4 August, 2021
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«Anche le colf e le badanti, tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che prestano il proprio servizio a domicilio purtroppo stanno subendo le drammatiche conseguenze della crisi economica legata all’epidemia da Coronavirus. Molte famiglie hanno preferito rinunciare al prezioso contributo di questi lavoratori per preservare la propria salute e quella del collaboratore stesso, limitando al minimo i contatti sociali anche all’interno delle proprie abitazioni. Non solo: molti tra loro sono rimasti senza occupazione anche perché gli stessi datori di lavoro stanno facendo i conti con l’incertezza economica, presente e futura. Per questo all’interno dell’Accordo Quadro per l’erogazione della cassa integrazione in deroga in Sardegna il 26 marzo scorso era stata prevista l’istituzione di un contributo regionale una tantum di 600 euro in favore delle lavoratrici e dei lavoratori domestici rimasti senza lavoro a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Purtroppo, ad oggi quanto previsto dall’Accordo Quadro per colf e badanti non ha ancora avuto attuazione e questi lavoratori, rimasti inaspettatamente a casa, non hanno potuto beneficiare di alcun tipo di sussidio. La Regione Sardegna quindi deve attivarsi con urgenza per dare un sostegno economico a queste persone dando immediata attuazione a quanto previsto dall’Accordo Quadro siglato dalla Giunta regionale e dalle organizzazioni sindacali.»

Questa la richiesta contenuta nella mozione presentata dalla capogruppo del M5S Desirè Manca (e sottoscritta dai consiglieri del M5S Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas) che impegna il presidente Christian Solinas e la Giunta a porre in essere tutte le azioni necessarie per dare immediata attuazione a quanto previsto dal Titolo III dell’Accordo Quadro per l’erogazione della cassa integrazione in deroga in Sardegna ai sensi dell’art. 22 del decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020.

«Non dimentichiamoconclude Desirè Mancache i lavoratori domestici e le badanti, la maggior parte delle quali oltretutto operano nelle case degli anziani, quindi a contatto con le persone più esposte al Covid-19, rappresentano un pezzo importante del welfare del nostro Paese e un supporto indispensabile per le nostre famiglie. Non possiamo attendere oltre. Non possiamo tollerare che la Regione accumuli ancora ritardi inaccettabili: il contributo deve arrivare a questi lavoratori al più presto possibile.»

«L’emergenza sanitaria ed economica legata alla diffusione del Covid-19 sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie. In un momento drammatico come quello che stiamo vivendo è necessario sostenere i contribuenti sardi attraverso tutte le misure finanziarie di supporto che la Regione Sardegna è in grado di adottare. Poiché il decreto “Cura Italia” ha previsto il rinvio di alcuni tributi, ritengo sia opportuno che questa possibilità venga estesa anche al pagamento del bollo auto, tassa la cui riscossione è di competenza statale ma il cui gettito è compartecipato dalla Regione

Questa la proposta al centro dell’interpellanza presentata dal consigliere regionale del M5S, Alessandro Solinas, volta a consentire ai cittadini sardi di poter posticipare il pagamento della tassa automobilistica che in questo momento rappresenterebbe un ulteriore e insostenibile esborso per buona parte della popolazione già allo stremo.

«La Regione Sardegna – spiega il consigliere regionale del M5S Alessandro Solinas deve adeguarsi ai provvedimenti già presi in altre regioni della Penisola e attivarsi tempestivamente per richiedere al ministero delle Finanze e all’Agenzia delle Entrate di predisporre un intervento diretto e mirato ad introdurre la possibilità di ampliare l’orizzonte temporale di pagamento del bollo auto, senza applicazione di sanzioni ed interessi per i contribuenti sardi, per tutto il periodo dell’emergenza Covid-19.»

«A differenza di buona parte delle Regioni d’Italia, cui è stata trasferita la totale competenza sulla riscossione del tributo – aggiunge il consigliere del M5sS la Regione Sardegna non può provvedere direttamente a disporre lo slittamento del termine di pagamento al 30 giugno, data in cui si suppone sarà terminato il periodo di emergenza sanitaria, ma può bensì ottenerlo attraverso un intervento diretto da parte del Presidente della Regione presso gli enti nazionali demandati alla riscossione.»

«Per questo ho chiesto al presidente Christian Solinas di avviare tutte le interlocuzioni necessarie a consentire anche alla nostra regione di poter congelare il pagamento del bollo auto, almeno per tutta la durata di questo periodo di estrema difficoltà per tutti conclude Alessandro Solinas -. Con l’auspicio che la diffusione del coronavirus cessi al più presto e l’economia della Sardegna possa rialzarsi quanto prima.»

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«Equipaggi delle autoambulanze del 118 ridotti in piena emergenza. È difficile persino crederci, e invece è quanto accaduto in Sardegna in piena emergenza sanitaria da Covid-19. In questi giorni in cui i soccorritori delle autoambulanze stanno facendo grandi sacrifici per rispondere alle numerose richieste di aiuto, l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu provvede d’urgenza a tagliare di un terzo il numero standard dei componenti di ciascun equipaggio. Ciò significa che a bordo delle ambulanze anziché almeno un autista soccorritore e due soccorritori, viaggeranno soltanto un autista soccorritore e un secondo soccorritore. Saranno quindi soltanto in due. Il motivo? Perché la nostra regione non dispone di un numero sufficiente di dispositivi di sicurezza personale per poter permettere ai soccorritori, volontari e non, di operare in totale sicurezza. Un provvedimento assurdo in un momento critico come quello che stiamo vivendo, denuncia il consigliere regionale del M5S Michele Ciusa. Non è tollerabile che le autoambulanze sarde operino a ranghi ridotti proprio quando il servizio dovrebbe essere potenziato per far fronte al numero elevato di chiamate e alle lunghe operazioni di vestizione degli operatori e di sanificazione dei mezzi.»

Il consigliere regionale del M5S Michele Ciusa, è il primo firmatario di una mozione (sottoscritta dai consiglieri del M5S Desirè Manca, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas) che impegna il presidente della Regione e la Giunta a provvedere a mettere in campo tutte le misure necessarie per garantire ai soccorritori sardi di poter operare in assoluta sicurezza e allo stesso tempo garantire agli utenti un servizio efficiente e tempestivo.

«Con la delibera n. 13/22 del 17 marzo scorso la giunta ha modificato lo schema di convenzione (attualmente adottato in via transitoria) per lo svolgimento delle attività di soccorso territoriale da parte delle associazioni di volontariato e cooperative sociali Onlus e ritenuto di dover ridurre il numero dei soccorritori che compongono le equipe per “ridurre al minimo il numero degli operatori a potenziale rischio. Mi chiedo come possa una regione garantire il massimo impegno per far fronte all’emergenza riducendo le forze in campo. La Regione ha il dovere di garantire a tutti i cittadini un servizio attivo e sempre disponibile a qualsiasi ora del giorno e della notte. Se davvero l’intento della Regione è quello di ridurre il rischio degli operatori è necessario che questi siano in numero congruo e pronti a mettere in atto tutte le delicatissime operazioni loro richieste con serenità, senza fretta, e senza stress da sovraccarico di lavoro – conclude Michele Ciusa -. L’assessore Mario Nieddu valuti attentamente anche questi potenziali rischi.»

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«Lasciati soli. Abbandonati dalla Regione in piena emergenza. Privati delle comunicazioni ufficiali sui casi di positività che riguardano i loro concittadini e ostacolati nel lavoro di individuazione delle persone a rischio contagio perché entrate in contatto con le vittime. Questa è la situazione in cui stanno operando i sindaci della Sardegna. Da diversi post pubblicati dai primi cittadini sui social network, apprendiamo che l’emergenza riguarda la stessa Unità di crisi, in piena crisi, incapace persino di comunicare tempestivamente i nuovi casi di Covid-19 agli amministratori del territorio. L’Unità di crisi regionale della Sardegna si sta distinguendo in tutta Italia per inefficienza e per la diffusione di comunicazioni contraddittorieLe modalità di gestione dell’emergenza in Sardegna anziché rassicurare mettono i brividi. I dissidi interni alla maggioranza e il corto circuito informativo in cui la stessa continua a inciampare non possono ricadere sui sindaci che in questo drammatico momento devono poter dare certezze ai cittadini.»

La denuncia arriva dai consiglieri regionali del M5S Desirè Manca, Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas che condividono le preoccupazioni dei sindaci sardi, impegnati con estrema difficoltà nell’attivazione dei Centri operativi comunali (Coc).

«Il sindaco di Samassi – proseguono i consiglieri del M5S – ha dovuto apprendere dalla stampa che un suo concittadino era risultato positivo al Coronavirus, addirittura dopo averne già autorizzato la sepoltura. Perché il caso di Samassi non è stato incluso nel bollettino ufficiale della Regione? Perché il primo cittadino non ha ricevuto nemmeno una comunicazione ufficiale riguardo la positività della moglie della vittima, portata in ospedale senza che il sindaco lo sapesse. Si tratta di preoccupazioni che riguardano tutti i sindaci sardi, che da Nord a Sud dell’isola stanno attivando i Centri operativi comunali (Coc) per rafforzare i controlli. Ma senza la presenza della Regione tutti gli sforzi risultano vani.»

«L’Unità di crisi non appare affatto unità. Lo ribadiamo – concludono i consiglieri del M5S – i sindaci devono essere informati per poter attivare tempestivamente tutte le misure previste. Presidente Solinas cosa aspetta ad intervenire? I cittadini che l’hanno votata e che non la vedono da tempo, aspettano un suo intervento tempestivo. Abbandoni la latitanza presidente. È il momento di comunicazioni trasparenti, chiare, rassicuranti e univoche.»

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Si allarga il fronte dei sostenitori della nomina di un commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus.

«Proponiamo la nomina di un Commissario  che affianchi la Regione in questa fase, una persona d’esperienza che sia in grado di colmare le lacune organizzative e operative emerse sino ad ora. Tanti altri Presidenti di Regione hanno sentito il bisogno di essere affiancati da persone esperte e competenti. In Sardegna questo non è avvenuto, ed è sotto gli occhi di tutti l’inadeguatezza del Presidente e delle persone da lui nominate che avrebbero dovuto gestire l’attuazione delle misure di contenimento del contagio.»

A sostenere questa richiesta sono oggi, in un fronte compatto, 15 consiglieri di 3 gruppi di minoranza in Consiglio regionale:

 – Progressisti (Francesco Agus – Laura Caddeo – Diego Loi – Maria Laura Orrù – Antonio Piu – Gian Franco Satta – Franco Stara (Italia Viva) – Massimo Zedda);

 – Movimento 5 Stelle (Desirè Manca – Michele Ciusa – Carla Cuccu – Roberto Li Gioi – Alessandro Solinas)

 – LeU (Daniele Cocco – Eugenio Lai)

«La Sardegna si appresta a entrare nella quarta settimana dall’inizio dell’emergenza – aggiungono i proponenti -. Il nostro ringraziamento va al personale sanitario che ogni giorno opera con dedizione e serietà all’interno degli ospedali della Sardegna, in un contesto in cui la disorganizzazione e l’assenza dei dispositivi di protezione denunciata anche da sindacati e ordine dei medici ha reso le strutture di cura il principale luogo di contagio dell’Isola. Allo stesso modo ringraziamo i Sindaci dei comuni della Sardegna per il loro impagabile lavoro svolto al servizio delle comunità. Un ruolo portato avanti però senza gli strumenti necessari e senza collaborazione e coinvolgimento da parte della Regione. Ringraziamo poi tutti i sardi. Per la serietà con cui stanno affrontando il momento drammatico e per la rapidità con cui sono stati in grado di mutare le abitudini consolidate della vita di tutti i giorni. Su troppi temi cruciali emergono differenze sostanziali tra la verità raccontata dalla Giunta regionale e quella vissuta all’interno degli ospedali e nei territori. La distribuzione dei dispositivi di protezione individuale, l’andamento delle analisi sui tamponi, le misure di protezione civile e persino il numero quotidiano dei contagiati appare gestito in maniera poco trasparente. Tutto questo è figlio di una disorganizzazione che ormai nessuno può più mettere in dubbio.»

«La Sardegna ha condizioni geografiche e demografiche tali da poter uscire dall’emergenza prima del resto del Paese ma serve un immediato cambio di passo.

Sollecitiamo:

  1. la costituzione di un’unità di crisi multidisciplinare, composta da persone con competenze sanitarie (con la partecipazione di epidemiologi e virologi) e con esperienze organizzative, che svolga funzioni di collegamento con la rete nazionale e internazionale impegnata nella gestione dell’epidemia.
  2. Una gestione seria del materiale disponibile e delle forniture dei dispositivi di protezione individuale e la messa in sicurezza dei presidi sanitari e degli operatori.
  3. la verifica puntuale e imparziale dei dati sulla diffusione del virus, in stretta collaborazione con i medici di famiglia e ospedalieri, la rete del 118, prefetti, forze dell’ordine e i sindaci.
  4. il coinvolgimento della Commissione sanità del Consiglio regionale, che ha il dovere e il diritto di ascoltare tutti, ma, soprattutto, di dare risposte agli operatori sanitari sul campo.
  5. La creazione di un ulteriore gruppo di lavoro, composto dai rappresentanti dei settori produttivi, sindacali e delle forze politiche, per coordinare le azioni, volte all’intervento economico per la salvaguardia dei luoghi e dei posti di lavoro, collegando queste azioni a quelle messe in atto dal governo.
  6. la sostituzione dell’assessore della Sanità con una figura all’altezza della responsabilità e della fase emergenziale.»

 

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«In Sardegna alla catena di comando che serve per gestire l’emergenza Covid-19 mancano gli anelli essenziali. Per questo occorre che l’assessore Mario Nieddu si dimetta subito e non si occupi più del Coronavirus, e che di concerto con l’amministrazione regionale si nominino sia un commissario straordinario per l’emergenza in Sardegna sia un commissario speciale ad acta per gestire l’AOU di Sassari. La battaglia va affrontata con le forze giuste.»

È la richiesta che avanzano i parlamentari del Movimento 5 Stelle Pino Cabras, Emanuela Corda, Luciano Cadeddu, Paola Deiana, Gianni Marilotti, Elvira Evangelista, Emiliano Fenu, Ettore Licheri, Alberto Manca, Nardo Marino, Mario Perantoni, Lucia Scanu, e i consiglieri regionali Carla Cuccu, Alessandro Solinas, Michele Ciusa, Desirè Manca e Roberto Li Gioi.

In una lunga nota pubblicata nelle loro pagine Facebook, i quattordici esponenti del M5S affermano che «in Sardegna, dove ancora deve arrivare l’ondata epidemica più violenta del Coronavirus, la gestione dell’emergenza da parte dei decisori politici in loco è fra le più preoccupanti. I cinesi non hanno esitato ad esautorare le autorità di Wuhan e dell’Hubei, agli inizi del loro principale focolaio. Eppure non registravano un numero di operatori sanitari infetti da Coronavirus altrettanto sproporzionato quanto in Sardegna nella fase iniziale della progressione infettiva: gran parte dei nuovi contagi da noi è avvenuta all’interno dei presidi ospedalieri, un record che segnala un’anomalia acutissima.»

Ma le osservazioni che gli esponenti del Movimento 5 Stelle rivolgono all’amministrazione Christian Solinas sono incalzanti: «Nell’isola del ‘tutto sotto controllo’, cosa ha fatto l’assessorato regionale della Sanità tra il 21 febbraio (il primo caso a Codogno, in Lombardia) e l’8 marzo 2020 (con il Dpcm che ci ha fatto stare tutti a casa)? Era davvero tutto a posto, come diceva? I sindaci sardi dichiarano di essere stati lasciati soli: dal nord al sud dell’isola i primi cittadini denunciano gravi carenze nelle comunicazioni da parte dell’ATS in merito alla positività dei propri concittadini al virus».

«A questo si aggiunge l’imbarazzante caso dei test rapidi per scoprire la positività al virus, che l’assessore Mario Nieddu ha confermato di aver ordinato alla società Tema Ricerca srl, prenotazione che in realtà non sarebbe mai arrivata, secondo quanto spiegato dalla nota della legale rappresentante dell’azienda di Bologna – proseguono parlamentari e consiglieri regionali del M5S -. Arrivano dai medici fortissime proteste verso il bavaglio imposto al personale sanitario dall’assessorato regionale rispetto ai loro contatti con i giornalisti. Alla propria catena di disastri comunicativi cui dovrebbe rimediare con una squadra di esperti di comunicazione nelle catastrofi, l’amministrazione regionale rimedia invece con la censura. Ma i cittadini hanno il diritto dei cittadini di essere informati su quanto accade all’interno degli ospedali sardi. Serve trasparenza.»

«A che punto siamo con l’apertura di nuovi posti letto prevista dal Piano di Emergenza Regionale? Il sistema sanitario ereditato dai tempi sonnolenti delle ‘normali’ spartizioni fra partiti deve cedere il passo a un sistema che non ammette più distrazioni né opacità, ora che la salute è in gioco nel modo più drammatico. Con questa epidemia bastano pochi giorni di ritardo e si rischia di pagare errori e indecisioni con un rapidissimo aumento del prezzo peggiore, quello in vite umane. Occorre agire subito concludono parlamentari e consiglieri regionali del M5S -. Per questo occorre che l’assessore Mario Nieddu si faccia da parte e che di concerto con l’amministrazione regionale si nominino sia un commissario straordinario per l’emergenza in Sardegna sia un commissario speciale ad acta per gestire l’AOU di Sassari.»

 

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I consiglieri regionali del M5S Desirè Manca, Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas si uniscono al coro dei sindaci di tutta la Sardegna che oggi, attraverso una nota firmata dal presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana, hanno chiesto al presidente della Regione Christian Solinas di integrare l’ordinanza emessa ieri sulle azioni di contrasto alla diffusione del Covid-19.

«In accordo con quanto richiesto dal presidente dell’Anci Emiliano Deiana – comunicano i consiglieri del M5S  – data la fragilità del sistema sanitario sardo e l’elevata età media della popolazione, chiediamo che il provvedimento emesso ieri dal governatore Solinas venga rafforzato e integrato con le richieste presentate da tutti i sindaci sardi.»

Queste le richieste dell’Anci:

– La quarantena obbligatoria per tutti coloro che entrano in Sardegna qualunque sia la loro provenienza: “Zona rossa”, resto d’Italia, Europa o Extra Ue.

– Mappatura e quarantena obbligatoria per tutte le persone che a qualunque titolo siano entrate in Sardegna nei precedenti 14 giorni.

– Prescrizioni sanitarie precise di comportamento per le persone che si spostano dalla Sardegna e vi fanno ritorno per motivi inderogabili di lavoro.

– Rafforzamento dei controlli, utilizzando tutte le tecnologie e creando idonee piattaforme digitali e incrociando i dati dei vettori marittimi e aerei, nei porti e negli aeroporti.

– Il controllo assiduo per il rispetto della quarantena obbligatoria di tutte le forze di polizia coordinate dalle Prefettura, della polizia locale dei comuni e del Corpo Forestale della Regione.

– Obbligo di comunicazione ai sindaci in qualità di autorità sanitaria locale di tutti gli arrivi nel comune e delle quarantene.

– Coinvolgimento delle rappresentanze degli enti locali all’atto dell’emanazione di nuovi provvedimenti.

– Poter conoscere gli spostamenti di tutte le persone sarde malate e curate fuori dall’isola.

«Facciamo inoltre appello al senso di responsabilità di tutti i cittadini – concludono i consiglieri del Movimento Cinque Stelle – affinché queste misure debbano essere adottate per il minor tempo possibile, quello strettamente necessario a bloccare la diffusione dell’infezione.»

 

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gianluigideidda@gmail.com

«La piattaforma informatica Blockchian consentirà al settore agro alimentare della Regione di sviluppare le sue potenzialità di crescita migliorando tracciabilità, trasparenza e riconoscibilità dei prodotti.»

Lo ha dichiarato il consigliere del M5S Alessandro Solinas presentando una proposta di legge del gruppo che punta ad introdurre anche in Sardegna la piattaforma informatica Blockchain che, senza nessun aggravio burocratico per i produttori i quali vi potranno aderire gratuitamente e volontariamente, metterà “a sistema” tutte le informazioni della filiera agro alimentare garantendo anche ai consumatori la costante riconoscibilità dei prodotti e delle loro caratteristiche.

Per la capogruppo Desirè Manca si tratta di «un’ iniziativa che, allo stesso tempo, permetterà all’agricoltura sarda di fare un salto di qualità e di aprirsi all’innovazione tecnologica per cui è auspicabile che, in tempi brevi, sia recepita dal Consiglio regionale».

«Il possesso ed il controllo dei dati – ha osservato il consigliere Michele Ciusa -, rappresentano oggi due elementi fondamentali per il buon governo della società e, in definitiva, per l’affermazione di una democrazia compiuta. La piattaforma che proponiamo, ha spiegato, si inserisce in una nuova visione del futuro e, nello specifico, permetterà di valorizzare tutte le nostre eccellenze, venendo incontro ad una platea di consumatori che cerca la convenienza ma apprezza anche la qualità.»

«Siamo orgogliosi del lavoro di squadra che abbiamo fatto con questa proposta di legge -, ha sottolineato il consigliere Roberto Li Gioi -, che mette al centro il cittadino (sia esso produttore, trasformatore o consumatore) e valorizza le produzioni identitarie della Sardegna. Renderle tracciabili e certificate, ha aggiunto, è una carta in più per conquistare nuovi spazi di mercato; per questo siamo molto ottimisti sui risultati.»

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«Nei giorni successivi all’insediamento di questo governo regionale, il rilancio dell’aeroporto di Oristano-Fenosu sembrava a un passo dalla sua realizzazione. Oggi, a dieci mesi di distanza dai proclami acchiappavoti, Governatore e assessore ai Trasporti non si presentano nemmeno in Consiglio quando è in programma la discussione sulla continuità territoriale, in scadenza il 16 aprile. Sono ormai lontane e vuote le promesse dell’assessore regionale ai Trasporti Giorgio Todde che lo scorso maggio aveva riconosciuto pubblicamente l’importanza dell’aeroporto di Fenosu per lo sviluppo dell’Oristanese e dell’intera Sardegna, dichiarando l’intenzione della Regione di lavorare per la riapertura al traffico passeggeri. Ma questo governo regionale non riesce a garantire nemmeno l’ordinaria amministrazione. Quello che sta accadendo è gravissimo.»

Questo l’accorato appello del consigliere regionale del M5S Alessandro Solinas, primo firmatario di una mozione che impegna il presidente della Regione, la Giunta e l’assessore dei Trasporti a creare le condizioni per il rilancio dell’aeroporto di Oristano-Fenosu, anche rivalutando concretamente la sua riapertura al traffico passeggeri.

«Lo sviluppo dell’aeroporto di Fenosu è di fondamentale importanza per l’economia dell’Isola. Nonostante l’aeroporto di Oristano non abbia potuto accedere ai contributi per la continuità territoriale, nel primo semestre dall’apertura ai voli commerciali si è assistito a un aumento dell’835% dei transiti comparato all’intero esercizio 2009 e in meno di un mese sono stati venduti ben 2250 biglietti – ha aggiunto Alessandro Solinas -. La storia dell’aeroporto di Oristano-Fenosu è lunga, travagliata e particolarmente sfortunata. Collegato ottimamente al territorio regionale grazie alla vicinanza con la statale 131, dotato di un ottimo e privilegiato posizionamento geografico, questo scalo, per alterne vicende, non è mai potuto “decollare”. L’ultimo capitolo, del 2013, riguarda la messa in liquidazione della società che lo gestiva, la SO.GE.A.OR”.»

«Il Piano di sviluppo aeroportuale che prevedeva il rilancio di Fenosu non è stato attuato. E dal 2017, con la cessione delle quote di proprietà dei soci pubblici, la gestione è passata nelle mani dalla Fenair S.r.l (partecipata dal DASS-Distretto Aerospaziale della Sardegna), e della Aeronike. Nuovi soci che hanno escluso i voli di linea dalla loro programmazione di sviluppo. Dalla privatizzazione della SO.GE.A.OR. non è stata formulata alcuna valida proposta operativa per il rilancio dell’aeroporto, non soltanto sul fronte dei voli commerciali ma anche dell’aviazione generale e del traffico merci. Purtroppo le potenzialità dello scalo, nonostante gli sforzi e gli appelli del Comitato spontaneo, nato proprio per sostenere lo sviluppo dell’aeroporto, e degli amministratori locali, rischiano di cadere nel vuoto – ha concluso Alessandro Solinas -. Lo scalo di Fenosu può e deve rappresentare un’occasione di sviluppo e crescita unica per la Provincia di Oristano e della Sardegna tutta. È ora che la giunta regionale passi dalle parole ai fatti.»

 

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«Il fondo è stato toccato oggi, con una vergognosa assenza che vale più di mille parole. Davanti all’imminente catastrofe che sta per piombare addosso alla nostra Isola, dal 16 aprile privata della continuità territoriale aerea, il presidente Christian Solinas e l’assessore dei Trasporti Giorgio Todde hanno disertato la riunione di Consiglio in cui al primo punto all’ordine del giorno era prevista la proprio questa discussione. I diretti i responsabili di questo disastro amministrativo non si sono nemmeno presentati.»

Questa l’amara denuncia dei consiglieri regionali del M5S Desirè Manca, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, Alessandro Solinas, alla luce di quando accaduto oggi in Consiglio regionale.

«Oggi, assieme a tutti i consiglieri di opposizione, abbiamo occupato i banchi della giunta. Un segnale forte per prendere le distanze dall’immobilismo, dall’incuria e dall’incapacità che contraddistingue questo governo regionale, orientato ad accontentare le lobby del potere, a moltiplicare le poltrone e che in dieci mesi non è stato in grado di compiere un solo passo verso il futuro, un solo passo per il bene dei sardi e della Sardegna – hanno aggiunto i quattro consiglieri regionali del M5S -. Le prenotazioni da e per l’Isola sono congelate, la stagione turistica rischia il peggior record negativo di sempre e l’economia della Sardegna ha già subito i primi durissimi colpi. Abbiamo chiesto – spiega Roberto Li Gioi, vice presidente della Commissione Trasportiche il Consiglio fosse convocato con urgenza, quantomeno per poter conoscere quali sono i piani della Giunta. Ma la nostra richiesta è caduta nel vuoto. Stiamo rischiando danni economici enormi e la giunta con oggi ha dimostrato una volta di più la mancanza di volontà nel risolvere il problema. Questa è pura irresponsabilità.»