17 April, 2021
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«Il tempo dell’attesa è terminato. La situazione dei lavoratori RWM di Domusnovas è sempre più drammatica e preoccupante. I primi licenziamenti per mancato rinnovo di contratto sono partiti e a settembre, se accettata, scatterà la Cassa Integrazione per tutti gli altri lavoratori.»

Il grido d’allarme arriva dalla RSU RWM Italia e dalle segreterie territoriali Filctem-CGIL e Femca-CISL.

«Registrata la disponibilità immediata del sottosegretario di Stato della Difesa Giulio Calvisi e degli assessori regionali dell’Industria Anita Pili e del Lavoro Alessandra Zedda per trovare, ognuno per il suo pezzo di competenza, soluzioni per futuro dei lavoratori attraverso un tavolo interministeriale per sostenere le produzioni dello stabilimento di Domusnovas nel rispetto delle risoluzioni parlamentari assunteaggiungono la RSU RWM Italia e le segreterie territoriali Filctem-CGIL e Femca-CISL -. «Ebbene, dopo l’annuncio e l’impegno del Sottosegretario alla Difesa e la richiesta di incontro al Governo Nazionale presentata dalla RAS, ancora non si hanno notizie della sottosegretaria al Mise, con delega per le vertenze industriali, on. Alessandra Todde. E’ vero che qui non c’è spazio per passerelle, ma questo a noi neppure interessa. E’ stato assunto un impegno pubblicamente nell’ottobre 2019 e chiediamo che venga rispettato. La sottosegretaria Alessandra Todde deve convocare il Tavolo per affrontare l’emergenza e discutere del futuro di questi lavoratori. Quanto annunciato a suo tempo, deve essere ora seguito da atti concreti. Il tempo dell’attesa, così come quello dei proclami è ampiamente passatoconcludono la RSU RWM Italia e le segreterie territoriali Filctem-CGIL e Femca-CISL -. La RSU e le OO.SS. auspicano che il Tavolo tecnico-politico già richiesto dalla Regione sia convocato nel più breve tempo possibile.»

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«Abbiamo lavorato in totale sinergia con tutte le Istituzioni per raggiungere il risultato che porterà alla definizione della vertenza ex Alcoa. Ciò conferma l’attenzione della politica nei confronti di un comparto strategico per il territorio. La Regione ha, infatti, sempre sostenuto i lavoratori e l’azienda al fine di riavviare le attività produttive dell’alluminio nel polo industriale del Sulcis-Iglesiente.»
Lo hanno ribadito le assessore regionali Anita Pili (Industria) ed Alessandra Zedda (Lavoro), al termine dell’incontro convocato, in videoconferenza, dal sottosegretario del ministero per lo Sviluppo economico, Alessandra Todde, a cui hanno partecipato in videoconferenza, e al quale hanno preso parte Invitalia, i rappresentanti dell’azienda italo-svizzera, i sindaci del territorio, i sindacati ed i segretari nazionali di categoria. «L’incontro di oggi getta le basi per chiudere una vertenza di fondamentale importanza per tutta l’Isolaha rimarcato Anita Pili -. Attraverso ‘Agenda industria’ abbiamo ribadito la rilevanza strategica di un sito considerato come unica filiera metallurgica non ferrosa del Paese. È necessario ora che l’azienda concretizzi quanto prima le azioni previste nel piano, tese alla realizzazione di opportunità di sviluppo economico e sociale nel territorio sulcitano.»
Alessandra Zedda ha sottolineato che «per i lavoratori, dopo anni di stallo e di incertezze, si apre uno spiraglio per il futuro che consentirà il recupero di professionalità ed esperienze nel settore metallurgico. Un passo decisivo da compiere nell’immediato – aggiunge Alessandra Zeddaè quello di integrare la mobilità in deroga che ad oggi non raggiunge neppure il reddito minimo. Auspichiamo ora che possano essere salvati i 370 posti di lavoro e che, con il riavvio del ciclo produttivo a pieno regime, emerga l’esigenza di implementare le risorse umane».
«La Sardegna hanno concluso Anita Pili ed Alessandra Zedda – conta in una soluzione positiva che contribuirà a dare prospettive di sviluppo economico e crescita dell’occupazione per i prossimi anni.»
Antonio Caria

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Ci vorranno ancora almeno 18 mesi, forse 24, per vedere i primi lingotti di alluminio uscire dallo stabilimento Sider Alloys di Portovesme. E’ emerso stamane, nel corso del vertice ministeriale svoltosi nella sala riunioni, convocato dalla sottosegretaria di Stato del ministero dello Sviluppo economico, Alessandra Todde (M5S), cui hanno partecipato, in presenza, i massimi dirigenti dell’Azienda, l’Amministratore delegato Giuseppe Mannina ed il responsabile del settore Energia Gaetano Libia, il responsabile della Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Iglesias don Salvatore Benizzi ed alcuni sindaci dei Comuni del Sulcis, ed in videoconferenza gli assessori regionali del Lavoro Alessandra Zedda e dell’Industria Anita Pili, i rappresentanti di Invitalia e quelli delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e CUB.

La sottosegretaria Alessandra Todde è arrivata in stabilimento intorno alle 11.00, reduce da una visita allo stabilimento Eurallumina. S’è fermata al presidio, davanti ai cancelli dello stabilimento, dove ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori. Già con loro, come ha fatto successivamente all’interno dello stabilimento, nel corse del vertice, iniziato in ritardo per difficoltà nell’attivazione della videoconferenza, ha sottolineato l’importanza del passaggio positivo registrato con la sottoscrizione dell’accordo di fornitura dell’energia tra ENEL e Sider Alloys, ma allo stesso tempo, in piena sintonia con i lavoratori, ha ribadito che i passaggi da effettuare sono ancora tanti, ad iniziare dalla definizione del piano industriale che vedrà la luce dopo l’estate.

Nel corso dell’incontro, l’amministratore delegato Giuseppe Mannina ha ribadito quanto già espresso ieri in una comunicato stampa, il suo ringraziamento per tutti coloro che hanno concorso al superamento del problema relativo alla fornitura dell’energia elettrica. Anche i rappresentanti dei lavoratori hanno espresso soddisfazione per il passo avanti compiuto, unitamente alla prudenza ed all’auspicio che ora si possa procedere più speditamente verso il traguardo finale, rappresentato dall’assunzione dei lavoratori ex Alcoa e dall’avvio della produzione.

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L’Amministratore delegato della Sider Alloys, Giuseppe Mannina, ha diffuso una nota nella quale ha espresso il suo personale ringraziamento a tutti i soggetti istituzionali per il raggiungimento dell’accordo di fornitura dell’energia elettrica con ENEL, «in particolar modo il Governo italiano che ha creduto sin dall’inizio a questa iniziativa attraverso le sue più varie articolazioni, ENEL, SACE e Banca Intesa».

«Una nota di merito va a tutta la comunità regionale, territoriale ed istituzionale ha aggiunto Giuseppe Mannina -, un sentito riconoscimento va al presidente della Regione Sardegna dottor Christian Solinas, ai lavoratori ed alle organizzazioni sindacali, in quanto anche grazie al loro impegno si è potuto arrivare al raggiungimento di tali obiettivi.»

«Ora iniziamo insieme una nuova stagione per arrivare al traguardo finale nel rispetto delle regole e dei ruoliha concluso Giuseppe Mannina -. Cogliamo l’occasione per ringraziare nuovamente la sottosegretaria Alessandra Todde, la quale sarà presente in azienda nella giornata di martedì 28 luglio 2020, per l’impegno profuso in prima persona ed in nome del Governo Italiano.»

Nella fotografia (a destra), l’amministratore delegato di Sider Alloys Giuseppe Mannina, con l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri.

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«Dopo uno stallo durato oltre otto anni, finalmente è stato firmato – tra l’azienda italo-svizzera Sider Alloys e Enel – l’accordo sul prezzo dell’energia. Questo traguardo, frutto di un lavoro costante e sottotraccia durato mesi, consentirà di procedere con la ripresa delle attività produttive di questo stabilimento strategico.»
Lo scrive, in una nota, Alessandra Todde, sottosegretario di Stato del ministero dello Sviluppo economico. 

«Martedì 28 luglio ho convocato, per le ore 11.00, il vertice ministeriale direttamente allo stabilimento di Portovesme, per esaminare le tempistiche necessarie alla presentazione del nuovo piano industriale. All’incontro sono stati invitati l’azienda, la Regione, Invitalia, rappresentanti delle Istituzioni locali e le organizzazioni sindacali», conclude Alessandra Todde. 

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«Con la firma per l’accordo fra Enel e SiderAlloys per la fornitura dell’energia è stato raggiunto un obiettivo fondamentale per il progetto di riavvio dello smelter di Portovesme. Un risultato ottenuto grazie alle iniziative dei lavoratori dell’ex Alcoa, che credono e combattono da anni nella ripartenza della fabbrica dell’alluminio, e della sottosegretaria Alessandra Todde che ha creato le condizioni ed i presupposti per favorire l’intesa. Un’intesa che rende sostenibile il business plan per il ritorno alla produzione di alluminio primario in Italia. Adesso non c’è tempo da perdere, bisogna confrontarsi al tavolo ministeriale sul piano industriale per fissare la tempistica per la conclusione dei lavori di revamping, il riassorbimento della restante parte dei lavoratori e riavviare la produzione di alluminio.»
Lo ha detto stamane Guglielmo Gambardella, coordinatore nazionale Uilm del settore siderurgico. «Ci auguriamosottolinea Guglielmo Gambardella – che Sider Alloys sia già in grado di realizzare il progetto di rilancio con una struttura tecnica adeguata alla complessità dell’opera e sarà compito del MiSE verificarne le condizioni. Esprimiamo soddisfazione per il risultato odierno con la consapevolezza che si tratti solo di una prima ma importantissima tappa di un lungo percorso. Restiamo prudenticonclude Guglielmo Gambardellala strada che porta alla realizzazione del progetto è ancora lunga e non è escluso che ci possano essere ancora altre sorprese, come purtroppo ci ha insegnato questa sofferta vertenza. Ma noi continueremo a vigilare.»

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E’ stato firmato stamane, l’accordo sul prezzo dell’energia tra Enel e Sider Alloys.

«E’ un traguardo di fondamentale importanza che consentirà di procedere celermente con la ripresa delle attività produttive del sito di Portovesme. E’ questo il risultato di un lavoro costante portato avanti in questi mesi dal Governo e in particolare dal MiSE per superare uno stallo che durava da oltre otto anni.»

Lo afferma Alessandra Todde, sottosegretaria dello Sviluppo economico con deleghe all’energia e alle crisi industriali.

«I lavoratori di Sider Alloysaggiunge Alessandra Toddehanno vissuto in questi anni una situazione difficilissima, compiendo sforzi enormi. Per questo ho sempre fatto presente all’azienda e ad Invitalia che tali sforzi dovevano essere concretizzati nel più breve tempo possibile, così da chiudere finalmente una vertenza lunga e complessa. Ecco perché ho fatto della risoluzione della storica vertenza una mia assoluta priorità.»

L’intesa sottoscritta oggi prevede, infatti, che Enel riconosca a Sider Alloys un contratto di fornitura energetica di 5 anni più altri 5 ad un prezzo competitivo. Si tratta del tassello decisivo che consentirà al gruppo italo-svizzero di definire e presentare al più presto il piano industriale dello stabilimento di Portovesme.

«Nel corso di questi mesi sottolinea Alessandra Toddetutte le istituzioni coinvolte hanno supportato al massimo l’azienda, al fine di riavviare la produzione e garantire la ripartenza dell’attività produttiva. Il MiSE ha affiancato Sider Alloys e Invitalia risolvendo i nodi che potevano costituire un problema alla ripartenza del sito industriale, tra cui il costo dell’energia. Quindi, è stato possibile siglare il contratto di fornitura essendo stato sciolto il nodo della garanzia sul prezzo dell’energia. A questo si aggiunge la proroga dei lavoratori a termine e la mobilità in deroga. L’azienda si potrà adesso concentrare sulla realizzazione del piano industriale che ha promesso al territorio del Sulcis Iglesiente e agli ex lavoratori Alcoa», conclude la sottosegretaria del Mise.

Il Mise convocherà nei prossimamente il tavolo, per definire i prossimi obiettivi industriali per garantire la ripartenza.

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«Esprimo la solidarietà personale e del ministero della Difesa ai lavoratori della RWM di Domusnovas, 80 dei quali stanno vivendo un’estate drammatica a causa del mancato rinnovo del loro contratto di lavoro mentre altri 90 saranno posti in cassa integrazione a partire dal primo agosto. Tutto questo in una regione già caratterizzata da scarse opportunità di lavoro, acuite peraltro dall’attuale emergenza sanitaria. Una situazione difficile verso la quale la Difesa è intervenuta nelle diverse sedi, anche comunitarie, per ricercare soluzioni a salvaguardia di questa importante realtà produttiva.»
Lo ha detto oggi il sottosegretario di Stato della Difesa, Giulio Calvisi, in merito al mancato rinnovo contrattuale, annunciato dall’azienda, a circa 80 lavoratori.
«Nei prossimi giorni incontrerò i vertici aziendali, le rappresentanze sindacali e i sindacati per studiare insieme possibili soluzioni. Lavorerò anche con altri rappresentanti del Governo e, in particolare, con la collega Alessandra Todde, sSottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, per individuare misure a tutela e a salvaguardia dei lavoratori e delle loro famiglie», ha concluso il sottosegretario Giulio Calvisi.

 

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«La Regione è impegnata attivamente nel raggiungere l’obiettivo della proroga di sei mesi della cassa integrazione ai lavoratori del Porto Canale. L’incontro odierno è stato positivo e tutti i partecipanti hanno dato il proprio contributo per dare delle prospettive concrete a un risultato che riteniamo importantissimo. Dal ministero dello Sviluppo economico abbiamo riscontrato la volontà di utilizzare il Fondo salva imprese e la cassa integrazione speciale ai sensi del decreto Genova e riteniamo si stia andando nella direzione giusta.»
Sono queste le parole pronunciate dall’assessora regionale al Lavoro, Alessandra Zedda, che oggi ha partecipato a un incontro, in videoconferenza, per discutere il futuro dei 200 lavoratori del Porto Canale.
Erano presenti anche Alessandra Todde, sottosegretaria del ministero dello Sviluppo economico, i dirigenti del ministero del Lavoro, i rappresentanti del ministro per il Sud, le sigle sindacali, l’Autorità di Sistema e i rappresentanti della Cagliari International Container Terminal, società del gruppo Contship ed ex-concessionaria del Porto Canale.
«La proroga degli ammortizzatori di fatto cristallizza le procedure di licenziamento, pur mantenendone l’efficacia. Le soluzioni proposte ha aggiunto Alessandra Zeddae l’ipotesi di allungare i tempi di liquidazione dovranno trovare la disponibilità della società terminalista, che si è riservata la possibilità di decidere con i propri azionisti. In questa fase, in attesa che si chiudano le procedure delle manifestazioni di interesse per l’individuazione di una nuova gestione, garantire la tutela dei lavoratori è di rilevanza strategica. Continueremo a lavorare nella direzione segnata, con responsabilità e spirito costruttivo – ha concluso Alessandra Zedda -, nella massima collaborazione fra le istituzioni. Crediamo fermamente nelle potenzialità dello scalo che per la Sardegna significano opportunità di sviluppo e lavoro irrinunciabili.»
2 allegati

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Superata la fase più acuta dell’emergenza Coronavirus, torna d’attualità il tema della metanizzazione dell’Isola e della scadenza del 2025 per il phase out dal carbone nell’alimentazione delle centrali elettriche Grazia Deledda di Portovesme e Fiumesanto.

«La politica regionale intervenga decisamente affinché non si verifichi l’ennesimo scippo ai danni della Sardegna Pierluigi Loi lo chiede con forza a proposito del “Tyrrhenian Link”, il cavo di collegamento elettrico fra Sicilia e Sardegna che Terna realizzerà entro il 2025 e che potrebbe penalizzare i circa mille lavoratori che gravitano nel comparto energia in Sardegna. La UILTEC Sardegna denuncia il silenzio delle istituzioni isolani sui temi dello sviluppo energetico a pochi anni dal phase out dal carbone, previsto nel 2025, che rischia di rappresentare una mannaia per l’economia sarda e soprattutto per il settore industriale dell’isola.

«Lo sviluppo energetico è un tema strategico e vitale per la nostra isolascrive il segretario generale della Uiltec Sardegna Pierluigi Loi -. Un argomento delicato che fino a cinque mesi fa trovava spazio e priorità nell’agenda della politica regionale e nazionale. Da essa, infatti, dipende il destino dell’arrivo del metano in Sardegna, la conseguente realizzazione della dorsale ed il futuro delle due centrali elettriche sarde in relazione all’imminente phase out dal carbone del Paese, prevista anch’essa nel 2025.»

«Inspiegabilmente ed ingiustificatamenteevidenzia il segretario regionale Uiltec Sardegna su tali temi è calato il più totale silenzio, a tal punto che lascia sgomenti il fatto che non si prenda più in considerazione il fattore tempo, che impone nel 2025 una verosimile ghigliottina per l’economia del nostro territorio e nello specifico per l’intero settore industriale isolano. L’ultimo segnale governativo palesato nell’incontro al Mise a fine gennaio, tramite la sottosegretaria Alessandra Todde, tendeva ad una visione attendista e confusionaria, la quale escludeva l’arrivo del nuovo combustibile nella nostra Regione. L’8 aprile, come se non bastasse, Terna ha confermato il suo nuovo Piano di sviluppo 2020 da oltre 14 miliardi, dichiarando prossima la realizzazione del “Tyrrhenian Link”, il cavo di collegamento elettrico fra Sicilia e Sardegna.»

«Apparentemente parrebbe un importante investimento realizzato da un player strategico nazionale, ma per capire al meglio le ripercussioni che tale opera avrebbe sulla nostra regione sarebbe opportuno porsi alcune semplici domandesottolinea Pierluigi Loi -:

  • A chi giova tale infrastruttura?
  • Che ripercussioni avrà sullo sviluppo complessivo della nostra isola?
  • Con quale energia verranno alimentati i poli industriali sardi?
  • Quanto costa e, soprattutto, chi pagherà l’infrastruttura se non le bollette dei cittadini?

Il “Tyrrhenian Link” costerà 3,7 miliardi di euro, entrerà in esercizio entro il 2025 e collegherà elettricamente la Sicilia con la Sardegna.»

«Ma vi è un punto sul quale focalizzare l’attenzione evidenzia Pierluigi Loi -. Le due isole partono da una condizione energetica diversa e distante: mentre in Sardegna le due centrali di proprietà Ep ed Enel sono alimentate a carbone (si è in attesa che la classe politica prenda una posizione chiara, univoca e celere sul post-decarbonizzazione con l’inquietante incognita dell’assenza del metano), la Sicilia si sta apprestando a riconvertire le sue centrali attraverso l’uso del metano. Se a questa semplice constatazione si somma l’insediamento del prossimo cavo Terna, si può prendere atto che la Sardegna possa ricoprire fra qualche anno, in campo energetico, il ruolo di regolatore della produzione energetica altrui, con il rischio reale di una fermata definitiva delle due centrali sarde.»

«Tutto questo a discapito dei quasi 1.000 lavoratori diretti e indiretti, delle aziende che come Ep hanno già messo in campo idee progettuali concrete per una riconversione a biomasse e di un intero territorio che sarebbe totalmente dipendente da terzi dal punto di vista energetico. Se poi si considera il fatto che il cavo terna costerebbe quasi il doppio rispetto alla dorsale, e che il costo del progetto avrebbe importanti ricadute sulle bollette degli utenti, a chi gioverebbe l’infrastruttura Terna? Non certo alla Sardegna e ai sardi che da questo progetto avrebbero solo da perdere conclude Pierluigi Loi -. Per questo motivo, come UILTEC SARDEGNA, chiediamo con forza e determinazione che la politica regionale intervenga decisamente affinché non si verifichi l’ennesimo scippo ai danni della nostra Regione.»