ex INAM di piazza Matteotti 1. Laureato in Medicina e Chirurgia il 20 marzo 1990 con votazione di 110 e lode con menzione speciale di merito, il 29 ottobre 2021 ha conseguito l’attestato manageriale per la direzione generale all’Università degli studi di Parma.

Nella foto di copertina Armando Bartolazzi, assessore regionale della Sanità