29 July, 2021
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«La struttura dell’ex carcere di Iglesias non è più sotto il controllo dell’amministrazione del ministero della Giustizia ma del Demanio. Nel 2015 è stato un errore chiudere la Casa circondariale e non affrontare i problemi strutturali e di manutenzione, come le fognature o l’adeguamento della struttura. Oggi servirebbero forse 5 milioni di euro per il recupero e l’adeguamento a struttura penitenziaria, magari specializzata in una categoria.»

Lo dice Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia che annuncia la presentazione di un’interrogazione al Governo per conoscere il destino dell’immobile.

«Se non carcere, quale utilizzo? potrebbe essere destinato ad altri usi  più nobili, dal punto di vista sociale e la città, da questo punto di vista, non può permettersi altri sprechiaggiungono lo stesso Salvatore Deidda e Gianluigi Rubiu e Luigi Biggio -. Come carcere, anche se fosse destinato solo i detenuti con problemi psichici, ci troveremo davanti ai problemi atavici del settore penitenziario che gravano nelle altre carceri della Sardegna: la mancanza di Direttori, personale della polizia penitenziaria, personale amministrativo, carente addirittura in tutte le altre carceri.»
«Di certo non può passare altro tempoconcludono Salvatore Deidda, Gianluigi Rubiu e Luigi Biggio -. Nel 2015 fu chiuso tra le polemiche e le proteste ed il ministro Andrea Orlando commise un grosso errore. Iglesias merita risposte e non un luogo desolatamente abbandonato ed un monumento allo spreco.»

Questa sera le organizzazioni sindacali hanno incontrato in videoconferenza il prefetto e l’assessore del Lavoro Alessandra Zedda. Nel corso dell’incontro, hanno chiesto al prefetto di intervenire sul ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, a sostegno della richiesta di modifica della norma sugli ammortizzatori sociali, tenendo conto che le risorse che il Governo mette a disposizione sono sufficienti per coprire la mobilità senza decurtazioni. Il prefetto riconvocherà il tavolo tra una decina di giorni.

«La firma del decreto da parte del ministro Andrea Orlando, relativo al riparto fondi per le aree di crisi complessa dà il via libera a nuove risorse per la Sardegna. Si tratta di 11.919.605 euro contenuti nel pacchetto nazionale da 180 milioni di euro. Le risorse sono destinate a interventi di integrazione salariale straordinaria e mobilità in deroga per i lavoratori e le imprese delle aree di crisi complessa. Si tratta di un intervento importante e significativo che dà una prima risposta alle varie situazioni aperte e che da tempo attendono risposte.»

Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.

 

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«Egregio Signor Ministro, noi del Comitato Idonei Assistenti Giudiziari abbiamo pensato di consegnarLe questa targa in ringraziamento per l’impegno, la serietà e la disponibilità da Lei dimostrati in favore della nostra causa.»

Sono queste le parole che hanno accompagnato il conferimento del riconoscimento al ministro Andrea Orlando da parte di una delegazione del CIAG. Il Guardasigilli, in particolare, ha accolto con piacere nelle stanze del Ministero alcuni dei ragazzi provenienti da tutta Italia e risultati idonei all’ultimo concorso di Assistenti Giudiziari. Questi, visibilmente emozionati, hanno esternato la loro gratitudine al Ministro «non solo per aver ovviato alle enormi carenze di personale negli uffici giudiziari italiani, ma per aver dato la possibilità a tutti noi, 4915 persone, di iniziare un nuovo capitolo della nostra vita, per aver dato la tranquillità anche alle nostre famiglie che, con noi, hanno condiviso speranze, preoccupazioni, ansie e sacrifici». Rimarcando la differenza  tra gli impegni portati avanti con garbo e fermezza da parte del Ministro e la politica del non fare,  la delegazione del CIAG ha omaggiato anche «la persona che ci ha sempre accolti con disponibilità nonostante , ce ne rendiamo contro, ad un certo punto sbucassimo fuori da tutte le parti ovunque Lei si trovasse».

Il ministro della Giustizia, sorridente in volto, prendendo in consegna la targa, si è soffermato con i ragazzi ripercorrendo le tappe del concorso indetto due anni fa dal suo Ministero. Andrea Orlando si è dimostrato fiducioso per il futuro e nella possibilità che si concretizzi lo scorrimento totale graduatoria nell’arco di tre anni, tempo di validità legale della stessa. In tal senso, il rappresentante del Pd, inoltre, ha garantito il suo personale impegno anche quando, da qui a breve, probabilmente non sarà più Ministro. Questo, soprattutto, per l’enorme stima nutrita da Orlando nei confronti di tutti coloro i quali hanno superato le tre prove di un concorso ritenuto fiore all’occhiello di questo ministero della Giustizia. Dopo le foto di rito, la delegazione ha tenuto a sottolineare ad Andrea  Orlando che «in ogni caso, resterà sempre il nostro Ministro e un membro speciale del nostro Comitato. Lei sarà sempre uno di noi.»

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I Riformatori sardi si schierano contro «la centralizzazione delle funzioni della giustizia».

«Anche l’ultima riforma nazionale dei Tribunali fallimentari, appena approvata dal Senato, purtroppo persegue un’attività di centralizzazione delle funzioni che appare insostenibile in Sardegna, dove tutti i Tribunali operano già oggi con carenza di risorse tecnologiche e di personale che rendono difficilissima l’amministrazione della Giustizia.»

Lo denuncia il deputato dei Riformatori Pierpaolo Vargiu, che ha rivolto un’interrogazione urgente al ministro delle Giustizia Andrea Orlando, perché vengano emanati provvedimenti attuativi di dettaglio che tengano conto delle speciali criticità della Sardegna.

«La Sardegna – prosegue Pierpaolo Vargiu – sconta gli svantaggi della insularità, aggravati dalla dispersione della popolazione e dalla drammatica insufficienza dei trasporti locali: smantellare le Procure, cancellare gli Uffici dei Giudici di Pace e ora le funzioni fallimentari decentrate non significa soltanto complicare il lavoro di tutti gli operatori di giustizia, ma soprattutto significa allontanare i presidi della Giustizia dai territori, facendo un gravissimo danno alla cultura della legalità.»

«Non chiediamo privilegi o trattamenti di vantaggio per la Sardegna – conclude Pierpaolo Vargiu – ma semplicemente la difesa dei presidi territoriali di Giustizia che, con la loro attività, testimonino la volontà dello Stato di esercitare le sue funzioni fondamentali, scoraggiando qualsiasi illegalità e garantendo la certezza del diritto a qualsiasi cittadino sardo, esattamente come è garantita nel resto d’Italia.»

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Valorizzare il patrimonio paesaggistico e identitario dei territori in cui si trovano le colonie penali e le ex colonie penali, oggi parchi naturali, e mettere insieme le risorse ambientali e culturali per promuoverle, in un’ottica di rete, in chiave turistica ed imprenditoriale. Sono questi gli obiettivi di “Liberamente” il progetto che, guidata dall’Istituto formazione lavoro donne (Ifold), vede il Parco nazionale dell’Asinara partner e protagonista attivo. Il progetto, inserito nel programma “Green & Blue economy” finanziato dalla Regione Sardegna, è stato presentato nei giorni scorsi a Isili, alla presenza del ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Tra gli obiettivi di “Liberamente” spicca la formazione di figure professionali in grado di promuovere, in modo innovativo, le ricchezze ambientali, culturali e identitarie delle aree interessate dalle colonie penali della Sardegna. Si tratta di figure che cureranno la diffusione di materiali didattici e la realizzazione di prodotti multimediali che, attraverso la tecnica dello storytelling, possano costituire esperienze di visite virtuali realizzate con le tecnologie immersive.

È prevista, inoltre, la formazione di nuovi imprenditori che sappiano proporre e gestire servizi turistici, quali punti di ristoro, servizi di accompagnamento, di produzione e commercializzazione di prodotti locali, strutture ricettive.

L’incontro di Isili è stato anche l’occasione per presentare al Guardasigilli il percorso progettuale svolto dal parco, con la valorizzazione della storia penitenziaria dell’Asinara: i contenuti dell’Osservatorio della memoria carceraria, recentemente allestito nell’ex diramazione centrale di Cala d’Oliva ed i risultati del recupero e della digitalizzazione dei vecchi archivi del carcere, con il coinvolgimento di una ventina di detenuti in articolo 21.

Il ministro Orlando – fanno sapere dalla direzione del Parco nazionale – si è impegnato a dare continuità alla collaborazione con l’Asinara attraverso l’attivazione di un protocollo d’intesa da stipulare con l’amministrazione penitenziaria regionale. Sarà così possibile proseguire il lavoro di digitalizzazione dei vecchi archivi e impiegare altri detenuti, in articolo 21, come guide dell’Osservatorio della memoria e manutentori delle strutture presenti nell’isola dell’Asinara in capo al ministero della Giustizia.

All’incontro di Isili hanno partecipato l’assessore regionale Virginia Mura ed il provveditore regionale Maurizio Veneziano, il presidente del Parco dell’Asinara Antonio Diana, il direttore Pierpaolo Congiatu ed il responsabile dell’Amp Vittorio Gazale.

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Sabato 6 maggio il docufilm “Spes contra Spem”, di Ambrogio Crespi, girato nel carcere di Opera, a Milano, e presentato alla 73ª edizione della biennale del cinema di Venezia e alla Festa del Cinema di Roma, verrà proiettato presso il Teatro San Giuseppe di via Trieste 48, a Nuoro.

L’evento è stato organizzato dalla Scuola Forense e dall’Ordine degli avvocati di Nuoro.

Saranno presenti Sebastian Cocco, assessore della Cultura e Istruzione del comune di Nuoro, Roberto Corrias, presidente dell’Ordine degli avvocati di Nuoro, Monica Murru, Direttore della Scuola Forense, Ambrogio Crespi, regista, Maria Brucale del direttivo di “Nessuno Tocchi Caino”, Adriana Carta, M.d.S. di Nuoro, Francesca De Carolis, giornalista e scrittrice, Pino Roveredo, scrittore e garante regionale per il Friuli Venezia Giulia dei diritti dei detenuti. Gianfranco Oppo garante dei diritti dei detenuti per il comune di Nuoro. Modera Gerardo Ferrara.

Partecipano inoltre gli studenti del Liceo Scientifico E. Fermi, Liceo Classico G. Asproni, ITC Satta.

Negli ultimi sei mesi “Spes Contra Spem” è stato proiettato all’interno delle carceri, nelle aule dei tribunali, in alcune delle piu importanti sedi istituzionali del Paese, nelle scuole, nei cinema e nei teatro. Diverse migliaia di persone sono state coinvolte e conquistate dall’umanità e dalla verità del film; esponenti della magistratura, rappresentanti istituzionali, avvocati e docenti hanno commentato e approfondito i contenuti di un lavoro che tocca l’anima, oltre a temi di grande attualità. Da autorevoli personaggi è stato definito «un film contro la criminalità organizzata, un messaggio contro la mafia, un lenzuolo bianco. Un film che parla del cambiamento e del mutamento dell’uomo».

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha scritto: «Questo documentario fa riflettere. Credo che il suo primo significato sia proprio questo: un invito alla riflessione sul significato della pena più gravosa. Il documentario non discute le questioni di diritto: ne mostra pero il senso, per nulla astratto, ma in grado di incidere sulle vite di coloro che, per dirla con il versetto paolino citato da Pannella e scelto come titolo del film, “sperano contro ogni speranza”».

Speranza contro ogni speranza. E’ la sfida di chi è condannato all’ergastolo ostativo, quello del “fine pena mai”, che nega al detenuto ogni beneficio penitenziario e non lascia prospettive di una vita fuori dal carcere.

Per la regia di Ambrogio Crespi, “Spes contra spem – liberi dentro”, è un viaggio guidato da Sergio D’Elia e Elisabetta Zamparuti, attraverso la voce di chi lo vive sulla propria pelle. Detenuti, ma anche agenti e operatori dell’amministrazione penitenziaria, che, grazie ai programmi di recupero dei condannati, provano a restituire a queste persone un’aspettativa per il futuro. Le parole chiave della narrazione sono “colpa” ed “espiazione”, ma anche, appunto, “speranza”“cambiamento”. Di particolare rilievo l’intervento del carcere di Opera, Giacinto Siciliano, e quello di Santi Consolo, Direttore del Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria.

“Spes contra spem – liberi dentro” è prodotto da Indexway in collaborazione con “Nessuno Tocchi Caino” e Radio Radicale. E’ andato in onda su Sky Atlantic in prima serata, su Sky cinema e Sky on demand. Il film vuole essere un manifesto contro la criminalità: attraverso le parole di chi ha commesso reati gravi, “Spes contra spem – liberi dentro” sgretola il mito del criminale stesso, senza nessuna clemenza, nessun buonismo e nessuna posizione ideologica preconcetta.

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Matteo Renzi ha stravinto le elezioni primarie svoltesi oggi (il 70,1% dei voti), ritorna segretario del Partito democratico e, conseguentemente, è il candidato alla carica di presidente del Consiglio alle prossime elezioni politiche. Andrea Orlando e Michele Emiliano si sono fermati rispettivamente al 19,5% e al 10,49%.

In Sardegna il segretario regionale è Giuseppe Luigi Cucca che ha superato Francesco Sanna con il 68% dei voti. Era sostenuto da due liste, una formata da ex DS e Renziani, l’altra dai Popolari-Riformisti di Antonello Cabras e Paolo Fadda. Francesco Sanna era sostenuto da una sola lista. Entrambi, a livello nazionale, hanno sostenuto la candidatura di Matteo Renzi. Giuseppe Luigi Salvatore Cucca è nato a Bosa il 30 luglio 1957, risiede a Nuoro, avvocato, ex consigliere regionale, è senatore in carica.

Intorno alle 22.00 Matteo Renzi ha pubblicato un messaggio su facebook , in cui ha scritto: «Una responsabilità straordinaria!! Grazie di cuore a questa comunità di donne e uomini che credono nell’Italia. Avanti, insieme».

«Il risultato che esce dalle urne ci dà una vittoria molto ampia di Renzi, con il quale mi congratulo e a cui ho già telefonato per augurargli buon lavoro in un momento difficile della vita del partito e del Paese – ha commentato Andrea Orlando -. Presto la nostra posizione politica sarà quella di tutto il Pd. Non è il momento di smobilitare perché questa posizione diventerà quella di tutto il Partito democratico. Anche elettori di Matteo Renzi la pensano così. Anche chi ha votato Renzi credo che condivida con noi l’esigenza di costruire un nuovo centrosinistra che sappia mettere insieme anime diverse e diventare competitivo nelle prossime tornate elettorali – ha aggiunto Andrea Orlando -. La prima è a poche settimane, con quasi 1.000 comuni al voto. La seconda è quella delle elezioni siciliane. E la terza, anche se non sappiamo ancora la data, sarà la sfida in cui non si giocherà solo il governo del paese, ma l’assetto e la curvatura della democrazia nel nostro Paese, e tutte le energie devono essere rivolte là.»

«Ho chiamato Matteo Renzi per fargli le mie congratulazioni e confermargli la mia lealtà e sincerità, sono certo, dal tono che ho sentito al telefono parlandogli che egli sente la particolarità del momento – ha detto Michele Emiliano -. Abbiamo la ragionevole aspettativa di superare il 10% e forse anche il 12% e voglio dire che con la mia mozione “fronte democratico abbiamo portato a votare il Mezzogiorno, in totale controtendenza con tutte le ultime elezioni” ed ha osservato “fronte democratico” non esisteva, ce lo siamo inventato in questi tre mesi e ora migliaia di militanti in Italia sono con noi per costruire il Pd del futuro e il primo valore da presidiare e quello di un partito che deve stare dalla parte degli ultimi. Voglio ringraziare tutti i miei sostenitori che in tutta Italia si sono battuti a mani nude per la mia mozione – ha aggiunto Michele Emiliano -. L’affluenza tiene al Sud, anzi incrementa leggermente il numero dei votanti. Questo è merito della nostra mozione che ha messo la questione del Mezzogiorno al centro. Il fronte democratico non esisteva, ora ci sono migliaia di militanti. Noi siamo certi di essere il futuro del Pd, un Pd che tiene dentro tutti e rispetta i valori fondanti della sinistra, prima di tutto quello di stare dalla parte degli ultimi.»

L’affluenza ai seggi in campo nazionale è stata superiore alle attese, intorno ai 2 milioni, ma mancano anche in questo caso i dati ufficiali, così come mancano quelli per l’elezione del segretario regionale, che dovrebbero attestarsi intorno ai 42.000.

 

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giustizia

Mercoledì scorso il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha firmato il decreto per l’avvio del concorso per 360 nuovi magistrati. I candidati potranno inviare la domanda di partecipazione esclusivamente per via telematica, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale – 4ª serie speciale, concorsi ed esami che avverrà a breve. Noi continueremo a seguire il concorso e a tenervi aggiornati. 

Venerdì invece lo stesso ministro, come anticipato in un nostro precedente articolo, ha firmato il decreto per bandire il concorso di assunzione per 1000 nuovi cancellieri da collocare nei tribunali italiani. Il decreto prevede che 800 posti siano riservati ai vincitori del concorso pubblico e 200 all’assunzione degli idonei delle graduatorie in corso di validità di concorsi banditi da amministrazioni pubbliche.

Il bando per gli 800 posti sarà pubblicato a partire dal…

L’articolo completo è consultabile nel sito ttp://www.diariolavoro.it/lavoro_min_giustizia.html .

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L’assessore degli Affari Generali, Gianmario Demuro, è intervenuto, in rappresentanza del presidente Francesco Pigliaru, all’incontro sul tema “Dal carcere al territorio. Progetti integrati di reinserimento sociale”, che si è svolto all’interno del carcere di Pianosa alla presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando. Gianmario Demuro ha illustrato i contenuti dell’intervento che riguarda le tre colonie penali presenti in Sardegna.
«Nelle tre colonie penali agricole di Is Arenas, Mamone e Isili – ha detto Gianmario Demuro – per volontà della Giunta si sta concretamente sperimentando un progetto formativo per il reinserimento sociale dei detenuti, nel solco tracciato dall’articolo 27 della Costituzione, e per combattere in modo adeguato il fenomeno della recidiva.»
Nei tre penitenziari “aperti” è stata appena avviata un’iniziativa promossa dalla Rete rurale nazionale in collaborazione con la Regione (attraverso l’Agenzia Laore), il ministero della Giustizia e il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria). L’intervento è finanziato con gli assi II e III del PON Inclusione e e con il Programma di sviluppo rurale 2014-2020.
«Le azioni previste – ha spiegato Demuro – mirano ad attivare nuovi percorsi di lavoro, alla modernizzazione del sistema produttivo e alla migliore commercializzazione delle produzioni agricole. Il progetto presuppone un concreto sostegno al detenuto nella fase di acquisizione delle competenze tecniche. E’ giusto che anche le regioni diano il loro contributo per offrire una nuova chance a chi vive l’esperienza detentiva. Il progetto – ha aggiunto l’assessore degli Affari Generali – nasce dalla considerazione che il sistema di detenzione attuato nell’ambito delle colonie penali agricole, se opportunamente organizzato e sostenuto, possa delineare nuovi orizzonti di vita per gli ex detenuti che, attraverso l’acquisizione di competenze specifiche nel campo dell’agricoltura, sono messi nelle condizioni di trovare, dopo aver espiato la pena, interessanti opportunità nel mercato del lavoro. Inoltre, la presenza di terreni irrigui, l’ambiente e il paesaggio e la possibilità di diversificare le produzioni orto-frutticole di qualità e di realizzare attività multifunzionali rappresentano punti di forza per un piano di sviluppo organico che preveda la valorizzazione dell’intero patrimonio materiale e immateriale delle strutture di Is Arenas, Mamone e Isili. In considerazione della tipologia e della vastità territoriale, le tre colonie penali agricole hanno grandi potenzialità per inserirsi nel settore del turismo rurale, didattico-sociale, scientifico e ambientale.»
All’incontro, organizzato dal ministero della Giustizia e dall’Ente Parco Nazionale Arcipelago toscano, sono intervenuti anche i sottosegretari dei ministeri dell’Ambiente e del Lavoro Silvia Velo e Luigi Bobba, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, il prefetto di Livorno, Anna Maria Manzione, e l’assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi.
Le colonie penali agricole di Is Arenas (nel territorio del comune di Arbus), Mamone (nel nuorese) e Isili (nel Sarcidano) si caratterizzano per il fatto che nei relativi territori sono nate aziende in cui si pratica l’agricoltura e l’allevamento del bestiame. L’estensione territoriale è ampia: in totale 6.200 ettari tra boschi, terreni coltivati e terre incolte, spiagge bellissime e natura incontaminata. Sono presenti caseifici attrezzati, macelli e altri impianti che contraddistinguono un’azienda agricola (2.700 ettari rispettivamente Is Arenas e Mamone, 800 ettari la colonia di Isili). I detenuti, nelle diverse fasi della vita lavorativa all’interno della colonia, sono accompagnati e sostenuti da figure con particolari competenze tecniche.
Gianmario Demuro 2